martedì 29 gennaio 2013

LA FIAMMA E L'INFERNO_226°episodio

Dopo avere esorcizzato un ragno colossale, che è esploso senza per questo morire veramente, Kong e Wulfgar si trovano immersi in una nebbia a dir poco soprannaturale. I due eroi non vedono neppure dove mettono i piedi, correndo il rischio di precipitare in qualche abisso. La nebbia nasconde altresì chiunque voglia attaccarli. Kong ed il vichingo tacciono ed aguzzano le orecchie. Un fruscio che proviene dalla loro destra presuppone la presenza di qualcuno o qualcosa in avvicinamento. Kong si prepara a colpire con i suoi pugni ed i suoi calci. Wulfgar prepara l'ascia, felice di combattere un'epica battaglia in compagnia di un valoroso quale è il possente uomo bestia di Evolution. Il vichingo ha lottato aspramente in molte battaglie, ma vorrebbe combattere l'ultima e definitiva assieme a Kong ed ai suoi amici, super come lui. Un mostro con molte bocche pronte a mordere si delinea nella nebbia grazie alla sua luminescenza. Un avversario impressionante, alto non meno di quattro metri e largo altrettanto. Sarebbe formidabile se quello fosse il Walhalla, dove lo scontro fisico è lo scopo. Il Niflheim è viceversa un luogo di paura, di scontri mancati, di spettri che scivolano negli angoli ma non aggrediscono direttamente. Kong comprende tutto questo, grazie alla sua mente superiore, libera da condizionamenti culturali. Non crede nelle suggestioni del Niflheim, a differenza degli antichi vichinghi, Wulfgar compreso. Non ha paura di spettri veri o presunti; ecco perché i potenti muscoli delle sue gambe lo proiettano in alto ed in avanti, addosso al mostro minaccioso. Un pugno tremendo impatta contro una delle bocche piene di denti, che saltano via. A questo punto, anche Wulfgar si sveglia, scagliandosi avanti coll'ascia in pugno. Elifas, lo stregone che si era accodato ai due eroi, decide finalmente di partecipare alla lotta. Produce una fiamma in grado di rischiarare la nebbia infida, per agevolare Kong e Wulfgar, che stanno letteralmente massacrando il mostro. Nella vicina dimensione dei sogni, il cagnolino cibernetico in forma astrale arresta la sua corsa, perché il suo corpo fisico addormentato ha ricevuto una chiamata dalla base di Evolution. La sua nuova missione consiste nel salvare un bambino rapito da un vecchio pazzo. Il Lupo Nero, che sorveglia i corpi degli Esploratori dei Sogni, si sorprende che Cyberdog sia tornato alla nostra realtà prima degli altri, ma rispetta la consegna ricevuta e continua a fare la guardia. Il cagnolino cibernetico corre via, per fare quello che torme di poliziotti non riescono a fare: liberare il piccolo innocente, tenuto sotto tiro da uno stupido e malvagio uomo. Gli altri Esploratori dei Sogni si trovano improvvisamente dentro un labirinto: una delle modalità più fastidiose della zona di confine tra i sogni e gli incubi. Il bambino è stato rapito da un anziano reduce, che in precedenza aveva dato in escandescenze, nei confronti dei vicini di casa, ma non era stato arrestato. Cose che capitano nei “paesi civili”. Il bambino si trovava a bordo di uno scuolabus, quando il decerebrato è salito a bordo, prima minacciando l’autista e poi sopprimendolo. Adesso tiratori scelti prendono di mira le finestre della casa dove il folle si è asserragliato, come se ritenessero possibile che lui accetti di fare da bersaglio. Auto della polizia bloccano le strade, come se il pazzo potesse uscirne vivo, e scappare lontano. Il reduce terrorizza il bambino, ma non lo ha ancora picchiato, né ferito in alcun modo. Cyberdog osserva da lontano tutti quei confusionari umani, e si rivolge al suo simbionte Transformatron, per congegnare l’attacco. L’alieno emette una serie di antenne, che diffondono un campo vibratorio di invisibilità relativa. Il cagnolino si dovrà muovere lentamente, per evitare rumori che non sarebbero inibiti dal campo vibratorio. Passa in mezzo a decine di poliziotti, quasi sfiorandoli, ma loro non lo possono vedere. Giunto nei pressi della casa, il Transformatron abbassa leggermente il campo d’invisibilità, ma solo per il tempo strettamente necessario a tagliare il vetro di una finestra. Un tiratore scelto avvisa i suoi capi di avere notato un’ombra in movimento, ma come prevedibile non gli danno retta. Un secondo dopo, Cyberdog è dentro, silenzioso come un’ombra. Il criminale si trova in una stanza accanto; il cagnolino cibernetico si prepara ad attaccare. Senza perdere tempo, il Transformatron proietta in avanti alcuni sottilissimi tentacoli, che si infilano nelle carni del criminale. Subito dopo, una corrente elettrica ad alto voltaggio lo raggiunge, abbattendolo in ginocchio. Il primo attacco non è tuttavia stato sufficiente, giacché il pazzo non ha abbandonato il fucile che teneva in mano. Cyberdog allora lo assale fisicamente, come una piccola furia. Molto più leggero del suo nemico, il cagnolino è però in grado di inoculargli un veleno paralizzante, mediante un morso dei suoi piccoli denti modificati dall’alieno Transformatron. Cyberdog è stato inviato a salvare un innocente, che adesso può tornare a casa, pressoché incolume. Il cagnolino non aspetta la polizia o le televisioni, ma corre a raggiungere Lupo Nero, che è rimasto di guardia ai corpi degli amici addormentati. Il rapitore finisce in galera, ma è ancora vivo; gli è andata bene che Evolution non abbia inviato in questa missione Ferox, che lo avrebbe trattato in maniera decisamente diversa. Essendo Braxcat nella dimensione dei sogni, Cyberdog non può più raggiungere gli altri Esploratori dei Sogni. I giovani licantropi, Clara e l’araldo di Braxal dovrebbero localizzare la fiamma di Dragonfire, ma sono stati bloccati all’interno di un labirinto vegetale. Apparentemente si tratta di siepi non meglio identificate, alte alcuni metri. Gli Esploratori dei Sogni potrebbero facilmente arrampicarsi in cima a quelle pareti viventi, ma l’istinto di Sonia, Rebecca, Pedro e David lancia allarmi che non possono essere ignorati. Se si trovassero sulla Terra, raggiungere una posizione sopraelevata comporterebbe un sicuro vantaggio, ma la dimensione dei sogni è tutta un’altra cosa. Ci capita spesso di chiederci, al risveglio, per quale motivo non ci siamo comportati in maniera logica; la risposta è che i sogni seguono leggi completamente differenti. Questo labirinto è, come prevedibile, soggetto a mutamenti che complicano il procedere in qualsiasi direzione. Anche Clara, simbiotica del Tecnoragno, può estroflettere sottilissime sonde metalliche; esse si allungano per molti metri, attraversando facilmente le siepi. In pratica, l’alieno tecnomeccanico che vive in Clara cerca di mappare il labirinto, o almeno una parte di esso. Il responso è che le siepi potrebbero addirittura estendersi all’infinito, giacché in quella dimensione tutto può accadere, specie le cose senza senso. Sarebbe inutile e dannoso seguire i percorsi del labirinto, che suggerirebbero di separarsi per seguire strade divergenti. Il gattino Braxcat osserva i suoi amici, e rileva uno spegnersi della loro iniziativa. Loro in fondo sono ancora troppo umani, quindi soggetti a flussi emozionali che adesso stanno facendo il gioco del nemico, chiunque esso sia. Essere una specie di demone felino comporta viceversa dei vantaggi. Uno di essi è quello di saper scatenare una propria fiamma dalle fauci. Poca cosa, se confrontata con quella di Dragonfire, ma sufficiente ad abbrustolire le piante che li stanno stringendo in uno spazio sempre più ridotto. Le siepi, nonostante siano verdi, bruciano subito e bene. Poi però, non reggendo al dolore, si sradicano dal terreno ed iniziano a scappare alla ricerca di acqua che le aiuti a spegnere le fiamme. Ululano quasi come i lupi mannari; questo risveglia i quattro giovani licantropi dal torpore nel quale erano precipitati. Nel giro di qualche minuto, il labirinto è sostituito da una specie di terreno incolto. In lontananza si leva il fumo, ad annunciare che le siepi semoventi sono riuscite a trovare l’acqua che cercavano. Il gruppo si ferma per decidere cosa fare. La risposta arriva a Braxcat dalla sua fiamma, che, uscendo dalle sue piccole fauci, pare voler rispondere alle domande degli Esploratori dei Sogni. Clara, i quattro giovani licantropi ed il gattino demone non sanno ancora dell’affinità che si è creata tra la fiamma di Braxcat e quella di Dragonfire. Finora avanzare nella dimensione dei sogni ha fatto rimpiangere la Terra. Adesso però una distanza incalcolabile viene superata in un volo velocissimo. La loro forza di volontà ha piegato le leggi fisiche di quel mondo. Volevano trovare la fiamma di Dragonfire, ed adesso essa è alla loro portata. Alcune centinaia di metri li separano dal portale verso il Niflheim. Il piano del dottor Occulto non prevede tuttavia che i cinque giovani para umani ed il gattino demone cadano dalla padella del mondo dei sogni, alla brace dell’inferno delle nebbie. Sulla Vae Victis, il cacciatorpediniere base di Evolution, Dragonfire esalta il controllo sulla sua fiamma, che ormai brucia sia nel Niflheim che nella dimensione dei sogni. Il possente drago impone all’emanazione del suo potere di travalicare anche la barriera dimensionale verso la nostra realtà. Il dottor Occulto, la Maga e la Navigatrice utilizzano quel faro potentissimo, che hanno visualizzato grazie agli Esploratori dei Sogni, per richiamare l’attenzione di Kong, che si trova ancora nell’inferno nebbioso degli antichi vichinghi. Il problema è raggiungerlo, non riuscendo ad emulare le dislocazioni superveloci della dimensione onirica. Elifas ormai si è ampiamente esposto al rischio di sanzioni, ma decide di proseguire con la sua alleanza con il vichingo ed il mutante. Con le sue residue forze magiche, chiama a sé una di quelle creature svolazzanti, che finora sono rimaste fuori vista. Una specie di pterodonte scende dal cielo plumbeo. Subito i tre gli si siedono in groppa; poi l’essere soggiogato dalla magia del mestatore prende il volo. Fulmini squarciano le nebbie, avvicinandosi sempre più. Kong sospetta che i poteri locali non vedano di buon occhio la strana alleanza. Fortuna che la grande creatura volante non è dotata di intelligenza apprezzabile; ciò evita che capisca di non dover collaborare con Elifas, Kong e Wulfgar. Giunti vicinissimi alla fiamma di Dragonfire, una scarica elettrica abbatte lo pterodonte. Come è accaduto prima al ragno, neppure lui muore. Spetta a Kong frenare la caduta per gli altri due, che non dispongono della sua forza. Afferra Wulfgar con il braccio sinistro ed Elifas con il destro. Poi le sue grosse zampe impattano contro quel suolo fortunatamente non roccioso. Nella dimensione onirica, gli Esploratori dei Sogni devono tornare sulla Terra, perché la luce solare sta inondando il cortile dove Lupo Nero e Cyberdog li aspettano. Rebecca, Sonia, David, Pedro e Clara rianimano i loro corpi fisici, salutati dal Lupo Nero e da Cyberdog. Braxcat è tornato sulla Terra prima di loro, per spalancare e tenere aperto il varco con la dimensione onirica. Gli Esploratori dei Sogni per oggi hanno finito, ma mentre si allontanano rivolgono il loro pensiero a Kong, che si trova ancora nel Niflheim. Il grosso mutante di Evolution, il vichingo Wulfgar e lo stregone dannato Elifas sono prossimi all’uscita, ma una moltitudine di mostri e mostriciattoli sbuca dal terreno, con intenzioni decisamente aggressive. Fianco a fianco, Kong e Wulfgar si scontrano con scheletri in varie fasi di putrefazione, ma anche contro serpenti minacciosi e grossi insetti. Elifas rimane indietro, perché il suo temperamento non è altrettanto votato al combattimento. Ripensandoci, mescolare la sua magica tinozza non era un brutto modo di passare il tempo, in una dimensione atemporale. Non gli spiacerebbe tornare sulla Terra, ma varcare la soglia si rivela molto più complicato del previsto. La sua titubanza consente ad un’entità tentacolata di avvolgerlo velocemente, impedendogli di evocare incantesimi difensivi. Mentre Elifas scompare da questa storia, Wulfgar grida come un forsennato, frantumando ossa di tutti i tipi. Kong solleva un morto vivente, per usarlo come clava; percuote decine di altri mezzi cadaveri, riempiendo l’area di frammenti di vario tipo. La moltitudine è però un crescendo, che minaccia di travolgere gli eroi con il peso del numero. Oltre a ciò, i fulmini che hanno abbattuto lo pterodonte continuano ad imperversare sul campo di battaglia, facendo strage di non morti. Dalla base di Evolution parte però il contrattacco, nella persona di Fulminatore. Grazie al teletrasportatore della Vae Victis, il dottor Occulto disloca il mutante elettrico verso le coordinate della fiamma di Dragonfire. Il mutante si materializza quindi parzialmente nel Niflheim. La fiamma, controllata mentalmente dal drago, non brucia ma scherma e protegge Fulminatore dalle insidie dell’inferno nebbioso. Sebbene le leggi fisiche del Niflheim siano diverse da quelle della Terra, il mutante piega alla sua volontà le scariche elettriche che avrebbero potuto avere la meglio su Kong ed il vichingo. L’uomo bestia di Evolution solleva quindi di peso Wulfgar, e salta verso il varco dimensionale. Fulminatore si sposta, mentre il portale si chiude. La missione potrebbe dirsi compiuta se uno dei mostriciattoli del Niflheim non si fosse aggrappato ad una gamba di Wulfgar. Questo non impedisce al vichingo di scappare dall’inferno della sua mitologia, ma smorza l’impeto necessario ad arrivare sulla Terra. Sulla Vae Victis, Fulminatore e Kong si accorgono di avere perso contatto con Wulfgar, che è rimasto imprigionato nella dimensione dei sogni.

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