martedì 16 luglio 2013
EDWARD LO SPIONE_260° episodio
Fin da piccolo Edward amava fare la spia. Quando la sorellina rovesciava il latte sul tappeto, lui andava a raccontarlo alla mamma. Quando ad aver rovesciato il latte sul tappeto era stato lui, dava lo stesso la colpa alla sorellina. Poi ai genitori sorse il dubbio che Edward non fosse solo una spia, ma anche un bugiardo matricolato. Fu quindi il turno della sorellina di incolparlo delle marachelle da lei combinate. Chi la fa, l'aspetti: uno tra i tanti detti popolari che riassumono l'isolamento sociale a cui vanno incontro gli spioni. Anche a scuola Edward faceva la spia, ma di nascosto dai compagni di classe, per evitare che per ritorsione gli dessero un sacco di botte. Imparò ad agire con discrezione, ed anche a preparare dei dossier, ma ormai come spia era bruciato. Leggeva i romanzi sugli intrighi internazionali, facendo il tifo più per i cattivi che per i buoni. Pensava: meglio lo spionaggio che il controspionaggio. Meglio il doppio ed il triplo gioco, piuttosto che la noiosa fedeltà alla patria degli agenti segreti con due zeri e la licenza di uccidere. Quando, dopo gli studi, dovette cercarsi un lavoro, scrisse a più di una agenzia di spionaggio, per offrirsi come apprendista. Lo sottoposero a test attitudinali, che superò brillantemente: quel ragazzo era uno spione nato. Adesso lavora in una postazione sorvegliatissima, che, munita di antenne e grandi computer, controlla la posta elettronica di milioni di utenti ignari. I suoi colleghi dopo una giornata di dieci ore si stancano di lavorare, ma non Edward. Lui passerebbe tutta la notte a leggere i messaggi di chiunque. Convinto di poter decrittare e decifrare ogni codice, lo spione trasforma innocenti stupidate in grandi cospirazioni; e qualcuno gli dà pure retta! I superiori di Edward sono un po' intimoriti dal suo fanatismo, ma a loro servono proprio degli sconvolti, privi di interessi al di fuori del lavoro. I social network sono per le agenzie di spionaggio una miniera di informazioni. Cosa significano tutti quei "mi piace"? Chiaramente si tratta di piani terroristici, camuffati per sembrare idiozie di decerebrati. I colleghi di Edward sono invece convinti che gli inviti apparentemente stupidi lo siano davvero. Ma Edward ribatte: come spiegare allora che personaggi privi di comunicativa abbiano così tanti seguaci. Edward si rimbambisce di caffeina, poi attacca grandi fogli alle pareti, e su di essi traccia frecce che vanno, tornano e girano su se stesse. Galadriel, il super-computer che collabora con la polizia (qualche volta), e con Evolution (sovente), individua Edward. Intromissioni in siti protetti, email criptate, documenti top secret: questa la produzione molto corposa del giovane fuori di testa. Poi però accade che Edward inizi a diffidare anche del suo datore di lavoro. Capita che un paranoico non si senta al sicuro in alcun posto, neppure a casa proprio o nella sua postazione lavorativa. Nella fin troppo fervida mente dello spione si fanno largo molte ipotesi sconcertanti. La meno strana è che gli alieni abbiano già conquistato la Terra, e si limitino a prenderci in giro. Meno male che non hanno ancora iniziato a divorarci come merendine! Se gli alieni hanno preso il controllo dei corpi di quelli che erano preposti alla sicurezza planetaria, Edward si chiede cosa stiano combinando veramente. Ecco perché lo spione raccoglie e memorizza grandissime quantità di dati; agisce di nascosto, facilitato dal fatto di essere sempre stato considerato un tizio strano. Galadriel comprende la portata del disagio mentale di Edward, ma vorrebbe impedire che sfoci in qualche crisi internazionale. Il super-computer potrebbe chiedere l’intervento di Evolution, ma Dragonfire, Kong, Fulminatore e Ferox sono più adatti ad un intervento fisico. La Maga per poter ottimizzare i suoi poteri psionici dovrebbe peraltro entrare nella sorvegliatissima postazione dove Edward lavora. Sarebbe inutile cercare di convincere i vertici dell’agenzia di spionaggio del rischio di una diffusione selvaggia di dati ultra-riservati. Gli Esploratori dei Sogni sono però in grado di raggiungere lo spione, saltando qualunque firewall. Edward, per quanto sia un fervente lavoratore, animato da una missione nota a lui solo, deve cedere al sonno come tutti i mortali. Più che altro crolla in preda ad un invincibile stordimento. Sogna in maniera agitata, con incubi numerici che neppure lui riesce a decifrare. Lo stress cui si sottopone prosciuga le sue riserve d’energia psichica. Vede mostri tentacolati, che invece di ruggire gli sparano addosso stringhe alfanumeriche lunghissime. Non c’è fuga per lo spione, neppure quando dovrebbe rilassarsi e riposare. Si rintana sotto una roccia, assieme a serpenti viola, granchi con grossi occhi peduncolati, una volpe color arancio ed un gattino dall’aspetto furbesco. Fortunatamente per lui, i mostri alieni che hanno conquistato il mondo sono troppo grossi per curarsi di quelli che si rintanano sotto le rocce. Tirano fuori un pentolone, nel quale fanno bollire patate, rape e tutti gli sfortunati animaletti multicolori e multizampe che non riescono a sfuggire alle loro grinfie mostruose. Il gattino dall’aspetto furbesco di chiama Braxcat, ed è un po’ più reale di tutti gli altri mostriciattoli che gironzolano in quel sogno confuso. Ha trovato Edward, seguendo le indicazioni di Galadriel, ma adesso non sa come comunicare con quel fuori di testa. Il Lupo Nero giunge a movimentare la situazione. Prende di mira i mostroni alieni, balzando loro addosso. Ne scaturisce una rissa molto complicata, con zampe, chele, tentacoli, zanne ed artigli che si agitano, strappano, mordono e graffiano. Edward è affascinato da quello spettacolo. Pensa che il Lupo Nero sia una specie di genio delle fiabe, giunto fin lì per salvargli la vita, oltre che per mostrargli come uscire dalla sua confusione quasi cosmica. Lupo Nero ulula liberamente, trovandosi nel sogno di uno che è talmente sconvolto da non poter peggiorare per così poco. Edward si unisce allo scontro, sebbene fisicamente sia sempre stato particolarmente scarso. Cerca una mazza o una spada, con le quali versare il sangue verdastro dei mostri, o forse anche quello è una stringa alfanumerica. Clara, che indossa la sua armatura, fornita e costituita dal Tecnoragno, gli presta una spada creata di fresco, grazie ad una delle applicazioni gratuite offerte dalla dimensione dei sogni. Uno store illimitato, che non fa distinzione tra i sistemi operativi in uso tra i terrestri. Lo sconvolto spione mena spadate dall'alto verso il basso, tranciando tentacoli di calamaro, che in risposta secernono inchiostro di china. Sebbene si sia sporcato ed annerito, l'analista è finalmente felice. Mentre dorme e sogna, sul suo volto si disegna finalmente un sorriso. La storia potrebbe finire così, con Edward che il mattino successivo si reca al lavoro in bicicletta, fischiettando. Sfortunatamente per l'equilibrio politico mondiale, il suo computer d'ufficio durante la notte ha spedito automaticamente milioni di files a milioni di destinatari. Il computer in questione non è a sua volta impazzito, ma ha semplicemente obbedito ad un preciso ordine di Edward: un invio differito di email, da lui predisposto come piano B, caso mai gli alieni lo avessero catturato. Singoli cittadini, partiti, sindacati, organizzazioni per delinquere, società per azioni, associazioni no profit, movimenti, fondazioni, blog, associazioni dei consumatori, televisioni, radio e gruppi eversivi di tutti i colori ricevono gli enormi allegati spediti dal computer di Edward lo spione. Nella maggior parte dei casi, si tratta di files talmente pesanti ed insoliti che i computer dei destinatari li considerano come virus, spam, trojan o altri fastidi telematici. I computer normali sono troppo pragmatici per cercare di capire se in quella valanga di roba ci sia qualcosa di valido. Si chiudono a riccio, oppure si piantano in attesa che qualcuno li resetti. In definitiva, solo una minoranza dei destinatari riceve i dossier di Edward, e probabilmente solo Galadriel ed altri due o tre super-computer comprendono la portata e la pericolosità del messaggio. Spionaggio tra alleati: questo è il punto dolente della questione. Un'alleanza militare tra nazioni "amiche della democrazia", che si rivela essere una serie di rapporti ipocriti, tra gente che si fida molto poco di chi sta dalla stessa parte. Edward ha rivelato anche che cifre enormi sono state spese non per combattere il terrorismo, bensì per copiare i segreti industriali dei partner. Una figuraccia per tutte le agenzie di sicurezza; e adesso qualcuno intende fare pagare care all'analista le sue rivelazioni. Spietati assassini sono già pronti ad organizzare "incidenti" o "suicidi", che eliminino la fonte vivente dell'imbarazzo. Le uova sono ormai rotte, quindi tanto vale provare a fare una frittata vagamente mangiabile. La sera stessa, Edward riceve la visita di Ferox e della Maga. Grazie alla Navigatrice ed a Galadriel, non è stato difficile per Evolution anticipare i sicari. Ferox ha assunto magicamente le sembianze della detective Lucrezia; un potere che le proviene dallo scettro di Uglux. La Maga penetra discretamente nella consapevolezza dell'analista, per non allarmarlo. Lui vede due giovani venditrici di prodotti culturali a domicilio. Il potere psionico della Maga gli impedisce di scorgere la stranezza di quella visita. Irruenti ma non inattesi giungono quindi i sicari dei servizi di sicurezza. Pronti a fare sparire Edward, entrano nel suo appartamento con le pistole spianate. Ferox ha già invertito la sua metamorfosi, e li attende come la mutante felina che è. Un attimo di perplessità, poi i sicari sparano per uccidere. Non sono filosofi, né pensatori di alcun altro tipo. Proiettili che tagliano l’aria, conficcandosi nei muri. Ferox si è però già lanciata sotto la loro guardia, e, prima che i pistoleri abbassino le canne roventi delle loro pistole, li raggiunge con i suoi artigli. Maga è pronta a partecipare alla zuffa, ma prima stende letteralmente lo spione con un colpo psionico a basso potenziale. Meglio che se ne stia buono disteso; altrimenti potrebbe prendersi qualche colpo diretto o di rimbalzo. La mutante telepatica è stata velocissima, ma Ferox ha già abbattuto quasi tutti gli attaccanti. Forse, se le avessero sparato da lontano, avrebbero avuto una piccola possibilità di ferirla. Così invece, a distanza ravvicinata, non l’hanno quasi vista muoversi. Quelli colpiti dagli artigli sanguinano; non sono in pericolo di vita, ma rimarranno fuori dai giochi per mesi. I medici che ricuciranno le loro ferite riveleranno loro che Ferox li ha graziati, mentre avrebbe potuto facilmente sventrarli. L’ultimo dei sicari teme per la sua incolumità, ma la Maga gli evita spargimenti di liquidi corporei. La lama mentale della mutante provoca infatti all’agente un dolore acutissimo; la Maga non vuole decerebrarlo, per cui esercita la pressione solo per pochi secondi. La missione di Evolution sarebbe coronata dal successo se non si verificasse un imprevisto: un ordigno esplode nella camera. Rumore e luce fortissimi, nessuna scheggia. Una “bomba” studiata per stordire i rapitori senza ammazzare i civili sequestrati. La Maga crea istantaneamente uno scudo psionico per lei e per Ferox. Rimangono però leggermente frastornate per una decina di secondi, e quando si voltano scoprono che Edward lo spione ha preso il largo. Forse è più furbo di quel che sembra; forse è solo fortunato, ma riesce a far perdere le sue tracce, almeno per il momento. Sembra strano che l'analista salga indisturbato su un aereo diretto verso la capitale di una potenza militare rivale. Se qualcuno lo aiuta, depistando tutti quelli che cercano di mettergli le mani addosso, agisce con maestria. Il dottor Occulto, capo di Evolution, sospetta che i servizi segreti degli alleati spiati si siano vendicati, agevolando Edward. Lui peraltro continua a muoversi nel suo mondo degli intrighi da scoprire e rivelare. Sbarcato all'aeroporto che era la sua destinazione, lo spione viene tuttavia bloccato dalle guardie di frontiera. La comunicazione telematica è velocissima, ma i corpi fisici sono lenti, anche se viaggiano su un aereo quasi alla velocità del suono. A questo punto iniziano le beghe diplomatiche, con piccole e chiassose nazioni che accoglierebbero volentieri lo spione. In assenza di tecnologie di teletrasporto, i mezzi più veloci devono comunque sorvolare spazi sorvegliati da cacciabombardieri armati e letali. Per cui questi signori, alla ricerca di una notorietà internazionale, rinunciano a causa di forza maggiore. Ad Edward potrebbe infatti capitare un incidente di volo: una di quelle perdite di contatto, che si chiariscono solo quando, mesi dopo, qualcuno ritrova i resti dell'aereo abbattuto. Oltre allo spione morirebbero tutti i passeggeri ed i membri dell'equipaggio, ma i servizi di sicurezza hanno le loro priorità, che sono molto diverse da quelle della gente comune. L’ordine arriva forte e chiaro: lo spione deve morire. Nessun asilo politico e neppure carcere di massima sicurezza. Meglio che si porti nella tomba i suoi segreti. Quando alcuni brutti ceffi lo circondano, Edward capisce di essere finito, ma quello che si apre inaspettatamente a mezzo metro da lui è un portale di dislocazione. La zampa che lo afferra potrebbe essere di un demone o di un drago verde. Il worm hole si chiude subito dopo con un risucchio. L’analista attraversa in un lampo lo spazio tra i mondi; Dragonfire lo tiene saldamente, per evitare che perda ancora una volta il controllo. Poi l’uomo ed il drago si materializzano su un mondo che si trova molto al di là delle possibilità tecnologiche di qualunque potenza terrestre: Akros.
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