giovedì 25 aprile 2013
IL DEMONE ED IL DITTATORE_242° episodio
Guerra significa eserciti che si scontrano in una grande pianura. Cavalli o carri armati che formano due fazioni in rotta di collisione. Bisogna essere un po' pazzi per fare la guerra, dato che non c'è armatura che ti garantisca l'incolumità quando ti tuffi nella mischia del ferro e del fuoco. Ci si lancia urlando contro qualcuno che non si conosce e che non si conoscerà mai. Non ci interessa a chi taglieremo la testa o a chi spareremo nel petto; ciò che conta è farlo prima che lui lo faccia a noi. Migliaia di uomini armati gli uni contro gli altri, che si contendono una pianura come tante, o forse un'insignificante collina. Il demone che antiche scritture chiamano Guerra azzera ogni logica, giacché lo scontro frontale è sconsigliato da tutti gli esperti di tecniche militari. Guerra continua a circolare sul pianeta Terra, perché ama gli uomini. Il suo però non è un amore mistico, o un riconoscimento di meriti che gli uomini non hanno. Guerra ama gli uomini perché da tempo immemorabile gli procurano tanto lavoro. Guerra è un demone molto attivo, che si annoia facilmente. Se si fosse stabilito su un altro pianeta, abitato da esseri dell'apparenza pericolosa, difficilmente si sarebbe trovato bene come sulla Terra. Guerra sa di mondi dove al vertice della catena alimentare ci sono grossi rettili, dotati di zanne, artigli, spire e code. Il problema, dal punto di vista di questo demone, è che i draghi ed i serpentoidi si sono evoluti. Preferiscono utilizzare le loro energie per esplorare l'Universo, piuttosto che per infilarsi a vicenda delle lame o dei proiettili nelle carni e nelle ossa. Gli umani sembrano fisicamente poca cosa, ma amano costruire armi, e lo fanno per usarle. Guerra ama gli uomini che non vogliono porre un limite alla libera vendita delle armi d'assalto. Si potrebbe eccepire che per difendersi basterebbe una pistola, ma sono moltissimi quelli che preferiscono portarsi a casa un fucile mitragliatore. Guerra si aspettava che gli umani si distruggessero una volta per tutte,con le armi nucleari. Non è successo, forse perché c'è un limite alla pazzia umana, o forse è stato lui stesso a dissuadere i suoi innumerevoli supporters. Il ragionamento di Guerra è che, se gli umani producono una tale distruzione da dover tornare nelle caverne, poi ne passeranno dei secoli prima che ritornino alla cavalleria corazzata. Guerra ha seguito con attenzione gli scienziati che realizzarono la bomba atomica. Non è escluso che li abbia ispirati uno ad uno. Una bomba atomica qui ed una là, un anno sì ed uno no, sarebbero stati un bel piano di lavoro per il demone. Purtroppo qualche scienziato si è poi fatto prendere la mano, ed ha ideato ordigni molto più potenti, praticamente incontrollabili. In quel momento della storia umana, Guerra ci ha salvati, per evitare di doversi cercare nell'Universo una razza più stupida della nostra. Da quel momento storico è trascorso un tempo pari alla durata di una vita umana. Per Guerra è trascorso un istante. Anni, decenni e secoli sono poco o nulla per il pianeta e per i veri immortali. Un battito di ciglia che però c'è stato, ed adesso Guerra sta diventando impaziente. Si guarda attorno per trovare un dittatore particolarmente incapace e sotto pressione, da manipolare per scatenare almeno un conflitto regionale. Di quelli che si sa quando iniziano, ma non quando terminano. Tutti i giorni salta in aria qualche veicolo carico di truppe, oppure dei soldati vengono uccisi dal "fuoco amico". Sulla Terra di conflitti simili ce ne sono già alcuni in atto. Guerra sta quindi pensando a qualcosa di più grosso: una maggiore tensione, un maggior rischio di estendere territorialmente la contesa. Occorre un giovane dittatore amato dal suo popolo bue. Un popolo metaforicamente morto di fame, che morirebbe sul serio in una guerra scatenata per qualche motivo assolutamente inconsistente. Pochissimi esseri umani sono genuinamente intelligenti. Quelli in un modo o nell’altro capiscono come funzionano le cose, al di là delle chiacchiere di regime. La massa ottusa è invece molto più facile da gestire: basta educarli da piccoli a marciare e parlare per slogan. Per un demone come Guerra, le distanze planetarie sono superabili con la velocità del pensiero. Forse perché lui non è in un luogo specifico, bensì ovunque gli uomini desiderino ammazzare i loro simili. Ha appena formulato il suo desiderio, ed ecco che davanti a lui si prostra una folla immensa. A dire il vero quella moltitudine non adora direttamente Guerra, ma il giovane dittatore, figlio di quello vecchio. Uno che si è trovato catapultato in un ruolo scomodo a causa della morte improvvisa del padre. Essere primogeniti maschi significa ereditare i beni paterni, tutti o quasi. In questo caso, in questo paese sottosviluppato, significa ereditare tutta la baracca. Adesso in milioni si aspettano che lui dica cose da vero leader. I suoi consiglieri sono soggetti tremendi, corrotti e privi di ogni senso dello Stato. Guerra si sente a suo agio tra tanti cretini! Non gli sembra vero di dover manipolare solo una decina di menti fragili, per scatenare un bagno di sangue con migliaia di morti. Da quel momento, il giovane dittatore diventa un altro. Come se in lui si fosse reincarnato il papy defunto. Molto peggio, giacché è Guerra che lo muove come fosse un burattino. Un bel lancio di missili? Come molte nazioni arretrate, anche quella dispone di armamenti per comprare i quali il dittatore precedente ha tralasciato di fare costruire strade, ferrovie ed ospedali. La gente in quel paese circola ancora adesso in groppa agli asini. I carri armati, viceversa, sferragliano liberamente, consumando quantità spaventose di combustibile. I mezzi meccanizzati militari normalmente fanno a meno delle strade, tagliando per i campi. Cosa importa se rovinano i raccolti agricoli stentati? Più li vede, più Guerra ama uno ad uno gli abitanti di quella nazione. Quanto sono stupidi! Cantano inni marziali ed inneggiano a chi sta preparando un conflitto fratricida con la nazione confinante. Fratricida perché si tratta della medesima etnia, divisa da un conflitto decenni or sono. Quelli del sud svilupparono il capitalismo e la libera iniziativa. Quelli del nord, invece, razzolano nello statalismo più stupido ed arretrato dell’intero pianeta. I missili ci sono ed anche le rampe. Che si dia inizio ai giochi! Sul palco, assieme al giovane dittatore, trovano posto militari che ostentano molte medaglie, come se avessero combattuto e vinto chissà quali guerre. Ma la maggior parte di loro era troppo giovane, quando la nazione fu spezzata in due dall'aggressione di una potenza straniera. Un missile parte con un rombo, lasciandosi dietro una scia di fuoco. Un’immagine che esalta anche gli sciocchi che hanno difficoltà a nutrirsi di rape e patate, perché da quelle parti sembra sia difficile anche organizzare un orto. Il missile è diretto verso un’installazione militare dei connazionali nemici. Forse la testata non contiene una carica nucleare, ma un avveniristico velivolo insegue l’ordigno, per abbatterlo. Il velivolo multifunzione progettato e condotto da Kong è arrivato velocissimo, ingannando i radar militari. A bordo si trova, oltre all’uomo bestia di Evolution, anche Fulminatore. Tocca a lui intercettare ed abbattere il missile. I super-eroi mutanti, guidati dal dottor Occulto, sanno che le marine e le aviazioni militari dei paesi vicini non interverranno per evitare coinvolgimenti. Evolution invece può e vuole farlo. Meglio bloccare sul nascere le sciocche iniziative di quel giovane dittatore. Infatti la storia insegna che questi personaggi, con più potere che cervello, sovente traggono incitamento dalla titubanza altrui. Una scarica elettrica attraversa il cielo. Un lampo come se ne vedono durante i temporali; ma questo non viaggia dalla terra al cielo, o viceversa. Dal velivolo multifunzione al missile, con una velocità impareggiabile, il fulmine rossastro raggiunge e distrugge in volo il missile. L’esplosione conferma che la testata era convenzionale. Fosse stata atomica, l’energia prodotta dal mutante elettrico avrebbe comunque interferito nella reazione a catena, impedendo la fissione nucleare. La notizia compare dopo pochi minuti sui telegiornali e sui giornali on line. Il test missilistico, annunciato da giorni, è stato affossato dall’intervento di Evolution. I militari promotori di quell’atto dimostrativo ringhiano e minacciano, ma nulla possono contro il velocissimo velivolo che è già scomparso in lontananza. Guerra potrebbe attaccare Kong e Fulminatore, ma ha già affrontato il super-gruppo, e le sue ambizioni ne sono state ridimensionate. Il demone ritiene non sia il caso di scoprire le sue carte. Dovrà manipolare i morbidi cervellini del giovane dittatore e dei suoi collaboratori, in maniera che la prossima iniziativa sia meno pubblicizzata. Invece di raccontare a tutti di essere in possesso di ordigni in grado di colpire a migliaia di chilometri di distanza, meglio essere sicuri di poterlo fare. Guerra, invisibile ma incombente, spreme gli scienziati responsabili del progetto missilistico, affinché realizzino motori in grado di proiettare molto lontano il prossimo aggeggio mortale. Poi, per non perdere l’abitudine, il demone immortale plana fino ad una postazione di frontiera. Lì cerca i più fuori di testa tra i militari di guardia. Li carica come fossero giocattoli a molla, poi li lascia andare. E loro, contravvenendo agli ordini ricevuti, sparano sulle guardie di frontiera nemiche. La battaglia che ne segue nutre Guerra come farebbe un salatino mangiato a stomaco vuoto: si limita ad accendergli la fame. Gli sciocchi umani in divisa, risentendo dello stato d’animo del demone, caricano il nemico, esponendosi al fuoco di sbarramento. Così facendo muoiono felici e sbavanti: questo è il potere di Guerra. La via del guerriero è sovente volontà di morte per gli altri, ma anche per se stessi. Guerra agisce sulle personalità predisposte a litigare, a non voler costruire, a preferire le urla alla riflessione. I migliori tra loro diventato truppe speciali. Non lo fanno per la patria, bensì per tagliare la gola ad un militare che fa la guardia ad una postazione, per un salario da fame. Quando le truppe d’assalto del piccolo dittatore emergono dal mare, sono pronte a sgozzare e versare il sangue di chiunque. Non lo sono però altrettanto a subire l’identico trattamento da parte di una mutante che potrebbe tenere loro lezioni magistrali in merito.Le guardie normali sono state preventivamente allontanate, cosicché Ferox abbia campo libero. Lei è la perfetta fusione tra un grande felino degli alberi ed una donna molto intelligente. C’è chi la accusa, non conoscendola, di crudeltà. Sbagliano, giacché i suoi artigli non torturano, ma uccidono in maniera efficiente. Ferox è crudele nella misura in cui lo sono le tigri, i leoni ed i leopardi. Lei e loro sono macchine di morte, non umani pervertiti e sadici. I super-soldati del piccolo dittatore fanno la sua conoscenza nel modo peggiore. La sfidano con i loro coltelli, mentre avrebbero dovuto cercare di ucciderla con le mitragliette. Un corpo a corpo con un grande felino è una cosa da film. Un essere umano non ha i riflessi, la velocità, la forza e neppure l’aggressività necessarie. Uno dopo l’altro cadono, colpiti da artigli mutanti in grado di incidere profondamente l’acciaio. Ferox somministra loro ferite talmente profonde e precise che fanno male quando il sangue è già sgorgato copioso. Guerra osserva tutto ciò invisibile, ed ammette con se stesso di ammirare quella nemica formidabile. Il demone non ha tuttavia giocato tutte le sue carte. Ama districarsi su diversi tavoli contemporaneamente. Proprio adesso un secondo missile, portatore di una carica atomica, solca i cieli. Giunto sul bersaglio esploderà, uccidendo e contaminando. Nessuno potrà ignorare questo guanto di sfida, ed il conflitto che Guerra brama divamperà feroce. Evolution non ha però abbandonato il campo. Questa volta, a bordo del velivolo multifunzione di Kong c’è la Maga, che con i suoi poteri telecinetici interagisce con il sistema di guida del pericoloso ordigno. Lo manda fuori bersaglio, ma non potrà impedire che la testata atomica esploda tra qualche minuto. Guerra vincerebbe se a bordo del velivolo ci fossero solo la Maga e Kong. Invece Dragonfire è lì, pronto ad erogare la sua super-fiamma. Il drago alieno esce volando dal velivolo multifunzione di Evolution; il dragoncraft converte parte dell’energia di Dragonfire in levitazione e propulsione. Insegue il missile, che la telecinesi della Maga ha indirizzato verso l’alto. Se deflagrasse adesso potrebbe uccidere i suoi amici, ma ciò non avverrà perché Dragonfire si prepara ad annichilire l’ordigno, raggiunta la distanza di sicurezza. La Maga deve cedere, dato che il missile non è quasi più visibile da terra. Ora potrebbe piombare giù, attirato dalla gravità. È invece il drago a dire la parola fine a questa penosa mossa di un dittatore da operetta. Guerra più di tutti si rende conto di aver perso quella battaglia, ma è un vero immortale ed è convinto che alla fine la spunterà lui. Una fiamma più calda di qualsiasi fonderia brucia l’aria che attraversa. Dragonfire è relativamente vicino all’ordigno nucleare, e la sua è una lotta contro le forze spaventose che tentano di scatenarsi. Lui le sente, ma non le teme. Il drago incrementa il suo potere, fino a brillare lui stesso come una stella. Il suo calore però non si disperde attorno a lui, ma solo in avanti. Mentre il dragoncraft sopravvive alla prova e continua a funzionare, gli isotopi radioattivi della testata del missile passano allo stato liquido e subito dopo a quello gassoso. Il missile cessa di esistere come entità materiale. Dalla colossale colonna di fuoco sbuca volando il gigante verde, vincitore di quella gara tra forze oltre l’umana comprensione.
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