venerdì 12 luglio 2013

INDAGINI NON CONVENZIONALI_259° episodio

Anche oggi Mario si reca al lavoro. Niente di speciale, ma in piena crisi economica meglio non fare gli schizzinosi. Qualche anno fa, il cinema ci propinava storie di tizi che, senza avere titoli particolari, diventavano ricchissimi. All'inizio del millennio, tutti ci sentivamo destinati ad un futuro migliore. Poi è arrivata la crisi economica, per quasi tutti. I ricchi sono rimasti tali, o si sono arricchiti ulteriormente. Molti lavoratori dipendenti hanno invece perso il posto. Tantissime ditte, specie quelle piccole, hanno chiuso la serranda per l'ultima volta. Mario lavora per una pubblica amministrazione, quindi lo pagano per fare cose che alla fine dei conti potrebbero essere fatte molto meglio, con metà del personale. Mario sopravvive come tanti altri, in attesa della pensione, sperando che quando toccherà a lui sia rimasto qualcosa in cassa per pagargliela. Oggi però Mario non parla con i colleghi di pensione, ma di un brutto fatto di cronaca. Una ragazza di sedici anni è stata investita ed uccisa da un'auto pirata. Il conducente delinquente è scappato. Mario non ha studiato legge, ma ha sentito dire che, qualora dovessero catturarlo, rischierebbe solo un'incriminazione per omicidio colposo. Ci sarebbe anche l'omissione di soccorso, che è però un'accusa minore. Mario è una persona "normale", ammesso che "normale" significhi qualcosa. Rientra in tutte le statistiche, ma la sua collocazione è sempre nel mucchio. Non ha mai cercato la distinzione prima di oggi. Ciò che ha letto sul giornale lo ha però indotto a rivedere l'ordine delle priorità. Può capitare un incidente mentre si guida l'auto, ma investire una persona è tutt'altra cosa. Investire ed uccidere non è possibile, se non si guida sotto l'effetto di stupefacenti oppure ubriachi. Per ammazzare la ragazza sedicenne il criminale doveva necessariamente guidare ad una velocità molto elevata. Sapeva che rischiava di fare del male a qualcuno, ma sorprendentemente questo non costituisce dolo. Man mano che Mario approfondisce l'argomento, sente i brividi scorrergli lungo la schiena. Vivere per decenni in una nazione civile, per poi scoprire, una mattina leggendo un quotidiano, che la legge tutela i criminali. Infatti per l'omicidio si rischia una condanna detentiva che comunque non si sconterà, per effetto della condizionale. Altri brividi lungo la schiena. Significa che ognuno di noi può commettere reati fino a totalizzare pene detentive per tre anni. Questo è il valore che questa legge da idioti attribuisce ad una sedicenne, con tutta la vita davanti. Adesso lei sarà sepolta, tra le lacrime dei genitori, dei parenti e degli amici. Chi l'ha uccisa viceversa potrebbe anche non essere catturato, e se lo fosse non finirebbe in carcere! Mario continua a documentarsi, trascurando il lavoro d'ufficio, ma l'argomento gli induce una sofferenza fisica. Esce a prendere un caffè, corretto con qualcosa di alcolico. In certi casi, viene la voglia di bere come i protagonisti dei film. I soliti parlamentari incapaci avevano proposto tempo fa una legge contro l'omicidio stradale, ma dopo le elezioni è finito tutto a tarallucci e vino, come al solito. Mario immagina che dolore riempia il cuore dei genitori della povera ragazza: uno strazio. Mario in questo frangente scopre di essere capace di reagire, andando oltre le indignazioni o le dichiarazioni d'intenti. Questo uomo comune inizia ad alimentare in sé il fuoco della vendetta, ed il calore iniziale, pari a quello di un cerino, diventa rapidamente un fuocherello in grado di arrostire qualcosa di piccolo. Mario decide così su due piedi di diventare un giustiziere, o almeno intende provarci. Stupisce il suo capo, quando gli chiede alcuni giorni di ferie con un preavviso minimo. La sera, prima di partire per la sua destinazione, Mario scopre su Internet un singolare annuncio. Un'agenzia di investigazione si offre di fornire gratis un acconto di ciò che è in grado di fare. Come gli antivirus gratuiti, che ti promettono molte più funzionalità se comprerai la versione a pagamento. Mario scrive all'indirizzo di posta elettronica indicato, spiegando molto, e chiedendo un aiuto. Certo non immagina di avere scritto agli Hunter Killer: i serpentoidi extraterrestri, con licenza di uccidere! Come improvvisarsi investigatori? Nei film, quelli che vogliono raccogliere informazioni entrano nei bar, allo scopo di agganciare qualcuno che sia disposto a vuotare il sacco. Il bar è il posto giusto dove convincere le persone a parlare, dopo avere loro sciolto loro la lingua mediante qualche bevuta gratuita. Mario segue pazientemente quel copione, ma nei paesi di piccole dimensioni un forestiero viene subito identificato. Gli va bene di incontrare persone tutto sommato educate, che non lo insultano, né cercano di rapinarlo. Mario insiste, ma ciò che ottiene è di spendere parecchio per nulla. Quando alla sera torna al suo albergo, comprende la differenza tra la finzione e la realtà. Chi ha investito ed ucciso la giovane risiede quasi certamente nei paraggi. Lo si capisce dal fatto che i residenti interrogati siano fin troppo abbottonati. Può darsi che si sia formata una consistente fazione di chi auspica che il criminale si consegni spontaneamente alla polizia, ma non è disposta a denunciarlo. Un vero muro di gomma. Frattanto anche Sysform, l’unica femmina del gruppo dei serpentoidi, è arrivata in paese. Lei ovviamente non si può aggirare per i bar, a fare interviste; ma così facendo risparmia tempo e denaro. Quella stessa notte, Sysform si introduce nella camera di Mario. In altri termini: prende contatto. Lui reagisce come farebbe chiunque venisse svegliato da un gigantesco rettile. Sysform lo fissa negli occhi, da una distanza di pochi centimetri, ricorrendo alle sue doti psioniche per impedirgli di gradare a squarciagola. Come in un bruttissimo sogno, l’umano prova a muoversi, ma il corpo non gli risponde. Neppure la lingua a dire il vero! Sudori freddi ricoprono la pelle dell’investigatore improvvisato, ma la serpentoide non è lì per morderlo, né per mangiarlo. La comunicazione telepatica funziona molto meglio di quella vocale, ed è silenziosa al massimo. Adesso Mario sa di avere evocato lui questa creatura dall’aspetto pericoloso. La componente degli Hunter Killer sogghigna di fronte alla reazione del suo committente, ed il sogghigno di un rettile serpentiforme, lungo tre metri è a dir poco impressionante. Chiarita la situazione, Sysform lascia libero Mario, e prende il controllo delle operazioni. Sysform in passato ha operato come spia ad alti livelli, per cui ha i suoi metodi per raccogliere le informazioni e stanare i ricercati. Più tardi, Mario riesce sorprendentemente ad addormentarsi, specie perché la serpentoide è uscita ad indagare. Un sonno strano, dato che sta per incontrare gli Esploratori dei Sogni. L’impressione di muoversi velocemente in mezzo ad un bosco, con la nebbia che nasconde il terreno. Corre pericolosamente, fino a raggiungere un’ampia prateria. Poi in lontananza Mario scorge quattro figure umane. Loro vedono lui e dimostrano di essere più che umani. Sonia, Rebecca, David e Pedro assumono la loro forma transizionale tra l’essere umano ed il lupo. I Giovani Licantropi circondano l’investigatore dilettante, ma il loro intento non è di aggredirlo. Gli spiegano che da quel peculiare punto di vista sarà più facile raccogliere le informazioni sull’assassino che stanno cercando. Nella dimensione dei sogni le distanze sono praticamente prive di significato: è sufficiente pensare di muoversi ed avere il potere di scegliere la direzione. I quattro licantropi mantengono la loro forma, mentre entrano in un bar, accompagnati dal loro amico umano. Lì incontrano numerose persone, residenti in zona, che da sveglie non sarebbero state disponibili a colloquiare così disinvoltamente. Non fanno neppure caso ai quattro lupacchiotti, che ordinano al barista quattro cosciotti di agnello, crudi! Come è logico attendersi dai lupi. Mario sembra Sherlock Holmes, con cappello, impermeabile a scacchi e pipa. Il tizio che stanno cercando intanto galoppa lontano dal paese, per paura che lo sceriffo lo arresti e lo impicchi ad un albero. I Giovani Licantropi pregustano un bell’inseguimento, ma non prima di aver divorato letteralmente i cosciotti, ossa comprese. Dopo avere investito la ragazza, questo criminale si è fatto prendere dalla paura di averla uccisa. Prima lo sospettava, ora lo sa per certo. Il suo cavallo galoppa nella notte, in mezzo ad una vegetazione che lo schiaffeggia. Il suo senso di colpa si manifesta solo in sogno. Nella realtà si tratta di una persona priva di senso civico e di rispetto della legge. I licantropi lo stanno raggiungendo, ululando per metterlo ulteriormente a disagio. Il criminale cerca di indurre il cavallo ad accelerare, ma il buio è tale da non consentire neppure la velocità attuale. Ecco perché il cavallo scarta, inciampa ed infine si impenna. L’assassino cade a terra, e subito viene circondato dai licantropi, pronti a fargli assaggiare le loro zanne. Mario arriva subito dopo, non chiedendosi come abbia fatto a correre quasi come un lupo mannaro. Una specie di Sherlock Holmes punta la sua pipa contro l’assassino, come fosse una pistola. L’assassino urla, e così facendo si sveglia. È notte fonda quando Sysform avverte l’urlo psichico della sua preda. Pregustando il momento in cui gli metterà le spire attorno al collo, la serpentoide scivola verso la sua destinazione. Si muove non senza difficoltà, perché quel paese è composto da molte case di due piani, separate da staccionate e strade. I cani da guardia percepiscono la natura aliena di Sysform; alcuni di loro, i più furbi, si fanno da parte, altri cercano la lite. Poveri sciocchi quadrupedi, molto meno svegli dei loro progenitori lupi. I cani da guardia vengono addestrati a considerare inviolabile il recinto nel quale sono imprigionati. Un serpentoide di tre metri è un adolescente o una femmina. I maschi adulti sono molto più grossi. Sysform, per compensazione, dispone di superiori poteri psichici, ed ha sviluppato tecniche di combattimento letali. Stritolatore, trovandosi di fronte due o tre cani da guardia addestrati, li assalirebbe con le zanne e le spire. Sarebbe un combattimento a senso unico, che lascerebbe sul terreno i cani morti o agonizzanti. Sysform non vorrebbe perdere tempo, ma, attraversando una delle piccole proprietà, subisce l’aggressione da parte di un solo cane, molto grosso. Cosa passa per la testolina di quella creatura terrestre, che si tuffa verso l’ignoto? Rabbia pura, che come sempre conduce al disastro. La serpentoide schiva l’attacco del goffo avversario, ma con grande abilità lo colpisce con la testa ad un fianco. Le creste cornee che i serpentoidi hanno sul cranio non sono un ornamento. L’impatto sbatte da parte il grosso e stupido cane, con una serie di costole rotte. È ancora vivo, e capisce che per continuare ad esserlo deve rinunciare alla sua intransigenza. Che quello strano essere vada dove vuole; la fedeltà deve avere necessariamente un limite. Così la spia extraterrestre raggiunge la casa dove vive la sua vera preda: l’investitore dell’innocente ragazza. Il tizio però ha già chiamato la polizia, per farsi arrestare. Si direbbe abbia fiutato odore di bruciato, ed abbia capito che quello che stava andando a fuoco era lui. Quando Mario e la serpentoide si incontrano in albergo il sole sta già illuminando il paese. Per l’investigatore estemporaneo l’avventura si conclude così, con un po’ di amaro in bocca. Forse quell’uomo, simile a tanti altri che tutti i giorni vediamo per strada, ha trasceso una volta per tutte l’anonimato che pareva essere il suo solo retaggio di nascita. Prova una grande emozione, confrontandosi con un essere giunto da un mondo lontanissimo. D’ora in poi, quando guarderà il cielo di notte, farà più caso alle stelle. Il processo è straordinariamente veloce, anche perché l’opinione pubblica si è già scordata della povera ragazza uccisa. Non saranno costruite nuove piste ciclabili, né transiti pedonali protetti. Il popolo bue merita tutto il disprezzo di chi non ne faccia parte. L’avvocato del criminale gli consiglia di patteggiare la pena. Ammettere di avere ucciso la sedicenne facilita l’iter giudiziario, ma conferma la poca voglia di lavorare di certa gente. I pochi che leggono queste cose sui giornali fanno spallucce; pensano che “faccia tutto schifo”; ma loro sono i primi a consentire che i politici, gli avvocati ed i magistrati aiutino i criminali a farla franca. Come previsto, un giudice stanco di prima mattina commina al “pentito” di convenienza tre anni di detenzione. Aggiungendo che, essendo incensurato, l’assassino potrà tornarsene a casa, come se avesse investito un gatto o un leprotto. In cuor suo il criminale gongola. Non può farlo sapere a tutti, ma il suo stato d’animo è quello di chi abbia rischiato grosso, e ne sia uscito indenne. Si sente invulnerabile ed intoccabile: la legge è dalla sua parte. Nessun pensiero per la vita che ha interrotto. L'ennesima ingiustizia che però questa volta non sarà tollerata. Sysform è infatti una cacciatrice di taglie, con una licenza di uccidere piuttosto ampia. Non ci sono dubbi che il criminale meriti la morte, ma le cosiddette nazioni “civili” hanno abolito da tempo l’impiccagione, la camera a gas e sedia elettrica. Il ghigno si spegne sul suo volto quando, tornato a casa, trova Sysform acciambellata ad attenderlo. Forse pensa di farcela a raggiungere la porta, ma le spire che lo avvolgono sembrano sgorgare dal nulla. Poi lentamente Sysform stringe, frantumandogli le ossa, e mescolandogli i liquidi corporei sotto pressione. Poi arriva la fine, con un’eruzione di sangue e altro, attraverso tutti gli orifizi di quel corpo distrutto.

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