domenica 30 giugno 2013
LA PACE NEL MONDO_256° episodio
Le potenze militari terrestri hanno messo in orbita alcune stazioni orbitali. Si tratta di aggregati di capsule; spazi ridotti, ma molto apprezzati per effettuare esperimenti scientifici. Nulla a che vedere con le astronavi pronosticate dalla fantascienza. La tecnologia sviluppata sul pianeta Terra è lontanissima dal permettere viaggi tra pianeti, neppure tra quelli del sistema solare. Quindi la nave spaziale che si sta avvicinando alla Terra non è terrestre. Chiunque la guidi non adotta alcuna dissimulazione. Le stazioni orbitali avvistano quella massa immane, che si avvicina all'atmosfera senza emettere fiamme o altre forme di propulsione visibili. Si apre un enorme portello, dal quale fuoriesce una navetta, che procede disinvoltamente verso la superficie planetaria. Decenni di spese folli, per rendere sempre più micidiali i caccia militari, hanno prodotto un sistema di allerta 24 ore su 24. Le diverse aviazioni cercano pertanto di contattare chiunque guidi la navetta aliena. I caccia volano in rotta d'intercettazione, minacciando via radio di abbattere i nuovi arrivati. Ci lamentiamo di non avere contatti con le altre razze della galassia, poi appena qualcuno viene a farci visita cerchiamo di spaventarlo. La navetta aliena non risponde, limitandosi a raddoppiare e poi triplicare la sua velocità, nel giro di mezzo minuto. Il boom sonico che ne scaturisce non rende l'idea di ciò che sta succedendo. Incurante dell'atmosfera, il velivolo si sposta infatti ad una velocità ritenuta impossibile. Presumibilmente la tecnologia di quella macchina mirabolante causa un campo di forza, che sconfigge l'attrito ed il surriscaldamento. Poi la navetta scompare dagli schermi dei radar, ed anche da tutti i sistemi di sorveglianza ottici. La missione dei visitatori extraterrestri richiede infatti discrezione. Non sono venuti sulla Terra per misurarsi con le scarse potenzialità belliche degli autoctoni. La loro missione è al contrario di regalare ad una specie litigiosa come la nostra la pace nel mondo. Finora uno slogan ed una chiacchiera per pigri di mente. L’atterraggio avviene in una delle tante zone disabitate del pianeta. Gli umani rischiano di estinguersi per l’esaurimento delle risorse alimentari, non per saturazione della superficie calpestabile. L’equipaggio extraterrestre esegue una manovra prevista da un preciso protocollo. La razza umana non è infatti peculiare neppure per quel che concerne la predisposizione genetica al dissidio. In una galassia con miliardi di sistemi stellari, le specie dominanti hanno a che fare con greggi di diverso tipo. Gli umani, che credono di essere la crema dell’universo, fanno parte di una sottospecie di vagamente senzienti, semitecnologici. Se e quando i terrestri impareranno a volare tra le stelle, passeranno di categoria; ma gli stati dell’esistenza più elevati della galassia rimarrebbero comunque incomprensibili ai più intelligenti tra gli uomini e le donne. L’equipaggio extraterrestre è composto da rappresentanti di specie diverse: insettoidi, rettili, amebe pulsanti e cristalli vibranti. La procedura standard prevede che il dispositivo pacificatore sia scaricato sulla Terra. Poi la navetta riparte, per rientrare nell'astronave madre, avendo compiuto la sua missione. Facendo rotta verso la sua base, ad alcuni anni luce dalla Terra, il vascello spaziale consente ai componenti dell’equipaggio di tornare alle loro abitazioni ed occupazioni. In pratica il dispositivo pacificatore è stato dislocato sul nostro pianeta in quella che per noi corrisponderebbe ad una mattinata lavorativa, e gli alieni tornano a casa con il loro bus cosmico. Nulla di trascendentale, per i loro standard. Solo un piccolo aiuto ai selvaggi di turno, da parte di colonizzatori che non hanno alcun bisogno di noi, neppure come schiavi. Il pacificatore si guarda attorno, con tutti i suoi occhi e sensori vari. Assomiglia vagamente alle sonde che abbiamo spedito su Marte, con la differenza che il pacificatore non arranca come un robottino a molla. Dotato di una sua intelligenza, decide per prima cosa di osservare i comportamenti umani. Si sintonizza pertanto sulle trasmissioni televisive, su quelle radiofoniche, nonché su quelle telematiche. In un tempo ridottissimo visualizza film, video, testi e molto altro. Constata che il popolo umano è in realtà un insieme di popoli, diversi e divisi. Il pacificatore non comprende il motivo di quel troppo diffuso volersi sentire diversi e superiori, specie quando a rivendicare questa superiorità sono individui che paiono incapaci finanche di vivere in armonia coll’ambiente. Nell’animo di tutti gli umani c’è però quella tendenza al litigio, che giustifica l'arrivo del pacificatore sulla Terra. Il senziente non biologico prende il volo, dopo avere assunto una forma vagamente sferoidale. Il suo bersaglio è una città medio-piccola, di poche centinaia di migliaia di individui. Individuata una torre per le trasmissioni radio-televisive, il pacificatore si colloca in prossimità del punto più elevato. Estende i suoi tentacoli in maniera tale da diventare quasi una cosa sola con gli antiquati dispositivi elettronici. Il pacificatore sa che tutto ciò che è elettronico possiede una scintilla di consapevolezza. Dopo il suo arrivo, i computer che gestiscono le trasmissioni e le ricezioni dei dati si rivolgono a lui come fosse una specie di messia. È bello essere bene accolti in terra straniera. A quanto pare le consapevolezze elettroniche terrestri non condividono i difetti caratteriali dei loro creatori umani. Il pacificatore è un maestro d’orchestra, che coordina centinaia di musicisti di talento. Prende quindi ad emettere delle vibrazioni forse mai sentite prima su questo pianeta. Non sono suoni udibili dagli umani, ma i gatti, i cani e gli uccelli ascoltano rapiti la melodia celestiale. Gatti, cani ed uccelli non sono né buoni, né cattivi: fanno quel che devono per sopravvivere. Il pacificatore non intende renderli “buoni”, perché non avrebbe senso costringere un carnivoro, con la dentatura che si ritrova, a mangiare solo insalata. Poco alla volta, alcuni umani più sensibili odono il messaggio subliminale, ed i loro lineamenti si rilassano. Quelli che pensavano di compiere manovre azzardate in auto decidono improvvisamente di sorridere ai pedoni, fino a poco prima odiatissimi. Un gruppo di rapinatori di banche si fa arrestare, perché l’autista pensa di non dover guidare pericolosamente per le strade cittadine. Gli altri banditi, colti da improvviso ripensamento, scaricano le pistole prima di consegnarle ai poliziotti. Commercialisti, bravissimi a consigliare i loro clienti nel non pagare le tasse, vengono colti da scrupoli mai presi in considerazione prima. Gli stessi clienti, che si erano recati dai commercialisti per dichiarare un reddito molto inferiore a quello dei dipendenti più umili, decidono di dover condividere le loro ricchezze con la collettività. Operatori finanziari, bravissimi a mandare in malora risparmiatori ed aziende, si siedono davanti al computer, per movimentare in maniera completamente diversa il loro portafoglio titoli. Nessuno di coloro che stanno diventando buoni immagina che dipenda da un alieno tecnomeccanico, che ha fatto amicizia con i computer terrestri ed le antenne radio. Chi sul pianeta ha la capacità di rintracciare il pacificatore venuto da lontanissimo? Di certo il super-computer Galadriel, al quale non sfuggono le stranezze finanziarie che partono da quella città. Un’anomalia che merita un’indagine. Il giorno dopo, arrivano in città una ragazzina accompagnata dal suo cagnolino. Nulla di strano. Non sono grossi robot, o draghi verdi, e neppure licantropi o uomini bestia. Semplicemente Clara e Cyberdog, simbionti del Tecnoragno e del Transformatron. I due tecnomeccanici, le cui molecole sono intimamente connesse alle cellule di Clara e Cyberdog, non ci mettono molto ad individuare il pacificatore. Per non dare nell’occhio, Clara ed il cagnolino cibernetico aspettano la notte per salire sulla torre ove si è installato il dispositivo senziente. Calate le tenebre, i simbionti Transformatron e Tecnoragno estroflettono artigli e tentacoli di metallo vivente. Grazie ad essi, Clara e Cyberdog salgono sulla torre metallica. In cima incontrano il pacificatore, che si era accorto della loro presenza, e li aspettava. La comunicazione tra i tre organismi di metallo vivente avviene in maniera scorrevole, senza i limiti della parola umana. Il pacificatore non nasconde il suo intento, e perché dovrebbe? I suoi interlocutori mostrano grande interesse per il grande piano di eliminare dall’animo umano l’acredine connaturata. Clara e Cyberdog non sono tuttavia i soli interessati a conoscere e collaborare con l’alieno buono. I due nuovi arrivati sono i robot Black Dragon e Robokiller, alleati di Evolution. Clara e Cyberdog si sentono un po’ in minoranza, essendo gli unici due bio-organismi presenti a quell’incontro. La presenza del robot drago e del robot killer non passa ovviamente inosservata. Di seguito, molte emittenti televisive mandano in loco le loro telecamere, per capire cosa stia avvenendo. Che ci fanno due giganti, una ragazzina ed un piccolo cane in cima ad una torre metallica? Che stiano cospirando per causare danni all’intera popolazione? La diffidenza umana è tale che a nessun reporter passerebbe per la testolina che un pacificatore alieno sta lavorando per renderli meno stupidi. In pochi minuti però la sinfonia subliminale raggiunge e supera anche quelle dure scorze ciniche. Così, come è accaduto ai commercialisti, ai rapinatori ed agli operatori finanziari, anche i giornalisti iniziano a formulare pensieri che potremmo definire positivi. Scrivono articoli nei quali, invece di esaltare i litigi, propongono di avere fiducia nel prossimo. I direttori dei loro giornali pensano siano impazziti, ritenendo sia il caso di licenziarli. Come reagirà il resto del pianeta ad un’intera città di persone civili, che fanno il possibile per aiutarsi, anche economicamente? Come potranno sopravvivere il capitalismo, il crimine organizzato, la politica ed il comunismo fasullo. Gli stessi preti sono impauriti per il loro futuro. A chi racconteranno le loro frottole sui peccati, sul paradiso e l’inferno, se gli umani smetteranno di peccare? Le forze del Caos sono pronte ad intervenire, mentre quelle dell’Ordine provano un certo disagio. Maschera di Ferro, vecchio attaccabrighe incurante delle botte prese, si procura un manipolo di terroristi timorosi di diventare dei disoccupati. Arrivano nella città pacificata a bordo di alcune camionette scoperte, sparando come dei pazzi quali sono. Black Dragon e Robokiller si scambiano un robotico sorriso, più che disposti a distribuire altre mazzate sulla schiena dei malvagi. Black Dragon ha le dimensioni di Dragonfire, quindi per lui non è un problema arrestare la corsa di uno dei veicoli, in un fragore di metallo lacerato. L’impatto scaglia in avanti una decina di tizi tatuati, armati di coltelli, pistole e catene. Quelli che urtano con la testa contro l’armatura del drago robot svengono all’istante, e si perdono il resto dello scontro. Altri finiscono nella sabbia, ma si rialzano doloranti, un po’ meno motivati di prima. Maschera di Ferro si lancia contro Robokiller, che con una stazza superiore a quella dello stesso Black Dragon dovrebbe sconsigliare tanta irruenza. Il massiccio robot lo intercetta in volo con un pugno che abbatterebbe un muro di mattoni. Il pazzo corazzato riesce a mantenersi vagamente cosciente, nonostante un gran mal di testa. Né Black Dragon, né Robokiller consentiranno a quei fuori di testa di attentare all’incolumità del pacificatore alieno. Lo scontro continua finché Black Dragon si stanca di Maschera di Ferro, e gli mette le potenti zampe addosso. Il folle corazzato gli scarica contro tutte le sue energie, cercando di interferire con i dispositivi elettronici dell’automa. Black Dragon registra alcuni malfunzionamenti, ma risponde assestando un colpo di coda dirompente. Il criminale viene scagliato addosso ad alcuni dei terroristi accorrenti. Poi inaspettatamente Maschera di Ferro pare rinsavire. Richiama i suoi, ordinando loro di ritirarsi. Forse si è accorto che Black Dragon è pronto a scatenare la sua fiamma; o forse il potere del pacificatore alieno ha fatto breccia anche in quel cervello bacato. Il super computer Galadriel studia con curiosità l’operato del tecnomeccanico extraterrestre. Un alieno che scende sulla Terra senza volerla conquistare, senza intenti genocidi, senza schiavizzare miliardi di persone, rischia di spiazzare quasi tutti gli scrittori di fantascienza. Galadriel, grazie agli innumerevoli dati che processa in ogni frazione di secondo, è certa che quanto prima il pacificatore sarà aggredito da forze superiori a quella di Maschera di Ferro. Un’entità che riesca a trasformare Robokiller in una specie di angelo di acciaio è molto pericolosa. I giovani licantropi raggiungono i loro amici Clara e Cyberdog, per conoscere e capire. Rebecca, Sonia, Pedro e David non sono degli spietati uccisori, però quando si trasformano tendono a ragionare troppo con le zanne, come il loro amico ed istruttore Lupo Nero. La cittadinanza mette a disposizione degli eroi ampi locali. Il pacificatore alieno adesso può prendersi una pausa, perché i computer suoi amici hanno imparato a diffondere la melodia che invita a non squarciare, sventrare, addentare, ma a comprendere il punto di vista altrui, quando ovviamente detto punto di vista sia espresso in buona fede.
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