sabato 20 luglio 2013
SUL MONTE VENTOSO_261° episodio
Nell'estate dell'emisfero nord del pianeta sono previsti tre giri ciclistici in tre nazioni confinanti. Una tradizione che dura da circa un secolo, con partecipanti da tutti i continenti. Le tre nazioni nelle quali si corrono giri ciclistici sono quelle che finora hanno espresso il maggior numero di corridori e scalatori su strada. Recentemente, pedalatori provenienti da altre nazioni, continenti ed anche dall'altro emisfero sono riusciti a vincere o a piazzarsi nelle suddette gare. Lo sforzo richiesto agli atleti è tale che ogni anno si scopre qualcuno che ha fatto ricorso a farmaci proibiti. I chilometri da percorrere sono dell'ordine delle due o tre migliaia per ognuno dei giri. Diventa pertanto quasi impensabile che un ciclista possa vincere o ben figurare in una delle gare a tappe, e possa fare lo stesso con quella che si disputerà dopo un mese. Nel giro ciclistico di luglio, gli atleti affrontano più pianure che salite, e quelle che ci sono raggiungono a malapena ai duemila metri. Ascendere a quella quota nel mese di luglio non dovrebbe peraltro riservare particolari sorprese: di solito la neve si è già sciolta, o comunque la strada è percorribile. Un secolo di fatiche sui pedali ha come prevedibile creato delle leggende. Si narrano gesti più o meno eroici di ciclisti che hanno sfidato il freddo, la nebbia, la pioggia, il vento ed anche la neve, per arrivare al traguardo di tappa. Il pubblico scommette da un secolo sugli eroi del momento, confrontandoli con quelli del passato. Alcune località, attraversate dalle carovane ciclistiche, hanno meritato citazioni di rilievo. Tra le località più famose c'è il mitico Monte Ventoso, che pare attendere, solo in mezzo ad una grande pianura, che i piccoli uomini giungano a sfidarlo. Chi ascende il Monte Ventoso si sente osservato mentre attraversa il bosco, ma anche dopo che gli alberi hanno ceduto il posto alle pietraie. Chi sale in gruppo si guarda attorno, facendosi forza con la presenza dei compagni. Quasi tutti odono dei bisbiglii fin troppo vicini alle orecchie; si voltano ma non vedono altro che alberi o pietre. Chi invece sale da solo, perché è deciso a vincere o è rimasto indietro, vede e sente qualcosa in più. Il pubblico non può sapere cosa vivano gli atleti sul Monte Ventoso. La montagna prende in simpatia o in antipatia questo o quel ciclista. Tempo fa un solitario scalatore riuscì a portare a termine la tappa; poi però si ritirò dalla pratica ciclistica. Essendo molto religioso, confessò quel che doveva dire ad un prete. Così furono in due a condividere quella verità; poi tutti e due, il prete ed il ciclista, presero a pregare molto più assiduamente. Oggi tappa d’avvicinamento al Monte Ventoso, con arrivo in salita. Molti tifosi si sono già disposti ai bordi della strada, per salutare il passaggio dei ciclisti. I tifosi più sfegatati si sono arrampicati sul Monte Ventoso, con i loro camper. Hanno passato la notte a festeggiare ed a bere. Forse seguono il giro ciclistico proprio per avere un’altra scusa per ubriacarsi. Le presenze che tormentano i ciclisti solitari, non sprecano di certo le loro energie sussurrando cose nelle orecchio di quegli avvinazzati. Settecento anni or sono qualcuno salì in vetta a quella montagna. Non fu ovviamente il primo tra gli uomini, ma era uno scrittore ed un poeta, e lo spifferò ai quattro venti. Fu l’inizio della fine della pace degli abitatori millenari del Monte Ventoso. Folletti degli alberi, che da sempre troviamo nelle leggende di tutti i popoli, per il semplice fatto che i folletti sono sulla Terra da molto prima che l’uomo scendesse dalle piante. Immaginiamo i folletti con sembianze umane, perché la cosa ci rassicura di più, ma loro una volta preferivano comparire come scoiattoli o leprotti. Anche adesso, se facciamo attenzione, possiamo notare almeno uno di questi animaletti che ci guarda in modo strano: con un certo compatimento. La postazione dei folletti alla base del Monte Ventoso annuncia con grandi squilli di tromba l’arrivo dei ciclisti. Grandi squilli di tromba che gli umani ovviamente scambiano per raffiche di vento. Scoiattoli dispettosi attraversano la strada poco prima che i ciclisti agiscano sui cambi per adattare la loro pedalata alla pendenza. Bestiolini con gli occhi scintillanti, che ridacchiano in maniera strana. Non è che tutti gli scoiattoli o i leprotti siano folletti sotto mentite spoglie; alcuni sono veri leprotti e veri scoiattoli, e sanno benissimo che i folletti simulano le loro sembianze. Dove vivono i folletti del Monte Ventoso? Chi pone questo quesito non si rende conto di quanta parte della montagna sia praticamente inesplorata. Anzi, gran parte di tutte le montagne è inesplorata. Ci sono alberi che non hanno mai incontrato un umano, e non ci tengono ad incontrarne. C’è tuttavia un essere, nato su un pianeta lontano, che, giunto sulla Terra, ha sviluppato un rapporto di reciproca comprensione con gli alberi. Gli umani, vedendolo così grande e massiccio, non penserebbero mai che Dragonfire disponga di una tale dolcezza d'animo. Volando sulla testa dei tifosi camperisti, il drago di Evolution provoca folate di vento. Solo la presenza al suo fianco della Maga evita una fuga di massa. La Maga ha infatti lanciato un incantesimo di invisibilità su se stessa e su Dragonfire, per mantenere segreta la loro operazione. I due super-eroi indagano su anomale emissioni psichiche, registrate appunto sul Monte Ventoso. Evolution non intende certamente sanzionare i folletti, che, pur essendo dispettosi, non hanno alcun interesse ad aggredire gli uomini e le donne. Per quel che concerne i bambini, è noto che i folletti li amano, e li rapirebbero volentieri, se non fosse per un’antica legge che lo proibisce. Mentre Dragonfire scende con il suo silenzioso dispositivo antigravitazionale tra gli alberi del Monte Ventoso, la Maga solleva l'incantesimo di invisibilità. Uno degli spettatori, che sta casualmente guardando in quella direzione, strabuzza gli occhi nel notare lo strano duo volante. Il drago non costituisce infatti una visione che possa passare inosservata. Lo spettatore cerca di attirare l’attenzione degli altri tifosi, che però pensano che il loro compare abbia abusato delle numerose bevute ad alto tasso alcolico. I corridori si alzano sui pedali, per adattarsi alla pendenza della strada. Solo due di loro si allontanano dal gruppo, ma di certo non sono in volata. Avere alcuni ciclisti in testa e distaccati dal gruppo è una specie di rituale; partendo dalla considerazione che il grosso dei ciclisti sta ancora studiando le strategie da mettere in opera. I due che sono davanti agli altri fanno a turno per tagliare l'aria. C'è un atleta che proviene da un altro continente, vicino all'estremo sud del pianeta. Quest'anno vanno di moda i personaggi che arrivano dal sud del mondo. Il nuovo Papa ha infatti rivendicato questo suo giungere da "quasi alla fine del mondo". L'altro ciclista del duo in quasi fuga è nato anche lui dall'altro emisfero, ma da un continente ancora più disagiato. Lui però appartiene ad un'etnia nordica, e lo confermano la sua statura ed il colore dei suoi occhi. I folletti del Monte Ventoso per una volta si trovano in difficoltà ad infastidire i due ciclisti solitari, dato che nessuno dei due ha mai subito la fascinazione ed il condizionamento delle leggende di quel quadrante dell'emisfero nord. I folletti sussurrano loro nelle orecchie, ma i due scalatori sono naturalmente immunizzati a quel tipo di assalto psichico. Dragonfire nel frattempo sta scambiando pareri e sensazioni con un albero antichissimo. La Maga, pur essendo avvezza ai fenomeni che gli umani chiamano "paranormali", osserva con ammirazione questa abilità del suo alleato alieno. Dragonfire comunica con disinvoltura con un antichissimo essere vegetale terrestre, trascendendo le categorizzazioni della biologia planetaria. Come già gli era stato detto, il Monte Ventoso è entrato nelle leggende terrestri da alcune centinaia di anni, ma si tratta di un lasso di tempo di poco conto per i folletti, e meno ancora per gli antichi verdi. I folletti non sono il primo popolo non umano ad essersi stabilito su quella montagna. Sono arrivati e si sono stanziati in loco dopo una battaglia contro gli esseri ombra, che vivevano in simbiosi con alberi caratterizzati da una crescita tortuosa, come era tortuosa la loro visione della vita. I folletti del Monte Ventoso si divertono quando da queste parti passa il giro ciclistico internazionale. Hanno una visione spensierata dell’esistenza, ed amano fare scherzi. L’albero antichissimo rivela a Dragonfire ed alla Maga che però, in una piccola area nascosta della montagna, rimane un piccolo drappello degli abitatori di un tempo. I folletti non li hanno voluti uccidere uno ad uno, ma li tengono d’occhio. Da loro potrebbe giungere un pericolo per i pedalatori e per chi li acclama. Intanto i due ciclisti che si trovano in testa alla corsa notano movimenti insoliti, ma solo nella loro visione periferica. Imputano la cosa allo stress della gara. In cuor loro tuttavia sanno di che si tratta, dato che anche i loro popoli di origine hanno avuto a che fare con creature dei boschi e delle montagne. Uno dei due scalatori ha trascorso la sua giovinezza ad una quota superiore a quella massima del Monte Ventoso. Il suo popolo ha sempre creduto in esseri simili a stambecchi, che distraggono i montanari per farli cadere dalla montagna. L’altro pedalatore invece è cresciuto a quota molto più bassa, in mezzo a gente che offre doni a spiritelli delle sabbie, delle rocce e delle sorgenti. Meglio tenerseli buoni. L'attacco degli esseri ombra prende di mira un bambino, che si è allontanato dai genitori. Sta seguendo una lucciola, non avendone mai vista una. Passa tra gli alberi, seguendo sentieri appena visibili. Gli esseri ombra lo stanno conducendo nel loro mondo, dato che vivono su un piano dell'esistenza parallelo al nostro. Un bambino umano rapito sul Monte Ventoso significa sollevare sospetti sui folletti. Gli esseri ombra odiano i folletti, per essere stati da loro battuti ed emarginati. Sognano di riprendere il controllo della montagna; poi gli umani non oseranno più farsi vedere da quelle parti. Intanto i folletti più dispettosi causano più forature del previsto alle ruote delle biciclette, ma i ciclisti di oggi sono seguiti a breve distanza da auto, dette ammiraglie, cariche di bici di scorta. Il clima festoso viene tuttavia guastato dalla notizia della sparizione del bambino. Il giro prosegue, ma alcuni tifosi abbandonano il bordo strada per addestrarsi nei boschi. Potrebbero perdersi a loro volta, ma gli esseri ombra non li rapirebbero perché non sanno cosa farsene degli umani adulti. I soccorritori incontrano grandi difficoltà, come se la vegetazione li ostacolasse, con spine e liane. Il bambino intanto giunge al vetusto bosco degli alberi attorcigliati. La lucciola che stava seguendo sparisce, e solo allora il piccolo si rende conto di trovarsi molto lontano dai suoi cari. Inizia a piangere, prima sommessamente, poi più forte, mente gli uomini ombra gli si avvicinano. Certi di avere raggiunto il loro obiettivo, non si accorgono dell'arrivo del drago di Evolution e della Maga. Un drappello di folletti accompagna e precede i due super-eroi. La presenza di Dragonfire è tale da indurre gli uomini ombra a ritirarsi, nascondendosi dietro agli alberi contorti. Anticamente anche i folletti rapivano i bambini umani, uno ogni tanto; ma in seguito sono stati costretti a firmare un accordo che li vincola a desistere. Quando i folletti conducevano un piccolo umano nei loro boschi, il più delle volte salvavano il bambino dalla miseria o da brutte situazioni familiari. Crescere in mezzo al popolo fatato consente infatti di accedere ad un mondo molto più vasto di quello della “normalità”. Gli uomini ombra viceversa sono dei predatori poco inclini allo scherzo. Se la Maga e Dragonfire non fossero arrivati in tempo, il bambino sarebbe diventato uno schiavo e forse un sicario degli uomini ombra. Con una mossa disperata e sconsiderata, alcuni di loro circondano la Maga, per minacciare il drago. Lui, che potrebbe facilmente incenerire gli alberi contorti e gli stessi uomini ombra, percuote il terreno con un pugno fortissimo, per dimostrare loro la sua forza immensa e la sue incrollabile decisione. Dall’altra parte del Monte Ventoso, i ciclisti sono quasi tutti arrivati in cima, e stanno scendendo verso la pianura. Alcune strumentazioni raccolgono le vibrazioni suscitate dal pugno di Dragonfire. Gli esperti accertano l’epicentro sul Monte Ventoso, ma non divulgano la notizia alle agenzie stampa, per evitare ulteriore confusione. La ricerca del bambino prosegue con frenesia, ma è Dragonfire a dire l’ultima parola. Gli uomini ombra sono molto antichi e per nulla stupidi. Avvertono che in quella creatura immensa e verde non è presente alcuna tolleranza nei confronti dei loro costumi deteriori. Ecco perché il bambino viene riconsegnato alla Maga. Per la mutante psionica non è un problema scrutare la mente del bambino, per trarne i dati che le servono a trovare i genitori. L’immagine del camper è più che sufficiente. Dopo meno di mezz’ora, in cima della montagna una folata di vento più anomala delle altre annuncia l’arrivo di Dragonfire e della Maga. A bordo dei loro craft antigravitazionali scendono dal cielo, per riportare alla sua famiglia un bambino che, per l’euforia di trovarsi in compagnia dei super-eroi, ha già dimenticato la brutta esperienza. Quella sera i folletti faranno festa sul Monte Ventoso, in onore dei loro nuovi amici.
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