venerdì 31 maggio 2013
SATURAZIONE DA BIOMASSA_249° episodio
Diego ha dieci anni, e sta dormendo. Non è notte, ma al suo paese i pomeriggi estivi inducono le persone a chiudersi in casa, aspettando che il caldo torrido diminuisca. Per le strade neppure un cane, perché loro non sono tanto svitati da farsi cuocere il cranio da quella fornace cosmica. Diego suda un po' e si rigira nel letto, cercando di afferrare il sogno successivo. Le mosche si sono trasferite in casa, dove studiano la situazione. I ragni aspettano che le mosche facciano un passo falso, l'ultimo. Il ragazzino però non sogna né cani, né mosche, né ragni; sogna dinosauri erbivori al pascolo. Animali visti nei cartoni animati, ed estinti da un tempo immenso. Molto più grandi di un elefante, questi dinosauri divorano letteralmente le praterie, senza disdegnare gli alberi. Un ruggito terrificante annuncia però l'arrivo di un rettile carnivoro. Più piccolo degli erbivori, questo predatore pesa comunque diverse tonnellate; il suo metabolismo è talmente veloce che deve mangiare frequentemente. I dinosauri erbivori non sono lenti come sembrano, però il carnivoro non ha problemi a raggiungerli sul terreno aperto. Poi i denti aguzzi fanno la differenza. La mandria potrebbe schiacciare l'aggressore con il suo peso collettivo, ma si tratta di bioorganismi che impiegano tutti i loro scarsi neuroni per cercare i vegetali e divorarli. Non hanno sviluppato alcuna strategia di fuga e di lotta. Una lezione: l'animale più grosso è il più delle volte solo un magazzino di proteine. Il tirannosauro conclude il suo show con un altro ruggito assordante. Diego, prima di svegliarsi, nota che un gattino si è arrampicato sulla testa del micidiale predatore. Il gattino si chiama Braxcat, ed il suo hobby è di circolare liberamente nei sogni altrui. Quello che i terrestri chiamano "tramonto" si avvicina. Un venticello riporta la vita nelle campagne assolate. Diego esce a giocare cogli amici, trascurando di fare i compiti scolastici. Nonostante la fame, rimarrebbe per strada fino a tarda ora, ma la madre lo richiama all'ordine. Lo costringe a lavarsi, poi a cenare. A questo punto, il giovane corpo risente di colpo del grande dispendio di energia; Diego si addormenta ancora prima di arrivare al letto. Sorprendentemente il sogno dei dinosauri riprende da dove si era interrotto. Il trascorrere del tempo però diventa più veloce. Il gattino è lì con lui, e si è portato degli amici: due ragazzi e due ragazze, che possono diventare lupi, o quasi. A Diego piacerebbe molto potersi trasformare in lupo, per mordere tutti i suoi compagni di scuola antipatici, che sono tanti. In cima ad una collina, Braxcat, Rebecca, Sonia, David, Pedro e Diego osservano ciò che succede nella pianura. Le femmine dei dinosauri depongono le uova, che si schiudono, mettendo al mondo altri giganteschi mangiatori di piante e di carne. I coccodrilli ed i serpenti si riuniscono in due distinti conclavi, per decidere cosa fare dei loro metabolismi. Arrivano anche le tartarughe, sempre in ritardo. Le tre specie optano per un basso profilo: non competere con i dinosauri, che, se continuano così, si estingueranno da soli. Negli oceani nuotano dinosauri che sembrano pesci, e ragionano come pesci. Non si riproducono a dismisura, ben sapendo che i loro figli eccedenti una certa quota diventerebbero cibo per i loro competitori alimentari. Sulla collina sono arrivati anche Lupo Nero, Cyberdog e Clara. Tutti gli Esploratori dei Sogni sono lì per assistere al dramma accaduto decine di milioni di anni fa. Questa è la dimensione onirica, ed il tempo scorre diversamente. I dinosauri stanno determinando una crescita esponenziale della biomassa terrestre. Il vapore atmosferico da loro emesso raggiunge valori senza precedenti. Il clima cambia: precipitazioni improvvise e potenti, attività elettrica atmosferica, uragani. I dinosauri sono molto robusti, però la vegetazione di cui i più grossi tra loro si nutrono risente delle frane e degli allagamenti. Troppe bocche da sfamare, tutte enormi, con stomaci smisurati. I dinosauri vegetariani non trovano più sufficiente sostentamento, dimagriscono e muoiono di fame. Mai successo prima, nei milioni di anni di predominio incontrastato di quelle bestie immense. I carnivori non gradiscono mangiare i cadaveri, ma si adattano. Il loro apparato digerente è tuttavia più delicato del previsto, non disponendo della flora batterica adeguata a far fronte alla carne morta mezza putrefatta. I dinosauri si ammalano in una maniera nuova e pericolosa. Agenti patogeni nuovi producono epidemie senza precedenti. Intanto il clima continua a mutare. La temperatura tende a diminuire, mentre l’umidità rende la terraferma adatta più agli anfibi che ai rettili. Diego, che sogna tutto ciò, piange per una grande varietà biologica oggi estinta. Anche gli Esploratori dei Sogni sono tristi perché quello che è capitato ai dinosauri potrebbe capitare all’umanità. Sulla Vae Victis anche Ferox dorme, ma non sogna di dinosauri. Osserva quello che forse è stato il felino più potente di tutti i tempi, sulla Terra. Ammesso che fosse un felino. Una tigre con i denti a sciabola utilizza con grande maestria i suoi enormi canini. Li affonda in profondità e strappa arterie, vene, carne e ossa. Ferox sa che la tigre coi denti a sciabola si è estinta da poche migliaia di anni. Sopravvissuta all’era glaciale, è poi inspiegabilmente scomparsa dalla faccia del pianeta. Competeva agevolmente con mastodonti e mammut, quindi non è stata sconfitta da alcun animale noto. Il gatto demone appare accanto alla donna leopardo, per accompagnarla nella sua ricerca. Braxcat ha appena assistito all'inizio dell’estinzione dei dinosauri, ma con la tigre coi denti a sciabola non è andata così. I giganti di quel periodo non erano paragonabili ai dinosauri; quindi non è plausibile che abbiano determinato una saturazione da biomassa. Ferox ammira quell’animale, che fa ciò per cui è nato: cacciare. Che le tigri coi denti a sciabola abbiano ucciso tutte le altre forme di vita, per poi morire di fame, è escluso, dato che gli elefanti si sono evoluti dai mammut. La donna leopardo è quasi convinta che quel predatore si sia semplicemente evoluto, non estinto. Quello che Ferox osserva è un suo progenitore, che in qualche modo ha salvaguardato ed esportato la sua matrice secondo modalità non genetiche. Anche Braxcat apprezza la grazia dell’antico animale, dato che lui attinge al medesimo serbatoio di esperienze, tattiche, emozioni e ferocia. Braxcat torna dai suoi amici, che continuano ad osservare la lunga fine dei dinosauri. I Giovani Licantropi: Sonia, Rebecca, Pedro e David si sono trasformati, per correre meglio in quelle steppe, che, con l’intensificarsi delle piogge, tendono però a diventare paludi. Il mondo sta cambiando, per adattarsi allo squilibrio causato da una specie vivente troppo invasiva. Ci sono altri animali che si sono ingegnati per sopravvivere. Animali che gli uomini odieranno, considerandoli il simbolo del male. I serpenti però non sono più cattivi, né buoni, di chiunque altro. Sono astuti, ed hanno sviluppato capacità che i dinosauri ignorano. I licantropi però non sono in grado di conferire con quei rettili privi di zampe. Ecco perché nel sogno li raggiunge Sysform la serpentoide. Essendo dotata di poteri psionici, lei può fare da tramite tra i quattro mutaforma e gli striscianti progenitori di una folta moltitudine attuale. Adesso tocca a Sysform guidare la ricerca in un piano dell’esistenza che muta in un batter d’occhio. I cinque amici si trovano all’improvviso nei pressi di una enorme costruzione monolitica, immersa in una jungla lussureggiante. Chiunque l’abbia edificata ora non vive più da queste parti. Un tempio di adoratori del dio serpente, che ha ispirato moltissime leggende umane. Scendendo nelle viscere di quella montagna artificiale, i licantropi provano una sensazione di claustrofobia, ed altre sensazioni di disagio. Sibilii annunciano l’arrivo di una grande popolazione di serpenti, che circondano il gruppo. Sysform, che rappresenta la cultura extraterrestre dei serpentoidi, parla con i serpenti; loro ascoltano in un silenzio, che dato il posto, potrebbe essere definito religioso. L’extraterrestre si chiede se, tra quel popolo pulsante e palpitante, ci sia uno storico. Lui potrebbe narrare come sono andate le cose. Trattandosi di un sogno, il desiderio di Sysform viene subito esaudito. Un serpente marrone avanza, mentre gli altri gli fanno strada. Un serpente con la barba? Originale. Forse spiegabile con la presenza di Rebecca, Sonia, David e Pedro, che gradiscono conferire con un interlocutore più rassicurante; e la narrazione si adatta. Klerbf il saggio è la memoria del branco. Lui ha saputo ciò che sa dal padre, e lo trasmetterà al figlio. I ricordi affondano in una remota antichità, quando i giganti vivevano sulla Terra. Il lontanissimo progenitore di Klerbf osserva l’incremento delle piogge, che creano paludi. L’equilibrio alimentare planetario è sconvolto. Gli animali pesanti molte tonnellate devono percorrere distanze enormi per trovare cibo, e ne trovano sempre meno. I quattro Cavalieri dell’Apocalisse non hanno ancora assunto la conformazione immaginifica loro attribuita dagli umani. Eppure la morte galoppa tra i dinosauri, sebbene i cavalli non siano ancora una specie vivente. La carestia uccide gli enormi sauri, così come la malattia (che non è una pestilenza). La guerra deve ancora essere inventata. La biomassa enorme ha squilibrato gli Elementi: l’acqua prevale sulla terra e sull’aria. Il fuoco si rintana nelle viscere del pianeta, aspettando il suo momento. I serpenti hanno sempre avuto una digestione particolare: ingoiano animali che rimangono nei loro stomaci per molto tempo. Non si nutrono di felci gigantesche, né di grosse bestie erbivore. Ai serpenti basta poco, ma il mutamento del clima rischia di spazzare via anche quel poco. I Giovani Licantropi comprendono la forza e la saggezza di quell’antichissima specie. I lupi non sarebbero sopravvissuti a quel disastro ambientale. I serpenti invece, tornando alla narrazione di Klerbf, cercano caverne profonde, dove la temperatura è costante. La pioggia in superficie risparmia solo i pesci ed i piccoli esseri in grado di respirare con i polmoni, ma di trattenere per molto tempo il fiato. Anzi, quelle rane si ibernano sotto la sabbia, riducendo la loro animazione quasi a zero. I serpenti fanno lo stesso negli antri che hanno trovato. Quelle menti quasi prive di emozioni si coordinano per ottenere una catena psionica. Non sanno per quanto tempo dovranno dormire. Il lontano progenitore di Klerbf si sveglia ogni anno solare, per verificare la situazione climatica. Il capo del popolo dei serpenti lascia ai successori il nome, le conoscenze ed i compiti da eseguire. Sveglia a turno i suoi sudditi, in modo che possano cercare del cibo per i dormienti. Una strategia che si dimostra vincente, giacché i serpenti superano la crisi ambientale, ed infine emergono in superficie. Sysform ed i Giovani Licantropi devono però ancora comprendere chi abbia costruito quell’enorme tempio, dedicato ad un dio serpente. Sfortunatamente anche all’intero del popolo dei serpenti esistono fazioni in lotta. In breve, la serpentoide ed i suoi amici mutaforma si trovano circondati da un centinaio di rettili ben poco amichevoli. Sonia, Rebecca, David e Pedro si trasformano, estroflettendo gli artigli. Intendono vendere cara la pelle, sogno o meno. Sysform combatterà al loro fianco, una battaglia molto difficile. Passi pesanti annunciano però l’entrata in scena di un attore formidabile. La moltitudine strisciante si volge, pronta a combattere contro il nemico più grande; ma Dragonfire non può essere sconfitto dai denti veleniferi, né dalle spire. Anche tra i serpenti ci sono gli esagitati, una minoranza nella folla cerca e trova la rissa. Sognano di guidare la loro rivoluzione estemporanea. Quello che ottengono è invece di essere spazzati via dalla coda di Dragonfire. I serpenti che lo mordono riescono solo a rompersi i denti. Quelli che cercano di stritolarlo, lo fanno quasi ridere. Il drago spezza le loro spine dorsali e le loro vite con estrema facilità. Un sogno molto credibile: sangue a fiumi, frammenti di pelle, carne ed ossa. I Giovani Licantropi devono evitare i morsi veleniferi; per il resto i loro artigli aiutano Dragonfire nella sua strage. Sysform stritola e morde i suoi simili, che però non sono suoi alleati. Quella battaglia diventa leggenda. Il drago di Evolution diventa un mito anche tra i serpenti. Klerbf ha di nuovo il controllo del suo popolo, normalmente disciplinato. Narra a Dragonfire ed amici di avvenimenti accaduti in un periodo che gli uomini considerano preistoria. Decine di migliaia di anni nel passato, alcuni uomini capirono come comunicare con i serpenti. Ne scaturì una civiltà singolare nel suo equilibrio. Ecco perché gli architetti di quella umanità realizzarono edifici monolitici, dedicati all’adorazione di un dio serpente. Animali così intelligenti da sopravvivere alla saturazione da biomassa, che distrusse i dinosauri, meritarono di diventare oggetto di adorazione. Altri umani però attaccarono e distrussero gli abitatori dei monumenti monolitici. I serpenti da allora vennero a torto identificati con il Male; ma non sono i serpenti che oggi stanno creando una nuova saturazione da biomassa. Se il pianeta Terra si sconvolgerà in maniera distruttiva, come al tempo dei dinosauri, sarà solo colpa degli umani.
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