sabato 9 marzo 2013

NICHILISTI ALLO SBARAGLIO_233° episodio

Gli uomini moderni ci tengono a rivendicare la loro libertà, che in molti casi consiste solo nella possibilità di scendere in piazza e fare i cretini. Essere liberi ma poveri è una soddisfazione per intelletti minuscoli. Il dottor Occulto sospetta che ci sia lo zampino del Caos nelle elezioni politiche, quando portano in Parlamento troppi incapaci e troppi anarcoidi. Di certo quelle persone favoriscono il Caos, non l'Ordine. La gente sciocca si realizza nel farsi rappresentare dai loro simili sciocchi, senza rendersi conto che chi comanda deve essere per forza di cose più efficiente. Il Caos è felice quando si diffondono convinzioni contro natura. Il dottor Occulto ricorda molto bene quando, anni fa, un partito di disperati tentò di dare l'assalto democratico al Parlamento di una nazione molto forte economicamente. Non funzionò, perché quel popolo era ed è istruito e molto solido. Quel popolo si rese conto molto in fretta della stupidità insita nel attribuire troppi poteri ad ignoranti, pervasi da istinti nichilisti. Il Caos però recentemente ci ha riprovato con un popolo mediamente più ignorante, che ama più la furbizia che l'intelligenza. Questa notte avrà luogo una grande battaglia, tra l'Ordine ed il Caos. I sedicenti rappresentanti del popolo saranno chiamati a scegliere da che parte stare, non esistendo un terzo polo. Il loro rivendicare l'innovazione sommaria, trascurando troppi particolari, causa più che altro danni. Non se ne sono accorti, ma il rating della nazione è già stato abbassato; questo significa una recessione ancora maggiore. Destino degli stupidi è di accorgersi dei danni che producono troppo in ritardo. Gli Esploratori dei Sogni sono già in azione. I giovani licantropi si sono trasformati e percorrono il campo di battaglia. Sonia, Rebecca, David e Pedro fiutano l'aria, in attesa dei nemici. Clara e Cyberdog cercano una postazione sopraelevata, dalla quale fare funzionare al meglio i loro simbionti alieni Transformatron e Tecnoragno. Il Lupo Nero arriva a dare man forte ai suoi amici. Di solito, un membro del gruppo rimane a fare la guardia ai loro corpi addormentati. Questa notte è però richiesta la presenza di tutti, ma la grande casa dei licantropi ha molte stanze sicure dalle quali partire per escursioni nella terra dei sogni. Il dottor Occulto, la Maga, la Navigatrice e Nancy la guaritrice uniscono le loro forze per costruire una connessione mentale tra la loro base, sul cacciatorpediniere Vae Victis, ed un numero consistente di telepati. Costoro sono quasi tutti ignari di possedere poteri di lettura e di trasmissione del pensiero. Questa notte Occulto li userà come ripetitori, che dovranno agganciare le menti addormentate di alcuni politici in erba. Capita a pochi di godere di un simile dono; detti bamboccioni avranno infatti la possibilità di vedere per una volta molto al di là delle loro normali percezioni. Già disposti sul campo di battaglia, Rebecca, Sonia, David e Pedro si accorgono che qualcosa di nuovo sta avvenendo. Una fitta nebbia, che nessuno aveva notato prima, si solleva lentamente. Da essa fuoriescono grugniti e latrati, oltre ad un discreto numero di altri suoni indecifrabili. Quelli che sbucano correndo dalla nebbia sembrano cinghiali, ma hanno sei zampe. Le zanne che esuberano dalle fauci sono enormi. Sbavano e roteano gli occhi rossi. Sono la prima linea dell’esercito del Caos. Di fronte a loro, a distanza di poche centinaia di metri, si materializzano i cavalieri dell’Ordine. Si tratta di guerrieri in armatura lucente, con una lunga lancia in resta. Tra i guerrieri, cavalcano anche Ferox, Kong e Fulminatore. I tre mutanti di Evolution sono armati di spade e mazze chiodate. Lo scontro tra le due avanguardie è rumorosissimo: ferraglia, lance che si infilano nelle dure carni dei cinghiali, cavalli che disarcionano i loro cavalieri. Fulminatore colpisce una bestia a sei zampe con una delle sue scariche elettriche; il cinghiale emette una sorta di grido acutissimo. Ferox usa la schiena del suo destriero come fosse una piattaforma. Salta nel mucchio, direttamente in groppa ad un animalaccio il cui peso è dieci volte il suo. Nella dimensione dei sogni, o nella realtà come la conosciamo, Ferox usa tremendamente bene i suoi micidiali artigli. Il sangue del cinghiale sgorga copioso dai fianchi feriti. Kong, disarcionato dal suo destriero, atterra in piedi, o meglio sulle sue grosse zampe. Impugna una pesante mazza di metallo, che usa per percuotere due o tre bestie del Caos. Poche ore fa sulla Terra, i nuovi eletti in Parlamento nella lista pseudo-nichilista hanno rilasciato alcune interviste. Il loro capo non avrebbe voluto, ma non è facile tenere sotto briglia gente che crede di dover abbattere tutto e tutti. Uno di loro, impiegato in un tribunale, è il primo del suo gruppo ad essere agganciato. Dorme, immerso in un sogno ricorrente, nel quale viaggia in treno ed osserva la campagna scorrere dai finestrini. Una visione rilassante, che però viene rapidamente sostituita dal campo di battaglia nel quale Caos ed Ordine si combattono con impegno. Grandi pipistrelli scendono in picchiata dal cielo, accolti da un lancio di frecce scagliate da quelli che sembrano elfi. Il treno si ferma, e l’impiegato di tribunale che chiameremo Mario inizia a preoccuparsi per la sua incolumità. Una specie di orrido orco lo vede e lo rincorre. Mario scappa nei campi, mentre l’orco riduce le distanze, nonostante le gambe corte. Una dei giovani licantropi, Sonia, intercetta il servo del Caos; inizia una furibonda zuffa, alla quale l’impiegato terrorizzato non partecipa. Poi però, dopo essersi nascosto in un vicino bosco, prova un senso di colpa per non aver aiutato quella creatura lupesca che aveva aiutato lui. In quel momento viene agganciata anche Francesca, che compare in pieno campo di battaglia. Un cinghiale quasi grosso come un cavallo la urta con fianco durissimo, e lei rovina a terra. Francesca è una volenterosa raccoglitrice di firme per petizioni contro gli inceneritori; combattere contro i mostri del Caos è oltre la sua comprensione. Ferox, sbucata all’improvviso, colpisce sul muso l’orrido bestione. La ferita ed il sangue non lo fermano del tutto; anzi si gira per riprendere l’attacco. Un fulmine blu in piena fronte lo fa stramazzare: Fulminatore è arrivato. Il terzo agganciato dal ponte telepatico del dottor Occulto si chiama Luigi. Di mestiere fa l’animatore turistico; ai giornalisti ha raccontato che vorrebbe fare il ministro, e loro gli hanno riso in faccia. Ora nel suo sogno si trova all’interno di un castello. Corre inseguito da qualcosa che non può vedere; una brutta sensazione, che si interrompe quando incontra Cyberdog e Clara. Una ragazza ed un cagnolino. Cosa potranno fare contro il mostro del castello? Questo si chiede Luigi l’animatore. Nella dimensione onirica, il Transformatron ed il Tecnoragno, simbionti di Cyberdog e di Clara, si manifestano come non potrebbero nella realtà che conosciamo. Diventano due grossi felini metallici; chiaramente robot, ma animati da un’energia soprannaturale. Sotto lo sguardo attonito dell’umano, Clara si riveste di un’armatura sottile ma quasi impenetrabile. Cyberdog, il simpatico piccolo cagnolino, diventa un cane colossale, ancora più grande del Lupo Nero. I quattro formidabili super-eroi si tuffano nelle tenebre, dalle quali giungono suoni che dovrebbero suscitare spavento ed angoscia. Tecnoragno, Transformatron, Cyberdog e Clara la guerriera elfica dispensano colpi di spada, morsi ed unghiate a chiunque o qualunque cosa si dissimuli negli angoli oscuri del castello. Luigi non ha mai sognato cose simili, e si rigira nel letto, cercando di svegliarsi. L’incantesimo del dottor Occulto ed il potere delle sue allieve Maga, Navigatrice e Nancy invece lo inchiodano sul posto. Inseguito a sua volta da una tenebra tentacolare, quel giovane tentato dal nichilismo capisce l’importanza di stare con l’Ordine o con il Caos. Inutile negare e non prendere una posizione. Luigi, animatore nonché eletto dal popolo bue, impugna una spada e compatte a fianco di Clara. È singolare che tragga esempio da una ragazzina che ha sconfitto la malattia con la ferma volontà di vivere. Quella stessa voglia di vivere che ha attratto il Tecnoragno. Quel castello è peraltro progettato per moltiplicare gli angoli oscuri e le tortuosità, come fanno le persone che parlano per il gusto di non combinare alcunché. La venuta del formidabile Dragonfire sovverte la situazione. L’alieno non ha bisogno di assumere una forma più massiccia di quella che manifesta normalmente. La sua sola presenza causa il collasso delle mura spesse alcuni metri. Con grandi pugni provoca crolli di pavimenti e soffitti. Se non fosse un sogno, l’unico umano presente non avrebbe scampo. Invece un colossale Cyberdog se lo carica in spalla, ed assieme a Clara, Tecnoragno e Transformatron schizzano all’aperto, poco prima che un incomparabile colpo di coda del drago disintegri quel che resta del tenebroso maniero. Mario, l’impiegato di tribunale, non ha ancora preso parte al conflitto, che prosegue con grandi scambi di colpi da ambo le parti. Nel pianoro, davanti alle macerie del castello, incontra i suoi colleghi Luigi e Francesca. Accanto ai tre umani, accorrono i quattro giovani licantropi, pronti ad una nuova fase di quell’incessante conflitto. La scena si scioglie, rammentando ai presenti che quella è la dimensione dei sogni. Sonia, Rebecca, David e Pedro, nelle loro forme transizionali, compaiono sul ponte di una nave vichinga. Per Mario, Luigi e Francesca l’avventura continua. Un vascello, fatto di ossa, si avvicina velocemente, con il chiaro intento di speronare la nave dove gli umani ed i licantropi remano con tutte le loro forze. I nemici lanciano frecce incendiarie. Gli scudi collocati sulle fiancate della nave vichinga respingono i dardi, che però riescono ad appiccare le fiamme al fasciame. Mario, Luigi e Francesca si precipitano spontaneamente a spegnere i focolai di incendio. Sembra abbiano compreso ed interiorizzato il valore del gioco di squadra. Quando si sveglieranno abbandoneranno le velleità nichilistiche, qualunque cosa dicano i loro capi. Ora però lottano per la loro vita, giacché l’incantesimo che li vincola alla dimensione onirica impedisce loro di svegliarsi. Il tributo che devono pagare per avere aperto in ritardo gli occhi è di lottare assieme agli Esploratori dei Sogni. In un fragore spaventoso le due navi collidono. I giovani licantropi balzano incontro ai loro nemici, iniziando a somministrare loro pugni, calci, morsi e graffi. I servi del Caos sono spettri di antichi pirati, sospesi tra la vita e la morte. Non possono essere uccisi, ma è possibile spezzare loro la schiena. Il Lupo Nero si unisce ai suoi amici, mordendo con le sue fauci possenti. I tre umani ululano come dannati, menando spadate a destra ed a manca. Gli spettri però sono in vantaggio numerico, e circondano i terrestri. Il Lupo Nero continua la sua battaglia personale, ma è stato separato dai suoi alleati. Proprio quando gli spettri si sentono sicuri della vittoria, e pregustano una merenda a base di carne fresca, Dragonfire precipita dal cielo. Kong lo ha infatti proiettato per centinaia di metri, grazie ad una catapulta che lui stesso ha assemblato. Il drago colpisce la nave nemica, sfondandola in tutti i suoi ponti; tale è la sua forza di penetrazione che neppure la chiglia lo ferma. Gli spettri sono sballottati in tutte le direzioni, e molti di loro precipitano in mare. Questo causa un afflusso immediato di squali e coccodrilli oceanici, che strappano gambe e braccia ai non morti. Nulla possono viceversa contro l’armatura naturale dell’alieno verde; saggiamente gli girano alla larga. Poi Dragonfire sale sulla nave vichinga, accolto dall’acclamazione dei giovani licantropi, dei tre umani sognanti e dall’ululato del Lupo Nero. Il mare nero che li circonda non può però lasciarli perdere, e dice la sua. Oltre agli squali ed ai coccodrilli già visti, il drago e la sua squadra devono fare fronte a piovre colossali, pescispada volanti, granchi grandi come ruote d’auto. Uno solo di quei tentacoli potrebbe trascinare a fondo la nave già danneggiata. Dragonfire ne afferra uno in una stretta irresistibile. Più forte di qualsiasi piovra, l’alieno verde distrugge estrappa quell’arto colossale. Fulminatore rientra in gioco colpendo al volo i pericolosi pescispada. Kong e Ferox lo aiutano, impugnando spade e pugnali da pirati. Mario, Luigi e Francesca, i tre umani che dovevano rinsavire e sono rinsaviti, si occupano dei granchi, o almeno ci provano. Collaborazione: questo ci vuole. Nessuna volontà di distruggere per il gusto di farlo. Stanno lottando fianco a fianco con cinque ragazzi, più giovani di loro, ma decisamente ardimentosi. Clara, Rebecca, David, Pedro e Sonia si lavorano un altro grosso tentacolo. Neppure tutti assieme sono forti come Dragonfire, ma non desistono. Lupo Nero e Cyberdog, due canidi molti diversi per dimensioni e forza, agiscono in team per afferrare e sbattere fuori bordo i pescispada volanti che sfuggono ai mutanti di Evolution. Ferox abbatte la sua spada su un maxi granchio, che voleva assalire alle spalle Francesca. Mario e Luigi aiutano Rebecca e Sonia, in forma licantropica, a ributtare in mare frammenti ancora palpitanti di mostri non meglio identificati. Poi, all’improvviso come è iniziata, la battaglia tra Ordine e Caos si conclude. Una come tante, che però ha confermato che negli umani è quasi sempre possibile trovare una risposta operativa alle istanze nichiliste. Buon risveglio a tutti.

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