domenica 4 novembre 2012
LARVE ECTOPLASMICHE_213° episodio
I meno giovani ricordano quando la festa dei santi non era preceduta dalla notte dedicata alle streghe ed ai demoni in libera uscita. La globalizzazione ha esportato in tutto il pianeta questa ricorrenza, un tempo limitata a pochi individui. Tutto l'anno accade che un certo numero di omicidi non vengano ricondotti agli esecutori. Il delitto perfetto esiste, sfortunatamente per le sue vittime. Però, in questa particolare notte, si registra un'impennata di delitti irrisolti. La detective Lucrezia lo sa, e ne prova fastidio. Il caso che le hanno appena affidato pare rientrare in questa tipologia. Una ragazza morta in modo inspiegabile, ritrovata sulla riva di un lago, abbandonata sulla nuda terra. Il punto è che qualcuno, forse chi l'ha uccisa, ha disegnato attorno al suo corpo geometrie e simboli che alla poliziotta dicono poco o nulla. Viene da chiedersi se sia stato utilizzato del sangue, per tracciare quei segni. E se fosse sangue, occorrerebbe certificare se provenga da esseri umani o da animali. I pazzi che assassinano ragazze, per il gusto di farlo, non si fermano di certo di fronte allo sgozzamento rituale di galli e conigli. Il ritorno di Evolution consente a Lucrezia di chiedere aiuto alla Maga, allieva del dottor Occulto. Appena il cacciatorpediniere del super-gruppo si è materializzato sul nostro pianeta, il portale degli wormholes si è reso nuovamente disponibile a dislocare i super-eroi dove sia richiesta la loro forza e la loro abilità. La detective ha chiamato, e la Maga risponde, segretamente contenta di potersi occupare di questioni più vicine alla normalità umanamente intesa. In realtà la ragazza trovata morta in riva al lago non è la sola vittima della notte appena trascorsa. La centrale di polizia viene infatti inondata di segnalazioni di fatti delittuosi e di stranezze tipiche di quella notte maledetta. Durante una festa in discoteca, qualcosa o qualcuno ha scatenato un fuggi fuggi. Sono morte tre ragazze, ed una è rimasta gravemente ferita. Un tizio, che passeggiava per strada assieme ad un amico, è stato colpito in pieno da un colpo di pistola, sparato da un ignoto killer. O forse si è trattato di un cretino che ha esploso dei colpi d’arma da fuoco senza curarsi delle persone. Casi che hanno in comune la dissennatezza, ma forse dietro alla finta evocazione in riva allago c’è stata un’evocazione vera. La Maga è una mutante dall’aspetto decisamente umano, a differenza di Kong e Ferox. Lei e Fulminatore possono aggirarsi tranquillamente tra la gente comune, che non sospetta quanto grandi siano i poteri in possesso dei due super-eroi. La Maga raggiunge Lucrezia sul luogo “del delitto”, dato che nessuna delle due crede che la ragazza sia morta per “cause naturali”. A quell’età, purtroppo si muore a causa di un incidente stradale, o per una malattia. Non di uno degli innumerevoli malanni che in qualunque momento possono portarsi via un anziano. La detective allontana i suoi uomini, per consentire alla Maga un uso più discreto delle sue facoltà. La mutante psionica è stata addestrata dal più grande telepate del pianeta, che è anche detentore di considerevoli facoltà magiche. Si tratta di poteri che la scienza avrebbe difficoltà a spiegare, ancor più di quelli mentali. La Maga entra in una specie di trance, per vedere cogli occhi della mente ciò che è realmente avvenuto, la notte prima, sulle rive del lago. Lucrezia viene beneficiata dalla Maga di una visione riflessa, cosicché si faccia un’idea in tempo reale della situazione. Le due donne vedono un gruppo di ragazzi che scende dalle auto, e si dirige sulla riva del lago. I maschi rumoreggiano e parlano ad alta voce, come a voler esorcizzare il nervosismo ed anche la paura. Organizzare un’evocazione demoniaca sembrava una buona idea. Si erano detti che le ragazze si sarebbero spaventate facilmente; poi loro, i maschi, avrebbero improvvisato qualche sceneggiata, per trasformare l’atmosfera cupa in una vera festa. Il potere della Maga continua a fare rivivere fantasmi di un passato recente. Gli altri poliziotti trovano strano che Lucrezia e la Maga, si siano immobilizzate come due statue, ma del resto la detective è famosa per seguire i casi meno ordinari. Le immagini evocate narrano di strani segni, tracciati sul terreno ghiaioso, con il sangue di qualche povero animale. Anche Lucrezia sa che ci sono in città negozi nei quali sia possibile acquistare boccette di sangue. I finti vampiri vi si recano, per darsi delle arie. Alla poliziotta sfugge però che detti negozi forniscono sangue in bottiglia anche ai vampiri veri. Quelli che vogliono fingere di essere umani, e non capiscono come mai a degli umani possa venire in mente di fingersi dei vampiri, ma questa è un’altra storia. L’incantesimo della Maga riepiloga gli eventi, che hanno preceduto la morte della ragazza. Purtroppo né lei, né la detective possono interferire con i fantasmi che si muovono attorno a loro. Vedono due ragazzotti che confabulano. Hanno in mano un vecchio libro, dal quale promana una pericolosità primordiale. I due temono che le ragazze si stanchino del miserando trascorrere di quella serata, annunciata come indimenticabile. Bisogna inventare qualcosa, in fretta. In preda ad un’euforia improvvisa ed inspiegabile, i ragazzi invitano una delle coetanee a sdraiarsi a terra, al centro di un circolo evocatorio. Lo hanno realizzato, copiandolo da un libro trovato in una libreria piccola e polverosa. Un negozio che prima del passaggio dei ragazzi non c’era. Un negozio che è scomparso appena i due sono usciti con quel libro. Un tomo consunto e polveroso che li aveva invitati ad entrare nel negozio. Un messaggio fortissimo, irresistibile. Il vecchissimo commesso sembrava più polveroso del suo malandato negozio. Ha insistito per vendere il libro ad una cifra ridicolamente bassa. Una volta usciti da un vicolo, neppure segnato nella planimetria urbana, i ragazzi si sono chiesti cosa se ne sarebbero fatti di quel volume, buono solo per i tarli. Fu quindi il libro a suggerire loro di organizzare quella strana serata in riva al lago. È il libro che adesso guida la loro improvvisazione: non sanno ciò che stanno facendo, e neppure la ragazza, che ridacchia stupidamente. È distesa sulla ghiaia, circondata da tratti e simboli disegnati con il sangue che forse non proviene da un animale. L’evocazione non potrebbe aver luogo senza la lettura di nomi incomprensibili. Nomi che producono strani rimbombi e tuoni lontani; e tutto ciò in una notte che promette la liberazione di tutte le forze del male. Le altre ragazze rimangono in disparte, perché l’istinto consiglia loro di non mescolarsi con gente che si spinge oltre la sfera delle umane esperienze. Parole che fanno pensare a tombe scoperchiate, cimiteri infestati, larve in agguato. E le larve, chiamate con le parole del libro, arrivano. Il libro inizia a fumare ed a bruciare senza fiamme. Le mani umane sono costrette a mollare la presa su quella pergamena che fin troppo velocemente si trasforma in cenere. Esseri immondi, nati dalla putrefazione dei corpi dei criminali, sbucano dalla terra, con i loro tentacoli ectoplasmici. La ragazza sdraiata in terra vuole scappare, ma i tentacoli delle larve si consolidano su di lei. A questo punto, gli adolescenti che si sentivano ardimentosi esploratori dell’occulto scappano a gambe levate, urlando ed inciampando nell’oscurità. Se qualcuno ode quelle urla, pensa siano emesse da qualche maledetto ubriaco. Chi ode le urla dei giovinastri spera che precipitino in uno strapiombo, e si spezzino almeno una gamba. Sulla riva del lago, rimane l’atterrita ragazza, non più in grado di parlare, perché i tentacoli ectoplasmici si sono fusi con la sua carne e con il suo corpo astrale. Le larve maledette, nate dalla corruzione dei cadaveri dei malvagi, strappano l’anima della ragazza. A questo punto, l’incantesimo si interrompe, ma la Maga ha visto quel che voleva vedere. Anche Lucrezia ha assistito al trapasso di quella giovane innocente, e si chiede come potrà la giustizia umana sanzionare quelle larve soprannaturali. La Maga interrompe la riflessione della poliziotta, invitandola ad avvicinarsi al corpo della ragazza, che non è stato ancora rimosso. La sonda mentale della mutante psionica si spinge in profondità, in quello che dovrebbe essere un cervello morto da ore. E la Maga rileva una piccola scintilla di vita. Comprende all’istante che l’essenza vitale della ragazza è stata sequestrata, ma non ancora consumata. La mutante e la poliziotta felina hanno quindi una piccola possibilità di rianimare quel corpo. Quel che devono fare è seguire la traccia delle larve. Una traccia che un umano non troverebbe mai, ma che i sensi acuiti di Lucrezia dovrebbero poter seguire. La detective si emoziona al pensiero di trascendere gli standard della sua professione. Oggi non sale sull’auto di pattuglia, ma si concentra per assimilarsi il più possibile a Ferox, la donna leopardo di Evolution. Le due ardimentose seguono un sentiero, che si allontana dal lago. Penetra nella vegetazione sempre più altra ed intricata. Si direbbe che nessuno passi da quelle parti da giorni; ma i sensi di Lucrezia confermano la pista. La Maga peraltro avverte un incremento di vibrazioni nefaste: i loro nemici le stanno aspettando. Rovine particolarmente antiche emergono a malapena da quel mare verde. Piccoli fiori rossi si stagliano su tutto, ergendosi su lunghi steli. Mentre la Maga e Lucrezia passano loro accanto, i fiori improvvisamente scattano come serpenti velenosi. La detective si trasfigura quasi istantaneamente, mostrando una dentatura poco rassicurante. Schiva due fiori e ne decapita un terzo con i suoi artigli. La Maga non è altrettanto veloce, ma i suoi poteri mentali la proteggono con uno scudo che annichilisce gli aggressori troppo intraprendenti. Indenni, le super-eroine si inoltrano in un labirinto di pietre che ricorda vagamente l’edificio che era. Poi, mentre arrivano al centro di uno spazio relativamente libero, le larve le attaccano. Contano presumibilmente sulla imminente oscurità, per sottomettere le intruse. I tentacoli ectoplasmici sbucano da fessure nel terreno, che conducono a grandi profondità. Simili a quelli di una piovra, sono composti di cellule intermedie tra il regno animale e quello vegetale. Ma la loro natura paranormale consente loro di aspirare l’energia dei viventi, con il solo contatto. Lo scontro ha inizio. A distanza di migliaia di chilometri, Ferox sente ciò che sta avvenendo alla sua simbionte Lucrezia, e le presta parte della sua grande forza. La Maga potrebbe lanciare un attacco a tappeto, ma saggiamente risparmia le forze per la fase successiva della missione. Le sue lame psioniche, normalmente dirette ai cervelli degli avversari, sondano le larve, per capire quale sia il loro punto più debole. Lucrezia invece affronta chiunque l’aggredisca con le sue energie, potenziate dal rapporto mentale con Ferox. La poliziotta capisce che alla Maga serve del tempo, per ottimizzare la loro difesa ed il loro contrattacco. Le larve sono guidate dal puro e semplice istinto di uccidere. Sentono il calore dei corpi, e ciò per loro significa mangiare. Vivono per mangiare; lo farebbero di continuo, anche correndo il rischio di scoppiare. Nel caso della ragazza apparentemente morta, i parassiti hanno provocato il distacco della sua consapevolezza, che ritroviamo nel piano astrale. La Maga intendeva acquisire quest’informazione. Quasi istantaneamente cade in trance, spingendosi dove veleggiano i residui psichici delle vite ormai estinte. La mutante ora si muove tra ombre quasi prive di energia vitale e prossime a dissolversi completamente. Poi in lontananza la Maga vede il simulacro astrale della ragazza che sta cercando di liberare. Brilla di forza vitale, calda ed invitante, attirando forme fantasmatiche desiderose di rigenerarsi almeno in parte. Mentre sulla Terra Lucrezia somministra grandi colpi di artiglio alle larve sempre più numerose, nel piano astrale la Maga colpisce con l’energia che aveva saggiamente accantonato. I fantasmi tentano una reazione, ma la mutante psionica ha accumulato molta esperienza nelle sue molte battaglie vittoriose. Si concentra quindi per trasformarsi in una specie di stella luminosissima. I fantasmi sono creature delle tenebre, o si illudono di esserlo. Ecco perché la luce ed il calore emessi in quel modo li dissipano velocemente. Qualcuno di loro evita di essere disintegrato solo perché si trova a distanza di sicurezza, quando la Maga ha usato il suo potere. La detective intanto è in difficoltà, perché alcune larve le hanno bloccato le gambe. Non può più saltare, ma solo usare le braccia. Si difende bene, ma sente vicina la sconfitta. Si chiede come mai la sua alleata abbia deciso di entrare in trance proprio adesso. Dall’altra parte, la Maga sveglia la ragazza; questo corrisponde ad una resurrezione nel nostro piano dell’esistenza. Appena se ne accorgono, le larve smettono di attaccare Lucrezia, indecise sul da farsi. Troppo tardi per loro, giacché la Maga è tornata. Lucrezia trancia con due artigliate i tentacoli che la bloccavano. Adesso le due eroine sono decise a spazzare via una volta per tutte le larve ectoplasmiche. Lo scontro riprende così più feroce e senza esclusione di colpi. Sulla riva del lago, il fatto che la ragazza sia tornata in vita scatena le supposizioni più azzardate da parte dei cronisti presenti. Terminato il loro lavoro, Maga e Lucrezia ottengono le congratulazioni degli increduli presenti. Loro però apprezzano di più quelle della ragazza che hanno salvato, e che condivide con loro il segreto di ciò che è veramente accaduto.
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