mercoledì 3 aprile 2013

CLOROFORMATORI_238° episodio

Quando i terrestri parlano di "mondo" intendono il loro pianeta, che è piccolo anche all'interno del sistema solare. Sono stati fatti tentativi di raggiungere la Luna, che si è rivelata un obiettivo raggiungibile. La Luna è però solo un satellite che orbita attorno alla Terra, non un pianeta. Pianeti simili alla Terra, nelle orbite limitrofe, più vicina e più lontana dal Sole, sarebbero bersagli più interessanti. Sfortunatamente la scienza dei terrestri si è evoluta più nel campo delle armi di distruzione di massa, che nel campo dei viaggi interplanetari. Molti terrestri sono convinti di essere soli nell'Universo. Non sanno spiegarsi l'esistenza di Dragonfire, ma sono tanti i cervellini che nelle incongruenze ci sguazzano. La Terra ospita la vita da miliardi di anni. In un periodo di tempo di tale ampiezza un numero enorme di extraterrestri è arrivato e ripartito. Molte razze interplanetarie sanno della nostra civiltà, ma non ci ritengono all'altezza di commerciare con loro. Ci osservano, ma non hanno alcuna intenzione di sprecare le loro energie con popoli litigiosi per il gusto di esserlo. Le grandi razze della Galassia abitano numerosi mondi, in diversi sistemi stellari. Difficile per loro immaginare che una razza intelligente non riesca ad abolire le barriere nazionali e le guerre. Questi sono gli extraterrestri che potremmo definire "progressisti". Non esportano la democrazia, ma si occupano di trattare con loro pari, non con noi. Gli sprovveduti si chiedono se gli extraterrestri siano buoni o cattivi. Come se gli extraterrestri appartenessero ad una sola razza o etnia. La cosa peggiore che ci possa capitare è viceversa di trovarci sulla strada di alieni che potremmo definire imperialisti. I rettili sono molto diffusi nell'Universo, per la loro forza ed il loro carattere indomabile. Ci sono tante altre forme di vita intelligente, più avanzate tecnologicamente di noi. Amebe, ragni, insetti, granchi, serpenti, piovre e draghi, per citarne alcune. Quelli che si stanno avvicinando pericolosamente alla Terra sono dotati di scheletro interno e corazza esterna. Zampe da ragno o insetto, e tentacoli da piovra. Antenne da aragosta ed un sistema di respirazione completamente alieno, dato che il loro pianeta d'origine ha un'atmosfera molto diversa dalla nostra. A metà del secolo scorso, scrittori di fantascienza immaginarono la colonizzazione terrestre di mondi vicini e lontani. In quel periodo l’evoluzione tecnologica, anche riconducibile al conflitto planetario appena concluso, pareva dovesse procedere a grandi passi e senza intoppi. Gli scrittori di fantascienza non erano dei pazzi visionari, bensì gente abbastanza preparata. Alcuni di loro teorizzarono la terraformazione. In sintesi: adattare un mondo alle nostre esigenze, a partire dall’atmosfera. Purtroppo per noi, le astronavi che si avvicinano alla Terra trasportano mostri che vorrebbero adattare il nostro mondo alle loro esigenze. I terraformatori fantascientifici non andavano troppo per il sottile: i loro eroi liberavano quantità smisurate di azoto ed ossigeno, non tenendo in alcuna considerazioni le specie viventi del pianeta terraformato. In quel periodo storico, gli umani si sentivano padroni dell’Universo, chissà perché. Noi ci siamo fermati ai romanzi, mentre quelli che arrivano sono andati ben oltre. Chiameremo il loro pianeta madre Azirlain: questa è la migliore traduzione che riusciremo ad ottenere. I mostri in arrivo sono un mix tra tutto quel che ci ispira ribrezzo, emettono suoni che potrebbero essere parole, ma non intendono concederci il lusso di imparare la loro lingua. La azirlain-formazione consisterebbe nel saturare l’atmosfera terrestre con cloro ed altri gas per noi velenosi. Se qualcuno pensasse alle enormi difficoltà tecnologiche derivanti dalla cloroformazione, consideri che i mostri spaziali lo hanno già fatto, su pianeti molto più grossi del nostro. Non attraversano distanze per noi inimmaginabili trascinandosi dietro super-vagoni pieni di gas velenosissimi. Purtroppo per noi dispongono di una scienza alchemica, la cui esistenza farebbe impazzire tutti i chimici umani, se lo sapessero. La nostra alchimia medievale si è trasformata in chimica; la loro si è evoluta in trasmutazione atomica. Prima che inizi la battaglia spaziale per la sopravvivenza della specie umana, abbiamo solo il tempo di chiederci per quale motivo questi alieni assassini siano diretti verso la Terra. La nostra scarsa importanza nell’equilibrio cosmico dovrebbe in effetti proteggerci. Ci sono sulla Terra tanti piccoli paesini che quasi nessuno conosce, dato che si trovano lontani dalle autostrade e dalle ferrovie. Questa è l’analogia che dovrebbe essere, ma non è. Gli abitanti di Azirlain in realtà non sono diretti verso la Terra, ma passano da queste parti e non intendono sprecare l’occasione per cloroformare anche il nostro pianetino. Il Prisma Cosmico è al corrente di tutto ciò e di molto altro. I suoi schemi di pensiero trascendono la mortalità in maniera totale e pressoché incomprensibile. Il Prisma Cosmico osserva da parecchio l’operato di Evolution, sentendo nei confronti dei mutanti e del drago un’affinità ideale. Per essendo un’entità non organica che opera su livelli di potere e di conoscenza immensi, non vuole che le forme di vita difese dai super-eroi di Evolution siano avvelenate dagli abitatori di Azirlain. Il Prisma Cosmico, per il quale il tempo non è un fiume che scorre bensì una pianura infinita, vede contestualmente il passato ed i possibili futuri. Anche in occasione dell’imminente conflitto con i cloroformatori, il ruolo del drago di Evolution sarà fondamentale. Il Prisma Cosmico contatta il dottor Occulto, che dispone di doti psioniche e magiche che lo rendono insostituibile come guida sul campo dei difensori del pianeta Terra. Il più potente telepate del pianeta incontra il Prisma Cosmico sul piano astrale. La comunicazione non è verbale, e il dottor Occulto assorbe la pessima notizia. Si rende necessario intercettare i mostri prima che sbarchino sulla Terra. Sarebbe disastroso combatterli in mezzo agli umani, nelle città ed in ogni altro luogo popolato. Le astronavi di Azirlain sono centinaia, perché quel popolo di distruttori attraversa lo Spazio come uno sciame di cavallette. La loro colonizzazione è doppiamente disdicevole perché, dopo avere sterminato gli autoctoni, si stancano quasi subito del mondo che hanno cloroformato, e ripartono. Ecco perché le loro astronavi sono dei planetoidi di pietra e di metallo. Invece di assemblare integralmente i loro immensi mezzi di trasporto, scavano all’interno di grossi asteroidi, adattandoli ai loro scopi spaventosi. La loro flotta assomiglia ad uno sciame di planetoidi. Proprio adesso gli osservatori terrestri si accorgono del loro avvicinamento. Subito si scatena l’allarme, giacché la psicosi della meteora che potrebbe distruggere la vita sulla Terra si è radicata nell’inconscio collettivo. L’unica buona notizia per noi è che solo una delle immense navi spaziali è diretta verso il nostro pianeta. Le altre passano oltre. Nessuna potenza militare terrestre è ovviamente in grado di inviare contro il planetoide letale un’astronave da guerra o una salva di super-missili. Neppure il genio di Kong ha concepito una contromisura adeguata. Però lo stesso uomo bestia di Evolution trova la soluzione: teletrasportarsi all’interno del planetoide grazie al portale dei worm holes. Non si tratta di un teletrasporto basato sulla disintegrazione e sulla reintegrazione. È piuttosto un viaggio subspaziale attraverso uno degli innumerevoli buchi o cunicoli, che fanno pensare agli scavi di vermi cosmici grandi come treni, se non come corazzate. Robokiller è un grosso automa che ha sviluppato una coscienza di sé più che sufficiente ad esistere senza bisogno di qualcuno che gli ordini cosa fare. Lo stesso dicasi per Black Dragon, costruito a somiglianza di Dragonfire, a parte il colore. Robokiller e Black Dragon hanno propri interessi intellettuali ed esistenziali, come dovrebbero averli tutti gli esseri umani. Dragonfire trova Black Dragon grazie alle indicazioni della Navigatrice. L’incontro tra i due colossi gratifica entrambi, sebbene le emozioni dell’automa assomiglino più che altro ad una calda pulsazione che attraversa il suo processore elettronico. La Navigatrice fornisce a Kong e Fulminatore le coordinate per rintracciare anche Robokiller. Lo trovano impegnato in una battaglia solitaria contro la soldataglia di un piccolo dittatore e narcotrafficante di successo. Robokiller combatte per difendere gli indigeni dai soprusi dei mercenari, che vorrebbero scacciarli dalle loro terre. I fucili mitragliatori possono scalfire leggermente la sua armatura, che però si ripara da sola velocemente. Quando Kong e Fulminatore arrivano in volo con i loro craft antigravitazionali, la feccia umana sta per colpire Robokiller con un cannone. Fulminatore anticipa la loro mossa scaricando sul pezzo d’artiglieria una saetta rossastra, che rende inservibile l’arma e scaglia lontano i serventi. Kong interviene fisicamente nello scontro percuotendo le dure teste dei mercenari. Robokiller apprezza l’aiuto, e spazza via i pochi nemici rimasti in piedi. Quando l’uomo bestia ed il mutante elettrico gli spiegano per quale motivo lo hanno cercato, Robokiller accetta di partecipare ad una battaglia di importanza capitale per l’intero pianeta. Black Dragon e Robokiller, essendo fatti di metallo, vengono teletrasportati per primi in un ambiente che secondo le previsioni è saturo di cloro. I due non respirano, quindi non ne risentono. Non trascorrono due secondi dal loro arrivo sull’astronave aliena che una torma di mostri, vagamente insettoidi, piove loro addosso. I corridoi del veicolo spaziale sono molto ampi; ciò aiuta Robokiller e Black Dragon a muoversi agevolmente nonostante le loro dimensioni. Dragonfire ovviamente non intende perdersi il primo scontro con gli invasori. Ricevuti i dati sulla consistenza dell’atmosfera interna, Kong fornisce al drago un supporto respiratorio esterno, per evitare che debba trattenere il fiato per un tempo troppo lungo anche per lui. Gli alieni provenienti da Azirlain sono un mix micidiale tra vertebrati ed invertebrati. Sulla Terra peserebbero circa duecento chili; sulla loro astronave la gravità artificiale è leggermente inferiore. Non sono completamente coperti da un’armatura naturale, di colore nero, perché i tentacoli pretendono un loro spazio di manovra. Dragonfire si tuffa nella moltitudine aliena, colpendo con pugni che frantumano le corazze come uova di cioccolata. Black Dragon e Robokiller accorrono al suo fianco, coprendogli contemporaneamente le spalle. Gli alieni cloroformatori sono molto tenaci, ma possono opporre solo il numero alla super-forza ed alla quasi invulnerabilità dei nuovi arrivati. Tentacoli avvolgono Dragonfire, cercando di rallentarlo; ma lui risponde strappandoli dal corpo, o spezzandoli in due. Gli alieni sono mostruosi, secondi i canoni terrestri, ma conoscono il dolore. Versano abbondantemente un sangue nerastro, che rende appiccicosa la pavimentazione. Il dottor Occulto segue telepaticamente lo scontro. Solo il suo grande potere, coadiuvato dalle allieve Maga, Nancy e Navigatrice, può trascendere la grande distanza che separa il planetoide degli Azirlain dalla Terra. Il Prisma Cosmico, non visto e non avvertito dagli invasori, segue tutte le fasi della battaglia. Adesso è il turno di Kong, Fulminatore e Ferox, che devono sfruttare a loro favore il diversivo fornito da Dragonfire, Black Dragon e Robokiller. Per potersi muovere in un ambiente saturo di gas velenosi, i tre mutanti dispongono di campi di forza portatili. In questo modo sono in grado di muoversi più agevolmente che se indossassero una tuta spaziale. Il loro obiettivo è il centro nevralgico dell’astronave. Non indifferente è l’aiuto che giunge dal Prisma Cosmico, giacché la tecnologia dell’immensa struttura sarebbe troppo aliena per qualunque terrestre. Kong, Fulminatore e Ferox vengono teletrasportati a pochi metri dalla sala controllo, nella quale irrompono senza perdere tempo. Ferox dimostra che i suoi artigli sanno trovare il punto debole anche in quei corpi decisamente alieni. Agitano pericolosamente tentacoli e chele, ma lei li schiva facilmente. A Kong basta la forza bruta e la tecnica di combattimento. Contro Fulminatore gli alieni impugnano le armi, ma le saette del mutante si dimostrano più veloci. Sull’altro fronte, Dragonfire e Black Dragon, circondati, scatenano le loro fiamme interne. Robokiller si unisce agli alleati con le numerose armi della sua pesante e super tecnologica armatura. La fiamma del drago di Evolution divora letteralmente il metallo e la pietra del planetoide. La reazione a catena è quasi inarrestabile, per cui i tre super-eroi, compiuta la loro missione, si tuffano in un portale attivato dal teletrasportatore della Vae Victis. Sulla postazione di comando, Kong è affascinato dalle macchine sorprendenti che vede. Purtroppo il tempo stringe. La donna leopardo e l’uomo bestia rischiano di essere accerchiati. Il mutante elettrico allora colpisce con tutta la sua energia il computer di bordo, che reagisce come qualunque macchina elettronica colpita da un fulmine. Sistemi molto sofisticati cercano di resistere alla distruzione del software e dell’hardware. L’astronave potrebbe anche sopravvivere se al suo interno non fosse stata attivata una fornace che si comporta come fosse antimateria. In un disastro crescente, il teletrasportatore della Vae Victis afferra al volo anche Ferox, Fulminatore e Kong, e li porta via.

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