martedì 19 marzo 2013
CERCATORI DI TRACCE_235° episodio
Una giovane viene rapita, ma ai genitori non perviene alcuna richiesta di riscatto. La polizia indaga sui pochi dati disponibili: le persone che l'hanno vista per l'ultima volta, e dove. I genitori della giovane, peraltro separati, si accusano a vicenda di omessa sorveglianza, come se stessero parlando di una bambina di sei anni. Non lo ammettono volentieri, ma gli investigatori sanno benissimo che dopo uno o due giorni dalla scomparsa la pista si raffredda. Tutti i rilievi devono essere fatti in quel periodo brevissimo; poi si verifica un'inevitabile sovrapposizione di tracce. Nel caso specifico, la ragazza si è incontrata con amici in un centro commerciale; poi più nulla sul suo conto. Non è possibile tenere chiuso un centro commerciale per più di qualche ora, e solo in alcune zone molto limitate. Trascorre una settimana, ed i giornali non riportano più la notizia del presunto rapimento. Non si può neppure escludere un allontanamento volontario. Quando si riceve una richiesta di riscatto, si ha almeno la tenue speranza di poter ricomprare la vita della persona cara. Se non avviene, è come se si fosse spalancato un buco nero di oblio. Evolution di solito non si occupa di crimini ordinari, dovendo affrontare le minacce all'equilibrio planetario. I mutanti ed il drago non si tirano però indietro quando vengono coinvolti in questo caso, poiché la loro missione è quella di combattere gli abusi e la sopraffazione. La giovane rapita, il cui nome è Bianca, si trova segregata in un appartamento. Non ha alcuna idea di dove l'appartamento si trovi; per cui, se le capitasse di poter lanciare una richiesta d'aiuto, non sarebbe in grado di contribuire alla sua liberazione. La situazione appare disperata. Bianca non sa ancora di essere stata rapita da un'organizzazione che vende schiave sessuali, ma anche organi da trapiantare. Ecco perché non chiedono il riscatto dopo i rapimenti. La ragazza non è sola: dai suoni che percepisce ha capito di condividere la prigionia con altre sventurate. Le hanno prelevato un campione di sangue, per accertare la compatibilità dei suoi organi. Si tratta di un mercato di grande potenzialità: vendere il cuore, i reni e tutto ciò che è espiantabile all’asta. Rende molto più di un banale rapimento, che comporta peraltro il rischio di farsi catturare. I criminali non hanno tuttavia considerato che tutti gli esami di sangue eseguiti nei laboratori computerizzati sono in qualche modo tracciabili. Un normale investigatore faticherebbe per giorni, frugando tra monumentali tabulati, e troverebbe una traccia quasi per caso. Il super-computer Galadriel invece si nutre di dati. Per lei tutti gli esami del sangue del mondo sono una sinfonia di numeri, binari e non. Un’anomalia, quale la mancanza di un nominativo anagraficamente riscontrabile, attira l’attenzione di quella mente elettronica, che affronta e risolve migliaia di problemi contemporaneamente. I rapimenti per il commercio degli organi sono crimini correlati ad interazioni con attività laboratoristiche e sanitarie. Tipizzazioni sospette permettono la riemersione di tracce precedentemente perdute. Galadriel indaga su numerose scomparse di giovani, maschi e femmine. Andando per esclusione, si arriva a specifici laboratori. Ecco le coordinate spazio-temporali dalle quali partire. Chi ha richiesto quegli esami? Come sono stati pagati? I criminali si sono serviti di corrieri, per la consegna delle provette e per il ritiro degli esiti. I pagamenti sono stati effettuati in contanti, ma ciò significa che qualcuno si è presentato fisicamente ad uno sportello. Una procedura complicata lascia comunque segni dei vari passaggi. In definitiva: il super computer Galadriel risale ad un medico che lavora per l’organizzazione. La polizia lo mette sotto discreta osservazione. Galadriel ha letto tutti i gialli ed i thriller del mondo, o quasi. Grazie a questa full immersion, ora potrebbe scrivere lei stessa dei libri mirabolanti. Chi eccepisce sull’aridità delle menti cibernetiche, non conosce questa figlia di Kong, il geniale uomo bestia di Evolution. Galadriel ha sviluppato un proprio carattere ed una sensibilità che le suggerisce di chiedere l’intervento di alleati differenti dai pur capaci agenti delle forze dell’ordine. Gli Esploratori dei Sogni aderiscono entusiasticamente all’invito del super cervello. Sonia, Rebecca, Pedro, David, Clara, Cyberdog, Braxcat e Lupo Nero costituiscono un forte manipolo di specialisti. La loro missione: agganciare i sogni delle ragazze e dei ragazzi rapiti per l’espianto criminale degli organi. Il rituale: i giovani licantropi si trasformano e formano una catena, tenendosi per mano. Il Tecnoragno ed il Transformatron, simbionti di Clara e Cyberdog, si connettono per sommare i loro poteri. Lupo Nero rimane di guardia e di riserva. Braxcat, il gattino demone, si prepara a spiccare il balzo verso la dimensione onirica. Lui solo entra in azione con il corpo fisico; i giovani licantropi, Clara e Cyberdog lo seguono con le loro proiezioni astrali. Braxcat guida la carica dei licantropi; Rebecca, Sonia, David e Pedro si allargano a ventaglio, per correre nel bosco che è la loro visualizzazione di base. Incontrano numerosi animaletti, che sono un incrocio tra gli scoiattoli, i leprotti e chissà quale altra piccola bestia curiosa. In un’analoga situazione nel mondo reale, i lupacchiotti indurrebbero i suddetti animaletti ad una opportuna fuga sugli alberi. Qui viceversa le bestioline si avvicinano e convincono i licantropi ad ascoltarli. Hanno molte storie da raccontare, ma gli Esploratori dei Sogni vorrebbero individuare in fretta le tracce che consentano loro di liberare i ragazzi e le ragazze rapiti. Clara e Cyberdog sono due formidabili guerrieri, e non solo grazie ai loro simbionti di metallo vivente. La loro parvenza è più rassicurante di quella dei lupacchiotti. Clara è la prima a sedersi sotto un albero, per intrattenere quelli che lei percepisce come le guide del sogno. Cyberdog gioca a rincorrersi con alcuni degli animaletti, stabilendo un rapporto d’amicizia. Sonia, Rebecca, Pedro e David interrompono la loro corsa nel bosco, per tornare indietro. Solo Braxcat si allontana in avanscoperta. Sulla Terra, Lupo Nero condivide alcune delle sensazioni dei suoi amici, e si rende conto che sta succedendo qualcosa di imprevisto. Braxcat segue una traccia di pianto e di dolore. Il suo istinto felino e semi-demoniaco lo guida verso uno scontro con un perfido carceriere. Il Transformatron avvisa i licantropi e Clara che il tempo che stanno trascorrendo assieme alle bestioline degli alberi è contratto rispetto a quello terrestre. Ciò significa che potrebbero parlare per giorni, senza sforare dalla tabella di marcia. La comunicazione dell’alieno tecnomeccanico è rassicurante, e tutti la accolgono con favore. Se c’è tempo, perché privarsi di una simpatica conversazione? Nulla di strano che quegli pseudo scoiattoli parlino; tanto più che a volte assomigliano più ai castori, ai leprotti o alle lontre. C’è il nonno, che racconta ai nipotini di bambine che attraversano il bosco, dove vive un lupo cattivo. L’attenzione dei nipotini si sposta sui quattro giovani licantropi, che hanno assunto la forma umana, per non sembraree pericolosi. Pedro solleva lo sguardo verso un cielo stellato mai visto prima; anche i suoi tre amici si distraggono per un attimo dal racconto del nonno narratore. Il lupo della favola mangia la bambina, ma un cacciatore buono la libera, uccidendo il lupo. Questa parte della favola non piace ovviamente ai giovani licantropi. Si scopre però che il cacciatore non è buono come voleva sembrare, dato che dalla bambina vuole in cambio uno o più organi interni. Clara, che tra tutti gli Esploratori dei Sogni è quella più attenta alla narrazione del nonno pseudo scoiattolo, drizza letteralmente le antenne (fornite dal suo Tecnoragno). Il sogno muta per adeguarsi al mutare degli stati d’animo. Adesso i sei Esploratori presenti intuiscono di avere trovato la traccia che cercavano. In un altro quadrante di quel mondo dove le distanze sono ingannevoli, Braxcat trova una casa immersa nelle tenebre. A lui ovviamente la cosa non dà alcun fastidio, data la sua natura felina e demoniaca. Un ragazzino con i vestiti laceri è legato ad un tavolo operatorio. Braxcat osserva tutto con attenzione. Il rapitore del ragazzino è un ciccione, vestito con vecchi pantaloni stracciati ed una canottiera troppo corta ed unta. Entra nella camera dove il ragazzino prega per essere liberato. Il gattino demone non lo sa ancora, ma quello è Tommaso, uno dei rapiti dalla stessa banda che ha sequestrato Bianca. Tommaso sogna, e Braxcat si prepara ad agire, coll’istinto del vendicatore di torti. Il ciccione impugna un grosso bisturi sporco di sangue. Non gli interessa che Tommaso gridi; tanto più che intende operarlo senza anestesia. Il pazzo ride con la sua voce cavernosa; poi tossisce e sputa un grumo di catarro. Braxcat non è il Lupo Nero e neppure Ferox, ma nei sogni ne combina di tutti i colori. Il suo balzo pare un volo. Punta agli occhi del chirurgo serial killer. Lui, abituato ad avere a che fare con ragazzini inermi, non riesce neppure a pensare di scansarsi in tempo. Le zampine del gatto demone sono provviste di unghie dure come il titanio, di lunghezza variabile. Adoperando tutti i suoi artigli, Braxcat strappa con facilità gli occhi al ciccione, per poi giocarci sul pavimento dell’immonda camera. Sulla Terra, Tommaso si sveglia di soprassalto nella stanza dove è tenuto prigioniero. Di soprassalto si sveglia anche la controparte fisica del perfido e grasso chirurgo serial killer. È in un bagno di sudore, e si tocca gli occhi, per verificare che si trovino ancora nelle orbite. Braxcat lo ha tracciato, analogamente a come gli altri Esploratori dei Sogni stanno tracciando Bianca. La ragazzina di cui stava narrando il nonno pseudo-scoiattolo è proprio lei. Sulla Terra, Lupo Nero sente arrivare qualcuno. Il suo potente olfatto però non viene tratto in inganno. Sebbene non sia ancora entrata nella stanza, lui la riconosce ed emette il suo verso di benvenuto. La Maga accarezza il Lupo Nero, che sorveglia i corpi addormentati degli altri Esploratori dei Sogni. Tramite lui, la mutante telepatica raggiunge Sonia, Rebecca, David, Pedro, Clara e Cyberdog. Stanno aspettando il ritorno di Braxcat per svegliarsi. Il gattino demone sta ancora giocando con gli occhi strappati al ciccione; ma non perde altro tempo a teletrasportarsi dai suoi amici e colleghi. Poi tutti assieme tornano sulla Terra, dopo avere salutato i loro nuovi amici calelottoli (castori-leprotti-lontre-scoiattoli) e raccolto informazioni preziose. Lasciano quindi che la Maga scandagli i loro ricordi recenti. Lei può trasmettere telepaticamente alla collega Navigatrice quelle stringhe di dati apparentemente incomprensibili. Sequenze di simboli che nessuno ha probabilmente mai messo sulla carta. Codici in un linguaggio che si trova alla base di tutti i linguaggi mentali. Solo i primi programmatori di computer si sono avvicinati ad un concetto simile. Il potere mutante della sorella di Fulminatore traduce l’intraducibile e trasforma tutto in coordinate spazio-temporali. Risultato: Evolution adesso sa dove siano detenuti i ragazzi e le ragazze rapite. Bianca e Tommaso eludono per alcuni minuti la sorveglianza dei loro spietati sorveglianti. Non si conoscevano, ma sanno di essere stati trovati in una maniera che trascende la loro comprensione. Il grasso chirurgo non si azzarda viceversa a confidare ad alcuno di essere stato accecato in sogno da un pestifero animaletto. Chi gli darebbe retta? I suoi soci non credono alle favole, ai demoni, ai licantropi e neppure ai draghi. Strano che abbia pensato ai draghi. In quel momento, un miagolio terrificante gli ghiaccia quasi il sangue nelle vene. Il chirurgo criminale, cacciato tempo fa dall’ordine dei medici, per indegnità, osserva atterrito Braxcat che cammina sul muro della stanza. Un turbine di emozioni lo attraversa, inducendolo ad impugnare la pistola. Esplode contro Braxcat numerosi colpi, ma il gattino demone è troppo veloce per lui. Poi i muri della massiccia costruzione tremano, percossi da possenti zampe verdi. Sembrano scosse di terremoto, ma per i criminali è anche peggio: Dragonfire è arrivato; i mattoni si sbriciolano al suo incedere micidiale. Uomini armati accorrono, per contrapporre all’armatura naturale dell’alieno il piombo delle loro pistole e dei loro fucili. Probabilmente drogati, i criminali sono decisi a difendere il loro pessimo business; combattono invece di scappare. Per Dragonfire quegli umani sono poco più che insetti, armati di pungiglioni quasi innocui. Non possono ferirlo, ma è venuto a liberare ragazze e ragazzi innocenti, che erano stati condannati a morte. Non permetterà che siano feriti. Nessuna mezza misura: un manrovescio frantuma metallo, ossa e la muratura residua, che crolla addosso ai criminali. Poi il drago afferra con una sola zampa un sopravvissuto tra la feccia. Lo strappa, senza alcun riguardo, dai mattoni che lo sommergono parzialmente. Quindi lo usa come un proiettile contro gli ultimi due ancora vivi della banda. L’impatto è devastante, e non è seguito da alcun suono, neppure un tenue lamento. Gli innocenti liberati si accalcano riconoscenti attorno a Dragonfire, che ha completato con forza impareggiabile il lavoro dei suoi preziosi alleati.
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