venerdì 21 giugno 2013
UNA PARTITA TRA ANTICHI DEMONI_254° episodio
Prima delle bombe atomiche e delle guerre mondiali, alcuni pensatori sostenevano che il conflitto sul campo di battaglia fosse una continuazione con mezzi diversi della lotta politica. Quei pensatori erano però abituati a guerre contenute e contenibili, tra una serie di potenze continentali e nessuna potenza mondiale. Eserciti e marine militari di cinque o sei nazioni si scontravano tra loro, alternando le alleanze, per evitare di annoiarsi. Nessuno tra i contendenti ebbe mai la capacità e neppure l’intento di sterminare gli altri. Erano guerre “cavalleresche”, tutto sommato. Lo rimasero finché gli aviatori si servirono di lenti monomotori. Bombardavano i fanti, che in cambio potevano abbatterli a fucilate. Poi la rivoluzione industriale e la scoperta dell’energia atomica resero possibili i genocidi. Da quel momento in avanti, Guerra divenne più potente di Carestia e di Pestilenza. Il Fuoco divenne più forte dell’Aria, dell’Acqua e della Terra. Gli umani provarono a sterminarsi per ben due volte, in due distinte guerre mondiali, una più cruenta dell’altra. Finita la seconda, la gente iniziò a temere la terza. Guerra era già pronto a guidare le navi sempre più grandi e gli aerei dotati di bombe sempre più potenti, di ambedue gli schieramenti Il demone Guerra sapeva benissimo che le truppe di terra avrebbero avuto un ruolo marginale: sarebbero cioè state costrette ad intervenire dopo i bombardamenti a tappeto. Più che truppe d’occupazione sarebbero state raccoglitrici di cadaveri. Poi gli stessi militari della parte vincente sarebbero morti per effetto delle radiazioni. Più che di Guerra, la vittoria finale sarebbe stata di Morte. Gli umani nella loro enorme stupidità si sarebbero consegnati all’entropia. Morte avrebbe ramazzato tutto, ma il capo dei Cavalieri dell’Apocalisse non ci mette l’anima nel suo lavoro; forse perché non ne ha mai avuta una. Il terzo conflitto mondiale sarebbe stata combattuto in nome di Guerra, ma avrebbe rigenerato Carestia e Pestilenza. Guerra non potrebbe diventare pacifista neppure se lo volesse, ma per sopravvivere tirò il freno. Quel demone molto intraprendente, che aveva ispirato armi di distruzione di massa, suggerì pertanto controvoglia ai suoi adoratori di alto grado militare di costruire enormi depositi, in attesa di tempi migliori. Guerra, per evitare di trovarsi con un’umanità semi-sterminata e ridotta nuovamente a vivere nelle caverne, smise di leggere e scrivere storie gloriose di morti ammazzati in battaglia. Divenne l’ispiratore di un nuovo tipo di conflitto più sottile. I giochi di spie hanno però un limite dal punto di vista dello spargimento di sangue. L’unico modo per rendere la guerra fredda interessante come la guerra “calda” è di alzare la posta in gioco. Pestilenza ha trovato interessante questo sviluppo, ed ha partecipato buttando in campo le sue armi pressoché invisibili. Prese avvio così una partita senza limiti di tempo, né di pedine. I due Cavalieri hanno fornito ai cattivi la possibilità di distruggere il mondo, o meglio di realizzare un quasi totale genocidio. I buoni dovranno fermarli. Quando le guerre erano ancora una questione risolvibile con la cavalleria e la fanteria, i singoli attentatori improvvisavano grossolanamente per uccidere i sovrani. Oggigiorno, con gli arsenali atomici pieni di ordigni di complicata gestione, i terroristi si sono sostituiti ai bombaroli romantici e solitari. Gente che non combatte per una nazione specifica, ma per un credo farneticante. Gli attentati terroristici non sono di certo organizzati per migliorare le condizioni di vita del popolo. Uno di questi gruppi di esagitati tenta un salto di qualità, irrompendo in un arsenale nucleare. Arrivano a bordo di camionette scoperte, impugnando mitragliatori con caricatori fissati a due a due con il nastro adesivo. All’inizio sembrano avere qualche possibilità di successo, per via dell’effetto sorpresa. Poi però le truppe che presidiano la postazione rispondono al fuoco cogli interessi. Organizzare attentati suicidi è molto più facile che combattere sul campo. Ragion per cui i pochi sopravvissuti all’insensata incursione scappano sgommando. La sola camionetta ancora in grado di muoversi si ferma però dopo alcuni chilometri, giacché il serbatoio è stato danneggiato gravemente. Non si può pretendere che i terroristi capiscano qualcosa di strategia militare, neppure quando il messaggio è evidente come in questo caso. Chi li manda tuttavia si rende conto che trafugare una bomba atomica, ed impiegarla per un attentato è più una cosa da film che da mondo reale. Dietro tutti i terroristi ci sono inevitabilmente dei finanziatori, e quasi tutti loro sanno far funzionare il cervello. Dopo un’animata riunione, giungono alla conclusione che sia il caso di tentare con un’opzione differente. Se potessimo vedere la scacchiera, sulla quale stanno giocando Guerra e Pestilenza, noteremmo che il secondo sta mettendo a segno una mossa da maestro. Nella guerra fredda, le spie hanno imparato ad uccidere propinando ai loro nemici liquidi contenenti quantità infinitesimali di isotopi radioattivi. Quello che cerca Pestilenza è ben di più. Non intende replicare ciò che fece per produrre il morbo faccia blu. Era un esperimento, che evidenziò la difficoltà di creare da zero un agente patogeno. L’antichissimo demone ha però intuito dove trovare fonti d’infezione molto peggiori e pronte all’uso. Negli stessi arsenali, nei quali sono state nascoste le enormi testate nucleari, hanno trovato residenza le molto meno vistose provette, contenenti quanto di peggio sia stato concepito dalle menti umane più bacate. Lavorando su quel che rimane del gruppo terroristico visto prima, Pestilenza suggerisce loro in maniera subliminale di trafugare le pericolosissime provette. Guerra osserva le mosse del suo confratello demone Pestilenza. Si rende conto che la faccenda sta prendendo una brutta china. Non vuole che gli umani si distruggano con le armi nucleari, ma neppure che lo facciano con malattie varie. Pestilenza è un demone con un approccio più misticheggiante. Non gli dispiacerebbe infatti se miliardi di umani contraessero tutti i malanni del mondo, più qualcuno di nuova generazione. Un pianeta coperto di moribondi ricorderebbe a Pestilenza i bei tempi medievali. Guerra però ha un diverso modo di vedere le cose. Gli servono agenti formidabili, ma quelli a cui sta pensando non crederebbero mai alle sue parole. Ecco perché deve coinvolgere con l’astuzia Evolution, inducendo il super-gruppo a salvare ancora una volta l’umanità. I terroristi non sono tutti solisti e kamikaze. Alcuni di loro scendono in campo con mezzi adeguati. Grossi camion modificati, con protezioni anteriori simili a quelle dei treni di una volta, convergono verso il centro di una grande città. I cristalli sono antiproiettile, coperti da griglie metalliche. I quattro grossi mezzi investono da dietro e lateralmente le auto, sbattendole contro i veicoli parcheggiati o sui marciapiedi. I passanti cercano di mettersi al riparo. La polizia prova ad intercettare i camion, ma le loro pistole ed i loro fucili non dispongono di una potenza di fuoco sufficiente a perforare le lamiere blindate. I poliziotti tentano con le bande chiodate, ma probabilmente i terroristi hanno sostituito copertoni e camere d’aria dei camion con gomma piena. La potenza dei motori ammortizza agevolmente l’aumento di peso. L’obiettivo dei terroristi è uno stadio nel quale si gioca una partita di calcio. Il pubblico è molto numeroso: decine di migliaia. I quattro camion blindati sfondano il cancello che consente l’entrata in campo delle ambulanze. I calciatori mostrano la loro prontezza di riflessi e la loro forma fisica disperdendosi sollecitamente. I criminali li lasciano fare, poiché non ha senso infierire su una ventina di persone quando lo si può fare con una moltitudine. Uno dei quattro commando blocca l’uscita, sparando verso gli accorrenti poliziotti con cannoncini in grado di mettere fuori uso le auto con un solo colpo. Il capo dei terroristi avverte che a bordo dei camion si trovano agenti infettivi capaci di diffondere malattie mortali per via aerea. Il panico si impossessa dei presenti, che credono alle parole dei criminali. Un attacco dall’alto, da parte degli elicotteri, non garantirebbe l’eliminazione delle armi di distruzione di massa. Dragonfire si avvicina volando allo stadio; il pubblico lo vede e si esalta, pensando ad un imminente intervento. Il drago però non si tuffa sui terroristi, ma aspetta. I criminali aprono il fuoco, con proiettili che se lo raggiungono sono comunque impossibilitati a ferirlo. Evolution attacca in maniera più sottile: la Maga dapprima aggrega e coordina i poteri di altri telepati, comprese le due poliziotte Elisabetta e Valeria. La mutante adesso può dirigere un fiume di energia verso i terroristi. La pressione che esercita non può essere contrastata da alcuna barriera metallica. I criminali cadono a terra, incapaci di muoversi per alcuni minuti. La Maga legge i pensieri dei terroristi, per sapere dove siano custodite le provette fatali. Fulminatore usa i suoi poteri per distruggere il camion che blocca l’accesso allo stadio. Una scarica elettrica fortissima colpisce il motore, rendendolo un rottame. I criminali più vicini al camion risentono dell’energia dirompente. Cadono, feriti più o meno gravemente. Ferox, troppo veloce per le possibilità umane, affonda i suoi artigli in quelli che accennano ancora a muoversi e minacciare. Dragonfire è atterrato nel campo di calcio, producendo una piccola voragine. La sua carica è diretta verso i due camion che non sono portatori di agenti patogeni. Uno scontro brutale, che rende inutili le armature create dall’uomo. Mentre il drago si conferma inarrestabile, Kong prende d’assalto l’ultimo dei camion. Potente ma veloce, l’uomo bestia di Evolution mette le zampe sul capo dei terroristi, prima che riesca a rompere le provette. Quando Ferox e Fulminatore si uniscono a Dragonfire, per i criminali è finita. I poliziotti meno sofisticati prima sparano, poi fanno le domande. I poliziotti sofisticati invece si perdono in chiacchiere, e gli ostaggi ci lasciano le penne. Evolution non concede alcun margine agli avversari: non tratta. I mutanti ed il drago spazzano via la feccia umana senza pietà, né altre stupide considerazioni. Ora tocca alla Maga scandagliare quel che resta dei cervelli dei delinquenti, per individuare l'origine degli agenti patogeni. I fans di Pestilenza si riuniscono in piccoli gruppi, indipendenti tra loro. Non hanno bisogno di magazzini, dispositivi industriali e neppure di mezzi di trasporto. Una sola provetta può recare più danno di una bomba atomica. Maga perlustra il cervello avariato di uno dei terroristi; lui oppone resistenza, spinto dal fanatismo. La mutante psionica sa che insistendo friggerà quella testa vuota. Quel pensiero la induce a sorridere. In questo momento è più simile a Ferox di quanto immagina. Il teppista sente il cervello percorso da lame roventi, che tagliano in profondità. Come se sezioni della sua personalità venissero strappate con le tenaglie. La tortura potrebbe durare molto a lungo, perché non c’è alcun spargimento di sangue, né d'altro. La Maga però non ha tempo da perdere e pochissima pazienza. Scruta in profondità, fino a trovare l’informazione che il teppista aveva protetto con un muro di mattoni. Lei sbriciola il muro, afferra l’informazione ed emerge. In risposta, il pazzo grida per il disastro che ora è diventato il suo quasi inservibile cervello. Passano poche ore ed Evolution è pronto a dare l’assalto alla postazione dei criminali. Nessun preavviso. Ferox, Fulminatore, Kong e Maga non hanno bisogno di disattivare le linee elettriche e telematiche della postazione nemica. Dragonfire apre le danze come farebbe una valanga, un terremoto o un’alluvione. Non cerca una porta dalla quale entrare. Passa attraverso un muro di pietra, spesso due metri. Avanza frantumando, spezzando, sbriciolando cose vive e materiali inerti. Gli sbirri cervellotici, contrari all’uso delle truppe speciali per liberare gli ostaggi, non si rendono conto che prendere di sorpresa i nemici inibisce ogni loro reazione. Fulminatore abbatte senza pietà uomini armati e disarmati; il terreno si copre di morti e moribondi fumanti. Ferox salta ed affonda i suoi artigli, che tagliano con la stessa facilità la carne e le ossa. Dragonfire, Ferox e Fulminatore attirano il fuoco degli avversari. Kong e la Maga nel frattempo hanno trovato gli scienziati, responsabili di aver elaborato numerosi agenti patogeni. Potrebbero scatenare facilmente uno dei morbi, se Kong non li bloccasse con velocità e forza. La Maga poi azzera ogni resistenza con le sue scariche mentali, simili a lame di energia. Guerra ha vinto una partita contro Pestilenza, ma si tratta solo di un episodio. Dragonfire, ignaro o forse incurante della disputa tra i due Cavalieri, incendia quel che resta della postazione con la sua super-fiamma. Neppure Pestilenza in persona potrebbe fare qualcosa per gli agenti patogeni che vengono vaporizzati assieme al resto.
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