venerdì 31 maggio 2013

SATURAZIONE DA BIOMASSA_249° episodio

Diego ha dieci anni, e sta dormendo. Non è notte, ma al suo paese i pomeriggi estivi inducono le persone a chiudersi in casa, aspettando che il caldo torrido diminuisca. Per le strade neppure un cane, perché loro non sono tanto svitati da farsi cuocere il cranio da quella fornace cosmica. Diego suda un po' e si rigira nel letto, cercando di afferrare il sogno successivo. Le mosche si sono trasferite in casa, dove studiano la situazione. I ragni aspettano che le mosche facciano un passo falso, l'ultimo. Il ragazzino però non sogna né cani, né mosche, né ragni; sogna dinosauri erbivori al pascolo. Animali visti nei cartoni animati, ed estinti da un tempo immenso. Molto più grandi di un elefante, questi dinosauri divorano letteralmente le praterie, senza disdegnare gli alberi. Un ruggito terrificante annuncia però l'arrivo di un rettile carnivoro. Più piccolo degli erbivori, questo predatore pesa comunque diverse tonnellate; il suo metabolismo è talmente veloce che deve mangiare frequentemente. I dinosauri erbivori non sono lenti come sembrano, però il carnivoro non ha problemi a raggiungerli sul terreno aperto. Poi i denti aguzzi fanno la differenza. La mandria potrebbe schiacciare l'aggressore con il suo peso collettivo, ma si tratta di bioorganismi che impiegano tutti i loro scarsi neuroni per cercare i vegetali e divorarli. Non hanno sviluppato alcuna strategia di fuga e di lotta. Una lezione: l'animale più grosso è il più delle volte solo un magazzino di proteine. Il tirannosauro conclude il suo show con un altro ruggito assordante. Diego, prima di svegliarsi, nota che un gattino si è arrampicato sulla testa del micidiale predatore. Il gattino si chiama Braxcat, ed il suo hobby è di circolare liberamente nei sogni altrui. Quello che i terrestri chiamano "tramonto" si avvicina. Un venticello riporta la vita nelle campagne assolate. Diego esce a giocare cogli amici, trascurando di fare i compiti scolastici. Nonostante la fame, rimarrebbe per strada fino a tarda ora, ma la madre lo richiama all'ordine. Lo costringe a lavarsi, poi a cenare. A questo punto, il giovane corpo risente di colpo del grande dispendio di energia; Diego si addormenta ancora prima di arrivare al letto. Sorprendentemente il sogno dei dinosauri riprende da dove si era interrotto. Il trascorrere del tempo però diventa più veloce. Il gattino è lì con lui, e si è portato degli amici: due ragazzi e due ragazze, che possono diventare lupi, o quasi. A Diego piacerebbe molto potersi trasformare in lupo, per mordere tutti i suoi compagni di scuola antipatici, che sono tanti. In cima ad una collina, Braxcat, Rebecca, Sonia, David, Pedro e Diego osservano ciò che succede nella pianura. Le femmine dei dinosauri depongono le uova, che si schiudono, mettendo al mondo altri giganteschi mangiatori di piante e di carne. I coccodrilli ed i serpenti si riuniscono in due distinti conclavi, per decidere cosa fare dei loro metabolismi. Arrivano anche le tartarughe, sempre in ritardo. Le tre specie optano per un basso profilo: non competere con i dinosauri, che, se continuano così, si estingueranno da soli. Negli oceani nuotano dinosauri che sembrano pesci, e ragionano come pesci. Non si riproducono a dismisura, ben sapendo che i loro figli eccedenti una certa quota diventerebbero cibo per i loro competitori alimentari. Sulla collina sono arrivati anche Lupo Nero, Cyberdog e Clara. Tutti gli Esploratori dei Sogni sono lì per assistere al dramma accaduto decine di milioni di anni fa. Questa è la dimensione onirica, ed il tempo scorre diversamente. I dinosauri stanno determinando una crescita esponenziale della biomassa terrestre. Il vapore atmosferico da loro emesso raggiunge valori senza precedenti. Il clima cambia: precipitazioni improvvise e potenti, attività elettrica atmosferica, uragani. I dinosauri sono molto robusti, però la vegetazione di cui i più grossi tra loro si nutrono risente delle frane e degli allagamenti. Troppe bocche da sfamare, tutte enormi, con stomaci smisurati. I dinosauri vegetariani non trovano più sufficiente sostentamento, dimagriscono e muoiono di fame. Mai successo prima, nei milioni di anni di predominio incontrastato di quelle bestie immense. I carnivori non gradiscono mangiare i cadaveri, ma si adattano. Il loro apparato digerente è tuttavia più delicato del previsto, non disponendo della flora batterica adeguata a far fronte alla carne morta mezza putrefatta. I dinosauri si ammalano in una maniera nuova e pericolosa. Agenti patogeni nuovi producono epidemie senza precedenti. Intanto il clima continua a mutare. La temperatura tende a diminuire, mentre l’umidità rende la terraferma adatta più agli anfibi che ai rettili. Diego, che sogna tutto ciò, piange per una grande varietà biologica oggi estinta. Anche gli Esploratori dei Sogni sono tristi perché quello che è capitato ai dinosauri potrebbe capitare all’umanità. Sulla Vae Victis anche Ferox dorme, ma non sogna di dinosauri. Osserva quello che forse è stato il felino più potente di tutti i tempi, sulla Terra. Ammesso che fosse un felino. Una tigre con i denti a sciabola utilizza con grande maestria i suoi enormi canini. Li affonda in profondità e strappa arterie, vene, carne e ossa. Ferox sa che la tigre coi denti a sciabola si è estinta da poche migliaia di anni. Sopravvissuta all’era glaciale, è poi inspiegabilmente scomparsa dalla faccia del pianeta. Competeva agevolmente con mastodonti e mammut, quindi non è stata sconfitta da alcun animale noto. Il gatto demone appare accanto alla donna leopardo, per accompagnarla nella sua ricerca. Braxcat ha appena assistito all'inizio dell’estinzione dei dinosauri, ma con la tigre coi denti a sciabola non è andata così. I giganti di quel periodo non erano paragonabili ai dinosauri; quindi non è plausibile che abbiano determinato una saturazione da biomassa. Ferox ammira quell’animale, che fa ciò per cui è nato: cacciare. Che le tigri coi denti a sciabola abbiano ucciso tutte le altre forme di vita, per poi morire di fame, è escluso, dato che gli elefanti si sono evoluti dai mammut. La donna leopardo è quasi convinta che quel predatore si sia semplicemente evoluto, non estinto. Quello che Ferox osserva è un suo progenitore, che in qualche modo ha salvaguardato ed esportato la sua matrice secondo modalità non genetiche. Anche Braxcat apprezza la grazia dell’antico animale, dato che lui attinge al medesimo serbatoio di esperienze, tattiche, emozioni e ferocia. Braxcat torna dai suoi amici, che continuano ad osservare la lunga fine dei dinosauri. I Giovani Licantropi: Sonia, Rebecca, Pedro e David si sono trasformati, per correre meglio in quelle steppe, che, con l’intensificarsi delle piogge, tendono però a diventare paludi. Il mondo sta cambiando, per adattarsi allo squilibrio causato da una specie vivente troppo invasiva. Ci sono altri animali che si sono ingegnati per sopravvivere. Animali che gli uomini odieranno, considerandoli il simbolo del male. I serpenti però non sono più cattivi, né buoni, di chiunque altro. Sono astuti, ed hanno sviluppato capacità che i dinosauri ignorano. I licantropi però non sono in grado di conferire con quei rettili privi di zampe. Ecco perché nel sogno li raggiunge Sysform la serpentoide. Essendo dotata di poteri psionici, lei può fare da tramite tra i quattro mutaforma e gli striscianti progenitori di una folta moltitudine attuale. Adesso tocca a Sysform guidare la ricerca in un piano dell’esistenza che muta in un batter d’occhio. I cinque amici si trovano all’improvviso nei pressi di una enorme costruzione monolitica, immersa in una jungla lussureggiante. Chiunque l’abbia edificata ora non vive più da queste parti. Un tempio di adoratori del dio serpente, che ha ispirato moltissime leggende umane. Scendendo nelle viscere di quella montagna artificiale, i licantropi provano una sensazione di claustrofobia, ed altre sensazioni di disagio. Sibilii annunciano l’arrivo di una grande popolazione di serpenti, che circondano il gruppo. Sysform, che rappresenta la cultura extraterrestre dei serpentoidi, parla con i serpenti; loro ascoltano in un silenzio, che dato il posto, potrebbe essere definito religioso. L’extraterrestre si chiede se, tra quel popolo pulsante e palpitante, ci sia uno storico. Lui potrebbe narrare come sono andate le cose. Trattandosi di un sogno, il desiderio di Sysform viene subito esaudito. Un serpente marrone avanza, mentre gli altri gli fanno strada. Un serpente con la barba? Originale. Forse spiegabile con la presenza di Rebecca, Sonia, David e Pedro, che gradiscono conferire con un interlocutore più rassicurante; e la narrazione si adatta. Klerbf il saggio è la memoria del branco. Lui ha saputo ciò che sa dal padre, e lo trasmetterà al figlio. I ricordi affondano in una remota antichità, quando i giganti vivevano sulla Terra. Il lontanissimo progenitore di Klerbf osserva l’incremento delle piogge, che creano paludi. L’equilibrio alimentare planetario è sconvolto. Gli animali pesanti molte tonnellate devono percorrere distanze enormi per trovare cibo, e ne trovano sempre meno. I quattro Cavalieri dell’Apocalisse non hanno ancora assunto la conformazione immaginifica loro attribuita dagli umani. Eppure la morte galoppa tra i dinosauri, sebbene i cavalli non siano ancora una specie vivente. La carestia uccide gli enormi sauri, così come la malattia (che non è una pestilenza). La guerra deve ancora essere inventata. La biomassa enorme ha squilibrato gli Elementi: l’acqua prevale sulla terra e sull’aria. Il fuoco si rintana nelle viscere del pianeta, aspettando il suo momento. I serpenti hanno sempre avuto una digestione particolare: ingoiano animali che rimangono nei loro stomaci per molto tempo. Non si nutrono di felci gigantesche, né di grosse bestie erbivore. Ai serpenti basta poco, ma il mutamento del clima rischia di spazzare via anche quel poco. I Giovani Licantropi comprendono la forza e la saggezza di quell’antichissima specie. I lupi non sarebbero sopravvissuti a quel disastro ambientale. I serpenti invece, tornando alla narrazione di Klerbf, cercano caverne profonde, dove la temperatura è costante. La pioggia in superficie risparmia solo i pesci ed i piccoli esseri in grado di respirare con i polmoni, ma di trattenere per molto tempo il fiato. Anzi, quelle rane si ibernano sotto la sabbia, riducendo la loro animazione quasi a zero. I serpenti fanno lo stesso negli antri che hanno trovato. Quelle menti quasi prive di emozioni si coordinano per ottenere una catena psionica. Non sanno per quanto tempo dovranno dormire. Il lontano progenitore di Klerbf si sveglia ogni anno solare, per verificare la situazione climatica. Il capo del popolo dei serpenti lascia ai successori il nome, le conoscenze ed i compiti da eseguire. Sveglia a turno i suoi sudditi, in modo che possano cercare del cibo per i dormienti. Una strategia che si dimostra vincente, giacché i serpenti superano la crisi ambientale, ed infine emergono in superficie. Sysform ed i Giovani Licantropi devono però ancora comprendere chi abbia costruito quell’enorme tempio, dedicato ad un dio serpente. Sfortunatamente anche all’intero del popolo dei serpenti esistono fazioni in lotta. In breve, la serpentoide ed i suoi amici mutaforma si trovano circondati da un centinaio di rettili ben poco amichevoli. Sonia, Rebecca, David e Pedro si trasformano, estroflettendo gli artigli. Intendono vendere cara la pelle, sogno o meno. Sysform combatterà al loro fianco, una battaglia molto difficile. Passi pesanti annunciano però l’entrata in scena di un attore formidabile. La moltitudine strisciante si volge, pronta a combattere contro il nemico più grande; ma Dragonfire non può essere sconfitto dai denti veleniferi, né dalle spire. Anche tra i serpenti ci sono gli esagitati, una minoranza nella folla cerca e trova la rissa. Sognano di guidare la loro rivoluzione estemporanea. Quello che ottengono è invece di essere spazzati via dalla coda di Dragonfire. I serpenti che lo mordono riescono solo a rompersi i denti. Quelli che cercano di stritolarlo, lo fanno quasi ridere. Il drago spezza le loro spine dorsali e le loro vite con estrema facilità. Un sogno molto credibile: sangue a fiumi, frammenti di pelle, carne ed ossa. I Giovani Licantropi devono evitare i morsi veleniferi; per il resto i loro artigli aiutano Dragonfire nella sua strage. Sysform stritola e morde i suoi simili, che però non sono suoi alleati. Quella battaglia diventa leggenda. Il drago di Evolution diventa un mito anche tra i serpenti. Klerbf ha di nuovo il controllo del suo popolo, normalmente disciplinato. Narra a Dragonfire ed amici di avvenimenti accaduti in un periodo che gli uomini considerano preistoria. Decine di migliaia di anni nel passato, alcuni uomini capirono come comunicare con i serpenti. Ne scaturì una civiltà singolare nel suo equilibrio. Ecco perché gli architetti di quella umanità realizzarono edifici monolitici, dedicati all’adorazione di un dio serpente. Animali così intelligenti da sopravvivere alla saturazione da biomassa, che distrusse i dinosauri, meritarono di diventare oggetto di adorazione. Altri umani però attaccarono e distrussero gli abitatori dei monumenti monolitici. I serpenti da allora vennero a torto identificati con il Male; ma non sono i serpenti che oggi stanno creando una nuova saturazione da biomassa. Se il pianeta Terra si sconvolgerà in maniera distruttiva, come al tempo dei dinosauri, sarà solo colpa degli umani.

domenica 26 maggio 2013

TRACCIABILITÀ DEI CRIMINALI_248° episodio

Una cerimonia religiosa in una giornata di sole. Una decina di bambini, in attesa di ricevere l'ostia che significa comunione con Dio. Atmosfera leggera e rilassata. Canti e colori. Bello per i più, ma insopportabile per qualcuno. Il disaccordo con il rito e la felicità altrui dovrebbero indurre a guardare altrove. Sfortunatamente c'è chi si sente in dovere di coinvolgere gli altri nel proprio malessere psichico. Recare danno, ferire ed uccidere: questa la via del terrorista. Assassinare gli innocenti: questo l'obiettivo dei pazzi. Oggi qualcuno dovrà morire, per placare l'odio di uno squilibrato verso se stesso e gli altri. Sono però state schierate sul campo numerose sentinelle psichiche. Telepati noti ed ignoti, alieni cacciatori di taglie, giovani licantropi, simbionti tecnomeccanici ed un super computer, che si chiama come la regina degli elfi. Innumerevoli dati e rilevazioni, che da soli significherebbero poco, sono interrelati dalla mente elettronica di Galadriel. I cosiddetti "servizi segreti" si fanno continuamente buggerare da teppaglia pericolosa, perché si illudono, lasciandoli a piede libero, che rendano presto evidenti traffici più consistenti. Invece i teppisti, che sragionano in maniera tutto sommato lineare, mirano all'obiettivo quasi immediatamente raggiungibile. Se gli agenti dei servizi segreti guardassero meno film di spionaggio, ci sarebbero meno attentati. Se un facinoroso viene schedato in ogni parte del mondo, Galadriel lo sa. Il super computer ne segue a migliaia contemporaneamente di quei figuri. Tutte le manifestazioni pubbliche sono possibili luoghi ed occasioni di attentato. Un numero enorme di tracce, ma non per una mente elettronica potentissima e velocissima, che non risente del caldo, del freddo, dell'umido, degli ormoni e neppure degli umori. La cerimonia religiosa di oggi ha calamitato alcuni di detti soggetti, tracciati da molteplici indicatori, non esclusa l'osservazione satellitare. Impossibile muoversi sulla faccia del pianeta senza incappare in accertamenti di presenza e passaggio. Tom Jusvo e Paul Neryu, banditi di etnia mista e di padre ignoto, si sono avvicinati un po' troppo ai bambini che dovranno ricevere la comunione. Potrebbe essere un caso, se i casi esistessero. Rebecca dei Giovani Licantropi ed Elisabetta, telepate poliziotta, si sono mescolate alla folla festante. Un altro licantropo adolescente, David, sta arrivando per dar loro manforte. Valeria, che lavora assieme ad Elisabetta, utilizza il suo scandaglio mentale per seguire i movimenti di Jusvo e Neryu. I sospetti sono confermati: stanno confabulando, e portano sulle spalle degli zaini quantomeno sospetti. Occorre bloccarli prima che collochino gli eventuali ordigni in un sito tale da recare danno ai presenti. Ipotizzando si tratti di bombe con deflagrazione comandata a distanza, basterebbe un cellulare per farle detonare. La poliziotta Elisabetta si avvicina ai due, identificandosi ed intimando silenziosamente loro di seguirla. Jusvo e Neryu, che si sentono due terroristi di professione, assecondano la richiesta, ritenendo di potersi liberare facilmente della poliziotta. Poi si accorgono che Elisabetta non è sola, ma è accompagnata da una ragazza ancora più giovane. Nessun problema, riflettono tra loro, ma non sanno delle facoltà licantropiche di Rebecca. Quando i quattro superano un angolo, perdendo di vista la gente assiepata, i delinquenti estraggono i coltelli pronti ad assassinare Elisabetta e Rebecca. La prima, essendo una poliziotta, è ovviamente armata; la seconda invece si vede costretta ad una veloce trasformazione. Le unghie delle mani diventano artigli, mentre i canini diventano zanne. Elisabetta, che ha preso qualche lezione dalla Maga, tenta un colpo mentale ai danni di Tom Jusvo. Un colpo di pistola indurrebbe la gente ad una fuga disordinata, che potrebbe causare feriti. Il teppista, che è privo di difese psioniche, risente della pressione esercitata dalla giovane telepate. Nel frattempo, Rebecca balza addosso a Paul Neryu, il secondo terrorista. Sebbene sia decisamente più leggera, lo graffia ferocemente, facendogli cadere il coltello. Quando Jusvo si riprende, e si prepara al contrattacco, Valeria somma il suo potere a quello della collega, ed il teppista crolla a terra, in preda ad un’emicrania mai provata prima. Neryu, vista la situazione, scappa sanguinando abbondantemente. Ha ancora con sé lo zaino, contenente un dispositivo artigianale che potrebbe scagliare a metri di distanza chiodi ed altri frammenti metallici. David accorre, piombando addosso al criminale come un giocatore di rugby. Neryu però non molla, e combatte, nonostante i graffi ed i morsi che riceve dal giovane licantropo. Tenta il tutto per tutto, ormai deciso a fare deflagrare ordigno e zaino, ed uccidere chiunque si trovi nel raggio d'azione della bomba. Certa marmaglia non può fare a meno di pensare in termini di martirio. Quando Rebecca raggiunge a David, ed ambedue mordono e graffiano con impegno, la perdita di sangue del delinquente è tale che sviene. Ignari della disputa appena conclusa, i bambini in piazza si sottopongono al rito della comunione; poi via di corsa a giocare. Le belle giornate di sole sembrano fatte apposta perché i bambini possano scatenarsi, prima di crescere e diventare degli individui barbosi. Nei parchi anche gli adulti traggono giovamento psico-fisico facendo running o jogging. Ci sono però persone che, scordata completamente la spensieratezza della fanciullezza, progettano di violentare, rapinare ed uccidere. I profiler della polizia locale e federale non comprendono bene il concetto di prevedibilità dell’azione criminale. Studiano per anni senza capire che il mostro non diventa tale da un momento all’altro. Si tratta di saper seguire le tracce, come solo un super cervello può fare. Il maniaco che, nel parco, osserva camminare e correre le ragazze, ha in passato manifestato parecchi sintomi di una tendenza criminale. Con la crescente digitalizzazione degli archivi, Galadriel non ha più bisogno che qualcuno vada, in sua vece, a scartabellare enormi archivi cartacei. Serge Saxot fin da piccolo è stato uno sbandato, ma di quelli furbi, che non facevano scoprire le loro marachelle. Poi è passato alle malefatte, ma sempre da furbo. Sfortunatamente per lui, uno psicologo scolastico aveva preso appunti sul suo conto, ed espresso un giudizio poco lusinghiero. Una piccolo traccia, ma sufficiente per allarmare una mente fervida come quella di Galadriel. Oggi Saxot si pone in agguato, puntando una bella ragazza che corre da sola. Ciò che non sa potrebbe però costargli molto caro. Infatti quando la detective Lucrezia ha assorbito alcuni poteri felini da Ferox, la donna leopardo ha ottenuto la facoltà di assumere fattezze umane. Una bella ragazza, snella e scattante; forse fin troppo. Ferox si contiene, per sembrare umana; ma anche così le sue movenze incantano. Emana, a dir vero, un’aura di pericolosità, ma Serge Saxot è un pazzo, e non si impressiona. Decide di attendere che faccia un po’ più buio, pronto ad intervenire se lei si allontanasse prima del previsto. Ferox ha già percepito la sua presenza, grazie ai suoi poteri mutanti. Il predatore si accinge quindi a mordere un boccone indigesto, se non addirittura tossico. Serge Saxot si nasconde dietro un cespuglio, pronto a placcare la sua preda. Tale è la sua boria, che non si domanda come mai una ragazza insista a correre da sola in un parco, anche dopo il tramonto. Forse neppure una maratoneta in pieno allenamento dimostrerebbe una tale dedizione. Un sogghigno, uno scatto fulmineo, e… la ragazza si sposta quel tanto che basta a fare cadere rovinosamente a terra il malvivente. Irritato contro tutto e tutti, si alza velocemente, deciso a fargliela pagare cara. La torturerà a lungo, forse tutta la notte. Ferox nel frattempo ha già riassunto le sue sembianze, artigli compresi. Il teppista non si accorge ancora della vera natura della sua nemica, perché impugna una lama, quando invece dovrebbe tentare la fuga. Un affondo pericoloso se non addirittura letale si rivela un nulla di fatto. La donna leopardo gioca con lui, ma si sta stancando della pochezza di quella larva umana. Se non fosse un assassino, Ferox si accontenterebbe di spezzargli le gambe, ma la mutante conosce il pessimo curriculum di chi le sta di fronte. Gli artigli parlano per lei. Lo colpisce una sola volta, poi si allontana senza voltarsi indietro. Il nome di Serge Saxot sarà riportato frettolosamente sulla lapide del teppista, e nessuno dovrà più avere paura di lui. Altri delinquenti sono però in azione in quel momento. Terroristi che prendono d’assalto un obiettivo poco protetto, ma in grado, se danneggiato, di innescare una destabilizzazione difficilmente quantificabile. In cima ad una collina, nei presi di una grande città, sono stati collocati alcuni ripetitori di segnali televisivi e telematici. Chi si aspetterebbe che una banda di terroristi prenda d’assalto detti impianti? Non la polizia e neppure la magistratura: hanno poca fantasia e non leggono abbastanza romanzi thriller e spionistici. Il super computer Galadriel ha viceversa ipotizzato anche quello scenario. Perché stupirsi? Non sono forse stati fatti film su giochi di guerra ancora più elaborati? Bastano pochi esplosivi per fare saltare in aria i ripetitori. Se non altro non ci sono vittime umane, dato che nessuno aveva predisposto ad una vigilanza armata. Le televisioni non riescono più a fare giungere i loro segnali ai cittadini. Peggio ancora: gli smartphone, i tablet ed i computer perdono la connessione. La gente, ormai abituata a sapere quello che accade nel mondo in tempo reale, si sente quasi azzoppata. I terroristi gongolano, perché sono riusciti a scatenare la confusione. Si piazzano nei paraggi degli impianti semidistrutti, pronti a vender cara la pelle. Organizzano agguati sulle strade che arrivano sulla vetta della collina. Essendo dei pazzi, non temono di morire, ma prima intendono uccidere il maggior numero di persone, a partire dai tecnici che sono stati inviati a ripristinare i segnali audio e video. Attaccare a sorpresa gente disarmata: il massimo per un vigliacco. Le cose umane sono percepite dalle altre forme di vita secondo differenti parametri. Gli uomini e le donne di solito ignorano gli alberi, ma gli alberi non possono fare altrettanto. Sovente piante centenarie vengono abbattute senza alcuna motivazione. Considerate solo legno, in realtà elaborano la nostra anidride carbonica, restituendo ossigeno. Dovrebbe bastare questo per rispettare gli alberi. Civiltà più antiche e possenti della nostra comunicano da tempo immemorabile con i nostri fratelli verdi. Dragonfire, ad esempio, ha stabilito rapporti di affinità con alcuni alberi particolarmente antichi. Uno di essi si trova proprio su quella collina. Sebbene non corra al momento rischi per la sua sopravvivenza, Kkutr è infastidito dalle emissioni emozionali dei criminali. Kkutr sarebbe in grado di narrare secoli di storia degli umani. Tracce del trascorrere degli anni sono saldamente memorizzate nei cerchi concentrici del suo tronco. Kkutr ha avuto in passato modo di confrontarsi con il drago di Evolution; si sono parlati e capiti. Adesso sta invocando l’intervento dell’alieno verde, perché lo liberi da quelle fastidiose presenze. Marmaglia che non pensa ad altro che a confondere, spaventare, ferire ed assassinare. Kkutr pensa che l’acqua che è imprigionata in quei mammiferi bipedi sarebbe più utile per irrigare l’erba. La notte sopra la collina si illumina quando un portale di teletrasporto si apre, per consentire a Dragonfire di dislocarsi dove la sua immensa potenza si rende necessaria. I terroristi capiscono subito di avere poche possibilità di uscirne vivi. In realtà, quando iniziano a sparare perdono anche quelle. Sul suo dragoncraft, il formidabile super-eroe sorvola i malvagi. Loro non hanno ancora distrutto del tutto l’impianto, ma adesso hanno altro a cui pensare. I proiettili dei fucili mitragliatori potrebbero danneggiare il dragoncraft, dispositivo di volo inventato e costruito dall’uomo bestia di Evolution, Kong. Ecco perché Dragonfire si sgancia ed atterra dopo un salto pari a cinque piani di un edificio umano. Il dragoncraft continua a volare, aspettando disposizioni. Settecento chili di drago percuotono e distruggono l’asfalto per parecchi metri. Una granata esplode e scaglia le sue schegge in tutte le direzioni, ma il drago continua ad avanzare. Il tentativo disperato di uno dei terroristi consiste nel lanciare addosso al gigante verde una bottiglia incendiaria. Assurdo! Che questi stupidi non sappiano che l’alieno è capace di emettere un fuoco immensamente più caldo? Se non li brucia è solo perché in cima a quella collina vivono i suoi amici alberi. Per un essere forte come Dragonfire, non ha alcun senso sprecare un pugno contro un fragile mortale. Però solleva una delle auto dei criminali, usandola come un proiettile. Metallo, plastica, gomma, vetro, tessuto e combustibile volano contro la marmaglia impazzita dalla paura. Chi non viene schiacciato, brucia per l’incendio che subito dopo si scatena. I tecnici inviati a riparare l’impianto frattanto sono arrivati. Un colpo d’occhio chiarisce loro che il drago li ha salvati. Lo stesso drago che adesso incontra il suo amico Kkutr. L’insolita comunicazione avviene tuttavia su livelli preclusi agli umani, peggio per loro!

mercoledì 22 maggio 2013

MORTE ED I SUOI FANS_247° episodio

Quando accadono le cosiddette "tragedie familiari", le tv intervistano gli inutili esperti, che ci spiegano come mai il padre o la madre siano impazziti ed abbiano ucciso i figli. Se gli umani potessero intervistare il demone Morte, e rimanere in vita per raccontarlo, scoprirebbero però che lui non ha alcun bisogno di fans. Morte non deve tentare gli sciocchi bipedi, per portare via la loro insignificante anima. Non saprebbe cosa farsene di una cosa tanto instabile e deperibile. Il poliziotto pazzo, che prima di spararsi, ammazza il figlio di sette anni, non è stato costretto a farlo dal leader dei Cavalieri dell'Apocalisse. Lo squilibrato si era indebitato giocando d'azzardo, e tutto da solo ha formulato la convinzione idiota che il mondo fosse cattivo. Ecco perché ha sparato al figlio: per salvarlo. Morte ha tanto lavoro, senza dovere concedere attenzione agli idioti. La mamma che ha buttato ambedue le figlie dal balcone, lo ha fatto per pura demenza criminale, non in ossequio ad un ordine di Morte. Recentemente Pestilenza ha indotto Maschera di Ferro a diffondere un morbo di nuova concezione. Pestilenza ha volutamente reso non letale il morbo "faccia blu", per non continuare a comportarsi come un dipendente di Morte. Secoli or sono in effetti Pestilenza diede molto lavoro a Morte, che accettò l'incombenza senza recriminare, né esultare. Pestilenza, Carestia e Guerra manipolano continuamente gli umani. Il primo li induce a comportamenti deteriori per la loro salute. Carestia sembra riesca a mantenere nella stupidità interi popoli, che si rifiutano per principio di imparare come si coltivi la terra. Guerra tra i tre è il più sanguigno, sia per gli spargimenti ematici che innesca, sia per la sua attitudine a scovare le peggiori emozioni umane. Ci vuole un demone esperto come lui per districarsi tra le molte passioni insane degli umani, evidenziando il peggio del peggio. Le tv non dovrebbero raccontare di morti ammazzati in famiglia, dato che gli uomini e le donne, come le scimmie dalle quali derivano, amano seguire preferibilmente le orme di chi sbaglia. Da quando sono sulla Terra a fare gli Hunter Killer, i serpentoidi hanno affinato le loro sensibilità. Adesso fiutano letteralmente le premeditazioni criminali. Il padre o la madre che uccidono i figli lo avevano premeditato. Tutti i predatori fiutano l'odore della paura. I serpentoidi usano la loro lingua bifida anche per localizzare le emissioni di astio, che i frustrati ed i repressi disperdono nell'atmosfera. Un frustrato ed un represso possono "scoppiare" come dicono loro. Gli Hunter Killer fanno il possibile per stroncarli prima che delinquano. Oltre alle stragi a sfondo familiare, sembra che in questo periodo vadano di moda i profughi che, accolti in un paese straniero, non si integrano. L’emigrazione non è stata inventata oggi; esiste da tempo immemorabile. In particolare si parla di emigrazione a proposito di flussi della forza lavoro; in alcuni casi detta forza lavoro è stata importata a forza: li chiamavano schiavi. Al giorno d’oggi la schiavitù è meglio dissimulata; le multinazionali cercano e trovano schiavi all’estero, e lì li sfruttano. In questo modo evitano di doverli stipare in quartieri dormitorio, e di nutrirli con gli scarti dei nativi. Gli Hunter Killer non mostrano alcuna sensibilità nei confronti dei frustrati stranieri, che abitano in edifici dismessi, o sotto i ponti. Immigrati giunti con la speranza di trovare un’occupazione, ma privi di preparazione adeguata a svolgere lavori utili in una società tecnologica. I serpentoidi sono rettili, e come tali non amano autocommiserarsi, né compatire. Si trovassero al posto dei sottoproletari privi di reddito, si offrirebbero come guardie del corpo o come guerrieri. È ciò che sono per diritto di nascita. Loro non darebbero in escandescenze come questo tizio, che impugna una spranga di ferro, per abbatterla sulla testa e sulla schiena dei passanti. Per Stritolatore, un uomo che urla per le strade ed uccide a caso è solo un cretino come tanti; e dire che l’umanità ritiene di essere razionale. Si afferma che la polizia non possa intervenire contro tutti i malintenzionati. Ci fossero telecamere di sorveglianza disposte in tutte le vie della città, i poliziotti sarebbero probabilmente in grado di reprimere il crimine nel giro di pochi minuti dalla sua esecuzione. Accade viceversa che il pazzo immigrato non venga segnalato, nonostante abbia danneggiato auto, vetrine e ferito alcune persone. A cosa pensavano gli stupidi passanti? Che la pazzia se ne andasse spontaneamente, così come era arrivata? Foryst, questo il nome del teppista, ora cerca un’arma più grossa, per fare più male. Senza saperlo, potrebbe essere considerato un supporter di Morte. Con un piccone in mano, è un assassino random, un dispensatore di annichilimento. Forse si sente un piccolo cavaliere dell’Apocalisse; in realtà è un piccolo imbecille. Stritolatore gli sibila quasi in faccia, spalancando le gigantesche fauci. Il capo degli Hunter Killer si sta a suo modo divertendo. Se avesse voluto sventrarlo con una testata, lo avrebbe già fatto. Il confronto tra l’umano armato di piccone ed il rettile alieno finirà inevitabilmente con il decesso di uno dei due. Il piccone cala con forza, diretto alle spire di Stritolatore. L’impatto rumoroso con il terreno dimostra che il colpo è andato a vuoto. Boa, Anaconda, Pitone e Sysform fanno il tifo per il loro capo, ma non intervengono per non privarlo del divertimento. Stritolatore è lungo come il più grande dei serpenti terrestri, ma il suo diametro è maggiore. Ha forti muscoli, ossa robustissime ed una pelle quasi corazzata. Un colpo di piccone non affonderebbe più di tanto, ma non sarebbe piacevole per il rettile alieno. Quando Foryst si accorge di essere trattato con sufficienza da esseri che non ha mai neppure immaginato nei suoi incubi, lascia che la pazzia estrema lo controlli appieno. Urla, strabuzza gli occhi, digrigna i denti, credendosi una furia della natura (non a caso scritta con la minuscola). Stritolatore aspetta con freddezza la frazione di secondo giusta per colpire. Il piccone sta per calare sulla testa del serpentoide: questione di attimi. Le creste cornee di Stritolatore sfondano la gabbia toracica dell’aspirante stragista. Ossa, muscoli, cartilagine, vasi sanguigni e gangli nervosi vengono penetrati dalla grande testa del serpentoide, che chiude le sue fauci sul cuore di Foryst. A questo punto quel penoso ed ignaro fan, del demone conosciuto come Morte, è già precipitato nell’inferno della marmaglia più insignificante. Qualcuno dovrebbe riflettere sul fatto che siano necessari dei rettili alieni per ristabilire l’equilibrio tra decenza e follia. Se gli umani non si riprendono, meritano effettivamente di essere asserviti a forme di vita che utilizzino un po’ meglio il loro cervello. Il più famoso tra i rettili extraterrestri è sicuramente Dragonfire: un drago alto tre metri e pesante settecento chili. Piccolo rispetto a taluni draghi leggendari; fin troppo grosso e forte per gli standard umani. Essendo famoso, Dragonfire diventa inevitabilmente il bersaglio per ogni pazzo o gruppo di pazzi. Conta poco per loro che l’alieno verde abbia sbaragliano ed il più delle volte disintegrato chiunque abbia tentato di ucciderlo. Un gruppo di fans della morte siede in profonda meditazione, inginocchiati sul pavimento di un sotterraneo appena illuminato da candele nere. Sicuri che la morte sia la divinità più grande, gli sconvolti di turno si vestono di nero, con saio e cappuccio. Organizzano visite ai cimiteri, di notte ovviamente, per respirare l’aria delle tombe. Peccato che il più delle volte di notte nei cimiteri respirino invece il fragrante odore della vegetazione, che è antitetica rispetto alla morte. Si chiudono a turno in casse da morto, per prepararsi all’allegra dipartita. A rigor di logica, essendo fans dichiarati della morte, dovrebbero organizzare quanto prima un suicidio di massa, o no? In effetti ci hanno pensato, ma darsi arie da aspirante morituro è diverso dall’ammazzarsi. Originali sì, fessi no! Dovendo però combinare qualcosa di meritevole di essere inserito nei libri di storia, i fans della morte decidono di sacrificare alla loro divinità nera nientemeno che un super-eroe. Qualcuno propone Dragonfire, giacché, se riuscissero ad immolarlo, dimostrerebbero la supremazia della morte sulla vita. Nessuno di quei pazzi peraltro crede sia possibile organizzare un agguato a Dragonfire. Si lasciano però trascinare dalle chiacchiere reciproche, ed anche dalla droga che tutti sniffano in dosi importanti. L’occasione si verifica quando Dragonfire si reca in visita ai bambini ricoverati in ospedale. Un evento atteso da tempo, specie dai bambini gravemente ammalati. L’incontro tra il super-eroe di Evolution ed i degenti avviene in un’aula magna, perché Dragonfire non riuscirebbe ad entrare nelle camerette senza abbatterne involontariamente i muri, il soffitto e forse anche il pavimento. Quel giorno, nascosti tra i genitori ed il personale medico ed infermieristico, ci sono i fans della morte. Alcuni tra i bambini sono talmente indeboliti dal male che non possono camminare. Se i medici non li guariranno, il cavaliere dell’Apocalisse noto come Morte prenderà quei piccoli, e li porterà via con sé. Lo farà senza alcun astio, perché questo è il suo ruolo nell’ordine delle cose. Non è una vanitosa rock star; è l’araldo della disaggregazione, che forse annuncia un nuovo inizio. Dragonfire saluta i piccoli degenti, lasciandosi toccare da quelle manine indebolite dalla malattia. Il super-eroe vorrebbe donare loro parte della sua immensa forza, ma non è in suo potere. È frustrante poter distruggere enormi palazzi, e non essere in grado di salvare una giovane vita. I primi colpi di pistola scuotono Dragonfire dalla sensazione di impotenza; le pallottole si schiacciano contro le sue scaglie pressoché indistruttibili. I fans della morte attaccano in massa, incuranti dei presenti. Dragonfire avanza come una macchina di distruzione, attirando su di sé il fuoco delle armi automatiche. Il suo piano funziona grazie alla prontezza degli operatori, che mettono velocemente in salvo i bambini. Nel giro di pochi minuti, nell’aula magna rimangono solo Dragonfire ed una ventina di fans della morte, decisi ad immolarlo alla loro divinità cimiteriale. In quel momento, il demone Morte si accorge di ciò che sta accadendo in suo nome. Onnipresente ma invisibile, il capo dei Cavalieri dell’Apocalisse dedica una frazione del suo tempo infinito a quella nuova pazzia umana. I fans della morte, che sfidano Dragonfire, non sono terroristi di professione. Quasi tutti hanno un lavoro, ma si sono fatti abbindolare da un autonominato sacerdote oscuro. Quando hanno dato l’assalto all’ospedale hanno però commesso un grande errore. Sparando contro il drago, hanno messo a rischio delle vite innocenti. La noia e la voglia di strafare non sono una scusa, ed ora ne rispondono a Dragonfire. Potrebbero arrendersi, gettando le armi; sarebbero arrestati e processati, ma non ne uscirebbero con le ossa rotte. L’alieno verde, fortunatamente per loro, li valuta per ciò che sono: dei dilettanti. La grande coda, invece di spezzare loro la schiena e le gambe, manda in pezzi una gran quantità di sedili. Schegge di legno, bulloni, plastica, tubi di metallo piovono addosso al drappello di disperati, che gridano per il dolore causato dall’impatto multiplo, ed indietreggiano. Il drago invece procede verso di loro, immenso nella sua massa. Le sue grandi mani, o zampe che siano, impattano palmo contro palmo. Il rumore è tale che i venti fans della morte si voltano e scappano, inseguiti dal ruggito di Dragonfire, che suscita in loro grandi brividi lungo la spina dorsale. Nessuno tra gli umani è morto, ed il drago di Evolution ne è felice. Il demone di nome Morte pensa che, se al posto di Dragonfire ci fosse stata una come Ferox, quei cretini non se la sarebbero cavata con qualche anno di galera. Un pensiero non casuale, dato che la donna leopardo sta entrando in azione. Intende stanare un tizio armato di machete, che ha sequestrato la sua ex moglie, e minaccia di ucciderla. Un classico degli ignari adoratori della morte: l’omicidio-suicidio. Stragi familiari difficili da impedire da parte dei poliziotti. Complicato entrare in un appartamento, impedendo nel contempo al folle di turno di uccidere la sua vittima. Ferox però sta già tenendo d’occhio lo stupido umano. Lei è aggrappata ad una finestra, incurante dell’altezza dal marciapiede. Gli artigli di Ferox perforano i mattoni, garantendole una salda presa. Le serve solo una diversione. La detective Lucrezia, simbionte della donna leopardo, bussa alla porta. Il pazzo si volta, per esplodere alcuni colpi di pistola, che scheggiano ed attraversano il legno. La poliziotta si è però messa al riparo. In un’esplosione di vetro ed alluminio, Ferox balza in azione, artigli estroflessi. Il pazzo si gira verso di lei, che lo vede muoversi al rallentatore. Gli occhi dell’adoratore della morte riflettono il vuoto della sua anima. Ferox non aveva e non ha dubbi sull’inutilità di quella vita. Gli artigli della mutante taglierebbero anche il metallo, ma si accontentano della gola del criminale. Da essa sgorga copioso ed inarrestabile il sangue. Non ha avuto tempo e modo di usare la sua lama pericolosa, e muore rantolando. Invisibile, il demone Morte apprezza quello show della donna leopardo. Non si cura viceversa in alcun modo della stupida larva umana ormai fredda ed immobile.

venerdì 17 maggio 2013

TOPI E SPORE_246° episodio

Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob sono i cinque topi di fogna contagiati da Maschera di Ferro. Sono portatori sani del morbo "faccia blu". Vivono e prosperano lungo le rive di un fiume alla periferia della città, grazie agli umani che in quel corso d'acqua scaricano di tutto. Ci sono altri animali che apprezzano le sozzure di quei grassi e lenti individui: gabbiani, corvi, scoiattoli, leprotti, bisce, pesci siluro, pesci gatti, anatre ed altre cose senza nome che si nascondono nelle acque più torbide. La carta ed il cartone si possono mangiare agevolmente, ma capita anche di aggredire e mangiare gli animali che li abbiano appena ingurgitati. Il vetro finisce sul fondo, la plastica galleggia; entrambi resistono alla corrosione per un tempo spropositato. Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob evitano di bere l'olio minerale, che forma una spessa patina dove la corrente è più lenta. Infatti neppure i topi di fogna più formidabili sono in grado di digerire l'olio dei motori; meglio evitarlo. Le anatre hanno imparato a fare altrettanto, ma all'inizio si inzaccheravano e si intossicavano. I roditori onnivori dalle lunghe code adorano la carne di anatra, ma quelle con le penne intrise di olio velenoso sono poco salutari per la loro dieta. I Giovani Licantropi si sono aggirati per la città alla ricerca di “facce blu”, ipotizzando che i contagiati fossero numerosi e propensi al proselitismo. Sonia, Rebecca, David e Pedro non ne hanno però avvistato neppure uno, nel corso di due giorni di perlustrazione diurna. Hanno avuto maggior successo Clara, il Tecnoragno, Cyberdog ed il Transformatron. Il quartetto composto da ragazza, cagnolino e due simbionti di metallo vivente ha cercato e trovato notizie filtrate dai media. Braxcat ha viceversa seguito una pista tutta sua, contando sulle sue peculiarità demoniache. È entrato ed uscito più volte dalla dimensione onirica, cercando qualcuno che avesse avvistato i contagiati dal morbo. Adesso, assieme a Lupo Nero, Braxcat cerca i cinque topi Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob, che non conosce ancora per nome. Nel frattempo, la detective Lucrezia, coadiuvata dalle due telepati poliziotte Elisabetta e Valeria, ha rintracciato e condotto in una struttura sanitaria alcuni altri contagiati. È sera quando il topo Kdht viene colto di sorpresa da un ringhio terrificante. Si volta e vede un enorme animale nero, che lo scruta con minacciosi occhi rossi. A Kdht è già capitato di avere a che fare con grossi cani, e sono stati loro ad avere la peggio. Infatti Kdht è sempre accompagnato dai compari Urno, Dhtr, Pemt e Grob, che anche oggi sono presenti al suo fianco, pronti a combattere. Quando però il Lupo Nero emette un ululato che segnala una minaccia di morte imminente, i cinque topastri si ricordano di essere sopravvissuti fino ad oggi perché sanno quando è meglio scappare. L’imboccatura della fogna è vicina; se partiranno alla massima velocità potrebbero farcela a sfuggire a quei denti terrificanti. Tra loro e la fogna si colloca però un gattino dall’aspetto ingannevolmente tenero. Con uno sguardo d’intesa, i topi si preparano a farne un sol boccone. Ci riuscirebbero se il gattino non fosse Braxcat. Si sa che i draghi sputano fiamme, ma da un gatto non te lo aspetti di certo. Il piccolo araldo del demone Braxal regola le sue fiamme per bruciacchiare appena i peli dei cinque topi, che perdono subito la loro foga battagliera. Stretti tra il Lupo Nero ed il formidabile gattino, Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob si dispongono coda contro coda, per vendere cara la pelle. Lucrezia, Elisabetta e Valeria, le tre poliziotte che collaborano con Evolution, raggiungono Braxcat e Lupo Nero. Non si tratta di una normale indagine di polizia, dato che i fermati sono cinque topi, portatori sani del morbo “faccia blu”. Le due giovani telepati, Elisabetta e Valeria, usano le loro facoltà per sedare i topi, così da facilitarne il teletrasporto sul cacciatorpediniere Vae Victis, base di Evolution. In questo frangente si verifica però un imprevisto: gli agenti diffusori del morbo, presenti sulla pelle dei topi, migrano alla ricerca di nuovi corpi ospite. Braxcat sembra una facile preda, ma i suoi poteri lo proteggono facilmente dai microscopici aggressori. Lupo Nero, proveniente dal medio evo come la guaritrice Nancy, ha acquisito nel suo tempo di provenienza un’immunizzazione contro bacilli e virus molto più aggressivi. Quindi anche lui si nega alle spore. Rimangono le tre umane, che vengono infettate. Lucrezia però, essendo simbionte della donna leopardo, dispone di un sistema di autoguarigione fuori dal comune. I microrganismi, attraverso i quali il morbo si è diffuso in alcuni umani, sono a loro volta attaccati da feroci anticorpi. La detective cade a terra, ma quando si rialza la sua faccia non è diventata blu. Sfortunatamente per loro Elisabetta e Valeria non hanno ancora sviluppato la capacità di proteggersi con un campo di forza, come farebbe la Maga. Le spore entrano nei loro organismi ed iniziano a cambiarle. Forse il demone Pestilenza, che ha congegnato il morbo “faccia blu”, assiste non visto al mutamento cromatico della cute delle ragazze. È possibile che, sebbene sia stato scacciato dal corpo e dalla mente di Maschera di Ferro, Pestilenza non abbia rinunciato al suo piano, e progetti nuovi sviluppi. Il dottor Occulto, capo di Evolution, ritiene tuttavia che le due telepati possano usare i loro poteri per scendere a patti con il morbo. Il loro contagio accidentale aprirebbe quindi una via alla soluzione del problema. Sulla Vae Victis, l’uomo bestia di Evolution aziona il teletrasportatore, per condurre a bordo topi e ragazze. Un worm holes annulla le enormi distanze. Non è chiaro se siano stati scavati da vermi cosmici, o costruiti da una super-civiltà; l’importante è che i worm holes funzionino. Sulla Vae Victis, le giovani poliziotte Elisabetta e Valeria incontrano i mutanti ed anche il drago. La loro meraviglia per la situazione è mitigata dal fatto di essere state contagiate. Devono quindi concentrarsi sulla cura. Iniziano pertanto a lavorare con la guaritrice Nancy e con la Maga. La constatazione del dottor Occulto è che le spore hanno agito in maniera diversa sui topi e sugli umani; ma è altresì vero che in almeno un caso un sistema immunitario umano ha resistito: quello della detective Lucrezia. Il primo esperimento da tentare è di raggiungere le spore mediante sonde psioniche, per espellerle o forse esorcizzarle, analogamente a ciò che Dragonfire ha fatto con Pestilenza, proiettandosi nella mente di Maschera di Ferro. Elisabetta e Valeria, coadiuvate da Nancy e dalla Maga, incanalano le loro energie mentali, dirigendole all’interno dei loro stessi corpi. Nel frattempo Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob, coprotagonisti non dimenticati di questa storia si sono svegliati in una stanza isolata dal resto della nave. Le loro essenze sono state estrapolate dai corpi, e si trovano in presenza del dottor Occulto. Un’esperienza mistica per i cinque topi di fogna. Quando torneranno liberi di percorrere i fetidi cunicoli delle cloache costruite dagli umani, avranno qualcosa da raccontare ai loro figli. Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob sono viandanti al seguito del capo di Evolution. Assieme percorrono un sentiero che li conduce alla torre ove vivono le spore del morbo “faccia blu”. I cinque topi hanno le dimensioni relative di un cane lupo, e seguono in maniera disciplinata un inquietante personaggio che ha assunto le sembianze di un viandante d’altri tempi. Quando Elisabetta e Valeria iniziano la loro introspezione si trovano separate, ognuna immersa in se stessa, ad affrontare immagini e sensazioni in grado di farle impazzire. Evidentemente la loro preparazione non le abilita all’autoguarigione. La Maga e Nancy le richiamano pertanto alla realtà. Le spore che vivono sulla torre ricordano vagamente i ricci delle castagne, ma come prevedibile sono blu. Il dottor Occulto non ha dubbi sulla vocazione battagliera dei suoi nuovi amici topi. Guida quindi l’attacco, dopo avere sfoderato una lucente spada a due tagli. I difensori della torre buttano sugli invasori cose vive e cose morte; le prime cercano di azzannarli, graffiarli, stritolarli, ed avvelenarli. I cinque topi mordono selvaggiamente, dimostrando come mai non abbiano contratto il morbo “faccia blu”: sono troppo iperattivi per subire un malanno studiato per gli umani. Occulto si diverte a suo modo in questa insolita interpretazione. Taglia, infilza e frantuma con quella sua grande spada, che si rivela essere simile alle lame del Ninja Grigio e di Krom, il super-eroe di Akros. Le spore colpite dalla spada avvizziscono e muoiono, perché la loro energia viene assorbita completamente. Gli esiti di questa battaglia virtuale si ripercuotono nei corpi di Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob. I loro sistemi immunitari, che prima avevano ignorato i microscopici invasori, adesso li attaccano e li divorano. La Maga segue l’evolversi del conflitto simbolico e di quello biologico. Obbedendo ad un ordine del dottor Occulto, la telepate invia quindi le essenze delle due poliziotte nello stato dell’esistenza dove i cinque topi hanno finito di sterminare le spore blu. Elisabetta e Valeria sono due guerriere in armatura, che arrivano a cavallo per unirsi al dottor Occulto ed alla sua formidabile muta di tipi da battaglia. Il capo di Evolution non è più un viandante, bensì un mago, armato di un bastone del potere. Crea un cerchio di fuoco, largo a sufficienza da ospitare la sua squadra al completo. Un incantesimo disloca ragazze, cavalli, topi e mago in un contesto diverso. Grandi alberi li circondano, impedendo di capire quanti siano i nemici che si stanno avvicinando. Così inizia la battaglia finale delle spore blu. Intanto nel nostro piano dell'esistenza Nancy sottopone le due ragazze alle sue emanazioni risananti. Nella foresta incantata, le spore hanno cambiato forma: assomigliano a creature nastriformi di tutte le dimensioni e colori. Possono stritolare o infilarsi in bocca per soffocare. Occulto sta intessendo un incantesimo di simbolismi e corrispondenze. Le ragazze non comprendono appieno, ma collaborano. I cinque topi invece si divertono moltissimo, e per loro è più che sufficiente. Elisabetta ha imparato ad usare la pistola al poligono di tiro, ma adesso non impugna una pistola, bensì una spada. Un’armatura lucente l’avvolge e la protegge dai morsi delle spore nastriformi. Deve però contrattaccare; Valeria si trova nelle stesse difficoltà, mancando di pratica nell’uso della spada. Le due ragazze si avvicinano l’una all’altra, per lottare assieme e confortarsi a vicenda. Kdht ed Urno, due del team dei topi di fogna, saltano come belve, con i denti pronti a strappare pelle e carne dai mostriciattoli nastriformi. Istintivamente si dispongono a protezione delle spalle delle ragazze. Gli altri tre topastri, Dhtr, Pemt e Grob, invece fiancheggiano Occulto, che mena spadate a più non posso. La battaglia dura per ore, disseminando sul terreno frammenti ancora palpitanti di spora blu. La spada del dottor Occulto si carica di un’enorme quantità di energia, tratta dai nemici sconfitti. Nel nostro piano dell’esistenza, i corpi fisici di Valeria ed Elisabetta impiegano quell’energia per azzerare l’infezione. La loro pelle lentamente abbandona la tinta blu, per virare sul rosa. Kdht, Urno, Dhtr, Pemt e Grob si risvegliano nei pressi del loro fiume. I loro cervelli topeschi non conservano il ricordo di ciò che avvenuto, ma l’intero loro essere è pervaso dalla sensazione euforica di avere combattuto ed avere vinto. Le due giovani poliziotte riprendono il controllo dei loro corpi; loro, a differenza dei cinque topi, ricordano molto bene ciò che è avvenuto. I loro poteri psionici si sono ampliati, ma, per curare gli umani ancora infettati dal morbo “faccia blu”, dovranno lavorare in team con Nancy e con la Maga. Ora Evolution è in grado di produrre un vaccino psichico, per espellere le spore da ogni organismo umano posseduto. I contagiati che hanno accettato di essere teletrasportati sulla Vae Victis sono in isolamento. Le energie accumulate dalle poliziotte telepati, filtrate dalla Maga, vengono indirizzate verso Nancy. Lei entra in una sorta di trance, lasciando che il suo potere distilli un’equazione in grado di esorcizzare e risanare. Una parola magica, che, pronunciata dalla guaritrice, scatena una reazione a catena nei sistemi immunitari dei “faccia blu”. Pestilenza urla, ma solo il dottor Occulto lo ascolta e gli presta attenzione. L'antichissimo demone è stato sconfitto solo parzialmente, dato che non tutte le opzioni di diffusione del morbo "faccia blu" sono state azzerate. Le autorità sanitarie internazionali saranno tuttavia avvisate che non serve alcun vaccino tradizionale, per sovvertire gli effetti cromatici e l'infettività dell’insolita malattia. In questo caso nessuna multinazionale del farmaco riuscirà quindi a lucrare miliardi sulle disgrazie altrui. Mentre il dottor Occulto ed i suoi assistenti bipedi e quadrupedi combattevano spada in pugno contro le spore, Maschera di Ferro è evaso. Dovrà prima ristabilirsi dall’ultima batosta subita; poi tornerà inevitabilmente a cospirare contro la razza umana. Per quale motivo? Probabilmente per sfogare la rabbia interiore, che altrimenti lo consumerebbe. Evolution ovviamente lo aspetterà al varco.

sabato 11 maggio 2013

IL MORBO "FACCIA BLU"_245° episodio

I contagiati da Maschera di Ferro, trasportati sulla Vae Victis, sono una decina. C’è peraltro la possibilità che altre persone non si siano però rivolte a quel pronto soccorso, e girino per la città diffondendo il contagio cromatico. Il dottor Occulto ha avvertito il coinvolgimento del demone Pestilenza, ed è certo che Maschera di Ferro sia un suo emissario, forse addirittura inconsapevole. Nancy la guaritrice è nata nel medio evo; si trova nel nostro tempo in seguito ad una dislocazione temporale. Nel suo tempo di nascita ha avuto modo di incontrare degli appestati, ma non sospettava che Pestilenza fosse il nome di un demone molto attivo sulla Terra. Nancy è una telepate, ma la sua abilità più grande è di comprendere le malattie, per poi sconfiggerle. Grazie ai suoi poteri psionici, non deve entrare in contatto fisico con gli uomini e le donne contagiati. Rendendosi conto dello stato di disagio delle facce blu, inizia subito a sondare il loro sistema immunitario. Entra in una trance, per potersi interfacciare con le difese parzialmente violate. Normalmente Nancy, quando si sintonizza con un corpo ammalato, registra allarmi a diversi livelli. La stranezza di questa manifestazione cutanea è che, viceversa, non viene vista dal sistema immunitario come una malattia. In città, su richiesta di Evolution, gli Hunter Killer partono alla ricerca di Maschera di Ferro. Altri si uniranno alla caccia quanto prima. L’armatura del pazzo ancora una volta gli ha evitato la cattura e la segregazione. Maschera di Ferro si allontana da Ferox che cercherebbe di strappargli di dosso il metallo assieme alla pelle. Fulminatore e la Maga non la fermerebbero di certo, ma tutti e tre hanno di meglio da fare. Giunto su un terreno incolto, accanto ad un fiume, il super-criminale perde quota. L’impatto con il terreno è parzialmente ammortizzato dai cespugli e dal fango. Due o tre rimbalzi prima di fermarsi, con il volto semi immerso in una pozza d’acqua stagnante. La consapevolezza del maniaco torna a sprazzi, lottando con la grande debolezza. Alcuni topi di fogna si avvicinano, fiutando la carne umana, ma non riescono a raggiungerla con i loro denti acuminati. Per cui si allontanano seguendo un’altra pista olfattiva. Quei roditori non suscitano l’amore di alcuno, neppure dei sedicenti ambientalisti. Per contro ai topi di fogna non interessa cosa pensino di loro gli sciocchi e lenti bipedi umani. I topi di fogna devono sopravvivere in un ambiente che per altri animali sarebbe ostile. Sono appena stati contagiati da un bacillo, un microbo, un virus o un altro microscopico incursore, proveniente dalla pelle blu di Maschera di Ferro. Gli antenati dei topi di fogna contribuirono, parecchi secoli or sono, a diffondere la peste. Oggi prendono in carico la più recente creazione di Pestilenza: una strana patologia che tinge di blu la pelle degli umani. A loro non procura alcun fastidio, e non diventano neppure blu. Quei topastri dispongono di un sistema immunitario a prova di bomba, che accoglie il nuovo agente infettante con estrema disponibilità. L’untore numero uno di Pestilenza rimane nel fango, mentre un gruppetto di topacci prosegue nelle faccende di una giornata piena di cose dafare. Gli Hunter Killer si sono già sparpagliati nei paraggi, per mettere le spire su Maschera di Ferro. I sensori della sua armatura lo avvertono di una presenza in avvicinamento. Boa ha fiutato la magia che intride il sordido personaggio. Il serpentoide segnala agli altri del team di averlo trovato, poi parte all’attacco. Piomba addosso al criminale corazzato, che si è appena rialzato. Non cerca di morderlo, ma lo avvolge velocemente con il suo lungo corpo muscoloso. Maschera di Ferro non riesce ad azionare le sue armi, dato che Boa gliele blocca contro il corpo. L’alieno serpentoide esercita una pressione formidabile, che induce l’armatura ad attivare l’energia d’emergenza. Essere bloccati in quel modo fa impazzire ancor di più il già poco sano di mente Maschera di Ferro. Una sensazione di tremenda claustrofobia, che peggiora minuto dopo minuto. Forse Boa non riuscirebbe a distruggere l’armatura metallica, ma il corpo umano che si trova all’interno ne risente, con i malesseri indotti dalle costrizioni. Avere caldo e freddo contemporaneamente in diverse parti del corpo. Difficoltà respiratorie e cardiache, sudori che appannano la vista. Le orecchie di Maschera di Ferro percepiscono un rumore che proviene dall’interno del corpo sotto pressione: il suo flusso sanguigno congestionato. Il super-criminale sta per morire, o forse no; comunque sia, la sua furia viene finalmente incanalata per preparare la riscossa. Una prima scarica elettrica attraversa il grosso serpentoide, che allenta la presa. I poteri telepatici di Boa, tipici di una razza extraterrestre che paralizza mentalmente le vittime prima di divorarla, lo avvisano dell’arrivo di una seconda scarica ancora più forte. Muovendosi al massimo della sua velocità, il serpentoide scivola via dalla sua preda. Così facendo si salva la vita, pur rimanendo stordito. Adesso però è in balia del pazzo corazzato, che è sempre alla ricerca dell’occasione giusta per mostrarsi un vero cattivo dei fumetti. Immagina di dover sogghignare, prima di uccidere quel mostro, che sicuramente non è di questo mondo. Punta le sue armi, ma le batterie quasi scariche non gli consentono di impiegare le armi a raggi. Ripiega allora su una più banale lama seghettata, con la quale non dovrebbe avere problemi a squarciare il ventre dell’orrido rettile. Boa si sta riprendendo, ma non abbastanza in fretta. Maschera di Ferro non ha tuttavia tenuto conto che il serpentoide non è solo. Gli altri Hunter Killer strisciano in mezzo agli arbusti alla massima velocità consentita dalle loro grosse spire. Sysform, l’unica femmina del gruppo, è in vantaggio, ma Stritolatore la sposta di lato. Così facendo la salva da una ferita probabilmente mortale. Il coltello di Maschera di Ferro incide la dura scorza del campione dei serpentoidi. Stritolatore perde sangue, ma è ferito meno gravemente di come lo sarebbe la più minuta Sysform. In una frazione di secondo, lei si attorciglia addosso al criminale corazzato. Punta alle gambe, facendolo inciampare. A distanza ravvicinata, la serpentoide spara nella mente del nemico tutta la sua energia psionica. Maschera di Ferro subisce l’impatto, e per alcuni secondi rimane pressoché incosciente. In quel frangente, microscopiche spore filtrano attraverso una fessura dell’armatura. Colpiscono Sysform sul muso, penetrandole nelle fauci e nella gola. L’aliena avverte l’aggressione, e cerca invano di espellere gli intrusi con un colpo di tosse. Quando arrivano anche Pitone ed Anaconda, trovano Boa svenuto, Stritolatore sanguinante, Maschera di Ferro abbattuto e Sysform confusa. La serpentoide avvisa i suoi amici di non entrare in contatto con il pazzo bipede. Stritolatore, il cui sistema immunitario ha già quasi guarito la ferita subita, preferirebbe rompere il collo al maledetto umano, ma si fida di ciò che dice la femmina. Gli Hunter Killer hanno avuto successo nella loro ricerca, anche se questa volta non hanno ucciso la preda. Non sono però attrezzati a detenere il pazzo corazzato; a questo pensa la polizia, che lo prende in consegna. Quelli che intervengono appartengono ad una squadra speciale, dato che i poliziotti normali reagirebbero in modo imprevedibile alla vista dei serpentoidi. Kong, l’uomo bestia di Evolution, si teletrasporta in loco, assieme alla guaritrice Nancy, che esamina Sysform, per valutare la natura della contaminazione. Accertato che si tratta degli stessi organismi microscopici che hanno innescato il fenomeno delle “facce blu”, la serpentoide viene trasportata sulla Vae Victis, per un periodo di osservazione ed isolamento. Pestilenza, invisibile agli occhi umani, studia l'operato degli eroi, ma il dottor Occulto osserva lui. Il fondatore di Evolution è al corrente dei soggetti infettati, che non sono ancora stati identificati. Isolando i suoi pensieri, il potente telepate invia un messaggio ai Giovani Licantropi, per chiedere la loro collaborazione. Sonia, Rebecca, David e Pedro operano in forma umana, per non dare nell'occhio. La loro amica Clara, con il simbionte alieno Tecnoragno, scandaglia il cyberspazio, alla ricerca di news e piste da seguire. Cyberdog sceglie la via dei tetti, grazie ai poteri che gli derivano dal suo Transformatron. Braxcat lo accompagna, come a voler sfatare la leggenda secondo la quale cani e gatti non andrebbero d'accordo. L'unico del gruppo degli Esploratori dei sogni a non farsi vedere in giro per la città di giorno è Lupo Nero, per evidenti motivi. Gli amici di Evolution sono in contatto con il super computer Galadriel, che aggrega tutti i dati disponibili sui contagiati dal morbo "faccia blu". Elisabetta e Valeria, le due telepati semiclandestine, agenti di polizia, lavorano con la detective Lucrezia, simbionte della donna leopardo Ferox. Elisabetta, Valeria e Lucrezia si uniscono alla ricerca dei “faccia blu”, pattugliando le strade della città. La diffusione del singolare morbo non è da sottovalutare, ma non si verifica alla velocità che Pestilenza avrebbe voluto, perché molti dei contagiati rimangono in isolamento volontario. Non possono essere avvicinati, ma Evolution li sta mappando. Nel frattempo occorre colpire alla fonte: Maschera di Ferro. Si è detto della difficoltà nel convincere gli Hunter Killer a tenerlo prigioniero, specie perché, per carattere e vocazione, i serpentoidi preferiscono consegnare le prede morte e non vive. Anche la polizia sta però incontrando dei problemi, man mano che l’armatura del pazzo riacquista potere. Ha già danneggiato la cella, e si prepara a fare di peggio. Maschera di Ferro non si aspetta peraltro delle visite, e di certo non i due che stanno entrando nella stanza con lui. Dragonfire si deve abbassare per non toccare il soffitto con la testa. Maschera di Ferro è detenuto in una specie di box, che dispone di un portone sufficientemente alto e largo. Assieme a Dragonfire c’è la Maga. Il super criminale frena il suo impeto, conoscendo la forza immensa del drago. Preferisce non dargli lo spunto di mettergli le zampe addosso. La Maga invece non lo spaventa, ma sbaglia a sottovalutare la mutante psionica. Lei non intende penetrare direttamente in quella mente malata, ma lo farà tramite Dragonfire. Il drago afferra Maschera di Ferro, impedendogli ogni movimento. Il contatto fisico è fondamentale per realizzare il piano elaborato dal dottor Occulto. La Maga proietta il suo potere verso l’alieno verde. Fonde momentaneamente la sua mente con quella del drago. Facendo ciò percepisce una realtà fantasmagorica, ma, non essendo un aggressore, la mutante non rischia traumi psichici. Adesso tocca a Dragonfire proiettare la sua essenza psichica nel cervello del pazzo corazzato, che grida per ciò che è costretto a vedere. I poteri demoniaci che pervadono Maschera di Ferro spariscono come fumo di fronte al drago possente. Si nascondono sotto le pietre e dietro i muri presenti in quella mente bacata. Dragonfire avanza in quella caverna piena di stalattiti e stalagmiti. Cerca la fonte del morbo “faccia blu”, ed intende trovarla. Un grosso ragno peloso, grande come l’intera caverna, compare dal nulla. Agita zampe, antenne ed altro ancora. Dalle sue fauci cola veleno, che brucia la pietra stessa. Dragonfire lo colpisce una sola volta, con un pugno più duro della roccia e dell’acciaio. Il mostro si sbriciola, e Maschera di Ferro grida. Scolopendre, coleotteri ed insetti sbucano dalle pareti, dal soffitto e dal pavimento. Il loro intento è di schiacciare Dragonfire con il loro numero. Lui però li brucia tutti, con una sola emissione di plasma caldissimo. La battaglia si svolge all’interno della consapevolezza di Maschera di Ferro, ed è lui che sta perdendo. Nel mondo reale, le spore del morbo blu schizzano verso Dragonfire, ma le sue scaglie verdi sono pressoché inviolabili. Le spore ci provano anche con la Maga, che ha già provveduto a proteggersi con un campo energetico che annichilisce quegli aggressori piccolissimi ma pericolosi. Pestilenza a questo punto osa attaccare frontalmente Dragonfire, sperando di essere più forte di lui, in quello stato dell’esistenza. Il demone ha ideato ed indossato un’armatura metallica piena di spuntoni. Si è fatto spuntare altre braccia e mani, con le quali impugna armi da fuoco e da taglio. Proiettili e sciabolate piovono sul drago, rimbalzando e scivolando via. Pestilenza non è Guerra, che forse avrebbe avuto una piccola possibilità in un corpo a corpo contro Dragonfire. Il drago si è riservato come colpo finale una codata in grado di frantumare l’armatura del demone. Tale è l’impatto, che anche l’armatura di Maschera di Ferro ne risente. Pestilenza capisce quando è giunto il momento di scappare come un topo; ecco perché si scinde in un centinaio di piccoli roditori con gli occhi iniettati di sangue, che schizzano via. Nel nostro stato dell’esistenza, Maschera di Ferro ha ancora la pelle blu, ma la sua contagiosità è stata azzerata. Ciò che è avvenuto è un esorcismo a tutti gli effetti, che però non sarà replicabile sugli umani “faccia blu”. Questo perché Pestilenza non li ha mai posseduti. L’attenzione si sposta quindi sulla Vae Victis e su Nancy la guaritrice.

domenica 5 maggio 2013

NUOVI NOMI PER PESTILENZA_244° episodio

Un tempo nei villaggi di capanne di fango, ma anche nelle città cinte da mura, gli uomini e le donne non conoscevano l'igiene. Bevevano l'acqua tratta da fiumi e ruscelli, dopo averla inquinata con i loro escrementi. Dormivano tutti assieme, trasmettendosi il sudore ed ogni altra secrezione. Pestilenza non aspettava altro. Miliardi di incursori invisibili passarono allegramente da un corpo a quello accanto. Colonizzarono i singoli organismi, sbaragliando le scarse difese immunitarie. Tutto ciò moltiplicato per numeri sempre più grandi: una reazione a catena molto prima della scoperta della fissione atomica. La vita media degli umani consentiva di allevare tre o quattro generazioni di cani e cavalli; non di più. Quelle scimmie nude e puzzolenti pretendevano comunque di essere fatte ad immagine e somiglianza degli Dei, ma Pestilenza stava evidenziando il loro grossolano errore di prospettiva. Bei tempi per il demone, fratello di Carestia, Guerra e Morte. Una malattia di massa, in grado di spopolare un continente. Neppure Guerra sarebbe riuscito a fare altrettanto. Morte alla fine estinse tutte quelle vite sofferenti, facendo la figura del demone buono. Poi poco alla volta l'umanità sopravvissuta riprese la sua evoluzione. La forza della razza umana risiede nell’adattabilità e nella prolificità. Questo consente alla Natura continui esperimenti. I milioni di uomini e donne divennero miliardi, ma le menti collettive delle singole etnie tralasciarono la massa, per concentrarsi su pochi singoli. Vennero distillati alcuni soggetti dotati di cervello, in un mucchio sempre più caratterizzato dalla bovinità. Tra i pochi umani intelligenti, vi fu infine chi scoprì che alla base delle malattie non traumatiche c'è sempre un intruso microscopico, che sconfigge le difese interne del corpo. Si iniziò a parlare di igiene, e questo penalizzò moltissimo Pestilenza. Oggigiorno la peste è relegata a zone di estremo sottosviluppo. In quelle aree del pianeta, Pestilenza e Carestia si incontrano oggi come facevano nel medio evo. Quando arriva Guerra, i tre demoni salgono sui loro cavalli per rendere omaggio al loro capo: Morte. I Quattro Cavalieri dell'Apocalisse vogliono ancora conquistare il pianeta, e distruggere l'umanità, ma hanno tutto il tempo del mondo. Quando non possono lavorare assieme, agiscono separatamente. Non da oggi Pestilenza progetta nuove malattie globali, senza trascurare innumerevoli altri malanni minori. Il sistema immunitario degli umani più civilizzati ha sviluppato, in seguito alle vaccinazioni di massa, difese contro le vecchie malattie. Occorre quindi inventarne delle nuove. Un demone immortale quale è Pestilenza non gira per le città per nutrirsi, come se fosse un vampiro o un licantropo qualunque. Gli basta studiare i comportamenti dei più giovani, che presentano interessanti aperture a favore delle sue incursioni. Bamboccioni che ballano tutta la notte, si drogano, bevono, fumano e dormono poco. Peccato che molti di loro si ammazzino tornando a casa, in incidenti automobilistici o uscendo di strada. A Pestilenza serve altro, e lo trova. Comportamenti sessuali decisamente disinibiti, che contagiano i soggetti avvinghiati senza neppure essersi presentati. È stupendo che ci siano tante perversioni in persone così giovani! Non dovrebbe essere difficile ammalarli di poco o di tanto. Qualche bel virus, magari di provenienza animale, che violi l’intero sistema immunitario. Al posto di un attacco dall’esterno, come nel caso della peste, arriva un conflitto interno, con le difese immunitarie che se la prendono con gli organi che dovrebbero difendere. Pestilenza potrebbe proseguire il lavoro di suo fratello Carestia, che di recente si è dedicato alle sofisticazioni alimentari. Robaccia ingurgitata a tutte le ore del giorno rovina stomaco ed intestino, causando la crescita di neoformazioni. Alcol e droga indeboliscono il cuore, rendendo il soggetto vulnerabile all’infarto. Ai tempi della peste e della lebbra, la gente all’infarto non ci arrivava, ma moriva prima. Adesso invece, con la vita umana più lunga, il cuore non ancora vecchio collassa prima degli altri organi. Pestilenza ride perché gli umani hanno sempre creduto che il cuore fosse la sede dei sentimenti. Non è simpatico che siano i sentimenti, croce e delizia della razza umana, a distruggere l’organo che garantisce la circolazione sanguigna? Il lavoro di Pestilenza è diventato molto specialistico, molto meno grossolano, e vuole ideare qualcosa di nuovo. Qualcosa che non sia imputabile alla tendenza autodistruttiva degli umani. Una nuova pestilenza: un nuovo modo di essere per il demone delle malattie contagiose! La prima novità: l’agente infettante non deve puntare sulla distruzione del corpo ospite. In questo modo ogni contagiato diventa un untore vita natural durante. Cosa faranno gli umani con i nuovi contagiati? Li segregheranno tutti? Praticamente impossibile. Li uccideranno? Impossibile spiegarlo e giustificarlo all’opinione pubblica. La seconda novità: gli infettati rimarranno in salute, ma la loro pelle cambierà colore. Potrebbe diventare rossa o gialla, ma Pestilenza opta per il blu. Una blu-cromatite che prima o poi marcherà tutti gli umani, lanciando un messaggio a Morte: Pestilenza non lavora più in esclusiva per te. Chi realizzerà questo formidabile piano? Il demone delle malattie contagiose ha accesso a tutti i centri di ricerca del pianeta. Dove lavorano ricercatori che osservano al microscopio virus e germi, lì c’è Pestilenza nella sua versione terzo millennio. Il ricercatore è il tipo umano che sembra fatto apposta per servire Pestilenza. Una persona che ha studiato molto, stressata dal lavoro, e di solito poco pagata rispetto alle ambizioni che ha. Al demone serve un gruppo di emissari, che dopo aver creato l’agente infettante girino il mondo per diffonderlo. Sfruttando la sua presenza contemporanea in molti luoghi, Pestilenza effettua una ricerca dei candidati ideali. Fisicamente il demone non si manifesta in alcuno dei centri di ricerca che sta studiando. Mentalmente ha però migliaia di finestre aperte, come solo un super-computer potrebbe fare. Si affaccia ad ognuna di dette finestre, senza fretta, per giorni e giorni, instancabilmente. Poi, con sua grande sorpresa, accade che gli pervengano segnali interessanti da una fonte differente. Seguendo quelle emissioni, Pestilenza trova non un ricercatore scientifico, bensì un super-criminale di lungo corso. Costui, che Evolution conosce molto bene, corrisponde al nome di Maschera di Ferro. Dopo essere stato sconfitto numerose volte, il criminale mascherato sta realizzando un’arma chimica, con la quale vendicarsi del mondo. I demoni stravedono per i pazzi umani, e Maschera di Ferro è completamente fuori di testa. Ecco trovato l’untore numero uno! Lo scienziato criminale che seguendo le istruzioni subliminali di Pestilenza sottopone particolari bacilli a trattamenti a dir poco insoliti. Trattamenti mutageni, specie perché Maschera di Ferro è impregnato di forze magiche che non comprende. Per Pestilenza è relativamente facile mescolare scienza e magia, per generare il bacillo blu! Maschera di Ferro traffica con un dispositivo che ricorda più che altro l’alambicco di un alchimista. Forse perché il vecchio nemico di Evolution è sempre stato un po’ troppo gotico. A questo punto, proprio per assecondare l’esagerato gusto del drammatico di Maschera di Ferro, l’alambicco esplode, cospargendolo con il suo contenuto. L’armatura del pazzo dovrebbe essere a tenuta stagna, ma questo è vero solo per i liquidi. Gli agenti infettanti trovano viceversa ampie fessure attraverso la quali raggiungere la pelle di Maschera di Ferro. Prova subito un dolore lancinante, che pare preannunciare la morte, ma non è così. Pestilenza gli riderebbe in faccia, se fosse presente in forma fisica; il pazzo corazzato ode però distintamente l’eco di quella risata soprannaturale. Poi la sua pelle diventa blu ed anche molto contagiosa. Era parecchio tempo che Evolution non sentiva parlare di Maschera di Ferro. La sua ricomparsa in un centro commerciale stupisce fino ad un certo punto Kong; suo è il turno di guardia sul cacciatorpediniere Vae Victis. Assieme a Kong c’è Ferox, la donna leopardo, che sorride in maniera pericolosa al pensiero di fare assaggiare al pazzo corazzato i suoi artigli micidiali. Chiede ed ottiene di essere teletrasportata per verificare le intenzioni del super-criminale. Attraverso uno worm hole, la mutante salta migliaia di chilometri nello spazio ordinario, e sbuca da un portale che si apre in pieno centro commerciale. Maschera di Ferro però non sta distruggendo cose e ferendo persone, come faceva una volta. Adesso si limita a toccare i presenti, che cadono a terra in preda a convulsioni. Quale potere ha acquisito il maledetto pazzo? Maschera di Ferro nota la presenza di Ferox, ma non accenna ad attaccarla; questa è un’altra stranezza. La donna leopardo comunica alla base la necessità di studiare il nuovo potere del super-criminale. Gradirebbe aggredirlo fisicamente, ma il rischio è incalcolabile. I poteri di Fulminatore o della Maga sarebbero più adatti. Mentre Maschera di Ferro continua a diffondere l’agente infettante creato da Pestilenza, il mutante elettrico si unisce a Ferox. I due studiano un attacco congiunto, ma si fermano sorpresi quando notano che tutte le vittime del pazzo corazzato si sono rialzate. Sembrano stare bene, eccetto per il fatto che la loro pelle è diventata di colore blu. La gente presente nel centro commerciale è quasi tutta scappata, eccetto alcuni eccessivamente curiosi che adesso sono in trappola. Le vittime di Maschera di Ferro non condividono la sua foga untoria, ma inavvertitamente hanno già preso contatto con soggetti sani, contagiandoli. Essendosi in passato improvvisato come sacerdote vudù, Maschera di Ferro gradirebbe una trasformazione più necromantica della sola pelle blu. Gli piacerebbe diventare capo di una rivolta di zombie, ma quelli che ha contagiato sono decisamente vivi, anzi forse stanno meglio di prima. I pelle blu non formano alcuna tribù e neppure una sommossa. Qualcuno di loro si reca in ospedale, per sentirsi dire che i medici non sanno come guarirli. In cambio, anche loro diventano blu. Ferox e Fulminatore non possono correre dietro ai contagiati, ma mantengono le distanze, per non condividere il loro destino. Nel centro commerciale, rimane Maschera di Ferro, ammalato di protagonismo come al solito. Il mutante elettrico attendeva che il loro nemico non si trovasse più in mezzo alla gente. Così può stenderlo con una scarica di media potenza. Non azzarda di più, per non fare crollare l’intero edificio. L’armatura del folle deflette parte del fulmine, ma frigge e fuma. Ferox coglie il momento giusto per somministrare a Maschera di Ferro una serie di unghiate. L’armatura ne risente, ma non si squarcia. Subito dopo Ferox schizza fuori portata. Il super-criminale, araldo inconsapevole di Pestilenza, spara proiettili e raggi, verso i suoi nemici. Ferox sposta Fulminatore dalla traiettoria. Poi Maschera di Ferro decide di portare la battaglia all’esterno del centro commerciale. I sistemi di propulsione incorporati nella sua armatura potrebbero consentirgli la fuga, ma trova ad attenderlo la Maga. La potente telepate ha già compreso in passato come non sia salutare cercare di leggere quella mente malata. Dispone però di altre armi, quali ad esempio la sua lama psionica. Un’emicrania mai sentita prima abbatte Maschera di Ferro, mentre Fulminatore e Ferox accorrono per finirlo. Per sua fortuna, gli automatismi dell’armatura attivano la procedura d’evasione. Maschera di Ferro si allontana in un volo poco controllato. I mutanti potrebbero inseguirlo con i loro craft antigravitazionali, ma i pelle blu costituiscono la priorità. La Maga guida pertanto i colleghi lungo la scia telepatica lasciata da alcuni dei contagiati. Il trio di Evolution, in contatto con Kong che è rimasto a bordo della Vae Victis, si dirige verso il più vicino pronto soccorso. Il loro scopo è di catalogare il livello di pericolosità del contagio partito da Maschera di Ferro. Invisibile ed intangibile, Pestilenza sogghigna felice. In questo modo però le sue difese calano quel poco che basta a far sì che il dottor Occulto, capo e fondatore di Evolution, si accorga di lui. il più potente telepate del pianeta avvisa i suoi allievi del coinvolgimento del demone biblico. Giunti al pronto soccorso, Ferox, Maga e Fulminatore rilevano un’enorme agitazione nel personale e nell’utenza. È balzato all’occhio di tutti che le facce blu sono molto contagiose. Ecco perché la vigilanza ne ha isolate alcune, chiudendole in una sala d’attesa. Evolution è un super-gruppo che non usa certo i guanti quando affronta i cattivi. Oggi però si tratta di evitare che degli innocenti subiscano una segregazione immeritata, non di ucciderli. La proposta dei tre mutanti viene subito accolta dagli interessati (ormai soprannominati facce blu). Pertanto Kong attiva il teletrasportatore della Vae Victis per condurli a bordo del cacciatorpediniere, base del super gruppo. Dopo pochi secondi, il portale si riapre per dislocare anche Ferox, Maga e Fulminatore.