martedì 30 aprile 2013

CARESTIA E LE SOFISTICAZIONI_243° episodio

I tre Cavalieri dell'Apocalisse conosciuti come Guerra, Carestia e Pestilenza lavorano principalmente per il quarto, conosciuto come Morte. Quando, millenni or sono, i nostri progenitori si avvidero dell'esistenza dei Quattro Cavalieri, assegnarono loro ambiti ben distinti, riconducibili alle tre principali cause di morte di allora: le guerre, la fame e la malattia. Al giorno d'oggi, le guerre sono differenti, la fame non è molto diffusa, e la peste è quasi scomparsa. I demoni che si divertivano millenni fa con le sciagure degli umani continuano però a farlo. Guerra spinge la gente ad odiare, uccidere e contemporaneamente uccidersi. Carestia induce i cervellini più deboli ai disturbi alimentari. Pestilenza ha scoperto tantissime nuove malattie, che, oltre che distruggere il corpo, minano lo spirito. Morte raccoglie i deceduti di morte violenta, ma anche tutti i malati terminali del corpo e della mente. Oltre a ciò, Morte ha un gran lavoro ordinario: le cosiddette morti naturali. Guerra disprezza Carestia e Pestilenza, anche se in fondo è lui a gettare le basi per la loro venuta. Guerra ha a che fare con gente violenta, che muore facendo il botto, o provandoci. Le anoressiche di Carestia invece si spengono come lumicini: un cultore dell'agonia. Pestilenza è viceversa diventato un gran dottore in medicina, ed indirizza eserciti di virus come fosse un direttore d'orchestra. Compone sinfonie di battaglie a livello cellulare, e si diverte. Parrebbe quindi che Carestia sia il più scarso tra i demoni dell'Apocalisse. Ciò lo induce ad estendere il suo campo d'azione alla contraffazione alimentare. È un demone immortale, che una volta massacrava milioni di uomini, donne e bambini; adesso però si adegua alla globalizzazione. Una volta la gente mangiava la carne delle bestie che allevava; alle bestie la cosa non è mai piaciuta, ma nella catena alimentare si trovavano sottoposte agli umani. Oggigiorno chi mangia carne presume di conoscerne la provenienza, ma non è così. Carestia gongola, mentre prepara la sua nuova offensiva. Nulla di eclatante. Lascia a quell'esibizionista di Guerra le crisi dei missili nucleari e dei dittatori pazzi. Bovini vegetariani, costretti a mangiare resti di loro simili. Stupendo: pensa Carestia! Conosce gli umani, i loro molti difetti ed i pochi pregi. L’avidità è una spinta fortissima. Al demone basta trovare alcune persone giuste, prive di ogni scrupolo, ed il piano andrà a regime da solo. C’è un motivo se la carne di cavallo da corsa non può essere impiegata nell’alimentazione umana. Durante la loro carriera, a quei cavalli vengono somministrati farmaci di vario tipo, che lasciano pesanti tracce a livello cellulare. I cavalli da corsa, una volta deceduti di morte naturale, dovrebbero essere inceneriti, perché seppellirli significherebbe avvelenare il terreno. Mantenere i cavalli da corsa quando non corrono più costa, ed i loro proprietari sono tutto fuorché sentimentali. Incenerirli comporta un altro costo, ma se si trovasse una scappatoia le uscite diventerebbero entrate. Carestia non agisce dalla dimensione del sogno, perché vuole che i suoi agenti siano ben svegli. Il demone, trovati alcuni allevatori, cerca tra loro i più portati per il crimine. Scruta le loro menti, convincendoli che il piano diabolico sia farina del loro sacco. Poveri stupidi mortali! L’inconsapevole araldo di Carestia ha prima di tutto bisogno di complici che cambino gli identificativi dei cavalli da corsa. Una volta trasformati burocraticamente in animali da macello, il servo del demone deve però riuscire a spacciare la carne equina per carne bovina. Adesso la strada è aperta verso la somministrazione ad un pubblico immenso. Il piano di Carestia non funzionerebbe se gli umani fossero vegetariani, ma lui sa benissimo che la bontà d’animo di questa specie è solo finzione. Non farli morire di fame, ma nutrirli con cibo adulterato. Non un decesso dovuto alla disintegrazione dei tessuti muscolari, ma un lungo e graduale avvelenamento riconducibile all’ingestione di sostanze chimiche dopanti. Carestia ha smesso di comportarsi a tempo pieno come un demone medievale. Non rinuncia peraltro agli stermini che hanno il suo nome, i talune aree sottosviluppate del pianeta. Cambia il contesto socio-geografico, giacché la sofisticazione alimentare colpisce i cittadini che possono permettersi di fare la spesa al supermercato. Le prime avvisaglie dell’avvelenamento di massa si hanno quando i piccoli utenti di una mensa scolastica manifestano sintomi che allarmano le famiglie. I test effettuati sulla carne contenuta nei tortellini rivela la presenza massiccia di carne equina. Magistratura e polizia ricostruiscono la filiera di quella carne, scoprendo che conduce all’estero. Carestia assiste a questo sviluppo con il distacco di un ricercatore che studi le sue cavie da laboratorio. La sua fertile mente demoniaca ha già elaborato numerose variazioni del piano originale. Il suo servo ignaro è comunque sacrificabile. Nelle varie polizie operano investigatori seri, che però devono tutti i giorni affrontare ostacoli tra i quali i colleghi con poca voglia di lavorare. L’allevatore di cavalli da corsa, conosciuto come Jon, crede di avere cancellato tutte le tracce, ma prima o poi gli sbirri lo sbatteranno in galera. Ecco perché si appresta a scappare, dopo avere accreditato i ricavi dei suoi loschi traffici su diversi conti correnti in paradisi fiscali. È spietato e veloce, ma gli Hunter Killer sono sulle sue tracce. I serpentoidi extraterrestri cacciatori di taglie pregustano il momento in cui lo stringeranno nelle loro spire possenti. Poi probabilmente il servo di Carestia diverrà cibo per cinque alieni affamati. Un assassino di animali protetti dalla legge, ucciso e divorato da esseri che vivono ai margini della legge umana. Jon sale sulla potente vettura, che ha comprato grazie ai suoi loschi traffici. Ciò che lo disturba è di dover abbandonare la villa che si è fatto costruire recentemente. Quella però non ha le ruote, e lui deve allontanarsi prima che lo trasferiscano dietro le sbarre. I serpentoidi sono formidabili negli agguati e nelle imboscate, non altrettanto ad inseguire le auto lanciate a gran velocità in autostrada. Per questa missione all’estero si sono procurati un camper ed un conducente umano. Si tratta di un agente di un servizio di sicurezza, autorizzato a circolare liberamente in molti paesi. All’inizio era impressionante anche per lui vedersi sbucare alle spalle quelle enormi teste quasi triangolari, coperte di scaglie. Essendo un professionista, si è però abituato a portare a spasso cinque extraterrestri serpentoidi; quasi abituato ad essere precisi. Il super-computer investigativo Galadriel si è divertito a ricostruire tutti i movimenti dell’ex allevatore di cavalli. A Stritolatore, capo degli Hunter Killer, Galadriel piace tantissimo. Non ha ancora capito come abbiano fatto gli umani, arretrati tecnologicamente rispetto ai serpentoidi, ad assemblare una tale meraviglia. In realtà Galadriel è stata progettata dal mutante Kong, la cui intelligenza è decisamente super-umana. Dopo essere “nata”, la macchina pensante ha provveduto ad evolversi, sviluppando un gusto particolare per le indagini poliziesche. Jon si è fermato in un motel, per trascorrere la notte. Cerca di fare perdere le tracce, pagando in contanti. I movimenti di denaro on line sono una bella traccia, ma Galadriel ha accesso ad un numero sterminato di telecamere di sorveglianza. Per tentare di emulare quello che il super-computer ottiene in pochi secondi servirebbero tantissimi ed attentissimi addetti umani, che dovrebbero lavorare per giorni interi. Il sofisticatore alimentare si chiude in camera, per non farsi vedere in giro. È armato e deciso a sparare su chiunque provi a catturarlo. Ha saputo di una taglia sulla sua testa, ma non teme alcun killer. Ovviamente non immagina che Pitone, salito su un albero nel giardino dell’hotel, lo stia osservando attraverso la finestra. Gli Hunter Killer sono autorizzati a cacciare i soggetti particolarmente pericolosi. Il mandato degli Hunter Killer è di catturare i ricercati, o di ucciderli se è il caso. Questa attività non è nota al pubblico, per evitare che i soliti perbenisti frignino e si mettano di traverso. Le taglie sono versate direttamente dai governi interessati ad eliminare quei delinquenti che sarebbero difficili da incastrare legalmente. Tutto sommato per la collettività è un risparmio. I serpentoidi potrebbero entrare in azione durante la notte, uccidendo Jon nel sonno. Però così facendo si divertirebbero meno. Ecco il motivo per cui Anaconda passa attraverso la porta della camera, sfondando legno e vetri con la sua cresta ossea frontale. Il criminale impugna la pistola, sebbene sia terrorizzato da quel grosso rettile alieno, lungo come il più grande dei serpenti terrestri. Jon esita per un minuto di troppo, ed Anaconda lo coglie di sorpresa con un’emissione di energia mentale, che lo paralizza per alcuni secondi. Stritolatore e Boa intervengono per aiutare Anaconda a trasportare via la loro preda. Quando, alcuni minuti dopo, arrivano gli addetti alla sicurezza dell’albergo, l’ex allevatore di cavalli è sparito senza lasciare tracce. Quando, tra alcuni giorni, la polizia si presenterà per arrestarlo, dovrà registrare un vicolo cieco nelle indagini. Il business della sofisticazione della carne è tuttavia troppo importante e redditizio perché crolli in assenza di chi lo ha promosso per primo. Tanto più che Carestia, invisibile ed intangibile, ha altri emissaria, tutti ugualmente ignari di essere manipolati. Altri cavalli da corsa, a fine carriera, diventano all’improvviso cavalli da tiro, e fanno una brutta fine. Animali che avevano sviluppato una certa considerazione di se stessi, per essere stati acclamati più volte dai pazzi umani, si trovano adesso a percorrere i sentieri di morte dei mattatoi clandestini. Irriconoscenza? È il meno che si possa dire degli umani. Nessuna considerazione per esseri senzienti, che pure hanno lavorato per il nostro diletto. La specie dominante di questo pianeta rischia di fare una brutta fine, a causa della sua stessa stupidità, ma a Carestia importa poco dei miliardi di bipedi che si credono unti dal Signore. C’è un grosso stabilimento, apparentemente preposto all’inscatolamento di alimenti per animali, che è un nodo nevralgico per gran parte di quel mercato criminale. Cavalli ed altri animali vengono condotti segretamente all’enorme impianto. Poi si provvede a somministrare loro una morte non necessariamente indolore. Le carni, le ossa, le pelli e tutto in resto delle spoglie mortali dei poveri animali subisce una bollitura ad alta temperatura. L’orrenda tritatura maleodorante che ne emerge sarebbe invendibile. Ecco perché dei chimici senza alcuno scrupolo o moralità professionali versano negli orrendi colossali pentoloni degli intrugli atti a camuffare la puzza ed il sapore acre. L’infernale mix, di tutti i colori dell’arcobaleno, finisce negli insaccati, nei tortellini, nelle polpette e nei ragù. Il profitto è elevatissimo, e ciò che sorprende Carestia è che non sia stata ancora registrata alcuna moria di massa. Il demone però ci conta. L’attacco di Evolution avviene in grande stile, con Dragonfire che passa direttamente attraverso una parete di mattoni pieni. Il rumore dei suoi pugni provoca un fuggi fuggi negli addetti all’ignobile produzione. Quelli che non erano ancora scappati, urlano come impazziti quando il drago verde abbatte i colossali impianti di metallo, come fossero di legno di balsa. I mutanti di Evolution devono impegnarsi per trovare qualcosa da distruggere prima che Dragonfire rada tutto al suolo. L’alieno pare impazzito, di fronte a quell’inferno in Terra. Fulminatore produce facilmente il collasso di tutte le macchine e di tutti i computer. La Maga usa i suoi poteri per azzerare tutte le comunicazioni: telefonini, smartphone, tablet, computer e qualunque altro aggeggio elettronico si trova privo di campo. Kong e Ferox cercano il centro comandi, per mettere le zampe sui criminali che dirigono l’impianto ormai ridotto in frantumi. Guardie armate si schierano in difesa dei loro datori di lavoro. Ferox sogghigna, pregustando lo sterminio. Kong, sebbene sia meno sanguinario, non abbandonerà di certo la donna leopardo. Dragonfire ignora gli addetti alla sicurezza che gli sparano, perché il suo scopo è di produrre una via d’uscita per gli animali ancora vivi. Un calcio possente dell’alieno, ed una parete crolla rovinosamente. Cavalli, bovini, ovini ed altri prigionieri in procinto di morire rivedono il mondo esterno. Adesso Dragonfire può occuparsi degli stupidi che non hanno colto al volo la loro ultima occasione di salvarsi la vita. Percuote il pavimento con ambedue i pugni; tre volte bastano per convincere il soffitto a precipitare rovinosamente. Nessuno eccetto il drago ne esce vivo. Maga e Fulminatore, lontani dall’onda di distruzione, contribuiscono a ridurre in macerie quella fabbrica di sofisticazioni alimentari. Carestia, a questo punto decisamente irritato, sfiderebbe Evolution, ma il drago lo brucerebbe con la sua fiamma infernale come sta facendo con le macerie. Il direttore dello stabilimento si comporta come il capitano di una nave che voglia affondare con essa. Ferox lo accontenta, facendogli provare una minima parte del dolore che ha inflitto a tante bestie innocenti. Quando la donna leopardo estrae i suoi artigli dall’addome dell’umano, le viscere fumanti si riversano all’esterno, incuranti delle dita con le quali lui cerca di trattenerle.

giovedì 25 aprile 2013

IL DEMONE ED IL DITTATORE_242° episodio

Guerra significa eserciti che si scontrano in una grande pianura. Cavalli o carri armati che formano due fazioni in rotta di collisione. Bisogna essere un po' pazzi per fare la guerra, dato che non c'è armatura che ti garantisca l'incolumità quando ti tuffi nella mischia del ferro e del fuoco. Ci si lancia urlando contro qualcuno che non si conosce e che non si conoscerà mai. Non ci interessa a chi taglieremo la testa o a chi spareremo nel petto; ciò che conta è farlo prima che lui lo faccia a noi. Migliaia di uomini armati gli uni contro gli altri, che si contendono una pianura come tante, o forse un'insignificante collina. Il demone che antiche scritture chiamano Guerra azzera ogni logica, giacché lo scontro frontale è sconsigliato da tutti gli esperti di tecniche militari. Guerra continua a circolare sul pianeta Terra, perché ama gli uomini. Il suo però non è un amore mistico, o un riconoscimento di meriti che gli uomini non hanno. Guerra ama gli uomini perché da tempo immemorabile gli procurano tanto lavoro. Guerra è un demone molto attivo, che si annoia facilmente. Se si fosse stabilito su un altro pianeta, abitato da esseri dell'apparenza pericolosa, difficilmente si sarebbe trovato bene come sulla Terra. Guerra sa di mondi dove al vertice della catena alimentare ci sono grossi rettili, dotati di zanne, artigli, spire e code. Il problema, dal punto di vista di questo demone, è che i draghi ed i serpentoidi si sono evoluti. Preferiscono utilizzare le loro energie per esplorare l'Universo, piuttosto che per infilarsi a vicenda delle lame o dei proiettili nelle carni e nelle ossa. Gli umani sembrano fisicamente poca cosa, ma amano costruire armi, e lo fanno per usarle. Guerra ama gli uomini che non vogliono porre un limite alla libera vendita delle armi d'assalto. Si potrebbe eccepire che per difendersi basterebbe una pistola, ma sono moltissimi quelli che preferiscono portarsi a casa un fucile mitragliatore. Guerra si aspettava che gli umani si distruggessero una volta per tutte,con le armi nucleari. Non è successo, forse perché c'è un limite alla pazzia umana, o forse è stato lui stesso a dissuadere i suoi innumerevoli supporters. Il ragionamento di Guerra è che, se gli umani producono una tale distruzione da dover tornare nelle caverne, poi ne passeranno dei secoli prima che ritornino alla cavalleria corazzata. Guerra ha seguito con attenzione gli scienziati che realizzarono la bomba atomica. Non è escluso che li abbia ispirati uno ad uno. Una bomba atomica qui ed una là, un anno sì ed uno no, sarebbero stati un bel piano di lavoro per il demone. Purtroppo qualche scienziato si è poi fatto prendere la mano, ed ha ideato ordigni molto più potenti, praticamente incontrollabili. In quel momento della storia umana, Guerra ci ha salvati, per evitare di doversi cercare nell'Universo una razza più stupida della nostra. Da quel momento storico è trascorso un tempo pari alla durata di una vita umana. Per Guerra è trascorso un istante. Anni, decenni e secoli sono poco o nulla per il pianeta e per i veri immortali. Un battito di ciglia che però c'è stato, ed adesso Guerra sta diventando impaziente. Si guarda attorno per trovare un dittatore particolarmente incapace e sotto pressione, da manipolare per scatenare almeno un conflitto regionale. Di quelli che si sa quando iniziano, ma non quando terminano. Tutti i giorni salta in aria qualche veicolo carico di truppe, oppure dei soldati vengono uccisi dal "fuoco amico". Sulla Terra di conflitti simili ce ne sono già alcuni in atto. Guerra sta quindi pensando a qualcosa di più grosso: una maggiore tensione, un maggior rischio di estendere territorialmente la contesa. Occorre un giovane dittatore amato dal suo popolo bue. Un popolo metaforicamente morto di fame, che morirebbe sul serio in una guerra scatenata per qualche motivo assolutamente inconsistente. Pochissimi esseri umani sono genuinamente intelligenti. Quelli in un modo o nell’altro capiscono come funzionano le cose, al di là delle chiacchiere di regime. La massa ottusa è invece molto più facile da gestire: basta educarli da piccoli a marciare e parlare per slogan. Per un demone come Guerra, le distanze planetarie sono superabili con la velocità del pensiero. Forse perché lui non è in un luogo specifico, bensì ovunque gli uomini desiderino ammazzare i loro simili. Ha appena formulato il suo desiderio, ed ecco che davanti a lui si prostra una folla immensa. A dire il vero quella moltitudine non adora direttamente Guerra, ma il giovane dittatore, figlio di quello vecchio. Uno che si è trovato catapultato in un ruolo scomodo a causa della morte improvvisa del padre. Essere primogeniti maschi significa ereditare i beni paterni, tutti o quasi. In questo caso, in questo paese sottosviluppato, significa ereditare tutta la baracca. Adesso in milioni si aspettano che lui dica cose da vero leader. I suoi consiglieri sono soggetti tremendi, corrotti e privi di ogni senso dello Stato. Guerra si sente a suo agio tra tanti cretini! Non gli sembra vero di dover manipolare solo una decina di menti fragili, per scatenare un bagno di sangue con migliaia di morti. Da quel momento, il giovane dittatore diventa un altro. Come se in lui si fosse reincarnato il papy defunto. Molto peggio, giacché è Guerra che lo muove come fosse un burattino. Un bel lancio di missili? Come molte nazioni arretrate, anche quella dispone di armamenti per comprare i quali il dittatore precedente ha tralasciato di fare costruire strade, ferrovie ed ospedali. La gente in quel paese circola ancora adesso in groppa agli asini. I carri armati, viceversa, sferragliano liberamente, consumando quantità spaventose di combustibile. I mezzi meccanizzati militari normalmente fanno a meno delle strade, tagliando per i campi. Cosa importa se rovinano i raccolti agricoli stentati? Più li vede, più Guerra ama uno ad uno gli abitanti di quella nazione. Quanto sono stupidi! Cantano inni marziali ed inneggiano a chi sta preparando un conflitto fratricida con la nazione confinante. Fratricida perché si tratta della medesima etnia, divisa da un conflitto decenni or sono. Quelli del sud svilupparono il capitalismo e la libera iniziativa. Quelli del nord, invece, razzolano nello statalismo più stupido ed arretrato dell’intero pianeta. I missili ci sono ed anche le rampe. Che si dia inizio ai giochi! Sul palco, assieme al giovane dittatore, trovano posto militari che ostentano molte medaglie, come se avessero combattuto e vinto chissà quali guerre. Ma la maggior parte di loro era troppo giovane, quando la nazione fu spezzata in due dall'aggressione di una potenza straniera. Un missile parte con un rombo, lasciandosi dietro una scia di fuoco. Un’immagine che esalta anche gli sciocchi che hanno difficoltà a nutrirsi di rape e patate, perché da quelle parti sembra sia difficile anche organizzare un orto. Il missile è diretto verso un’installazione militare dei connazionali nemici. Forse la testata non contiene una carica nucleare, ma un avveniristico velivolo insegue l’ordigno, per abbatterlo. Il velivolo multifunzione progettato e condotto da Kong è arrivato velocissimo, ingannando i radar militari. A bordo si trova, oltre all’uomo bestia di Evolution, anche Fulminatore. Tocca a lui intercettare ed abbattere il missile. I super-eroi mutanti, guidati dal dottor Occulto, sanno che le marine e le aviazioni militari dei paesi vicini non interverranno per evitare coinvolgimenti. Evolution invece può e vuole farlo. Meglio bloccare sul nascere le sciocche iniziative di quel giovane dittatore. Infatti la storia insegna che questi personaggi, con più potere che cervello, sovente traggono incitamento dalla titubanza altrui. Una scarica elettrica attraversa il cielo. Un lampo come se ne vedono durante i temporali; ma questo non viaggia dalla terra al cielo, o viceversa. Dal velivolo multifunzione al missile, con una velocità impareggiabile, il fulmine rossastro raggiunge e distrugge in volo il missile. L’esplosione conferma che la testata era convenzionale. Fosse stata atomica, l’energia prodotta dal mutante elettrico avrebbe comunque interferito nella reazione a catena, impedendo la fissione nucleare. La notizia compare dopo pochi minuti sui telegiornali e sui giornali on line. Il test missilistico, annunciato da giorni, è stato affossato dall’intervento di Evolution. I militari promotori di quell’atto dimostrativo ringhiano e minacciano, ma nulla possono contro il velocissimo velivolo che è già scomparso in lontananza. Guerra potrebbe attaccare Kong e Fulminatore, ma ha già affrontato il super-gruppo, e le sue ambizioni ne sono state ridimensionate. Il demone ritiene non sia il caso di scoprire le sue carte. Dovrà manipolare i morbidi cervellini del giovane dittatore e dei suoi collaboratori, in maniera che la prossima iniziativa sia meno pubblicizzata. Invece di raccontare a tutti di essere in possesso di ordigni in grado di colpire a migliaia di chilometri di distanza, meglio essere sicuri di poterlo fare. Guerra, invisibile ma incombente, spreme gli scienziati responsabili del progetto missilistico, affinché realizzino motori in grado di proiettare molto lontano il prossimo aggeggio mortale. Poi, per non perdere l’abitudine, il demone immortale plana fino ad una postazione di frontiera. Lì cerca i più fuori di testa tra i militari di guardia. Li carica come fossero giocattoli a molla, poi li lascia andare. E loro, contravvenendo agli ordini ricevuti, sparano sulle guardie di frontiera nemiche. La battaglia che ne segue nutre Guerra come farebbe un salatino mangiato a stomaco vuoto: si limita ad accendergli la fame. Gli sciocchi umani in divisa, risentendo dello stato d’animo del demone, caricano il nemico, esponendosi al fuoco di sbarramento. Così facendo muoiono felici e sbavanti: questo è il potere di Guerra. La via del guerriero è sovente volontà di morte per gli altri, ma anche per se stessi. Guerra agisce sulle personalità predisposte a litigare, a non voler costruire, a preferire le urla alla riflessione. I migliori tra loro diventato truppe speciali. Non lo fanno per la patria, bensì per tagliare la gola ad un militare che fa la guardia ad una postazione, per un salario da fame. Quando le truppe d’assalto del piccolo dittatore emergono dal mare, sono pronte a sgozzare e versare il sangue di chiunque. Non lo sono però altrettanto a subire l’identico trattamento da parte di una mutante che potrebbe tenere loro lezioni magistrali in merito.Le guardie normali sono state preventivamente allontanate, cosicché Ferox abbia campo libero. Lei è la perfetta fusione tra un grande felino degli alberi ed una donna molto intelligente. C’è chi la accusa, non conoscendola, di crudeltà. Sbagliano, giacché i suoi artigli non torturano, ma uccidono in maniera efficiente. Ferox è crudele nella misura in cui lo sono le tigri, i leoni ed i leopardi. Lei e loro sono macchine di morte, non umani pervertiti e sadici. I super-soldati del piccolo dittatore fanno la sua conoscenza nel modo peggiore. La sfidano con i loro coltelli, mentre avrebbero dovuto cercare di ucciderla con le mitragliette. Un corpo a corpo con un grande felino è una cosa da film. Un essere umano non ha i riflessi, la velocità, la forza e neppure l’aggressività necessarie. Uno dopo l’altro cadono, colpiti da artigli mutanti in grado di incidere profondamente l’acciaio. Ferox somministra loro ferite talmente profonde e precise che fanno male quando il sangue è già sgorgato copioso. Guerra osserva tutto ciò invisibile, ed ammette con se stesso di ammirare quella nemica formidabile. Il demone non ha tuttavia giocato tutte le sue carte. Ama districarsi su diversi tavoli contemporaneamente. Proprio adesso un secondo missile, portatore di una carica atomica, solca i cieli. Giunto sul bersaglio esploderà, uccidendo e contaminando. Nessuno potrà ignorare questo guanto di sfida, ed il conflitto che Guerra brama divamperà feroce. Evolution non ha però abbandonato il campo. Questa volta, a bordo del velivolo multifunzione di Kong c’è la Maga, che con i suoi poteri telecinetici interagisce con il sistema di guida del pericoloso ordigno. Lo manda fuori bersaglio, ma non potrà impedire che la testata atomica esploda tra qualche minuto. Guerra vincerebbe se a bordo del velivolo ci fossero solo la Maga e Kong. Invece Dragonfire è lì, pronto ad erogare la sua super-fiamma. Il drago alieno esce volando dal velivolo multifunzione di Evolution; il dragoncraft converte parte dell’energia di Dragonfire in levitazione e propulsione. Insegue il missile, che la telecinesi della Maga ha indirizzato verso l’alto. Se deflagrasse adesso potrebbe uccidere i suoi amici, ma ciò non avverrà perché Dragonfire si prepara ad annichilire l’ordigno, raggiunta la distanza di sicurezza. La Maga deve cedere, dato che il missile non è quasi più visibile da terra. Ora potrebbe piombare giù, attirato dalla gravità. È invece il drago a dire la parola fine a questa penosa mossa di un dittatore da operetta. Guerra più di tutti si rende conto di aver perso quella battaglia, ma è un vero immortale ed è convinto che alla fine la spunterà lui. Una fiamma più calda di qualsiasi fonderia brucia l’aria che attraversa. Dragonfire è relativamente vicino all’ordigno nucleare, e la sua è una lotta contro le forze spaventose che tentano di scatenarsi. Lui le sente, ma non le teme. Il drago incrementa il suo potere, fino a brillare lui stesso come una stella. Il suo calore però non si disperde attorno a lui, ma solo in avanti. Mentre il dragoncraft sopravvive alla prova e continua a funzionare, gli isotopi radioattivi della testata del missile passano allo stato liquido e subito dopo a quello gassoso. Il missile cessa di esistere come entità materiale. Dalla colossale colonna di fuoco sbuca volando il gigante verde, vincitore di quella gara tra forze oltre l’umana comprensione.

venerdì 19 aprile 2013

DILETTANTI NEL BENE E NEL MALE_241° episodio

Una maratona che ha luogo in una grande città. Alcuni corrono per vincere, ma sono pochi. La maggior parte dei presenti si accontenta di partecipare alla festa popolare. Decine di migliaia di iscritti, con un folto pubblico che li incita. Arrivare alla fine del percorso di oltre quarantadue chilometri è più difficile del previsto, ma chi non ci riesce non si abbatte. Riproverà la prossima volta. Per taluni la maratona è uno stupido modo di trascorrere ore arrancando faticosamente. Tutti hanno diritto ad un'opinione; sarebbe però il caso che i non interessati mostrassero rispetto per le cose che non capiscono. Sfortunatamente ci sono anche dei pazzi che colgono l'occasione della maratona per fare terrorismo. Nonostante ci siano tanti poliziotti lungo il percorso della maratona, quasi tutti i presenti hanno uno zainetto, nel quale potrebbe essere nascosto un ordigno. Cosa fare allora? Perquisire decine di migliaia di persone? Quanti poliziotti servirebbero? Sarebbero più utili dei cani, in grado di fiutare la polvere da sparo o altri esplosivi. Le autorità in realtà sperano che il dispiegamento di mezzi scoraggi i terroristi dal provarci. Quel giorno le cose vanno diversamente. Ciò che è stato fatto dai criminali diventa chiaro quando due ordigni esplodono tra gli spettatori della maratona. Tre persone muoiono sul colpo, e centinaia rimangono ferite. Il fatto che siano stati tutti gambizzati fa pensare a bombe posizionate in basso. Gli investigatori trovano infatti i resti di due pentole a pressione, che frantumandosi hanno scagliato attorno frammenti di metallo e chiodi. La prima cosa da escludere è che si tratti di quel terrorismo internazionale, che in passato ha massacrato migliaia di persone in tre attentati consecutivi e coordinati. Gli investigatori tirano quasi un sospiro di sollievo quando si scopre che con buona probabilità i delinquenti sono dei pazzi locali. Molto meno virulenti di chi sia in grado di dirottare aerei di linea, per abbattere grattacieli! L’attentato alla maratona colpisce in modo diverso la cittadinanza, suscitando emozioni che vanno dalla tristezza alla rabbia. Una persona tra tutte però decide di non limitarsi agli stati d’animo ed all’attesa, ma decide sia il momento di agire! Era dai tempi delle letture giovanili dei fumetti che voleva farlo. Lia è una madre di famiglia, con un marito, un figlio ed un gatto. I super-eroi dei fumetti se si sposano lo fanno con altri super-eroi, perché è difficile spiegare al marito o alla moglie le ronde notturne, a caccia di criminali. Lei invece, l’aspirante giustiziera, deve per prima cosa mandare a dormire il marito, raccontandogli di dover terminare un non meglio specificato “lavoro”. Poi deve dare da mangiare al gatto, per evitare che si metta a miagolare durante la notte. Per quanto riguarda il figlio, torna a casa quando vuole; quindi la giustiziera non può passare dalle scale, per non rischiare di incontrarlo quando esce in missione. Del resto, si è mai visto un super-eroe che entri in azione scendendo in strada coll’ascensore? Non deve farsi fermare dalle piccole difficoltà. Non dispone di una caverna, dove organizzare la sua lotta al crimine; quindi deve improvvisare. Il costume da ninja, che da tempo giace nascosto in un armadio secondario, chiede di essere indossato. Un ultimo sguardo in giro, per assicurarsi che nessuno la veda, poi la trasformazione. Indossare quel costume non è facilissimo e neppure veloce. Forse è per questo che i super-eroi dei fumetti nascondono il costume sotto gli abiti civili. Chissà che caldo d’estate! Adesso che Lia sembra un ninja, dovrebbe trovare il coraggio di saltare dal balcone, per atterrare sull’albero che si trova quattro piani più in basso. Ma è meglio rinviare a quando sarà più rodata. Il costume è un po’ stretto, e sarebbe meglio non spiaccicarsi sull’asfalto all’inizio della prima missione. La cosa più intelligente da fare è: uscire di casa in borghese, salire in auto, e cambiarsi prima di iniziare la missione vera e propria. L’auto è quella che è. Annotazione: ci vorrebbe una macchina personalizzata, tipo batmobile! I ninja in Giappone non circolavano in auto, ma solo perché non le avevano ancora inventate. Una ninja moderna necessita di un mezzo di trasporto a motore, data la vastità del territorio da perlustrare. La polizia sta lavorando giorno e notte per stanare chi ha collocato le pentole esplosive. Sarebbe come cercare un ago in un pagliaio, se non ci fossero le telecamere di sorveglianza. Lia non ha super-poteri, ma è una specie di hacker. Ha lavorato duramente per trovare una pista, ed ora intende piombare sui criminali prima dei poliziotti. I super-eroi fanno sempre così. Immagina i titoli dei giornali, dedicati alla sua prima missione: “Il misterioso giustiziere ninja sbaraglia rete terroristica”. L’auto di Lia si ferma in un quartiere popolato da immigrati. I sospettati abitano nell’ultima casa, in fondo ad una via chiusa. Il buio favorisce i guerrieri ninja, sempre ammesso che non inciampino in biciclette o in giocattoli abbandonati da bambini dispettosi. Lia fa molta attenzione, mentre cammina tenendo davanti a sé il suo bokken di legno di ciliegio. Pensa che, dovessero fermarla i poliziotti, sarebbe più complicato giustificare la detenzione di una katana affilata. Si guarda attorno: la strada è deserta; la gente dorme, perché domani dovrà svegliarsi presto per andare a lavorare. Lia non si accorge però di essere seguita con attenzione da una figura più tonica, snella e dinamica. Il super-computer Galadriel, che segue tutti i casi della polizia della nazione, si è accorto dell’intromissione di un hacker abbastanza maldestro (Lia) nella banca dati delle telecamere di sorveglianza. Ha quindi allertato un alleato di Evolution, che guarda caso è un vero ninja. Il Ninja Grigio è appostato a pochi metri da quello strano ninja grasso, e lo guarda con curiosità ed apprensione. Chi è stato a preparare le bombe ed a collocarle? Si tratta di due profughi, appartenenti ad una etnia oppressa in patria, che per motivi sconosciuti hanno deciso di prendersela con il paese che li accolse. Strappati alla miseria, ringraziano seminando la morte in nome di ideali confusi; ma si sa che i terroristi non sono esattamente dei miracoli di correttezza e logica. Trattasi di due fratelli, già sorvegliati in patria per comportamenti sovversivi. Gli investigatori di quel paese segnalarono a quelli di questo la pericolosità dei soggetti. Peccato che il messaggio venne sottovalutato. Avere polizie locali e federali non sempre aiuta ad indagare. Più spesso chi ne trae vantaggio sono i burocrati fastidiosi ed inconcludenti. Adesso il ninja grasso si prepara ad irrompere nella casa dei teppisti, certo di coglierli di sorpresa. Il Ninja Grigio però entra per primo, dal finestrino della soffitta. Da lì, scende senza produrre alcun rumore. Potrebbe assalire i due terroristi, brandendo la sua katana assetata di sangue e di forza vitale. Ciò che lo ferma è la curiosità di vedere all’opera quello strano ed inconsapevole emulatore. Per prima cosa deve evitare che lo accolgano a fucilate. Crea quindi una diversione, rovesciando una sedia in un locale del primo piano. I teppisti, che si trovano sotto, salgono velocemente le scale, armati e pronti a sparare. Non sapendo di aver rischiato di essere impallinato, in ninja grasso rompe per entrare il vetro della porta esterna. I criminali intanto fronteggiano il Ninja Grigio e gli sparano con le loro pistole. Lo spazio ridotto delle scale e del corridoio del primo piano dovrebbero avvantaggiarli, ma non è così. Il costume del guerriero delle ombre pare essere una cosa sola con il buio, e non è facile prenderlo di mira. Lui però li vede benissimo, e con un calcio spedisce il più giovane giù dalle scale. Lo ha affidato alle cure del ninja grasso, come farebbe una mamma orca che spingesse verso il suo piccolino una foca ferita. Il fratello più grande e più pericoloso è ancora armato, ma per poco. Con una mossa velocissima, il Ninja Grigio lo priva della pistola. Il tizio tuttavia gli salta addosso, come se il suo passato da pugile dilettante potesse garantirgli qualche possibilità di successo. Il Ninja Grigio schiva con facilità le grossolane mosse di uno che pensa che i muscoli delle spalle, da soli, gli possano dare la vittoria. Al piano di sotto, Lia camuffata da ninja passa all’azione che attendeva da una vita. Un bokken può essere talmente pericoloso che gli atleti di kendo hanno smesso di usarlo negli allenamenti. Il ninja grasso percuote sulle spalle e sulla schiena il giovane e stupido terrorista straniero. Lui si è sempre visto come un liberatore di popoli, ma adesso le sta prendendo da un tizio mascherato, che ha invaso casa sua. Dato che la porta è rimasta aperta, il terrorista scappa all’esterno, per evitare di farsi rompere la testa a bastonate. Sarebbe una fine poco onorevole per un aspirante nemico pubblico numero uno. Il fratello invece non molla; riesce tuttavia solo a prendere in pochi minuti più botte che in tutta la sua carriera pugilistica da dilettante. Così come il fratello più giovane è corso fuori dalla finestra, il fratello più vecchio si lancia dalla finestra. Si tratta di un volo di pochi metri, con atterraggio in un prato. Poi, dimenticando tutte le missioni di morte che avrebbe voluto realizzare, si precipita verso un vicino bosco. Il ninja grasso, preso dall’euforia dell’inaspettata vittoria, si è già lanciato all’inseguimento del giovane, per catturarlo come farebbe ogni super-eroe che si rispetti. Dopo un centinaio di metri però il ninja grasso si rende conto che la sua “vittima” è più snella e veloce. La vita sedentaria ed i troppi manicaretti presentano il conto a Lia, che non correva così dall’età di dodici anni, alcuni decenni or sono! L’ex pugile è più allenato e veloce del fratello, ma il Ninja Grigio lo raggiunge con facilità. Il guerriero delle ombre non intende lasciare libero un tale delinquente. Uno che ha ucciso degli sconosciuti, in nome di un ideale a dir poco confuso. La storia terrena di quel terrorista, giunto dall’estero ma mai integrato nella civiltà, si conclude nel bosco. La katana esce dal fodero, come sospinta da una propria volontà. Ed in effetti si tratta di una lama nera, dotata di una consapevolezza e di una volontà di uccidere. Ombre nere ed ombre grigie. Lievi movimenti nell’aria della notte. Anche gli insetti del bosco smettono per un istante di emettere i loro suoni consueti e rassicuranti. La lama cerca e trova un cuore ancora più nero di lei. Lo trafigge e ne sugge l’energia vitale. Il moribondo ritrova forse qualche istante di lucidità, quando si accorge di avere sprecato la sua vita. Il fratello minore ode distintamente l’urlo di morte del maggiore, ma continua a scappare per salvarsi la vita. Ha visto filmati di martiri, che hanno ucciso e sono stati uccisi. Sembravano felici, ma dovevano ancora affrontare la paura e la morte. I suoi pensieri sono molto confusi; giunge a chiedersi per quale stupido motivo si sia fatto trascinare in questa disputa idiota. La nazione dove abita gli ha permesso di studiare; lui ha ucciso degli innocenti spettatori di una maratona. Sfuggito al ninja grasso, il terrorista rimasto in vita si nasconde tremante, affamato e totalmente confuso. Quando arriva la polizia, trova il fratello morto, ma la katana del Ninja Grigio ha cancellato la ferita mortale che aveva prodotto. Gli investigatori ed i profiler brancolano e brancoleranno nel buio. Solo il super-computer Galadriel sa come sono andate le cose. Nella sua immensa memoria trova posto una cartella di file dedicata al ninja grasso. La cattura del secondo terrorista della maratona avviene in pompa magna, come se fosse un soggetto pericolosissimo. La polizia vuole torchiarlo, per scoprire da dove provengano le armi che i due delinquenti tenevano in casa. Come già visto in passato, tutte le cose possono essere tracciate, comprese le armi. Per quanto possano sembrare pistole comuni, un’analisi approfondita rivela specificità che una mente elettronica ultra-veloce può confrontare con altri dati, in una maniera che sfugge alla comprensione umana. Molti camion hanno un GPS, e così gli smartphone. Galadriel risale ai mezzi di trasporto adoperati, a quando detto trasporto è avvenuto, ed a dove ha avuto inizio la filiera criminale. Dalla base di Evolution, giunge la disponibilità di Fulminatore: si occuperà lui del deposito di armi di distruzione di massa. Un brevissimo passaggio nel teletrasportatore del cacciatorpediniere Vae Victis, ed il mutante elettrico è pronto a chiudere la partita. Le nazioni che si definiscono democratiche sono implicitamente costrette a consentire troppi accessi facili attraverso le frontiere. Grazie a questa debolezza legislativa, quattro agenti segreti di una nazione nemica stanno organizzando attentati come quello alla maratona, utilizzando stupidi personaggi come i due fratelli. I quattro vivono in una casa anonima, in un paesino anonimo. Nessuno che li abbia segnalati alla polizia locale o federale. L’arrivo di Fulminatore è annunciato dall’apertura di un portale di teletrasporto. I poteri di sua sorella Navigatrice, assieme ai dati elaborati dal super-computer Galadriel, consentono a Fulminatore di giungere sul bersaglio con precisione. Levitando, grazie ad un dispositivo ideato da Kong (l’uomo bestia di Evolution), il mutante elettrico scaglia verso la casa una sola potentissima scarica rossastra. Guidata dalla mente allenata di Fulminatore, l’energia cerca il metallo dei dispositivi esplosivi, stipati in quantità impressionante. I terroristi atterriti osservano lo strano e terrificante episodio, ma non possono fare alcunché quando un’unica deflagrazione li disaggrega in pezzi molto piccoli di ossa e frattaglie.

domenica 14 aprile 2013

IMPRINTING CON IL DRAGO_240° episodio

Un enorme prato, con l'erba talmente verde da indurre a pensare che si trovi in alta montagna. Il cielo è azzurro in maniera esagerata. Nessuna nuvola si azzarda a colorare di bianco quella cupola impareggiabile. Aquile volteggiano molto più in alto, senza quasi muovere le ali. Ogni tanto, a distanza di sicurezza, sbucano dal terreno le marmotte che si guardano attorno curiose. Poi, da soli o a piccoli gruppi, arrivano tantissimi bambini provenienti da tutte le parti del mondo. Bambini biondi del nord, bambini con i capelli più scuri, bambini con la pelle nera e bambini con la pelle gialla. Questi ultimi non sono esattamente "gialli", ma è un modo diffuso di definirli. Anche i bambini "neri" hanno tonalità diverse, dovute alla diversa distribuzione della melanina. Merito dell'esposizione dei loro avi alla luce solare molto potente dei luoghi di provenienza. Tutti questi piccoli esseri umani non sono ancora stati intossicati dalle ideologie e dalle religioni. Si incontrano sulla spianata verdissima, parlando tra loro in tutte le lingue del mondo, o quasi. Sulla Terra, il cosiddetto terminatore della notte annuncia il sorgere del Sole, muovendosi ad una velocità superiore a quella del suono. In ventiquattro ore compie il giro del pianeta, e persevera da miliardi di anni. Tutti i bambini presenti stanno dormendo nelle loro case, o capanne che siano. Quasi tutti hanno una mamma ed un papà che li hanno messi a letto, augurando loro la buona notte. Il buio presuppone la caccia per i felini e per gli altri predatori dotati di vista adeguata. Non tutti i predatori sono animali; ci sono lupi mannari, vampiri ed altri mostri. Quattro tra i lupi mannari più giovani fanno parte degli Esploratori dei Sogni, ed anche loro tra un po' arriveranno alla spianata verde. Assieme a Rebecca, Sonia, Pedro e David, viaggiano l'amica Clara, il cagnolino Cyberdog, il Lupo Nero e Braxcat, un gatto demone con la passione per la dimensione dei sogni. Intanto i bambini parlano tra loro e si capiscono, perché sono stati tutti convocati per condividere, non per litigare. Quel raduno sembra suggerire un concerto ad alta quota. La voce si sparge tra i bambini: presenzierà un cantante famoso? La squadra al completo degli Esploratori dei Sogni si prepara a salpare per quello stato dell'esistenza dove può accadere di tutto. Braxcat emette uno dei suoi terrificanti miagolii, ed in risposta si apre un varco dimensionale a suo uso e consumo. Gli altri del team si sono già addormentati a comando, tenendosi per mano e per zampa, così da non finire troppo lontani l'uno dall'altro. I corpi astrali dei giovani licantropi, di Clara, del cagnolino cibernetico e del Lupo Nero seguono Braxcat con un tuffo coordinato, e l'avventura può avere inizio. La moltitudine dei bambini si dispone in un grande cerchio. Non sanno per quale motivo, ma questo è un sogno, ed in sogno il più delle volte si accettano anche le situazioni più strane. Tutti a guardare verso il centro della grande spianata verde, mentre il cielo sopra di loro continua ad essere di un azzurro intensissimo. Gli Esploratori dei Sogni non partecipano direttamente a questa rappresentazione. Loro osservano tutto, non visti. I giovani licantropi camminano a pochi metri di distanza dai bambini, che pensano e vedono altro. Gli Esploratori dei Sogni però sanno per quale motivo questa notte avrà luogo questa rappresentazione. Lupo Nero non sconvolge il sogno delle bambinette, e ne è felice. Cyberdog comunica con il suo simbionte, il Transformatron, così come Clara parla con il suo Tecnoragno. I due alieni di metallo vivente in realtà non sono lì, giacché non dispongono di un corpo astrale da spedire nel mondo dei sogni. Transformatron e Tecnoragno, sulla Terra, sorvegliano i corpi dei loro amici avvolti in un caldo abbraccio: tutti addossati al Lupo Nero. Manca solo Braxcat, che li ha condotti lì e poi è sparito. Il gattino demoniaco si è allontanato dal gruppo perché ha adocchiato una bambina più piccola della media. Strano che sia stata convocata assieme agli altri. In effetti la piccola è spaesata, ma non sta piangendo. Il gattino le si avvicina per fiutarla e per usare su di lei tutti i sensi super acuti di cui dispone. Sulla Terra, una sonnambula di circa due anni si è alzata dal suo lettino, ed è uscita di casa. Guidata da un istinto formidabile, la bimba ha camminato lungo sentieri che l’hanno condotta in un bosco. Poi si è riaddormentata del tutto. Adesso è parte del sogno collettivo, ma la sensibilità di Braxcat gli suggerisce di riportarla a casa, nel suo letto, prima che le succeda qualcosa di spiacevole. Quando Rebecca, Clara, Sonia, Pedro, David, Cyberdog ed il Lupo Nero odono il miagolio di Braxcat, lui ha già varcato la barriera dimensionale, per raggiungere l’essenza fisica della piccola dormiente. I sette si avvicinano alla piccola sognatrice; lei adesso li vede bene e sorride loro. Con la leggerezza d’animo tipica dei giovanissimi, non prova timore per i giovani licantropi e neppure per il grosso animale nero, che le sorride di rimando. Sulla Terra, il semidemone in forma felina sveglia dolcemente la piccolissima esploratrice, ed assieme seguono i sentieri che aveva percorso all’andata. La porta è ancora aperta, ed entrano. I genitori continuano a dormire anche quando Braxcat si congeda per tornare nella dimensione onirica. I genitori non sanno ciò che hanno rischiato, giacché entità notturne poco simpatiche si aggirano da quelle parti. Avrebbero rapito la piccola, se non avessero fiutato in quel gattino un potere oltre le loro possibilità di lotta. Nella dimensione onirica, gli Esploratori dei Sogni tornano ad essere otto, e tutti assieme si volgono verso il cielo azzurrissimo. Una forma enorme e familiare plana verso terra. Il suo colore verde, la sua possente coda e le sue scaglie sono un biglietto da visita più unico che raro. Nei suoi tre metri e settecento chili, discende a terra Dragonfire. Il suo dragoncraft si solleva fino ad una decina di metri di quota, dove aspetta le disposizioni del suo padrone. La moltitudine dei bambini osserva affascinata Dragonfire. Quasi tutti i presenti conoscono le gesta di Evolution, e di sicuro tutti sanno cosa sia un drago. Gli Esploratori dei Sogni si avvicinano al colosso alieno, disponendosi ai suoi fianchi. Bambini di tutte le razze sognano contemporaneamente di avvicinarsi per toccarlo. In questo modo, si crea un imprinting tra questi piccoli umani, non ancora corrotti dalle stupidità che contraddistinguono gli adulti, ed il drago extraterrestre. Anche i giovani licantropi e la loro amica Clara traggono vantaggio dal contatto con Dragonfire. Lupo Nero e Cyberdog scodinzolano ognuno a modo suo. Braxcat osa addirittura saltare sulla spalla destra del gigante verde, e da quell’altezza miagola all’indirizzo di tutti i convenuti. Il terminatore della notte continua a correre sulla superficie terrestre. I bambini si svegliano, nelle case e nelle capanne, al nord come al sud. Tutti ricordano benissimo il loro sogno, e non vedono l’ora di raccontarlo ai genitori, a fratelli e sorelle, ad amici e compagni di scuola. Quasi tutti liquidano l’entusiasmo dei bambini con eccessiva leggerezza, come se il sogno fosse una cosa insignificante. I bambini però serbano nei loro cuori una purezza di intenti. Tengono per loro stessi quel ricordo, che li scalda da dentro. Possibile che il drago abbia parlato con loro? Un grande super-eroe, che ha salvato molte volte il mondo, ha trovato il tempo e la voglia di conversare con dei piccoli umani. Lo ha fatto usando parole che sono passate dalla sua mente a quella della moltitudine. Non una lingua scritta o parlata, tra le moltissime che gli umani considerano distinzione e non impedimento. Il drago ha garantito a tutti i bambini presenti sulla grande spianata verde, sotto quel bellissimo cielo azzurro, che, se e quando avranno bisogno di lui, accorrerà. È stato bello vedere che accanto al drago c’erano quattro licantropi ed un lupo, tutti sorridenti. C’era una ragazzina con un cagnolino, e tutti e due portavano dentro di loro degli alieni di metallo vivente, ancora più strani di Dragonfire. Infine c’era il gattino che era anche un demone, ma di quelli buoni. Trascorre una settimana ed il piccolo Bernard continua la sua vita in un villaggio isolato, in mezzo alla savana. La sua famiglia e la sua tribù sono poveri, ma allevano bovini, pecore e capre, che sono il loro sostentamento. Bernard ha la fortuna di poter andare a scuola, grazie ad alcuni volontari di organizzazioni non governative. Bernard pensa che quegli uomini bianchi siano buoni a prescindere dal colore della loro pelle. Ha ragione perché il pericolo che sta arrivando a bordo di camionette è rappresentato da persone la cui pelle è scura come la sua. Sono pirati di terra, che ignorano ogni legge, che non sia quella delle pallottole e dei machete. Mercenari: gente che ammazzerebbe chiunque per pochi dollari. Avanzi di galera, che non hanno neppure provato a lavorare onestamente. Gente ignorante, perché fin da piccola era convinta di saperne più degli insegnanti. Oggi sono giunti fin qui, agli ordini di una multinazionale che vuole scacciare la tribù da quella terra. La multinazionale è infatti intenzionata a scavare per estrarre metalli e pietre preziose. Non si esclude che sotto quella terra, da sempre percorsa dai pastori e bestie ruminanti, ci sia il petrolio ed il gas. La marmaglia a bordo dei mezzi militari spara verso il cielo, lasciando intendere di poter usare quei mitragliatori in maniera molto più letale. Quello di oggi è l’ultimo avvertimento; i mercenari ed i pendagli da forca picchiano gli uomini ed insultano le donne, pregustando ciò che potranno fare quando i loro mandanti li autorizzeranno. Il consiglio delle tribù si riunisce, per decidere se accettare di regalare le terre degli antenati, per salvarsi la pelle. I pastori non sono guerrieri, ma pensano che con la vigliaccheria si vada poco lontano. Si preparano pertanto a contrastare gli invasori, con tutte le armi che troveranno. Ecco perché alcuni giorni dopo il ritorno dei mercenari è accolto da una scarica di fucileria. Purtroppo per loro, i nativi non dispongono di armi in grado di competere con quelle dei nemici. Lottano coraggiosamente, ma i mercenari della multinazionale girano attorno al villaggio di fango, a bordo dei loro camioncini, bersagliando le cose e le persone con proiettili di differente calibro. Uno tra i più ardimentosi nel villaggio scaglia lance contro i criminali, ferendone alcuni. Subito dopo deve però pagare il prezzo del coraggio: numerosi colpi di fucile lo abbattono in una pozza del suo stesso sangue. Bernard vorrebbe lottare assieme agli adulti, ma i suoi genitori preferiscono che non si faccia ammazzare per una causa quasi del tutto persa. Ecco perché il bambino freme di rabbia, chiuso in una delle capanne, mentre fuori i mercenari massacrano i pastori e le greggi. Bernard ricorda le parole del drago, e si sforza con tutta la forza della sua mente di evocarlo. A grandissima distanza, Dragonfire ode il richiamo di uno dei bambini ai quali ha concesso l’imprinting. Il possente alieno è contento di poter rispondere alle chiamate delle persone comuni, che spesso sono trascurate dai super-eroi. Lui, il più grande di tutti, entra nel teletrasportatore che si trova a bordo del cacciatorpediniere Vae Victis. Si tratta solo di individuare il worm hole più adatto a varcare quasi istantaneamente migliaia di chilometri. I computer di bordo calcolano le coordinate ed attivano la dislocazione di Dragonfire, che esce dal portale nei pressi del villaggio assediato. Il suo arrivo coglie prevedibilmente di sorpresa i malvagi, che però, essendo fondamentalmente stupidi, lo attaccano. Dragonfire sogghigna, mentre parte all’attacco con tutta la sua potenza. Impressionante nella sua carica come un elefante; più leggero, ma più veloce. I mercenari sono decisi a verificare se la sua pelle sia altrettanto dura. I fucili mitragliatori sparano moltissimi proiettili di calibro sufficiente a perforare o danneggiare irrimediabilmente i giubbetti in kevlar. C’è però qualcuno che non si fida, ed opta per i fucili da caccia grossa, che dispongono di due canne caricate con proiettili di calibro più grande. Tutto questo inferno in Terra investe il drago di Evolution, che tuttavia non accenna a rallentare la sua avanzata, o a proteggersi in alcun modo. In quei pochi minuti la banda di assassini prezzolati passa dall’euforia, all’incredulità, alla disperazione, giacché tutti quei proiettili si frantumano e scivolano contro le scaglie di Dragonfire. Poi il formidabile alieno usa la sua coda per distruggere uno dei fuoristrada, in un fragore assordante. L’impatto accartoccia il metallo, sollevando da terra la macchina ridotta ad un rottame. Un pugno gigantesco sfonda il muso di una camionetta; il blocco motore sfonda i supporti e distrugge il differenziale. Una granata esplode vicinissima a Dragonfire, scagliando schegge in tutte le direzioni, ma l’invincibile rettile extraterrestre continua a sogghignare. Ciò che accade adesso è dedicato al giovane Bernard, che lo ha evocato. Nessuna tolleranza o rivendicazione di giustizia per chi dispensa la morte senza pietà. La super-fiamma erompe dalle fauci del drago. Tale è il calore che gli indigeni arretrano e si buttano a terra. La distruzione incombe, ma non su di loro. Il metallo si fonde, il carburante si incendia ed esplode, la carne e le ossa umane si vaporizzano. Terra e rocce si trasformano in lava. Nulla e nessuno, eccetto Dragonfire, potrebbe sopravvivere a tale disastro; ed in effetti il drago sorge incolume dalla distruzione immensa che lui stesso ha prodotto.

lunedì 8 aprile 2013

LA K-FORCE CONTRO I MOSTRI_239° episodio

Un planetoide che in realtà è un'astronave dei cloroformatori provenienti dal pianeta Azirlain. Il gigantesco computer di bordo lotta per non soccombere, dopo essere stato colpito da Fulminatore. Ma il problema più grosso deriva dalle fiamme accese da Dragonfire. Il plasma caldissimo emesso dall'alieno di Evolution ha vita propria nel divorare roccia e metallo. Black Dragon e Robokiller hanno aiutato Dragonfire a portare la distruzione nelle viscere del planetoide ormai incontrollabile. Qualora gli extraterrestri intendessero farlo precipitare sul pianeta da cui è arrivata Evolution, dovrebbero tener conto della distanza considerevole che li separa dal suolo. L'attacco dei mutanti, del drago e dei robot loro alleati è infatti avvenuta a distanza di sicurezza; adesso l'astronave dei cloroformatori ha perso quasi completamente la spinta dei potentissimi motori. Gli Azirlain non sono tuttavia completamente sconfitti. La guida senza computer è complicata ma non impossibile. Questo popolo di guastatori è molto tenace, e neppure quando sembra sconfitto si rassegna alla morte ed all'oblio. Gli ingegneri isolano le strumentazioni indenni dal disastro, mentre si preparano ad abbandonare nello Spazio la gran parte del planetoide. Impossibile o quasi spegnere l'incendio innaturale, che fa scempio di esseri viventi e strutture. Con alcune esplosioni, l'astronave dei cloroformatori si frantuma in pezzi molto più piccoli. A bordo di uno di essi, si trovano i sopravvissuti. Esplosioni senza propagazione del suono segnalano la disintegrazione di aggregati rocciosi e metallici. Lo Spazio accoglie l'ennesima serie di relitti. Galleggeranno finché, negli anni o nei millenni, saranno afferrati dalla gravità di un pianeta o un satellite naturale. Se attraverseranno un'atmosfera, bruceranno; altrimenti cadendo creeranno nuovi crateri. Gli Azirlain non vogliono rischiare di scendere sulla Terra, per non incontrare nuovamente quelli che li hanno appena sconfitti. Ci sarà tempo per la vendetta, ma loro non sono umani, e non è detto che ci tengano particolarmente alla rivincita. Al momento dispongono di un solo dispositivo che può allontanarli da quel settore; si tratta di un dislocatore dimensionale. Il balzo avviene un po' alla cieca, data la condizione delle strumentazioni di bordo. Quel piccolo frammento dell'astronave distrutta scompare dal nostro stato dell'esistenza, per materializzarsi nei pressi di un mondo che gli eroi di Evolution conoscono molto bene: Akros! Un velivolo improvvisato entra nell’atmosfera, senza avere la capacità di planare. Ciò che rimane dei propulsori entra in azione, per evitare che la frizione incendi la roccia e fonda il metallo. Una parte degli abitanti di Akros osserva il cielo attraversato da una cometa quasi in caduta libera. Gli alieni cloroformatori ancora vivi fanno il possibile per proteggersi. Poi l’impatto, in una zona paludosa scarsamente abitata. Il pezzo di planetoide, intersecato da strutture metalliche, cigola, sfrigola e si ferma. I cloroformatori Azirlain non amano i dubbi, né la perplessità, per cui riprendono subito a lavorare. Metà insetti e metà piovre, agitano le loro antenne e chele da aragosta. Sono una razza di alchimisti, che, invece di tentare di trasformare il piombo in oro, trasmutano i gas atmosferici in cloro. Il loro limite attuale è di non poter contare sulla monumentale astronave planetoide. Iniziano comunque il processo di cloroformazione. Nel giro di pochi minuti, l’aria già poco salubre della palude viene sostituita da veleno puro. Gli anfibi ed i rettili si tuffano in acqua, ma sono costretti a riemergere: per loro non c’è scampo. Gli animali terrestri sono già morti. I pesci resistono, per il momento, ma la miscela letale a base di cloro li insegue sott’acqua, come un fango assassino. Prima di uscire da quel che resta della loro astronave, gli insettoidi attendono che l’atmosfera in loco si sia adattata alle loro esigenze. Avessero i polmoni, li riempirebbero avidamente con il mix letale che stanno ancora scaricando nell’atmosfera. L’area cloroformata è grande, ma contenuta, dato che i venti spazzano via e diluiscono parte dei gas velenosi. Fotografie satellitari mostrano una vasta area verde pressoché priva di vita, eccetto che per i mostri venuti dallo Spazio. I super-eroi che vigilano su Akros sono la K-Force; il loro condottiero è il muscolosissimo Krom. Lo accompagnano Aroo, Drexx, Farie e Dardo Assassino: un uomo lupo, una velocista, una fata ed un arciere. La K-Force ha incontrato in diverse occasioni Evolution, ed i due super gruppi hanno collaborato a far fuori nemici formidabili come i Cavalieri dell’Apocalisse ed il vampiro Moloch. Giunti nei pressi della nube verdastra, i difensori di Akros decidono sul da farsi, giacché è esclusa un’irruzione che per loro sarebbe suicida. I super-eroi notano che gli esseri che si trovano entro la nube di cloro lavorano alacremente, e non stanno di certo operando per il bene di quel pianeta. Krom, il cui aspetto ricorda uno dei giganti delle leggende dei popoli di quella e di altre Terre, solleva un grosso masso sopra la testa. Lo bilancia, prende la rincorsa ed infine lo scaglia contro ed attraverso la barriera velenosa. La pietra ovviamente non risente del cloro, e compie la sua parabola indisturbata, trascinata verso il suolo dalla gravità. La mira di Krom è precisa: un fragore di ferraglia distrutta annuncia che il macigno ha appena trasformato in rottami una delle macchine appena costruite dagli invasori. Costoro paiono accorgersi solo adesso di essere osservati così da vicino da abitanti di quel pianeta. Gli alieni confabulano tra loro, agitando antenne, chele e tentacoli. Decidono di accettare la sfida della K-Force; però si fermano prima di abbandonare la loro atmosfera respirabile. Quella di Akros, a base di azoto ed ossigeno, li ucciderebbe. L’intervento del Prisma Cosmico, sebbene non manifesto, produce quasi all’istante le condizioni per una disfida tra le due fazioni. I super-eroi di Akros ed i cloroformatori sopravvissuti vengono quasi istantaneamente trasportati in un’arena circolare, simile ai circhi dove nell’antichità le belve combattevano contro i guerrieri umani. Nessuno ha tempo da dedicare alle speculazioni filosofiche; per cui la battaglia può avere inizio, in un ambiente dove gli abitanti di Akros e quelli di Azirlain respirano senza problemi. Aroo, l’uomo lupo della K-Force, si guarda attorno, per scegliere il mostro da massacrare con artigli e zanne. La velocissima Drexx ha però già aperto le ostilità. Sta testando i riflessi degli insetti tentacolati, e non li trova particolarmente scattanti. Aggira due di loro, quindi percuote il terzo sul cranio, usando un tubo metallico. Nonostante il carapace di quelle forme di vita sia particolarmente spesso nella parte frontale, Drexx stordisce il suo avversario, che si accascia al suolo. Non ha perso conoscenza, ma sta ancora cercando di riprendersi e di capire cosa lo abbia steso. Aroo balza sulla groppa di un alieno insettoide. Questo agita follemente i tentacoli, per afferrare l’uomo lupo. Aroo reagisce con consumata strategia, spezzando una delle antenne del mostro. Il danno è tale che l’insettoide inizia a roteare su se stesso. Ha perduto il senso della sua posizione spaziale; atavismi risalenti a quando la sua razza non era ancora civilizzata hanno preso possesso di quel corpo irto di zampe che si muovono freneticamente. Dopo alcuni minuti tuttavia il cervello del mostro riprende il sopravvento, e la disciplina si impone sull’istinto dello scarafaggio. Aroo si trova a pochi metri di distanza, e sfida l’alieno ad una lotta all’ultimo sangue. Il predatore giunto dallo Spazio è sicuro di potercela fare contro il mutante lupesco della K-Force, ma quei super-eroi lavorano in gruppo. Ecco perché, mentre il cloroformatore avanza verso l’uomo lupo, Dardo Assassino lo trafigge con alcune frecce. Grazie alla sua fisiologia, l’insettoide tentacolato sopravvive alle perforazioni, ma registra una perdita di fluidi vitali. L’arciere della K-Force scaglia le sue frecce per uccidere o per disabilitare; anche questa volta coglie nel segno. Drexx nel frattempo ha già somministrato mazzate ad altri tre mostriciattoli. Aroo, che sente la competizione con la collega, si scaglia come un proiettile contro uno degli Azirlain che lei ha già indebolito. Farie la fata, il cui modus operandi assomiglia in qualche modo a quello della Maga di Evolution, si sintonizza con il livello passionale dei nemici. Farie non è una telepate, ma sovente entrare nelle menti troppo aliene comporta grossi rischi. I suoi poteri invece valutano gli intenti di chi le sta di fronte; ed allora la fata si blocca inorridita. Non ci sono più dubbi sulla pericolosità di quei nemici, che attraversano lo Spazio per avvelenare non i singoli viventi, bensì gli ecosistemi. Krom, Aroo, Dardo Assassino e Drexx vengono messi subito a conoscenza dei veri scopi degli alieni. Trattandosi di uccidere o di essere uccisi, i super-eroi della K-Force si lanciano all’attacco con maggiore foga. Krom brandisce la sua grande spada a due tagli, che freme per il desiderio di assaggiare la forza vitale dei mostri tentacolati. L’arena creata dal Prisma Cosmico continua a sussistere, per favorire il proseguimento dello scontro. Krom, gigante tra gli uomini, alto due metri e mezzo, asseconda la fame e la sete della sua lama incantata. Calando sul cranio corazzato di un mostro più grande degli altri, la spada a due tagli frantuma e penetra. Poi inizia a suggere l’energia vitale e non solo. Krom viene investito anche dai ricordi più forti della sua vittima. Si direbbe che tutti gli organismi feriti a morte prima della morte facciano una specie di riassunto della loro esistenza. E Krom vede che l’insettoide agonizzante ha somministrato la morte innumerevoli volte, senza pietà alcuna. Non prova pietà neppure per se stesso: non ne chiede e non ne concederebbe. Forse i cloroformatori sono propulsi più da una mente collettiva che da menti singole. Ecco perché la morte non li spaventa, giacché intacca solo una cellula su miliardi. La spada non filosofeggia, ma si nutre in abbondanza. Poi Krom la estrae dal cadavere, ripartendo all’attacco. Vista la mala partita, gli alieni tirano fuori le armi. Non si tratta di lanciaraggi, bensì di sparadardi. Ogni civiltà sviluppa le sue armi in base ad una estetica che la contraddistingue. Quegli esseri dotati di molte zampe e tentacoli a quanto pare preferiscono infilare dardi velenosi nelle carni dei nemici, piuttosto che bruciarli con i laser. Aroo, l’uomo lupo, non sottovaluta la pericolosità dei lanciadardi, specie se si tratta di piccole frecce avvelenate. Meglio non farsi colpire. Purtroppo per lui, quell’arena è priva di alberi, rocce, avvallamenti, muri e di tutto ciò che renderebbe più difficile agli insettoidi colpire i bersagli. Il Prisma Cosmico lo prende come un suggerimento, ed ecco comparire alberi e cespugli. Ora l’uomo lupo lavora al meglio, predisponendo agguati ai più lenti avversari. Farie non ha ancora palesato i suoi poteri, eccetto quando ha sondato le reali intenzioni dei cloroformatori. La fata stava raccogliendo le forze per lanciare un incantesimo a tappeto. I pochi alieni ancora in gradi di muoversi sbandano, come se avessero fiutato un insetticida micidiale. Krom rinfodera per qualche minuto la sua spada, per sollevare e rovesciare uno degli insettoidi, che mostra la pancia con le zampe all’aria. Un invito per Dardo Assassino, le cui frecce sebbene non avvelenate procurano grandi danni agli organi interni dei mostriciattoli. Infatti le frecce simbiotiche con l’arciere mutante hanno sviluppato una sorta di scanner, che le guida verso le aree che emettono vibrazioni di frequenza più alta. Anche gli insettoidi hanno un cuore, o forse più di uno, necessari a fare circolare il sangue o quel che è. Krom rovescia altri insettoidi, che nonostante i tentacoli nella parte posteriore del corposi comportano quasi come gli scarafaggi. Dardo Assassino continua con il suo tiro a segno, ferendo o uccidendo con una o due frecce. Aroo invece piomba sui nemici saltando dagli alberi che il Prisma Cosmico gli ha concesso. Drexx, la velocissima, sfrutta a suo vantaggio gli alberi, i cespugli e tutto ciò che continua ad affiorare dal suolo. I suoi riflessi sono tali che vede arrivare i dardi; così li può deviare facilmente. Contro un avversario super-veloce come Drexx i laser sarebbero senza dubbio più utili dei lanciadardi, ma richiedono una fonte d’energia della quale gli insettoidi non dispongono più. Il grido di battaglia di Krom è agghiacciante. Udendolo, i suoi alleati si caricano, mentre gli insettoidi si preparano a vendere care le chele e le antenne. L’esperimento di cloroformazione su Krom fallisce qui. Forse gli alieni di Azirlain ci riproveranno, con mezzi più adeguati; ma di sicuro tra le truppe che sbarcheranno su Krom non ci saranno gli insettoidi presenti, che stanno morendo uno a uno. Le frecce di Dardo Assassino, gli artigli e le zanne di Aroo, gli incantesimi di Farie e le percussioni velocissime di Drexx completano l’opera della spada a doppio taglio di Krom. Il Prisma Cosmico constata la vittoria della K-Force, e senza sforzo ritorna nel piano dimensionale della Terra, lasciando in memoria della battaglia l’arena entro la quale è stata combattuta.

mercoledì 3 aprile 2013

CLOROFORMATORI_238° episodio

Quando i terrestri parlano di "mondo" intendono il loro pianeta, che è piccolo anche all'interno del sistema solare. Sono stati fatti tentativi di raggiungere la Luna, che si è rivelata un obiettivo raggiungibile. La Luna è però solo un satellite che orbita attorno alla Terra, non un pianeta. Pianeti simili alla Terra, nelle orbite limitrofe, più vicina e più lontana dal Sole, sarebbero bersagli più interessanti. Sfortunatamente la scienza dei terrestri si è evoluta più nel campo delle armi di distruzione di massa, che nel campo dei viaggi interplanetari. Molti terrestri sono convinti di essere soli nell'Universo. Non sanno spiegarsi l'esistenza di Dragonfire, ma sono tanti i cervellini che nelle incongruenze ci sguazzano. La Terra ospita la vita da miliardi di anni. In un periodo di tempo di tale ampiezza un numero enorme di extraterrestri è arrivato e ripartito. Molte razze interplanetarie sanno della nostra civiltà, ma non ci ritengono all'altezza di commerciare con loro. Ci osservano, ma non hanno alcuna intenzione di sprecare le loro energie con popoli litigiosi per il gusto di esserlo. Le grandi razze della Galassia abitano numerosi mondi, in diversi sistemi stellari. Difficile per loro immaginare che una razza intelligente non riesca ad abolire le barriere nazionali e le guerre. Questi sono gli extraterrestri che potremmo definire "progressisti". Non esportano la democrazia, ma si occupano di trattare con loro pari, non con noi. Gli sprovveduti si chiedono se gli extraterrestri siano buoni o cattivi. Come se gli extraterrestri appartenessero ad una sola razza o etnia. La cosa peggiore che ci possa capitare è viceversa di trovarci sulla strada di alieni che potremmo definire imperialisti. I rettili sono molto diffusi nell'Universo, per la loro forza ed il loro carattere indomabile. Ci sono tante altre forme di vita intelligente, più avanzate tecnologicamente di noi. Amebe, ragni, insetti, granchi, serpenti, piovre e draghi, per citarne alcune. Quelli che si stanno avvicinando pericolosamente alla Terra sono dotati di scheletro interno e corazza esterna. Zampe da ragno o insetto, e tentacoli da piovra. Antenne da aragosta ed un sistema di respirazione completamente alieno, dato che il loro pianeta d'origine ha un'atmosfera molto diversa dalla nostra. A metà del secolo scorso, scrittori di fantascienza immaginarono la colonizzazione terrestre di mondi vicini e lontani. In quel periodo l’evoluzione tecnologica, anche riconducibile al conflitto planetario appena concluso, pareva dovesse procedere a grandi passi e senza intoppi. Gli scrittori di fantascienza non erano dei pazzi visionari, bensì gente abbastanza preparata. Alcuni di loro teorizzarono la terraformazione. In sintesi: adattare un mondo alle nostre esigenze, a partire dall’atmosfera. Purtroppo per noi, le astronavi che si avvicinano alla Terra trasportano mostri che vorrebbero adattare il nostro mondo alle loro esigenze. I terraformatori fantascientifici non andavano troppo per il sottile: i loro eroi liberavano quantità smisurate di azoto ed ossigeno, non tenendo in alcuna considerazioni le specie viventi del pianeta terraformato. In quel periodo storico, gli umani si sentivano padroni dell’Universo, chissà perché. Noi ci siamo fermati ai romanzi, mentre quelli che arrivano sono andati ben oltre. Chiameremo il loro pianeta madre Azirlain: questa è la migliore traduzione che riusciremo ad ottenere. I mostri in arrivo sono un mix tra tutto quel che ci ispira ribrezzo, emettono suoni che potrebbero essere parole, ma non intendono concederci il lusso di imparare la loro lingua. La azirlain-formazione consisterebbe nel saturare l’atmosfera terrestre con cloro ed altri gas per noi velenosi. Se qualcuno pensasse alle enormi difficoltà tecnologiche derivanti dalla cloroformazione, consideri che i mostri spaziali lo hanno già fatto, su pianeti molto più grossi del nostro. Non attraversano distanze per noi inimmaginabili trascinandosi dietro super-vagoni pieni di gas velenosissimi. Purtroppo per noi dispongono di una scienza alchemica, la cui esistenza farebbe impazzire tutti i chimici umani, se lo sapessero. La nostra alchimia medievale si è trasformata in chimica; la loro si è evoluta in trasmutazione atomica. Prima che inizi la battaglia spaziale per la sopravvivenza della specie umana, abbiamo solo il tempo di chiederci per quale motivo questi alieni assassini siano diretti verso la Terra. La nostra scarsa importanza nell’equilibrio cosmico dovrebbe in effetti proteggerci. Ci sono sulla Terra tanti piccoli paesini che quasi nessuno conosce, dato che si trovano lontani dalle autostrade e dalle ferrovie. Questa è l’analogia che dovrebbe essere, ma non è. Gli abitanti di Azirlain in realtà non sono diretti verso la Terra, ma passano da queste parti e non intendono sprecare l’occasione per cloroformare anche il nostro pianetino. Il Prisma Cosmico è al corrente di tutto ciò e di molto altro. I suoi schemi di pensiero trascendono la mortalità in maniera totale e pressoché incomprensibile. Il Prisma Cosmico osserva da parecchio l’operato di Evolution, sentendo nei confronti dei mutanti e del drago un’affinità ideale. Per essendo un’entità non organica che opera su livelli di potere e di conoscenza immensi, non vuole che le forme di vita difese dai super-eroi di Evolution siano avvelenate dagli abitatori di Azirlain. Il Prisma Cosmico, per il quale il tempo non è un fiume che scorre bensì una pianura infinita, vede contestualmente il passato ed i possibili futuri. Anche in occasione dell’imminente conflitto con i cloroformatori, il ruolo del drago di Evolution sarà fondamentale. Il Prisma Cosmico contatta il dottor Occulto, che dispone di doti psioniche e magiche che lo rendono insostituibile come guida sul campo dei difensori del pianeta Terra. Il più potente telepate del pianeta incontra il Prisma Cosmico sul piano astrale. La comunicazione non è verbale, e il dottor Occulto assorbe la pessima notizia. Si rende necessario intercettare i mostri prima che sbarchino sulla Terra. Sarebbe disastroso combatterli in mezzo agli umani, nelle città ed in ogni altro luogo popolato. Le astronavi di Azirlain sono centinaia, perché quel popolo di distruttori attraversa lo Spazio come uno sciame di cavallette. La loro colonizzazione è doppiamente disdicevole perché, dopo avere sterminato gli autoctoni, si stancano quasi subito del mondo che hanno cloroformato, e ripartono. Ecco perché le loro astronavi sono dei planetoidi di pietra e di metallo. Invece di assemblare integralmente i loro immensi mezzi di trasporto, scavano all’interno di grossi asteroidi, adattandoli ai loro scopi spaventosi. La loro flotta assomiglia ad uno sciame di planetoidi. Proprio adesso gli osservatori terrestri si accorgono del loro avvicinamento. Subito si scatena l’allarme, giacché la psicosi della meteora che potrebbe distruggere la vita sulla Terra si è radicata nell’inconscio collettivo. L’unica buona notizia per noi è che solo una delle immense navi spaziali è diretta verso il nostro pianeta. Le altre passano oltre. Nessuna potenza militare terrestre è ovviamente in grado di inviare contro il planetoide letale un’astronave da guerra o una salva di super-missili. Neppure il genio di Kong ha concepito una contromisura adeguata. Però lo stesso uomo bestia di Evolution trova la soluzione: teletrasportarsi all’interno del planetoide grazie al portale dei worm holes. Non si tratta di un teletrasporto basato sulla disintegrazione e sulla reintegrazione. È piuttosto un viaggio subspaziale attraverso uno degli innumerevoli buchi o cunicoli, che fanno pensare agli scavi di vermi cosmici grandi come treni, se non come corazzate. Robokiller è un grosso automa che ha sviluppato una coscienza di sé più che sufficiente ad esistere senza bisogno di qualcuno che gli ordini cosa fare. Lo stesso dicasi per Black Dragon, costruito a somiglianza di Dragonfire, a parte il colore. Robokiller e Black Dragon hanno propri interessi intellettuali ed esistenziali, come dovrebbero averli tutti gli esseri umani. Dragonfire trova Black Dragon grazie alle indicazioni della Navigatrice. L’incontro tra i due colossi gratifica entrambi, sebbene le emozioni dell’automa assomiglino più che altro ad una calda pulsazione che attraversa il suo processore elettronico. La Navigatrice fornisce a Kong e Fulminatore le coordinate per rintracciare anche Robokiller. Lo trovano impegnato in una battaglia solitaria contro la soldataglia di un piccolo dittatore e narcotrafficante di successo. Robokiller combatte per difendere gli indigeni dai soprusi dei mercenari, che vorrebbero scacciarli dalle loro terre. I fucili mitragliatori possono scalfire leggermente la sua armatura, che però si ripara da sola velocemente. Quando Kong e Fulminatore arrivano in volo con i loro craft antigravitazionali, la feccia umana sta per colpire Robokiller con un cannone. Fulminatore anticipa la loro mossa scaricando sul pezzo d’artiglieria una saetta rossastra, che rende inservibile l’arma e scaglia lontano i serventi. Kong interviene fisicamente nello scontro percuotendo le dure teste dei mercenari. Robokiller apprezza l’aiuto, e spazza via i pochi nemici rimasti in piedi. Quando l’uomo bestia ed il mutante elettrico gli spiegano per quale motivo lo hanno cercato, Robokiller accetta di partecipare ad una battaglia di importanza capitale per l’intero pianeta. Black Dragon e Robokiller, essendo fatti di metallo, vengono teletrasportati per primi in un ambiente che secondo le previsioni è saturo di cloro. I due non respirano, quindi non ne risentono. Non trascorrono due secondi dal loro arrivo sull’astronave aliena che una torma di mostri, vagamente insettoidi, piove loro addosso. I corridoi del veicolo spaziale sono molto ampi; ciò aiuta Robokiller e Black Dragon a muoversi agevolmente nonostante le loro dimensioni. Dragonfire ovviamente non intende perdersi il primo scontro con gli invasori. Ricevuti i dati sulla consistenza dell’atmosfera interna, Kong fornisce al drago un supporto respiratorio esterno, per evitare che debba trattenere il fiato per un tempo troppo lungo anche per lui. Gli alieni provenienti da Azirlain sono un mix micidiale tra vertebrati ed invertebrati. Sulla Terra peserebbero circa duecento chili; sulla loro astronave la gravità artificiale è leggermente inferiore. Non sono completamente coperti da un’armatura naturale, di colore nero, perché i tentacoli pretendono un loro spazio di manovra. Dragonfire si tuffa nella moltitudine aliena, colpendo con pugni che frantumano le corazze come uova di cioccolata. Black Dragon e Robokiller accorrono al suo fianco, coprendogli contemporaneamente le spalle. Gli alieni cloroformatori sono molto tenaci, ma possono opporre solo il numero alla super-forza ed alla quasi invulnerabilità dei nuovi arrivati. Tentacoli avvolgono Dragonfire, cercando di rallentarlo; ma lui risponde strappandoli dal corpo, o spezzandoli in due. Gli alieni sono mostruosi, secondi i canoni terrestri, ma conoscono il dolore. Versano abbondantemente un sangue nerastro, che rende appiccicosa la pavimentazione. Il dottor Occulto segue telepaticamente lo scontro. Solo il suo grande potere, coadiuvato dalle allieve Maga, Nancy e Navigatrice, può trascendere la grande distanza che separa il planetoide degli Azirlain dalla Terra. Il Prisma Cosmico, non visto e non avvertito dagli invasori, segue tutte le fasi della battaglia. Adesso è il turno di Kong, Fulminatore e Ferox, che devono sfruttare a loro favore il diversivo fornito da Dragonfire, Black Dragon e Robokiller. Per potersi muovere in un ambiente saturo di gas velenosi, i tre mutanti dispongono di campi di forza portatili. In questo modo sono in grado di muoversi più agevolmente che se indossassero una tuta spaziale. Il loro obiettivo è il centro nevralgico dell’astronave. Non indifferente è l’aiuto che giunge dal Prisma Cosmico, giacché la tecnologia dell’immensa struttura sarebbe troppo aliena per qualunque terrestre. Kong, Fulminatore e Ferox vengono teletrasportati a pochi metri dalla sala controllo, nella quale irrompono senza perdere tempo. Ferox dimostra che i suoi artigli sanno trovare il punto debole anche in quei corpi decisamente alieni. Agitano pericolosamente tentacoli e chele, ma lei li schiva facilmente. A Kong basta la forza bruta e la tecnica di combattimento. Contro Fulminatore gli alieni impugnano le armi, ma le saette del mutante si dimostrano più veloci. Sull’altro fronte, Dragonfire e Black Dragon, circondati, scatenano le loro fiamme interne. Robokiller si unisce agli alleati con le numerose armi della sua pesante e super tecnologica armatura. La fiamma del drago di Evolution divora letteralmente il metallo e la pietra del planetoide. La reazione a catena è quasi inarrestabile, per cui i tre super-eroi, compiuta la loro missione, si tuffano in un portale attivato dal teletrasportatore della Vae Victis. Sulla postazione di comando, Kong è affascinato dalle macchine sorprendenti che vede. Purtroppo il tempo stringe. La donna leopardo e l’uomo bestia rischiano di essere accerchiati. Il mutante elettrico allora colpisce con tutta la sua energia il computer di bordo, che reagisce come qualunque macchina elettronica colpita da un fulmine. Sistemi molto sofisticati cercano di resistere alla distruzione del software e dell’hardware. L’astronave potrebbe anche sopravvivere se al suo interno non fosse stata attivata una fornace che si comporta come fosse antimateria. In un disastro crescente, il teletrasportatore della Vae Victis afferra al volo anche Ferox, Fulminatore e Kong, e li porta via.