venerdì 15 febbraio 2013

VECCHIE E NUOVE BATTAGLIE_229° episodio

La religione degli antichi vichinghi narrava del perenne conflitto tra ordine e caos. Le divinità asgardiane contro giganti, lupi, troll e mostri vari. I mortali potevano vivere la loro esistenza come eroi o come vittime degli eventi. Sarebbero finiti rispettivamente nel Walhalla o nel Niflheim. Nessun paradiso, con cori angelici. Nessun purgatorio, con esami di recupero, ma ualcosa di simile all'inferno, con tanto di diavoli torturatori. Essere assunti nel Walhalla significava diventare quasi divinità, che avrebbero potuto dimostrare il loro valore nella battaglia finale contro le forze del caos. Nessun santo per i vichinghi, perché amavano la battaglia e la vittoria, non le ferite e la depressione. Il Walhalla è un oltrevita concreto, abitato da esseri fisici, non da fantasmi. Come tali, mangiano, bevono, cantano e scatenano risse, per mantenersi in allenamento. Le valchirie, divinità a modo loro, raccolgono gli spiriti dei guerrieri morti onorevolmente. Poi, nel Walhalla, detti spiriti troveranno dei corpi immortali ad attenderli. Wulfgar incontra alcuni suoi ex compagni di battaglie cruente. In una eterna rimpatriata, tutti quelli seduti ad una lunghissima tavolata decantano le proprie gesta. Scolano otri di birra ed idromele, e divorano enormi arrosti a dismisura, non temendo di risentirne fisicamente. Sulla Terra, Dragonfire ed Evolution organizzano per il loro amico dipartito una funerale vichingo. Una barca lo conduce lungo un corso d’acqua. Il vascello è stato preventivamente incendiato da Dragonfire, ed al suo comando la fiamma consuma il legno e ciò che sopra di esso è deposto. Nel carcere in rivolta, le guardie carcerarie si preparano ad intervenire, con manganelli e fucili. I loro colleghi sono minacciati da criminali scalmanati; alcuni guardiani potrebbero essere già stati uccisi. Nessuna trattativa con i rivoltosi, e ciò significa che gli ostaggi sono sacrificabili. Però, quando le forze di polizia fanno irruzione, non incontrano resistenza. In terra ci sono molti detenuti morti; altri si consegnano spontaneamente. Sono palesemente terrorizzati, al punto da accogliere senza protestare le percosse da parte dei poliziotti. Raccontano di essere stati massacrati da serpenti colossali, che hanno frantumato le loro ossa, bevuto il loro sangue sangue e divorato carne umana. Le guardie carcerarie non sanno degli Hunter Killer, né della loro licenza di uccidere. I serpentoidi si trovano già dentro le gallerie sotterranee che permettono loro di allontanarsi dal carcere. Hanno incassato lievi ferite, che stanno guarendo velocemente grazie alla loro fisiologia aliena. I criminali che sono sopravvissuti allo scontro diretto con i feroci rettili extraterrestri li ricorderanno con terrore, anche nei loro incubi. Gli Hunter Killer hanno portato a termine la loro missione di giorno; adesso si recano nella loro tana, dove, per una volta, dormiranno di notte come quasi tutti gli umani. C’è chi invece di notte lavora in maniera decisamente insolita: sono gli Esploratori dei Sogni, il cui campo di battaglia è la dimensione onirica. Capita che a volte in sogno si incontrino persone che ci riconoscono, e noi confronti delle quali si sviluppi da parte nostra un’analoga sensazione di familiarità. Si tratta di una percezione sottile, eppure decisa; né noi, né loro sapremmo dire quando ci siamo incontrati in precedenza, ma è accaduto. Ai giovani licantropi ed alla loro amica Clara accade di continuo di evocare queste tenui scintille di ricordo. Migliaia di persone a notte li incontrano ed assieme condividono avventure piccole e grandi. Questa notte gli Esploratori dei Sogni iniziano la loro missione da una stanza della grande casa cittadina dei licantropi, perché all’aperto fa troppo freddo per sdraiarsi a guardare le stelle. Braxcat, il gattino demoniaco, al momento non si vede, e neppure il Lupo Nero. Forse arriveranno più tardi. Sonia, Rebecca, Pedro e David, viaggeranno in team con Clara. Cyberdog rimarrà sveglio a sorvegliare i loro corpi, mentre i ragazzi viaggeranno in astrale. Appena arrivati nella dimensione onirica, i cinque continuano a tenersi per mano, in una catena psichica. Assieme aspettano che quello che è comunemente detto mondo dei sogni li indirizzi verso la prima avventura. L’ambiente esterno pulsa e vibra, per plasmarsi e riplasmarsi di continuo, come se dovesse sintonizzarsi su una precisa lunghezza d’onda. I quattro giovani licantropi si trasformano nella loro forma transizionale, per tenersi pronti allo scontro. Il Tecnoragno, simbionte alieno di Clara, le ricopre la pelle con il suo metallo vivente; una corazza sottile, flessibile, ma resistente. Intanto la scena si è stabilizzata: un terreno erboso, con rocce affioranti. L’impressione è che ci si trovi su un’altura o su un’isola. Non si notano montagne che possano fornire indicazioni sulla quota rispetto al livello del mare. Peraltro, essendo quello il mondo dei sogni, potrebbero anche trovarsi su una roccia che vola nel cielo. Ululati preannunciano l’arrivo di mostruosi lupi dalle dimensioni e dell’aspetto soprannaturale. Sembrano dei semi-demoni, un po’ come il Lupo Nero. Gli orridi animali inseguono un gruppo di viandanti, che, privi di cavalcature, cercano di fuggire a piedi. Alcuni dei grossi lupi sono cavalcati da umanoidi dalla pelle bianchiccia, che esibiscono pericolose dentature. A turno, uno dei viandanti si ferma per scagliare una freccia contro gli inseguitori. I lupi o i loro cavalieri, colpiti dalle frecce, rimangono feriti o uccisi, ma non pare che questo sposti l’equilibrio delle forze in campo. Ancora indecisi sul da farsi, gli Esploratori dei Sogni vedono entrare in azione un umanoide peloso, che con un ringhio feroce balza su uno dei mostruosi cavalieri. Si tratta di Aroo, l’uomo lupo della K-Force, del pianeta Akros. In questa realtà, gli eroi si riconoscono al fiuto, specie se posseggono una sensibilità lupesca. Tanto basta a Sonia, Rebecca, David e Pedro per lanciarsi a capofitto nel promettente scontro. Per quel che concerne Clara, il Tecnoragno sa esattamente chi sia Aroo, avendo accesso alla banca dati di Evolution. David si trasforma completamente in un lupo, per correre meglio, ed anche per mordere con maggiore incisività. Pedro e Sonia fanno lo stesso, scegliendo ognuno un bersaglio tra i molti disponibili. Rebecca, che è una mutante mutaforma, rimane nella forma transizionale. Non può infatti diventare una lupa, ma adesso è l’unica dei giovani licantropi a mantenere una mente razionale. Gli altri tre mordono e graffiano, ma rischiano di farsi male. Rebecca li richiama e li dirige, mediante ululati e comandi mentali. Clara ha bisogno di un’arma, ed il Tecnoragno gliene fornisce una che ricorda le spade laser dei guerrieri jedi di Guerre Stellari. Clara è probabilmente l’unica umana sul campo di battaglia, giacché non è chiaro a che specie umanoide appartengano i viandanti, accanto i quali gli Esploratori dei Sogni stanno lottando. Combatte come una guerriera fatata, ferendo e tagliando pellicce ed ossa. Aroo balza addosso ad uno che sembra il capo degli attaccanti. Lo sbatte giù dal lupo cavalcatura, e lo prende a pugni talmente forti da frantumargli la maschera protettiva. Adesso sul campo di battaglia i mannari ed i loro cavalieri stanno subendo l’iniziativa degli Esploratori dei Sogni, di Aroo ed anche delle loro ex vittime che contrattaccano con frecce, spade e lunghi martelli da minatore. I mannari cavalcature non si limitano a correre e saltare, ma mordono ferocemente. David e Pedro, che sono più piccoli di quei mostri, ne individuano uno e lo attaccano congiuntamente. David gli addenta una zampa posteriore, fino a fargli scricchiolare le ossa. Il mostro si volta, incurante del suo cavaliere che perde l’equilibrio ma rimane aggrappato in qualche modo alla sua bestia. Pedro coglie l’occasione per morsicare il grosso mannaro alla gola, che perde sangue e stramazza addosso al suo cavaliere dalla pelle pallida. In un vortice di ossa rotte e di sangue che sgorga, i due giovani licantropi riducono a mal partito il mannaro. Rimane tuttavia in piedi il cavaliere, armato di una lunga e minacciosa lancia, con la quale vorrebbe trafiggere Pedro e David. Clara però lo contrasta con la sua spada, che essendo di metallo vivente, agisce come una frusta. Evita lo scontro con l’acciaio, e si avvolge attorno al braccio del nemico. Poi risale fino ad infilarsi nell’orecchio destro, e di lì al cervello. Aroo guida in battaglia i viandanti, che adesso non sembrano più tanto innocui. Brandendo le loro armi, dispensano colpi di taglio e di martello ai cavalieri ed alle orride cavalcature. Gli ululati diventano guaiti. Aroo, l’uomo lupo di Akros, evita i denti di due mostruosi quadrupedi; poi si scaglia su un cavaliere pellechiara armato di un arpione. Lo abbatte con un potente pugno, proiettandolo giù dalla sua cavalcatura lupesca. Rebecca e Sonia lo aggrediscono con una furia che non è seconda a quella dei loro colleghi maschi. La battaglia pare durare diverse ore, ma sulla Terra il tempo trascorso è molto di meno. Cyberdog, rimasto a guardia dei corpi addormentati di Pedro, David, Rebecca, Sonia e Clara, avverte l’avvicinarsi di qualcuno, e si prepara a difenderli. Il Lupo Nero è però arrivato per aiutare e non per aggredire nel sonno gli Esploratori dei Sogni. L’istinto, che lo ha indotto a venire, lo guida nello stabilire un contatto fisico con i suoi amici, per raggiungerli nella dimensione onirica. Cyberdog ed il suo Transformatron emettono una particolare lunghezza d’onda elettromagnetica, in grado di sincronizzare meglio le vibrazioni vitali dei licantropi, della giovane Clara e del Lupo Nero. Il suo comparire sulla scena della battaglia getta nello sconforto gli aggressori mannari e pellebianca, e contemporaneamente provoca euforia in Aroo, negli Esploratori dei Sogni e nei viandanti. Lupi contro lupi, a quattro o due zampe, i buoni ed i cattivi si scontrano nella dimensione onirica, provocando sfracelli. Il sogno in cui si trovano non è attribuibile ad un singolo sognatore, ma si svolge in un’arena accessibile da tantissimi umani ed esseri di altri mondi. C’è la mamma di famiglia, che anche quando dorme sogna di preparare il minestrone. Anche lei percepisce il gran clamore causato dai combattenti, lupeschi e non. La donna apre una porta, che dovrebbe condurla in un’altra camera, ma subito si trova proiettata ai margini del campo di battaglia, con un pellebianca che decide di infilzarla con la sua lancia. Riuscirebbe senza dubbio a farlo, se Aroo non lo colpisse con un calcio a piedi uniti, o zampe che dir si voglia. Il pellebianca dimentica la casalinga, che si tuffa nello spazio lasciato aperto dalla porta, che si sta chiudendo. La donna torna al minestrone, trafelata, mentre l’uomo lupo della K-Force addenta il pellebianca. Un bambino sogna di circolare il bicicletta davanti a casa. Poi però da un tombino sbuca un grosso mannaro bianco, intenzionato a fare merenda col marmocchio. Rebecca e Sonia però afferrano il mostro peloso per le zampe e la coda, consentendo al bambino di scappare in casa. La battaglia trascende l’iniziale contesto, come se l’enorme spazio erboso non fosse più sufficiente. I viandanti, che prima dell’arrivo degli Esploratori dei Sogni erano inseguiti dai pellebianca a cavallo dei mannari, sono nani scavaroccia. Ecco perché si portano dietro quei martelli muniti di lungo manico di legno. Uno di loro sconfina in un supermercato alimentare, sognato da un tizio che sta cercando offerte speciali. Il martello gli sibila vicino alla testa, distruggendo il carrello della spesa. Il mannaro si lancia in avanti, con i denti snudati, ma si infila in una enorme pila di arance per spremute. Al mannaro la cosa non piace per nulla, ma la martellata che gli arriva sulla schiena gli provoca di certo maggiore disagio. I giovani licantropi si divertono follemente a saltare, mordere, graffiare ed ululare. Cyberdog osserva i loro corpi che si agitano nel sonno, e si chiede cosa stiano combinando. Il Lupo Nero addormentato emette strani guaiti. Clara invece ha trovato un soffice giaciglio sul petto peloso del grosso e pericoloso predatore. Da qualche parte nel mondo, un sognatore si agita nel sonno. Un altro, di quelli legati ad una invisibile ragnatela di condivisione onirica, scende una scala che lo conduce a sotterranei male illuminati. Si apre una porta; su un tavolo una candela fumante, che si consuma da tempo immemorabile. Gli Esploratori dei Sogni precipitano attraverso l’erba e le rocce. La candela si spegne, ma la stanza si allarga a dismisura, diventando un nuovo campo di battaglia. I giovani licantropi continuano a colpire i loro nemici, durante la caduta ed anche dopo avere impattato con la dura roccia. I nani scavaroccia si sentono a casa loro, in quella grande caverna, e si disperdono felici. I mannari un po’ meno; i loro cavalieri dalla pelle bianca fanno il possibile per trattenerli, ma rischiano di essere aggrediti dalle loro stesse cavalcature. Clara riceve un messaggio da Cyberdog, attraverso i loro simbionti alieni Transformatron e Tecnoragno. È ora di tornare al mondo reale. Clara e Rebecca, che sono rimaste le più lucide, si aggrappano al Lupo Nero. Il bestione ulula, per chiamare a raccolta Pedro, David, Sonia ed anche Aroo. Come se volessero anticipare il suono della sveglia, gli eroi ricostituiscono la catena, prendendosi per mano. Si preparano al vortice che li condurrà via di lì. Un battere di ciglia, e si svegliano nella casa dei licantropi. Tutti meno Aroo, che è tornato su Akros. Alla prossima avventura!

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