domenica 16 dicembre 2012

SOGNI E PUNGIGLIONI_219° episodio

La donna leopardo e la serpentessa osservano la scuola elementare. La polizia si prepara ad intervenire; come al solito, quando ci sono degli ostaggi, occorre fare molta attenzione. Le due super-eroine però non sono lente come gli umani. Essendo una mutante ed un'aliena, Ferox e Sysform non condividono neppure gli schemi di pensiero dei poliziotti che si apprestano ad irrompere. Lo fanno puntando i fucili e le pistole in tutte le direzioni, perché non hanno i super-sensi di Ferox e di Sysform. Loro entrano nella scuola dalla parte opposta ai poliziotti. La donna leopardo preferisce la via dei tetti; la serpentessa invece si infila nei sotterranei. I felini cacciano seguendo i loro occhi ed il loro udito; il loro olfatto non è potente come nei lupi. I serpenti seguono le tracce calorifiche, a breve distanza; ma percepiscono anche le vibrazioni di movimento. Ferox scende, evitando i poliziotti; Sysform sale, facendo altrettanto. Non vogliono perdere tempo a spiegare ai tutori della legge di essere dalla parte dei buoni. I bambini sono stati sequestrati, ed alcuni di loro probabilmente uccisi. Sia la mutante che l'aliena non vogliono catturare l'assassino; lo uccideranno senza pietà, perché la pietà è contro natura. L'assassino è un giovane delinquente, che ha deciso di ammazzare degli innocenti; le sue motivazioni sono irrilevanti, come è irrilevante che si stia vendicando della madre. Né Evolution, né gli Hunter Killer sono interessati a capire cosa non funzioni nella testa dei pazzi. L'unico pazzo buono è il pazzo morto. Se ciclicamente c'è qualcuno che sequestra, sevizia ed uccide decine di innocenti, è perché ci sono troppi pazzi liberi, difesi dai perbenisti idioti. Ferox vorrebbe provare sui perbenisti i suoi artigli letali. Sysform ne strangolerebbe qualcuno volentieri. Il criminale si appresta ad uccidere tutti i bambini, che ha sotto tiro. I poliziotti sono ancora lontani. Senza preavviso, la porta esplode verso l'interno dell'aula. Ferox l'ha colpita con tutta la sua massa e la sua velocità. Il criminale punta il fucile verso la mutante, e spara a ripetizione. Ferox è velocissima anche negli spazi ridotti; le pallottole non riescono a ferirla, e neppure la sfiorano. Poi, d'un tratto, la donna leopardo si ferma, come se volesse farsi colpire. Il pazzo però non riesce a farlo, giacché Sysform lo percuote con la sua testa crestata. I bambini tirano un sospiro di sollievo, ma non è finita. Il pazzo è disarmato, dolorante, ma ancora vivo. Ora tocca a lui tremare e temere per la sua incolumità. Ferox sente arrivare i poliziotti, che potrebbero provare a fermarla. C’è però ancora il tempo di somministrare l’estrema punizione al delinquente che sanguina e sghignazza. Un sibilo di Sysform la ferma. L'aliena e la mutante comunicano, grazie alla telepatia della serpentessa. Poi l'aliena scatta con i denti pronti a mordere. In una frazione di secondo, inietta il suo veleno, e si ritrae. Ferox l'ha lasciata fare, dato che l'aliena può uccidere in maniera molto più dolorosa. I serpentoidi sono infatti capaci di iniettare un veleno letale, dosandolo accuratamente. Il giovane criminale sta già agonizzando, e non morirà in fretta. Ferox sogghigna; poi, scambiato uno sguardo complice con Sysform, si allontanano indisturbate come sono arrivate. Durante questo simpatico interludio, Sonia, Rebecca, Pedro e David, cioè i giovani licantropi componenti degli Esploratori dei Sogni, hanno proseguito la loro ricerca delle uova aliene. Lupo Nero è con loro, garantendo una buona dose di forza bruta e di ferocia. Braxcat, Cyberdog e Clara perlustrano la zona con i loro sensi sottili. Tuttavia, nonostante i loro sforzi congiunti, la pista rilevabile è minima. Segno che le uova delle scolopendre-scorpioni non sono nei paraggi. È giunto quindi il momento di agire come un gruppo specializzato nelle esplorazioni oniriche. Quattro licantropi, un cagnolino cibernetico, un gatto demoniaco, una ragazza potenziata dal Tecnoragno ed il Lupo Nero si recano di soppiatto nel cortile interno di una scuola. È notte, e lezioni riprenderanno tra alcune ore, ma adesso quello spazio cintato e nascosto è quello che serve agli Esploratori dei Sogni per poter intraprendere la loro esplorazione. Al riparo da occhi indiscreti, immersi in una suggestiva luminosità offerta dai lampioni comunali, i giovani licantropi assumono una posizione yoga, che consente loro di prepararsi al distacco dal corpo fisico. Regolano la respirazione, in attesa che Braxcat li prenda per mano, e li conduca con sé. È evidente che il gattino demoniaco ha schemi di pensiero differenti da quelli degli altri gatti. Lo stesso si può dire di Cyberdog, che è in simbiosi con l’organismo tecnomeccanico conosciuto come Transformatron. Con uno dei suoi inquietanti miagolii, Braxcat si tuffa in un varco dimensionale da lui stesso aperto. Dall’altra parte, si trova il reame dei sogni. Sonia, Rebecca, Pedro e David perdono quasi istantaneamente contatto con questa realtà, materializzandosi dall’altra parte. Clara ed il Tecnoragno si preparano a vigilare sui corpi addormentati dei loro amici. Poco più lontano, si collocano Cyberdog e Lupo Nero. Il gattino demoniaco è particolarmente contento di saltellare in quel reame mutevole. Lui non è più un animale di carne e sangue, in senso stretto. Le sue cellule sono differenti da ogni altra cellula terrestre. Il suo modo di essere vivo è una questione che esula dalla biologia e dalla genetica. I giovani licantropi, invece, sono giunti in quella dimensione con i loro corpi astrali, che però mantengono tutti i poteri dei loro corpi fisici. Ed è proprio grazie al famoso olfatto dei lupi che adesso sono loro a condurre il gioco. In breve, aprendo porte, saltando da finestre, sfiorando burroni, scalando muri ed evitando insidie nascoste nel buio, i cinque giungono dove si trova la loro preda. La scolopendra-scorpione è una componente del sogno, ma è strettamente correlato con l’alieno che stanno cercando. I nostri eroi sono contenti di poter anticipare e bloccare il loro nemico, che si prepara ad assalire qualche innocente. I giovani licantropi ammirano Evolution, e fanno il possibile per assomigliare agli eroi mutanti: Kong, Ferox, Fulminatore e Maga. I quattro lupacchiotti finalmente trovano e circondano una scolopendra-scorpione decisamente cresciuta. Vogliono impedirle di cibarsi di una bambina, immersa in un incubo riconducibile alla febbre. L’alieno emette tutta una serie di rumoracci, come in fondo ci si aspetta che faccia. Rebecca, Sonia, Pedro e David rispondono con quattro ringhi da lupi mannari. Braxcat per il momento tace, ma prepara le sue unghie micidiali. Pedro attacca per primo, balzando addosso alla scolopendra-scorpione. Nella forma licantropica, la sua dentatura non è potente come quella che avrebbe se si trasformasse completamente in un lupo. Le sue zampe però sono molto forti, e con esse assesta alcuni colpi al suo nemico. L’alieno controbatte velocemente, facendo fischiare nell’aria il pericolosissimo pungiglione. Sonia afferra Pedro, tirandolo indietro appena in tempo, evitandogli così una brutta esperienza. I giovani licantropi lavorano in gruppo, sincronizzando molto bene gli attacchi e le ritirate. Subito dopo, Rebecca sferra un calcio, cogliendo di sorpresa la scolopendra-scorpione. L’alieno non subisce danni, ma mostra sorpresa e perplessità di fronte a quell’attacco non rituale. Vendicativo, scatta verso Rebecca, ma David afferra il pungiglione, subito sotto la punta avvelenata. Prima che il nemico reagisca, David lo scaglia contro un muro, mostrando forza e coordinazione. Questo scontro si svolge nella dimensione onirica, nel sogno di una bambina che nella nostra realtà sta per essere attaccata da una vera scolopendra-scorpione. Il fatto che gli Esploratori dei Sogni stiano combattendo il mostro con il loro corpi astrali, lo ha però quasi congelato sulla Terra. Dall’altra parte, l’alieno acciaccato è circondato dai giovani licantropi, contenti delle loro gesta. La scolopendra-scorpione non è però ancora morta; indietreggia per non farsi circondare, ma non vede vie di fuga. Sulla Terra intanto si avvicina alla sua preda inerme. La bambina vorrebbe svegliarsi, ma, come accade negli incubi, non ci riesce. Braxcat è l’unico ad avere la visione completa di ciò che accade nella nostra dimensione ed in quella dei sogni. I giovani licantropi notano che si prepara a balzare, e si fanno da parte. Così prima che sulla Terra il veleno della scolopendra-scorpione venga inoculato nel circolo sanguigno della bambina, il gatto-demone, nella dimensione dei sogni, investe il mostro con la sua fiamma infernale. Rebecca, Sonia, Pedro e David si aspettavano che Braxcat attaccasse con gli artigli, non che emulasse Dragonfire. Sebbene si tratti di un plasma non altrettanto caldo, è più che sufficiente a bruciare l’alieno, uccidendolo nella dimensione onirica. Di conseguenza, sulla Terra, il suo corpo fisico viene attraversato da una scarica dolorifica, che lo induce ad una fuga precipitosa e molto difficoltosa. Forse potrebbe rintanarsi in qualche buco, se ad attenderlo non trovasse Lupo Nero, il cui ringhio non promette bene. Se la scolopendra-scorpione fosse adulta, impegnerebbe parecchio il Lupo Nero. Ma, in questa fase del suo sviluppo, l’alieno è troppo piccolo per poter combattere contro un animale-demone di quella potenza. L’aggressività è però talmente connaturata nel suo essere che la scolopendra-scorpione solleva il suo pungiglione, pronto a vendere caro l’esoscheletro. Poi il Lupo Nero gli salta addosso, e le sue mascelle stringono il predatore proveniente dallo spazio. La sua armatura naturale scricchiola, trasudando un sangue nerastro. Dato che il lupo demone non ha bisogno d’aiuto, Cyberdog interviene in un certo senso in favore della scolopendra-scorpione. Il Transformatron, simbionte del cagnolino cibernetico, emette sottili filamenti, che avvolgono l’extraterrestre insettiforme. Una scarica ad alto voltaggio lo stende, cortocircuitandogli il sistema nervoso. Lupo Nero lo molla appena in tempo, manifestando il suo dissenso con un sordo brontolio. A differenza dei fratelli che lo hanno preceduto, il quarto alieno è stato capace di nutrirsi. Alcuni sfortunati topi non hanno avuto una sola possibilità contro di lui. Adesso la massa della scolopendra-scorpione assomiglia a quella di un cane di media taglia, anche perché strada facendo ha divorato dei piccioni particolarmente lenti di riflessi. Sulle sue tracce c’è una squadra speciale della polizia, guidata dalla detective Lucrezia, che il comando coinvolge sempre nelle indagini più strane. Seguono le indicazioni del super-computer Galadriel, che ha ipotizzato con successo dove si sia rintanato il quarto di quei mostriciattoli. In tutto sono in quattro, i poliziotti a frugare nelle cantine e nelle intercapedini di un edificio come tanti altri. Sono arrivati a bordo di una veloce automobile nera, priva di identificativi. Armati di fucili a pompa, pistole, manganelli, taser e granate, si muovono come i personaggi di un film. Cercano l’alieno cattivo, che mangia i bambini, e non per modo di dire. La scolopendra-scorpione ha infatti fiutato qualcosa di differente, rispetto ai topi ed ai piccioni. Il neonato umano odora di latte, giacché la madre ha appena finito di nutrirlo. L’alieno si leccherebbe i baffi, se li avesse. Si muove in silenzio, ma in modo che suggerisce ai gatti randagi di girare alla larga. Il neonato è solo in una delle camere dell’appartamento, mentre la madre si trova in un’altra. Ecco che il predatore alieno coglie in momento giusto per saltargli addosso, e farne un sol boccone. Accadrebbe se in quel momento il campanello non turbasse l’apparente tranquillità della casa. La detective Lucrezia, seguita da due uomini ed una donna, parla con la mamma del bambino, ed ottiene il permesso di perlustrare l’appartamento. Il neonato sorride ai nuovi arrivati, ignaro di essere stato vicinissimo alla morte. I poliziotti si guardano in giro, frugando nei luoghi ove quell’essere micidiale potrebbe nascondersi. Nessuno tra i poliziotti possiede l’olfatto dei giovani licantropi, che non avrebbero difficoltà a stanare il grosso insettoide. Dopo mezz’ora di vane ricerche, pare però che mamma e figlio non rischino la loro incolumità: l’appartamento si direbbe “pulito”. Galadriel ha fornito indicazioni molto chiare in merito, ma i poliziotti pensano che questa volta il super computer si sia sbagliato. L’alieno, che dispone di capacità mimetiche non indifferenti, si trova invece proprio nell’appartamento, irrilevabile ai sensi umani come un predatore nato. Poi improvvisamente i sensi quasi felini di Lucrezia afferrano una tenue traccia, che la induce a tornare sui suoi passi. Sembra impossibile che il mostriciattolo si sia banalmente nascosto sotto un letto. Invece è proprio lì. Vistosi scoperto, balza fuori, arrampicandosi sui muri, come il più grosso degli scarafaggi. Dispiace per l’integrità dell’alloggio, ma questo è il segnale per aprire il fuoco. Lucrezia e gli altri tre sparano contro la velocissima creatura, colpendo più che altro il muro. La bestia extraterrestre non vede vie di fuga, ed è probabile un suo tentativo di aggredire i soli umani sprovvisti di armi. I poliziotti devono tra l’altro fare attenzione a non colpire per sbaglio la mamma ed il suo piccolo. Urla e spari accompagnano gli stridii acuti della scolopendra-scorpione, che si infila sotto i letti. L’insettoide anche se ferito continua a muoversi in maniera pericolosa, finché, giunto nei pressi della finestra, usa le sue ultime energie per sfondare il vetro, e scappare. Precipita dal quarto piano, ma a farne le spese è principalmente l’auto su cui atterra. I poliziotti non possono sparare da dove si trovano, per non colpire le altre auto ed i passanti. Lucrezia segnala quindi alla centrale che il più pericoloso della nidiata è ancora in circolazione.

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