domenica 26 maggio 2013

TRACCIABILITÀ DEI CRIMINALI_248° episodio

Una cerimonia religiosa in una giornata di sole. Una decina di bambini, in attesa di ricevere l'ostia che significa comunione con Dio. Atmosfera leggera e rilassata. Canti e colori. Bello per i più, ma insopportabile per qualcuno. Il disaccordo con il rito e la felicità altrui dovrebbero indurre a guardare altrove. Sfortunatamente c'è chi si sente in dovere di coinvolgere gli altri nel proprio malessere psichico. Recare danno, ferire ed uccidere: questa la via del terrorista. Assassinare gli innocenti: questo l'obiettivo dei pazzi. Oggi qualcuno dovrà morire, per placare l'odio di uno squilibrato verso se stesso e gli altri. Sono però state schierate sul campo numerose sentinelle psichiche. Telepati noti ed ignoti, alieni cacciatori di taglie, giovani licantropi, simbionti tecnomeccanici ed un super computer, che si chiama come la regina degli elfi. Innumerevoli dati e rilevazioni, che da soli significherebbero poco, sono interrelati dalla mente elettronica di Galadriel. I cosiddetti "servizi segreti" si fanno continuamente buggerare da teppaglia pericolosa, perché si illudono, lasciandoli a piede libero, che rendano presto evidenti traffici più consistenti. Invece i teppisti, che sragionano in maniera tutto sommato lineare, mirano all'obiettivo quasi immediatamente raggiungibile. Se gli agenti dei servizi segreti guardassero meno film di spionaggio, ci sarebbero meno attentati. Se un facinoroso viene schedato in ogni parte del mondo, Galadriel lo sa. Il super computer ne segue a migliaia contemporaneamente di quei figuri. Tutte le manifestazioni pubbliche sono possibili luoghi ed occasioni di attentato. Un numero enorme di tracce, ma non per una mente elettronica potentissima e velocissima, che non risente del caldo, del freddo, dell'umido, degli ormoni e neppure degli umori. La cerimonia religiosa di oggi ha calamitato alcuni di detti soggetti, tracciati da molteplici indicatori, non esclusa l'osservazione satellitare. Impossibile muoversi sulla faccia del pianeta senza incappare in accertamenti di presenza e passaggio. Tom Jusvo e Paul Neryu, banditi di etnia mista e di padre ignoto, si sono avvicinati un po' troppo ai bambini che dovranno ricevere la comunione. Potrebbe essere un caso, se i casi esistessero. Rebecca dei Giovani Licantropi ed Elisabetta, telepate poliziotta, si sono mescolate alla folla festante. Un altro licantropo adolescente, David, sta arrivando per dar loro manforte. Valeria, che lavora assieme ad Elisabetta, utilizza il suo scandaglio mentale per seguire i movimenti di Jusvo e Neryu. I sospetti sono confermati: stanno confabulando, e portano sulle spalle degli zaini quantomeno sospetti. Occorre bloccarli prima che collochino gli eventuali ordigni in un sito tale da recare danno ai presenti. Ipotizzando si tratti di bombe con deflagrazione comandata a distanza, basterebbe un cellulare per farle detonare. La poliziotta Elisabetta si avvicina ai due, identificandosi ed intimando silenziosamente loro di seguirla. Jusvo e Neryu, che si sentono due terroristi di professione, assecondano la richiesta, ritenendo di potersi liberare facilmente della poliziotta. Poi si accorgono che Elisabetta non è sola, ma è accompagnata da una ragazza ancora più giovane. Nessun problema, riflettono tra loro, ma non sanno delle facoltà licantropiche di Rebecca. Quando i quattro superano un angolo, perdendo di vista la gente assiepata, i delinquenti estraggono i coltelli pronti ad assassinare Elisabetta e Rebecca. La prima, essendo una poliziotta, è ovviamente armata; la seconda invece si vede costretta ad una veloce trasformazione. Le unghie delle mani diventano artigli, mentre i canini diventano zanne. Elisabetta, che ha preso qualche lezione dalla Maga, tenta un colpo mentale ai danni di Tom Jusvo. Un colpo di pistola indurrebbe la gente ad una fuga disordinata, che potrebbe causare feriti. Il teppista, che è privo di difese psioniche, risente della pressione esercitata dalla giovane telepate. Nel frattempo, Rebecca balza addosso a Paul Neryu, il secondo terrorista. Sebbene sia decisamente più leggera, lo graffia ferocemente, facendogli cadere il coltello. Quando Jusvo si riprende, e si prepara al contrattacco, Valeria somma il suo potere a quello della collega, ed il teppista crolla a terra, in preda ad un’emicrania mai provata prima. Neryu, vista la situazione, scappa sanguinando abbondantemente. Ha ancora con sé lo zaino, contenente un dispositivo artigianale che potrebbe scagliare a metri di distanza chiodi ed altri frammenti metallici. David accorre, piombando addosso al criminale come un giocatore di rugby. Neryu però non molla, e combatte, nonostante i graffi ed i morsi che riceve dal giovane licantropo. Tenta il tutto per tutto, ormai deciso a fare deflagrare ordigno e zaino, ed uccidere chiunque si trovi nel raggio d'azione della bomba. Certa marmaglia non può fare a meno di pensare in termini di martirio. Quando Rebecca raggiunge a David, ed ambedue mordono e graffiano con impegno, la perdita di sangue del delinquente è tale che sviene. Ignari della disputa appena conclusa, i bambini in piazza si sottopongono al rito della comunione; poi via di corsa a giocare. Le belle giornate di sole sembrano fatte apposta perché i bambini possano scatenarsi, prima di crescere e diventare degli individui barbosi. Nei parchi anche gli adulti traggono giovamento psico-fisico facendo running o jogging. Ci sono però persone che, scordata completamente la spensieratezza della fanciullezza, progettano di violentare, rapinare ed uccidere. I profiler della polizia locale e federale non comprendono bene il concetto di prevedibilità dell’azione criminale. Studiano per anni senza capire che il mostro non diventa tale da un momento all’altro. Si tratta di saper seguire le tracce, come solo un super cervello può fare. Il maniaco che, nel parco, osserva camminare e correre le ragazze, ha in passato manifestato parecchi sintomi di una tendenza criminale. Con la crescente digitalizzazione degli archivi, Galadriel non ha più bisogno che qualcuno vada, in sua vece, a scartabellare enormi archivi cartacei. Serge Saxot fin da piccolo è stato uno sbandato, ma di quelli furbi, che non facevano scoprire le loro marachelle. Poi è passato alle malefatte, ma sempre da furbo. Sfortunatamente per lui, uno psicologo scolastico aveva preso appunti sul suo conto, ed espresso un giudizio poco lusinghiero. Una piccolo traccia, ma sufficiente per allarmare una mente fervida come quella di Galadriel. Oggi Saxot si pone in agguato, puntando una bella ragazza che corre da sola. Ciò che non sa potrebbe però costargli molto caro. Infatti quando la detective Lucrezia ha assorbito alcuni poteri felini da Ferox, la donna leopardo ha ottenuto la facoltà di assumere fattezze umane. Una bella ragazza, snella e scattante; forse fin troppo. Ferox si contiene, per sembrare umana; ma anche così le sue movenze incantano. Emana, a dir vero, un’aura di pericolosità, ma Serge Saxot è un pazzo, e non si impressiona. Decide di attendere che faccia un po’ più buio, pronto ad intervenire se lei si allontanasse prima del previsto. Ferox ha già percepito la sua presenza, grazie ai suoi poteri mutanti. Il predatore si accinge quindi a mordere un boccone indigesto, se non addirittura tossico. Serge Saxot si nasconde dietro un cespuglio, pronto a placcare la sua preda. Tale è la sua boria, che non si domanda come mai una ragazza insista a correre da sola in un parco, anche dopo il tramonto. Forse neppure una maratoneta in pieno allenamento dimostrerebbe una tale dedizione. Un sogghigno, uno scatto fulmineo, e… la ragazza si sposta quel tanto che basta a fare cadere rovinosamente a terra il malvivente. Irritato contro tutto e tutti, si alza velocemente, deciso a fargliela pagare cara. La torturerà a lungo, forse tutta la notte. Ferox nel frattempo ha già riassunto le sue sembianze, artigli compresi. Il teppista non si accorge ancora della vera natura della sua nemica, perché impugna una lama, quando invece dovrebbe tentare la fuga. Un affondo pericoloso se non addirittura letale si rivela un nulla di fatto. La donna leopardo gioca con lui, ma si sta stancando della pochezza di quella larva umana. Se non fosse un assassino, Ferox si accontenterebbe di spezzargli le gambe, ma la mutante conosce il pessimo curriculum di chi le sta di fronte. Gli artigli parlano per lei. Lo colpisce una sola volta, poi si allontana senza voltarsi indietro. Il nome di Serge Saxot sarà riportato frettolosamente sulla lapide del teppista, e nessuno dovrà più avere paura di lui. Altri delinquenti sono però in azione in quel momento. Terroristi che prendono d’assalto un obiettivo poco protetto, ma in grado, se danneggiato, di innescare una destabilizzazione difficilmente quantificabile. In cima ad una collina, nei presi di una grande città, sono stati collocati alcuni ripetitori di segnali televisivi e telematici. Chi si aspetterebbe che una banda di terroristi prenda d’assalto detti impianti? Non la polizia e neppure la magistratura: hanno poca fantasia e non leggono abbastanza romanzi thriller e spionistici. Il super computer Galadriel ha viceversa ipotizzato anche quello scenario. Perché stupirsi? Non sono forse stati fatti film su giochi di guerra ancora più elaborati? Bastano pochi esplosivi per fare saltare in aria i ripetitori. Se non altro non ci sono vittime umane, dato che nessuno aveva predisposto ad una vigilanza armata. Le televisioni non riescono più a fare giungere i loro segnali ai cittadini. Peggio ancora: gli smartphone, i tablet ed i computer perdono la connessione. La gente, ormai abituata a sapere quello che accade nel mondo in tempo reale, si sente quasi azzoppata. I terroristi gongolano, perché sono riusciti a scatenare la confusione. Si piazzano nei paraggi degli impianti semidistrutti, pronti a vender cara la pelle. Organizzano agguati sulle strade che arrivano sulla vetta della collina. Essendo dei pazzi, non temono di morire, ma prima intendono uccidere il maggior numero di persone, a partire dai tecnici che sono stati inviati a ripristinare i segnali audio e video. Attaccare a sorpresa gente disarmata: il massimo per un vigliacco. Le cose umane sono percepite dalle altre forme di vita secondo differenti parametri. Gli uomini e le donne di solito ignorano gli alberi, ma gli alberi non possono fare altrettanto. Sovente piante centenarie vengono abbattute senza alcuna motivazione. Considerate solo legno, in realtà elaborano la nostra anidride carbonica, restituendo ossigeno. Dovrebbe bastare questo per rispettare gli alberi. Civiltà più antiche e possenti della nostra comunicano da tempo immemorabile con i nostri fratelli verdi. Dragonfire, ad esempio, ha stabilito rapporti di affinità con alcuni alberi particolarmente antichi. Uno di essi si trova proprio su quella collina. Sebbene non corra al momento rischi per la sua sopravvivenza, Kkutr è infastidito dalle emissioni emozionali dei criminali. Kkutr sarebbe in grado di narrare secoli di storia degli umani. Tracce del trascorrere degli anni sono saldamente memorizzate nei cerchi concentrici del suo tronco. Kkutr ha avuto in passato modo di confrontarsi con il drago di Evolution; si sono parlati e capiti. Adesso sta invocando l’intervento dell’alieno verde, perché lo liberi da quelle fastidiose presenze. Marmaglia che non pensa ad altro che a confondere, spaventare, ferire ed assassinare. Kkutr pensa che l’acqua che è imprigionata in quei mammiferi bipedi sarebbe più utile per irrigare l’erba. La notte sopra la collina si illumina quando un portale di teletrasporto si apre, per consentire a Dragonfire di dislocarsi dove la sua immensa potenza si rende necessaria. I terroristi capiscono subito di avere poche possibilità di uscirne vivi. In realtà, quando iniziano a sparare perdono anche quelle. Sul suo dragoncraft, il formidabile super-eroe sorvola i malvagi. Loro non hanno ancora distrutto del tutto l’impianto, ma adesso hanno altro a cui pensare. I proiettili dei fucili mitragliatori potrebbero danneggiare il dragoncraft, dispositivo di volo inventato e costruito dall’uomo bestia di Evolution, Kong. Ecco perché Dragonfire si sgancia ed atterra dopo un salto pari a cinque piani di un edificio umano. Il dragoncraft continua a volare, aspettando disposizioni. Settecento chili di drago percuotono e distruggono l’asfalto per parecchi metri. Una granata esplode e scaglia le sue schegge in tutte le direzioni, ma il drago continua ad avanzare. Il tentativo disperato di uno dei terroristi consiste nel lanciare addosso al gigante verde una bottiglia incendiaria. Assurdo! Che questi stupidi non sappiano che l’alieno è capace di emettere un fuoco immensamente più caldo? Se non li brucia è solo perché in cima a quella collina vivono i suoi amici alberi. Per un essere forte come Dragonfire, non ha alcun senso sprecare un pugno contro un fragile mortale. Però solleva una delle auto dei criminali, usandola come un proiettile. Metallo, plastica, gomma, vetro, tessuto e combustibile volano contro la marmaglia impazzita dalla paura. Chi non viene schiacciato, brucia per l’incendio che subito dopo si scatena. I tecnici inviati a riparare l’impianto frattanto sono arrivati. Un colpo d’occhio chiarisce loro che il drago li ha salvati. Lo stesso drago che adesso incontra il suo amico Kkutr. L’insolita comunicazione avviene tuttavia su livelli preclusi agli umani, peggio per loro!

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