martedì 15 maggio 2012
GOLEM_187° episodio
Un deserto di sabbia, caldissimo di giorno, freddo di notte. Si ipotizza che quella sabbia sia stata appunto prodotta dalle escursioni termiche, nel corso dei millenni ed oltre. Una volta da quelle parti c'era prevalentemente roccia, ora c'è solo sabbia. Quali forme di vita sopravvivono ad un simile ambiente a dir poco inospitale? I serpenti passano la loro giornata immersi nella sabbia, che è caldissima, ma molto meno dei raggi del sole inclemente. La Natura colonizza anche ambienti improponibili. Gli umani tendono a valutare tutto dal loro immaturo punto di vista, ma la Natura non ha certi limiti. Gli uomini morirebbero se si nascondessero sotto la sabbia, in attesa che passi una lucertola. Gli umani peraltro non mangerebbero la lucertola cruda, il serpente sì. Poi, terminato di inghiottire la preda, torna ad insabbiarsi. Il serpente trae i liquidi necessari al suo organismo dal piccolo rettile, e non ha bisogno di cercare acqua. Poi ci sono gli scorpioni, fatti evidentemente per sopportare le temperature più torride, ed anche il freddo della notte. In mezzo a quel deserto, si trova un cacciatorpediniere, che, a rigor di logica non dovrebbe trovarsi lì. Infatti il mare è lontano centinaia di miglia. Come sia potuto finire insabbiato è un mistero che gli studiosi non hanno risolto. A bordo del cacciatorpediniere, vivono i mutanti di Evolution ed il drago extraterrestre Dragonfire. Neppure loro sanno come sia finita in mezzo al deserto la grossa e pesantissima nave da guerra. Forse il prisma cosmico saprebbe rispondere a queste ed altre domande, ma si limita a galleggiare ad una decina di metri dal suolo, nei pressi della base di Evolution. Oggi, in sua presenza, una nuova forma di vita decide di sollevarsi dalle sabbie. Inizialmente sembra una montagnola, poi cresce fino a diventare una specie di obelisco. Infine assume forma umanoide; la sabbia diventa sempre più coesa, fino a raggiungere una densità quasi rocciosa. Poi si ferma in attesa. La sua pazienza è come quella della pietra, che si lascia scorrere addosso ed attorno l'acqua, per millenni. Quella forma di vita, se di vita si tratta, non è sorta per caso dalle sabbie. Trascorre il tempo, scandito da alcuni tramonti ed altrettante albe; e nulla cambia in quel contesto desolato. Finché il drago di Evolution si leva in volo dal cacciatorpediniere. Ma neppure allora l'obelisco di sabbia rocciosa mostra gratificazione o sollievo; in fondo non è fatto né di carne, né di ossa, né di sangue. Le emozioni nascono dal sangue, ed esso ne è privo. Dragonfire si allontana dalla base di Evolution, per partecipare ad una missione; contestualmente il golem di sabbia e roccia inizia a muoversi verso la nave da guerra. Se gli zombie che si aggirano nei paraggi percepiscono il suo incedere, decidono istintivamente di evitarlo. I morti viventi aggredirebbero umani ed animali, specie ora che il sole li sta seccando; ma il golem è ancora meno vivo di loro. Solo Pierre, rafforzato dalla fusione con l'intruso proveniente dalla dimensione dell'entropia, registra l'avanzare della massa bruta. Forse la Maga percepisce i pensieri di Pierre, ammesso e non concesso che lo zombie possa formulare pensieri in senso stretto. I monitor di bordo, che tengono sotto controllo gli zombie, adesso inquadrano il nuovo venuto. Esso, giunto a contatto con l'acciaio della nave, inizia a scalare la parete quasi a picco. Intende salire a bordo, e lo sta facendo scivolando come fosse una enorme lumaca. È chiaro che il golem ha atteso che Dragonfire si allontanasse per attaccare Evolution. I mutanti non gli accreditano più cervello di quanto ne abbiano gli zombie, ma una strategia di base è evidente. La sabbia aderisce sorprendentemente bene al metallo rovente; la mostruosa lumaca di sabbia scivola lenta lungo la fiancata, verso il ponte del cacciatorpediniere. Giunto in cima, la grande forza di Kong gli dimostra tuttavia che Evolution è tutt'altro che indifesa. Il micidiale calcio dell'uomo bestia proietta il golem lontano dalla mutata della nave; poi la gravità lo attira inesorabilmente verso il basso. La massa dell'aggressore è considerevole, e lo evidenzia scavando un cratere nell'impatto. Nonostante ciò, il golem si rialza e torna all'attacco, senza paura e senza cervello. Così facendo, si scontra con una scarica di energia bluastra, emessa da Fulminatore. La sabbia rocciosa subisce quindi una violenta spinta centrifuga, esplodendoi in frammenti più o meno grossi. Il singolare nemico di Evolution cessa di esistere, o almeno così sembra. Sul ponte del cacciatorpediniere, Fulminatore, Kong, Ferox e la Maga hanno assistito alla distruzione del golem. Tra tutti i presenti, solo la Maga sospetta che quel nemico possa riassemblarsi, essendo chiaramente animato da forze magiche, che sono state disattivate solo momentaneamente. Trascorrono alcune ore, e Kong entra nel dispositivo di dislocazione spazio-temporale. La competenza scientifica dell'uomo bestia di Evolution è infatti richiesta da un gruppo di profiler. I super-eroi mutanti combattono solitamente contro minacce dotate di super-poteri, ma in fondo non disdegnano di partecipare alla lotta contro altre forme di crimine e malvagità. I profiler sono in contatto con i serpentoidi hunter killer, ma da Kong si aspettano un aiuto più intellettuale. Iniziano quindi a lavorare su un computer, dotato di un software in grado di tracciare molto più velocemente ed accuratamente i profili criminali, rispetto a quelli elaborati dagli investigatori umani. Intanto, su una spiaggia stipata di umani vocianti, intenti ad abbronzarsi, il fenomeno che ha proiettato in questo stato dell'esistenza il golem si ripete. Senza alcun preavviso, una montagnola di sabbia inizia a crescere; dapprima la gente non la nota, poi i bambini richiamano i genitori disattenti. Come se il golem che ha attaccato Evolution si fosse dislocato a distanza di molti chilometri, la sabbia diventa prima un obelisco, poi una statua che però è dotata della capacità di muoversi. La gente sulla spiaggia prende velocemente le distanze da quel fenomeno insolito, non sapendo ma sospettando che sia pericoloso. Questo secondo golem cresce celermente e considerevolmente in dimensioni e massa, come se avesse appreso importanti informazioni dalla sconfitta della sua manifestazione precedente. Purtroppo la folla, quando scappa, non è guidata da alcun cervello realmente funzionante. In questo, gli uomini e le donne si comportano come i conigli che inspiegabilmente tagliano la strada alle auto, come se volessero sfidarle. Scappano dal golem, ma contemporaneamente gli corrono stupidamente incontro. Una specie di fascinazione del serpente nei confronti della sua vittima ipnotizzata. Grazie all'isteria di massa, l'entità sabbiosa è facilitata nel suo intento di catturare uno o più umani. Per farne cosa? Mangiarli, consumarli, soffocarli? Un ragazzino che scioccamente corre, senza guardarsi attorno, o per meglio dire senza vedere, piomba addosso al golem, che prontamente lo afferra nelle sue grinfie. La spiaggia è ormai deserta, perché probabilmente i genitori del ragazzino non si sono neppure accorti di ciò che è accaduto, e della sua assenza. Il gruppo dei giovani licantropi ha segnalato da tempo ad Evolution la sua disponibilità a partecipare a missioni per aspiranti super-eroi. Per cui adesso la Maga li contatta telepaticamente, per segnalare la presenza del golem su una spiaggia. Anche in questo caso, il sistema di teletrasporto, controllato dalla base di Evolution, risolve il problema delle distanze. Rebecca, Sonia, David e Pedro vengono raggiunti e serviti da un portale, che li conduce al teatro dello scontro contro il mostro di sabbia. I quattro ragazzi lupi si scagliano senza paura addosso al golem, balzando come animali dei boschi. Pedro e David affondano per primi i loro artigli nella sostanza dell'avversario, che però sembra ed è fatto di sostanza non organica. Ecco perché non sgorga sangue né altro da quel corpo preternaturale. Il ragazzino imprigionato dalle braccia del golem tenta di cogliere al volo l'occasione per sfuggirgli; ma il mostro non lo molla. Rebecca e Sonia si trattengono da attacchi sconsiderati, dopo aver visto quanto poco sia servita l'azione degli amici. Servirebbe la forza di Lupo Nero, ma dal portale del teletrasporto esce Cyberdog: un cagnolino cibernetico molto più piccolo del selvatico collega. Una volta lo chiamavano “rifiuto”, ma lui non si è mai considerato tale. Era un piccolo cane malato, che subiva i soprusi degli altri cani e degli uomini, ma la sua voglia di vivere convinse un alieno di passaggio a fornirgli il Transformatron. Il cagnolino, tartassato da tutti gli stupidi che incontrava, piacque al Transformatron, ed ora sono praticamente una cosa sola. È singolare che ci siano persone così stupide da ritenere di poter stabilire, in base ad un'analisi superficiale, chi abbia il diritto di vivere. Se dobbiamo credere al destino, fu esso a decidere di compensare il cagnolino con un potere oltre la sua comprensione. Il Transformatron inizia l'analisi del golem, trasmettendo le sue risultanze a Cyberdog. Si tratta di sabbia indurita, resa coesa da una forza di natura da definire. Fosse presente la Maga, il suo potere potrebbe forse esorcizzare la possessione. O forse si tratta di un incantesimo, che non richiede la presenza di demoni o di spiriti. Cyberdog colpisce il golem con i suoi tentacoli metallici, che sono parte del Transformatron stesso. Attraverso queste estroflessioni, il duo, composto da un cane terrestre ed un alieno di metallo senziente, spara una scarica elettrica nel corpo sabbioso. Come era prevedibile, la sabbia non viene in alcun modo danneggiata, ma la sua forza coesiva perde concentrazione. Il golem pare sgonfiarsi, ma, prima di dissolversi completamente, reagisce ed inizia a rigenerarsi. I giovani licantropi e Cyberdog hanno guadagnato solo pochi secondi. Gli eroi si allontanano necessariamente dal nemico, per studiare un altro piano di battaglia. Intanto il mostro di sabbia ha raggiunto dimensioni considerevoli; adesso non sarà proprio possibile combatterlo ad unghiate e morsi. Poi una presenza verde e possente arriva dal cielo, a bordo del suo dragoncraft. Il drago di Evolution, che si era allontanato per una missione, è stato richiamato dal dottor Occulto, ed accorre in soccorso dei suoi amici. Dragonfire è alto tre metri e pesa circa settecento chili, ma il suo avversario ha assorbito ulteriore sostanza sabbiosa dalla spiaggia. Adesso è alto almeno nove metri, un peso di diverse tonnellate, ed una parvenza solo vagamente umanoide. Un golem è tradizionalmenre un simulacro di argilla, animato dalla magia. Evidentemente funziona anche con la sabbia. Quell'entità pressoché priva di intelligenza concepisce solo l'aggressione e propende verso l'incremento progressivo della sua forza. Avanza senza sollevare le enormi gambe dalla sabbia sottostante; non ha bisogno di piedi perché non sta camminando. Le braccia colossali però hanno prodotto due mani provviste di dita. Punta verso il drago verde, considerandolo erroneamente come una vittima alla sua portata, o forse addirittura più debole. Una zampa del golem sembra in grado di avvolgere il colosso alieno; sennonché Dragonfire sferra un pugno formidabile, al quale la debole sostanza del mostro non può resistere. Il golem così perde una delle sue mani ed anche mezzo braccio. Però non prova alcun dolore, neppure quando si rigenera velocemente. Non ci sono ossa da frantumare, ma solo sabbia uniforme, resa coerente da una forza tratta da una fonte nascosta. Forse è proprio questa fonte semisenziente che ordina al golem di sferrare a sua volta un pugno contro il drago. L'impatto è formidabile e rumoroso; i giovani licantropi e Cyberdog indietreggiano preoccupati per l'incolumità del loro alleato. Non conoscono a fondo la potenza di Dragonfire, che si erge come una roccia indistruttibile, contro la quale nulla possono tonnellate di semplice sabbia. La lotta potrebbe sembrare in stallo, ma il drago salta in alto ed in avanti verso il golem, spinto da muscoli senza pari. Lo colpisce come una meteora, attraversandolo da parte a parte e spezzando in due l'ammasso di sabbia. Evidentemente anche la capacità del golem di rigenerarsi ha dei limiti, ed il limite è stato raggiunto e superato, perché i frammenti del suo corpo non riescono né a saldarsi, né a rigenerarsi. A Dragonfire non piace lasciare incompleto un lavoro; per cui salta ed atterra con tutto il suo peso sull'enorme mucchio di sabbia residuo, disperdendolo in tutte le direzioni. I giovani licantropi e Cyberdog lo osservano mentre, dopo averli salutati, prende il volo. Avranno di che parlare e di raccontare per molte sere, accucciati nella lussuosa tana del branco. La forza magica che aveva animato il primo ed il secondo golem si ritrae, quasi azzerata dallo scontro contro la super-forza di Dragonfire. Prima di sferrare un nuovo attacco contro l'umanità, dovrà attendere che il trascorrere del tempo la risani.
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