lunedì 17 giugno 2013
UOMINI MALVAGI E SERPENTI BUONI_253° episodio
Un ragazzotto fin troppo ricco, che abita in una casa molto grande. I profiler della polizia federale affermeranno che il criminale seriale ha iniziato ad uccidere dopo la morte del padre, e la follia della madre. Lo affermeranno dopo che la feccia sarà stata eliminata dalla faccia della Terra, non prima. Infatti neppure questa volta i profiler caveranno un ragno da un buco. Il pazzo si è messo in testa di combattere il diavolo, nientemeno! Lo sfida rapendo delle ragazze innocenti, che nella sua testa bacata sarebbero le spose del principe delle tenebre. Un assassino che crede di combattere in nome del bene. Ci sono gli esauriti che se la prendono con le prostitute, con le drogate, con le bionde, con le more, con le rosse. Questo ricco ed annoiato topo di fogna odia le streghe, sebbene non ne abbia mai incontrate. Ha letto che nel medioevo le sospette streghe subivano la prova dell’acqua: venivano immerse fino a soffocare, ed ovviamente annegavano tutte. “Peccato”, dicevano allora gli inquisitori, “quella non era una strega, altrimenti sarebbe sopravvissuta”. Gli inquisitori non avevano evidentemente problemi di coscienza, anche perché avevano sviluppato la certezza che le innocenti sarebbero state premiate dopo la morte. Un’idiozia già nel medioevo, figuriamoci ai giorni nostri. Il ragazzotto annoiato si è autonominato inquisitore. Nella sua grande tenuta ha trovato un pozzo abbandonato, e lo ha ritenuto un segno di Dio. Da allora, ha disseminato per la città numerose ragazze morte annegate. I profiler si sono fatti ingannare dal fatto che il serial killer, dopo averle uccise, le abbia, per usare un gergo cervellotico, “ricomposte”. Dato che le ragazze assassinate rientrano in una precisa fascia d’età e di frequentazioni, il super-computer Galadriel pensa si tratti di un caso da affidare alle due telepati della polizia Elisabetta e Valeria. Apparentemente sole, ma osservate da parecchi occhi, le due coraggiose ragazze si aggirano nei locali che assomigliano a quelli che il delinquente ha dimostrato di prediligere. Un lavoro lungo e macchinoso, ma i loro poteri psionici le avvertono dell’esistenza di una possibile pista, o meno. Così possono andare altrove, sperando di farsi agganciare dal sordido elemento. Questi pazzi sono fin troppo trasparenti per Galadriel; ed infatti Valeria segnala telepaticamente una presenza sospetta. Nel parcheggio, all’esterno del bar, tra i cespugli, un serpentoide si muove in silenzio, nonostante la mole. Boa ha stabilito un contatto con Valeria, e non vede l’ora di spezzare tutte le ossa a quella feccia di umano assassino. Il soggetto ignoto, che si sente una specie di inquisitore solitario, abborda le ragazze in base ad un suo metodo. A tutte le donne piace sentirsi adulare, anche se molte non lo ammettono. A volte, tra due competitor, vince quello peggiore dal punto di vista umano, perché mente meglio. Ovviamente una ragazza che si rechi da in un bar di sera non sta cercando una persona con la quale parlare di filosofia o di astronomia. Gli studi statistici del super-computer Galadriel rivelano infatti ciò che le femministe negano ferocemente: non tutte le ragazze frequentano i bar da sole e di notte. Quelle che lo fanno amano il rischio, ma non sono vittime predestinate come quelle che, ad esempio, stanno a casa a leggere un libro. Le ragazze che cercano avventure senza impegno subiscono il fascino dei bei vestiti e delle auto potenti. Il soggetto ignoto si regola di conseguenza; non deve fingere di essere ricco: lo è. La giovane telepate non è ancora in grado di scandagliare a fondo una mente umana, ma quel sordido elemento pensa fin troppo intensamente alle torture che progetta per lei. Valeria finge di subire il fascino delle chiacchiere di quel predatore. Inorridisce, ma non lo dà a vedere. In questo modo riesce a farsi condurre alla sua casa degli orrori. Un poliziotto, alla guida di un apposito furgone, permette all’Hunter Killer Boa di non perdere il contatto con la sua preda umana. La casa del fuori di testa è veramente grande, e ciò conferma che i criminali seriali necessitano di spazi non indifferenti, nonché di risorse economiche adeguate. Solo in tv si vedono serial killer che di mestiere fanno i baristi o i postini. Altra caratteristica di quella particolare feccia è la quasi assenza di contatti umani. Non devono essere frenati da moglie, figli ed amici. Se qualcuno tra loro vive con una persona, si tratta di solito della mamma o di altro consanguineo paralizzato o comunque ridotto ad un’esistenza vegetativa. Giunti alla villa, il criminale apre lo sportello a quella che lui crede sia l’ennesima sposa del diavolo. Poi però, entrati in casa, smette improvvisamente di fingersi un gentiluomo. Valeria da adesso in avanti rischia la vita, e non esiste stipendio che giustifichi il pericolo. La poliziotta telepate deve quindi farsi da parte, per lasciare campo libero al serpentoide che striscia nel giardino. Quando improvvisamente si verifica un’interruzione nell’erogazione della corrente elettrica, Valeria si addossa ad una parete. Boa, come tutti i rettili, caccia al buio seguendo le emissioni di calore degli organismi viventi. Quando sfonda una vetrata per accedere alla villa, il serpentoide individua subito la presenza di Valeria, del criminale e di altre ragazze che emettono residue lievi pulsazioni termiche. Il serpentoide non sta partecipando ad una gara sportiva, ma è chiamato a fare ciò che gli riesce meglio. A molti chilometri di distanza, i profiler della polizia federale stanno stordendosi di chiacchiere, come loro solito. Boa, mentre scivola sul pavimento del salone, produce il classico rumore delle scaglie di serpente in movimento sull’asfalto. Chi lo ha sentito una volta lo ricorda molto bene. Boa è più grosso di ogni serpente di questo mondo, quindi il suo avanzare è accompagnato da un suono agghiacciante. Il serial killer urla una sola volta; mentre muore stritolato pensa che il diavolo in persona sia arrivato per punirlo delle sue malefatte. Il motivo per cui Boa ha affrontato e sconfitto da solo questo serial killer è duplice: 1-non aveva bisogno d’aiuto, 2-gli altri Hunter Killer stavano lavorando altrove. Sysform aveva sentito parlare di umani evocatori di demoni, ma non ne aveva mai incontrati prima. Questa notte la serpentoide osserva con attenzione il viavai di gente incappucciata, che esce da un vecchio maniero, diretta verso un punto poco frequentato di un bosco che si trova entro una cinta muraria difficile da superare. In realtà si tratta di una proprietà che una nota famiglia della zona detiene da numerosi secoli. A Sysform è nota la pretesa degli aristocratici di avere il sangue di colore diverso da quello degli altri. Sarà interessante controllare se il modo di dire “sangue blu” corrisponde al vero. Come per i serial killer, anche per gli evocatori demoniaci è valido il presupposto della ricchezza materiale. Se uno deve lavorare per gran parte della giornata, per poter mangiare, non ha tempo di occuparsi di studiare antichi tomi che spiegano come evocare i demoni. Molti crimini fioriscono nelle menti malate di sfaccendati; se fossero stati costretti a lavorare, adesso non indosserebbero cappucci come stregoni dei videogames. Perché poi evocare i demoni? Questi ricchi viziati chiedono ancora più potere terreno, non la conoscenza. Vorrebbero diventare padroni del mondo, senza sapere con precisione cosa comporterebbe. Sysform segue le tracce di questi pagliacci, essendo risalita a loro dal ritrovamento di alcuni corpi di donne seviziate ed uccise. All’inizio la polizia aveva ipotizzato si trattasse del solito criminale seriale. Un altro di una infinita schiera di maledetti malati di mente, metodici nel recare danno ai loro simili. Invece il super-computer Galadriel ha scartato detta opzione, in quanto le ferite inferte alle vittime non sembravano sufficienti ad ucciderle. I serial killer eccedono nelle sevizie, infierendo un numero eccessivo di volte sulle loro vittime. Le vittime degli evocatori di demoni sembrano viceversa morte di infarto causato da una paura eccessiva ed improvvisa. Ragazze molto giovani, quasi sicuramente dotate di un cuore discretamente forte, stroncate da una emozione dirompente, come se avessero ottant'anni. Altro aspetto che ha indirizzato Sysform verso questa antica tenuta e questa congrega di cialtroni è la provenienza delle vittime: erano tutte residenti in un vicino villaggio. Un copione da film di vampiri o appunto da vecchio racconto gotico ed horror. Il capo della casata è molto vecchio, ma la sua età non gli ha portato la sanità mentale. Anzi: è più pazzo di quando era giovane. Lui, la consorte ed una decina di sedicenti sangue blu si sono riuniti per la prima volta anni or sono quasi per scherzo, più che altro per vincere la noia che permeava le loro inutili esistenze. Cercavano di fare qualcosa di diverso dalle solite sedute spiritiche, con i consueti rumori, tavolini che ballano ed altre baggianate. Questi signori praticano da tempo le evocazioni demoniache, ed hanno causato tutte le morti che hanno messo in azione ed in allarme gli Hunter Killer. Per i signorotti medievali era più facile procurarsi le vittime per le evocazioni demoniache. Bastava entrare nei paesi con un numero adeguato di cavalieri corazzati, ed il gioco era fatto. Una bella ragazza poteva peraltro essere strappata alla sua vita in altri modi. Pagando il padre, ad esempio, o condonandogli debiti veri o presunti. Adesso i ricchi possono ancora circolare ostentando tutto ciò che si può comprare, ma le loro guardie del corpo non si muovono su cavalli da guerra, né indossano armature. La giovane che questa notte sarà sacrificata è stata banalmente rapita. Esistono agenzie di tutti i tipi; anche quelle che simulano le sparizioni volontarie. Così poi le mamme vanno in tv a sostenere che le loro figlie non sono state sequestrate, ma mancano le prove, e con la solidarietà ci si fa la birra. I giornali locali hanno scritto di una biondina simpatica, scomparsa durante una gita in un bosco. Giornalisti venduti hanno ipotizzato che sia scappata con un amore segreto, o che si sia annegata per le pene d’amore. Tutte stupidate che distraggono l’opinione pubblica, sciocca per definizione. Gli adoratori del demonio sono certi di riuscire anche questa volta a farla franca. Nel grande sotterraneo, è stato realizzato un altare pagano in pietra, munito di agganci per le catene. A dire il vero, l’altare è antichissimo e macchiato del sangue di sacrifici risalenti ai secoli passati. Quei cosiddetti nobili giocano da troppo tempo con il paranormale demoniaco. La ragazza è stata sedata, perché le sue urla non infastidiscano le delicate orecchie della facoltosa marmaglia. Attorno all’altare è stato tracciato un cerchio magico, che dovrebbe impedire al demone di divorare i presenti. Si dovrà accontentare di fare a pezzi la povera ragazza, che essendo “povera” è sacrificabile. La cerimonia ha inizio. Tutti gli occhi sono puntati sull’altare e sulla sventurata. Il capo della congrega, che è altresì il padrone del castello, recita la formula magica che in passato si è dimostrata all’altezza delle aspettative. Una nebbiolina rossastra si forma accanto alla giovane, che si scrolla di dosso la narcosi, ed urla. Gli incappucciati ridono felici. Quando il demone apparirà potranno adorarlo e chiedergli dei favori, in cambio di quella tenera carne. Braxal inizia a materializzarsi, per dare a quegli stupidi mortali ciò che cercano ed anche di più. Le evocazioni non sono, come qualcuno crede, delle catene che costringono un essere ultraterreno a contrattare con gli stupidi di turno. Sono varchi nello spazio-tempo, che si aprono nelle varie dimensioni. Braxal, che era intento alle sue faccende, si affaccia con demoniaca curiosità. Poi però nota quei pagliacci incappucciati, che pronunciano parole delle quali non conoscono il significato. Lingue morte, parlate tanto tempo fa. Lingue morte di popoli morti; se sono morti sia le lingue sia i popoli ci sarà un motivo. Braxal sbuffa ed abbandona la scena. Quei cretini non meritano neppure la sua ira. Rumori di tuono, che provengono dalle profondità, nebbia rossastra, ombre in movimento non solo vicino all’altare. Quando tutto ciò si placa, accanto alla ragazza ancora viva compare un piccolo gatto. L’araldo di Braxal ha fiutato la presenza dei serpentoidi, ed ha deciso di partecipare alla festa. In quel momento Sysform attacca. Morde uno degli incappucciati sulla nuca, inoculandogli un veleno che ha elaborato con cura. Il tizio non muore subito, ma inizia a rotolarsi sul pavimento di pietra, in preda ad un prurito micidiale. Il gattino Braxcar lancia uno dei suoi miagolii strazianti, poi inizia a mordere e graffiare la faccia del capo della congrega. La maggior parte degli incappucciati sale correndo le scale, sperando che Sysform e Braxcat perdano tempo a massacrare le loro due vittime. Non hanno tuttavia fatto i conti con gli altri Hunter Killer: Stritolatore, Anaconda e Pitone, che reclamano la loro parte di carne e sangue, oltre alla taglia su quelle testacce vuote, vive o morte. Solo Boa si perde questo massacro, perché ha appena terminato la sua missione congiunta con la telepate Valeria. Sysform assaggia il sangue dei morituri, per rilevare eventuali differenze di gusto rispetto ai non aristocratici, ma non ne rileva alcuna.
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