mercoledì 27 febbraio 2013

AGENTI DEL CAOS_231° episodio

La piazza è gremita da una moltitudine di quasi tutte le età. Ci sono i giovani, che quest'anno voteranno per la prima volta. Ci sono quelli che potrebbero essere i loro padri ed anche quelli che potrebbero essere i loro nonni. Insomma, tre generazioni in piazza, in attesa che il predicatore sputasentenze arrivi. Tutti i presenti sanno che sparerà a zero su tutto e tutti. Le istituzioni fanno schifo, la politica fa schifo, le banche peggio. Gli entusiasti radunati sotto il palco in effetti non hanno mai sentito il loro oratore parlare bene di qualcuno, eccetto che di se stesso. Non è difficile peraltro raccontare, o meglio ricordare, che quasi giornalmente i media riportano di scandali politici. Tesorieri di partito, che si comprano ville al mare. Presidenti di Regione, che si fanno pagare sontuose vacanze da amici, ai quali poi restituiscono favori con appalti pilotati. Banchieri che negano i mutui ai cittadini, ma riciclano i proventi della criminalità organizzata. Occorre chiarire che in piazza, ad ascoltare quel particolare urlatore, ci vanno quelli che vogliono soffrire, giacché non è possibile uscirne bene, dopo un tale bagno di malanimo. Quella specie di santone, con tanto di barbetta bianca, trova però credito ovunque vada. Anzi, si stima che potrebbe veramente buttarsi in politica. L'unica cosa che lo blocca è la paura di fare un partito politico. Significherebbe organizzare congressi, rispondere alle domande dei delegati e dei giornalisti, non avere sempre l'ultima parola. Il tizio con la barbetta bianca invece vuole proprio quello: parlare, o meglio gridare, senza alcun contraddittorio. Eccolo: finalmente fa il suo ingresso nella piazza. Il servizio d'ordine tiene indietro quelli che vorrebbero toccarlo, abbracciarlo, baciarlo, e chissà cos'altro. Lui è nazional-popolare, ma solo perché parla al popolo. In realtà, non sopporta quegli straccioni lì sotto. Gli servono e li usa. Preferisce frequentare gente del suo rango, non disoccupati, licenziati, studenti che non studiano, donne brutte, uomini grassi, bambini con i brufoli. Appena può l'oratore da piazza diventa un personaggio distinto, vestito con abiti di marca; non come quelli che adopera per fare scena. Lui è un agente del Caos, ma sarebbe inutile dirglielo. La sua cultura è pura memorizzazione di frasi fatte, con uscite ad effetto. Prima di iniziare questo lucroso business era un comico avviato sul viale del tramonto. Poi è stato contattato da un promotore d'immagine, apparentemente normale, ma decisamente superiore alla media. Neppure i miliardari politicanti ne hanno di simili. L'oratore ex comico non ci trova alcunché di strano, perché il suo ego è molto più grande della sua statura fisica e psichica. Il suo promotore d'immagine gli tira i fili, e lui balla meglio di una marionetta, di quelle dei teatrini da strada. Il dottor Occulto non è lì con il corpo fisico, e neppure con il suo corpo astrale. Osserva la scena da enorme distanza, grazie alla formidabile commistione tra magia e telepatia. Grazie alla sua disciplina, il potente mutante disloca una parte della sua intelligenza in uno stato dell’esistenza precluso alla gran parte dei viventi. Solo i maghi superiori, le divinità e gli alieni che hanno trasceso la carne hanno infatti accesso al Nesso tra gli Eventi. Il dottor Occulto si trova fisicamente sul cacciatorpediniere di Evolution; contemporaneamente visiona ciò che avviene nella piazza ed anche la storia umana da un punto di vista trascendente. Gli è chiaro della ciclica comparsa sulla scena degli eventi di nichilisti arruffapopolo, dotati di un potere a loro stessi ignoto. Detti agenti del Caos nascono all’interno di qualunque etnia, in qualunque tempo. Come se la Natura dovesse ogni tanto generare i semi della distruzione della cultura e della civiltà; forse per evitare che la civiltà progredisca troppo. Occulto vede dieci, cento, mille di questi agenti del Caos. Li vede tutti all’opera, in dieci, cento, mille contesti diversi eppure uguali. Fanno leva sulle passioni più infiammabili. Neppure loro sanno come, eppure parlano alla parte meno sviluppata del cervello umano. Non al cervello rettile, perché simili arruffapopolo tra i serpentoidi avrebbero vita breve. Stritolatore ed il suo popolo mangerebbero a colazione certi sbraitatori. Occulto sa che il Caos evocato ridesta la scimmia mai del tutto esorcizzata. Quello stupido animale urlante, volgare, violento, insopportabile, sporco e cialtrone, che gli uomini civili dovrebbero aver scacciato lontano. La parte del dottor Occulto che si trova nella piazza registra i flussi emozionali di pancia, non di testa. Argomenti tutti sommato stupidi, che però fanno presa nei piccoli cervelli dei pigri. L’arruffapopolo una volta faceva ridere mille persone, ma ora ne induce alla rabbia cento volte tante. Per il capo di Evolution non ci sono dubbi: il caos, quando si scrive con la maiuscola e diventa Caos, non è una svista. Non è colpa della chimica delle cellule umane. Non sono le proteine ad impazzire, come quando supportano lo sviluppo del cancro. Il Caos è preordinazione. L’arruffapopolo ha trovato un terreno fertile, ma non è tutta farina del suo sacco. Chi c’è dietro di lui? Chi ha concepito di creare una setta, che funga da partito politico senza esserlo? Dietro tutto ciò si nasconde un’intelligenza che agisce nel medio e lungo periodo, per evitare di lasciare tracce raccoglibili dai comuni umani. Alcune menti superiori percepiscono il pericolo di quella destabilizzazione, ma non hanno il potere di agire. Il dottor Occulto scandaglia il passato, ipotizza il futuro ed assieme analizza il presente. Quasi nessuno si chiede come mai taluni soggetti, che sono gli agenti del Caos in questione, possano reggere uno stress enorme senza crollare. Parlano in due o tre piazze al giorno, per un mese o più. Un dispendio di energia sconvolgente, specie se si considera che il Caos non sempre impiega soggetti giovani. Un famosissimo arruffapopolo riuscì finanche a farsi eleggere democraticamente dittatore. Un controsenso, ma accadde! Poi il dittatore scatenò un conflitto in nome della gloria nazionale, che distrusse anche la nazione medesima, e lo sciocco popolo che lo aveva eletto. Quello di oggi non è pericoloso come quello di ottanta anni fa, ma riuscirà a condurre in parlamento suoi emissari, che neppure sanno di servire il Caos. Anche adesso sta plagiando anime fin troppo semplici, e sensibili alla pancia. Le forze che lo manipolano non hanno fretta. Distruggeranno l’economia, il lavoro, la coesione sociale, se non saranno ostacolate. Evolution però si contrapporrà all’entropia, perché questa è la sua missione. Il bagno di folla dura ormai da due ore, con insulti in crescendo. Sembra infatti che, quando l’economia non funziona, la gente più scema sia felice di sparare sul pianista. Sfasciare per il gusto di vedere fino a che punto si possa precipitare. Quelli che stanno uscendo dalla piazza assomigliano un po’ a quelli che, decine di anni fa, credevano che la rivoluzione dovesse scoppiare di lì a poco. Cosa immaginavano che sarebbe successo? Di certo molti rivoluzionari di allora e di adesso sognavano e sognano di irrompere in casa di qualche loro nemico, per sacrificarlo sull’altare di un bagno di sangue “purificatore”. Il dottor Occulto invia Kong e Ferox ad osservare da vicino quel profeta dell’entropia. I due mutanti, caratterizzati rispettivamente dalla forza delle grandi scimmie e dall’attitudine alla caccia dei felini delle foreste, aggirano facilmente le guardie poste a guardia della villa del losco figuro. Buon per le guardie che non si siano accorte del passaggio di Ferox, che non avrebbe dato loro il tempo di lanciare l’allarme. Kong, sebbene sia più grosso della collega felina, si muove quasi altrettanto silenziosamente. Grazie alle indicazioni della Navigatrice, sanno dove trovare il profeta di sciagure. La villa è grande, quindi fare quel mestiere deve necessariamente comportare dei corposi ritorni economici. Nel suo studio, l’urlatore della piazza si confida con il suo consigliere, che, per ammantarsi di un’aura quasi mistica, si è fatto crescere una lunga barba. Il guru barbuto è una specie di coach, che motiva il suo atleta. A Kong e Ferox pare che anche lui sia sostanzialmente umano. I due super-eroi sono quasi delusi di non aver incontrato un nemico adeguato ai loro mezzi. Non possono certo prendere a calci quei due cretini, che chiacchierano di elezioni ripetute più volte, come se la nazione potesse permettersi di sprecare risorse economiche. L’istinto della donna leopardo l’avvisa di voltarsi in fretta. Ferox agisce senza chiedersi il perché di quella sensazione d’allarme. Ogni guerriero impara infatti a fidarsi delle proprie percezioni sottili, o cambia mestiere. Una lancia solca l’aria notturna, e si conficca profondamente nei mattoni del muro della villa, al quale sono aggrappati Kong e Ferox. Un guerriero dalla pelle scura, molto alto, si accinge a scagliare una seconda lancia. Adesso però i due membri di Evolution sono pronti; l’uomo bestia afferra la lancia al volo, con noncuranza. Il guerriero dalla pelle scura è impressionato da quella dimostrazione di forza, ma Ferox gli è già praticamente addosso. Artigli pronti a sbranare in diversi modi. Reazioni più veloci del pensiero cosciente, dettate da istinti antichissimi, aiutati da un costante allenamento. Nessun umano ne uscirebbe vivo, ma forse l’avversario di Ferox non lo è. Infatti schiva seppur a fatica il fulmineo attacco. È sopravvissuto, ma non ha ancora recuperato l’equilibrio. Una frazione di secondo dopo, il pugno di Kong lo colpisce ad una spalla. Se fosse stata la testa del guerriero a subire l’impatto, sarebbe quasi certamente svenuto; invece si rotola dal dolore, reggendosi un braccio inutilizzabile. Due grossi cani sbucano dai cespugli, digrignando le fauci bavose. Non sapendo cosa rischiano, puntano alla gola dei due mutanti di Evolution. Ferox rinfodera gli artigli, non volendo recare troppo danno a due animali convinti di difendere la dignità ed il territorio del loro branco. Un cane si stacca da terra, sospinto dalle zampe posteriori. In questa frazione di secondo è particolarmente vulnerabile ad un pugno che la donna leopardo gli infligge sotto le costole. L’altro cane impatta contro un muro di muscoli ed ossa durissimi. Kong gli è andato incontro, come un gorilla che giocasse al rugby. Rumore di ossa incrinate, ed i cani sono fuori gioco. Ferox e Kong devono però allontanarsi dalla villa, giacché il rumore prodotto dal combattimento ha richiamato l’attenzione dell’arruffapopolo. Il teletrasportatore della Vae Victis trasferisce pertanto a bordo l’uomo bestia e la donna leopardo. Di uno spionaggio di tipo differente si occupa Galadriel, il super-computer che Kong ha programmato per svolgere indagini sui serial killer. Al dottor Occulto risulta infatti che l’arruffapopolo ed il suo amico guru controllino quella specie di chiesa che hanno creato per mezzo di una rete informatica di prim’ordine. Il portavoce di quel non partito risponde a tutti i suoi supporters, con solerzia; ma, dato il numero delle interazioni, non potrebbe riuscirci neppure se rimanesse sempre on line. Di che si tratta allora? Di un call center molto specializzato? Quanti sono i dipendenti della setta, e come sono pagati da chi sbandiera di essere contrario ai rimborsi ai partiti politici? Galadriel indaga con una passione che le deriva dall’essere un super-computer senziente. Su un altro fronte, il corpo astrale del capo di Evolution viene ora minacciato da un colosso assolutamente mostruoso, provvisto di numerosi tentacoli ed altri arti minacciosi. La Maga abbandona il suo corpo fisico per aiutare il capo di Evolution a controbattere un aggressore non del tutto inaspettato. L’indagine del dottor Occulto sulla destabilizzazione operata dall’arruffapopolo ha infatti scatenato una ritorsione nei suoi confronti. Il mostro è certamente una creatura del Caos, giacché muta continuamente sembianza. Ciò potrebbe costituire un problema per un combattente meno abile della mutante come la Maga. Lei non aspetta che il nemico faccia la prima mossa, ma lo penetra con alcune proiezioni di forza psichica. Sta cercando di capire dove il mostro abbia il cervello, ammesso che ne sia provvisto. Può altresì darsi che quella abominazione mutaforma non abbia alcuna consapevolezza di sé, ed attacchi obbedendo ad ordini esterni. Il dottor Occulto ritiene che i suoi incantesimi potrebbero avere un maggiore effetto delle lance psicocinetiche della sua allieva, ma la soluzione migliore sarebbe la forza bruta. Dragonfire ode l’invito del fondatore di Evolution, ed accetta volentieri di raggiungere con il suo corpo astrale i due amici in difficoltà. Il corpo fisico del drago diventa come una statua di pietra, praticamente inviolabile. Dragonfire aggredisce senza esitazione il mostro, che lo avvolge con i suoi tentacoli. Tenta altresì di morderlo e di graffiarlo, ma invano. Tutti gli attacchi scivolano sulle scaglie, che sul piano astrale sono indistruttibili come sulla Terra. Il drago solleva il mostro con facilità; la mancanza di cervello non impedisce all’avversario di Dragonfire di cercare l’ennesima trasformazione. Non riesce però a farlo in tempo; non prima che la super-forza dell’alieno lo scagli lontano. In un impeto di rivincita, o forse di cieca obbedienza, il mostro diventa una moltitudine di serpenti, che spalancano le loro fauci velenifere. Vista l’insistenza, a Dragonfire non resta che infliggere il colpo di grazia con la sua super-fiamma. Che siano distinte forme di vita o altro ancora, tutti i serpenti prendono fuoco come fossero cosparsi di petrolio. Adesso non possono più trasformarsi; bruciano e puzzano mentre si disintegrano, come se questo non avvenisse sul piano astrale.

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