giovedì 17 maggio 2012
GALADRIEL_188° episodio
GALADRIEL_188° episodio
Kong entra nella stanza, dove lo aspettano i profiler. Hanno già incontrato la serpentessa Sysform, e dialogare con un'aliena rettile ha messo a dura prova il loro equilibrio mentale. Adesso si trovano di fronte uno dei mutanti di Evolution, un super-gruppo famoso in tutto il mondo. I profiler però non sono pronti a pendere dalle labbra da un essere che assomiglia ad un gorilla, senza esserlo. Kong ha interrotto le sue attività scientifiche e le sue ricerche per soccorrere i profiler, che, nonostante le loro arie, non riescono a creare un software che sia veramente in grado di fornire dati utili ad incastrare la marmaglia più pericolosa. Non si può continuare a sperare che i serial killer si facciano arrestare per eccesso di confidenza. Qualsiasi poliziotto sa che i fessi lasciano tracce macroscopiche, quindi non sono loro il problema. Se capita un omicidio in famiglia, basta indagare coniuge e figli; quasi sempre le porte del carcere si aprono per i più stupidi, dopo pochi giorni dal loro delitto che doveva essere perfetto. È molto più difficile catturare un tizio che uccide apparentemente a caso. Quasi impossibile; ma qui entra in gioco la capacità informatica dell'uomo bestia di Evolution. Il suo software, che sta presentando ad un uditorio particolarmente attento, misura e deduce interrelazioni tra omicidi plurimi apparentemente privi di correlazione. La grande intelligenza di Kong parte dal presupposto che, quando il criminale cerca una seconda ed una terza vittima, sia guidato da input che lui stesso ignora. Una donna bionda di giovane età ed una bruna più anziana apparentemente sono dissimili. Un computer, opportunamente programmato, può però, valutando tantissime altre variabili, dimostrare che quella bruna e quella bionda avevano qualcosa in comune, sfortunatamente per loro. Kong termina di programmare un super-computer, che ha contribuito a costruire. Poi l'uomo bestia di Evolution si rivolge al computer chiamandolo per nome; lo stupore dei presenti si abbatte su di loro come una grandinata improvvisa. Come è possibile chiamare per nome un computer, ed attendersi una risposta. Kong li guarda uno a uno, e sorride, perché quelle menti eccelse sono in presenza di un'intelligenza artificiale interattiva. Potrebbe chiamarlo In.Art.In., ma preferisce Galadriel, come la regina degli elfi del Signore degli Anelli. Kong ama le opere di Tolkien, con i buoni che sono riconoscibili, come del resto i malvagi. Galadriel è pronta ad agire; Kong aspetta solo che il prossimo criminale seriale lanci il suo attacco alla città. Intanto un altro degli eroi di Evolution ha raggiunto una zona poco popolata dal punto di vista umano, ma ricca di vegetazione e di animali. Il piccolo villaggio è abitato da contadini molto bravi a faticare dall'alba al tramonto, ma molto meno capaci di imbracciare le armi. Dragonfire pensa che i suoi nemici si riveleranno grossi, massicci, armati fino ai denti e disgustosamente crudeli. Altrimenti il dottor Occulto non avrebbe chiesto l'intervento del possente drago verde. Volando con il suo supporto antigravitazionale, Dragonfire scende a terra lontano dalla vista degli umani, per evitare di suscitare allarme. Di solito, data la sua possanza, non si cura della discrezione, ma i guerrieri migliori studiano il campo di battaglia, prima di scontrarsi con il nemico. Durante il giorno, i contadini lavorano nei campi e nei boschi. Con il calare delle tenebre, però si precipitano verso casa, chiudendo porte e finestre. Evidentemente temono l'arrivo di belve o altri aggressori che agiscono esclusivamente di notte. Un'altra stranezza è che di notte i numerosi rumori, prodotti dagli animali che coll'oscurità normalmente predano, cessano quasi all'improvviso, come se anche loro si fossero sigillati dentro le tane. Una delle case pare in effetti essere stata presa di mira da un nutrito gruppo di esseri saltellanti, sbucati fuori all'improvviso da buchi nel terreno, caverne e fessure nei tronchi degli alberi. Questi aggressori notturni si arrampicano sulle pareti e sul tetto della casa isolata, come se cercassero un varco per entrare. All'interno, la gente cerca di farsi coraggio, con la vicinanza reciproca. Dragonfire nota che gli incursori non provano neppure a sfondare la porta, che peraltro non sembra particolarmente robusta. Dragonfire è molto concreto quando deve affrontare i suoi nemici: forza contro forza. Questa notte invece sembra che all'opera ci sia la magia. Inviando il drago, il dottor Occulto, che è il capo di Evolution e lui stesso mago, ha dimostrato di conoscere molto bene una delle facoltà che rendono Dragonfire praticamente invincibile. Essendo un alieno, infatti, non viene in alcun modo scalfito dagli incantesimi che gli adoratori del male tessono con fatica e sprezzo del pericolo. La casa è sicuramente protetta da amuleti e talismani; ecco perché quegli esseri paranormali non strappano le tegole, per entrare attraverso il tetto. Poi però accade che uno dei saltellanti percepisca l'esistenza di un varco nelle barriere che separano gli aggressori dalle loro vittime. In certi casi la magia funziona come la corrente elettrica, ed è possibile produrre un corto circuito o anche un interruzione del flusso energetico. I demonietti, dal canto loro, possono assottigliarsi come se fossero privi di ossa, per entrare nella casa anche attraverso un varco piccolissimo. La famiglia, che si trova all'interno della casa, si accorge quasi subito della penetrazione dei nemici; inizia una battaglia disperata che non permette agli umani di aver la meglio sui demoni. La famiglia al completo scappa quindi all'esterno, ma viene subito circondata dai famelici complici di quelli che sono entrati. Per loro potrebbe essere finita se Dragonfire non facesse la sua comparsa. Enorme e verde, munito di coda, di zanne ed artigli, sembra lui stesso più demoniaco dei suoi avversari. Loro, per un attimo perplessi, lo attaccano, in ossequio al caratteraccio di tutti i demoni. Dragonfire sogghigna perché altrimenti sarebbe stato costretto a rincorrerli. Gli umani lottano strenuamente contro due o tre di quei mostriciattoli saltellanti, consapevoli che il grosso della masnada si sta arrampicando addosso al drago verde. Lui li lascia fare, per avere la possibilità subito dopo di afferrarli a bracciate e scrollandoseli di dosso. I demoni sono di statura più bassa di un umano, quindi volano letteralmente in tutte le direzioni, spinti da una forza che mai avrebbero creduto di incontrare sulla Terra. Sono robusti e coperti di scaglie, ma la loro armatura è poca cosa se raffrontata con quella di Dragonfire. I demoni sono sempre aggressivi, ma raramente sono stupidi. Hanno attaccato gli umani per cibarsene, non per lottare contro un essere che potrebbe stroncare la loro quasi immortale esistenza. Passano pertanto al piano B, che consiste nel fondere tutti i loro corpi in un'amalgama ribollente. Nel giro di pochi secondi, di fronte a Dragonfire si erge un demone rosso, più alto e pesante di lui. La battaglia si presenta interessante. Il grosso demone apre una bocca smisurata, emettendo fiamme caldissime, che colpiscono in pieno Dragonfire. Il fuoco divampa crudele, intenzionato a distruggere pelle, muscoli e ossa. Il drago di Evolution scompare alla vista, convincendo il suo avversario di averlo disintegrato, o almeno ferito gravemente. In realtà Dragonfire avanza attraverso le fiamme, come se non esistessero. Poi, giunto alla giusta distanza dal demone, lo colpisce con un pugno fortissimo, che lo scaglia indietro di parecchi metri. Le fiamme del demone, ormai estinte, hanno addirittura rafforzato il possente alieno. Le sue cellule sono costituite di molecole cristalline, non di acqua in altissima percentuale, come quelle terrestri. Dragonfire sferra un secondo pugno, dall'alto verso il basso, direttamente sulla gigantesca testa del demone, che emette un ringhio di dolore. Mentre la battaglia continua, in una città lontana, affacciata sul mare avviene un attentato contro una scuola. Un ordigno esplode, uccidendo una ragazza e ferendone altre otto. Il più delle volte, i delinquenti che attentano all'incolumità dei cittadini innocenti rivendicano il loro atto, farneticando. Questa volta, viceversa, nessuno scrive o telefona. L'episodio suscita grande indignazione; i giornalisti cercano di estorcere informazioni ai magistrati inquirenti ed ai poliziotti. Fortunatamente, tutti rispettano la consegna del silenzio. I giornali on line raccontano di una seconda ragazza morta, ma le autorità smentiscono le fregole dei giornalisti. La notizia, come prevedibile, fa il giro del mondo, giungendo alle orecchie di Kong e dei profiler assiepati attorno al computer Garadriel. La polizia raccoglie le prove disponibili, ma occorre qualcosa di più. Da tempo esiste una rete, che collega le forze dell'ordine delle molte nazioni del pianeta. Nel giro di un'ora dall'attentato, Galadriel ha un caso da risolvere. Gli umani concepiscono un numero di variabili decisamente inferiore a quelle che Galadriel può valutare ad altissima velocità. Perché il criminale ha colpito in quella città, invece che in un'altra? Rispondere a questa domanda significa attribuire un punteggio probabilistico a migliaia di centri abitati, piccoli, medi e grandi. Perché colpire una scuola, e non un negozio, un ufficio, una casa di civile abitazione? Anche questo significa per il computer di Kong attribuire una sequenza di punteggi. L'ordigno adoperato non è uno standard, bensì un'opzione su mille o un milione. Come mai sono state posizionate bombole di gas, invece che tritolo o altro? Galadriel si nutre di queste ed altre informazioni, che per gli umani significano poco o nulla. Una mole enorme di dati, che il super-processore gestisce con potenza e velocità. Gli investigatori umani non sarebbero mai in grado di prendere in esame tutti gli abitanti del globo; Galadriel può. Di solito, per catturare un serial killer, è necessario che il criminale uccida più volte, e ci metta del suo per farsi catturare. Invece, grazie al genio dell'uomo bestia di Evolution, Galadriel ha già prodotto un listato di sei miliardi di nomi. La polizia può pertanto da ora tenere sotto controllo un centinaio di probabili colpevoli dell'attentato. Ovviamente si escludono tutti coloro che abitano a distanza eccessiva dal luogo del delitto. Ma torniamo al possente drago di Evolution, ancora impegnato, ma per poco, contro il demone composito. Anche lui colpisce con forza; anche lui ha una coda potente, ma Dragonfire è ormai leggenda, e non a caso. Adesso tocca a Dragonfire scatenare la sua super-fiamma, che erompe irresistibile. Il suo potere è tale che inverte la magia che aveva fuso assieme i piccoli demoni. La forza centrifuga dissolve il demone collettivo, mentre i singoli demonietti vengono sparati lontano; ma il fuoco del drago rimane incollato alle loro scaglie, costringendoli a rifugiarsi nel loro inferno dimensionale. Gli umani tornano alla loro casa, ma prima ringraziano il formidabile colosso verde, che si è ancora una volta dimostrato più forte di ogni magia demoniaca. Kong condivide, a distanza di migliaia di chilometri, la sensazione d'orgoglio per la vittoria del possente drago di Evolution. Ora però tocca all'uomo bestia combattere il male. Ma prima, il dottor Occulto si libra nel piano astrale, che per lui non ha segreti. Aspetta di incontrare la ragazza uccisa nell'attentato, per guidarla verso la fase successiva della sua esistenza. La ragazza viene subito rassicurata da quella presenza formidabile. Il capo di Evolution, che le parla senza voce, le mostra quante persone stanno piangendo per lei. Lei era un'innocente nell'anima e non cerca vendetta, ma il dottor Occulto promette a se stesso che la otterrà. Ai profiler non sembra vero che il super computer Galadriel abbia fornito loro una traccia di incomparabile valore. Il primo della graduatoria è un tizio con esperienza militare, abita a pochi chilometri dal luogo dell'attentato, può avere conosciuto la vittima, non appartiene ad organizzazioni criminali ma il suo modus operandi è terroristico o da serial killer, ed è un mezzo sociopatico. Decisi a prendersi almeno una parte del merito del lavoro svolto da altri, i profiler convocano urgentemente una squadra d'intervento rapido della polizia. Una brevissima riunione, colpi in canna, macchine in moto, e via a catturare l'ignobile assassino. Sennonché non hanno tento conto dei poteri telepatici di Boa e Sysform, della squadra degli Hunter Killer. Riferito quanto hanno scoperto al capo, Stritolatore, i serpentoidi sono i primi a raggiungere la destinazione. Il criminale ha agito da solo, ma le bombole di gas impiegate per uccidere sono state posizionate da un complice, che si trova sicuramente nelle prime posizioni della lista di Galadriel. Al momento gli Hunter Killer si accontenteranno di mettere le spire su chi, guardando in faccia la sua giovane vittima, ha fatto deflagrare l'ordigno. I serpentoidi hanno pochi minuti per agire; per cui irrompono nella casa sfondando porta e finestre. Lo psicopatico è però armato, e spara sugli intrusi, prima ancora di rendersi conto della loro natura inumana. Ma è proprio la loro disumanità che salva i serpentoidi: solo Anaconda viene ferito di striscio. Gli altri sono una marea inarrestabile: Pitone lo colpisce alle gambe, mentre Boa e Sysform serrano le loro possenti mandibole sulle braccia, disarticolandole. L'inqualificabile soggetto, immerso in un mare di dolore, crolla verso terra, ma, velocissimo, Stritolatore impatta con la sua massa e le creste cornee contro il petto del criminale. Costole e sterno si frantumano all'istante, il sangue riempie la cavità toracica, ed infine quel cuore malvagio cessa di battere con uno spasimo di acuta agonia. Ma Anaconda intende fare la sua parte, e le zanne acuminate mordono a sangue la gola di un uomo ormai pressoché defunto. Nel giro di una decina di secondi, le forze speciali della polizia entrano in casa, da una porta già sfondata. La scena che si para loro davanti strappa un sospiro di sollievo, perché un malvagio è stato tolto di mezzo, ma avrebbero preferito essere stati loro a sopprimerlo.
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