lunedì 8 aprile 2013
LA K-FORCE CONTRO I MOSTRI_239° episodio
Un planetoide che in realtà è un'astronave dei cloroformatori provenienti dal pianeta Azirlain. Il gigantesco computer di bordo lotta per non soccombere, dopo essere stato colpito da Fulminatore. Ma il problema più grosso deriva dalle fiamme accese da Dragonfire. Il plasma caldissimo emesso dall'alieno di Evolution ha vita propria nel divorare roccia e metallo. Black Dragon e Robokiller hanno aiutato Dragonfire a portare la distruzione nelle viscere del planetoide ormai incontrollabile. Qualora gli extraterrestri intendessero farlo precipitare sul pianeta da cui è arrivata Evolution, dovrebbero tener conto della distanza considerevole che li separa dal suolo. L'attacco dei mutanti, del drago e dei robot loro alleati è infatti avvenuta a distanza di sicurezza; adesso l'astronave dei cloroformatori ha perso quasi completamente la spinta dei potentissimi motori. Gli Azirlain non sono tuttavia completamente sconfitti. La guida senza computer è complicata ma non impossibile. Questo popolo di guastatori è molto tenace, e neppure quando sembra sconfitto si rassegna alla morte ed all'oblio. Gli ingegneri isolano le strumentazioni indenni dal disastro, mentre si preparano ad abbandonare nello Spazio la gran parte del planetoide. Impossibile o quasi spegnere l'incendio innaturale, che fa scempio di esseri viventi e strutture. Con alcune esplosioni, l'astronave dei cloroformatori si frantuma in pezzi molto più piccoli. A bordo di uno di essi, si trovano i sopravvissuti. Esplosioni senza propagazione del suono segnalano la disintegrazione di aggregati rocciosi e metallici. Lo Spazio accoglie l'ennesima serie di relitti. Galleggeranno finché, negli anni o nei millenni, saranno afferrati dalla gravità di un pianeta o un satellite naturale. Se attraverseranno un'atmosfera, bruceranno; altrimenti cadendo creeranno nuovi crateri. Gli Azirlain non vogliono rischiare di scendere sulla Terra, per non incontrare nuovamente quelli che li hanno appena sconfitti. Ci sarà tempo per la vendetta, ma loro non sono umani, e non è detto che ci tengano particolarmente alla rivincita. Al momento dispongono di un solo dispositivo che può allontanarli da quel settore; si tratta di un dislocatore dimensionale. Il balzo avviene un po' alla cieca, data la condizione delle strumentazioni di bordo. Quel piccolo frammento dell'astronave distrutta scompare dal nostro stato dell'esistenza, per materializzarsi nei pressi di un mondo che gli eroi di Evolution conoscono molto bene: Akros! Un velivolo improvvisato entra nell’atmosfera, senza avere la capacità di planare. Ciò che rimane dei propulsori entra in azione, per evitare che la frizione incendi la roccia e fonda il metallo. Una parte degli abitanti di Akros osserva il cielo attraversato da una cometa quasi in caduta libera. Gli alieni cloroformatori ancora vivi fanno il possibile per proteggersi. Poi l’impatto, in una zona paludosa scarsamente abitata. Il pezzo di planetoide, intersecato da strutture metalliche, cigola, sfrigola e si ferma. I cloroformatori Azirlain non amano i dubbi, né la perplessità, per cui riprendono subito a lavorare. Metà insetti e metà piovre, agitano le loro antenne e chele da aragosta. Sono una razza di alchimisti, che, invece di tentare di trasformare il piombo in oro, trasmutano i gas atmosferici in cloro. Il loro limite attuale è di non poter contare sulla monumentale astronave planetoide. Iniziano comunque il processo di cloroformazione. Nel giro di pochi minuti, l’aria già poco salubre della palude viene sostituita da veleno puro. Gli anfibi ed i rettili si tuffano in acqua, ma sono costretti a riemergere: per loro non c’è scampo. Gli animali terrestri sono già morti. I pesci resistono, per il momento, ma la miscela letale a base di cloro li insegue sott’acqua, come un fango assassino. Prima di uscire da quel che resta della loro astronave, gli insettoidi attendono che l’atmosfera in loco si sia adattata alle loro esigenze. Avessero i polmoni, li riempirebbero avidamente con il mix letale che stanno ancora scaricando nell’atmosfera. L’area cloroformata è grande, ma contenuta, dato che i venti spazzano via e diluiscono parte dei gas velenosi. Fotografie satellitari mostrano una vasta area verde pressoché priva di vita, eccetto che per i mostri venuti dallo Spazio. I super-eroi che vigilano su Akros sono la K-Force; il loro condottiero è il muscolosissimo Krom. Lo accompagnano Aroo, Drexx, Farie e Dardo Assassino: un uomo lupo, una velocista, una fata ed un arciere. La K-Force ha incontrato in diverse occasioni Evolution, ed i due super gruppi hanno collaborato a far fuori nemici formidabili come i Cavalieri dell’Apocalisse ed il vampiro Moloch. Giunti nei pressi della nube verdastra, i difensori di Akros decidono sul da farsi, giacché è esclusa un’irruzione che per loro sarebbe suicida. I super-eroi notano che gli esseri che si trovano entro la nube di cloro lavorano alacremente, e non stanno di certo operando per il bene di quel pianeta. Krom, il cui aspetto ricorda uno dei giganti delle leggende dei popoli di quella e di altre Terre, solleva un grosso masso sopra la testa. Lo bilancia, prende la rincorsa ed infine lo scaglia contro ed attraverso la barriera velenosa. La pietra ovviamente non risente del cloro, e compie la sua parabola indisturbata, trascinata verso il suolo dalla gravità. La mira di Krom è precisa: un fragore di ferraglia distrutta annuncia che il macigno ha appena trasformato in rottami una delle macchine appena costruite dagli invasori. Costoro paiono accorgersi solo adesso di essere osservati così da vicino da abitanti di quel pianeta. Gli alieni confabulano tra loro, agitando antenne, chele e tentacoli. Decidono di accettare la sfida della K-Force; però si fermano prima di abbandonare la loro atmosfera respirabile. Quella di Akros, a base di azoto ed ossigeno, li ucciderebbe. L’intervento del Prisma Cosmico, sebbene non manifesto, produce quasi all’istante le condizioni per una disfida tra le due fazioni. I super-eroi di Akros ed i cloroformatori sopravvissuti vengono quasi istantaneamente trasportati in un’arena circolare, simile ai circhi dove nell’antichità le belve combattevano contro i guerrieri umani. Nessuno ha tempo da dedicare alle speculazioni filosofiche; per cui la battaglia può avere inizio, in un ambiente dove gli abitanti di Akros e quelli di Azirlain respirano senza problemi. Aroo, l’uomo lupo della K-Force, si guarda attorno, per scegliere il mostro da massacrare con artigli e zanne. La velocissima Drexx ha però già aperto le ostilità. Sta testando i riflessi degli insetti tentacolati, e non li trova particolarmente scattanti. Aggira due di loro, quindi percuote il terzo sul cranio, usando un tubo metallico. Nonostante il carapace di quelle forme di vita sia particolarmente spesso nella parte frontale, Drexx stordisce il suo avversario, che si accascia al suolo. Non ha perso conoscenza, ma sta ancora cercando di riprendersi e di capire cosa lo abbia steso. Aroo balza sulla groppa di un alieno insettoide. Questo agita follemente i tentacoli, per afferrare l’uomo lupo. Aroo reagisce con consumata strategia, spezzando una delle antenne del mostro. Il danno è tale che l’insettoide inizia a roteare su se stesso. Ha perduto il senso della sua posizione spaziale; atavismi risalenti a quando la sua razza non era ancora civilizzata hanno preso possesso di quel corpo irto di zampe che si muovono freneticamente. Dopo alcuni minuti tuttavia il cervello del mostro riprende il sopravvento, e la disciplina si impone sull’istinto dello scarafaggio. Aroo si trova a pochi metri di distanza, e sfida l’alieno ad una lotta all’ultimo sangue. Il predatore giunto dallo Spazio è sicuro di potercela fare contro il mutante lupesco della K-Force, ma quei super-eroi lavorano in gruppo. Ecco perché, mentre il cloroformatore avanza verso l’uomo lupo, Dardo Assassino lo trafigge con alcune frecce. Grazie alla sua fisiologia, l’insettoide tentacolato sopravvive alle perforazioni, ma registra una perdita di fluidi vitali. L’arciere della K-Force scaglia le sue frecce per uccidere o per disabilitare; anche questa volta coglie nel segno. Drexx nel frattempo ha già somministrato mazzate ad altri tre mostriciattoli. Aroo, che sente la competizione con la collega, si scaglia come un proiettile contro uno degli Azirlain che lei ha già indebolito. Farie la fata, il cui modus operandi assomiglia in qualche modo a quello della Maga di Evolution, si sintonizza con il livello passionale dei nemici. Farie non è una telepate, ma sovente entrare nelle menti troppo aliene comporta grossi rischi. I suoi poteri invece valutano gli intenti di chi le sta di fronte; ed allora la fata si blocca inorridita. Non ci sono più dubbi sulla pericolosità di quei nemici, che attraversano lo Spazio per avvelenare non i singoli viventi, bensì gli ecosistemi. Krom, Aroo, Dardo Assassino e Drexx vengono messi subito a conoscenza dei veri scopi degli alieni. Trattandosi di uccidere o di essere uccisi, i super-eroi della K-Force si lanciano all’attacco con maggiore foga. Krom brandisce la sua grande spada a due tagli, che freme per il desiderio di assaggiare la forza vitale dei mostri tentacolati. L’arena creata dal Prisma Cosmico continua a sussistere, per favorire il proseguimento dello scontro. Krom, gigante tra gli uomini, alto due metri e mezzo, asseconda la fame e la sete della sua lama incantata. Calando sul cranio corazzato di un mostro più grande degli altri, la spada a due tagli frantuma e penetra. Poi inizia a suggere l’energia vitale e non solo. Krom viene investito anche dai ricordi più forti della sua vittima. Si direbbe che tutti gli organismi feriti a morte prima della morte facciano una specie di riassunto della loro esistenza. E Krom vede che l’insettoide agonizzante ha somministrato la morte innumerevoli volte, senza pietà alcuna. Non prova pietà neppure per se stesso: non ne chiede e non ne concederebbe. Forse i cloroformatori sono propulsi più da una mente collettiva che da menti singole. Ecco perché la morte non li spaventa, giacché intacca solo una cellula su miliardi. La spada non filosofeggia, ma si nutre in abbondanza. Poi Krom la estrae dal cadavere, ripartendo all’attacco. Vista la mala partita, gli alieni tirano fuori le armi. Non si tratta di lanciaraggi, bensì di sparadardi. Ogni civiltà sviluppa le sue armi in base ad una estetica che la contraddistingue. Quegli esseri dotati di molte zampe e tentacoli a quanto pare preferiscono infilare dardi velenosi nelle carni dei nemici, piuttosto che bruciarli con i laser. Aroo, l’uomo lupo, non sottovaluta la pericolosità dei lanciadardi, specie se si tratta di piccole frecce avvelenate. Meglio non farsi colpire. Purtroppo per lui, quell’arena è priva di alberi, rocce, avvallamenti, muri e di tutto ciò che renderebbe più difficile agli insettoidi colpire i bersagli. Il Prisma Cosmico lo prende come un suggerimento, ed ecco comparire alberi e cespugli. Ora l’uomo lupo lavora al meglio, predisponendo agguati ai più lenti avversari. Farie non ha ancora palesato i suoi poteri, eccetto quando ha sondato le reali intenzioni dei cloroformatori. La fata stava raccogliendo le forze per lanciare un incantesimo a tappeto. I pochi alieni ancora in gradi di muoversi sbandano, come se avessero fiutato un insetticida micidiale. Krom rinfodera per qualche minuto la sua spada, per sollevare e rovesciare uno degli insettoidi, che mostra la pancia con le zampe all’aria. Un invito per Dardo Assassino, le cui frecce sebbene non avvelenate procurano grandi danni agli organi interni dei mostriciattoli. Infatti le frecce simbiotiche con l’arciere mutante hanno sviluppato una sorta di scanner, che le guida verso le aree che emettono vibrazioni di frequenza più alta. Anche gli insettoidi hanno un cuore, o forse più di uno, necessari a fare circolare il sangue o quel che è. Krom rovescia altri insettoidi, che nonostante i tentacoli nella parte posteriore del corposi comportano quasi come gli scarafaggi. Dardo Assassino continua con il suo tiro a segno, ferendo o uccidendo con una o due frecce. Aroo invece piomba sui nemici saltando dagli alberi che il Prisma Cosmico gli ha concesso. Drexx, la velocissima, sfrutta a suo vantaggio gli alberi, i cespugli e tutto ciò che continua ad affiorare dal suolo. I suoi riflessi sono tali che vede arrivare i dardi; così li può deviare facilmente. Contro un avversario super-veloce come Drexx i laser sarebbero senza dubbio più utili dei lanciadardi, ma richiedono una fonte d’energia della quale gli insettoidi non dispongono più. Il grido di battaglia di Krom è agghiacciante. Udendolo, i suoi alleati si caricano, mentre gli insettoidi si preparano a vendere care le chele e le antenne. L’esperimento di cloroformazione su Krom fallisce qui. Forse gli alieni di Azirlain ci riproveranno, con mezzi più adeguati; ma di sicuro tra le truppe che sbarcheranno su Krom non ci saranno gli insettoidi presenti, che stanno morendo uno a uno. Le frecce di Dardo Assassino, gli artigli e le zanne di Aroo, gli incantesimi di Farie e le percussioni velocissime di Drexx completano l’opera della spada a doppio taglio di Krom. Il Prisma Cosmico constata la vittoria della K-Force, e senza sforzo ritorna nel piano dimensionale della Terra, lasciando in memoria della battaglia l’arena entro la quale è stata combattuta.
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