giovedì 24 gennaio 2013

NEBULOSI STATI DELL'ESISTENZA_225° episodio

Un tizio evidentemente fuori di testa si reca in farmacia, per ottenere le sue pillole. Sfortunatamente è necessaria una prescrizione, ma tanto basta a scatenare il maledetto pazzo. Come uno dei pessimi personaggi dei film più tremendi, impugna un taglierino, con il quale aggredisce alcuni dei presenti. Ferite più o meno profonde, alcune mortali. Poi il pazzo si allontana, e, nonostante i suoi abiti siano sporchi di sangue, nessuno lo ferma e neppure si prende la briga di telefonare alla polizia. Quando la notizia perviene ai profiler, si riuniscono a chiacchierare, come se avessero tutto il tempo del mondo. Cercano fascicoli, cartelle cliniche ed altri dati che spieghino per quale motivo il pazzo sia divenuto tale. I profiler incolpano il commesso della farmacia, che aveva in mano il taglierino per aprire le confezioni. Il pover'uomo da vittima diventa quasi corresponsabile dei crimini del delinquente. Questi profiler manifestano evidenti segni di squilibrio, ma il resto della polizia prende le distanze dai colleghi intellettuali della mutua che lavorano più che altro con le chiacchiere. I poliziotti meno blasonati non usano i guanti nel trattare i criminali, pazzi o sani che siano. I profiler adorano il super-computer Galadriel, che però non contraccambia. Galadriel è certa che tra qualche ora i profiler saranno costretti ad interpellarla, soffocati dalle loro stesse stupidate. Attendere troppo però causerebbe altre vittime; ecco perché Galadriel chiama in causa gli Hunter Killer. I serpentoidi: Stritolatore, Anaconda, Boa, Pitone e Sysform, salgono a bordo della loro automobile modificata. I vetri offuscati impediscono che gli umani si allarmino, vedendo transitare una vettura sulla quale viaggiano dei rettili con teste verdi crestate e zanne possenti. Gli Hunter Killer sono già in movimento da un'ora, quando anche i profiler si svegliano dal loro torpore. Galadriel è sicura che il pazzo andrà a cercare suo padre. I fuori di testa hanno sempre una scusante che passa attraverso i genitori cattivi. Ai serpentoidi, predatori di altri mondi, non interessano le sciocchezze. Loro sono pagati come cacciatori di taglie, che la preda sia viva o morta. Non è notte, ma i rettili scendono ugualmente dall'auto, scivolando nell'erba. I gatti ed i cani presenti si allontanano a distanza di sicurezza, ed i secondi non si azzardano neppure ad abbaiare. Gli Hunter Killer si preparano ad irrompere, pregustando il sapore del sangue. Il pazzo che stanno inseguendo minaccia con una pistola il vecchio padre, che però gli ride in faccia, sfidandolo a sparargli. In mezzo a questa simpatica riunione familiare, c’è un bambino che non c’entra con le loro beghe. È stato rapito dal pazzo, ed adesso rischia di beccarsi una pallottola vagante. Stritolatore, leader del gruppo, sfonda una finestra con la sua testa durissima. Il rumore improvviso induce il criminale a voltarsi di scatto. Il padre coglie l’occasione per sollevare una sedia, e sbattergliela sulla testa. Nella confusione, il bambino si allontana dai due contendenti. Rimane tuttavia paralizzato quando vede chi sta irrompendo da tutte le finestre in frantumi. Padre e figlio si accapigliano, cercando di ammazzarsi a vicenda. I serpentoidi si fermano un attimo, perplessi. I mostri dovrebbero essere loro, ma quei due umani ululano, mentre se le danno di santa ragione. Forse si sono accorti dei serpentoidi, ma i loro pochi neuroni sono concentrati su una sola cosa: uccidere l’odiato consanguineo. Stritolatore non ha tempo da perdere a dividere i due cretini. Si lancia quindi sul più giovane, che è la loro preda. Lo avvinghia con le spire possenti, bloccandogli braccia e gambe. Adesso sì che il tizio urla a squarciagola, mentre il leader della squadra dei serpentoidi lo guarda negli occhi, ed apre le fauci bavose. Il padre del pazzo si lancia verso un fucile appeso, ma Anaconda è più veloce di lui. Gli blocca le gambe, costringendolo a cadere con la faccia in avanti. L'umano urta il pavimento e sanguina copiosamente dal naso. Pitone arriva per primo a suggere quel rosso nettare, sebbene sia inquinato da abbondanti secrezioni nasali. Uno scricchiolio di ossa frantumate annuncia che Stritolatore ha fatto onore al suo nome di battaglia. Missione compiuta. I serpentoidi divorerebbero volentieri anche il vecchio, ma nei suoi confronti non è stato spiccato alcun mandato di cattura. Prima di uscire con il corpo della loro preda, tutti gli Hunter Killer gli infilano le zanne nelle carni che ormai tendono a raffreddarsi. Lo assaggiano tutti assieme, in una sorta di rito cameratesco, al quale non si sottrae neppure la femmina del gruppo, Sysform. Il bambino ha superato in fretta la sua paura nei confronti dei cinque alieni serpentiformi. Adesso li osserva mentre si allontanano, e non prova nei loro confronti alcun sentimento di disgusto. È noto che i bambini siano dotati di una plasticità di giudizio superiore a quella degli adulti. Nel Niflheim, l’inferno degli antichi vichinghi, il mutante Kong ed il guerriero Wulfgar entrano in un tetro ed enorme edificio, che si rivela una biblioteca di rotoli proibiti. Elifas il maledetto sostiene che in essi sia contenuta la conoscenza necessaria a fuggire dal Niflheim. Il vichingo è più bravo coll’ascia che con la ricerca bibliografica, ma ha imparato ad apprezzare il colosso peloso Kong. Si affida a lui, facendogli da assistente. Lo stesso Elifas non sa cosa sia veramente custodito in quella biblioteca infernale. La sua curiosità intellettuale lo spinge però a partecipare alla entusiasmante ricerca, considerando che nell’inferno dei disperati di entusiasmante c’è veramente poco. Corridoi lunghissimi, immersi nelle ombre. Scaffali che raggiungono grandi altezze, ripieni di rotoli di pelle probabilmente umana. I cercatori non si stupiscono che l’inchiostro adoperato sia il sangue. Chi li abbia compilati è di difficile se non di impossibile accertamento. Una ricerca che si preannuncia interminabile, senza capo, né coda. Una sfida anche per un intelletto eccelso come quello di Kong. Wulfgar ed Elifas notano che l’uomo bestia di Evolution sta già esaminando uno degli innumerevoli rotoli. Pensa che, se tutte quelle informazioni fossero digitalizzate, e se Galadriel potesse elaborarle, occorrerebbero comunque tempi molto lunghi per venirne a capo. La risposta non è quindi la lettura casuale, o i tentativi di traduzione di un rotolo a caso, che potrebbe trattare di qualunque argomento. Il Niflheim, come si è già visto, assomiglia come fluidità al reame dei sogni. Ciò spiegherebbe come mai i defunti siano a volte visibili dai vivi, durante il sonno. Il Walhalla è viceversa più lontano dall’esperienza umana: un paradiso dei guerrieri, non un inferno delle anime comuni. Così, come accade nei sogni, il pensiero positivo del mutante provoca una rielaborazione di quella realtà. Gli scaffali scivolano via, creando un percorso più definito. I tre viventi avanzano senza paura, ed è strano che Elifas si sia adattato così in fretta al ruolo di compagno di viaggio di Kong e Wulfgar. Il grande e tetro edificio non si è però dissolto, come confermano le enormi colonne che si scorgono a grande distanza, nella nebbia perenne. Abitatori, o forse prigionieri del Niflheim, svolazzano con ali di pipistrello, o si arrampicano sugli scaffali e sui muri con zampe di ragno. Proprio perché i ragni rappresentano una sorta di incubo, per molti bambini umani, ecco comparire un’enorme arena, interamente invasa da una ragnatela immane. Dapprima non si capisce chi l’abbia prodotta; poi però con la repentinità delle cose pensate per sbaglio, compare il ragno! Il papà o la mamma di tutti i ragni. La somma di tutti i mostri aracnidi di tutti le saghe di spada e magia. Il primo dei grandi mostri del Niflheim, che, essendo un inferno, di mostri ne ospita di certo una quantità esagerata. Kong è contento di poter colpire qualcosa. Wulfgar agita la sua ascia, e sorride pensando che, se dovesse morire nell’imminente glorioso combattimento, il Walhalla sarebbe la sua destinazione di diritto. Forse ha ragione, forse no. Elifas coglie l’occasione per defilarsi nelle ombre, per nulla intenzionato a scontrarsi con il mostro aracnide. Intanto, sulla Terra, i giovani licantropi Sonia, Rebecca, Pedro e David si incontrano con la loro amica Clara. Attendono l’arrivo di Cyberdog e di Braxcat per tuffarsi nel loro terreno di caccia; perché tutti assieme compongono il team degli Esploratori dei Sogni. Arriva anche, come sempre bene accetto, il Lupo Nero. Lui vigilerà sui corpi addormentati dei suoi amici, che viaggeranno in astrale. Braxcat, il gatto demone araldo di Braxal, riesce ad aprire a comando un varco verso il reame dei sogni, nel quale lui solo si trasferisce con il corpo fisico. Cyberdog e Clara, rispettivamente simbionti del Transformatron e del Tecnoragno, partecipano volentieri a questi viaggi in una dimensione che sfugge alla comprensione umana. Kong ha calcolato che la gravità nel Niflheim sia la stessa che sulla Terra. Potrebbe diminuire o aumentare in qualsiasi momento e senza preavviso, ma per il momento è così. Nessun soffitto gli impedisce di balzare al massimo dell’altezza raggiungibile, o forse il soffitto si è innalzato di centinaia di metri. Il ragno colossale, come tutti i ragni, è abituato ad avere a che fare con vittime invischiate nella sua tela. È immenso, ma rimane un mangiatore di mosche. L’enorme corpo è impossibile da mancare, e Kong lo colpisce in pieno, con tutta la forza del suo salto. L’esoscheletro dell’aracnide si incrina, lasciando fuoriuscire un liquido corrosivo. Il mutante di Evolution non intende peraltro aspettare che il suo nemico si accorga di lui; i muscoli delle sue gambe lo proiettano lungo una rotta di disimpegno. Wulfgar non si azzarda ad avanzare sulle corde della ragnatela, ma le percuote con la sua ascia affilata. Fortuna che la lama non rimane invischiata, ma anzi intacca l’enorme trappola. Si tratta di una strategia per stuzzicare il gigante, giacché per distruggere la ragnatela servirebbero degli esplosivi ad alto potenziale. Infastidito dalla botta subita da Kong, il colossale predatore scivola in avanti, verso Wulfgar. Kong frena il suo secondo attacco, perché si aspetta che il vichingo lanci la sua ascia contro il mostro. Così avviene: con un sibilo, l’arma ruota nell’aria, fino a conficcarsi nella testa del ragno. Un altro fastidio per lui; nessuna lesione seria. L’arrivo di Kong però cambia le cose. Nelle sue mani fortissime, l’ascia è molto più pericolosa. Il mutante se ne impossessa, strappandola da dove Wulfgar l’aveva infissa. Poi somministra una punizione forse mai provata prima, al ragno micidiale. L’essere soffre, emette suoni terrificanti, e cerca di scrollarsi di dosso Kong. L’istinto suggerisce al grosso mutante di allontanarsi, prima che il Niflheim reagisca per salvare la sua creatura. Kong atterra vicino a Wulfgar, restituendogli l’ascia. Nel frattempo, il ragno vibra e si trasforma velocemente. Il mutante e l’umano si mettono al riparo prima che una esplosione quasi silenziosa disperda tutto attorno liquidi putridi e pezzi di zampe e corazza. La ragnatela prende fuoco, e lo scenario cambia ancora una volta. In un altro punto del Niflheim, il gigantesco ragno si rigenera, sgorgando direttamente dal terreno paludoso. Riprende con calma a tessere la sua ragnatela, perché quello è il suo compito pressoché eterno. Si è già dimenticato di Kong e Wulfgar, perché hanno innescato la distruzione di una delle sue manifestazioni, ma nel Niflheim la morte non è la fine. Sulla Terra, gli Esploratori dei Sogni stanno partendo per la loro missione. Braxcat emette uno dei suoi terrificanti mugolii; è il segnale per i giovani licantropi, per Clara e Cyberdog. Si lasciano trascinare sulla scia di quello che erroneamente potrebbe sembrare un comune gattino. L’araldo di Braxal tiene aperto il varco dimensionale verso il reame dei sogni, in modo che le essenze astrali dei suoi amici passino oltre. In un lampo, Braxcat scompare, lasciando in custodia del feroce Lupo Nero, tre ragazze, due ragazzi ed un cagnolino, profondamente addormentati. Il grosso canide, che è una sorta di demone naturale, si accuccia sul selciato del cortile ben illuminato di una scuola, che riaprirà tra circa otto ore. Visto che Braxcat comincia a correre, i quattro giovani mannari si trasformano, e lo seguono. Cyberdog aspetta Clara, che non è altrettanto veloce, nonostante la sua simbiosi con il Tecnoragno. I licantropi raggiungono il gatto demoniaco, per ricordargli che, specie in quello stato dell’esistenza, non conviene spezzare il gruppo. Braxcat rallenta, poi tutti gli Esploratori dei Sogni si organizzano per procedere assieme. Clara, che è stata contattata dalla Maga, riassume i termini della loro missione: trovare un punto di contatto tra la dimensione dei sogni ed il Niflheim. Senza altre indicazioni, una simile ricerca potrebbe durare un’eternità. La telepate di Evolution ha però raccontato a Clara ed al suo gruppo della fiamma che Dragonfire ha inviato nel Niflheim. Le particolari sensibilità dei giovani licantropi, dei simbionti Transformatron e Tecnoragno, e di Braxcat potrebbero quindi essere in grado di avvistarne il riflesso, in una zona dove la barriera dimensionale sia particolarmente tenue.

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