venerdì 29 marzo 2013

LUPI CATTIVI E LUPI BUONI_237° episodio

Mattia ha quattro anni. Come quasi tutti i bambini della sua età è uno scatenato guastatore. Quasi sempre riesce a fare le cose di testa sua. Mamma e papà invitano Mattia a fare i compiti, a non lasciare in giro i giocattoli ed a lavarsi, ma lui preferisce guardare la tv. Quando era più piccolo, i genitori gli dicevano di fare il bravo, altrimenti sarebbe venuto il lupo cattivo a portarselo via. Mattia non ha mai creduto alle favole del lupo cattivo. Non ha mai visto lupi, ma solo grossi cani. Hanno un aspetto pericoloso, però è difficile credere che possano portarsi via "i bambini cattivi". Cosa se ne farebbe un "lupo cattivo" di un bambino altrettanto "cattivo"? I lupi cattivi esistono solo nelle fiabe. Per di più in quelle vecchie, dato che al giorno d'oggi i bambini devono guardarsi dai vampiri, dagli alieni e dai guerrieri assassini. Quella sera Mattia corre ed urla a più non posso; poi provoca involontariamente la caduta di un soprammobile che la mamma considerava prezioso. Il vetro si sparpaglia, dopo essersi frantumato oltre ogni possibilità di recupero. La mamma lo sgrida, pretendendo che lo faccia anche il papà, che invece preferirebbe continuare a seguire la partita di calcio in tv. Forse Mattia prova un senso di colpa, per aver distrutto quell'oggetto ridicolamente fragile. Forse è quello il motivo per il quale in sogno incontra per la prima volta il famoso "lupo cattivo". Preannuncia il suo arrivo con un assordante ululato. Poi si affaccia dalle finestre rivolte verso il giardino, e sogghigna mostrando i suoi lunghi denti gialli! Quel bestione oltre che ululare parla. Usa un tono di voce rauco, che suggerisce la pericolosità del personaggio. Mattia nel suo sogno si nasconde in un angolo, sperando che il lupo cattivo passi e vada via in fretta. Il bambino segue con lo sguardo il feroce animale che si avvia verso il bosco, ma non cammina come un lupo. Prima di scomparire nel buio, il lupo cattivo si volta verso Mattia, guardandolo con occhi che sembrano di fiamma. Un incubo del genere merita un risveglio in piena notte. In fondo se il sognatore ha quattro anni può permettersi di piangere e chiamare la mamma. Lei accorre prontamente per rassicurarlo con parole tipo: “è stato solo un brutto sogno” e “dormi che è tardi”. Il bambino non vuole riaddormentarsi per paura del lupo cattivo, ma la mamma deve a sua volta riposare, e torna a letto. Solo nella sua cameretta, Mattia vede occhi di brace in tutti gli angoli bui, e gli pare che la voce rauca del mostro gli sussurri nelle orecchie. Una brutta notte, passata con la faccia sotto le coperte, come se bastassero quelle per tenere lontano un animale che sbrana gli innocenti cerbiatti. Data la capacità di recupero dei bambini, il sole del mattino allontana quasi del tutto i brutti ricordi del pessimo incontro notturno. La giornata trascorre quindi normalmente, tra studio (poco) e giochi (molti). Al pomeriggio Mattia non ha voglia di fare i compiti, e la mamma gli grida dietro. Ricordandosi dell’incubo recente di suo figlio, evita di minacciarlo con: “guarda che chiamo il lupo cattivo”, oppure “vedrai che il lupo cattivo ti porta via”. La donna vuole educare il bambino, non stressarlo o terrorizzarlo. Quella notte, Mattia sogna di giocare a nascondino con i suoi amici. Si trovano in campagna, vicino ad una bella casetta rassicurante. Il sole splende nel cielo, solcato da uccellini intenti a cinguettare. Il sogno del bambino è ricco di tinte pastello, con tanti particolari tipo i vasi di fiori sulle finestre ed i gattini che prendono il sole. Uno di essi miagola in maniera strana, ma Mattia sta giocando, non studiando il linguaggio dei gatti. Marmocchi di quell’età giocano fino allo sfinimento da svegli e, quando dormono, riprendono a correre e saltare. È una cosa buona, ma non fanno caso al trascorrere del tempo, che nei sogni è quanto mai ingannevole. In quello stato dell’esistenza si fa presto a passare da un pomeriggio di sole al crepuscolo ventoso. Uno dei gattini, che stavano sdraiati al sole, adesso cammina sui muri della casa dai colori pastello. Per lui è normale farlo non solo nella dimensione onirica, ma anche nella nostra realtà. Lui è Braxcat, araldo del demone Braxal. Mezzo gattino, mezzo demone lui stesso. Membro degli Esploratori dei Sogni, il gattino entra ed esce da quel reame con il suo corpo fisico, senza doversi prima addormentare. Un ululato poco rassicurante giunge dal vicino bosco. Il lupo cattivo non si vede, ma Mattia immagina che quel mostro sia velocissimo. Chiama a sé i suoi amici, invitandoli a smettere di correre in giro. Meglio entrare in casa, prima che il lupo arrivi. I suoi amici però lo prendono in giro, accusandolo di essere solo un bambino. A quattro anni siamo bambini, ma si sta sviluppando in noi il convincimento di essere quasi grandi. Quando uno non porta più il pannolino, non è più un bambino, o no? Poi all’improvviso il lupo cattivo arriva. Balzando per molti metri alla volta, il temuto animale atterra in mezzo ai marmocchi. Li squadra uno a uno, poi ne afferra uno e scappa. Adesso corre sulle zampe posteriori, per poter tenere tra le braccia la sua preda. Mattia trema e piange per il nuovo incubo. Braxcat, che ha seguito tutta la scena, emette uno dei suoi lancinanti miagolii, che costringono il sogno ad implodere. Quando il bambino si sveglia, il sole del mattino entra nella camera. Prova una sorta di disagio, ma non ricorda bene perché. Al di là del vetro della finestra, Braxcat lo osserva con attenzione. Poi in gattino demone apre un portale verso la dimensione dei sogni; vuole seguire le tracce del lupo cattivo, che ha rapito l’amico di Mattia. A molti è capitato di riaddormentarsi, cercando di riprendere un sogno interrotto. Difficile a farsi, forse addirittura impossibile. Questo perché non disponiamo dei poteri del gatto demone, che si tuffa nella dimensione onirica come un pesce che scenda lungo una cascata. Un altro componente degli Esploratori dei Sogni seguirà Mattia durante il giorno. Cyberdog è un cane di piccola taglia, un tempo maltrattato da tutti; ma ciò accadeva prima che il Transformatron diventasse il suo simbionte. Da allora Cyberdog è un cagnolino cibernetico, dotato di poteri riconducibili all’alieno tecnomeccanico che ha fuso il suo metallo duro come il titanio con la biomassa del simpatico quadrupede. Il Transformatron dispone di sensori sconosciuti alla scienza umana. Grazie ad essi, Cyberdog non perde di vista Mattia, neppure quando il bambino si reca a scuola. L’imprevisto arriva da un troppo intraprendente accalappiacani, che si mette in testa di portare il cagnolino cibernetico nel canile comunale. Cyberdog potrebbe sfuggirgli facilmente, arrampicandosi sui muri delle case, grazie alle unghie di metallo durissimo fornite dal suo simbionte. Per evitare un’eccessiva teatralità, interviene Clara, che convince l’accalappiacani di essere la padrona del cagnetto. Anche Clara, come Cyberdog, è simbiotica con un alieno di metallo vivente. Il suo si chiama Tecnoragno, ed è “figlio” del Transformatron. Clara mette il guinzaglio a Cyberdog, per indurre l’accalappiacani ad allontanarsi. Poi decide di partecipare anche lei alla nuova missione del gruppo. Nella dimensione onirica, Braxcat ha fatto quello che si era ripromesso: sta seguendo il lupo cattivo. Si tratta in realtà di uno tra i tanti mutaforma che abitano quello stato dell’esistenza. Esseri costituiti da una specie di ectoplasma, che si divertono a produrre incubi. In realtà lo fanno per nutrirsi delle emozioni dei dormienti. Al gattino demone la cosa non interessa. La sua mente non è più quella di un semplice gatto, ma il demone Braxal non ha certo inteso fornirgliene una umana. Braxcat è un araldo efficiente ed un ancora più capace cercatore di tracce, in un contesto a dir poco nebuloso. A lui quel lupo cattivo non piace. Ecco perché gli balza sulla schiena, graffiandolo a fondo. Il mutaforma non sanguina, ma prova a suo modo dolore. La sorpresa lo induce a mollare il bambino che aveva rapito. Poi cerca di azzannare Braxcat, che però è troppo veloce per quello pseudo predatore dei boschi. Il lupo cattivo non intende farsi mettere sotto dallo strano aggressore, e gli corre dietro ululando. In una frazione di secondo, il gatto demone gli scompare sotto il naso, ritornando sulla Terra. Il suo attacco è bastato ad interrompere l’incubo del bambino rapito dal lupo cattivo. Si sveglia un po’ trafelato, ma è sfuggito alle grinfie del mostro notturno. Lui, il lupo cattivo, smette di ululare, ma emette suoni di minaccia simili a brontolii di stomaco. Quel mutaforma del regno dei sogni ha interpretato diversi ruoli. Si è finto un conoscente che non incontravamo da anni. Lo abbiamo visto nelle vesti di un genitore morto, in versione giovanile; in quell’occasione eravamo più giovani anche noi. Regressioni: cosa sarebbe la dimensione onirica senza di esse. Simbolismi: ci hanno scritto montagne di libri. Quanti mutaforma lavorano su questo palcoscenico grande come il territorio della notte sulla Terra? Questo mutaforma però si è specializzato come lupo cattivo. Gli piace terrorizzare i piccoli umani, facendo sì che si sveglino piangendo. Adesso però è molto irritato dallo show di Braxcat, che lo ha preso in giro. Si ripromette che Mattia la pagherà cara, dato che sa dove trovarlo. Così accade che il bambino protagonista di questa storia si addormenti placidamente, non sapendo dell’agguato che lo attende oltre la soglia. Cappuccetto Rosso è una bambina di altri tempi, che si reca sovente a far visita alla nonna. Una donna anziana che abiti in un bosco non stupisce Mattia, che ricorda di aver già sentito parlare di questa storia. Il sogno funziona come una trappola, solo se all’inizio non allarma il sognatore. Cappuccetto Rosso chiede a Mattia di accompagnarla, e lui acconsente. Un bosco con alberi ben distanziati, funghi di tutti i colori, scoiattoli e fatine volanti. In una radura, la casa di tronchi d’albero della nonna. Dal camino esce un fumo bianco, che sparge attorno un buon odore di dolci fatti in casa. La casa è molto accogliente, e molto più grande all'interno di quel che sembrava all'esterno. Al posto della nonna però c’è una specie di lupaccio che cammina sulle zampe posteriori. Cappuccetto Rosso non se ne accorge, allarmando Mattia, che cerca di farle notare che quella non è la nonna. All’improvviso, la bambina spalanca gli occhi, e si avvicina a Mattia. Poi tutti e due scappano via. Attraversano la radura correndo, ma il lupo cattivo li insegue. Ulula per farli spaventare, riuscendoci benissimo. Quando le sue fauci bavose sono prossime a mordere i piccoli polpacci del bambino, entra in scena il Lupo Nero. Trasportato in quello specifico sogno da Braxcat, suo collega negli Esploratori dei Sogni, il lupo demone assale il lupo cattivo, sbattendolo a terra. Due grossi animali armati di zanne bavose si scambiano morsi tremendi. Il lupo cattivo ha rinunciato alla sue forma umanoide, per poter combattere contro quella furia nera. Ringhi rabbiosi, attacchi, ritirate strategiche, contrattacchi; i due avversari sembrano alla pari, ma solo per i primi minuti. Poi il Lupo Nero, che ha combattuto contro mostri molti più grossi del lupo cattivo, lo afferra per una zampa, con le sue mascelle micidiali. Lo scuote come farebbe un gatto con un topo, ed infine lo scaglia lontano. Il Lupo Nero ulula al cielo del mondo dei sogni la sua vittoria sul lupo cattivo. Il mutaforma acciaccato decide allora di scomparire; essendo questo un potere innato in tutte le creature pseudo-ectoplasmiche della dimensione onirica. Prima di tornare al suo corpo che dorme sulla Terra, il Lupo Nero si avvicina al piccolo Mattia, per toccarlo con il suo grosso naso sulla fronte: una specie di bacio lupesco. Nella casa dei licantropi, Clara e Cyberdog sorvegliano e proteggono i corpi dei colleghi in missione. Rebecca e Sonia subentrano al Lupo Nero. Assieme a Cappuccetto Rosso trovano la nonna, che non era stata divorata dal lupo cattivo; quindi salutano lei e la nipote, poi si allontanano. Le due giovani mannare in forma umana fanno da scorta a Mattia, caso mai il sogno riservasse qualche altra sorpresa. Ed in effetti alcuni loschi individui sbucano da angoli bui e da buchi sotto le rocce. La situazione è molto confusa, come è normale che siano i sogni. Rebecca e Sonia mutano subito nelle loro forme licantropiche da battaglia, per fermare i nuovi arrivati. Mattia si mostra molto coraggioso, avendo capito la differenza tra i lupi buoni ed i lupi cattivi. Le due lupacchiotte percuotono, graffiano e mordono i loro nemici, che non sono all’altezza di quello scontro. Sono stati mandati allo sbaraglio dal lupo cattivo, che adesso fronteggia il bambino; ma Mattia non si spaventa più come una volta. Gli Esploratori dei Sogni non sono dilettanti, nonostante la giovane età. Ecco perché David e Pedro si erano nascosti, e adesso attaccano il malvagio mutaforma, che ancora risente delle botte prese dal Lupo Nero. A questo punto, Mattia non solo non piange, ma addirittura ride; e ridendo si sveglia nella sua cameretta. Non vede l’ora di raccontare tutto alla mamma, ma capisce quasi subito che, essendo un’adulta, non gli crede. Lei è però rassicurata che gli incubi non turbino più il suo bambino; ma non sa quanto sia reale l’incubo chiamato “lupo cattivo”. Quando la mamma esce, Mattia apre la finestra per fare entrare i suoi nuovi amici Cyberdog e Braxcat. Il cagnolino cibernetico ed il gatto demone sostavano comodamente aggrappati alla parete esterna del palazzo, a cinque piani d’altezza. In fondo anche loro hanno bisogno ogni tanto di un brivido di realtà.

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