lunedì 30 aprile 2012

COCCINELLE ASSASSINE_185° episodio

Due coccinelle, grandi come utilitarie, compaiono all'improvviso in una grande città. I bestioni dovrebbero suscitare allarme, giacché potrebbero mangiarsi un bambino a merenda; invece no. Per motivi non chiari, le coccinelle sono infatti gli insetti più simpatici agli umani. Con i loro colori ed il buffo modo di camminare suscitano tenerezza e non solo alle ragazzine. Ma questi due non si possono certo tenere su un dito, o sul dorso della mano. Gli umani però non si allarmano come succederebbe se a zampettare sulle auto, e tra le auto, fossero due altrettanto grossi scarafaggi. Tutti odiano gli scarafaggi, così come tutti amano le coccinelle. I due bestioni, abbastanza pesanti, danneggiano le auto, ma pochi ci fanno caso. Le maxi coccinelle in effetti emanano feromoni che mettono di buon umore gli umani. Poi all'improvviso giungono sulla scena proprio due enormi scarafaggi. E tutti i presenti inorridiscono; qualcuno vomita pure! Cosa è capitato a questa città, si chiedono tutti i presenti? Due orrendi scarafaggi grandi come buoi! La gente scappa, fermandosi però a distanza di sicurezza. Anche perché sembra che gli scarafaggi e le coccinelle si guardino in cagnesco. Poi i quattro trovano uno spiazzo abbastanza grande, e si confrontano uno contro uno, scarafaggio contro coccinella. A questo punto, parte un coro da stadio. Non ci sono due fazioni, ma solo una: tutti tifano per le coccinelle, pur temendo che animali tanto gentili non possano farcela contro quei mostri delle fogne. Insetti indubbiamente extraterrestri circolano liberi in città, come se questo fosse il loro pianeta! Che vergogna! Dove diavolo sono rintanati i super-eroi, che dovrebbero difendere la gente onesta? Questi i pensieri leggeri che riempiono le testoline, umane, mentre la battaglia inizia, tra zampate e morsi. Sulla Terra ci sono altri alieni, che però agiscono in base ad un contratto ben preciso, sono i serpentoidi. In questo momento, stanno nella loro base segreta, ricavata in un locale dismesso della metropolitana. Stritolatore, Anaconda, Pitone e Boa sono davanti alla tv, interessati dallo scontro tra i maxi scarafaggi e le maxi coccinelle. Chi scommette sui primi, chi sulle seconde. Poi però il loro gioco viene interrotto da una chiamata, proveniente da Sysform, che ha trovato un nuovo ingaggio per il gruppo degli hunter killer. Un caso piuttosto facile: il cattivo di turno è stato circondato; un agente di polizia si appresta ad entrare disarmato, chissà perché! I serpentoidi si scambiano degli sguardi perplessi: sono convinti che i criminali si debbano catturare vivi, o preferibilmente morti. A che serve scambiare con loro chiacchiere assortite? In base al loro ingaggio, possono tuttavia sostituirsi alle forze di polizia, senza preavviso. Stritolatore guida quindi i suoi in una missione divertente: far fare brutta figura ai poliziotti. E se i serpentoidi potessero ridere, adesso sghignazzerebbero! La loro auto, con i vetri oscurati arriva in velocità nei pressi della casa dove il criminale si è asserragliato. Peccato che non sia notte, ma i serpentoidi sono bravissimi a muoversi nella boscaglia. Vedono i poliziotti, ma i poliziotti non vedono loro, neppure quando i quattro grossi alieni trovano dei varchi per entrare in casa. Bravissimi a mimetizzarsi, i serpentoidi ascoltano le insensate discussioni tra il criminale armato ed il poliziotto stupidamente disarmato. Neppure il criminale si accorge di loro; è chiaro che gli umani non hanno un olfatto decente. Pitone è il più vicino ai due tizi, quindi tocca a lui scattare quasi come un lampo, anticipando il criminale. Non fa in tempo a sollevare la pistola, che Pitone lo colpisce il petto, con la sua testa durissima. Crolla senza un fiato; morto o vivo per i serpentoidi è lo stesso. Adesso però bisogna rendere inoffensivo il poliziotto. Anaconda lo blocca quindi in un abbraccio mortale, ma non per ucciderlo. Tocca a Boa con le sue abilità mentali, che comprendono una possessione mentale in grado di azzerare i ricordi recenti. Il poliziotto prova emozioni fortissime, ma non gli è consentito chiamare aiuto. Si trova avvinghiato da uno strano enorme serpente, che non sembra di questa Terra. Un altro di loro si avvicina; uno con un caschetto metallico, con lucette che si accendono e di spengono. Poi la mente del serpentoide entra in quella dell'umano; non il contrario, perché gli uomini non potrebbero sopportare simili pensieri, ricordi e passioni. Gli umani sono una razza giovane; i serpentoidi viceversa hanno una memoria atavica risalente a decine se non a centinaia di milioni di anni. I ricordi recenti vengono cancellati facilmente dalla mente del poliziotto, che si risveglia in una casa vuota, eccetto che per il criminale ormai morto stecchito. Chi o cosa gli abbia sfondato il torace sarà un problema per il medico legale. Nella base di Evolution, i super-eroi ed il drago verde studiano attentamente gli zombie catturati da Kong, Fulminatore e dalla detective Lucrezia. Il morto vivente più insolito è proprio quello che la poliziotta ha scovato nei pressi del cinema, dove era entrato per vedere un film horror. Gli altri zombie continuano ad agitarsi, nel recinto dove sono stati stipati. Manifestano tutti le caratteristiche tipiche dei morti viventi: deambulazione strascicata, emissione di suoni gutturali, puzza di putrefazione, perdite di pus. All'altro zombie, quello strano, qualcuno ha persino dato un nome: Pierre. È stata Nancy, la telepate guaritrice, a ritenere che quel nome fosse azzeccato. Lui, Pierre, non urla, non fa versi, e non avanza neppure con la classica andatura di quelli della sua specie. Appurato che gli altri zombie non sembrano in grado di fornire dati nuovi, i mutanti li trasferiscono giù dalla nave, sulle sabbie del deserto. Che si muovano e si agitino finché vogliono, o finché il sole li secchi del tutto. Per quanto riguarda Pierre, l'uomo bestia di Evolution ha invece deciso di studiarlo ancora un po'. Evolution non sa ancora della battaglia tra le maxi coccinelle ed i maxi scarafaggi, ma presto la notizia giungerà e li coinvolgerà in una nuova operazione. Qu Max e Qu Rax sono due vecchie conoscenze di Evolution, e non sono dei piantagrane. Lo stesso non si può dire di quelle coccinelle grandi come automobili. Sono grossi animali cannibali, ancora più pericolosi grazie al loro aspetto rassicurante. Una delle coccinelle stringe nelle sue mascelle una zampa di Qu Rax; il maxi scarafaggio non sente dolore, ma preferirebbe non farsela strappare. Il suo nemico però è molto forte, e si agita, proprio per dilaniare la zampa. Qu Max volge le spalle (per modo di dire) al suo nemico, per accorrere in difesa del suo socio. Si lancia con tutto il suo peso, che è considerevole, addosso alla coccinella che lotta con Qu Rax. L'impatto è tale che i tre maxi insetti rotolano in varie direzioni, ma la zampa di Qu Rax è salva. Il quarto insettone, la coccinella di Qu Max, parte a sua volta all'attacco. Punta a staccare le antenne al primo scarafaggio che le capiti a tiro. Ma gli scarafaggi si difendono bene, mordendo e spingendo. Gli esoscheletri degli insetti assorbono gran parte degli impatti, risuonando come scudi di carbonio. Ad un segnale convenuto, o forse in seguito ad una comunicazione telepatica, le coccinelle scappano in due direzioni opposte. Si infilano in vicoli che per loro sono stretti, ma, essendo insetti, non hanno problemi a scalare i muri. Una donna, che si era sporta dalla finestra per osservare l'insolita battaglia, non riesce a ritirarsi in tempo, o forse la grossa coccinella che la aggredisce non le sembrava abbastanza pericolosa. L'enorme bestia entra in casa, sottomettendo facilmente l'umana. Adesso l'insetto sovradimensionato potrà assaggiare quella tenera carne, e bere il sangue caldo, che in quel corpo scorre tumultuoso. La coccinella assassina spalanca fauci inaspettate, mentre la donna grida con tutta l'aria che le rimane nei polmoni. L'aiuto giunge nelle sembianze di un grosso cane, che balza sul mostro, per difendere la padrona. Non ci sono dubbi su chi sia il più grande ed il più forte tra i contendenti, ma il cane sembra impazzito, forse a causa dell'odore che l'insettone emette. Le emanazioni che suscitano simpatia negli umani fanno evidentemente l'effetto opposto sui cani. La coccinella scaglia il cane contro il muro della camera, ferendolo, ma lui torna all'attacco. Il suo destino sarebbe segnato se dall'esterno, scalando il muro, non giungesse uno degli scarafaggi colossali. La donna riesce a scappare in bagno, contenta di non essere gravemente ferita da quelle zampe cornee. Il cane zoppicante e spelacchiato le corre dietro. La zuffa si accende nella camera, che per i maxi insetti è ridicolamente piccola. Più per fortuna che per abilità combattiva, la coccinella riesce mettere schiena a terra l'avversario. Adesso potrebbe staccargli la testa, ma una scarica di energia bluastra la paralizza, somministrandole un grande dolore. Fulminatore levita davanti alla finestra distrutta, grazie al suo craft antigravitazionale. La coccinella reagisce con una velocità inaspettata, scagliandosi all'esterno. Gli insetti normali sopravvivono a qualunque caduta, giacché la loro velocità limite è molto bassa. Questi bestioni viceversa precipitano come mucchi di mattoni. Un'auto parcheggiata in strada assorbe gran parte dell'impatto; i cristalli esplodono all'unisono, mentre il tettuccio collassa. Il grosso animale a sei zampe risente della botta, ma, pur traballando, prosegue la sua fuga. Qu Max e Qu Rax confabulano tra loro; poi, ringraziando Fulminatore, corrono dietro alle coccinelle assassine. I cittadini assistono ad una corsa mai vista o immaginata prima, tra due coccinelle e due scarafaggi, tutti grossi come bovini adulti. Le coccinelle saltano, grazie alle ali che fuoriescono dall'armatura dorsale. Si muovono a grande velocità, ma anche gli scarafaggi riescono a schivare il traffico urbano. I quattro insetti colossali causano ingorghi ovunque passino. La gente blocca le auto per osservare meglio quella scena, e per urlare allarmata. Qu Max e Qu Rax sono due sceriffi che inseguono i nemici pubblici; i buoni corrono dietro ai cattivi, ma non in auto bensì ognuno sulle proprie sei zampe. Poi però gli scarafaggi rallentano e frenano, perché le due coccinelle sono state raggiunte da numerose colleghe. Qu Max e Qu Rax non possono più arretrare, e si collocano schiena contro schiena, per l'ultima difesa. Nessun umano ha mai pensato che le coccinelle potessero digrignare in quel modo le fauci, pregustando la distruzione sistematica dei nemici. Ma dal cielo sopra di loro giunge un lievissimo rumore, causato dallo spostamento d'aria di un corpo enorme e possente. Tutti gli insetti presenti agitano freneticamente le loro antenne, prima ancora di inquadrare con gli occhi sfaccettati Dragonfire, che piomba su di loro. L'alieno verde atterra, saltando dal suo craft antigravitazionale. L'asfalto si crepa nell'impatto con quelle zampe micidiali. Il drago di Evolution è accanto a Qu Max e Qu Rax, che comprendono di essere salvi. Le coccinelle assassine non conoscono Dragonfire; questo è il motivo per cui si lanciano stoltamente all'attacco. La coda del drago falcia tre o quattro insettoni alla volta, facendoli schizzare lontano. Per ora non intende ucciderli o menomarli, ma, se dovessero insistere, i loro esoscheletri voleranno in pezzi, ed il liquido che hanno al posto del sangue imbratterà la strada. I due maxi scarafaggi collaborano coraggiosamente, mascelle contro mascelle, zampe contro zampe. In breve, le coccinelle ferite superano numericamente quelle ancora quasi integre; tutte comprendono la necessità di cambiare strategia. Hanno invaso la città degli umani per nutrirsene, non per scontrarsi con un invincibile drago verde. In breve, chi su sei, chi su cinque o quattro zampe, tutte le coccinelle assassine di disperdono nei vicoli. Si voltano indietro solo dopo parecchi chilometri; non temono gli scarafaggi, ma potrebbero essere araldi del colosso verde. Una tra le coccinelle assassine rimane però indietro, perché in ogni gruppo c'è sempre qualcuno che si crede più furbo degli altri. Si nasconde in una cantina, in attesa che scenda la notte. Il grosso insetto non intende abbandonare la caccia; si è ripromesso di divorare la prelibata carne umana, ed è quello che farà. Mentre aspetta, osserva gli umani che camminano nelle strade. Aggredirne uno mentre è a bordo di una macchina metallica è sconsigliabile. Troppa fatica ad estrarlo da quel metallo. Meglio puntare su un umano piccolo e tenero, che possa essere divorato in pochi bocconi. La coccinella assassina pregusta lo spuntino notturno. Pensa a quanto siano stati stupidi gli altri, che hanno abbandonato la scena per paura del drago. Adesso il colosso verde di sicuro si è recato altrove; tra un po' quindi l'astuzia prevarrà sulla forza bruta e sulla paura. La coccinella assassina finalmente individua due possibile vittime. Due bambini, ma per lui sono solo due umani piccoli e certamente buoni da mangiare. Pensa agli scarafaggi, che queste cose non le farebbero mai, perché cogli umani vorrebbero vivere in pace. Non sanno che agli umani gli scarafaggi fanno schifo? Poi la coccinella assassina schizza fuori dal suo nascondiglio bloccando la strada ai due bambini. La strada è deserta, ed in pochi secondi porterà a termine il suo attacco; così pensa. I bambini scappano, ma la coccinella assassina li salta, per sbarrare loro la via di fuga. Poi si volta, spalancando le mascelle. In quel momento ode però un suono mai sentito prima. Del resto una coccinella, per quanto maxi, come potrebbe conoscere il mugolio della donna leopardo? Ferox non si nasconde al suo nemico; anzi avanza verso di lui, sguainando i suoi artigli micidiali. La coccinella assassina non ha paura, giacché quella creatura è molto più piccola del drago verde. Eppure una sensazione si fa strada nel suo stomaco, e non è una bella sensazione. I leopardi non sono conosciuti per il buon carattere, ma per la capacità assassina. Ferox copre, con un solo salto, la distanza di molti metri, atterrando sulla schiena della coccinella. Il grosso insetto cerca allora di togliersela di dosso, come farebbe un bufalo ad un rodeo. La mutante di Evolution però usa i suoi artigli per fare presa sulla superficie cornea, che è sia corazza, sia dispositivo di volo. A questo punto, la disputa non ha vincitori o vinti, dato che la coccinella assassina non può mordere Ferox, ma la donna leopardo non riesce a penetrare più di tanto nell'esoscheletro. Volendo infierire, potrebbe tuttavia prendersela con le zampe o con le antenne del bestione. Sorprendentemente invece Ferox molla la presa, perché i bambini sono ormai in salvo, o forse il dottor Occulto, capo di Evolution, le ha comunicato telepaticamente il suo pensiero in tal senso.

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