venerdì 19 aprile 2013
DILETTANTI NEL BENE E NEL MALE_241° episodio
Una maratona che ha luogo in una grande città. Alcuni corrono per vincere, ma sono pochi. La maggior parte dei presenti si accontenta di partecipare alla festa popolare. Decine di migliaia di iscritti, con un folto pubblico che li incita. Arrivare alla fine del percorso di oltre quarantadue chilometri è più difficile del previsto, ma chi non ci riesce non si abbatte. Riproverà la prossima volta. Per taluni la maratona è uno stupido modo di trascorrere ore arrancando faticosamente. Tutti hanno diritto ad un'opinione; sarebbe però il caso che i non interessati mostrassero rispetto per le cose che non capiscono. Sfortunatamente ci sono anche dei pazzi che colgono l'occasione della maratona per fare terrorismo. Nonostante ci siano tanti poliziotti lungo il percorso della maratona, quasi tutti i presenti hanno uno zainetto, nel quale potrebbe essere nascosto un ordigno. Cosa fare allora? Perquisire decine di migliaia di persone? Quanti poliziotti servirebbero? Sarebbero più utili dei cani, in grado di fiutare la polvere da sparo o altri esplosivi. Le autorità in realtà sperano che il dispiegamento di mezzi scoraggi i terroristi dal provarci. Quel giorno le cose vanno diversamente. Ciò che è stato fatto dai criminali diventa chiaro quando due ordigni esplodono tra gli spettatori della maratona. Tre persone muoiono sul colpo, e centinaia rimangono ferite. Il fatto che siano stati tutti gambizzati fa pensare a bombe posizionate in basso. Gli investigatori trovano infatti i resti di due pentole a pressione, che frantumandosi hanno scagliato attorno frammenti di metallo e chiodi. La prima cosa da escludere è che si tratti di quel terrorismo internazionale, che in passato ha massacrato migliaia di persone in tre attentati consecutivi e coordinati. Gli investigatori tirano quasi un sospiro di sollievo quando si scopre che con buona probabilità i delinquenti sono dei pazzi locali. Molto meno virulenti di chi sia in grado di dirottare aerei di linea, per abbattere grattacieli! L’attentato alla maratona colpisce in modo diverso la cittadinanza, suscitando emozioni che vanno dalla tristezza alla rabbia. Una persona tra tutte però decide di non limitarsi agli stati d’animo ed all’attesa, ma decide sia il momento di agire! Era dai tempi delle letture giovanili dei fumetti che voleva farlo. Lia è una madre di famiglia, con un marito, un figlio ed un gatto. I super-eroi dei fumetti se si sposano lo fanno con altri super-eroi, perché è difficile spiegare al marito o alla moglie le ronde notturne, a caccia di criminali. Lei invece, l’aspirante giustiziera, deve per prima cosa mandare a dormire il marito, raccontandogli di dover terminare un non meglio specificato “lavoro”. Poi deve dare da mangiare al gatto, per evitare che si metta a miagolare durante la notte. Per quanto riguarda il figlio, torna a casa quando vuole; quindi la giustiziera non può passare dalle scale, per non rischiare di incontrarlo quando esce in missione. Del resto, si è mai visto un super-eroe che entri in azione scendendo in strada coll’ascensore? Non deve farsi fermare dalle piccole difficoltà. Non dispone di una caverna, dove organizzare la sua lotta al crimine; quindi deve improvvisare. Il costume da ninja, che da tempo giace nascosto in un armadio secondario, chiede di essere indossato. Un ultimo sguardo in giro, per assicurarsi che nessuno la veda, poi la trasformazione. Indossare quel costume non è facilissimo e neppure veloce. Forse è per questo che i super-eroi dei fumetti nascondono il costume sotto gli abiti civili. Chissà che caldo d’estate! Adesso che Lia sembra un ninja, dovrebbe trovare il coraggio di saltare dal balcone, per atterrare sull’albero che si trova quattro piani più in basso. Ma è meglio rinviare a quando sarà più rodata. Il costume è un po’ stretto, e sarebbe meglio non spiaccicarsi sull’asfalto all’inizio della prima missione. La cosa più intelligente da fare è: uscire di casa in borghese, salire in auto, e cambiarsi prima di iniziare la missione vera e propria. L’auto è quella che è. Annotazione: ci vorrebbe una macchina personalizzata, tipo batmobile! I ninja in Giappone non circolavano in auto, ma solo perché non le avevano ancora inventate. Una ninja moderna necessita di un mezzo di trasporto a motore, data la vastità del territorio da perlustrare. La polizia sta lavorando giorno e notte per stanare chi ha collocato le pentole esplosive. Sarebbe come cercare un ago in un pagliaio, se non ci fossero le telecamere di sorveglianza. Lia non ha super-poteri, ma è una specie di hacker. Ha lavorato duramente per trovare una pista, ed ora intende piombare sui criminali prima dei poliziotti. I super-eroi fanno sempre così. Immagina i titoli dei giornali, dedicati alla sua prima missione: “Il misterioso giustiziere ninja sbaraglia rete terroristica”. L’auto di Lia si ferma in un quartiere popolato da immigrati. I sospettati abitano nell’ultima casa, in fondo ad una via chiusa. Il buio favorisce i guerrieri ninja, sempre ammesso che non inciampino in biciclette o in giocattoli abbandonati da bambini dispettosi. Lia fa molta attenzione, mentre cammina tenendo davanti a sé il suo bokken di legno di ciliegio. Pensa che, dovessero fermarla i poliziotti, sarebbe più complicato giustificare la detenzione di una katana affilata. Si guarda attorno: la strada è deserta; la gente dorme, perché domani dovrà svegliarsi presto per andare a lavorare. Lia non si accorge però di essere seguita con attenzione da una figura più tonica, snella e dinamica. Il super-computer Galadriel, che segue tutti i casi della polizia della nazione, si è accorto dell’intromissione di un hacker abbastanza maldestro (Lia) nella banca dati delle telecamere di sorveglianza. Ha quindi allertato un alleato di Evolution, che guarda caso è un vero ninja. Il Ninja Grigio è appostato a pochi metri da quello strano ninja grasso, e lo guarda con curiosità ed apprensione. Chi è stato a preparare le bombe ed a collocarle? Si tratta di due profughi, appartenenti ad una etnia oppressa in patria, che per motivi sconosciuti hanno deciso di prendersela con il paese che li accolse. Strappati alla miseria, ringraziano seminando la morte in nome di ideali confusi; ma si sa che i terroristi non sono esattamente dei miracoli di correttezza e logica. Trattasi di due fratelli, già sorvegliati in patria per comportamenti sovversivi. Gli investigatori di quel paese segnalarono a quelli di questo la pericolosità dei soggetti. Peccato che il messaggio venne sottovalutato. Avere polizie locali e federali non sempre aiuta ad indagare. Più spesso chi ne trae vantaggio sono i burocrati fastidiosi ed inconcludenti. Adesso il ninja grasso si prepara ad irrompere nella casa dei teppisti, certo di coglierli di sorpresa. Il Ninja Grigio però entra per primo, dal finestrino della soffitta. Da lì, scende senza produrre alcun rumore. Potrebbe assalire i due terroristi, brandendo la sua katana assetata di sangue e di forza vitale. Ciò che lo ferma è la curiosità di vedere all’opera quello strano ed inconsapevole emulatore. Per prima cosa deve evitare che lo accolgano a fucilate. Crea quindi una diversione, rovesciando una sedia in un locale del primo piano. I teppisti, che si trovano sotto, salgono velocemente le scale, armati e pronti a sparare. Non sapendo di aver rischiato di essere impallinato, in ninja grasso rompe per entrare il vetro della porta esterna. I criminali intanto fronteggiano il Ninja Grigio e gli sparano con le loro pistole. Lo spazio ridotto delle scale e del corridoio del primo piano dovrebbero avvantaggiarli, ma non è così. Il costume del guerriero delle ombre pare essere una cosa sola con il buio, e non è facile prenderlo di mira. Lui però li vede benissimo, e con un calcio spedisce il più giovane giù dalle scale. Lo ha affidato alle cure del ninja grasso, come farebbe una mamma orca che spingesse verso il suo piccolino una foca ferita. Il fratello più grande e più pericoloso è ancora armato, ma per poco. Con una mossa velocissima, il Ninja Grigio lo priva della pistola. Il tizio tuttavia gli salta addosso, come se il suo passato da pugile dilettante potesse garantirgli qualche possibilità di successo. Il Ninja Grigio schiva con facilità le grossolane mosse di uno che pensa che i muscoli delle spalle, da soli, gli possano dare la vittoria. Al piano di sotto, Lia camuffata da ninja passa all’azione che attendeva da una vita. Un bokken può essere talmente pericoloso che gli atleti di kendo hanno smesso di usarlo negli allenamenti. Il ninja grasso percuote sulle spalle e sulla schiena il giovane e stupido terrorista straniero. Lui si è sempre visto come un liberatore di popoli, ma adesso le sta prendendo da un tizio mascherato, che ha invaso casa sua. Dato che la porta è rimasta aperta, il terrorista scappa all’esterno, per evitare di farsi rompere la testa a bastonate. Sarebbe una fine poco onorevole per un aspirante nemico pubblico numero uno. Il fratello invece non molla; riesce tuttavia solo a prendere in pochi minuti più botte che in tutta la sua carriera pugilistica da dilettante. Così come il fratello più giovane è corso fuori dalla finestra, il fratello più vecchio si lancia dalla finestra. Si tratta di un volo di pochi metri, con atterraggio in un prato. Poi, dimenticando tutte le missioni di morte che avrebbe voluto realizzare, si precipita verso un vicino bosco. Il ninja grasso, preso dall’euforia dell’inaspettata vittoria, si è già lanciato all’inseguimento del giovane, per catturarlo come farebbe ogni super-eroe che si rispetti. Dopo un centinaio di metri però il ninja grasso si rende conto che la sua “vittima” è più snella e veloce. La vita sedentaria ed i troppi manicaretti presentano il conto a Lia, che non correva così dall’età di dodici anni, alcuni decenni or sono! L’ex pugile è più allenato e veloce del fratello, ma il Ninja Grigio lo raggiunge con facilità. Il guerriero delle ombre non intende lasciare libero un tale delinquente. Uno che ha ucciso degli sconosciuti, in nome di un ideale a dir poco confuso. La storia terrena di quel terrorista, giunto dall’estero ma mai integrato nella civiltà, si conclude nel bosco. La katana esce dal fodero, come sospinta da una propria volontà. Ed in effetti si tratta di una lama nera, dotata di una consapevolezza e di una volontà di uccidere. Ombre nere ed ombre grigie. Lievi movimenti nell’aria della notte. Anche gli insetti del bosco smettono per un istante di emettere i loro suoni consueti e rassicuranti. La lama cerca e trova un cuore ancora più nero di lei. Lo trafigge e ne sugge l’energia vitale. Il moribondo ritrova forse qualche istante di lucidità, quando si accorge di avere sprecato la sua vita. Il fratello minore ode distintamente l’urlo di morte del maggiore, ma continua a scappare per salvarsi la vita. Ha visto filmati di martiri, che hanno ucciso e sono stati uccisi. Sembravano felici, ma dovevano ancora affrontare la paura e la morte. I suoi pensieri sono molto confusi; giunge a chiedersi per quale stupido motivo si sia fatto trascinare in questa disputa idiota. La nazione dove abita gli ha permesso di studiare; lui ha ucciso degli innocenti spettatori di una maratona. Sfuggito al ninja grasso, il terrorista rimasto in vita si nasconde tremante, affamato e totalmente confuso. Quando arriva la polizia, trova il fratello morto, ma la katana del Ninja Grigio ha cancellato la ferita mortale che aveva prodotto. Gli investigatori ed i profiler brancolano e brancoleranno nel buio. Solo il super-computer Galadriel sa come sono andate le cose. Nella sua immensa memoria trova posto una cartella di file dedicata al ninja grasso. La cattura del secondo terrorista della maratona avviene in pompa magna, come se fosse un soggetto pericolosissimo. La polizia vuole torchiarlo, per scoprire da dove provengano le armi che i due delinquenti tenevano in casa. Come già visto in passato, tutte le cose possono essere tracciate, comprese le armi. Per quanto possano sembrare pistole comuni, un’analisi approfondita rivela specificità che una mente elettronica ultra-veloce può confrontare con altri dati, in una maniera che sfugge alla comprensione umana. Molti camion hanno un GPS, e così gli smartphone. Galadriel risale ai mezzi di trasporto adoperati, a quando detto trasporto è avvenuto, ed a dove ha avuto inizio la filiera criminale. Dalla base di Evolution, giunge la disponibilità di Fulminatore: si occuperà lui del deposito di armi di distruzione di massa. Un brevissimo passaggio nel teletrasportatore del cacciatorpediniere Vae Victis, ed il mutante elettrico è pronto a chiudere la partita. Le nazioni che si definiscono democratiche sono implicitamente costrette a consentire troppi accessi facili attraverso le frontiere. Grazie a questa debolezza legislativa, quattro agenti segreti di una nazione nemica stanno organizzando attentati come quello alla maratona, utilizzando stupidi personaggi come i due fratelli. I quattro vivono in una casa anonima, in un paesino anonimo. Nessuno che li abbia segnalati alla polizia locale o federale. L’arrivo di Fulminatore è annunciato dall’apertura di un portale di teletrasporto. I poteri di sua sorella Navigatrice, assieme ai dati elaborati dal super-computer Galadriel, consentono a Fulminatore di giungere sul bersaglio con precisione. Levitando, grazie ad un dispositivo ideato da Kong (l’uomo bestia di Evolution), il mutante elettrico scaglia verso la casa una sola potentissima scarica rossastra. Guidata dalla mente allenata di Fulminatore, l’energia cerca il metallo dei dispositivi esplosivi, stipati in quantità impressionante. I terroristi atterriti osservano lo strano e terrificante episodio, ma non possono fare alcunché quando un’unica deflagrazione li disaggrega in pezzi molto piccoli di ossa e frattaglie.
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