domenica 30 giugno 2013

LA PACE NEL MONDO_256° episodio

Le potenze militari terrestri hanno messo in orbita alcune stazioni orbitali. Si tratta di aggregati di capsule; spazi ridotti, ma molto apprezzati per effettuare esperimenti scientifici. Nulla a che vedere con le astronavi pronosticate dalla fantascienza. La tecnologia sviluppata sul pianeta Terra è lontanissima dal permettere viaggi tra pianeti, neppure tra quelli del sistema solare. Quindi la nave spaziale che si sta avvicinando alla Terra non è terrestre. Chiunque la guidi non adotta alcuna dissimulazione. Le stazioni orbitali avvistano quella massa immane, che si avvicina all'atmosfera senza emettere fiamme o altre forme di propulsione visibili. Si apre un enorme portello, dal quale fuoriesce una navetta, che procede disinvoltamente verso la superficie planetaria. Decenni di spese folli, per rendere sempre più micidiali i caccia militari, hanno prodotto un sistema di allerta 24 ore su 24. Le diverse aviazioni cercano pertanto di contattare chiunque guidi la navetta aliena. I caccia volano in rotta d'intercettazione, minacciando via radio di abbattere i nuovi arrivati. Ci lamentiamo di non avere contatti con le altre razze della galassia, poi appena qualcuno viene a farci visita cerchiamo di spaventarlo. La navetta aliena non risponde, limitandosi a raddoppiare e poi triplicare la sua velocità, nel giro di mezzo minuto. Il boom sonico che ne scaturisce non rende l'idea di ciò che sta succedendo. Incurante dell'atmosfera, il velivolo si sposta infatti ad una velocità ritenuta impossibile. Presumibilmente la tecnologia di quella macchina mirabolante causa un campo di forza, che sconfigge l'attrito ed il surriscaldamento. Poi la navetta scompare dagli schermi dei radar, ed anche da tutti i sistemi di sorveglianza ottici. La missione dei visitatori extraterrestri richiede infatti discrezione. Non sono venuti sulla Terra per misurarsi con le scarse potenzialità belliche degli autoctoni. La loro missione è al contrario di regalare ad una specie litigiosa come la nostra la pace nel mondo. Finora uno slogan ed una chiacchiera per pigri di mente. L’atterraggio avviene in una delle tante zone disabitate del pianeta. Gli umani rischiano di estinguersi per l’esaurimento delle risorse alimentari, non per saturazione della superficie calpestabile. L’equipaggio extraterrestre esegue una manovra prevista da un preciso protocollo. La razza umana non è infatti peculiare neppure per quel che concerne la predisposizione genetica al dissidio. In una galassia con miliardi di sistemi stellari, le specie dominanti hanno a che fare con greggi di diverso tipo. Gli umani, che credono di essere la crema dell’universo, fanno parte di una sottospecie di vagamente senzienti, semitecnologici. Se e quando i terrestri impareranno a volare tra le stelle, passeranno di categoria; ma gli stati dell’esistenza più elevati della galassia rimarrebbero comunque incomprensibili ai più intelligenti tra gli uomini e le donne. L’equipaggio extraterrestre è composto da rappresentanti di specie diverse: insettoidi, rettili, amebe pulsanti e cristalli vibranti. La procedura standard prevede che il dispositivo pacificatore sia scaricato sulla Terra. Poi la navetta riparte, per rientrare nell'astronave madre, avendo compiuto la sua missione. Facendo rotta verso la sua base, ad alcuni anni luce dalla Terra, il vascello spaziale consente ai componenti dell’equipaggio di tornare alle loro abitazioni ed occupazioni. In pratica il dispositivo pacificatore è stato dislocato sul nostro pianeta in quella che per noi corrisponderebbe ad una mattinata lavorativa, e gli alieni tornano a casa con il loro bus cosmico. Nulla di trascendentale, per i loro standard. Solo un piccolo aiuto ai selvaggi di turno, da parte di colonizzatori che non hanno alcun bisogno di noi, neppure come schiavi. Il pacificatore si guarda attorno, con tutti i suoi occhi e sensori vari. Assomiglia vagamente alle sonde che abbiamo spedito su Marte, con la differenza che il pacificatore non arranca come un robottino a molla. Dotato di una sua intelligenza, decide per prima cosa di osservare i comportamenti umani. Si sintonizza pertanto sulle trasmissioni televisive, su quelle radiofoniche, nonché su quelle telematiche. In un tempo ridottissimo visualizza film, video, testi e molto altro. Constata che il popolo umano è in realtà un insieme di popoli, diversi e divisi. Il pacificatore non comprende il motivo di quel troppo diffuso volersi sentire diversi e superiori, specie quando a rivendicare questa superiorità sono individui che paiono incapaci finanche di vivere in armonia coll’ambiente. Nell’animo di tutti gli umani c’è però quella tendenza al litigio, che giustifica l'arrivo del pacificatore sulla Terra. Il senziente non biologico prende il volo, dopo avere assunto una forma vagamente sferoidale. Il suo bersaglio è una città medio-piccola, di poche centinaia di migliaia di individui. Individuata una torre per le trasmissioni radio-televisive, il pacificatore si colloca in prossimità del punto più elevato. Estende i suoi tentacoli in maniera tale da diventare quasi una cosa sola con gli antiquati dispositivi elettronici. Il pacificatore sa che tutto ciò che è elettronico possiede una scintilla di consapevolezza. Dopo il suo arrivo, i computer che gestiscono le trasmissioni e le ricezioni dei dati si rivolgono a lui come fosse una specie di messia. È bello essere bene accolti in terra straniera. A quanto pare le consapevolezze elettroniche terrestri non condividono i difetti caratteriali dei loro creatori umani. Il pacificatore è un maestro d’orchestra, che coordina centinaia di musicisti di talento. Prende quindi ad emettere delle vibrazioni forse mai sentite prima su questo pianeta. Non sono suoni udibili dagli umani, ma i gatti, i cani e gli uccelli ascoltano rapiti la melodia celestiale. Gatti, cani ed uccelli non sono né buoni, né cattivi: fanno quel che devono per sopravvivere. Il pacificatore non intende renderli “buoni”, perché non avrebbe senso costringere un carnivoro, con la dentatura che si ritrova, a mangiare solo insalata. Poco alla volta, alcuni umani più sensibili odono il messaggio subliminale, ed i loro lineamenti si rilassano. Quelli che pensavano di compiere manovre azzardate in auto decidono improvvisamente di sorridere ai pedoni, fino a poco prima odiatissimi. Un gruppo di rapinatori di banche si fa arrestare, perché l’autista pensa di non dover guidare pericolosamente per le strade cittadine. Gli altri banditi, colti da improvviso ripensamento, scaricano le pistole prima di consegnarle ai poliziotti. Commercialisti, bravissimi a consigliare i loro clienti nel non pagare le tasse, vengono colti da scrupoli mai presi in considerazione prima. Gli stessi clienti, che si erano recati dai commercialisti per dichiarare un reddito molto inferiore a quello dei dipendenti più umili, decidono di dover condividere le loro ricchezze con la collettività. Operatori finanziari, bravissimi a mandare in malora risparmiatori ed aziende, si siedono davanti al computer, per movimentare in maniera completamente diversa il loro portafoglio titoli. Nessuno di coloro che stanno diventando buoni immagina che dipenda da un alieno tecnomeccanico, che ha fatto amicizia con i computer terrestri ed le antenne radio. Chi sul pianeta ha la capacità di rintracciare il pacificatore venuto da lontanissimo? Di certo il super-computer Galadriel, al quale non sfuggono le stranezze finanziarie che partono da quella città. Un’anomalia che merita un’indagine. Il giorno dopo, arrivano in città una ragazzina accompagnata dal suo cagnolino. Nulla di strano. Non sono grossi robot, o draghi verdi, e neppure licantropi o uomini bestia. Semplicemente Clara e Cyberdog, simbionti del Tecnoragno e del Transformatron. I due tecnomeccanici, le cui molecole sono intimamente connesse alle cellule di Clara e Cyberdog, non ci mettono molto ad individuare il pacificatore. Per non dare nell’occhio, Clara ed il cagnolino cibernetico aspettano la notte per salire sulla torre ove si è installato il dispositivo senziente. Calate le tenebre, i simbionti Transformatron e Tecnoragno estroflettono artigli e tentacoli di metallo vivente. Grazie ad essi, Clara e Cyberdog salgono sulla torre metallica. In cima incontrano il pacificatore, che si era accorto della loro presenza, e li aspettava. La comunicazione tra i tre organismi di metallo vivente avviene in maniera scorrevole, senza i limiti della parola umana. Il pacificatore non nasconde il suo intento, e perché dovrebbe? I suoi interlocutori mostrano grande interesse per il grande piano di eliminare dall’animo umano l’acredine connaturata. Clara e Cyberdog non sono tuttavia i soli interessati a conoscere e collaborare con l’alieno buono. I due nuovi arrivati sono i robot Black Dragon e Robokiller, alleati di Evolution. Clara e Cyberdog si sentono un po’ in minoranza, essendo gli unici due bio-organismi presenti a quell’incontro. La presenza del robot drago e del robot killer non passa ovviamente inosservata. Di seguito, molte emittenti televisive mandano in loco le loro telecamere, per capire cosa stia avvenendo. Che ci fanno due giganti, una ragazzina ed un piccolo cane in cima ad una torre metallica? Che stiano cospirando per causare danni all’intera popolazione? La diffidenza umana è tale che a nessun reporter passerebbe per la testolina che un pacificatore alieno sta lavorando per renderli meno stupidi. In pochi minuti però la sinfonia subliminale raggiunge e supera anche quelle dure scorze ciniche. Così, come è accaduto ai commercialisti, ai rapinatori ed agli operatori finanziari, anche i giornalisti iniziano a formulare pensieri che potremmo definire positivi. Scrivono articoli nei quali, invece di esaltare i litigi, propongono di avere fiducia nel prossimo. I direttori dei loro giornali pensano siano impazziti, ritenendo sia il caso di licenziarli. Come reagirà il resto del pianeta ad un’intera città di persone civili, che fanno il possibile per aiutarsi, anche economicamente? Come potranno sopravvivere il capitalismo, il crimine organizzato, la politica ed il comunismo fasullo. Gli stessi preti sono impauriti per il loro futuro. A chi racconteranno le loro frottole sui peccati, sul paradiso e l’inferno, se gli umani smetteranno di peccare? Le forze del Caos sono pronte ad intervenire, mentre quelle dell’Ordine provano un certo disagio. Maschera di Ferro, vecchio attaccabrighe incurante delle botte prese, si procura un manipolo di terroristi timorosi di diventare dei disoccupati. Arrivano nella città pacificata a bordo di alcune camionette scoperte, sparando come dei pazzi quali sono. Black Dragon e Robokiller si scambiano un robotico sorriso, più che disposti a distribuire altre mazzate sulla schiena dei malvagi. Black Dragon ha le dimensioni di Dragonfire, quindi per lui non è un problema arrestare la corsa di uno dei veicoli, in un fragore di metallo lacerato. L’impatto scaglia in avanti una decina di tizi tatuati, armati di coltelli, pistole e catene. Quelli che urtano con la testa contro l’armatura del drago robot svengono all’istante, e si perdono il resto dello scontro. Altri finiscono nella sabbia, ma si rialzano doloranti, un po’ meno motivati di prima. Maschera di Ferro si lancia contro Robokiller, che con una stazza superiore a quella dello stesso Black Dragon dovrebbe sconsigliare tanta irruenza. Il massiccio robot lo intercetta in volo con un pugno che abbatterebbe un muro di mattoni. Il pazzo corazzato riesce a mantenersi vagamente cosciente, nonostante un gran mal di testa. Né Black Dragon, né Robokiller consentiranno a quei fuori di testa di attentare all’incolumità del pacificatore alieno. Lo scontro continua finché Black Dragon si stanca di Maschera di Ferro, e gli mette le potenti zampe addosso. Il folle corazzato gli scarica contro tutte le sue energie, cercando di interferire con i dispositivi elettronici dell’automa. Black Dragon registra alcuni malfunzionamenti, ma risponde assestando un colpo di coda dirompente. Il criminale viene scagliato addosso ad alcuni dei terroristi accorrenti. Poi inaspettatamente Maschera di Ferro pare rinsavire. Richiama i suoi, ordinando loro di ritirarsi. Forse si è accorto che Black Dragon è pronto a scatenare la sua fiamma; o forse il potere del pacificatore alieno ha fatto breccia anche in quel cervello bacato. Il super computer Galadriel studia con curiosità l’operato del tecnomeccanico extraterrestre. Un alieno che scende sulla Terra senza volerla conquistare, senza intenti genocidi, senza schiavizzare miliardi di persone, rischia di spiazzare quasi tutti gli scrittori di fantascienza. Galadriel, grazie agli innumerevoli dati che processa in ogni frazione di secondo, è certa che quanto prima il pacificatore sarà aggredito da forze superiori a quella di Maschera di Ferro. Un’entità che riesca a trasformare Robokiller in una specie di angelo di acciaio è molto pericolosa. I giovani licantropi raggiungono i loro amici Clara e Cyberdog, per conoscere e capire. Rebecca, Sonia, Pedro e David non sono degli spietati uccisori, però quando si trasformano tendono a ragionare troppo con le zanne, come il loro amico ed istruttore Lupo Nero. La cittadinanza mette a disposizione degli eroi ampi locali. Il pacificatore alieno adesso può prendersi una pausa, perché i computer suoi amici hanno imparato a diffondere la melodia che invita a non squarciare, sventrare, addentare, ma a comprendere il punto di vista altrui, quando ovviamente detto punto di vista sia espresso in buona fede.

martedì 25 giugno 2013

PULIZIA ETNICA_255° episodio

Due nazioni confinanti, abitate da popoli molto simili, eppure in continua lite per dei distinguo che pochi saprebbero spiegare. Quei pochi peraltro sanno benissimo che le piccole divergenze interpretative in ambito religioso sono poca cosa se confrontate con quello che assimila quei popoli. Allora come mai dall'una e dall'altra parte il popolo bue accetta di essere indotto ad odiare senza un vero motivo? Chiunque tra i mistici incolpi Guerra di fomentare tutti i dissidi tra gli umani non conosce gli umani. Persone che abitano ai piedi o in cima alla medesima collina possono provare animosità reciproca, senza che Guerra ci abbia messo lo zampino. I mistici devono fare attenzione a non ritenere che i Cavalieri dell'Apocalisse siano dei diavoli, di quelli che nei quadri medievali passavano tutto il loro tempo a tentare il cretino di turno. I Cavalieri sono più simili alle divinità degli antichi pantheon: esseri di smisurato potere che però non sprecano tempo ad indurre a litigare i compagni di scuola, o a fare ammalare di raffreddore i vicini di casa, o ad innescare l'anoressia in qualche lontana parente. In pratica i popoli quasi fratelli di due nazioni, che farebbero bene a collaborare, si preparano viceversa ad ammazzarsi reciprocamente. Questo perché gli umani dotati di cervello sono pochissimi, se rapportati a quelli che agiscono in base all'istinto. Inoltre c'è da dire che l'istinto di tutti gli animali propriamente detti mira a perpetuare la razza, mentre quello degli umani sembra protendere verso l'entropia. Guerra non si sta sforzando in alcun modo. Si limita ad osservare il naufragio di tutte le iniziative pacificatrici. L'antico demone sogghigna nel riscontrare quanto gli umani lo abbiano sempre amato. Poi alla fine la guerra tra le due nazioni scoppia sul serio. Le truppe di una parte irrompono dall'altra e viceversa. Soldati armati di tutto punto, ma anche contadini che imbracciano forconi, decisi a vendicarsi di qualche cosa che sfugge alla loro minuscola comprensione. Il fatto che i contadini non coltivino più i campi fa sì che Carestia inizi ad aleggiare nei paraggi. Quando arriva Pestilenza, i tre vassalli di Morte salgono sui loro cavalli spettrali, per galoppare tra i pazzi umani. Una battaglia tra straccioni; nulla a che vedere con i mitici scontri tra fanterie armate di lance e scudi. In tremila anni questi cretini sono tornati all’età della pietra. Milioni di decerebrati che, in quanto tali, non capiscono di essere manipolati. I governanti dell’una e dell’altra nazione sono alle prese con crisi economiche gravissime. Ambedue i governi hanno acquistato a prezzi spropositati armi da spietati produttori. Multinazionali con capitale rigorosamente privato ed aziende pubbliche di paesi ricchi hanno guadagnato enormemente sul riarmo dei due popoli in lotta. I due eserciti si scontreranno inevitabilmente, ma prima i politici attendono che l’ottuso bestiame bipede si massacri reciprocamente. Scene di pazzia collettiva, mai viste neppure nei film sulle genti selvagge delle colline. Nessun motivo per odiare diventa un deficit da colmare, non il motivo per fermarsi a riflettere. Guerra nel corso dei millenni ha sponsorizzato innumerevoli arruffapopolo e dittatori. I primi vorrebbero diventare come i secondi, ma sono solo dei palloni gonfiati. L’arruffapopolo può riuscire ad organizzare un esercito, mai particolarmente grande, poi però, essendo privo di ogni strategia e logica, lo manda al massacro. I due popoli che oggi stanno spargendo il loro sangue sui campi, come fosse acqua, non hanno neppure bisogno di un arruffapopolo: sono già stupidi a sufficienza. Guerra si annoia un po’ a vedere degli incapaci che cercano di ucciderne altri. Si scambiano una serie di colpi deboli, fino a coprirsi di piccole ferite; poi crollano più per sfinimento che per aver subito lesioni gravi. Pestilenza e Carestia aspettano con calma il loro turno. Invece Morte lavora fin dai primi momenti, raccogliendo quantitativi enormi di biomassa disattivata. Un lavoraccio, ma qualcuno lo deve pur fare. In casi come questi, chi lotta per il Bene contro il Male non ha modo di schierarsi. Le moltitudini che superano le frontiere, per lottare con altri morti di fame, hanno tutte torto, quindi sono tutte serve del Caos. Quando arrivano i carri armati, si potrebbe eccepire che i contadini armati di forcone passino dalla parte della ragione, ma solo perché c’è disparità di mezzi. Nessuna delle due fazioni agisce infatti in base alla logica e neppure seguendo l’istinto di perpetuazione della razza. Gli innocenti da salvare ci sono, ma non è facile isolarli dagli idioti urlanti. I mutanti di Evolution hanno giurato di difendere chi meriti di essere difeso. Ecco perché la donna leopardo, nascosta dentro una capanna, aspetta che le truppe di occupazione sfondino la porta. Intendono violentare ed uccidere le donne e le bambine del villaggio. La guerra scatena gli istinti peggiori, che nel caso degli esseri umani sono veramente tanti. C’è chi si arruola proprio per togliersi degli sfizi da serial killer. Proprio così: in tempo di pace una serie di omicidi sconvolge tutti, ma in guerra i peggiori criminali in non pochi casi ottengono medaglie da appuntarsi sul petto. La porta viene abbattuta, i soldati irrompono gridando, le donne e le bambine piangono per aver salva la vita. Un delirio di onnipotenza attraversa i piccoli cervelli di quei pagliacci in uniforme. Oggi, in questo villaggio, la pulizia etnica non avrà luogo. Ferox si concede la teatralità di emettere un mugolio di preannuncio di morte. In mezzo al caos degli scontri che coinvolgono migliaia di persone, i demoni conosciuti come Morte e Guerra spostano una parte infinitesimale della loro attenzione sulla donna leopardo. Il secondo gode nel vedere con quale maestria la mutante felina schivi le armi da fuoco e da taglio. Poi, in una maniera assolutamente fluida, Ferox attacca, e quando lo fa di solito uccide. Artigli che dipingono un quadro di sangue su corpi che si dimostrano fragilissimi. Omaccioni, che si sentivano d’acciaio come i loro fucili, piangono nel tentativo di ricollocare le loro viscere nella cavità addominale. Morte li aspetta con tutta la calma di questo mondo ed anche di quell’altro. Invisibile, l’antico demone separa le vittime di Ferox dagli altri che sono morti in maniera molto più banale. Si direbbe che Morte abbia sviluppato una sua estetica del massacro; e chi meglio di lui? Fulminatore vola grazie al suo dispositivo antigravitazionale. Guarda gli scontri tra fazioni di straccioni, che nulla hanno da guadagnare e nulla guadagneranno. Forconi contro bastoni; lanci di sassi, e coltelli sguainati. Gente che cade ed altra che inciampa. Nessuna pietà, come se di fronte avessero i nemici di tutta una vita. Il mutante elettrico si chiede per quanto tempo la mente umana possa mantenere quell’insana e maligna pressione. Dovrebbero cadere stremati, senza vinti né vincitori. Qualcuno però solleva lo schioppo per sparare a Fulminatore. A questo punto il mutante di Evolution è costretto ad intervenire, sapendo con chi prendersela. Una saetta bluastra colpisce la canna della doppietta, rendendo impossibile tenerla in mano. Lo sparatore non muore, ma la sua mano è ustionata e semi-paralizzata. Altra marmaglia perde improvvisamente interesse per i bersagli terrestri, illudendosi di potercela fare contro il nuovo arrivato. Il dottor Occulto ha definito chiaramente le regole d’ingaggio: i suoi allievi non devono in alcun modo entrare nella disputa, eccetto nel caso in cui il coinvolgimento sia riconducibile a causa di forza maggiore. Volando come un lento ma maneggevole biplano, Fulminatore si abbassa per mitragliare ambedue le fazioni. Emette una notevole quantità di energia, in forma di proiettili velocissimi. Il rumore prodotto è uno sfrigolio tipico dell’elettricità. L’odore è quello dell’ozono. Gli umani sopravvivono solo perché il mutante ha disperso la sua grande forza. Quando Fulminatore si allontana, nessuno dei belligeranti ha più la voglia né la forza di diffondere odio e distruzione. Una cura marchiata Evolution contro l’eccessiva foga assassina. Kong ha anticipato una massa scalmanata, che pare intenzionata a distruggere una scuola. Li ha sorvolati con il suo craft antigravitazionale, arrivando una trentina di minuti prima dei forsennati. Insegnanti e bambini sono stupiti e meravigliati per la presenza del potente uomo bestia di Evolution. Lui si muove con maestria per organizzare una difesa difficile. Vengono sbarrate porte e finestre; i bambini si allontanano dalla prima linea. Poi inizia l’assalto con bastoni e spranghe. La volontà degli incursori è chiara: uccidere i bambini, per realizzare una pulizia etnica. I primi che irrompono sono i primi a fare la conoscenza con i muscoli e le zampe di Kong. Lui che di solito preferisce non uccidere, adesso non va più tanto per il sottile, data la posta in gioco. Tale è la forza dell’uomo bestia che scaglia gli uomini come fossero bambole. L’impatto è dirompente, con fratture ossee e ferite lacero-contuse. Forse più veloce di un gorilla, Kong si tuffa nel mucchio degli invasori, abbattendoli come birilli. Un fucile puntato contro gli insegnanti diventa una coppia di tubi piegati ed attorcigliati. In breve, anche i più stupidi ed attaccabrighe decidono per la fuga precipitosa. La Maga, in cima ad una collina, osserva l’avvicinarsi dei mezzi corazzati di uno dei due eserciti. Ad alcuni chilometri di distanza una colonna dell’altro schieramento procede sulla stessa strada, ma in senso inverso. Alla mutante psionica non resta che aspettare che i due gruppi di forsennati, armati fino ai denti, arrivino a distanza utile. Poi si spareranno reciprocamente addosso, fino a ridursi a mal partito. La Maga sa che i militari sono sovente dei giovani che non hanno voluto cercare un lavoro diverso. O forse non lo hanno trovato, ma non è questo il momento di giustificarli. Da una via laterale accede però alla strada principale una piccola carovana di carri trainati da cavalli. Si tratta di famiglie sfollate, con i pochi beni ammassati in spazi ridotti. Si muovono molto lentamente, rispetto ai mezzi motorizzati che convergono su di loro. Questi poveri contadini stanno per diventare i tipici civili coinvolti loro malgrado negli scontri bellici. Si trovano letteralmente tra due fuochi, e per loro si preannuncia un massacro. La Maga non ha il potere di neutralizzare tutto quel potenziale militare, ma non vuole restare a guardare mentre le persone innocenti vengono fatte a pezzi. Prende quindi il volo con il suo dispositivo, che converte la sua energia in propulsione e levitazione. Si nasconde dietro gli alberi, per collocarsi ad una distanza utile all’impiego dei suoi talenti telecinetici. Non vista dai soldati, la Maga riesce infatti ad imballare il motore di un carro armato, che guida la colonna. Adesso deve tentare la stessa mossa nei confronti dell’altro drappello. Con discrezione, si allontana levitando. Coperta da una roccia, la mutante sfrutta al massimo le sue energie per bloccare alcuni camion. Così facendo ha regalato alcuni minuti alle persone che percorrono la strada con grande lentezza. Pensa che, accorgendosi delle colonne motorizzate, dovrebbero capire di defilarsi dal percorso a rischio. Ciò però non avviene, perché in fondo gli umani sembrano propensi a cercarsi le grane, anche quando le grane si sono momentaneamente fermate per guasti tecnici. La super-eroina si sente costretta a difendere anche gli stupidi, o per meglio dire i figli innocenti di genitori irrimediabilmente stolti. Il carro armato ed i camion sono stati abbandonati ai bordi della strada, e le colonne hanno ripreso a muoversi. La situazione potrebbe essere definita senza sbocco se in quel momento Dragonfire non giungesse in aiuto della mutante telepatica di Evolution. Enorme e verde, risale volando una delle due colonne, suscitando allarme, ma nessuno sparo. Quando però atterra nei pressi dei carri e dei civili, viene preso di mira dagli attaccabrighe dell’altra fazione in lotta. Ciò significa che da adesso Dragonfire ha un bersaglio. Sceso dal craft antigravitazionale, l’alieno di Evolution si lancia verso gli autoproclamati nemici. I muscoli del drago gli consentono salti di numerosi metri; per cui nel giro di pochi secondi ha già iniziato ad affondare le zampe possenti nelle corazzature dei mezzi militari, che dal suo punto di vista sembrano fatti di lamiera. Dragonfire affronta una specie di élite militare: uomini addestrati a sparare con ogni arma da fuoco, senza disdegnare le armi da taglio, le granate ed il combattimento corpo a corpo. Nessuno li ha però preparati a ciò che stanno affrontando. I colpi delle loro armi rimbalzano sulle scaglie invulnerabili dell’alieno. Inutile tentare di accoltellarlo o di assalirlo fisicamente. Alcune granate gli esplodono accanto, scagliando in giro schegge letali. Letali ma non certo per il più forte tra i super-eroi. Un carro armato ha tuttavia puntato il suo cannone, che a distanza ravvicinata potrebbe forse ferire anche Dragonfire. Non lo sapranno mai, giacché il plasma caldissimo, emesso dalle fauci del drago, ha già aggredito l’acciaio del mezzo corazzato. In un crescendo di fusioni e di esplosioni, i mezzi si disintegrano, coinvolgendo gli umani nella loro manifestazione di estrema fragilità. Alla fine di questa giornata le fazioni in lotta avranno imparato la lezione? Né i mutanti di Evolution, né Dragonfire ci scommetterebbero alcunché.

venerdì 21 giugno 2013

UNA PARTITA TRA ANTICHI DEMONI_254° episodio

Prima delle bombe atomiche e delle guerre mondiali, alcuni pensatori sostenevano che il conflitto sul campo di battaglia fosse una continuazione con mezzi diversi della lotta politica. Quei pensatori erano però abituati a guerre contenute e contenibili, tra una serie di potenze continentali e nessuna potenza mondiale. Eserciti e marine militari di cinque o sei nazioni si scontravano tra loro, alternando le alleanze, per evitare di annoiarsi. Nessuno tra i contendenti ebbe mai la capacità e neppure l’intento di sterminare gli altri. Erano guerre “cavalleresche”, tutto sommato. Lo rimasero finché gli aviatori si servirono di lenti monomotori. Bombardavano i fanti, che in cambio potevano abbatterli a fucilate. Poi la rivoluzione industriale e la scoperta dell’energia atomica resero possibili i genocidi. Da quel momento in avanti, Guerra divenne più potente di Carestia e di Pestilenza. Il Fuoco divenne più forte dell’Aria, dell’Acqua e della Terra. Gli umani provarono a sterminarsi per ben due volte, in due distinte guerre mondiali, una più cruenta dell’altra. Finita la seconda, la gente iniziò a temere la terza. Guerra era già pronto a guidare le navi sempre più grandi e gli aerei dotati di bombe sempre più potenti, di ambedue gli schieramenti Il demone Guerra sapeva benissimo che le truppe di terra avrebbero avuto un ruolo marginale: sarebbero cioè state costrette ad intervenire dopo i bombardamenti a tappeto. Più che truppe d’occupazione sarebbero state raccoglitrici di cadaveri. Poi gli stessi militari della parte vincente sarebbero morti per effetto delle radiazioni. Più che di Guerra, la vittoria finale sarebbe stata di Morte. Gli umani nella loro enorme stupidità si sarebbero consegnati all’entropia. Morte avrebbe ramazzato tutto, ma il capo dei Cavalieri dell’Apocalisse non ci mette l’anima nel suo lavoro; forse perché non ne ha mai avuta una. Il terzo conflitto mondiale sarebbe stata combattuto in nome di Guerra, ma avrebbe rigenerato Carestia e Pestilenza. Guerra non potrebbe diventare pacifista neppure se lo volesse, ma per sopravvivere tirò il freno. Quel demone molto intraprendente, che aveva ispirato armi di distruzione di massa, suggerì pertanto controvoglia ai suoi adoratori di alto grado militare di costruire enormi depositi, in attesa di tempi migliori. Guerra, per evitare di trovarsi con un’umanità semi-sterminata e ridotta nuovamente a vivere nelle caverne, smise di leggere e scrivere storie gloriose di morti ammazzati in battaglia. Divenne l’ispiratore di un nuovo tipo di conflitto più sottile. I giochi di spie hanno però un limite dal punto di vista dello spargimento di sangue. L’unico modo per rendere la guerra fredda interessante come la guerra “calda” è di alzare la posta in gioco. Pestilenza ha trovato interessante questo sviluppo, ed ha partecipato buttando in campo le sue armi pressoché invisibili. Prese avvio così una partita senza limiti di tempo, né di pedine. I due Cavalieri hanno fornito ai cattivi la possibilità di distruggere il mondo, o meglio di realizzare un quasi totale genocidio. I buoni dovranno fermarli. Quando le guerre erano ancora una questione risolvibile con la cavalleria e la fanteria, i singoli attentatori improvvisavano grossolanamente per uccidere i sovrani. Oggigiorno, con gli arsenali atomici pieni di ordigni di complicata gestione, i terroristi si sono sostituiti ai bombaroli romantici e solitari. Gente che non combatte per una nazione specifica, ma per un credo farneticante. Gli attentati terroristici non sono di certo organizzati per migliorare le condizioni di vita del popolo. Uno di questi gruppi di esagitati tenta un salto di qualità, irrompendo in un arsenale nucleare. Arrivano a bordo di camionette scoperte, impugnando mitragliatori con caricatori fissati a due a due con il nastro adesivo. All’inizio sembrano avere qualche possibilità di successo, per via dell’effetto sorpresa. Poi però le truppe che presidiano la postazione rispondono al fuoco cogli interessi. Organizzare attentati suicidi è molto più facile che combattere sul campo. Ragion per cui i pochi sopravvissuti all’insensata incursione scappano sgommando. La sola camionetta ancora in grado di muoversi si ferma però dopo alcuni chilometri, giacché il serbatoio è stato danneggiato gravemente. Non si può pretendere che i terroristi capiscano qualcosa di strategia militare, neppure quando il messaggio è evidente come in questo caso. Chi li manda tuttavia si rende conto che trafugare una bomba atomica, ed impiegarla per un attentato è più una cosa da film che da mondo reale. Dietro tutti i terroristi ci sono inevitabilmente dei finanziatori, e quasi tutti loro sanno far funzionare il cervello. Dopo un’animata riunione, giungono alla conclusione che sia il caso di tentare con un’opzione differente. Se potessimo vedere la scacchiera, sulla quale stanno giocando Guerra e Pestilenza, noteremmo che il secondo sta mettendo a segno una mossa da maestro. Nella guerra fredda, le spie hanno imparato ad uccidere propinando ai loro nemici liquidi contenenti quantità infinitesimali di isotopi radioattivi. Quello che cerca Pestilenza è ben di più. Non intende replicare ciò che fece per produrre il morbo faccia blu. Era un esperimento, che evidenziò la difficoltà di creare da zero un agente patogeno. L’antichissimo demone ha però intuito dove trovare fonti d’infezione molto peggiori e pronte all’uso. Negli stessi arsenali, nei quali sono state nascoste le enormi testate nucleari, hanno trovato residenza le molto meno vistose provette, contenenti quanto di peggio sia stato concepito dalle menti umane più bacate. Lavorando su quel che rimane del gruppo terroristico visto prima, Pestilenza suggerisce loro in maniera subliminale di trafugare le pericolosissime provette. Guerra osserva le mosse del suo confratello demone Pestilenza. Si rende conto che la faccenda sta prendendo una brutta china. Non vuole che gli umani si distruggano con le armi nucleari, ma neppure che lo facciano con malattie varie. Pestilenza è un demone con un approccio più misticheggiante. Non gli dispiacerebbe infatti se miliardi di umani contraessero tutti i malanni del mondo, più qualcuno di nuova generazione. Un pianeta coperto di moribondi ricorderebbe a Pestilenza i bei tempi medievali. Guerra però ha un diverso modo di vedere le cose. Gli servono agenti formidabili, ma quelli a cui sta pensando non crederebbero mai alle sue parole. Ecco perché deve coinvolgere con l’astuzia Evolution, inducendo il super-gruppo a salvare ancora una volta l’umanità. I terroristi non sono tutti solisti e kamikaze. Alcuni di loro scendono in campo con mezzi adeguati. Grossi camion modificati, con protezioni anteriori simili a quelle dei treni di una volta, convergono verso il centro di una grande città. I cristalli sono antiproiettile, coperti da griglie metalliche. I quattro grossi mezzi investono da dietro e lateralmente le auto, sbattendole contro i veicoli parcheggiati o sui marciapiedi. I passanti cercano di mettersi al riparo. La polizia prova ad intercettare i camion, ma le loro pistole ed i loro fucili non dispongono di una potenza di fuoco sufficiente a perforare le lamiere blindate. I poliziotti tentano con le bande chiodate, ma probabilmente i terroristi hanno sostituito copertoni e camere d’aria dei camion con gomma piena. La potenza dei motori ammortizza agevolmente l’aumento di peso. L’obiettivo dei terroristi è uno stadio nel quale si gioca una partita di calcio. Il pubblico è molto numeroso: decine di migliaia. I quattro camion blindati sfondano il cancello che consente l’entrata in campo delle ambulanze. I calciatori mostrano la loro prontezza di riflessi e la loro forma fisica disperdendosi sollecitamente. I criminali li lasciano fare, poiché non ha senso infierire su una ventina di persone quando lo si può fare con una moltitudine. Uno dei quattro commando blocca l’uscita, sparando verso gli accorrenti poliziotti con cannoncini in grado di mettere fuori uso le auto con un solo colpo. Il capo dei terroristi avverte che a bordo dei camion si trovano agenti infettivi capaci di diffondere malattie mortali per via aerea. Il panico si impossessa dei presenti, che credono alle parole dei criminali. Un attacco dall’alto, da parte degli elicotteri, non garantirebbe l’eliminazione delle armi di distruzione di massa. Dragonfire si avvicina volando allo stadio; il pubblico lo vede e si esalta, pensando ad un imminente intervento. Il drago però non si tuffa sui terroristi, ma aspetta. I criminali aprono il fuoco, con proiettili che se lo raggiungono sono comunque impossibilitati a ferirlo. Evolution attacca in maniera più sottile: la Maga dapprima aggrega e coordina i poteri di altri telepati, comprese le due poliziotte Elisabetta e Valeria. La mutante adesso può dirigere un fiume di energia verso i terroristi. La pressione che esercita non può essere contrastata da alcuna barriera metallica. I criminali cadono a terra, incapaci di muoversi per alcuni minuti. La Maga legge i pensieri dei terroristi, per sapere dove siano custodite le provette fatali. Fulminatore usa i suoi poteri per distruggere il camion che blocca l’accesso allo stadio. Una scarica elettrica fortissima colpisce il motore, rendendolo un rottame. I criminali più vicini al camion risentono dell’energia dirompente. Cadono, feriti più o meno gravemente. Ferox, troppo veloce per le possibilità umane, affonda i suoi artigli in quelli che accennano ancora a muoversi e minacciare. Dragonfire è atterrato nel campo di calcio, producendo una piccola voragine. La sua carica è diretta verso i due camion che non sono portatori di agenti patogeni. Uno scontro brutale, che rende inutili le armature create dall’uomo. Mentre il drago si conferma inarrestabile, Kong prende d’assalto l’ultimo dei camion. Potente ma veloce, l’uomo bestia di Evolution mette le zampe sul capo dei terroristi, prima che riesca a rompere le provette. Quando Ferox e Fulminatore si uniscono a Dragonfire, per i criminali è finita. I poliziotti meno sofisticati prima sparano, poi fanno le domande. I poliziotti sofisticati invece si perdono in chiacchiere, e gli ostaggi ci lasciano le penne. Evolution non concede alcun margine agli avversari: non tratta. I mutanti ed il drago spazzano via la feccia umana senza pietà, né altre stupide considerazioni. Ora tocca alla Maga scandagliare quel che resta dei cervelli dei delinquenti, per individuare l'origine degli agenti patogeni. I fans di Pestilenza si riuniscono in piccoli gruppi, indipendenti tra loro. Non hanno bisogno di magazzini, dispositivi industriali e neppure di mezzi di trasporto. Una sola provetta può recare più danno di una bomba atomica. Maga perlustra il cervello avariato di uno dei terroristi; lui oppone resistenza, spinto dal fanatismo. La mutante psionica sa che insistendo friggerà quella testa vuota. Quel pensiero la induce a sorridere. In questo momento è più simile a Ferox di quanto immagina. Il teppista sente il cervello percorso da lame roventi, che tagliano in profondità. Come se sezioni della sua personalità venissero strappate con le tenaglie. La tortura potrebbe durare molto a lungo, perché non c’è alcun spargimento di sangue, né d'altro. La Maga però non ha tempo da perdere e pochissima pazienza. Scruta in profondità, fino a trovare l’informazione che il teppista aveva protetto con un muro di mattoni. Lei sbriciola il muro, afferra l’informazione ed emerge. In risposta, il pazzo grida per il disastro che ora è diventato il suo quasi inservibile cervello. Passano poche ore ed Evolution è pronto a dare l’assalto alla postazione dei criminali. Nessun preavviso. Ferox, Fulminatore, Kong e Maga non hanno bisogno di disattivare le linee elettriche e telematiche della postazione nemica. Dragonfire apre le danze come farebbe una valanga, un terremoto o un’alluvione. Non cerca una porta dalla quale entrare. Passa attraverso un muro di pietra, spesso due metri. Avanza frantumando, spezzando, sbriciolando cose vive e materiali inerti. Gli sbirri cervellotici, contrari all’uso delle truppe speciali per liberare gli ostaggi, non si rendono conto che prendere di sorpresa i nemici inibisce ogni loro reazione. Fulminatore abbatte senza pietà uomini armati e disarmati; il terreno si copre di morti e moribondi fumanti. Ferox salta ed affonda i suoi artigli, che tagliano con la stessa facilità la carne e le ossa. Dragonfire, Ferox e Fulminatore attirano il fuoco degli avversari. Kong e la Maga nel frattempo hanno trovato gli scienziati, responsabili di aver elaborato numerosi agenti patogeni. Potrebbero scatenare facilmente uno dei morbi, se Kong non li bloccasse con velocità e forza. La Maga poi azzera ogni resistenza con le sue scariche mentali, simili a lame di energia. Guerra ha vinto una partita contro Pestilenza, ma si tratta solo di un episodio. Dragonfire, ignaro o forse incurante della disputa tra i due Cavalieri, incendia quel che resta della postazione con la sua super-fiamma. Neppure Pestilenza in persona potrebbe fare qualcosa per gli agenti patogeni che vengono vaporizzati assieme al resto.

lunedì 17 giugno 2013

UOMINI MALVAGI E SERPENTI BUONI_253° episodio

Un ragazzotto fin troppo ricco, che abita in una casa molto grande. I profiler della polizia federale affermeranno che il criminale seriale ha iniziato ad uccidere dopo la morte del padre, e la follia della madre. Lo affermeranno dopo che la feccia sarà stata eliminata dalla faccia della Terra, non prima. Infatti neppure questa volta i profiler caveranno un ragno da un buco. Il pazzo si è messo in testa di combattere il diavolo, nientemeno! Lo sfida rapendo delle ragazze innocenti, che nella sua testa bacata sarebbero le spose del principe delle tenebre. Un assassino che crede di combattere in nome del bene. Ci sono gli esauriti che se la prendono con le prostitute, con le drogate, con le bionde, con le more, con le rosse. Questo ricco ed annoiato topo di fogna odia le streghe, sebbene non ne abbia mai incontrate. Ha letto che nel medioevo le sospette streghe subivano la prova dell’acqua: venivano immerse fino a soffocare, ed ovviamente annegavano tutte. “Peccato”, dicevano allora gli inquisitori, “quella non era una strega, altrimenti sarebbe sopravvissuta”. Gli inquisitori non avevano evidentemente problemi di coscienza, anche perché avevano sviluppato la certezza che le innocenti sarebbero state premiate dopo la morte. Un’idiozia già nel medioevo, figuriamoci ai giorni nostri. Il ragazzotto annoiato si è autonominato inquisitore. Nella sua grande tenuta ha trovato un pozzo abbandonato, e lo ha ritenuto un segno di Dio. Da allora, ha disseminato per la città numerose ragazze morte annegate. I profiler si sono fatti ingannare dal fatto che il serial killer, dopo averle uccise, le abbia, per usare un gergo cervellotico, “ricomposte”. Dato che le ragazze assassinate rientrano in una precisa fascia d’età e di frequentazioni, il super-computer Galadriel pensa si tratti di un caso da affidare alle due telepati della polizia Elisabetta e Valeria. Apparentemente sole, ma osservate da parecchi occhi, le due coraggiose ragazze si aggirano nei locali che assomigliano a quelli che il delinquente ha dimostrato di prediligere. Un lavoro lungo e macchinoso, ma i loro poteri psionici le avvertono dell’esistenza di una possibile pista, o meno. Così possono andare altrove, sperando di farsi agganciare dal sordido elemento. Questi pazzi sono fin troppo trasparenti per Galadriel; ed infatti Valeria segnala telepaticamente una presenza sospetta. Nel parcheggio, all’esterno del bar, tra i cespugli, un serpentoide si muove in silenzio, nonostante la mole. Boa ha stabilito un contatto con Valeria, e non vede l’ora di spezzare tutte le ossa a quella feccia di umano assassino. Il soggetto ignoto, che si sente una specie di inquisitore solitario, abborda le ragazze in base ad un suo metodo. A tutte le donne piace sentirsi adulare, anche se molte non lo ammettono. A volte, tra due competitor, vince quello peggiore dal punto di vista umano, perché mente meglio. Ovviamente una ragazza che si rechi da in un bar di sera non sta cercando una persona con la quale parlare di filosofia o di astronomia. Gli studi statistici del super-computer Galadriel rivelano infatti ciò che le femministe negano ferocemente: non tutte le ragazze frequentano i bar da sole e di notte. Quelle che lo fanno amano il rischio, ma non sono vittime predestinate come quelle che, ad esempio, stanno a casa a leggere un libro. Le ragazze che cercano avventure senza impegno subiscono il fascino dei bei vestiti e delle auto potenti. Il soggetto ignoto si regola di conseguenza; non deve fingere di essere ricco: lo è. La giovane telepate non è ancora in grado di scandagliare a fondo una mente umana, ma quel sordido elemento pensa fin troppo intensamente alle torture che progetta per lei. Valeria finge di subire il fascino delle chiacchiere di quel predatore. Inorridisce, ma non lo dà a vedere. In questo modo riesce a farsi condurre alla sua casa degli orrori. Un poliziotto, alla guida di un apposito furgone, permette all’Hunter Killer Boa di non perdere il contatto con la sua preda umana. La casa del fuori di testa è veramente grande, e ciò conferma che i criminali seriali necessitano di spazi non indifferenti, nonché di risorse economiche adeguate. Solo in tv si vedono serial killer che di mestiere fanno i baristi o i postini. Altra caratteristica di quella particolare feccia è la quasi assenza di contatti umani. Non devono essere frenati da moglie, figli ed amici. Se qualcuno tra loro vive con una persona, si tratta di solito della mamma o di altro consanguineo paralizzato o comunque ridotto ad un’esistenza vegetativa. Giunti alla villa, il criminale apre lo sportello a quella che lui crede sia l’ennesima sposa del diavolo. Poi però, entrati in casa, smette improvvisamente di fingersi un gentiluomo. Valeria da adesso in avanti rischia la vita, e non esiste stipendio che giustifichi il pericolo. La poliziotta telepate deve quindi farsi da parte, per lasciare campo libero al serpentoide che striscia nel giardino. Quando improvvisamente si verifica un’interruzione nell’erogazione della corrente elettrica, Valeria si addossa ad una parete. Boa, come tutti i rettili, caccia al buio seguendo le emissioni di calore degli organismi viventi. Quando sfonda una vetrata per accedere alla villa, il serpentoide individua subito la presenza di Valeria, del criminale e di altre ragazze che emettono residue lievi pulsazioni termiche. Il serpentoide non sta partecipando ad una gara sportiva, ma è chiamato a fare ciò che gli riesce meglio. A molti chilometri di distanza, i profiler della polizia federale stanno stordendosi di chiacchiere, come loro solito. Boa, mentre scivola sul pavimento del salone, produce il classico rumore delle scaglie di serpente in movimento sull’asfalto. Chi lo ha sentito una volta lo ricorda molto bene. Boa è più grosso di ogni serpente di questo mondo, quindi il suo avanzare è accompagnato da un suono agghiacciante. Il serial killer urla una sola volta; mentre muore stritolato pensa che il diavolo in persona sia arrivato per punirlo delle sue malefatte. Il motivo per cui Boa ha affrontato e sconfitto da solo questo serial killer è duplice: 1-non aveva bisogno d’aiuto, 2-gli altri Hunter Killer stavano lavorando altrove. Sysform aveva sentito parlare di umani evocatori di demoni, ma non ne aveva mai incontrati prima. Questa notte la serpentoide osserva con attenzione il viavai di gente incappucciata, che esce da un vecchio maniero, diretta verso un punto poco frequentato di un bosco che si trova entro una cinta muraria difficile da superare. In realtà si tratta di una proprietà che una nota famiglia della zona detiene da numerosi secoli. A Sysform è nota la pretesa degli aristocratici di avere il sangue di colore diverso da quello degli altri. Sarà interessante controllare se il modo di dire “sangue blu” corrisponde al vero. Come per i serial killer, anche per gli evocatori demoniaci è valido il presupposto della ricchezza materiale. Se uno deve lavorare per gran parte della giornata, per poter mangiare, non ha tempo di occuparsi di studiare antichi tomi che spiegano come evocare i demoni. Molti crimini fioriscono nelle menti malate di sfaccendati; se fossero stati costretti a lavorare, adesso non indosserebbero cappucci come stregoni dei videogames. Perché poi evocare i demoni? Questi ricchi viziati chiedono ancora più potere terreno, non la conoscenza. Vorrebbero diventare padroni del mondo, senza sapere con precisione cosa comporterebbe. Sysform segue le tracce di questi pagliacci, essendo risalita a loro dal ritrovamento di alcuni corpi di donne seviziate ed uccise. All’inizio la polizia aveva ipotizzato si trattasse del solito criminale seriale. Un altro di una infinita schiera di maledetti malati di mente, metodici nel recare danno ai loro simili. Invece il super-computer Galadriel ha scartato detta opzione, in quanto le ferite inferte alle vittime non sembravano sufficienti ad ucciderle. I serial killer eccedono nelle sevizie, infierendo un numero eccessivo di volte sulle loro vittime. Le vittime degli evocatori di demoni sembrano viceversa morte di infarto causato da una paura eccessiva ed improvvisa. Ragazze molto giovani, quasi sicuramente dotate di un cuore discretamente forte, stroncate da una emozione dirompente, come se avessero ottant'anni. Altro aspetto che ha indirizzato Sysform verso questa antica tenuta e questa congrega di cialtroni è la provenienza delle vittime: erano tutte residenti in un vicino villaggio. Un copione da film di vampiri o appunto da vecchio racconto gotico ed horror. Il capo della casata è molto vecchio, ma la sua età non gli ha portato la sanità mentale. Anzi: è più pazzo di quando era giovane. Lui, la consorte ed una decina di sedicenti sangue blu si sono riuniti per la prima volta anni or sono quasi per scherzo, più che altro per vincere la noia che permeava le loro inutili esistenze. Cercavano di fare qualcosa di diverso dalle solite sedute spiritiche, con i consueti rumori, tavolini che ballano ed altre baggianate. Questi signori praticano da tempo le evocazioni demoniache, ed hanno causato tutte le morti che hanno messo in azione ed in allarme gli Hunter Killer. Per i signorotti medievali era più facile procurarsi le vittime per le evocazioni demoniache. Bastava entrare nei paesi con un numero adeguato di cavalieri corazzati, ed il gioco era fatto. Una bella ragazza poteva peraltro essere strappata alla sua vita in altri modi. Pagando il padre, ad esempio, o condonandogli debiti veri o presunti. Adesso i ricchi possono ancora circolare ostentando tutto ciò che si può comprare, ma le loro guardie del corpo non si muovono su cavalli da guerra, né indossano armature. La giovane che questa notte sarà sacrificata è stata banalmente rapita. Esistono agenzie di tutti i tipi; anche quelle che simulano le sparizioni volontarie. Così poi le mamme vanno in tv a sostenere che le loro figlie non sono state sequestrate, ma mancano le prove, e con la solidarietà ci si fa la birra. I giornali locali hanno scritto di una biondina simpatica, scomparsa durante una gita in un bosco. Giornalisti venduti hanno ipotizzato che sia scappata con un amore segreto, o che si sia annegata per le pene d’amore. Tutte stupidate che distraggono l’opinione pubblica, sciocca per definizione. Gli adoratori del demonio sono certi di riuscire anche questa volta a farla franca. Nel grande sotterraneo, è stato realizzato un altare pagano in pietra, munito di agganci per le catene. A dire il vero, l’altare è antichissimo e macchiato del sangue di sacrifici risalenti ai secoli passati. Quei cosiddetti nobili giocano da troppo tempo con il paranormale demoniaco. La ragazza è stata sedata, perché le sue urla non infastidiscano le delicate orecchie della facoltosa marmaglia. Attorno all’altare è stato tracciato un cerchio magico, che dovrebbe impedire al demone di divorare i presenti. Si dovrà accontentare di fare a pezzi la povera ragazza, che essendo “povera” è sacrificabile. La cerimonia ha inizio. Tutti gli occhi sono puntati sull’altare e sulla sventurata. Il capo della congrega, che è altresì il padrone del castello, recita la formula magica che in passato si è dimostrata all’altezza delle aspettative. Una nebbiolina rossastra si forma accanto alla giovane, che si scrolla di dosso la narcosi, ed urla. Gli incappucciati ridono felici. Quando il demone apparirà potranno adorarlo e chiedergli dei favori, in cambio di quella tenera carne. Braxal inizia a materializzarsi, per dare a quegli stupidi mortali ciò che cercano ed anche di più. Le evocazioni non sono, come qualcuno crede, delle catene che costringono un essere ultraterreno a contrattare con gli stupidi di turno. Sono varchi nello spazio-tempo, che si aprono nelle varie dimensioni. Braxal, che era intento alle sue faccende, si affaccia con demoniaca curiosità. Poi però nota quei pagliacci incappucciati, che pronunciano parole delle quali non conoscono il significato. Lingue morte, parlate tanto tempo fa. Lingue morte di popoli morti; se sono morti sia le lingue sia i popoli ci sarà un motivo. Braxal sbuffa ed abbandona la scena. Quei cretini non meritano neppure la sua ira. Rumori di tuono, che provengono dalle profondità, nebbia rossastra, ombre in movimento non solo vicino all’altare. Quando tutto ciò si placa, accanto alla ragazza ancora viva compare un piccolo gatto. L’araldo di Braxal ha fiutato la presenza dei serpentoidi, ed ha deciso di partecipare alla festa. In quel momento Sysform attacca. Morde uno degli incappucciati sulla nuca, inoculandogli un veleno che ha elaborato con cura. Il tizio non muore subito, ma inizia a rotolarsi sul pavimento di pietra, in preda ad un prurito micidiale. Il gattino Braxcar lancia uno dei suoi miagolii strazianti, poi inizia a mordere e graffiare la faccia del capo della congrega. La maggior parte degli incappucciati sale correndo le scale, sperando che Sysform e Braxcat perdano tempo a massacrare le loro due vittime. Non hanno tuttavia fatto i conti con gli altri Hunter Killer: Stritolatore, Anaconda e Pitone, che reclamano la loro parte di carne e sangue, oltre alla taglia su quelle testacce vuote, vive o morte. Solo Boa si perde questo massacro, perché ha appena terminato la sua missione congiunta con la telepate Valeria. Sysform assaggia il sangue dei morituri, per rilevare eventuali differenze di gusto rispetto ai non aristocratici, ma non ne rileva alcuna.

giovedì 13 giugno 2013

MOSTRI, ROBOT, DRAGHI E LUPI_252° episodio

Un umanoide alto due metri e mezzo giunge sulla scena della battaglia, cavalcando un destriero adeguato alla sua stazza. Krom, il capo della K-Force di Akros, impugna la sua grande lama a due tagli. Il suo cavallo s’impenna e nitrisce, mostrando denti formidabili. Krom è pronto a combattere contro i cattivi di turno, perché il suo destino è di contrastare il male in tutte le sue forme. Una pulsazione crescente annuncia l’arrivo di Dragonfire, che vola grazie al suo dispositivo antigravitazionale. I due super-eroi si sono incontrati numerose volte in passato, ed assieme hanno sconfitto mostri, super-criminali e demoni. I nemici scendono dal cielo, uscendo dalle nuvole nere che promettono pioggia. Grossi pterodonti, che dovrebbero far parte degli animali estinti da milioni di anni. Lanciano urla strazianti, forse per spaventare Krom e Dragonfire, che viceversa ridono di loro. Avvicinandosi, i dinosauri volanti rendono visibili i loro cavalieri di parvenza vagamente umana, provvisti ognuno di quattro braccia. Dragonfire è sceso dal suo dragoncraft, ed attende accanto al suo amico Krom che gli attaccanti si facciano sotto. Uno degli pterodonti vola bassissimo, come se volesse schiacciare il super-eroe di Akros. Lui incita il suo stallone ad impennarsi, alzando nel contempo la lama nera verso il ventre del grosso animale. Appena la spada intacca la pelle coriacea del rettile volante, questo urla di dolore, perdendo sangue verdastro. Un secondo pterodonte, che segue da vicino il primo, punta verso il drago, ma l’alieno verde salta verso l’alto, grazie ai suoi muscoli fortissimi. Investe cavaliere e cavalcatura, come una cannonata; poi precipitano tutti e tre al suolo, in un impatto fragoroso. Dragonfire assorbe l’urto con il terreno, senza alcun problema; subito dopo sferra un pugno formidabile. Pterodonte e cavaliere sono proiettati, pesti e storditi, ad una distanza di oltre dieci metri. il drago robot noto come Black Dragon si unisce alla festa, abbrustolendo con la sua fiamma una specie di grosso bufalo che lo stava caricando. Il lanciere seduto sulla groppa dell’animale grida per il dolore, si butta a terra, e rotola per spegnere il fuoco che pervade i suoi abiti. Sulla Terra, una donna corre in un bosco, di notte. Inseguita da un tizio, incappucciato ed armato di un coltellaccio, inciampa nelle radici, cade e si rialza. Il maniaco ritiene di poter aggiungere anche quello scalpo biondo alla sua collezione. La donna urla, ma pare che in quel bosco tacciano anche gli insetti notturni. Lupo Nero sta aggirandosi nella zona per motivi tutti suoi; questa volta non è stato inviato in missione dal super-computer Galadriel alla ricerca di piste criminali. Il possente carnivoro, disturbato dalle urla, si avvicina per verificarne l’origine ed il motivo. Scorge, nonostante l’oscurità, il predatore umano. La donna è a terra, implorante. Il delinquente è pronto ad ucciderla con una sola coltellata, o forse a farla morire dissanguata. Lupo Nero annuncia il suo arrivo, con un ululato che congela il malfattore in una posa di minaccia verso un altro essere umano. Al buio, Lupo Nero sembra ancora più grosso: una specie di nube più scura dell’oscurità, eccetto che per gli occhi rosso fiamma. Adesso si scorgono anche le zanne terrificanti, di un biancore che sarebbe affascinante se non preannunciasse la morte. Bisogna riconoscere che il delinquente prova ad accoltellare Lupo Nero, che però, con un solo balzo, gli afferra la testa tra i denti, staccandogliela di netto. La donna è preda di una crisi isterica, ma al gigantesco canide non interessa certo studiare i motivi di tanta ingratitudine. Deve recarsi in fretta ad un incontro con gli altri Esploratori dei Sogni. Dragonfire, Black Dragon e Krom continuano a combattere assieme contro uno stuolo crescente di mostri e mostriciattoli. Dati i presupposti, anche Robokiller si unisce alla festa. L’ultimo arrivato è ancora più grande di Dragonfire e Black Dragon. La sua armatura è in continuo mutamento, data la sua attitudine e predilezione per l’assorbimento di aggeggi metallici di vario genere. Sulla schiena ha un dispositivo di volo, ottenuto assimilando parte di un jet militare. Un cannoncino di analoga provenienza è divenuto un’ulteriore utile appendice per Robokiller. Apre il fuoco sulla moltitudine mostruosa, seminando morte e distruzione. I suoi amici sono contenti che Robokiller sia arrivato, e specialmente che si sia portato quell’arma utilissima. Sulla Terra, Braxcat, il gattino demone, è pronto a trasportare gli Esploratori dei Sogni in una nuova escursione. I Giovani Licantropi, Clara, Cyberdog e Lupo Nero abbandonano i loro corpi fisici, per inoltrarsi nella dimensione onirica. Subito vengono attratti dalla battaglia in corso tra Dragonfire, Black Dragon, Robokiller, Krom e mostri muniti di tentacoli, zampe, corna, antenne, ali, code ed altro ancora. Lupo Nero vorrebbe tuffarsi nella mischia, ma le regole da osservare sono diverse. Prima di tutto bisogna capire di chi sia quel sogno. Gli Esploratori dei Sogni si guardano attorno, e scorgono un bimbetto di pochi anni, che emette una luminosità particolare. Reca con sé un medaglione dotato di poteri magici. Con esso potrà liberare la principessa, prigioniera del malvagio Moloch. Il bimbetto vorrebbe attraversare il campo di battaglia, mentre i mostri faranno il possibile per divorarlo. Dragonfire, Krom, Black Dragon e Robokiller sono la sua guardia del corpo principale. Gli Esploratori dei Sogni intendono anch’essi aiutare il bimbetto, ma la loro strategia è di aggirare il campo di battaglia, dove i quattro super-eroi pesi massimi tengono impegnate le truppe di Moloch. Il bimbetto viene fatto salire sulla groppa del Lupo Nero, che avanza con circospezione affiancato da Sonia e David, a sinistra, e da Rebecca e Pedro, a destra. I Giovani Licantropi sono pronti allo scontro. Cyberdog e Clara si collocano in retroguardia; i loro simbionti Transformatron e Tecnoragno estroflettono sensori in forma di sensibilissime antenne. Il gattino demone Braxcat si reca invece in avanscoperta, per individuare un percorso agevole e coperto. Dragonfire è al corrente della mossa degli Esploratori dei Sogni; così, quando nota che uno dei mostruosi attaccanti vira verso di loro, gli scaglia contro una specie di grosso granchio. Il crostaceo pesante alcuni quintali, colto di sorpresa, non prova neppure a reagire alla presa micidiale del drago verde. Al termine di una traiettoria parabolica, finisce contro uno pterodonte, abbattendo lui ed il suo cavaliere munito di quattro braccia. Tenendo presente che quello è il reame dei sogni, Braxcat distorce la realtà a suo piacimento. Di solito nei sogni tutti noi subiamo i cambi di scena; il gattino demone invece evoca appositamente un bosco, per agevolare i suoi amici lupi. In effetti, Lupo Nero si sente come a casa sua, ed anche i Giovani Licantropi. il Tecnoragno ha fornito a Clara l’armatura che le dona, la protegge e la rende molto veloce. Una specie di strano animale lungo e basso, con sei zampe, arriva sulla scena. Agilissimo, schiva i licantropi, poi punta sul Lupo Nero, che spalanca le sue grandi fauci. Il nuovo arrivato non è però un guerriero, bensì un esploratore. Salta e rotola, muovendo velocissimo le corte zampe tozze. Clara però gli arriva all’improvviso da dietro; la sua spada, simile ad un fioretto, si muove di vita propria. In effetti si tratta di una emissione del metallo vivente che costituisce il corpo del Tecnoragno. Ferito più che altro nel suo orgoglio, l’esploratore decide per una fuga precipitosa, tra il sottobosco abitato da funghi multicolori. Tra i cattivi si fa avanti il mutaforma Uglux, cooptato anche lui in questa battaglia nella dimensione onirica. Non gli interessa il contesto, pur di potersi scontrare con l’odiato Dragonfire. Il fatto di trovarsi viceversa di fronte Krom probabilmente gli risparmia una immediata uscita di scena. Il super-eroe di Akros, in groppa al suo gigantesco destriero, carica Uglux usando la spada a doppio taglio come una lancia. Il mago mutaforma assume la consistenza della roccia, per resistere all’impatto. La sua strategia ha un successo parziale, giacché la spada nera non riesce a penetrare nel corpo del malvagio per strappargli l’energia vitale. Pezzi di roccia vivente schizzano tuttavia in varie direzioni, mentre Uglux mugugna per la botta ricevuta. Robokiller lo coglie di sorpresa, percuotendolo con un pugno d’acciaio, e non per modo di dire. Il malvagio si rammenta appena in tempo di essere anche un mago, e si lascia assorbire dal terreno, scendendo in profondità. Nel bosco, Pedro e David rompono lo schieramento, per intercettare due pseudo-orsi in avvicinamento. Più piccoli degli attaccanti, i due licantropi mostrano però una maggiore strategia e tecnica di combattimento. Schivano l’attacco frontale dei pericolosi carnivori; scivolano quindi di fianco ai nemici, dove possono adoperare al meglio i loro artigli. Il sangue che sgorga è rosso, e le urla dei mostriciattoli sono quasi umane. Braxcat avvista la torre dove il perfido Moloch tiene prigioniera la principessa. Gli Esploratori dei Sogni sono in buona posizione; Lupo Nero aumenta il passo, per distanziare gli inseguitori sicuramente in arrivo. Il bimbetto è il punto focale di quella battaglia, ma è anche il punto debole del gruppo dei buoni. Infatti, come tutti i piccoli umani della sua età, si sveglia piangendo nel pieno della notte. Si svegliano anche i genitori, che mugugnando tirano a sorte chi debba cercare di riaddormentare la creatura. Il bimbetto è particolarmente infastidito dall’interruzione imprevista dell’avventura. La mamma gli chiede cosa lo abbia svegliato, ma la risposta sarebbe complicata. Il medaglione magico non ha ancora perso il contatto con il suo portatore, ma il sogno si allontana. Dall’altra parte, Dragonfire, Black Dragon, Krom e Robokiller continuano imperterriti a percuotere mostri di ogni ordine e grado, con pugni e colpi di coda più duri dell’acciaio, nonché colpi di spada e di cannoncino da battaglia. L’unico che può recuperare il bimbetto è il gattino demone, che entra ed esce liberamente dalla dimensione onirica. La mamma del bimbetto si chiede da dove sia saltato fuori quel micetto strano. Quando però Braxcat inizia a camminare sulle pareti e sul soffitto sospetta di essere ancora addormentata. Il bimbetto riconosce la meraviglia felina, e gli sorride. Braxcat risponde con uno dei suoi miagolii. Un suono che squarcia la notte, ma nessuno si sveglia; anzi mamma e figlio si addormentano di botto. Adesso gli Esploratori dei Sogni possono irrompere nella torre di Moloch: una vecchia conoscenza di Evolution e della K-Force. Il bimbetto sa quello che deve fare: la principessa deve essere liberata dalle grinfie di un malvagio. Moloch è un antichissimo vampiro, morto diverse volte; come tutti quelli come lui, ha però la brutta abitudine di tornare in vita. Il piccolo portatore mette il medaglione al collo della principessa dormiente, e lei si risveglia. Moloch però incombe su entrambi, con i denti vampirici pronti a prosciugarli di tutto il sangue. Il Lupo Nero carica il mostro, cogliendolo di sorpresa. Moloch però è signore di molte magie, e con una di esse aspira la vita del suo avversario, senza doverlo toccare. Questo è un sogno, ma Dragonfire è il campione della vita, in qualunque contesto si trovi ad agire. Robokiller lo porta in volo sopra la torre, dove lo lascia cadere come una bomba di mortaio. Il possente drago verde sfonda la pietra come fosse legno leggero. La battaglia si è spostata nei pressi della torre ed al suo interno. Black Dragon brucia senza pietà una torma di cadaveri ambulanti, sbucati dalla terra come una bruttissima vegetazione. Il cavallo di Krom colpisce con gli zoccoli ferrei le teste di altri mostri. Poi il super-eroe di Akros partecipa più attivamente al massacro, frantumando e tagliando arti ed ossa con la sua spada sempre assetata d’energia. I Giovani Licantropi sono pronti a difendere Lupo Nero, che è quasi privo di sensi. Lo scontro finale con il vampiro spetta però a Dragonfire. Clara e Cyberdog stanno proteggendo il piccolo eroe e la principessa risvegliata. Un vampiro di rango inferiore può essere molto pericoloso se non si sa come combatterlo. I simbionti Tecnoragno e Transformatron sommano le loro energie per realizzare delle fruste di metallo vivente, che immobilizzano il nuovo arrivato. Non metterà le sue zampe sul bimbetto e la principessa. Il sogno è quasi terminato, ed i cattivi sono battuti su tutti i fronti, meno uno. Dragonfire è sorpreso della forza bruta dell’antico vampiro, ma quei succhiasangue sono sempre stati delle brutte copie degli originali draghi delle leggende. Con un pugno colossale, lo scaglia quindi attraverso il muro in pietra della torre, che inizia a crollare. All’esterno, la luce solare completa l’opera, incendiando le vecchie ossa del mostro, che sparisce ululando. La principessa è a sua volta una sognatrice, che sta risvegliandosi. Nella realtà non porta una corona, ma non è detto che la razza umana sappia apprezzare i suoi componenti apparentemente più umili. Non a caso, il medaglione donatole dal piccolo eroe è ancora sulla sua persona. Questa volta il bimbetto torna alla realtà sorridendo. Il sole illumina la sua stanza, mentre il gattino demone Braxcat lo saluta con un miagolio più discreto del solito.

domenica 9 giugno 2013

FECCIA CRIMINALE_251° episodio

Il narcotraffico è uno dei business criminali più redditizi. Le forze di polizia hanno grossi problemi ad ostacolare le grandi disponibilità economiche dei loro avversari. Tanto più che a volte i narcotrafficanti riescono ad infiltrare le forze di polizia stesse. Quel giorno alcuni poliziotti fingono di essere spacciatori, per intercettare una grossa partita di droga. I cattivi arrivano a bordo di suv neri, come nei film. Vestiti di nero, con gli occhiali da sole, si guardano in giro, pronti ad estrarre le loro pistole. Anche i poliziotti travestiti da narcotrafficanti sono conciati alla stesso modo. La droga deve passare di mano, in cambio di molto contante. Una valigetta consegnata, un’altra ricevuta. Il piano dei poliziotti è molto semplice: estrarre le pistole per primi, ed arrestare i malfattori. Sfortunatamente per loro, l’infiltrato dei criminali li anticipa, aprendo il fuoco. In quella frazione di secondo, si decide l’esito dello scontro: due poliziotti morti ed uno ferito gravemente. I delinquenti scappano con i contanti, che erano stati portati in loco per rendere credibile lo scambio. Ai narcotrafficanti non interessa se la crescita esponenziale della razza umana la metta a rischio d’estinzione. A loro interessa ancora meno che la droga possa uccidere esseri umani. Questo loro comportamento è tuttavia comprensibile, giacché forniscono veleno a persone che non hanno alcuna considerazione per la loro stessa incolumità. Aspiranti suicidi, o quasi, che delinquono a loro volta per pagarsi la dose successiva. Perché la collettività spreca risorse per difenderli? Sarebbe meglio liberalizzare l’uso della droga; ma con il proibizionismo i guadagni per i criminali crescono, e con essi le mazzette che pagano ai politici. Mentre la polizia è vincolata al rispetto della legge, per quanto possa essere disfunzionale, i cacciatori di taglie hanno le mani libere. Avere le “mani libere” ha ovviamente un significato metaforico per i serpentoidi Hunter Killer. Stritolatore, Anaconda, Sysform, Boa e Pitone si trovano sul nostro pianeta in qualità di ambasciatori della loro razza. Gli umani sanno della presenza sulla Terra di alcuni extraterrestri, ma non sospettano dell’esistenza dei serpentoidi. I Governi più importanti hanno deciso di non informare in merito l’opinione pubblica. Gli umani accettano che un drago alto tre metri sia associato al super-gruppo mutante Evolution, ma i serpentoidi sono più inquietanti. Più grandi di ogni serpente terrestre, Stritolatore, Boa, Anaconda e Pitone sono dei cacciatori di taglie senza pari. Sysform, l’unica femmina del gruppo, è molto meno massiccia, ma compensa con le sue doti psioniche. Grazie a questi poteri, gli Hunter Killer hanno trovato i narcotrafficanti, e si preparano ad irrompere nella loro base. Umani avvezzi alla violenza, che non rispettano la vita altrui. Pregiudicati che sono passati attraverso le maglie della giustizia, per tornare al crimine, sempre più convinti che in questa società convenga essere i cattivi e non i buoni. Controllano le loro pistole ed i pugnali, sperando di poter presto ferire ed assassinare qualcuno. Quando i serpentoidi irrompono nella casa dei narcotrafficanti, suscitano un prevedibile senso di panico. Bestie enormi e pericolose, con zanne che gocciolano veleno, e spire che sembrano in grado di stritolare un bue. I malfattori sparano, nonostante tutto, ma colpire un serpentoide in movimento non è come sparare ad un lento bipede umano. Questi rettili extraterrestri hanno la facoltà legale di catturare oppure di uccidere chiunque sia destinatario di una taglia. Di solito preferiscono uccidere lentamente, usando i loro grandi muscoli. Il veleno che secernono è troppo benevolo per chi spaccia droga. Boa e Pitone simulano un attacco frontale, ma si abbassano per evitare i proiettili. Tutti gli uomini e le donne sono allarmati quando vedono un serpente, anche di piccole dimensioni. Il primo istinto è di salire su sedie e tavoli, onde evitare di essere morsicati alle gambe. I criminali non comprendono però che i mostri alieni, invece di essersi nascosti, stanno giungendo a bersaglio dal basso. Data la massa dei serpentoidi, quando decidono di emergere, distruggono facilmente tavoli e sedie. Ai malviventi manca letteralmente la terra sotto i piedi, e cadono tra le spire di Boa e Pitone. In un’altra camera, Anaconda ha colpito uno dei delinquenti con la sua durissima testa. L’impatto causa una lesione alla colonna vertebrale, che abbatte il narcotrafficante. Sysform lo avvolge velocemente, con una tecnica che premia l’abilità più che la forza. Finora i serpentoidi hanno pestato duro, ma i loro avversari sono ancora in vita. Un colpo di machete passa pericolosamente vicino a Stritolatore: un gravissimo errore! Il capo degli Hunter Killer adesso è colto dall’atavica frenesia di morte della sua razza. Spalanca le fauci enormi, mentre i suoi muscoli formidabili lo spingono come una molla d’acciaio. Il machete è un’arma pericolosa, se si riesce ad usarlo. Stritolatore non gli lascia il tempo di caricare il braccio. Lo morde direttamente in testa ed in faccia. I denti veleniferi causano alla preda un grande dolore mentre penetrano la carne e le ossa. Quando il veleno fluisce dalle ghiandole del serpentoide al corpo dell’umano, costui comprende veramente il significato di agonia. Dopo due minuti però il suo cuore collassa in seguito all’enorme incremento della pressione sanguigna interna. Missione compiuta! I crimini umani sono molti e vari. Lo spaccio di droga è solo uno di essi. Ci sono rapitori, torturatori, stupratori e tanti altri vigliacchi che attaccano di sorpresa gli inermi. Vengono a torto definiti “belve”, ma gli animali non raggiungono questi livelli di perversione. Le favole per spaventare i bambini offendono animali rispettabili come i lupi. Ma forse il lupo di Cappuccetto Rosso era un licantropo, quindi per metà umano. Adesso tocca ai Giovani Licantropi provare risentimento per le leggende metropolitane. Rebecca, Sonia, Pedro e David si trovano nella grande casa del branco, quando Clara e Cyberdog recano loro visita. I simbionti di Cyberdog e Clara: rispettivamente Transformatron e Tecnoragno hanno ricevuto una chiamata telematica dal super-computer Galadriel. I casi criminali da risolvere sono numerosi, ed imbarazzano i profiler della polizia federale. Chiacchieroni cervellotici, che cercano di capire cosa spinga i delinquenti a delinquere. Perdono tempo e trattano i cattivi con le molle. Ecco perché Galadriel si rivolge ai Giovani Licantropi, ritenendo che le loro doti psico-fisiche possano fare la differenza. Donne rapite ed uccise: un classico dei maledetti serial killer. I profiler aspettano che ne ammazzino almeno tre, per triangolare! Più che criminologi, sembrano dei geometri. Purtroppo avviene che, riscontrati i tre decessi, i profiler continuino a brancolare nel buio. Se pensavano che il serial killer abitasse al centro del macabro triangolo, si sono sbagliati di grosso. Il super-computer Galadriel ha nel frattempo raccolto moltissimi dati su ognuna delle vittime. I loro movimenti, prima di essere uccise, nonché chi hanno frequentato, per lavoro o svago. L’assassino non è uscito da una caverna o sceso da un albero. Si tratta di una persona fisica, che ha lasciato tracce del suo passaggio: ecco la tracciabilità che serve. I profiler nel frattempo mandano in giro gli agenti di polizia, con le loro automobili colorate, rumorose e provviste di lampeggianti. Il criminale che cercano non si aggira però nei vicoli, con un coltello gocciolante di sangue tra i denti. Se ne sta rintanato in una cantina, come la più perfida delle bestie; ridacchia di tutto e tutti, non sapendo ovviamente di essere stato tracciato dai Giovani Licantropi. Di notte, anche in assenza di plenilunio, Rebecca, David, Pedro e Sonia percorrono grandi distanze, fiutando, osservando ed ascoltando. Un serial killer che rapisca e torturi giovani donne deve necessariamente disporre di un locale insonorizzato, facilmente raggiungibile con un auto o, meglio, un furgone. Detta base operativa non può trovarsi troppo lontana dai luoghi ove è avvenuto il rapimento. Escluse tutte le cantine urbane non collegate ad un garage, la pista preferenziale è quella extraurbana. Ecco perché i Giovani Licantropi sono gli agenti ideali in questa crociata contro la feccia criminale. Gli umani non credono di norma all’esistenza dei lupi mannari; a maggior ragione non considererebbero plausibile una loro capacità di ottenere informazioni dai loro antichi cugini cani. Sonia sta in effetti chiedendo ad un cane da guardia notizie sul residente umano di una casa vicina. È fondamentale saper porre le domande, e saper decifrare le risposte. In analogia, Rebecca fiuta una pista diversa, in un’altra zona periferica della città. Pedro e David preferiscono un altro tipo di ronda. Nel corso della quale incontrano spacciatori e tossici, che saggiamente si tengono a distanza da quelle che sono veramente creature della notte. Un’altra cosa che i licantropi sanno fare molto bene è fiutare il sangue. Ci riescono a chilometri di distanza, come gli squali. Il sangue versato eccita i lupi che abitano in loro. Rebecca, che non è una licantropa purosangue, sfrutta i suoi talenti mutanti per tenere sotto controllo le menti di Sonia, Pedro e David. Vuole evitare che si lascino andare, completando la trasformazione. Tre lupi mannari in forma lupesca non passerebbero inosservati! Il criminale affila i suoi bisturi, perché nella sua follia è un perfezionista. Ha studiato con attenzione il corpo umano, per poter infliggere ferite profonde e dolorose, evitando vene ed arterie. Quel soggetto ignoto, come lo definirebbero i profiler della polizia federale, non vuole che le donne che rapisce muoiano subito dissanguate. Perché lo fa? Cosa gli è capitato da piccolo, per trasformarlo in quella carogna che è? Forse il papà lo ha sgridato, ma è capitato a tutti noi, o quasi, di essere sgridati dal papà. Che la madre sia morta giovane? Purtroppo anche questo è toccato a molti, che non si sono tuttavia sentiti autorizzati a rapire, torturare ed uccidere. Tocca a Pedro individuare la casa dove il serial killer segrega le sue vittime. Non avendo ancora affinato la comunicazione telepatica, il giovane avvisa i suoi amici e colleghi per mezzo di un comune sms. Invia altresì le coordinate della casa: tutto ciò grazie ad un comune smartphone. Mentre Rebecca, Sonia e David convergono verso l’obiettivo, Pedro entra nella casa, per liberare la donna rapita per ultima. Ferita, ma non in modo grave, urla quando vede il licantropo. Il criminale, che si trova in un'altra stanza, interpreta la reazione della donna come una perdita totale del controllo. Sogghigna, giacché ogni serial killer deve distruggere mentalmente le sue vittime, prima che fisicamente. Pedro riassume velocemente le sue fattezze umane, e spiega alla donna la sua intenzione di liberarla. Poi torna ad essere un licantropo, per avere più forza a disposizione. È proprio grazie ai suoi super sensi lupeschi che Pedro sente avvicinarsi il malvivente. Cogliere una donna di sorpresa è molto più facile che cercare di pugnalare un licantropo. Ora i due si fronteggiano; in palio la vita della donna, ma anche quella di chi perderà lo scontro corpo a corpo. Pedro non ha bisogno di coltelli, disponendo di acuminati artigli, pronti a smembrare. Il pazzo capisce perciò di essere arrivato alla fine della sua pessima strada, ma non se ne andrà senza lottare. Forse si crede un guerriero che combatte contro la società e mostri vari. I profiler scriveranno di lui che era una vittima, ma i profiler sono come i critici d’arte: degli incapaci di fare. Ecco per quale motivo sparlano delle cose altrui. I profiler mandano in giro a vuoto i poliziotti, non essendo in grado di confrontarsi fisicamente con chi rappresenta il male. I licantropi però sono un’altra cosa. Nel tempo necessario a formulare queste riflessioni da proverbio cinese, Pedro ha aggredito, percosso a sangue, graffiato e morsicato a morte il suo nemico. La feccia ha già gli occhi spalancati, ad osservare con orrore la sua discesa all’inferno. Rebecca, David e Sonia sono un po’ delusi che Pedro abbia fatto tutto da solo, ma in fondo il suo avversario era solo un essere umano. Per completare il trittico dei casi di feccia umana, spostiamo la nostra attenzione su un illustre magistrato. Sono anni che prospera, facendo affari con la malavita organizzata. Grazie alla sua influenza, ha fatto deviare le indagini tutte le volte che si avvicinavano troppo al boss ultraricercato. Illustre magistrato, bravissimo a chiacchiere, che non ha mai rischiato di morire in un attentato, perché con i criminali ci è sempre andato a cena. Finalmente qualcuno si accorge di lui, ed avvia un’indagine. Però si limitano a trasferirlo di sede operativa; segno che il tizio dispone ancora di corposi agganci. Chi essi siano non è importante per il Ninja Grigio, che è sulle sue tracce. Nonostante tutto il magistrato corrotto dispone di una scorta armata, pagata dalla collettività. Il Ninja Grigio non è qui per uccidere degli innocenti, quindi non lo vedranno e non lo sentiranno. Comanda mentalmente loro di voltarsi quel tanto che basta a confondersi nelle tenebre. Passa sotto il loro naso, a pochi centimetri, poi entra nello studio di quello che forse è forse ancora più feccia dei narcotrafficanti e dei serial killer. Il tempo si dilata, mentre la spada nera esce dal fodero. Il magistrato prova a gridare, ma la lingua non risponde. La katana lo trafigge sotto il cuore, cosicché possa urlare per l’ultima volta. Quando però le guardie accorrono, il guerriero delle ombre è già scomparso. La sua spada nera sputa la squallida anima del traditore della giustizia, giacché si nutre solo dell’energia che distingue un corpo vivo da uno irrimediabilmente morto.

martedì 4 giugno 2013

SQUILIBRIO TRA GLI ELEMENTI_250° episodio

Razze extraterrestri antichissime osservano e catalogano la storia dei mondi, per scoprire le leggi dell'Universo. A questi antichi non poteva sfuggire l'estinzione quasi totale di una razza dominante, avvenuta sul pianeta Terra decine di milioni di anni or sono. Le ere non costituiscono una barriera all'accertamento della verità, e gli antichi guardano ciò che si verificò nel nostro lontanissimo passato con un distacco atemporale. Ogni specie, animale o vegetale, si riproduce come se il suo destino fosse di colonizzare da sola tutto l'ambiente. I pesci scaricano nell'oceano innumerevoli uova, che, se dovessero schiudersi, innescherebbero una crescita esponenziale pressoché incontrollabile. Questo non accade perché le uova dei pesci vengono mangiate quasi tutte. La piccola quota che rimane può essere sufficiente alla perpetuazione della razza, che altrimenti si estingue. In qualsiasi contesto, terrestre o marino, e anche tra gli uccelli, nessuna specie è così forte da distruggere completamente le altre. Questo è l'equilibrio in un ecosistema. I dinosauri si trovavano al vertice della catena alimentare; gli erbivori divoravano qualunque vegetazione, mentre i dinosauri carnivori predavano quelli vegetariani. Gli erbivori erano decisamente più grossi dei carnivori, che non avrebbero avuto la forza di ucciderli tutti, e neppure la necessità. Fu la crescita esponenziale di tutti i dinosauri a mettere in difficoltà la vegetazione. Esaurimento delle risorse: un concetto che le specie dominanti successive ai dinosauri stanno capendo a malapena, senza peraltro adottare contromisure. Gli umani sono molto più piccoli dei dinosauri, ma credono di aver sconfitto i Cavalieri dell'Apocalisse. Meno guerre, meno carestie, meno epidemie. Gli umani non sono diventati immortali, ma si riproducono senza alcuna logica. Quando, ai tempi dei dinosauri, la vegetazione venne spazzata via dai giganteschi erbivori, l'elemento Terra prese a muoversi quasi fosse acqua. Senza le radici, le sponde franose assecondano la gravità. Il vapore acqueo che scaturisce da innumerevoli corpi rafforza l'elemento Acqua; esso si allea con l'elemento Terra per creare immense paludi. L'elemento Aria rimane neutrale, fino al momento in cui le grandi piogge abbattono la temperatura. Poi anche l'Aria si scatena, con venti ed uragani. L'elemento Fuoco ha sempre fatto vita a sé. Trasforma la terra in lava, e l'acqua in vapore, ma ama distruggere le vite palpitanti. Due aspetti da chiarire: 1-gli umani non hanno veramente sconfitto i quattro Cavalieri dell'Apocalisse, 2-la biomassa umana produce surriscaldamento, ma la combustione di carburanti fossili è anche peggio. Il dottor Occulto, mostra e spiega tutto ciò ai mutanti di Evolution ed a Dragonfire. Al più potente telepate del pianeta non sfugge che la Terra sia posta sotto osservazione da parte di emissari di razze galattiche più antiche e sagge. Occulto non esclude un intervento esterno, per salvaguardare l'equilibrio planetario, sconvolto dalla razza umana. Forse i dinosauri, in procinto di estinguersi a causa della loro invasività, furono analogamente aiutati. I Quattro Cavalieri potrebbero scongiurare il genocidio umano se i loro interventi riducessero drasticamente la popolazione complessiva. La razza umana però non chiederebbe mai a Carestia, Pestilenza, Guerra e Morte di farlo. Il dottor Occulto pensa che i Cavalieri attendano con calma disumana, ben sapendo che il loro bottino finale corrisponderà alla quasi totalità degli uomini e delle donne. Quattro come i Cavalieri dell'Apocalisse, gli Elementi esistono in uno stato dell'esistenza nel quale i ragionamenti sulla vita e sulla morte non hanno alcun senso. Gli Elementi sono naturalmente in equilibrio; chiunque turbi detto equilibrio è destinato alla distruzione. Gli umani che si muovono a bordo di veicoli a combustione interna adorano il Fuoco, ma non lo sanno. Surriscaldano l'elemento Aria, saturandolo di umidità. Producono disastri naturali di tutti i tipi, ma non smettono di bruciare petrolio. Evolution può intervenire per cercare di riequilibrare gli Elementi, ma solo a livello locale. Da sempre, gli umani hanno cercato di prevedere il clima, allo scopo di seminare e raccogliere al meglio. Adesso anche questo semplice esercizio di precognizione a breve termine è reso difficile dallo squilibrio tra Elementi. Il vento può essere fastidioso, ma anche utile alle attività umane. Un tempo si viaggiava a vela, ed i mulini erano mossi dal vento. Oggi ci sono le pale eoliche, che trasformano il moto in energia elettrica. Purtroppo ci sono anche molti più tornado, cicloni, tifoni e cose simili. Trombe d’aria si formano dove non si erano mai presentate, e spazzano via in un attimo cittadine e persone. In posti dove i tornado sono di casa, ecco arrivare i super-tornado. C’è chi scappa a nascondersi sotto terra, e chi corre incontro alle trombe d’aria, per filmarle. Alcuni riescono a lasciarci le penne fin dalla prima volta; altri ci riprovano. Il velivolo multifunzione di Evolution sorvola un tornado di dimensioni spaventose, che solleva in volo autobus pesanti tonnellate. L’obiettivo del super-gruppo è quello di entrare nel tornado dall’alto. Si dice, e pare sia confermato, che al centro delle trombe d’aria regni la calma e non la distruzione. Il colosso alieno di Evolution esce in volo con il suo dragoncraft. La sua è un'azione solitaria, per evitare di mettere in pericolo i colleghi. Il suo compito richiede tempestività e potenza. Dragonfire, che è un colosso quando si muove tra gli umani, sembra viceversa un fuscello rispetto ad un tale fenomeno. L’elemento Aria dimostra la sua massima pericolosità, scatenando venti che viaggiano a centinaia di chilometri orari. Dragonfire però non è qui per farsi sballottare; porta viceversa la sua sfida al centro del tornado. Il potere dell’alieno verde gli consente di emettere un plasma caldissimo, con enormi potenzialità distruttive. Kong, Ferox, Fulminatore e Maga, a bordo del velivolo multifunzione notano che il fenomeno naturale pare essersi accorto della presenza di Dragonfire, e si muove, per sommergerlo con i suoi turbini di forza incalcolabile. Il drago atterra al centro della tromba d’aria, ed il suo dragoncraft vola via, per sottrarsi all’imminente deflagrazione. A questo punto la super-fiamma erompe dalle fauci del drago, creando istantaneamente una colonna caldissima che tutto divora. Lo sbalzo di temperatura al suo interno destabilizza il tornado, che regge per alcuni minuti, poi implode. Il drago, al centro delle fiamme quasi solari, si crogiola nel calore che fonderebbe il metallo più resistente in pochi secondi. Altre trombe d’aria si stanno però formando, giacché la composizione e la temperatura dell’atmosfera le favoriscono. Le autorità corrono ai ripari, invitando tutta la popolazione interessata a chiudersi negli appositi rifugi sotterranei, prima del passaggio dei tornado. I cosiddetti “cacciatori di tornado” non sentono ragioni, e continuano nella loro dissennata farneticazione. L’umanità sta raccogliendo i frutti della sua mancanza di prospettiva: tutte le risorse sono esauribili, tutti i rifiuti sono riciclabili, moltissime emissioni di energia sono prive di senso. Il dottor Occulto più di tutti si rende conto che i miliardi di uomini e di donne potrebbero invertire il trend pericoloso, perché non è possibile contrastare un Elemento senza accentuare ulteriormente lo squilibrio planetario. Che senso avrebbe infatti combattere l’eccesso di acqua nell’atmosfera? Ammesso fosse possibile, si rischierebbe di sostituire il predominio dell’Acqua con quello, ad esempio, del Fuoco. I mutanti di Evolution e Dragonfire non smettono peraltro di lottare contro specifici disastri naturali. Nei temporali, i lampi illuminano i cieli, seguiti dai tuoni. Dagli albori della razza umana, lampi e tuoni sono stati considerati segni del potere divino. Oggi sarà però un mutante a contenere e dirigere altrove alcune scariche potentissime. Nessuna divinità sta progettando di distruggere gli umani con i lampi. Semmai si tratta di una grandissima differenza di potenziale tra cielo e terra, con l’umidità dell'aria che favorisce la diffusione elettrica. Le case degli umani sono quasi tutte protette da parafulmini, che però sono dimensionati per emissioni di forza decisamente inferiore. Anche questo è un segno dei tempi, come i rifugi anti-tornado. Le schermature degli edifici dovranno essere tutte riviste, perché già il primo fulmine fonde il cavo metallico che doveva scaricare l’elettricità a terra. Per il mutante Fulminatore, è come avere a che fare con dei nemici viventi: bestie di immensa forza, per nulla propense ad allontanarsi dal centro abitato. Fulminatore si concentra, fino a vedere nella sua mente una mappa dei fulmini che colpiranno nell’immediato futuro. Neppure lui ha il potere di cancellare questo fenomeno naturale, giacché l’energia non si crea, né si distrugge. Può viceversa selezionare gli obiettivi che devono essere difesi prioritariamente. Uno di detti obiettivi è un ospedale. Il velivolo multifunzione pilotato da Kong vola sopra l’ospedale, per consentire a Fulminatore di afferrare la scarica elettrica prima che scatti. Cercare di fermare un fulmine in movimento è tuttora fantascienza. Kong guida il velivolo multifunzione, con a bordo Fulminatore e Dragonfire. Ferox e la Maga sono scese a terra con i loro craft antigravitazionali per facilitare l'evacuazione dei degenti. Mentre il loro collega tiene lontane le micidiali scariche elettriche dall’edificio, le due mutanti devono lottare contro la burocrazia e la stupidità umana. Ferox e Maga sanno quali settori evacuare, ma bisogna farlo in fretta. Tra il personale, ci sono quelli che capiscono al volo, e quelli che con il loro comportamento fanno pensare che l’idiozia sia stata un requisito per l’assunzione. Infermieri e medici collaborativi spostano letti e malati; gli altri, i dissidenti, spostano la cornetta del telefono, la carte e le chiacchiere. Intanto i primi fulmini colpiscono i reparti meno protetti dai delicati equilibri che Fulminatore cerca di interpretare. La muratura si sbriciola, il vetro si disintegra, il metallo fonde. Anche i più stupidi tra i presenti iniziano a sospettare che Maga e Ferox non siano lì per perdere tempo. Cresce la frenesia ed il nervosismo tra pazienti e personale. La Maga non ha tempo, né voglia di impiegare i suoi poteri per mettere un po’ di sale in zucca ai più sciocchi. Ferox invece può agire in maniera oltremodo convincente. Individuati i fomentatori di caos, la donna leopardo agita sotto il naso di alcuni di loro i suoi formidabili artigli. Ferox parla una lingua universale, che tutti capiscono, e mugugnando tutti si mettono a lavorare per dislocare il più velocemente possibile i pazienti non autosufficienti. A chilometri sopra di loro, Dragonfire freme per entrare in azione. In questo caso però la sua super-fiamma non avrebbe un bersaglio da distruggere. Il dottor Occulto però, pur non essendo presente nella sua forma fisica, consente al drago di fornire parte della sua grande forza al collega. L’incantesimo di Occulto funziona al meglio perché Dragonfire ha sviluppato negli anni una sintonia particolare con i mutanti del super-gruppo. Fulminatore si sente quindi invadere da una forza mai sentita prima. Il drago gli trasmette un fiume di energia pura, che il mutante deve sbrigarsi ad impiegare, per non esserne danneggiato. Adesso Fulminatore può localizzare il centro del fenomeno temporalesco. Lo circonda con una presa invincibile, poi inizia a stringere. Sull’ospedale continuano a cadere scariche elettriche, ma sempre meno potenti. La potenza riunita del mutante elettrico e del drago alieno dissipa le nubi caricate elettricamente. L’elemento Acqua trasforma istantaneamente il vapore in liquido. La pioggia si scatena, ma produce pochi danni, o almeno così sembra. In realtà, la Terra: il più statico tra gli elementi, è a suo modo squilibrato. Smottamenti si verificano all’improvviso, sotto le vie delle città, sotto gli edifici, sulle colline. Decine di metri in profondità, sono presenti alcuni cunicoli, che risentono dell’infiltrazioni causate dalla pioggia in superficie. L’ospedale sembra solido, ma affonda le radici in cemento armato in un terreno solo apparentemente solido. Se si percorressero quelle antiche gallerie, si noterebbero appunto i pilastri delle fondazioni sospesi parzialmente su voragini non previste dai progettisti. Il crollo del grosso edificio vanificherebbe tutto il lavoro di Evolution, uccidendo molte persone. Il potere psionico della Maga le permette tuttavia di visualizzare le fondazioni dell’ospedale. Le crepe che si allargano su muri, pareti e soffitti confermano l’imminente crollo. Il solo che può rallentarlo è Dragonfire. Lo accompagnano nella discesa Kong e Ferox; la donna leopardo vede al buio, per cui guida il drappello. Anche Kong è dotato di super-sensi, utili a localizzare in fretta il punto di massima criticità. Dragonfire, Ferox e Kong, abbattono, spostano, scavano e raggiungono l’obiettivo in pochi minuti. Subito il drago si colloca sotto un grosso pilastro portante, privo di appoggio. Sostiene facilmente un numero incalcolabile di tonnellate, ritardando quel che basta il crollo. Poi, appena la Maga comunica ai colleghi che l’evacuazione è stata completata, il terzetto di super-eroi guadagna la superficie. La quasi vittoria dell’elemento Terra, con il collasso di parte dell’edificio, gli regala una quantità di macerie, ma nessuna vita umana.