martedì 29 maggio 2012
SCIAME ANOMALO_190° episodio
Gli esperti in terremoti costituiscono un clan di gente strana, che dopo ogni sisma rivendica di avere preavvisato il mondo, ma nessuno se ne ricorda. Il loro lavoro consiste nel realizzare mappe, che attribuiscono alle varie aree geografiche una predisposizione più o meno marcata ai terremoti. Succede che, conseguentemente, molta gente si illuda, in base a dette mappe, di vivere in case saldamente ancorate al suolo. Se poi capita che i muri si crepino ed i soffitti crollino, gli esperti in terremoti correggono le loro mappe, senza fare una piega. In fondo, spiegano, se parliamo di centinaia o migliaia di anni, tutta la superficie planetaria è soggetta a rischi. Bella scoperta: una volta al posto di talune pianure c'era il mare, ma alla gente interessa sapere se il mare tornerà, non altro. Così accade che, un giorno come tanti altri, senza eclissi, comete, macchie solari o previsioni di popoli estinti, il terremoto decide di far visita ad un'area geografica a bassa sismicità. Di colpo si scopre che quella zona è stata costruita dai sedimenti di un grande fiume. Quindi perché stupirsi? Meglio non fare certe stupide riflessioni in presenza di chi si è visto crollare addosso, o quasi, la casa; potrebbe arrabbiarsi! Le polemiche vengono però accantonate, o rinviate alla fine delle scosse. Arrivano i soccorsi, si contano le vittime, si cerca di portare aiuto ai moltissimi sfollati. Qualcuno si chiede come mai costruzioni fatte di solido calcestruzzo siano crollate come castelli di carte. Ma ci sono cose più urgenti da fare, e la macchina dei soccorsi funziona. Passa una settimana, contrassegnata da parecchie scosse di assestamento, e la gente spera che il grosso sia passato. Purtroppo però, smentendo ancora una volta gli “esperti”, il terremoto torna con la stessa forza dirompente, ed abbatte quasi tutto ciò che era pericolante. Questo è ciò che accade in superficie. Cosa avvenga in profondità è a questo punto pura supposizione. Così rimarrebbe se nessuno osasse andare a vedere di persona. Chi potrebbe rischiare di rimanere schiacciato o imprigionato nelle caverne, specie se lo sciame sismico continua? Un gruppo di speleologi decide di rischiare; loro amano scendere nelle profondità del pianeta. Inoltre, così facendo, potranno effettuare rilievi scientifici di incomparabile valore. Il gruppo si prepara a scendere; tutti gli speleologi sono forniti dell'equipaggiamento necessario, ed altri aggeggi super-tecnologici da testare. Dal cacciatorpediniere di Evolution, arenato in un deserto lontanissimo, il dispositivo teletrasportatore aggancia un wormhole, che consente di azzerare migliaia di chilometri. Lo spazio si squarcia nel cielo sopra gli speleologi, ed il possente drago di Evolution scende verso terra, volando grazie al suo dragoncraft. Gli esploratori delle profondità sapevano del suo imminente arrivo, ma vederlo di persona suscita un sano timore. Dragonfire, alto tre metri, pesante settecento chili, coperto da scaglie praticamente indistruttibili, fornito di una coda formidabile, schiude le formidabili mascelle, sorridendo. Il gruppetto indietreggia, temendo che l'alieno sia stato colto da fame improvvisa. Poi, rassicurati sulle sue intenzioni, lo guidano in una missione nelle viscere della Terra. Cercano ovviamente passaggi sufficientemente ampi, per evitare che Dragonfire sia costretto a frantumare la roccia per avanzare. Il percorso è reso scivoloso dalle infiltrazioni d'acqua, che alimentano le muffe sotterranee. La caverna nella quale il gruppo si inoltra è già stata visitata da altre spedizioni, che hanno lasciato chiodi infissi nella roccia, e funi per evitare di cadere nei tratti più ripidi. Dragonfire si trova più a suo agio sotto il sole, dato che è in grado di trarre energia direttamente dai raggi della nostra stella. In pratica adesso il drago attinge alle sue batterie interne, ma l'intero suo corpo è una batteria di incalcolabile potenza. I suoi artigli fanno facilmente presa nella roccia, sbriciolandola. Dragonfire è preceduto da alcuni speleologi ed è seguito da altrettanti, che si tengono però a distanza di sicurezza dalla sua coda pericolosa. Mentre la profondità aumenta, la temperatura iniziale di circa dieci gradi tende ad incrementare. Gli esploratori scientifici delle caverne teorizzano che questo sia dovuto al nucleo incandescente del pianeta, sebbene disti parecchie migliaia di chilometri. La luce è fornita da torce elettriche e torce chimiche. Gli occhi del drago sono più potenti di quelli umani, e riuscirebbero a seguire il percorso sotterraneo anche nell'oscurità quasi totale. Dopo molte ore, il capo spedizione ordina una sosta. Mancando ogni riferimento solare, lunare e stellare, si concorda di fermarsi secondo una ciclicità ripetitiva, per riposarsi e mangiare. Il drago, che fin da piccolo si è nutrito di montagne di ortaggi ed altri prodotti della terra, si è portato uno zaino con barrette nutritive predisposte dall'uomo bestia Kong. Lo zaino di Dragonfire è proporzionale alla sua mole, quindi ci starebbero dentro almeno due uomini. Secondo le convinzioni degli scienziati terricoli, sotto terra ci sono solo pesci ciechi, immersi in laghetti di acqua gocciolante. Dragonfire si accorge quasi subito che non è così: sotto terra c'è ben altro che pesciolini innocui, che si nutrono di microorganismi. Qualcuno spia la spedizione giunta dalla superficie; chiunque sia, osserva con sospetto gli intrusi, ma la presenza del drago verde sconsiglia loro di avvicinarsi, per ora. Ci fosse Ferox o Kong, non avrebbero problemi a stanare quegli esseri; Dragonfire, viceversa, non è attrezzato per muoversi silenzioso come una belva della jungla, per cui aspetta l'evolversi della situazione. Intanto, in superficie, la terra continua a tremare, la gente preferisce dormire nelle tende, e le strutture lesionate completano il loro disfacimento. Teorici della deriva dei continenti affermano che la colpa è di una placca colossale, che, senza preavviso, ha deciso di migrare verso nord-est, spostando tutto ciò che trova sulla sua strada. Gli scienziati salgono in cattedra, pur non essendo in grado di dire quanto durerà lo sciame sismico. Gli scienziati non si sbilanciano più, per paura di essere nuovamente smentiti per la seconda volta in poco più di una settimana. La Maga comunica telepaticamente con Dragonfire, usando come tramite il piano astrale, come ha imparato dal suo maestro il dottor Occulto. Gli uomini e le donne che vivono in superficie non hanno idea di cosa si muova sotto le loro case, le loro strade ed i loro piedi. Hanno sentito parlare di fiumi sotterranei, ma pensano che si trovino in parti remote del pianeta. Masse di roccia dalla massa incommensurabile, che scivolano sul magma sono, per il popolo di superficie, fantascienza o poco più. Il corpo di spedizione, che si inoltra sempre più a fondo, incontra realmente fiumi, o meglio torrenti che precipitano verso profondità insondabili. Nebbie prodotte dalle enormi cascate diminuiscono la visibilità, ma gli umani sono provvisti di appositi occhiali, mentre il drago non abbisogna di alcun supporto oculare. Dragonfire si fida della capacità dei suoi amici umani di trovare la strada giusta, in un ambiente difficilmente interpretabile. Il dottor Occulto chiederebbe l'intervento della sua allieva Navigatrice; però interferenze energetiche di natura non ancora definita rallentano anche la comunicazione via piano astrale. La situazione potrebbe essere in stallo, mentre le scosse telluriche continuano a bersagliare le città umane, ma anche i cunicoli ove il gruppo di spedizione si trova ora. La soluzione al problema arriva da una fonte inaspettata: piccoli umanoidi con la pelle grigiastra si avvicinano con circospezione al drago di Evolution. Evidentemente preferiscono comunicare con il gigante verde, piuttosto che con gli umani. Gli abitatori delle profondità emettono suoni simili agli squittii, ma non si illudono che i nuovi arrivati ne comprendano il significato. Dragonfire, che tende a sviluppare un rapporto empatico con le forme di vita più vicine alla Natura, segue gli umanoidi grigi, che a quanto pare intendono condurlo ad una destinazione che è comunque preferibile alla stasi del momento. La spedizione cambia così la sua formazione: gli umanoidi precedono Dragonfire, mentre gli speleologi seguono. Per quanto il loro ruolo sia diventato secondario, essendo scienziati desiderano accertare tutto il possibile su quelle sorprendenti forme di vita autoctone. Ed in effetti è evidente che, senza la loro guida, non riuscirebbero a superare percorsi che solo apparentemente finiscono nel nulla. Gli umanoidi conoscono la strada, perché quello è il loro mondo; è altresì evidente che sperano di poter contare sulla possanza del drago, per risolvere qualche loro problema. Continuando a procedere in quel mondo senza tempo, all'improvviso la spedizione si trova di fronte ad un agglomerato di abitazioni, scavate nella roccia: il villaggio dei sub-terranei. La spedizione viene avvicinata da molti altri esseri dalla pelle grigia, che osservano con reverenza il drago di Evolution, perché per loro la sua presenza significa il realizzarsi di un'antica profezia. Gli umani finalmente possono lavarsi, riposarsi e mangiare all'interno di una casa. I sub-terranei forniscono da mangiare anche al drago di Evolution, sapendo dagli antichi testi che si nutre solo di vegetali. I più attenti all'interno della spedizione si chiedono come possano questi abitatori delle profondità disporre di vegetali. I sub-terranei sono abbastanza amichevoli, ma non al punto di svelare tutti i loro segreti. Hanno infatti sviluppato una tecnologia che simula efficacemente la luce solare, e la usano per le loro coltivazioni. In superficie, ci sono persone che lavorano gratis per aiutare gli sfollati, ma ci sono altri che penetrano nelle case abbandonate, per depredarle di quel che è rimasto. La forza di Dragonfire è però necessaria proprio dove si trova, e la cosa diventa palese dopo che la spedizione ha ripreso la sua marcia. Scendendo ancora più in profondità, gli esploratori, accompagnati dagli umanoidi grigi, si imbattono in qualcosa di veramente inaspettato: una macchina colossale che scava e divora la roccia. Progettato da un genio della meccanica e dell'elettronica, quel mostro si muove su cingoli sferraglianti. Una grandissima trivella ruota lentamente, mentre asporta quantitativi impressionanti di roccia. Trivelle poco più piccole collaborano a quell'opera di distruzione sistematica. I sub-terranei hanno chiesto l'aiuto di Dragonfire, perché solo un essere mitico come lui ha qualche possibilità contro la macchina infernale. Tutto ciò che si trova sotto la crosta terrestre è tutt'altro che uniforme e compattato. Scavare, come il mostro metallico sta facendo, squilibra assetti che reggevano da migliaia di anni, se non addirittura milioni. Chiunque guidi l'immensa scavatrice non ha di certo a cuore i destini delle popolazioni della superficie, e neppure dei sub-terrannei. Dragonfire è convinto che lo scopo delle perforazioni sia minerario. Questo significa che il disastro continuerà finché a bordo della mostruosità rimarrà spazio dove collocare il minerale estratto. Oppure finché Dragonfire metterà fine a quella manifestazione di spregio e violenza estrema. Il drago carica la macchina immane; salta ed impatta con enorme fragore, ma il metallo impiegato è molto spesso. Dragonfire accetta la sfida, e si prepara a scatenare la sua potenza, fino a sfondare la parete più massiccia. Ma prima che ciò avvenga, un gran numero di uomini armati erompono dalla macchina, per difenderla. Impugnano mitragliatori, che vomitano piombo infuocato contro l'alieno di Evolution. Gli speleologi vorrebbero aiutare il drago, ma, non essendo armati, possono solo mettersi al riparo delle rocce. I sub-terranei invece sono disposti a rischiare la vita, per difendere il loro habitat dagli invasori che provengono dalla superficie. Perché ormai è chiaro da dove sia giunta l'enorme scavatrice. Alla postazione computerizzata che coordina i motori, le trivelle, le braccia meccaniche della mostruosità pesante innumerevoli tonnellate, c'è il miliardario che ne ha commissionato e finanziato la costruzione. Lui ha di certo sentito parlare di Dragonfire e di Evolution, ma non si lascerà intimidire neppure da un alieno alto tre metri, e ricoperto da scaglie verdi. Dragonfire trattiene i sub-terranei, che morirebbero invano; poi affronta da solo le mitragliatrici del nemico. Forse i mercenari pensano di ferirlo con il fuoco ripetuto e concentrato; ciò che non sanno è che il drago è meno forte del solito, perché gli manca la luce solare. Questo però significa solo che dovrà eliminarli più in fretta. Quando avviene lo scontro fisico, Dragonfire non è neppure stato scalfito dalle pallottole di piccolo calibro. La coda verde abbatte gli uomini come fosse una falce, e loro birilli. Urla di dolore si levano dalla moltitudine fin troppo fragile se rapportata alla super-forza di Dragonfire. Poi il colosso verde afferra uno dei grossissimi cingoli; l'acciaio si frantuma come fosse legno di balsa. Dragonfire, in un'eruzione di forza, strappa le spesse maglie metalliche, immobilizzando il suo terribile nemico meccanico. Adesso i sub-terranei potrebbero organizzare un attacco, contro un nemico impossibilitato a muoversi. Sennonché il miliardario, proprietario e conduttore del mostro scavatore, aziona alcune torrette, che finora erano rimaste dissimulate. Questi proiettili sono di calibro decisamente superiore, ma Dragonfire non ha alcuna intenzione di prestarsi a fare da bersaglio al pazzo. La sua arma più forte è la super-fiamma, e si prepara a scatenarla. Mentre i primi colpi di cannone piovono nei pressi del drago e dei suoi alleati, lui emette un'ondata di plasma caldissimo. Il metallo della scavatrice, sebbene sia stato progettato per resistere ad impatti contro le rocce, si surriscalda ed inizia a fondere. La reazione a catena che prende il via divora il metallo come fosse un mostro famelico. Dragonfire ordina agli speleologi ed ai sub-terranei di allontanarsi dall'enorme caverna, perché non potrebbero sopravvivere a quella forza incommensurabile. Infine, della macchina che aveva innescato lo sciame tellurico anomalo rimane solo un ammasso di materiale simile alla lava rappresa.
lunedì 21 maggio 2012
TRAFFICANTI DI VITE_189° episodio
Una ragazza come tante, cioè, sfortunatamente per lei, poco dotata di cervello. Se i genitori l'avessero seguita e corretta, e se la scuola avesse segnalato loro i suoi comportamenti devianti, non circolerebbe da sola, di notte e vestita in maniera indecente in una città sconosciuta. Un tempo, i giovani credevano al peccato; questo non evitava comportamenti discutibili, ma se non altro sapevano di sbagliare. Oggigiorno invece tutti gli adolescenti si credono invulnerabili e, specialmente, molto più svegli di qualunque adulto. La ragazza, Susan, ha appena litigato con un partner occasionale. Il suo stato emotivo è perciò più sconvolto del solito. Un tizio l'adocchia; si avvicina al marciapiede, guidando un'auto molto costosa. Forse da qualche parte nel cervellino di Susan c'è ancora un principe azzurro, destinato a presentarsi alla sua porta, per chiedere la sua mano. Quello a bordo dell'auto costosa non è un principe azzurro, ma usa parole di facile comprensione per una ragazza brilla. Le sorride, e Susan si precipita ad accomodarsi sui sedili di pelle, sentendosi una principessa. Invece la stupida viene indotta, con percosse e minacce, a prostituirsi. I genitori di Susan sono disperati, perché la ragazza non torna a casa; si rivolgono quindi alla polizia, che aggiunge il suo nome a quello di tante altre sciocche, abbindolate da un improbabile principe azzurro su ruote. Gli Hunter Killer questa sera non sono in caccia; quindi non intervengono a proteggere Susan e le altre come lei. Una regola dei fumetti è che ci sia sempre un super-eroe per ogni damigella in pericolo. In realtà, non ci sono abbastanza super-eroi al mondo per salvare un numero sterminato di stupidi umani che si mettono nei guai da soli. Gli hunter killer, tutti meno Sysform, questa sera guardano un telefilm in tv. Ai serpentoidi piacciono molto i telefilm polizieschi terrestri; specie quelli nei quali i profiler riescono a farsi sfuggire sotto il naso pericolosi criminali. Stritolatore, Boa, Anaconda e Pitone emettono sibili, che corrispondono alle nostre risate sguaiate. Nel telefilm, i profiler hanno liberato i bambini rapiti. O meglio, i bambini si sono liberati da soli. Poi i poliziotti sono entrati nella casa di un depravato, ma il suo socio era già scappato. A questa scena, i serpentoidi scoppiano a ridere a modo loro, fino quasi alle lacrime. Sysform è uscita in missione, anche per non dover ascoltare quei serpentoidi adulti che, davanti alla tv, si comportano come ragazzini. Tra l'altro, Sysform è alla ricerca del socio del bombarolo che gli hunter killer hanno eliminato ieri. La detective Lucrezia le ha trasmesso in via riservata un file dei primi nomi selezionati dal computer Galadriel. Tra di essi, si trova di sicuro il complice del bombarolo giustiziato dagli Hunter Killer. Sysform è sicura che, anche in questo caso, anticiperà gli investigatori umani. La serpentoide ha seguito le ultime notizie sulle indagini: trovato ucciso il sospettato principale, la polizia brancola nel buio. Forse sono troppi ad indagare, e forse non avrebbero dovuto camminare sulle prove. Sysform però può contare sui suoi poteri telepatici. Sebbene non siano paragonabili a quelli della Maga e neppure a quelli di Nancy, l'aliena percepisce le immagini mentali a distanza ravvicinata. Il primo dei sospettati si trova in casa, non sapendo di essere osservato. Un tizio che avrebbe saputo costruire l'ordigno esplosivo, ma i suoi pensieri non sono quelli di un assassino. Sysform si muove velocemente verso un altro sospettato. La serpentessa avverte subito qualcosa di sospetto. Il tizio è molto nervoso, perché si sente assediato. Sforzandosi, l'aliena coglie i ricordi che cercava: un ordigno collocato nottetempo. La volontà di uccidere qualcuno in particolare, nel mucchio. Sysform potrebbe chiedere ed ottenere aiuto ai suoi soci Pitone, Boa, Anaconda e specialmente Stritolatore. Ma non intende privarsi della soddisfazione di eliminare da sola il sordido elemento. Improvvisamente il tizio esce, come se avesse sentito qualcosa e qualcuno. È armato di pistola, pronto a vendere cara la pelle. Nel buio però lui vede molto peggio di Sysform; lei in più ha altri sensi, che le consentono di visualizzare addirittura gli organi interni della sua vittima. La serpentessa non lo avvolgerà nelle sue spire; quella è una strategia dei maschi della sua specie, decisamente più grossi di lei. Velocissima, gli piomba addosso, anticipando ogni sua reazione. Lo colpisce con le sue creste, collocate sulla testa e sul muso, tra il plesso cardiaco ed il plesso solare. Il delinquente non saprebbe dire cosa abbia causato quell'impatto micidiale. È ferito gravemente, ma potrebbe ancora sparare; per cui Sysform lo finisce mordendolo alla gola. La serpentessa può succhiargli il sangue, e lo fa. In questo modo, beve anche i pensieri del moribondo, la cui ultima paura è quella di precipitare all'inferno. Lo meriterebbe. Un altro dono degli Hunter Killer alla polizia ed alla magistratura. Susan è sopravvissuta alle sevizie fisiche e mentali, che non sono terminate; disperata, sospetta anzi che siano appena all'inizio. I suoi genitori non si rassegnano alla sua scomparsa, e si rifiutano di abbandonare la speranza di rivederla viva. I profiler che lavorano assieme a Kong ed al computer Galadriel fortunatamente non si occupano solo di persone uccise, ma anche di rapimenti e scomparse poco chiare. Guardano con grande rispetto Galadriel, ma anche con invidia, data la facilità con la quale il computer ha formulato il listato dei possibili dinamitardi, per l'attentato davanti alla scuola. La polizia però non accetta volentieri che qualcuno si dimostri più bravo a mettere le mani sui sospettati principali. A dire la verità, più che di mani si è trattato di spire e di zanne, ma la polizia non lo sa. I profiler si preparano a fornire a Galadriel tutti i dati e le supposizioni che riescono a formulare. A chiunque verrebbe un gran mal di testa ad ascoltare tutte quelle chiacchiere, ma Galadriel è un cervello elettronico senziente. Per più di un'ora, i profiler dicono di tutto; tutto ciò che passa loro per la testa, a proposito del rapimento di Susan. Galadriel assimila tutto, con facilità estrema; assembla, smonta, rimonta, ordina e riordina, secondo schemi matematici terribilmente complessi. Kong, l'intelligentissimo uomo bestia di Evolution, spiega ai profiler che Galadriel ormai conosce tutti gli abitanti umani del globo. Il super computer sarebbe in grado di dire dove si trovava chiunque, in qualsiasi momento ed assieme a chi. Partendo dalle ultime coordinate spazio-temporali note di Susan, le persone che possono averla rapita non sono tantissime. Scendere da sei miliardi di sospettati a circa un migliaio è un successo incomparabile. Introducendo altre variabili, Galadriel formula quindi una graduatoria probabilistica. Ipotizzando che Susan sia stata rapita da un'organizzazione e non da un singolo, la cattura di un membro di detta organizzazione consentirebbe di conoscere gli scopi ed il business criminale. Dato che Galadriel ha ormai sviluppato una propria personalità, giunge al punto di proporre la formazione di una squadra di ricerca, composta dalla donna leopardo Ferox, dai giovani licantropi, Clara e naturalmente Cyberdog. La Maga, dal cacciatorpediniere base di Evolution, aziona il teletrasportatore. Rebecca, Sonia, David e Pedro costituiscono il primo gruppo di ricerca. Clara e Cyberdog, con i loro simbionti, sono la squadra numero due. Ferox caccia da sola, seguendo la via dei tetti, che è più congeniale ai suoi poteri felini. Rebecca e Sonia non dovrebbero aggirarsi da sole per le strade di una città dove il gioco d'azzardo legalizzato rende tutti fin troppo disinvolti. Potrebbero sembrare due ragazzine scappate di casa, affascinate dalle luci della città del vizio. David e Pedro le seguono a distanza, pronti ad intervenire. È però Clara la prima ad entrare in contatto con uno dei sospettati, inseriti nell'elenco di Galadriel. Il teppista vestito in maniera pacchiana abborda senza pietà quella giovane, accompagnata da un cagnetto dall'aspetto tutt'altro che pericoloso. Il tizio riesce a farla salire in auto, senza troppo insistere. Sta già calcolando quanto potrà ricavare dal commercio degli organi interni della sua preda. Un uomo privo di pietà e morale, che però non sa di avere a bordo della sua auto una ragazzina potenziata, un cane ciberneticoe ben due simbionti di metallo vivente: il Transformatron ed il Tecnoragno. Sonia e Rebecca sono ancora a caccia; visto che per strada non sono state avvicinate, entrano in un bar, che si trova in una zona malfamata, suggerita dal super-computer Galadriel. Finalmente un uomo grasso ed untuoso cerca goffamente di attirare la loro attenzione, offrendo bibite e gelati. I giovani licantropi fiutano tutti assieme, nonostante la presenza di altre persone, un odore di agguato e di pericolo. Le ragazze lo assecondano, per far sì che le conduca alla base dove le vittime dell'organizzazione criminale vengono private dei loro organi commercializzabili. I giovani licantropi sono altresì incaricati di individuare quale sia la procedura di eliminazione delle salme delle innocenti. Ferox è stata avvisata telepaticamente dalla Maga, dell'evolversi della situazione. Quindi anche lei si avvicina alla base dei criminali, ormai individuata. Clara ed il suo sequestratore arrivano per primi. Le due ragazze licantropo seguono a breve, mentre i loro amici David e Pedro dimostrano di saper guidare bene la loro auto decapottabile, nonostante l'età. All'esterno dell'edificio, aspettano il segnale di Rebecca e Sonia. I criminali si avvicinano a Clara, ignorando Cyberdog; pensano erroneamente si tratti di un piccolo e debole cagnetto. Lui però non intende permettere ai malviventi di mettere le mani addosso a Clara, e attacca come un feroce predatore dei boschi. Grazie al Transformatron, Cyberdog dispone di muscoli potenziati, e di artigli retrattili, che stanno già penetrando nelle carni del nemico più vicino. Clara, che è ugualmente potenziata grazie al Tecnoragno, emette sottilissime fruste metalliche, che conducono corrente ad alto voltaggio. Grazie ai suoi poteri telepatici, la Maga, che si trova nella base di Evolution, avvisa i giovani licantropi e Ferox che la festa è iniziata. Rebecca, Sonia, David e Pedro si trasformano in una versione lupesca bipede, adatta alla battaglia in spazi ridotti. Le ragazze aggrediscono ululando i criminali che pensavano di avere di fronte delle ragazzine da uccidere, per ricavarne organi per i trapianti. Invece a morire sono loro, perché le licantrope affondano le zanne nelle molli gole; ed il sangue sgorga copioso. Le guardie addette alla sicurezza, intervengono, coll'ordine di sterminare ragazzine e cagnolino. Iniziano a volare i proiettili, che potrebbero fare a pezzi i loro teneri bersagli. Ciò accadrebbe se Ferox non fosse piombata sulla scena come una furia assetata di sangue, seguita da David e Pedro, intenzionati a difendere le loro amiche. La donna leopardo non lascia una sola possibilità agli umani che incontra nei corridoi dell'installazione della morte. I suoi artigli tagliano facilmente anche le ossa e le canne dei fucili. La sua velocità è tale che nessun proiettile la sfiora. Poi, come se i criminali non avessero abbastanza guai, giunge con le zanne snudate anche Lupo Nero. Lui ha un rapporto telepatico subliminale con i giovani licantropi, che addestra a diventare veri super-eroi. Il lupo demone fiuta immediatamente la pista dei suoi protetti, e si avventa sulla massa dei guardiani e dei tecnici intervenuti, abbattendoli e mordendoli. La Maga contatta Clara, per ricordarle di cercare Susan. Cyberdog sfrutta le super sensibilità del Transformatron, per orientarsi in quel caos di sangue, artigli, zanne e proiettili. Anche il Tecnoragno collabora con il suo genitore di metallo vivente. Susan è ancora viva, ma sarebbe, come le altre ragazze rapite, destinata all'ignobile traffico di organi vitali. Un medico corrotto si appresta ad iniettare un potente narcotico nel sangue della sventurata. Appena in tempo, un pesante estintore, scagliato dai muscoli di Clara, potenziati dal Tecnoragno, sfonda il vetro della porta chiusa a chiave. L'estintore colpisce sulla schiena il delinquente, che crolla al suolo, preda di lancinanti dolori. Susan è salva, almeno per adesso; se farà tesoro della lezione, eviterà di mescolarsi alla marmaglia pericolosa. La polizia interviene in forze; le guardie, già impegnate contro Ferox ed i suoi alleati, commettono l'errore di aprire il fuoco. Così la postazione viene invasa da agenti che non perdono tempo a fare domande. Gli scienziati corrotti, responsabili degli espianti tentano di evitare di essere uccisi nel sanguinoso conflitto. I delinquenti sopravvissuti decidono di scappare a bordo di alcuni grossi camion blindati; sfondano i portoni della rimessa ed escono. Raggiungono velocemente l'autostrada, certi che la polizia non possa fermarli con le auto di pattuglia. Il problema non si pone, giacché Evolution, grazie al suo sistema di teletrasporto, è in grado di fare intervenire altre forze. Fulminatore, volando grazie al suo craft antigravitazionale, giunge facilmente a distanza di tiro. I grossi camion sono provvisti di motori a combustione interna; non importa quanto siano grossi, dato che dipendono da una vulnerabile centralina elettronica. Le scariche mirate del mutante bloccano i bisonti della strada. Adesso però i criminali sono pronti a vendere cara la pelle, minacciando le auto e le persone. Dragonfire però scende dal cielo, levitando con il suo supporto super-tecnologico che trasforma la potenza del drago in antigravità. Alcuni criminali, decidono di averne abbastanza, gettano le armi e scappano nei campi. I più stupidi invece sparano contro il drago di Evolution. Se i loro occhi fossero in grado di vedere come le pallottole si schiacciano contro le scaglie di Dragonfire, si renderebbero conto di essersi messi seriamente nei guai. Fulminatore potrebbe abbatterli tutti, senza ucciderli, ma Dragonfire è già partito al contrattacco. Invece di colpire gli umani, indirizza i suoi formidabili pugni contro i grossi camion. Frantumi di metallo volano verso i criminali, rimbalzando sul selciato. La fragile carne umana nulla può se viene urtata anche solo di striscio da quei proiettili. In breve, si levano grida di dolore, provenienti da gentaglia senza pietà, che ora, sanguinante e fratturata, invoca la resa, temendo che il possente drago di Evolution esiga la loro morte. Per loro fortuna il dottor Occulto ha chiesto a Dragonfire di evitare ulteriori spargimenti di sangue. Così il mutante Fulminatore ed il drago alieno si allontanano senza infierire ulteriormente.
giovedì 17 maggio 2012
GALADRIEL_188° episodio
GALADRIEL_188° episodio
Kong entra nella stanza, dove lo aspettano i profiler. Hanno già incontrato la serpentessa Sysform, e dialogare con un'aliena rettile ha messo a dura prova il loro equilibrio mentale. Adesso si trovano di fronte uno dei mutanti di Evolution, un super-gruppo famoso in tutto il mondo. I profiler però non sono pronti a pendere dalle labbra da un essere che assomiglia ad un gorilla, senza esserlo. Kong ha interrotto le sue attività scientifiche e le sue ricerche per soccorrere i profiler, che, nonostante le loro arie, non riescono a creare un software che sia veramente in grado di fornire dati utili ad incastrare la marmaglia più pericolosa. Non si può continuare a sperare che i serial killer si facciano arrestare per eccesso di confidenza. Qualsiasi poliziotto sa che i fessi lasciano tracce macroscopiche, quindi non sono loro il problema. Se capita un omicidio in famiglia, basta indagare coniuge e figli; quasi sempre le porte del carcere si aprono per i più stupidi, dopo pochi giorni dal loro delitto che doveva essere perfetto. È molto più difficile catturare un tizio che uccide apparentemente a caso. Quasi impossibile; ma qui entra in gioco la capacità informatica dell'uomo bestia di Evolution. Il suo software, che sta presentando ad un uditorio particolarmente attento, misura e deduce interrelazioni tra omicidi plurimi apparentemente privi di correlazione. La grande intelligenza di Kong parte dal presupposto che, quando il criminale cerca una seconda ed una terza vittima, sia guidato da input che lui stesso ignora. Una donna bionda di giovane età ed una bruna più anziana apparentemente sono dissimili. Un computer, opportunamente programmato, può però, valutando tantissime altre variabili, dimostrare che quella bruna e quella bionda avevano qualcosa in comune, sfortunatamente per loro. Kong termina di programmare un super-computer, che ha contribuito a costruire. Poi l'uomo bestia di Evolution si rivolge al computer chiamandolo per nome; lo stupore dei presenti si abbatte su di loro come una grandinata improvvisa. Come è possibile chiamare per nome un computer, ed attendersi una risposta. Kong li guarda uno a uno, e sorride, perché quelle menti eccelse sono in presenza di un'intelligenza artificiale interattiva. Potrebbe chiamarlo In.Art.In., ma preferisce Galadriel, come la regina degli elfi del Signore degli Anelli. Kong ama le opere di Tolkien, con i buoni che sono riconoscibili, come del resto i malvagi. Galadriel è pronta ad agire; Kong aspetta solo che il prossimo criminale seriale lanci il suo attacco alla città. Intanto un altro degli eroi di Evolution ha raggiunto una zona poco popolata dal punto di vista umano, ma ricca di vegetazione e di animali. Il piccolo villaggio è abitato da contadini molto bravi a faticare dall'alba al tramonto, ma molto meno capaci di imbracciare le armi. Dragonfire pensa che i suoi nemici si riveleranno grossi, massicci, armati fino ai denti e disgustosamente crudeli. Altrimenti il dottor Occulto non avrebbe chiesto l'intervento del possente drago verde. Volando con il suo supporto antigravitazionale, Dragonfire scende a terra lontano dalla vista degli umani, per evitare di suscitare allarme. Di solito, data la sua possanza, non si cura della discrezione, ma i guerrieri migliori studiano il campo di battaglia, prima di scontrarsi con il nemico. Durante il giorno, i contadini lavorano nei campi e nei boschi. Con il calare delle tenebre, però si precipitano verso casa, chiudendo porte e finestre. Evidentemente temono l'arrivo di belve o altri aggressori che agiscono esclusivamente di notte. Un'altra stranezza è che di notte i numerosi rumori, prodotti dagli animali che coll'oscurità normalmente predano, cessano quasi all'improvviso, come se anche loro si fossero sigillati dentro le tane. Una delle case pare in effetti essere stata presa di mira da un nutrito gruppo di esseri saltellanti, sbucati fuori all'improvviso da buchi nel terreno, caverne e fessure nei tronchi degli alberi. Questi aggressori notturni si arrampicano sulle pareti e sul tetto della casa isolata, come se cercassero un varco per entrare. All'interno, la gente cerca di farsi coraggio, con la vicinanza reciproca. Dragonfire nota che gli incursori non provano neppure a sfondare la porta, che peraltro non sembra particolarmente robusta. Dragonfire è molto concreto quando deve affrontare i suoi nemici: forza contro forza. Questa notte invece sembra che all'opera ci sia la magia. Inviando il drago, il dottor Occulto, che è il capo di Evolution e lui stesso mago, ha dimostrato di conoscere molto bene una delle facoltà che rendono Dragonfire praticamente invincibile. Essendo un alieno, infatti, non viene in alcun modo scalfito dagli incantesimi che gli adoratori del male tessono con fatica e sprezzo del pericolo. La casa è sicuramente protetta da amuleti e talismani; ecco perché quegli esseri paranormali non strappano le tegole, per entrare attraverso il tetto. Poi però accade che uno dei saltellanti percepisca l'esistenza di un varco nelle barriere che separano gli aggressori dalle loro vittime. In certi casi la magia funziona come la corrente elettrica, ed è possibile produrre un corto circuito o anche un interruzione del flusso energetico. I demonietti, dal canto loro, possono assottigliarsi come se fossero privi di ossa, per entrare nella casa anche attraverso un varco piccolissimo. La famiglia, che si trova all'interno della casa, si accorge quasi subito della penetrazione dei nemici; inizia una battaglia disperata che non permette agli umani di aver la meglio sui demoni. La famiglia al completo scappa quindi all'esterno, ma viene subito circondata dai famelici complici di quelli che sono entrati. Per loro potrebbe essere finita se Dragonfire non facesse la sua comparsa. Enorme e verde, munito di coda, di zanne ed artigli, sembra lui stesso più demoniaco dei suoi avversari. Loro, per un attimo perplessi, lo attaccano, in ossequio al caratteraccio di tutti i demoni. Dragonfire sogghigna perché altrimenti sarebbe stato costretto a rincorrerli. Gli umani lottano strenuamente contro due o tre di quei mostriciattoli saltellanti, consapevoli che il grosso della masnada si sta arrampicando addosso al drago verde. Lui li lascia fare, per avere la possibilità subito dopo di afferrarli a bracciate e scrollandoseli di dosso. I demoni sono di statura più bassa di un umano, quindi volano letteralmente in tutte le direzioni, spinti da una forza che mai avrebbero creduto di incontrare sulla Terra. Sono robusti e coperti di scaglie, ma la loro armatura è poca cosa se raffrontata con quella di Dragonfire. I demoni sono sempre aggressivi, ma raramente sono stupidi. Hanno attaccato gli umani per cibarsene, non per lottare contro un essere che potrebbe stroncare la loro quasi immortale esistenza. Passano pertanto al piano B, che consiste nel fondere tutti i loro corpi in un'amalgama ribollente. Nel giro di pochi secondi, di fronte a Dragonfire si erge un demone rosso, più alto e pesante di lui. La battaglia si presenta interessante. Il grosso demone apre una bocca smisurata, emettendo fiamme caldissime, che colpiscono in pieno Dragonfire. Il fuoco divampa crudele, intenzionato a distruggere pelle, muscoli e ossa. Il drago di Evolution scompare alla vista, convincendo il suo avversario di averlo disintegrato, o almeno ferito gravemente. In realtà Dragonfire avanza attraverso le fiamme, come se non esistessero. Poi, giunto alla giusta distanza dal demone, lo colpisce con un pugno fortissimo, che lo scaglia indietro di parecchi metri. Le fiamme del demone, ormai estinte, hanno addirittura rafforzato il possente alieno. Le sue cellule sono costituite di molecole cristalline, non di acqua in altissima percentuale, come quelle terrestri. Dragonfire sferra un secondo pugno, dall'alto verso il basso, direttamente sulla gigantesca testa del demone, che emette un ringhio di dolore. Mentre la battaglia continua, in una città lontana, affacciata sul mare avviene un attentato contro una scuola. Un ordigno esplode, uccidendo una ragazza e ferendone altre otto. Il più delle volte, i delinquenti che attentano all'incolumità dei cittadini innocenti rivendicano il loro atto, farneticando. Questa volta, viceversa, nessuno scrive o telefona. L'episodio suscita grande indignazione; i giornalisti cercano di estorcere informazioni ai magistrati inquirenti ed ai poliziotti. Fortunatamente, tutti rispettano la consegna del silenzio. I giornali on line raccontano di una seconda ragazza morta, ma le autorità smentiscono le fregole dei giornalisti. La notizia, come prevedibile, fa il giro del mondo, giungendo alle orecchie di Kong e dei profiler assiepati attorno al computer Garadriel. La polizia raccoglie le prove disponibili, ma occorre qualcosa di più. Da tempo esiste una rete, che collega le forze dell'ordine delle molte nazioni del pianeta. Nel giro di un'ora dall'attentato, Galadriel ha un caso da risolvere. Gli umani concepiscono un numero di variabili decisamente inferiore a quelle che Galadriel può valutare ad altissima velocità. Perché il criminale ha colpito in quella città, invece che in un'altra? Rispondere a questa domanda significa attribuire un punteggio probabilistico a migliaia di centri abitati, piccoli, medi e grandi. Perché colpire una scuola, e non un negozio, un ufficio, una casa di civile abitazione? Anche questo significa per il computer di Kong attribuire una sequenza di punteggi. L'ordigno adoperato non è uno standard, bensì un'opzione su mille o un milione. Come mai sono state posizionate bombole di gas, invece che tritolo o altro? Galadriel si nutre di queste ed altre informazioni, che per gli umani significano poco o nulla. Una mole enorme di dati, che il super-processore gestisce con potenza e velocità. Gli investigatori umani non sarebbero mai in grado di prendere in esame tutti gli abitanti del globo; Galadriel può. Di solito, per catturare un serial killer, è necessario che il criminale uccida più volte, e ci metta del suo per farsi catturare. Invece, grazie al genio dell'uomo bestia di Evolution, Galadriel ha già prodotto un listato di sei miliardi di nomi. La polizia può pertanto da ora tenere sotto controllo un centinaio di probabili colpevoli dell'attentato. Ovviamente si escludono tutti coloro che abitano a distanza eccessiva dal luogo del delitto. Ma torniamo al possente drago di Evolution, ancora impegnato, ma per poco, contro il demone composito. Anche lui colpisce con forza; anche lui ha una coda potente, ma Dragonfire è ormai leggenda, e non a caso. Adesso tocca a Dragonfire scatenare la sua super-fiamma, che erompe irresistibile. Il suo potere è tale che inverte la magia che aveva fuso assieme i piccoli demoni. La forza centrifuga dissolve il demone collettivo, mentre i singoli demonietti vengono sparati lontano; ma il fuoco del drago rimane incollato alle loro scaglie, costringendoli a rifugiarsi nel loro inferno dimensionale. Gli umani tornano alla loro casa, ma prima ringraziano il formidabile colosso verde, che si è ancora una volta dimostrato più forte di ogni magia demoniaca. Kong condivide, a distanza di migliaia di chilometri, la sensazione d'orgoglio per la vittoria del possente drago di Evolution. Ora però tocca all'uomo bestia combattere il male. Ma prima, il dottor Occulto si libra nel piano astrale, che per lui non ha segreti. Aspetta di incontrare la ragazza uccisa nell'attentato, per guidarla verso la fase successiva della sua esistenza. La ragazza viene subito rassicurata da quella presenza formidabile. Il capo di Evolution, che le parla senza voce, le mostra quante persone stanno piangendo per lei. Lei era un'innocente nell'anima e non cerca vendetta, ma il dottor Occulto promette a se stesso che la otterrà. Ai profiler non sembra vero che il super computer Galadriel abbia fornito loro una traccia di incomparabile valore. Il primo della graduatoria è un tizio con esperienza militare, abita a pochi chilometri dal luogo dell'attentato, può avere conosciuto la vittima, non appartiene ad organizzazioni criminali ma il suo modus operandi è terroristico o da serial killer, ed è un mezzo sociopatico. Decisi a prendersi almeno una parte del merito del lavoro svolto da altri, i profiler convocano urgentemente una squadra d'intervento rapido della polizia. Una brevissima riunione, colpi in canna, macchine in moto, e via a catturare l'ignobile assassino. Sennonché non hanno tento conto dei poteri telepatici di Boa e Sysform, della squadra degli Hunter Killer. Riferito quanto hanno scoperto al capo, Stritolatore, i serpentoidi sono i primi a raggiungere la destinazione. Il criminale ha agito da solo, ma le bombole di gas impiegate per uccidere sono state posizionate da un complice, che si trova sicuramente nelle prime posizioni della lista di Galadriel. Al momento gli Hunter Killer si accontenteranno di mettere le spire su chi, guardando in faccia la sua giovane vittima, ha fatto deflagrare l'ordigno. I serpentoidi hanno pochi minuti per agire; per cui irrompono nella casa sfondando porta e finestre. Lo psicopatico è però armato, e spara sugli intrusi, prima ancora di rendersi conto della loro natura inumana. Ma è proprio la loro disumanità che salva i serpentoidi: solo Anaconda viene ferito di striscio. Gli altri sono una marea inarrestabile: Pitone lo colpisce alle gambe, mentre Boa e Sysform serrano le loro possenti mandibole sulle braccia, disarticolandole. L'inqualificabile soggetto, immerso in un mare di dolore, crolla verso terra, ma, velocissimo, Stritolatore impatta con la sua massa e le creste cornee contro il petto del criminale. Costole e sterno si frantumano all'istante, il sangue riempie la cavità toracica, ed infine quel cuore malvagio cessa di battere con uno spasimo di acuta agonia. Ma Anaconda intende fare la sua parte, e le zanne acuminate mordono a sangue la gola di un uomo ormai pressoché defunto. Nel giro di una decina di secondi, le forze speciali della polizia entrano in casa, da una porta già sfondata. La scena che si para loro davanti strappa un sospiro di sollievo, perché un malvagio è stato tolto di mezzo, ma avrebbero preferito essere stati loro a sopprimerlo.
martedì 15 maggio 2012
GOLEM_187° episodio
Un deserto di sabbia, caldissimo di giorno, freddo di notte. Si ipotizza che quella sabbia sia stata appunto prodotta dalle escursioni termiche, nel corso dei millenni ed oltre. Una volta da quelle parti c'era prevalentemente roccia, ora c'è solo sabbia. Quali forme di vita sopravvivono ad un simile ambiente a dir poco inospitale? I serpenti passano la loro giornata immersi nella sabbia, che è caldissima, ma molto meno dei raggi del sole inclemente. La Natura colonizza anche ambienti improponibili. Gli umani tendono a valutare tutto dal loro immaturo punto di vista, ma la Natura non ha certi limiti. Gli uomini morirebbero se si nascondessero sotto la sabbia, in attesa che passi una lucertola. Gli umani peraltro non mangerebbero la lucertola cruda, il serpente sì. Poi, terminato di inghiottire la preda, torna ad insabbiarsi. Il serpente trae i liquidi necessari al suo organismo dal piccolo rettile, e non ha bisogno di cercare acqua. Poi ci sono gli scorpioni, fatti evidentemente per sopportare le temperature più torride, ed anche il freddo della notte. In mezzo a quel deserto, si trova un cacciatorpediniere, che, a rigor di logica non dovrebbe trovarsi lì. Infatti il mare è lontano centinaia di miglia. Come sia potuto finire insabbiato è un mistero che gli studiosi non hanno risolto. A bordo del cacciatorpediniere, vivono i mutanti di Evolution ed il drago extraterrestre Dragonfire. Neppure loro sanno come sia finita in mezzo al deserto la grossa e pesantissima nave da guerra. Forse il prisma cosmico saprebbe rispondere a queste ed altre domande, ma si limita a galleggiare ad una decina di metri dal suolo, nei pressi della base di Evolution. Oggi, in sua presenza, una nuova forma di vita decide di sollevarsi dalle sabbie. Inizialmente sembra una montagnola, poi cresce fino a diventare una specie di obelisco. Infine assume forma umanoide; la sabbia diventa sempre più coesa, fino a raggiungere una densità quasi rocciosa. Poi si ferma in attesa. La sua pazienza è come quella della pietra, che si lascia scorrere addosso ed attorno l'acqua, per millenni. Quella forma di vita, se di vita si tratta, non è sorta per caso dalle sabbie. Trascorre il tempo, scandito da alcuni tramonti ed altrettante albe; e nulla cambia in quel contesto desolato. Finché il drago di Evolution si leva in volo dal cacciatorpediniere. Ma neppure allora l'obelisco di sabbia rocciosa mostra gratificazione o sollievo; in fondo non è fatto né di carne, né di ossa, né di sangue. Le emozioni nascono dal sangue, ed esso ne è privo. Dragonfire si allontana dalla base di Evolution, per partecipare ad una missione; contestualmente il golem di sabbia e roccia inizia a muoversi verso la nave da guerra. Se gli zombie che si aggirano nei paraggi percepiscono il suo incedere, decidono istintivamente di evitarlo. I morti viventi aggredirebbero umani ed animali, specie ora che il sole li sta seccando; ma il golem è ancora meno vivo di loro. Solo Pierre, rafforzato dalla fusione con l'intruso proveniente dalla dimensione dell'entropia, registra l'avanzare della massa bruta. Forse la Maga percepisce i pensieri di Pierre, ammesso e non concesso che lo zombie possa formulare pensieri in senso stretto. I monitor di bordo, che tengono sotto controllo gli zombie, adesso inquadrano il nuovo venuto. Esso, giunto a contatto con l'acciaio della nave, inizia a scalare la parete quasi a picco. Intende salire a bordo, e lo sta facendo scivolando come fosse una enorme lumaca. È chiaro che il golem ha atteso che Dragonfire si allontanasse per attaccare Evolution. I mutanti non gli accreditano più cervello di quanto ne abbiano gli zombie, ma una strategia di base è evidente. La sabbia aderisce sorprendentemente bene al metallo rovente; la mostruosa lumaca di sabbia scivola lenta lungo la fiancata, verso il ponte del cacciatorpediniere. Giunto in cima, la grande forza di Kong gli dimostra tuttavia che Evolution è tutt'altro che indifesa. Il micidiale calcio dell'uomo bestia proietta il golem lontano dalla mutata della nave; poi la gravità lo attira inesorabilmente verso il basso. La massa dell'aggressore è considerevole, e lo evidenzia scavando un cratere nell'impatto. Nonostante ciò, il golem si rialza e torna all'attacco, senza paura e senza cervello. Così facendo, si scontra con una scarica di energia bluastra, emessa da Fulminatore. La sabbia rocciosa subisce quindi una violenta spinta centrifuga, esplodendoi in frammenti più o meno grossi. Il singolare nemico di Evolution cessa di esistere, o almeno così sembra. Sul ponte del cacciatorpediniere, Fulminatore, Kong, Ferox e la Maga hanno assistito alla distruzione del golem. Tra tutti i presenti, solo la Maga sospetta che quel nemico possa riassemblarsi, essendo chiaramente animato da forze magiche, che sono state disattivate solo momentaneamente. Trascorrono alcune ore, e Kong entra nel dispositivo di dislocazione spazio-temporale. La competenza scientifica dell'uomo bestia di Evolution è infatti richiesta da un gruppo di profiler. I super-eroi mutanti combattono solitamente contro minacce dotate di super-poteri, ma in fondo non disdegnano di partecipare alla lotta contro altre forme di crimine e malvagità. I profiler sono in contatto con i serpentoidi hunter killer, ma da Kong si aspettano un aiuto più intellettuale. Iniziano quindi a lavorare su un computer, dotato di un software in grado di tracciare molto più velocemente ed accuratamente i profili criminali, rispetto a quelli elaborati dagli investigatori umani. Intanto, su una spiaggia stipata di umani vocianti, intenti ad abbronzarsi, il fenomeno che ha proiettato in questo stato dell'esistenza il golem si ripete. Senza alcun preavviso, una montagnola di sabbia inizia a crescere; dapprima la gente non la nota, poi i bambini richiamano i genitori disattenti. Come se il golem che ha attaccato Evolution si fosse dislocato a distanza di molti chilometri, la sabbia diventa prima un obelisco, poi una statua che però è dotata della capacità di muoversi. La gente sulla spiaggia prende velocemente le distanze da quel fenomeno insolito, non sapendo ma sospettando che sia pericoloso. Questo secondo golem cresce celermente e considerevolmente in dimensioni e massa, come se avesse appreso importanti informazioni dalla sconfitta della sua manifestazione precedente. Purtroppo la folla, quando scappa, non è guidata da alcun cervello realmente funzionante. In questo, gli uomini e le donne si comportano come i conigli che inspiegabilmente tagliano la strada alle auto, come se volessero sfidarle. Scappano dal golem, ma contemporaneamente gli corrono stupidamente incontro. Una specie di fascinazione del serpente nei confronti della sua vittima ipnotizzata. Grazie all'isteria di massa, l'entità sabbiosa è facilitata nel suo intento di catturare uno o più umani. Per farne cosa? Mangiarli, consumarli, soffocarli? Un ragazzino che scioccamente corre, senza guardarsi attorno, o per meglio dire senza vedere, piomba addosso al golem, che prontamente lo afferra nelle sue grinfie. La spiaggia è ormai deserta, perché probabilmente i genitori del ragazzino non si sono neppure accorti di ciò che è accaduto, e della sua assenza. Il gruppo dei giovani licantropi ha segnalato da tempo ad Evolution la sua disponibilità a partecipare a missioni per aspiranti super-eroi. Per cui adesso la Maga li contatta telepaticamente, per segnalare la presenza del golem su una spiaggia. Anche in questo caso, il sistema di teletrasporto, controllato dalla base di Evolution, risolve il problema delle distanze. Rebecca, Sonia, David e Pedro vengono raggiunti e serviti da un portale, che li conduce al teatro dello scontro contro il mostro di sabbia. I quattro ragazzi lupi si scagliano senza paura addosso al golem, balzando come animali dei boschi. Pedro e David affondano per primi i loro artigli nella sostanza dell'avversario, che però sembra ed è fatto di sostanza non organica. Ecco perché non sgorga sangue né altro da quel corpo preternaturale. Il ragazzino imprigionato dalle braccia del golem tenta di cogliere al volo l'occasione per sfuggirgli; ma il mostro non lo molla. Rebecca e Sonia si trattengono da attacchi sconsiderati, dopo aver visto quanto poco sia servita l'azione degli amici. Servirebbe la forza di Lupo Nero, ma dal portale del teletrasporto esce Cyberdog: un cagnolino cibernetico molto più piccolo del selvatico collega. Una volta lo chiamavano “rifiuto”, ma lui non si è mai considerato tale. Era un piccolo cane malato, che subiva i soprusi degli altri cani e degli uomini, ma la sua voglia di vivere convinse un alieno di passaggio a fornirgli il Transformatron. Il cagnolino, tartassato da tutti gli stupidi che incontrava, piacque al Transformatron, ed ora sono praticamente una cosa sola. È singolare che ci siano persone così stupide da ritenere di poter stabilire, in base ad un'analisi superficiale, chi abbia il diritto di vivere. Se dobbiamo credere al destino, fu esso a decidere di compensare il cagnolino con un potere oltre la sua comprensione. Il Transformatron inizia l'analisi del golem, trasmettendo le sue risultanze a Cyberdog. Si tratta di sabbia indurita, resa coesa da una forza di natura da definire. Fosse presente la Maga, il suo potere potrebbe forse esorcizzare la possessione. O forse si tratta di un incantesimo, che non richiede la presenza di demoni o di spiriti. Cyberdog colpisce il golem con i suoi tentacoli metallici, che sono parte del Transformatron stesso. Attraverso queste estroflessioni, il duo, composto da un cane terrestre ed un alieno di metallo senziente, spara una scarica elettrica nel corpo sabbioso. Come era prevedibile, la sabbia non viene in alcun modo danneggiata, ma la sua forza coesiva perde concentrazione. Il golem pare sgonfiarsi, ma, prima di dissolversi completamente, reagisce ed inizia a rigenerarsi. I giovani licantropi e Cyberdog hanno guadagnato solo pochi secondi. Gli eroi si allontanano necessariamente dal nemico, per studiare un altro piano di battaglia. Intanto il mostro di sabbia ha raggiunto dimensioni considerevoli; adesso non sarà proprio possibile combatterlo ad unghiate e morsi. Poi una presenza verde e possente arriva dal cielo, a bordo del suo dragoncraft. Il drago di Evolution, che si era allontanato per una missione, è stato richiamato dal dottor Occulto, ed accorre in soccorso dei suoi amici. Dragonfire è alto tre metri e pesa circa settecento chili, ma il suo avversario ha assorbito ulteriore sostanza sabbiosa dalla spiaggia. Adesso è alto almeno nove metri, un peso di diverse tonnellate, ed una parvenza solo vagamente umanoide. Un golem è tradizionalmenre un simulacro di argilla, animato dalla magia. Evidentemente funziona anche con la sabbia. Quell'entità pressoché priva di intelligenza concepisce solo l'aggressione e propende verso l'incremento progressivo della sua forza. Avanza senza sollevare le enormi gambe dalla sabbia sottostante; non ha bisogno di piedi perché non sta camminando. Le braccia colossali però hanno prodotto due mani provviste di dita. Punta verso il drago verde, considerandolo erroneamente come una vittima alla sua portata, o forse addirittura più debole. Una zampa del golem sembra in grado di avvolgere il colosso alieno; sennonché Dragonfire sferra un pugno formidabile, al quale la debole sostanza del mostro non può resistere. Il golem così perde una delle sue mani ed anche mezzo braccio. Però non prova alcun dolore, neppure quando si rigenera velocemente. Non ci sono ossa da frantumare, ma solo sabbia uniforme, resa coerente da una forza tratta da una fonte nascosta. Forse è proprio questa fonte semisenziente che ordina al golem di sferrare a sua volta un pugno contro il drago. L'impatto è formidabile e rumoroso; i giovani licantropi e Cyberdog indietreggiano preoccupati per l'incolumità del loro alleato. Non conoscono a fondo la potenza di Dragonfire, che si erge come una roccia indistruttibile, contro la quale nulla possono tonnellate di semplice sabbia. La lotta potrebbe sembrare in stallo, ma il drago salta in alto ed in avanti verso il golem, spinto da muscoli senza pari. Lo colpisce come una meteora, attraversandolo da parte a parte e spezzando in due l'ammasso di sabbia. Evidentemente anche la capacità del golem di rigenerarsi ha dei limiti, ed il limite è stato raggiunto e superato, perché i frammenti del suo corpo non riescono né a saldarsi, né a rigenerarsi. A Dragonfire non piace lasciare incompleto un lavoro; per cui salta ed atterra con tutto il suo peso sull'enorme mucchio di sabbia residuo, disperdendolo in tutte le direzioni. I giovani licantropi e Cyberdog lo osservano mentre, dopo averli salutati, prende il volo. Avranno di che parlare e di raccontare per molte sere, accucciati nella lussuosa tana del branco. La forza magica che aveva animato il primo ed il secondo golem si ritrae, quasi azzerata dallo scontro contro la super-forza di Dragonfire. Prima di sferrare un nuovo attacco contro l'umanità, dovrà attendere che il trascorrere del tempo la risani.
mercoledì 9 maggio 2012
PROFILER E SERPENTOIDI_186° episodio
Si dice che i poliziotti diano il meglio di loro stessi quando inseguono i criminali attraverso la città, con la sirena spiegata. Sono affascinati dalle loro luci lampeggianti e dalle gomme che fischiano in partenza ed in curva. Questo approccio funziona con ladruncoli e rapinatori stupidotti, ma se il malvagio in questione è organizzato ed intelligente, le sirene e le luci lampeggianti non bastano. Entrano allora in gioco i profiler, che guardano i poliziotti normali dall'alto al basso. Si riuniscono in una grossa sala, interrogando gli investigatori, raccogliendo così tutte le informazioni possibili. Infine i profiler si guardano in faccia, e formulano diverse ipotesi sull'identità del delinquente. Abitudini, aspetto fisico, infanzia, genitori, lavoro ed altro ancora. Anche la detective Lucrezia deve sottostare a questa trafila, ma lei non è una profiler: si trova dall'altra parte del tavolo. Sopporta, sbuffando, le arie di quei sedicenti scienziati, che non sanno dei suoi poteri felini. Loro chiacchierano di statistiche e di libri di autori mai sentiti prima. Oggi però i profiler stanno per provare una sorpresa nel senso più completo del termine, perché Lucrezia è stata autorizzata ad introdurre nella sala la serpentessa Sysform. L'extraterrestre assomiglia sommariamente ad un grande rettile della jungla, ma il suo sguardo è molto differente. Gli occhi della serpentoide manifestano un'intelligenza superiore. La sua testa crestata è munita di un elmetto di metallo lucido, munito di dispositivi super tecnologici. I poteri mentali di Sysform perlustrano le menti dei profiler, come loro loro sognerebbero di fare con i criminali. I profiler sparerebbero all'aliena o scapperebbero, ma rimangono seduti, congelati dalla situazione e da quella presenza affascinante. Ammettono di avere bisogno di aiuto, da qualunque parte giunga. Sysform è l'emissaria degli hunter killer, che combattono il crimine a modo loro. I profiler sanno che i serpentoidi non si faranno dettare alcuna tabella di marcia: se troveranno il criminale o i criminali, probabilmente li uccideranno. Ma la cittadinanza reclama interventi, contro chi rapisce giovani donne, le tortura e le uccide brutalmente. Uno dei profiler accenna alla possibilità che si tratti dell'emulatore di un assassino seriale di vent'anni fa; o forse è lo stesso delinquente che è tornato a colpire. Lucrezia, che è presente, si offre come esca vivente, sapendo di poter contare sulle abilità feline ottenute dalla simbiosi con Ferox. I profiler sono perplessi, ma la serpentessa chiarisce che lei sarà presente, sebbene invisibile ad occhio umano. Nel corso della riunione giunge la notizia di un altro rapimento di una donna; ciò induce gli umani ad abbandonare ogni dubbio. I rapitori assassini sono due, e proprio adesso stanno seviziando una donna innocente. Cosa spinga i due pazzi a rapire donne con quelle caratteristiche fisiche è il pane dei profiler. A Sysform non interessa se i criminali abbiano avuto una gioventù costellata di sevizie; tanto non ha alcuna intenzione di parlare con loro, e neppure di scrivere un libro sulle loro gesta. La donna rapita urla, ma quel suono non giunge all'esterno. Perduta in un oceano di dolore, subisce il morso delle lame che i pervertiti usano su di lei. Quando finiscono, la donna ha perduto conoscenza; si è rifugiata in un torpore che attenua il dolore diffuso che prova. Potrebbe però non svegliarsi più, e precipitare lentamente verso la morte. I malvagi escono a caccia di una nuova vittima, disinteressandosi totalmente della persona che hanno appena massacrato. La detective Lucrezia agisce come concordato, facendo l'esca. I profiler hanno infatti individuato una correlazione tra i luoghi dove i criminali hanno colpito. Oltre a ciò, esiste un tipo di donna che, per qualche motivo, merita, sfortunatamente per lei, le morbose attenzioni di quella feccia seriale. La poliziotta è pronta ad affrontare l'aggressione, ma quella notte non è lei il bersaglio. Sysform la tiene d'occhio, ma purtroppo non viene gratificata dall'azione che desidera. La serpentessa si accorge prima degli altri che i criminali non sono lì, quindi stanno assalendo un'altra donna innocente, altrove. Gli investigatori umani sono tutti perplessi, mentre Sysform stranamente sogghigna. I suoi poteri telepatici hanno infatti contattato il resto della squadra, perché gli hunter killer sono in caccia! Pitone, Boa, Anaconda e Stritolatore strisciano silenziosamente, nonostante siano molto più grossi di Sysform. Ognuno di loro tiene d'occhio una donna corrispondente al tipo individuato dai profiler. Così le scene del crimine sotto controllo sono complessivamente cinque. Fuori una, ne rimangono quattro! La frustrazione di Lucrezia non poteva sfuggire alla donna leopardo, data la loro simbiosi. Ecco perché anche Ferox si prepara a scendere in campo. Da quando Evolution dispone di un dislocatore spazio-temporale, i super-eroi non hanno problemi a giungere fulmineamente in qualsiasi punto del pianeta. Ferox compare in cima al tetto di un alto edificio, uscendo da un worm hole. La mutante felina individua la posizione di Lucrezia, e si muove verso di lei. Quando, dopo aver saltato da un tetto all'altro, la raggiunge, la detective alza lo sguardo. Il contatto simbiotico informa Ferox della pista rivelatasi fasulla. Per potersi muovere efficacemente, la mutante felina necessita però di informazioni dettagliate. Le ottiene grazie al potere della Navigatrice, che come suo solito opera da migliaia di chilometri di distanza, usando come tramite il piano astrale. Adesso Ferox ha una pista da seguire, che la conduce alla tana dei depravati. Mentre si muove con velocità e grazia soprannaturale, spera di poter affondare i suoi artigli in quelle carni maledette. Giunge infine ad un un luogo che i suoi sensi contrassegnano come obiettivo primario. Le finestre della casa si trovano a diverse altezze, ma quelle più alte sono prive di sbarre. Per Ferox è facile arrampicarsi sui muri di pietra, grazie ai suoi potenti artigli. Entra nella casa, silenziosa come il vento, o forse di più. Non sente le voci e neppure gli odori dei due delinquenti, eppure hanno abitato lì fino a poche ore prima. Infine trova la donna seviziata e svenuta. I super sensi di Ferox l'avvertono che il suo stato di salute sta velocemente degenerando. Accantonando per il momento il desiderio di inseguire ed uccidere, Ferox chiede l'intervento della guaritrice del gruppo: Nancy. Il teletrasporto avviene ancora una volta in maniera impeccabile, perché Kong ormai padroneggia benissimo la tecnologia del portale che conduce ai worm hole. Nancy conferma i sospetti di Ferox: la donna sta morendo. Solo un'applicazione massiccia dei poteri della guaritrice potrà capovolgere l'infausta prognosi. Intanto, all'esterno, i serpentoidi pattugliano le quattro scene del crimine rimaste. I minuti trascorrono ed anche le ore. I rettili alieni sono in grado di aspettare, come i loro simili terrestri, ma gradirebbero non dedicare troppo del loro tempo a certa feccia. Pitone segnala nulla di nuovo. Anaconda sorveglia la ragazza a lui assegnata, ma nessuno la minaccia. Boa ha perduto il contatto visivo, ma i suoi poteri confermano nessun pericolo. Rimane Stritolatore, il campione della spedizione dei serpentoidi. Lui non trasmette alcun messaggio, perché ha notato dei movimenti sospetti. Un furgone, già visto passare più volte in quella strada, torna indietro. Stritolatore capisce che il suo intento è di coprire e camuffare un delitto in atto. Infatti il complice aggredisce la ragazza indicata dai profiler. Stritolatore annuncia che la caccia è iniziata. L'auto si allontana, con a bordo uno dei depravati e la ragazza. Il furgone lo segue, guidato dal secondo criminale. Stritolatore non è più lì, perché è scivolato a bordo del furgone, forzando la serratura del portellone grazie ai dispositivi tecnologici direttamente collegati al suo cervello. Il conducente non avverte la presenza dell'intruso a bordo, nonostante la sua considerevole massa. Un'automobile ne avrebbe risentito maggiormente. I delinquenti sovente adoperano furgoni per trasportare agevolmente cose e persone, senza che dall'esterno siano visibili. Stritolatore ringrazia silenziosamente per il passaggio. Nel frattempo, Nancy ha risvegliato la vitalità della donna torturata; ora è possibile trasportarla in ospedale. Sull'ambulanza sale anche la guaritrice, il cui aspetto è completamente umano; Ferox invece preferisce rimanere nei paraggi, per accogliere i teppisti al loro rientro. Anche la donna leopardo, come serpentoidi, sa attendere. Pagheranno anche questo. Quando l'automobile ed il furgone arrivano alla casa, seguendo uno sterrato in mezzo ai campi, Ferox fiuta la presenza dei suoi nemici, ma anche del rettile extraterrestre Stritolatore. Ed è lui che per primo attacca uno dei due loschi individui. Non ha bisogno di scuse per avvolgerlo nel suo abbraccio terrificante. L'altro potrebbe provare ad intervenire, ma preferisce tentare la fuga. Così la ragazza appena rapita si trova improvvisamente libera. Per lei è evidente che i criminali sono stati messi in fuga da qualcuno che è molto più spaventoso di loro. In realtà i serpentoidi possono terrorizzare per la la loro parvenza fisica, ma i criminali che combattono sono pessimi nell'anima. La ragazza si allontana correndo lungo la strada deserta. Ha ragione a ritenere che prima o poi troverà una fattoria, abitata da persone che la soccorreranno. Meglio per lei che non veda come Stritolatore tratta la sua preda. Una forza della natura, pressoché inarrestabile, senza alcuna falsa pietà umana. Stritolatore è un guerriero rettile, che non chiede e non offre pietà. Il criminale è spacciato, e lo capisce mentre le sue costole cedono. I polmoni non possono più espandersi, ma forse prima di morire soffocato, sarà il suo cuore a fermarsi. Ferox sente ciò che avviene, ma ha un lavoro da svolgere. La feccia umana che ha di fronte non può rivolgersi ad alcun poliziotto, avvocato o giudice. Questo significa che gli artigli della mutante felina lo colpiranno a piacimento. Il tizio vede arrivare Ferox, ed estrae la pistola, ma il colpo non viene esploso. Le ferite, prodotte dagli artigli letali, si stanno già allargando sul petto del depravato. Mai più rapirà o abuserà. Giace al suolo, soffocando nel suo stesso sangue. Ferox lo ha ucciso come avrebbe fatto con un piccolo mammifero, qualora avesse avuto voglia e necessità di divorarlo. L'umano che rantola a terra invece sta semplicemente morendo dissanguato. L'auto dei serpentoidi arriva sollevando la polvere dello sterrato. Stritolatore districa le sue spire, lasciando cadere il corpo frantumato del depravato. Si guarda attorno, individuando il secondo criminale defunto: un regalo della donna leopardo. Lei è già sparita, ed i serpentoidi fanno altrettanto prima che arrivi la polizia. Lucrezia, che è stata informata telepaticamente da Ferox della conclusione della vicenda, conduce la sua squadra nella casa deserta. La detective invidia Ferox ed i serpentoidi per la loro facoltà di eliminare senza problemi la feccia umana. Nessun avvocato o giornalista chiacchierone può condizionare il loro agire estremamente lineare. Ferox attraversa il varco spazio-temporale, materializzandosi all'interno della base di Evolution; Kong controlla la macchina. Nel deserto, nei pressi del cacciatorpediniere, gli zombie camminano lentamente nella sabbia. Sembrano avere esaurito la spinta che li aveva resi pericolosi per gli umani. Tra loro, si distingue il morto vivente chiamato Pierre, che osserva i suoi simili con distacco. Dragonfire scruta con attenzione quelle degenerazioni fisiche, animate dalla magia. Il sole incide negativamente sulla loro sostanza, anche perché in un ambiente tanto ostile non riescono a nutrirsi. Peraltro non spetta ad Evolution badare al sostentamento dei suoi nemici. Se gli zombie riusciranno a mangiare serpenti e scorpioni, potranno resistere alla degradazione della loro sostanza fisica; altrimenti sono destinati nel breve periodo a cadere a pezzi. Il drago sarebbe in grado di porre fine alle loro sofferenze, ma non è sicuro che soffrano. Semplicemente precipitano più o meno velocemente verso la loro seconda morte. Dragonfire non li brucerà con la sua fiamma, visto che ormai gli zombie sono stati sconfitti. Vorrebbe però scoprire di più su Pierre, che manifesta ancora un barlume di anima. Il dottor Occulto condivide il pensiero del drago; ecco perché lo invia, assieme alla Maga, alla ricerca dell'intruso, proveniente dalla dimensione delle divinità del gelo estremo. Navigatrice è come sempre in grado di fornire informazioni estremamente precise su dove trovare l'intruso. Teletrasportati da Kong, Dragonfire e la Maga sanno dove cercare. Senza il potere della mutante Navigatrice, non avrebbero viceversa modo di rintracciare una forma di vita costituita pressoché al 100% di acqua. A questo punto, le facoltà telecinetiche della Maga immobilizzano l'intruso in un campo d'energia. Spetta a Dragonfire afferrare contenitore e contenuto, essendo immune ad un eventuale attacco da parte del parassita extradimensionale. La loro azione è durata pochissimo, come previsto. Adesso il drago di Evolution costringe l'alieno ad entrare in contatto con lo zombie Pierre, ben sapendo che cercherà di possederlo. Pierre si mostra come sempre collaborativo; come se intuisse lo scopo che anima gli eroi di Evolution. L'intruso, non potendo penetrare le scaglie di Dragonfire, si riversa, come previsto, nel corpo dello zombie. La Maga solleva quindi lo scettro di Uglux, scatenando l'energia magica che le serve per fondere l'intruso con la sostanza della zombie. L'alieno cerca di resistere, ma ormai non ha modo di scappare. Secondo i calcoli del dottor Occulto, la degenerazione fisica di Pierre dovrebbe interrompersi. Così Kong avrà modo di studiarlo più approfonditamente. Contestualmente, Evolution ha imprigionato l'intruso che recentemente aveva posseduto l'orso Blizzard, ed aveva tentato di uccidere il giovane Christian.
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