giovedì 4 luglio 2013
GUERRA ED IL PACIFICATORE_257° episodio
Nella cosiddetta "Rete" gira di tutto. Cose utili e cose dannose. Ci sono dei cretini che si divertono a creare virus informatici per rovinare i computer di persone che neppure conoscono. Tipi frustrati, brutti, imbranati o comunque evitati dalle donne, si rintanano nelle loro stanzette per sparare nel mucchio. Qualcuno viola siti che dovrebbero essere segretissimi. Poi, se i servizi segreti lo scovano, si lamenta di essere un perseguitato. Da oggi però in rete gira qualcosa di nuovo, veramente. Nessuna richiesta di codici bancari o di numeri di carta di credito, bensì una musica totalmente nuova. Il pacificatore alieno, che ha stretto un patto con il super-computer Galadriel e con altri alleati di Evolution, sta perfezionando le sue emissioni subliminali. I cristalli vibranti, che rientrano tra le specie più evolute della galassia, comunicano molto efficacemente tra loro mediante l'emissione di radiazioni elettromagnetiche che sulla Terra sono quantomeno insolite. O per meglio dire: erano sconosciute fino a ieri. Poi il pacificatore alieno ha fatto propria quella forma di diffusione di idee e di stati d'animo. Continua ad utilizzare le frequenze radio e video, ma per quanto riguarda la rete informatica mondiale il pacificatore ha appena iniziato a capirne i meccanismi più segreti. La cosiddetta "Rete" è una somma di apporti, ma anche molto di più. In essa si muovono intelligenze disumane, con i loro disegni da realizzare. Ciò che il pacificatore sta facendo è di inviare in giro per il mondo dei virus senzienti che educano, correggono i guasti, indirizzano le scelte. Passare ore ed ore in chat stupide non aiuta di certo le persone a vivere meglio. Per contro i proprietari di quei siti diventano sempre più ricchi, grazie ad un numero crescente di accessi. I virus del pacificatore utilizzano gli approcci delle proposte pubblicitarie, ma lo fanno per allontanare gli stupidotti dai siti che peggiorano il loro stato mentale. Così accade che sempre più persone dopo avere "navigato" si sentano carichi di energie e di voglia di fare qualcosa di buono. Escono di casa, per coltivare un orto, portare a spasso un cane, o effettuare la raccolta differenziata dell'immondizia. C'è però qualcuno che non può tollerare tutta quella bontà d'animo. Il demone Guerra, tra un conflitto armato e l'altro, si accontenta anche dei litigi tra automobilisti, o tra coinquilini, o di gente alla fermata del bus. Piccole cose che hanno sempre fatto gioire la sua antica anima sanguinaria. Ora il Cavaliere si chiede da dove diavolo sia arrivato questo guastafeste. Guerra, che non conosce mezze misure, decide che frantumerà volentieri quello stupido suonatore di melodie cristalline. Quanti soldati professionisti sono in attività sulla Terra? Di solito leggono i giornali per trovare un ingaggio nascosto in un annuncio in codice. Se qualcuno offre loro cifre sufficientemente alte sono disposti anche a sfidare i super-eroi di Evolution. I mercenari si chiedono chi credano di essere questi mutanti. In fondo se colpiti da colpi di fucile e mitragliatrice muoiono anche loro. Questo pensiero confortante attraversa i cervellini dei mercenari che non si sono ancora scontrati con Evolution e con il drago. Quando Guerra li chiama a raccolta, usando i suoi sgherri locali, i mercenari di tutto il pianeta sogghignano. Si tratta solo di scovare un mostriciattolo robotico, che predica la pace nel mondo! Un lavoretto facile facile. È vero che quegli annunci, diffusi anche per via telematica specificano il rischio, se non la certezza, di avere a che fare con non meglio definiti “automi assassini”; ma i mercenari dall’alto della loro esperienza sono certi che gli “automi assassini” non esistano. Così a gruppi, singolarmente o a reggimenti, i soldati di ventura si dirigono verso la prima città pacificata del pianeta. Nonostante i residenti adesso evitino la violenza, combatterebbero volentieri per difendere chi ha portato loro la pace interiore. Brack Dragon e Robokiller però rivendicano il diritto ed il dovere di fare da soli. I Giovani Licantropi, Clara e Cyberdog rimarranno in seconda linea, assieme al Lupo Nero. A completare il gruppo degli Esploratori dei Sogni manca solo Braxcat, che presumibilmente si farà vedere appena disponibile. I due grossi automi affrontano i mercenari in una zona fuori dalla città, per evitare danni alle persone. Gli attaccanti si muovono a bordo di veloci fuoristrada provvisti di cassoni. L’autista guida, mentre il copilota e gli altri sparano con tutto quel che hanno. Una grande potenza di fuoco tutto sommato sprecata contro un drago robot alto tre metri ed il suo socio ancora più grosso ed armato. Ed è proprio Robokiller a rispondere per primo al fuoco. Cannoncini e lanciarazzi, che ha integrato nella sua armatura, vomitano piombo rovente contro gli sciocchi umani attaccabrighe. Black Dragon predilige invece lo scontro fisico; ecco perché si precipita contro uno dei pick up. Lo scontro danneggia irrimediabilmente il veicolo, che giace rovesciato. Quasi tutti i mercenari si sono però messi in salvo prima dell’impatto. Possono pertanto scagliarsi ferocemente contro Black Dragon. Qualcuno riesce a sparargli da distanza ravvicinata, mentre altri subiscono la sua reazione micidiale. Il drago nero usa pugni, calci e codate, come farebbe Dragonfire. Le ossa umane sono molto più fragili del metallo che costituisce e ricopre Black Dragon; ecco perché si tratta di un massacro a senso unico. Un commando più piccolo ha però aggirato il fronte principale, per puntare direttamente verso il pacificatore. Non hanno tenuto conto della seconda linea, e specialmente non sapevano che avrebbero trovato ad attenderli il Lupo Nero. Uomini super addestrati nulla possono contro quella furia quasi soprannaturale. Ai suoi fianchi avanzano i Giovani Licantropi, la cui ferocia naturale era evidentemente solo stata sospesa dall’armonia del pacificatore. Robokiller completa il contrattacco volando sui mercenari superstiti, per bombardarli e mitragliarli. Questa piccola battaglia non è contraria al messaggio del pacificatore, che promette serenità solo a chi la cerchi in buona fede. Il fatto che alla fine Guerra decida di scendere in campo direttamente la dice lunga sulla sua preoccupazione nei confronti del pacificatore. Guerra si manifesta forgiandosi un corpo con i vivi ed i morti tra i suoi mercenari. Non si è consultato con loro per chiedere se fossero d’accordo, ma lui è il demone del massacro, ed i suoi modi sono adeguati al suo ruolo. Membra vive e membra morte; facce ululanti, con occhi impazziti. I mercenari ancora in vita forse preferirebbero essere morti, ma a chi interessa? Lo scopo di Guerra era di creare un mostro in grado di lottare contro Black Dragon e Robokiller, e si direbbe abbia avuto successo. Un mostro neppure umanoide, con zampe di diversa forma e dimensione. Pezzi di metallo si aggiungono a quell’orrore organico, per renderlo più forte e robusto. Robokiller inizia a mitragliare Guerra con i suoi cannoncini, colpendolo con proiettili a frammentazione. I colpi giungono a segno, poiché sarebbe quasi impossibile mancare una massa alta e larga dieci metri. Pezzi di morto e di vivo schizzano in giro, ma è probabile che quella cosa non abbia un sistema circolatorio, e conseguentemente neppure un cuore. Se fosse possibile individuare una testa, in mezzo a tutti quei tentacoli, zampe ed altro, si potrebbe bersagliarla. Insomma: Guerra avanza scivolando ed arrancando, apparentemente inarrestabile. Black Dragon decide di non sprecare i pugni ed i calci; scarica viceversa contro l’enorme nemico la sua super-fiamma. Non potente come quella di Dragonfire, è comunque in grado di incendiare la “pelle” del mostro. Molte delle facce dei mercenari ancora vivi soccombono, ma Guerra tratta allo stesso modo quelli che muoiono adesso e quelli che erano già defunti. Il demone antichissimo evidentemente sente la mancanza dei carnai frutto delle battaglie campali di altri tempi. Guerra intende prima sbriciolare il pacificatore, poi lasciare a Morte quell’inutile e puzzolente mucchio di roba sempre più putrefatta. Robokiller e Black Dragon si preparano ad un nuovo assalto, quando dal cielo scende in picchiata il drago verde di Evolution. Ricorrendo ad una tecnica più volte collaudata, Dragonfire si sgancia dal suo supporto antigravitazionale, e precipita dall’alto sul mostro immane. Come aveva previsto, la velocità di caduta è tale che affonda nell’orrido organismo. Difficile immaginare che qualcosa possa farcela a sopravvivere; sennonché Guerra sta animando una cosa molto più morta che viva. L’antico demone gode pensando di avere finalmente la possibilità di soffocare il possente drago, prima che riesca a farsi strada verso l’esterno. Black Dragon, Robokiller e gli Esploratori dei Sogni notano che l’alieno di Evolution sta percuotendo Guerra dall’interno, ma sembra che la materia morta opponga eccessiva resistenza. Poi il fumo si leva dal corpaccione abitato dal demone. Subito dopo, le fiamme eruttano da quella che sembra una montagna in procinto di diventare un vulcano. Un tremendo urlo, proveniente da molte parti del mostro, annuncia che non tutti i mercenari erano morti; ora lo sono. Organico vivo o organico morto non fa alcuna differenza per il plasma caldissimo di Dragonfire. L’acqua evapora, il carbonio ed il calcio bruciano. Infine tocca al ferro: i pezzi delle camionette aggregati all’agglomerato immondo. Guerra abbandona la scena un attimo prima che la sua creatura fatiscente esploda verso il cielo e tutt’attorno. Per un raggio di oltre dieci metri, in piedi al centro di un cratere c’è Dragonfire. Il drago questa volta avrà bisogno di una doccia industriale, per togliersi di dosso i fluidi residui di quella feccia estinta. L’antico Cavaliere non è però arrivato a totalizzare un numero incalcolabile di anni senza sviluppare alternative all’attacco diretto. Guerra non è un bruto, pur cooptando le persone meno portate per la riflessione. Un piccolo manipolo di mercenari sta infatti scalando la torre sulla quale si trova il pacificatore alieno. I Giovani Licantropi percepiscono un vago allarme, ma l’incantesimo di Guerra copre efficacemente i suoi sicari. Clara ed il suo simbionte Tecnoragno tengono d’occhio il campo di battaglia, per avvistare eventuali nuovi aggressori. Cyberdog ed il suo Transformatron notano invece un movimento sospetto alla base della torre delle trasmissioni. Avvisano il Lupo Nero, che è dotato di forza e velocità adeguate ad affrontare gli incursori. La grossa bestia scatta fulminea, riuscendo a piantare le sue zanne micidiali nelle carni e nelle ossa di due componenti del corpo speciale. Costoro reagiscono, ferendo superficialmente Lupo Nero; ma così facendo inducono in lui una rabbia fuori controllo. In breve, tutti quelli che si trovano nei paraggi odono le urla strazianti dei due mercenari. Poi più nulla, perché i loro corpi straziati non sono più in grado di trattenere la vita. Il fantasma di Guerra aleggia sui mercenari sopravvissuti, che si arrampicano per distruggere il pacificatore. Poi moriranno, perché i super-eroi, il drago verde ed i due robot pretenderanno vendetta. Difficilmente i soldati di ventura accettano missioni suicide, ma questi sono soggiogati dal demone della battaglia. Inaspettato si ripresenta sulla scena Maschera di Ferro. Lupo Nero cerca di agguantarlo, ma il folle corazzato si solleva in volo. Robokiller potrebbe sparargli contro missili ed altro, però danneggerebbe la torre delle trasmissioni ed il pacificatore stesso. Maschera di Ferro si avvicina ai mercenari, apparentemente per dare loro manforte. Almeno così credono tutti, finché il criminale corazzato decide di sorprendere. Ne afferra due, ingaggiando con loro una furiosa lotta. L’unico a non stupirsi è chi ha causato la strana conversione del criminale. Il pacificatore alieno concentra infatti tutte le sue armonie nel cervello del pazzo corazzato. Non lo rende buono, ma gli rende impossibile compiere atti malvagi. In realtà è la corazza semisenziente di Maschera di Ferro che ha preso l’iniziativa. Come tantissimi altri dispositivi elettronici, l’armatura prova una simpatia per il pacificatore, ed agisce per difenderlo. Un ammutinamento al quale il super-criminale non può opporsi. Maschera di Ferro precipita dalla torre, da decine di metri d’altezza. I due mercenari cadono con lui, ma non essendo blindati si rompono la schiena e la testa. Lupo Nero gradirebbe strappare a morsi l’armatura a Maschera di Ferro, ma gli altri Esploratori dei Sogni gli chiedono di soprassedere, per ricompensare il suo intervento. In cima alla torre però la tragedia sta per compiersi. Gli ultimi due mercenari sono pronti a farsi esplodere con le cariche esplosive che si sono legati al petto. Guerra sogghigna, pregustando la scena. Questa volta Dragonfire ed i suoi perderanno lo scontro, e ne soffriranno. Gli Esploratori dei Sogni presenti non sono però la totalità del gruppo. Ne manca uno, che si materializza in quel momento su un traliccio metallico. Braxcat vede Guerra, sebbene abbia assunto la sua forma fantasma. Il gattino demone miagola una sola volta, paralizzando i due umani, che contemporaneamente perdono l’equilibrio. La caduta sembra lunghissima, ma solo ai due che precipitano. Potrebbero innescare comunque gli esplosivi, ma in quei brevi istanti la musica subliminale del pacificatore raggiunge anche i loro cuori, e li purga da ogni animosità.
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