giovedì 13 giugno 2013

MOSTRI, ROBOT, DRAGHI E LUPI_252° episodio

Un umanoide alto due metri e mezzo giunge sulla scena della battaglia, cavalcando un destriero adeguato alla sua stazza. Krom, il capo della K-Force di Akros, impugna la sua grande lama a due tagli. Il suo cavallo s’impenna e nitrisce, mostrando denti formidabili. Krom è pronto a combattere contro i cattivi di turno, perché il suo destino è di contrastare il male in tutte le sue forme. Una pulsazione crescente annuncia l’arrivo di Dragonfire, che vola grazie al suo dispositivo antigravitazionale. I due super-eroi si sono incontrati numerose volte in passato, ed assieme hanno sconfitto mostri, super-criminali e demoni. I nemici scendono dal cielo, uscendo dalle nuvole nere che promettono pioggia. Grossi pterodonti, che dovrebbero far parte degli animali estinti da milioni di anni. Lanciano urla strazianti, forse per spaventare Krom e Dragonfire, che viceversa ridono di loro. Avvicinandosi, i dinosauri volanti rendono visibili i loro cavalieri di parvenza vagamente umana, provvisti ognuno di quattro braccia. Dragonfire è sceso dal suo dragoncraft, ed attende accanto al suo amico Krom che gli attaccanti si facciano sotto. Uno degli pterodonti vola bassissimo, come se volesse schiacciare il super-eroe di Akros. Lui incita il suo stallone ad impennarsi, alzando nel contempo la lama nera verso il ventre del grosso animale. Appena la spada intacca la pelle coriacea del rettile volante, questo urla di dolore, perdendo sangue verdastro. Un secondo pterodonte, che segue da vicino il primo, punta verso il drago, ma l’alieno verde salta verso l’alto, grazie ai suoi muscoli fortissimi. Investe cavaliere e cavalcatura, come una cannonata; poi precipitano tutti e tre al suolo, in un impatto fragoroso. Dragonfire assorbe l’urto con il terreno, senza alcun problema; subito dopo sferra un pugno formidabile. Pterodonte e cavaliere sono proiettati, pesti e storditi, ad una distanza di oltre dieci metri. il drago robot noto come Black Dragon si unisce alla festa, abbrustolendo con la sua fiamma una specie di grosso bufalo che lo stava caricando. Il lanciere seduto sulla groppa dell’animale grida per il dolore, si butta a terra, e rotola per spegnere il fuoco che pervade i suoi abiti. Sulla Terra, una donna corre in un bosco, di notte. Inseguita da un tizio, incappucciato ed armato di un coltellaccio, inciampa nelle radici, cade e si rialza. Il maniaco ritiene di poter aggiungere anche quello scalpo biondo alla sua collezione. La donna urla, ma pare che in quel bosco tacciano anche gli insetti notturni. Lupo Nero sta aggirandosi nella zona per motivi tutti suoi; questa volta non è stato inviato in missione dal super-computer Galadriel alla ricerca di piste criminali. Il possente carnivoro, disturbato dalle urla, si avvicina per verificarne l’origine ed il motivo. Scorge, nonostante l’oscurità, il predatore umano. La donna è a terra, implorante. Il delinquente è pronto ad ucciderla con una sola coltellata, o forse a farla morire dissanguata. Lupo Nero annuncia il suo arrivo, con un ululato che congela il malfattore in una posa di minaccia verso un altro essere umano. Al buio, Lupo Nero sembra ancora più grosso: una specie di nube più scura dell’oscurità, eccetto che per gli occhi rosso fiamma. Adesso si scorgono anche le zanne terrificanti, di un biancore che sarebbe affascinante se non preannunciasse la morte. Bisogna riconoscere che il delinquente prova ad accoltellare Lupo Nero, che però, con un solo balzo, gli afferra la testa tra i denti, staccandogliela di netto. La donna è preda di una crisi isterica, ma al gigantesco canide non interessa certo studiare i motivi di tanta ingratitudine. Deve recarsi in fretta ad un incontro con gli altri Esploratori dei Sogni. Dragonfire, Black Dragon e Krom continuano a combattere assieme contro uno stuolo crescente di mostri e mostriciattoli. Dati i presupposti, anche Robokiller si unisce alla festa. L’ultimo arrivato è ancora più grande di Dragonfire e Black Dragon. La sua armatura è in continuo mutamento, data la sua attitudine e predilezione per l’assorbimento di aggeggi metallici di vario genere. Sulla schiena ha un dispositivo di volo, ottenuto assimilando parte di un jet militare. Un cannoncino di analoga provenienza è divenuto un’ulteriore utile appendice per Robokiller. Apre il fuoco sulla moltitudine mostruosa, seminando morte e distruzione. I suoi amici sono contenti che Robokiller sia arrivato, e specialmente che si sia portato quell’arma utilissima. Sulla Terra, Braxcat, il gattino demone, è pronto a trasportare gli Esploratori dei Sogni in una nuova escursione. I Giovani Licantropi, Clara, Cyberdog e Lupo Nero abbandonano i loro corpi fisici, per inoltrarsi nella dimensione onirica. Subito vengono attratti dalla battaglia in corso tra Dragonfire, Black Dragon, Robokiller, Krom e mostri muniti di tentacoli, zampe, corna, antenne, ali, code ed altro ancora. Lupo Nero vorrebbe tuffarsi nella mischia, ma le regole da osservare sono diverse. Prima di tutto bisogna capire di chi sia quel sogno. Gli Esploratori dei Sogni si guardano attorno, e scorgono un bimbetto di pochi anni, che emette una luminosità particolare. Reca con sé un medaglione dotato di poteri magici. Con esso potrà liberare la principessa, prigioniera del malvagio Moloch. Il bimbetto vorrebbe attraversare il campo di battaglia, mentre i mostri faranno il possibile per divorarlo. Dragonfire, Krom, Black Dragon e Robokiller sono la sua guardia del corpo principale. Gli Esploratori dei Sogni intendono anch’essi aiutare il bimbetto, ma la loro strategia è di aggirare il campo di battaglia, dove i quattro super-eroi pesi massimi tengono impegnate le truppe di Moloch. Il bimbetto viene fatto salire sulla groppa del Lupo Nero, che avanza con circospezione affiancato da Sonia e David, a sinistra, e da Rebecca e Pedro, a destra. I Giovani Licantropi sono pronti allo scontro. Cyberdog e Clara si collocano in retroguardia; i loro simbionti Transformatron e Tecnoragno estroflettono sensori in forma di sensibilissime antenne. Il gattino demone Braxcat si reca invece in avanscoperta, per individuare un percorso agevole e coperto. Dragonfire è al corrente della mossa degli Esploratori dei Sogni; così, quando nota che uno dei mostruosi attaccanti vira verso di loro, gli scaglia contro una specie di grosso granchio. Il crostaceo pesante alcuni quintali, colto di sorpresa, non prova neppure a reagire alla presa micidiale del drago verde. Al termine di una traiettoria parabolica, finisce contro uno pterodonte, abbattendo lui ed il suo cavaliere munito di quattro braccia. Tenendo presente che quello è il reame dei sogni, Braxcat distorce la realtà a suo piacimento. Di solito nei sogni tutti noi subiamo i cambi di scena; il gattino demone invece evoca appositamente un bosco, per agevolare i suoi amici lupi. In effetti, Lupo Nero si sente come a casa sua, ed anche i Giovani Licantropi. il Tecnoragno ha fornito a Clara l’armatura che le dona, la protegge e la rende molto veloce. Una specie di strano animale lungo e basso, con sei zampe, arriva sulla scena. Agilissimo, schiva i licantropi, poi punta sul Lupo Nero, che spalanca le sue grandi fauci. Il nuovo arrivato non è però un guerriero, bensì un esploratore. Salta e rotola, muovendo velocissimo le corte zampe tozze. Clara però gli arriva all’improvviso da dietro; la sua spada, simile ad un fioretto, si muove di vita propria. In effetti si tratta di una emissione del metallo vivente che costituisce il corpo del Tecnoragno. Ferito più che altro nel suo orgoglio, l’esploratore decide per una fuga precipitosa, tra il sottobosco abitato da funghi multicolori. Tra i cattivi si fa avanti il mutaforma Uglux, cooptato anche lui in questa battaglia nella dimensione onirica. Non gli interessa il contesto, pur di potersi scontrare con l’odiato Dragonfire. Il fatto di trovarsi viceversa di fronte Krom probabilmente gli risparmia una immediata uscita di scena. Il super-eroe di Akros, in groppa al suo gigantesco destriero, carica Uglux usando la spada a doppio taglio come una lancia. Il mago mutaforma assume la consistenza della roccia, per resistere all’impatto. La sua strategia ha un successo parziale, giacché la spada nera non riesce a penetrare nel corpo del malvagio per strappargli l’energia vitale. Pezzi di roccia vivente schizzano tuttavia in varie direzioni, mentre Uglux mugugna per la botta ricevuta. Robokiller lo coglie di sorpresa, percuotendolo con un pugno d’acciaio, e non per modo di dire. Il malvagio si rammenta appena in tempo di essere anche un mago, e si lascia assorbire dal terreno, scendendo in profondità. Nel bosco, Pedro e David rompono lo schieramento, per intercettare due pseudo-orsi in avvicinamento. Più piccoli degli attaccanti, i due licantropi mostrano però una maggiore strategia e tecnica di combattimento. Schivano l’attacco frontale dei pericolosi carnivori; scivolano quindi di fianco ai nemici, dove possono adoperare al meglio i loro artigli. Il sangue che sgorga è rosso, e le urla dei mostriciattoli sono quasi umane. Braxcat avvista la torre dove il perfido Moloch tiene prigioniera la principessa. Gli Esploratori dei Sogni sono in buona posizione; Lupo Nero aumenta il passo, per distanziare gli inseguitori sicuramente in arrivo. Il bimbetto è il punto focale di quella battaglia, ma è anche il punto debole del gruppo dei buoni. Infatti, come tutti i piccoli umani della sua età, si sveglia piangendo nel pieno della notte. Si svegliano anche i genitori, che mugugnando tirano a sorte chi debba cercare di riaddormentare la creatura. Il bimbetto è particolarmente infastidito dall’interruzione imprevista dell’avventura. La mamma gli chiede cosa lo abbia svegliato, ma la risposta sarebbe complicata. Il medaglione magico non ha ancora perso il contatto con il suo portatore, ma il sogno si allontana. Dall’altra parte, Dragonfire, Black Dragon, Krom e Robokiller continuano imperterriti a percuotere mostri di ogni ordine e grado, con pugni e colpi di coda più duri dell’acciaio, nonché colpi di spada e di cannoncino da battaglia. L’unico che può recuperare il bimbetto è il gattino demone, che entra ed esce liberamente dalla dimensione onirica. La mamma del bimbetto si chiede da dove sia saltato fuori quel micetto strano. Quando però Braxcat inizia a camminare sulle pareti e sul soffitto sospetta di essere ancora addormentata. Il bimbetto riconosce la meraviglia felina, e gli sorride. Braxcat risponde con uno dei suoi miagolii. Un suono che squarcia la notte, ma nessuno si sveglia; anzi mamma e figlio si addormentano di botto. Adesso gli Esploratori dei Sogni possono irrompere nella torre di Moloch: una vecchia conoscenza di Evolution e della K-Force. Il bimbetto sa quello che deve fare: la principessa deve essere liberata dalle grinfie di un malvagio. Moloch è un antichissimo vampiro, morto diverse volte; come tutti quelli come lui, ha però la brutta abitudine di tornare in vita. Il piccolo portatore mette il medaglione al collo della principessa dormiente, e lei si risveglia. Moloch però incombe su entrambi, con i denti vampirici pronti a prosciugarli di tutto il sangue. Il Lupo Nero carica il mostro, cogliendolo di sorpresa. Moloch però è signore di molte magie, e con una di esse aspira la vita del suo avversario, senza doverlo toccare. Questo è un sogno, ma Dragonfire è il campione della vita, in qualunque contesto si trovi ad agire. Robokiller lo porta in volo sopra la torre, dove lo lascia cadere come una bomba di mortaio. Il possente drago verde sfonda la pietra come fosse legno leggero. La battaglia si è spostata nei pressi della torre ed al suo interno. Black Dragon brucia senza pietà una torma di cadaveri ambulanti, sbucati dalla terra come una bruttissima vegetazione. Il cavallo di Krom colpisce con gli zoccoli ferrei le teste di altri mostri. Poi il super-eroe di Akros partecipa più attivamente al massacro, frantumando e tagliando arti ed ossa con la sua spada sempre assetata d’energia. I Giovani Licantropi sono pronti a difendere Lupo Nero, che è quasi privo di sensi. Lo scontro finale con il vampiro spetta però a Dragonfire. Clara e Cyberdog stanno proteggendo il piccolo eroe e la principessa risvegliata. Un vampiro di rango inferiore può essere molto pericoloso se non si sa come combatterlo. I simbionti Tecnoragno e Transformatron sommano le loro energie per realizzare delle fruste di metallo vivente, che immobilizzano il nuovo arrivato. Non metterà le sue zampe sul bimbetto e la principessa. Il sogno è quasi terminato, ed i cattivi sono battuti su tutti i fronti, meno uno. Dragonfire è sorpreso della forza bruta dell’antico vampiro, ma quei succhiasangue sono sempre stati delle brutte copie degli originali draghi delle leggende. Con un pugno colossale, lo scaglia quindi attraverso il muro in pietra della torre, che inizia a crollare. All’esterno, la luce solare completa l’opera, incendiando le vecchie ossa del mostro, che sparisce ululando. La principessa è a sua volta una sognatrice, che sta risvegliandosi. Nella realtà non porta una corona, ma non è detto che la razza umana sappia apprezzare i suoi componenti apparentemente più umili. Non a caso, il medaglione donatole dal piccolo eroe è ancora sulla sua persona. Questa volta il bimbetto torna alla realtà sorridendo. Il sole illumina la sua stanza, mentre il gattino demone Braxcat lo saluta con un miagolio più discreto del solito.

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