domenica 14 aprile 2013

IMPRINTING CON IL DRAGO_240° episodio

Un enorme prato, con l'erba talmente verde da indurre a pensare che si trovi in alta montagna. Il cielo è azzurro in maniera esagerata. Nessuna nuvola si azzarda a colorare di bianco quella cupola impareggiabile. Aquile volteggiano molto più in alto, senza quasi muovere le ali. Ogni tanto, a distanza di sicurezza, sbucano dal terreno le marmotte che si guardano attorno curiose. Poi, da soli o a piccoli gruppi, arrivano tantissimi bambini provenienti da tutte le parti del mondo. Bambini biondi del nord, bambini con i capelli più scuri, bambini con la pelle nera e bambini con la pelle gialla. Questi ultimi non sono esattamente "gialli", ma è un modo diffuso di definirli. Anche i bambini "neri" hanno tonalità diverse, dovute alla diversa distribuzione della melanina. Merito dell'esposizione dei loro avi alla luce solare molto potente dei luoghi di provenienza. Tutti questi piccoli esseri umani non sono ancora stati intossicati dalle ideologie e dalle religioni. Si incontrano sulla spianata verdissima, parlando tra loro in tutte le lingue del mondo, o quasi. Sulla Terra, il cosiddetto terminatore della notte annuncia il sorgere del Sole, muovendosi ad una velocità superiore a quella del suono. In ventiquattro ore compie il giro del pianeta, e persevera da miliardi di anni. Tutti i bambini presenti stanno dormendo nelle loro case, o capanne che siano. Quasi tutti hanno una mamma ed un papà che li hanno messi a letto, augurando loro la buona notte. Il buio presuppone la caccia per i felini e per gli altri predatori dotati di vista adeguata. Non tutti i predatori sono animali; ci sono lupi mannari, vampiri ed altri mostri. Quattro tra i lupi mannari più giovani fanno parte degli Esploratori dei Sogni, ed anche loro tra un po' arriveranno alla spianata verde. Assieme a Rebecca, Sonia, Pedro e David, viaggiano l'amica Clara, il cagnolino Cyberdog, il Lupo Nero e Braxcat, un gatto demone con la passione per la dimensione dei sogni. Intanto i bambini parlano tra loro e si capiscono, perché sono stati tutti convocati per condividere, non per litigare. Quel raduno sembra suggerire un concerto ad alta quota. La voce si sparge tra i bambini: presenzierà un cantante famoso? La squadra al completo degli Esploratori dei Sogni si prepara a salpare per quello stato dell'esistenza dove può accadere di tutto. Braxcat emette uno dei suoi terrificanti miagolii, ed in risposta si apre un varco dimensionale a suo uso e consumo. Gli altri del team si sono già addormentati a comando, tenendosi per mano e per zampa, così da non finire troppo lontani l'uno dall'altro. I corpi astrali dei giovani licantropi, di Clara, del cagnolino cibernetico e del Lupo Nero seguono Braxcat con un tuffo coordinato, e l'avventura può avere inizio. La moltitudine dei bambini si dispone in un grande cerchio. Non sanno per quale motivo, ma questo è un sogno, ed in sogno il più delle volte si accettano anche le situazioni più strane. Tutti a guardare verso il centro della grande spianata verde, mentre il cielo sopra di loro continua ad essere di un azzurro intensissimo. Gli Esploratori dei Sogni non partecipano direttamente a questa rappresentazione. Loro osservano tutto, non visti. I giovani licantropi camminano a pochi metri di distanza dai bambini, che pensano e vedono altro. Gli Esploratori dei Sogni però sanno per quale motivo questa notte avrà luogo questa rappresentazione. Lupo Nero non sconvolge il sogno delle bambinette, e ne è felice. Cyberdog comunica con il suo simbionte, il Transformatron, così come Clara parla con il suo Tecnoragno. I due alieni di metallo vivente in realtà non sono lì, giacché non dispongono di un corpo astrale da spedire nel mondo dei sogni. Transformatron e Tecnoragno, sulla Terra, sorvegliano i corpi dei loro amici avvolti in un caldo abbraccio: tutti addossati al Lupo Nero. Manca solo Braxcat, che li ha condotti lì e poi è sparito. Il gattino demoniaco si è allontanato dal gruppo perché ha adocchiato una bambina più piccola della media. Strano che sia stata convocata assieme agli altri. In effetti la piccola è spaesata, ma non sta piangendo. Il gattino le si avvicina per fiutarla e per usare su di lei tutti i sensi super acuti di cui dispone. Sulla Terra, una sonnambula di circa due anni si è alzata dal suo lettino, ed è uscita di casa. Guidata da un istinto formidabile, la bimba ha camminato lungo sentieri che l’hanno condotta in un bosco. Poi si è riaddormentata del tutto. Adesso è parte del sogno collettivo, ma la sensibilità di Braxcat gli suggerisce di riportarla a casa, nel suo letto, prima che le succeda qualcosa di spiacevole. Quando Rebecca, Clara, Sonia, Pedro, David, Cyberdog ed il Lupo Nero odono il miagolio di Braxcat, lui ha già varcato la barriera dimensionale, per raggiungere l’essenza fisica della piccola dormiente. I sette si avvicinano alla piccola sognatrice; lei adesso li vede bene e sorride loro. Con la leggerezza d’animo tipica dei giovanissimi, non prova timore per i giovani licantropi e neppure per il grosso animale nero, che le sorride di rimando. Sulla Terra, il semidemone in forma felina sveglia dolcemente la piccolissima esploratrice, ed assieme seguono i sentieri che aveva percorso all’andata. La porta è ancora aperta, ed entrano. I genitori continuano a dormire anche quando Braxcat si congeda per tornare nella dimensione onirica. I genitori non sanno ciò che hanno rischiato, giacché entità notturne poco simpatiche si aggirano da quelle parti. Avrebbero rapito la piccola, se non avessero fiutato in quel gattino un potere oltre le loro possibilità di lotta. Nella dimensione onirica, gli Esploratori dei Sogni tornano ad essere otto, e tutti assieme si volgono verso il cielo azzurrissimo. Una forma enorme e familiare plana verso terra. Il suo colore verde, la sua possente coda e le sue scaglie sono un biglietto da visita più unico che raro. Nei suoi tre metri e settecento chili, discende a terra Dragonfire. Il suo dragoncraft si solleva fino ad una decina di metri di quota, dove aspetta le disposizioni del suo padrone. La moltitudine dei bambini osserva affascinata Dragonfire. Quasi tutti i presenti conoscono le gesta di Evolution, e di sicuro tutti sanno cosa sia un drago. Gli Esploratori dei Sogni si avvicinano al colosso alieno, disponendosi ai suoi fianchi. Bambini di tutte le razze sognano contemporaneamente di avvicinarsi per toccarlo. In questo modo, si crea un imprinting tra questi piccoli umani, non ancora corrotti dalle stupidità che contraddistinguono gli adulti, ed il drago extraterrestre. Anche i giovani licantropi e la loro amica Clara traggono vantaggio dal contatto con Dragonfire. Lupo Nero e Cyberdog scodinzolano ognuno a modo suo. Braxcat osa addirittura saltare sulla spalla destra del gigante verde, e da quell’altezza miagola all’indirizzo di tutti i convenuti. Il terminatore della notte continua a correre sulla superficie terrestre. I bambini si svegliano, nelle case e nelle capanne, al nord come al sud. Tutti ricordano benissimo il loro sogno, e non vedono l’ora di raccontarlo ai genitori, a fratelli e sorelle, ad amici e compagni di scuola. Quasi tutti liquidano l’entusiasmo dei bambini con eccessiva leggerezza, come se il sogno fosse una cosa insignificante. I bambini però serbano nei loro cuori una purezza di intenti. Tengono per loro stessi quel ricordo, che li scalda da dentro. Possibile che il drago abbia parlato con loro? Un grande super-eroe, che ha salvato molte volte il mondo, ha trovato il tempo e la voglia di conversare con dei piccoli umani. Lo ha fatto usando parole che sono passate dalla sua mente a quella della moltitudine. Non una lingua scritta o parlata, tra le moltissime che gli umani considerano distinzione e non impedimento. Il drago ha garantito a tutti i bambini presenti sulla grande spianata verde, sotto quel bellissimo cielo azzurro, che, se e quando avranno bisogno di lui, accorrerà. È stato bello vedere che accanto al drago c’erano quattro licantropi ed un lupo, tutti sorridenti. C’era una ragazzina con un cagnolino, e tutti e due portavano dentro di loro degli alieni di metallo vivente, ancora più strani di Dragonfire. Infine c’era il gattino che era anche un demone, ma di quelli buoni. Trascorre una settimana ed il piccolo Bernard continua la sua vita in un villaggio isolato, in mezzo alla savana. La sua famiglia e la sua tribù sono poveri, ma allevano bovini, pecore e capre, che sono il loro sostentamento. Bernard ha la fortuna di poter andare a scuola, grazie ad alcuni volontari di organizzazioni non governative. Bernard pensa che quegli uomini bianchi siano buoni a prescindere dal colore della loro pelle. Ha ragione perché il pericolo che sta arrivando a bordo di camionette è rappresentato da persone la cui pelle è scura come la sua. Sono pirati di terra, che ignorano ogni legge, che non sia quella delle pallottole e dei machete. Mercenari: gente che ammazzerebbe chiunque per pochi dollari. Avanzi di galera, che non hanno neppure provato a lavorare onestamente. Gente ignorante, perché fin da piccola era convinta di saperne più degli insegnanti. Oggi sono giunti fin qui, agli ordini di una multinazionale che vuole scacciare la tribù da quella terra. La multinazionale è infatti intenzionata a scavare per estrarre metalli e pietre preziose. Non si esclude che sotto quella terra, da sempre percorsa dai pastori e bestie ruminanti, ci sia il petrolio ed il gas. La marmaglia a bordo dei mezzi militari spara verso il cielo, lasciando intendere di poter usare quei mitragliatori in maniera molto più letale. Quello di oggi è l’ultimo avvertimento; i mercenari ed i pendagli da forca picchiano gli uomini ed insultano le donne, pregustando ciò che potranno fare quando i loro mandanti li autorizzeranno. Il consiglio delle tribù si riunisce, per decidere se accettare di regalare le terre degli antenati, per salvarsi la pelle. I pastori non sono guerrieri, ma pensano che con la vigliaccheria si vada poco lontano. Si preparano pertanto a contrastare gli invasori, con tutte le armi che troveranno. Ecco perché alcuni giorni dopo il ritorno dei mercenari è accolto da una scarica di fucileria. Purtroppo per loro, i nativi non dispongono di armi in grado di competere con quelle dei nemici. Lottano coraggiosamente, ma i mercenari della multinazionale girano attorno al villaggio di fango, a bordo dei loro camioncini, bersagliando le cose e le persone con proiettili di differente calibro. Uno tra i più ardimentosi nel villaggio scaglia lance contro i criminali, ferendone alcuni. Subito dopo deve però pagare il prezzo del coraggio: numerosi colpi di fucile lo abbattono in una pozza del suo stesso sangue. Bernard vorrebbe lottare assieme agli adulti, ma i suoi genitori preferiscono che non si faccia ammazzare per una causa quasi del tutto persa. Ecco perché il bambino freme di rabbia, chiuso in una delle capanne, mentre fuori i mercenari massacrano i pastori e le greggi. Bernard ricorda le parole del drago, e si sforza con tutta la forza della sua mente di evocarlo. A grandissima distanza, Dragonfire ode il richiamo di uno dei bambini ai quali ha concesso l’imprinting. Il possente alieno è contento di poter rispondere alle chiamate delle persone comuni, che spesso sono trascurate dai super-eroi. Lui, il più grande di tutti, entra nel teletrasportatore che si trova a bordo del cacciatorpediniere Vae Victis. Si tratta solo di individuare il worm hole più adatto a varcare quasi istantaneamente migliaia di chilometri. I computer di bordo calcolano le coordinate ed attivano la dislocazione di Dragonfire, che esce dal portale nei pressi del villaggio assediato. Il suo arrivo coglie prevedibilmente di sorpresa i malvagi, che però, essendo fondamentalmente stupidi, lo attaccano. Dragonfire sogghigna, mentre parte all’attacco con tutta la sua potenza. Impressionante nella sua carica come un elefante; più leggero, ma più veloce. I mercenari sono decisi a verificare se la sua pelle sia altrettanto dura. I fucili mitragliatori sparano moltissimi proiettili di calibro sufficiente a perforare o danneggiare irrimediabilmente i giubbetti in kevlar. C’è però qualcuno che non si fida, ed opta per i fucili da caccia grossa, che dispongono di due canne caricate con proiettili di calibro più grande. Tutto questo inferno in Terra investe il drago di Evolution, che tuttavia non accenna a rallentare la sua avanzata, o a proteggersi in alcun modo. In quei pochi minuti la banda di assassini prezzolati passa dall’euforia, all’incredulità, alla disperazione, giacché tutti quei proiettili si frantumano e scivolano contro le scaglie di Dragonfire. Poi il formidabile alieno usa la sua coda per distruggere uno dei fuoristrada, in un fragore assordante. L’impatto accartoccia il metallo, sollevando da terra la macchina ridotta ad un rottame. Un pugno gigantesco sfonda il muso di una camionetta; il blocco motore sfonda i supporti e distrugge il differenziale. Una granata esplode vicinissima a Dragonfire, scagliando schegge in tutte le direzioni, ma l’invincibile rettile extraterrestre continua a sogghignare. Ciò che accade adesso è dedicato al giovane Bernard, che lo ha evocato. Nessuna tolleranza o rivendicazione di giustizia per chi dispensa la morte senza pietà. La super-fiamma erompe dalle fauci del drago. Tale è il calore che gli indigeni arretrano e si buttano a terra. La distruzione incombe, ma non su di loro. Il metallo si fonde, il carburante si incendia ed esplode, la carne e le ossa umane si vaporizzano. Terra e rocce si trasformano in lava. Nulla e nessuno, eccetto Dragonfire, potrebbe sopravvivere a tale disastro; ed in effetti il drago sorge incolume dalla distruzione immensa che lui stesso ha prodotto.

Nessun commento:

Posta un commento