giovedì 21 febbraio 2013
IL DIVERSIVO DI UGLUX_230° episodio
In pieno deserto, un cacciatorpediniere giace arenato e parzialmente affondato nelle sabbie. Il nome della Nave è Vae Victis, cioè "Guai ai vinti", ed ha condotto il super-gruppo mutante Evolution in un viaggio attraverso gli oceani dimensionali. Come sia accaduto che il vascello da guerra abbia attraversato le barriere tra i diversi piani dell'esistenza non è dato saperlo. Come non è noto il motivo ed il modo per i quali la Vae Victis sia pervenuta in quel deserto. Il punto è che Evolution l'ha trovata, e si sono piaciuti a prima vista. La Vae Victis, come quasi tutti i grandi manufatti umani, ha un'anima, che deriva dalla dedizione degli uomini che su di essa hanno servito una causa più grande della loro stessa vita. Progressivamente questa anima è diventata sempre più grande e cosciente di sé. Al suo interno ferve l'attività dei mutanti Kong, Ferox, Fulminatore, Maga, Navigatrice, Nancy e del drago alieno Dragonfire. A dire il vero, lui preferisce stare sul ponte del cacciatorpediniere, a contatto con la natura. Peraltro, essendo alto tre metri e pesante settecento chili, Dragonfire avrebbe difficoltà a muoversi nei corridoi studiati per gli esseri umani. Sulla Vae Victis è custodito lo scettro di Uglux, che Evolution sottrasse al mutaforma di pari nome. Grazie allo scettro di Uglux, Ferox, la donna leopardo, e la detective Lucrezia sono entrate in simbiosi. Ferox può assumere sembianze umane, mentre Lucrezia ha ottenuto dei super-poteri felini, secondi solo a quelli di Ferox. Uglux, uno dei primi nemici di Evolution; ha combattuto diverse volte assieme a Maschera di Ferro, ma hanno sempre perso. Oggi Uglux vuole rimettere le mani sullo scettro, per incrementare i suoi poteri. L’esperienza gli ha insegnato ad evitare scontri diretti con Dragonfire, ma anche con i quattro mutanti del super-gruppo. Uglux non è un fuori di testa come Maschera di Ferro, quindi il suo ego non soffre quando decide di agire d’astuzia. Invece di cercare di salire a bordo della Vae Victis, il mago mutaforma chiamerà fuori quello che fu il suo scettro. C’è ovviamente il rischio concreto che il dottor Occulto, fondatore e capo di Evolution, avverta l’insolita attività di quell’oggetto di grande potere. Uglux deve quindi organizzare un diversivo, che allontani dalla nave i super-eroi, e distragga il loro capo telepate. Un dirottamento potrebbe servire a tale scopo. Quando si parla di dirottare, si pensa solitamente ad un aereo, sul quale siano saliti dei terroristi che minacciano di farlo precipitare. Maledetti dilettanti! Il bersaglio del mago mutaforma è viceversa una nave da crociera, di quelle che trasportano migliaia di persone, in una situazione di grande comfort. La compagnia armatrice di quella nave continua sorprendentemente a fare grossi affari, nonostante un anno fa un suo stupido capitano abbia arenato uno di quei giganti del mare. Morirono decine di persone, e la nave è ancora incagliata, ma la percezione della realtà degli umani è molto lontana dalla perfezione. Una città galleggiante, come dice la pubblicità. Solca i mari, certa di poter affrontare ogni condizione climatica, specialmente perché le crociere si svolgono preferibilmente nella bella stagione. Motori potenti, tenuti d’occhio da addetti dotati di grande professionalità. La navigazione è controllata da apparati molto sofisticati, per evitare collisioni, secche e scogli. Il computer di bordo è stato programmato per non accettare le disposizioni del capitano, o di un suo sottoposto, qualora pregiudichino la sicurezza del vascello. L’incidente citato ha insegnato qualcosa. Uglux ha però pensato ad un differente tipo di disguido. Alcuni suoi mercenari hanno infatti sabotato pesantemente l’impianto elettrico della nave. Quando le cariche esplodono, anche le centraline elettroniche vanno in tilt. Il viaggio prosegue, ma i disagi per i passeggeri sono solo all’inizio. Sugli aerei di linea i passeggeri viaggiano in centinaia, sulle navi da crociera in migliaia. Come diversivo è preferibile la nave, perché non è necessario colarla a picco, e le persone da sottoporre a vessazioni sono molte di più. Invece di tenere sotto tiro le hostess, i mercenari di Uglux hanno interrotto l’erogazione dell’aria condizionata. Invece di picchiare i piloti, hanno inibito gli impianti di refrigerazione. Invece di fare saltare un motore, hanno sabotato gli impianti dell’acqua calda. Nel giro di poco tempo, le migliaia di passeggeri si trovano a sudare, a puzzare, a non potersi fare una doccia calda, e forse neppure una fredda. La grande nave si trova nell’oceano, a centinaia di miglia dalla costa più vicina. Viene tracciata una rotta di avvicinamento, ma occorrerà molto tempo, giacché la navigazione dovrà avvenire praticamente a vista. La gente inizia a protestare, ma ci vuole ben altro per portare l’enorme natante in porto. Arrivano tre grossi rimorchiatori, per trainare e spingere quella montagna di metallo. L’aggancio è veloce e ben fatto, ma il moto è poca cosa, rispetto alla velocità di crociera usuale. Come previsto da Uglux, Evolution interviene in aiuto delle migliaia di gitanti trasformati in profughi. Kong guida il velivolo multifunzione da lui stesso progettato, in grado di atterrare e decollare in verticale. Oltre a Kong, a bordo ci sono Fulminatore, Maga e Ferox. Spetterà al mutante elettrico ripristinare, se possibile, molte delle funzionalità di bordo sabotate. I quattro mutanti non sanno del sabotaggio, ma non lo escludono. Kong viene condotto dal capitano della nave nella sala computer. Fulminatore lo accompagna, dato che dovranno lavorare in team. Maga e Ferox invece indagano sulle responsabilità umane. Per la mutante telepatica non è un problema accertare la verità, dissimulata dalle parole. Ferox scruta con attenzione i passeggeri e l’equipaggio; loro si mantengono ad una certa distanza, percependone la pericolosità. La donna leopardo fiuta l’odore della paura, come tutti i felini. Peccato che in quelle condizioni igieniche quella esalazione sia coperta da altre più pesanti e fetide. Le due investigatrici stanno quasi cercando un ago in un pagliaio, ma solo per quanto riguarda le persone. Non è infatti difficile trovare dove siano state fatte deflagrare le cariche che hanno ridotto la nave in quelle condizioni. L’olfatto di Ferox cataloga facilmente l’esplosivo di provenienza militare, accessibile peraltro ai soldati mercenari. Le mutanti ipotizzano di portare a bordo il Lupo Nero, il cui olfatto è impareggiabile; ma il caos prodotto dalla sua presenza sarebbe ingestibile. Durante la notte, la Maga lascia vagare la sua percezione estesa su tutta la popolazione di bordo. Localizza una piccola traccia, ma le interferenze sono numerose. Ferox vaga sui ponti, arrampicandosi dove gli umani non riterrebbero possibile farlo. La sua vista notturna tiene d’occhio persone e gruppi, per cogliere qualche aspetto interessante. La conoscenza informatica di Kong lotta contro in torpore che ha colto i computer di bordo. Danni all’hardware si ripercuotono sul software; il genio inventivo dell’uomo bestia deve appunto aggirare le componenti inutilizzabili. Il cervello umano si comporta così, quando guarisce da ferite anche gravi. Gli sforzi di Kong ottengono infine di attivare una risposta da parte dei computer, che tornano lentamente a vivere. Con un’efficienza ancora inferiore alla metà, la grande nave adesso abbisogna di un’iniezione di potenza pura. Questo è il campo di Fulminatore. Il suo controllo sull’energia che emette è sempre in aumento. L’elettricità, che potrebbe bruciare i circuiti delicati appena risvegliati, li sprona con dolcezza e decisione. A bordo tutti si accorgono che la nave sta riprendendo a vivere. Anche i mercenari, che finora sono rimasti nascosti. Sono stati pagati da Uglux, ma non lo conoscono. Ci tengono però a mantenere alte le loro quote di successo. Peccato per loro che questo uscire allo scoperto li renda visibili alla Maga ed a Ferox. Il mago mutaforma Uglux frattanto lancia un attacco verso la Vae Victis. Si tratta di un incantesimo che avvolge lo scettro che lui desidera recuperare. L’attenzione del dottor Occulto è quasi completamente rivolta ai suoi mutanti, che stanno risolvendo la crisi sulla nave da crociera. Il dottor Occulto è il più potente telepate della Terra, ma a quanto pare il diversivo di Uglux funziona. Il piano di rimettere le mani sullo scettro però non funzionerebbe se Dragonfire rimanesse a bordo della Vae Victis. La situazione è in equilibrio, finché giunge notizia di una perdita di radioattività in un impianto nucleare. Quando Uglux vede il drago allontanarsi, a bordo del suo dragoncraft, esulta. Dragonfire viaggia a grande velocità, giacché il dragoncraft è un dispositivo, inventato da Kong, che trasforma la grande energia dell’alieno verde in antigravità e propulsione. Mentre sorvola una zona montagnosa coperta di neve, Dragonfire scorge uno sciatore che si è spinto fuori pista. Gli esperti ripetono continuamente di non farlo, ma gli sciocchi sono sempre in agguato; il loro scopo è farsi del male. La slavina da lui stesso prodotta lo sommerge a grande velocità, togliendogli il respiro. Il suo ultimo pensiero prima di morire sarebbe stato dedicato alla sua stupidità illimitata. Questo se Dragonfire passando in volo su di lui non liberasse una piccola frazione del suo potere. I due metri di neve che soffocano lo sciatore si trasformano quasi completamente in acqua e vapore, rendendogli possibile rimettersi in piedi, bagnato ma vivo. L’uomo vorrebbe ringraziare il drago, ma il drago si è già allontanato a velocità appena subsonica, per non produrre altri danni ambientali oltre a quelli ascrivibili al poco cervello degli umani. I mercenari di Uglux estraggono le pistole, decisi a bloccare Kong e Fulminatore. Si muovono nelle tenebre, in silenzio, convinti di essere dei felini della savana in caccia. Ferox è dietro di loro; produce suoni più tenui del vento che soffia dal mare. I mercenari sono molto addestrati, con riflessi stupefacenti, ma solo per gli standard umani. Ferox potrebbe estroflettere i suoi artigli senza farsi accorgere, ma decide di comportarsi diversamente. Si ode distintamente un preoccupante “snik”. I mercenari si voltano con le armi spianate, pronti a sparare raffiche di piombo rovente, ma la donna leopardo non è più lì. Ai suoi occhi le tenebre sono una tenue nebbiolina. I suoi movimenti sono fulminei. Gli uomini che vogliono ucciderla invece si muovono al rallentatore. In natura, un leopardo che assalga una scimmia le morde il cranio e la sventra contemporaneamente. Una scimmia è sempre più veloce di un uomo; quindi la mutante scivola di fatto in un differente e superiore piano dell’esistenza. Tre mercenari cadono al suolo, privi di forze, poiché il loro sangue li abbandona copiosamente. Un quarto guerriero è però quasi giunto a tiro: coglierà di sorpresa Kong e Fulminatore, presi nel loro intento di ripristinare la mobilità della grande nave. La Maga si limita a puntare un dito verso la sua testa, ed in essa esplode un dolore raccapricciante. Chiunque abbia provato la quasi agonia di un’emicrania ritiene che si tratti di un’esperienza devastante. Il potere della Maga moltiplica molte volte questa sensazione inabilitante. Nessun uomo, allenato o meno a sparare, saltare e lottare, può resisterle. Senza un suono crolla al suolo, trovando rifugio in una salutare incoscienza. Dragonfire giunge all’impianto nucleare che appesta l’aria circostante con radiazioni fuori controllo. L’alieno sarebbe in grado di incenerire l’enorme struttura, dopo aver fatto allontanare tutto il personale. Esiste tuttavia la possibilità di interrompere la reazione a catena, rimettendo le sbarre di materiale fissile sotto il livello dell’acqua pesante. La radioattività distrugge le cellule, attaccando il DNA. Nel film, l’eroe che si sacrifica per salvare la città si trasforma in un mostro, ma non muore. Nella realtà solo una struttura cellulare totalmente aliena come quella di Dragonfire può permettersi di irridere a quella energia devastante. Le cellule a base cristallina di Dragonfire si nutrono addirittura della radioattività che lo pervade, rendendolo più forte e facilitandolo nel suo compito. Uglux stabilisce un contatto molto stretto con lo scettro, convincendolo a prestargli la sua energia. Grazie ad essa, si teletrasporta sulla Vae Victis, dove si accinge a mettere le mani sullo scettro. Uno schermo di energia però lo blocca; questo non era previsto, ed Uglux sospetta di essere stato ingannato. Il dottor Occulto lo ha lasciato salire a bordo; anzi: aveva notato la sua presenza nei pressi della nave anche prima che Dragonfire si allontanasse. Uglux si volta ed affronta il dottor Occulto, il fondatore e capo di Evolution. Lo accompagnano la Navigatrice e Nancy, la telepate guaritrice. Le due mutanti si fanno da parte, giacché Occulto ha la situazione sotto controllo. Uglux decide di tentare il tutto per tutto, attirando a sé lo scettro. Il dottor Occulto contrappone il suo potere a quello del mutaforma. Inizialmente l’oggetto di grande potere pare voler tornare dal suo antico padrone, ma, come dimostrato più volte, il capo di Evolution è il telepate più potente del pianeta. Questo non spiega come mai lo scettro scivoli nelle sue mani. Che Uglux si sia dimenticato che Occulto è anche un mago dotato di incommensurabili abilità? Dragonfire avvista la Vae Victis, pronto ad atterrare. Le probabilità che Uglux ne esca senza ossa rotte si assottigliano. Ormai sconfitto sul piano psichico, il mutaforma tenta il tutto per tutto, tuffandosi nel varco dimensionale random, prodotto dal teletrasportatore di bordo. Un worm hole lo inghiotte, ed Uglux scompare dal nostro piano dell’esistenza. I computer di bordo registrano una serie di possibili destinazioni; questa è la sua unica possibilità di tornare sulla Terra.
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