sabato 29 dicembre 2012

BOMBE E MOSTRI_221° episodio

La giornata dell'annunciata fine del mondo trascorre come tutte le altre, nel senso che la luce solare illumina più o meno la superficie terrestre, a seconda della nuvolosità del cielo. Tutti continuiamo a dire che il sole sorge ad est e tramonta ad ovest, anche se sappiamo che è la Terra che ruota attorno al Sole e non viceversa. Quelli della setta, riuniti a pregare, non sono gli unici pazzi che pensavano che il sole (con la minuscola) oggi sarebbe sorto ad ovest, ma così non è stato. Però, proprio per non smentire la loro profonda stupidità, si vedono costretti a sperare che qualche disastro capiti davvero. Anche uno piccolo sarebbe meglio di niente. Uomini, donne e bambini, e non tutti con la scusa di aver poco studiato a scuola. Ci sono diplomati ed anche laureati, mescolati ai muratori ed ai pescivendoli. Guardano in faccia il loro guru, e lui sospetta che il suo business della credulità stia sbriciolandosi. Ciò che i presenti non sanno è che una delle bombe atomiche artigianali, costruite dai terroristi con il materiale radioattivo rubato negli studi dentistici, è stata depositata nella cantina dell'edificio dove loro si trovano. Diciamo che quasi tutti i presenti sono ignari di questa brutta notizia, dato che il pazzo che ha collocato l'ordigno sta pregando assieme al gruppo. Lui è l'unico a sapere che quel giorno un pezzo di mondo finirà. Un piccolo pezzo di mondo, ma i terroristi nella loro pazzia sanno accontentarsi. Il loro scopo è di ammazzare un certo numero di innocenti, meglio se bambini. Kong finora ha aiutato due delle tre squadre di ricerca, che poi gli hanno lasciato l'incombenza del teletrasporto degli ordigni. Il primo era già stato neutralizzato da Fulminatore. Adesso Kong si lancia nella mischia, per fare la sua parte. Bussa educatamente alla porta della congrega dei creduloni, per chiedere la loro collaborazione a rimuovere la bomba atomica numero quattro. Kong non ha cercato di travestirsi. Lo fa solo quando circola per le strade; non quando si reca in luoghi ove la gente possa osservarlo per più di alcuni secondi. La sua statura e la sua massa muscolare risalterebbero anche se indossasse un ampio pastrano. Aprire la porta ad un tale colosso peloso è impressionante anche per chi si aspetta il verificarsi di un disastro da un momento all'altro. La fama di Evolution lo ha preceduto, per cui nessuno grida e nessuno scappa. I bambini presenti lo accolgono bene, felici di sollevare quella cappa di infelicità, indotta dal sedicente profeta. Kong prende da parte il capo ed alcuni dei suoi collaboratori. La notizia della bomba viene accolta con allarme, ma anche con una specie di gratificazione: è vero che oggi capiterà qualcosa di brutto! L'uomo bestia di Evolution dispone di un dispositivo, che rileva facilmente l'ordigno. La questione si risolverebbe facilmente se il terrorista infiltrato nella setta non decidesse di impugnare una pistola. Il piano del criminale sarebbe quello di trattenere i presenti sotto mira, fino alla deflagrazione. Un piano difficile da attuare, dato che Kong non si farà certo bloccare da una semplice pistola. Gli altri presenti non sono però altrettanto veloci e forti. Il criminale ferirebbe o ucciderebbe uno o due dei presenti prima che Kong lo sistemi. Il pazzo gongola, senza considerare che qualcun altro, oltre a Kong, può saltargli addosso. Tocca al sedicente guru, che in fondo è ammalato di protagonismo, sollevare e scagliare una sedia contro l'uomo armato. Lui risponde sparando, e ferisce il profeta di sciagure. La pallottola non lede organi vitali, smentendo ancora una volta la previsione nefanda. Kong agisce in una frazione di secondo, piombando addosso al terrorista come centinaia di chili di mattoni. L'uomo perde conoscenza, ed al risveglio scoprirà di avere numerose fratture indotte dall'impatto. Kong solleva e porta l'ordigno nucleare all'esterno, dove però, esplodendo, causerebbe ugualmente danni enormi. Ecco perché anche la quarta bomba viene teletrasportata via. In un lampo, la scolopendra-scorpione, che si trova nel deserto nei pressi della Vae Victis, si trova a giocare con un altro pericolosissimo aggeggio. Il mostro extraterrestre non capisce il gioco dei suoi nemici, ma ritiene che fornendogli quelle armi abbiano commesso un gravissimo errore. Rimane da scovare la quinta bomba atomica. Il super computer Galadriel ha tracciato anche la sua posizione, come ha fatto con le altre quattro. Finora nessuno degli ordigni ha liberato il suo potere mortale. Quella disattivata da Fulminatore non ne avrebbe avuto modo. Le altre sono tenute sotto controllo a distanza da Evolution. Al dottor Occulto, fondatore del super-gruppo, non è sfuggita la mossa della scolopendra-scorpione, che è stata capace di interrompere la programmazione impressa dai terroristi. Il mostro extraterrestre intende trasformare le bombe in missili, che scaglierebbe contro la Vae Victis. I suoi intenti non sfuggono ad Evolution; la Maga sta infatti sondando la mente del mostro, correndo il rischio di intossicarsi con quei pensieri alieni. Dragonfire, il drago verde alto tre metri e pesante settecento chili, è in grado di proiettare una valanga di plasma caldissimo. Tuttavia per farlo dovrebbe entrare nel raggio d'azione delle esplosioni. I terroristi hanno collocato tutte le bombe nella stessa città. Chi conosce la mentalità criminale, come la detective Lucrezia, non si stupisce che abbiano agito in tal modo. I terroristi vogliono solo distruggere. Per loro conta il caos, da raggiungere senza piani troppo raffinati. Altrimenti non sarebbe altrettanto liberatorio e gratificante. L'intervento del Ninja Grigio è stato richiesto dal dottor Occulto, che è uno tra i pochi a sapere dove trovarlo. La quinta ed ultima bomba atomica si trova all'interno di una base militare. Come ci sia arrivata non è importante. Ciò che conta è che la giornata sta finendo; quindi migliaia di soldati rischiano di essere vaporizzati sul suolo patrio. Forse le spesse mura della caserma bloccherebbero gran parte dell'onda d'urto; poi però la radioattività si diffonderebbe indisturbata. Il Ninja Grigio è quasi invisibile di notte; sfortunatamente per lui al calar delle tenebre mancano alcune ore. Può sfruttare le zone d'ombra, per mimetizzarsi meglio di qualsiasi umano; restano tuttavia da superare parecchi metri allo scoperto. La postazione militare è soggetta alla sorveglianza armata; non esiterebbero di certo a sparare ad un tizio mascherato, armato di una katana nera. Il Ninja Grigio rischia di essere colpito, visto che la posta in gioco è molto alta. Esercita il suo potere sulla mente della guardia sulla torretta, ma la distanza è eccessiva, e la volontà del soldato gli resiste più del previsto. Mancano pochi secondi alla sventagliata di mitragliatrice che interromperebbe l'azione del giustiziere, e forse anche la sua vita. L'intervento della serpentessa Sysform è quindi assolutamente tempestivo. Tralasciando l'ipotesi di ipnotizzare la guardia, lo assale con tutta la sua massa possente e sinuosa. Lo avvolge in una stretta micidiale, ma non per ucciderlo. Sysform lo morde per somministrargli un veleno paralizzante. Il Ninja Grigio, che si trova a circa cento metri di distanza, avverte quello che sta succedendo, e scatta in avanti, verso l'obiettivo della sua missione. Se l'esplosione sarà evitata, ringrazierà gli Hunter Killer per il loro aiuto alla causa comune. Sarebbe più facile per il Ninja Grigio entrare correndo con la katana sguainata. Non può farlo, dato che i militari che vivono in quella base non sono dei nemici. L'unico suo vantaggio sono i corridoi non perfettamente illuminati. L'avanzata del guerriero è costante, sebbene molte volte sia costretto a fondersi con le ombre. Negli spazi ridotti, la telepatia indotta dalla magia funziona al meglio. Il Ninja Grigio conosce la magia del combattimento con la spada nera, e tutto ciò che ad esso è connesso: la dissimulazione, la parata, l'affondo, il fendente. Un soldato gli passa vicinissimo e lo vede; ma da quella distanza il potere telepatico del Ninja Grigio funziona al massimo. Così la mente del militare memorizza solamente il muro retrostante. Il guerriero delle ombre giunge infine di fronte alla stanza ove è stata depositata la quinta bomba atomica, il Ninja Grigio estrae la sua katana nera. Un colpo di precisione estrema e la serratura cessa di svolgere la sua funzione. L'ordigno pulsa di una luce elettronica, ma anche di una sinistra consapevolezza. Sembra sfidare il Ninja Grigio a colpirla con la sua spada. Trattandosi di un dispositivo nucleare, il guerriero deve evitare che la reazione a catena abbia inizio. Il dottor Occulto gli ha garantito che anche questa bomba sarà teletrasportata, una volta trovata. La katana non taglia l'ordigno, ma le sue emanazioni soprannaturali generano un faro nello spazio-tempo. In risposta, il teletrasportatore che si trova a bordo del cacciatorpediniere Vae Victis apre un portale di worm holes, che aggancia la bomba. L'ordigno sembra emettere un verso di rabbia, ma il sole e la sabbia del deserto lo attendono. Il Ninja Grigio ha però un altro problema, giacché nella stanza irrompono gli uomini della polizia militare. La loro prima reazione sarebbe di aprire il fuoco, contro quella figura armata e palesemente pericolosa, ma un sibilo minaccioso li blocca. Un brivido percorre le loro schiene, perché Stritolatore, Anaconda, Boa e Pitone sono arrivati. I possenti serpentoidi non possono essere confusi con i rettili terrestri, differenziandosi da essi anche per le creste cornee presenti sulla testa. Oltre a ciò, dette creste sono accompagnate da fasce di metallo luccicante e pulsante d'energia. I militari non conoscono gli Hunter Killer, ma capiscono che non sarebbe saggio cercare di eliminarli solo con i fucili mitragliatori. Trattenuta al posto di guardia, la detective Lucrezia accorre proprio allora, accompagnata dal suo gruppo di fuoco. Spiega ai militari che il Ninja Grigio ed i serpentoidi hanno appena evitato un'esplosione capace di uccidere centinaia se non migliaia di persone. La polizia militare non è nota per la sua flessibilità di pensiero, ma le rassicurazioni di una collega consentono loro di sganciarsi dalla brutta situazione. Gli Hunter Killer si stavano già leccando il muso con le grosse lingue bifide, pregustando uno scontro con conseguente merenda: loro sono fatti così. Nel deserto, la scolopendra-scorpione stava manipolando tre delle bombe atomiche. Adesso ne ha una in più. Per quanto il suo aspetto ricordi esseri che sul nostro pianeta non sono rinomati per la loro intelligenza, l'alieno esoscheletrato appartiene ad una razza di esploratori spaziali. L'uovo dal quale è nato si è schiuso da poco; eppure la scolopendra-scorpione possiede già una conoscenza tecnologica che in qualche modo i suoi progenitori le hanno trasmesso assieme al codice genetico. Grazie a questa conoscenza, ha riassemblato i tre ordigni, per creare qualcosa di diverso. La fonte di energia atomica è ciò che le serve per rintracciare i suoi simili, che come lei furono proiettati a grande distanza dall'astronave madre, prima che esplodesse. Ma localizzarli non è sufficiente. I viaggiatori tra i mondi di norma conoscono i balzi spazio-temporali; così adesso l'alieno richiama a sé i suoi simili, teletrasportandoli. I super-eroi di Evolution, che si trovano a bordo della Vae Victis, osservano l'arrivo dei mostri, e si preparano ad affrontarli, ed a chiudere i conti con loro una volta per tutte. La donna leopardo decolla per prima dal ponte del cacciatorpediniere, grazie al suo craft antigravitazionale. Ferox apprezza l'aggressività delle scolopendre-scorpioni, e vuole confrontarla con la sua. La battaglia imminente le riscalda il sangue; vola e si tuffa nella mischia, con gli artigli sguainati. Sul suo volto, la maschera di una divinità guerriera. Due o tre alieni, cresciuti mangiando topi nelle fogne, muovono le chele ed i pungiglioni. Sebbene siano molto giovani, i mostriciattoli non vedono l'ora di ferire, mordere e squarciare. Uccidere o essere uccisi: la legge di tutte le jungle e di tutte le savane. L'impatto è molto rumoroso, ed è seguito dal suono degli artigli della donna leopardo che squarciano gli esoscheletri dei nemici. Kong si solleva in volo subito dopo, maneggiando con maestria il craft che lui stesso ha progettato e fornito a tutti i colleghi di Evolution. L'energia vitale dei mutanti e del drago li solleva con spinta antigravitazionale, e li spinge in avanti, con un impeto dosato dalla volontà. L'uomo bestia attacca con pugni potentissimi, che scagliano lontano i nemici provvisti di pericolose zampe e chele. Con avversari come le scolopendre-scorpioni, si rende necessario evitare di farsi ferire dai pungiglioni certamente velenosi. Fulminatore le colpisce dall'alto, con lampi che non lasciano scampo agli extraterrestri. Tutti combattono accanitamente meno il più grosso della nidiata: quello che ha disassemblato tre degli ordigni per realizzare il teletrasportatore. Si direbbe che si sia nominato comandante del suo manipolo di ardimentosi; ma si tiene in disparte, perché è meno propenso alla zuffa. Ha tenuto da parte una delle bombe, proprio perché immaginava che i suoi fratelli di covata non sarebbero riusciti a sconfiggere gli odiati mammiferi. Li ha mandati allo sbaraglio come carne da cannone, per avere modo di fare esplodere l'ultima delle bombe atomiche. Ferox, Kong e Fulminatore stanno sbaragliando abbastanza facilmente le scolopendre-scorpioni. Non sono però caduti nella trappola del mostriciattolo, specie perché la Maga gli ha sondato la mente in maniera molto discreta, non mettendolo in allarme. L'alieno non ha problemi a sacrificare se stesso e gli altri, se potrà distruggere un bersaglio grande come la Vae Victis. L'esoscheletrato odia visceralmente i mammiferi, ma non sa ancora del loro sodalizio con Dragonfire. Tocca infine proprio al possente rettile verde involarsi dal cacciatorpediniere di Evolution, che dopo l'ultimo viaggio dimensionale è tornato ad immergersi sulle sabbie di quel deserto. L’insettoide è colto di sorpresa dall’avvicinarsi del drago, ma la bomba è ormai pronta a deflagrare. La Maga avvisa telepaticamente Ferox, Kong e Fulminatore di disimpegnarsi, e loro decollano verso l’alto, al massimo della velocità. Sanno cosa succederà a secondi: in una lotta contro il tempo, il plasma caldissimo scaturisce dalle fauci di Dragonfire, investendo e disintegrando l’ordigno e chi si trova nei paraggi. La reazione a catena si arresta quando anche il materiale radioattivo si liquefa e subito dopo si trasforma in gas. Tutte le scolopendre-scorpioni sono state vaporizzate qualche secondo prima.

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