domenica 9 giugno 2013

FECCIA CRIMINALE_251° episodio

Il narcotraffico è uno dei business criminali più redditizi. Le forze di polizia hanno grossi problemi ad ostacolare le grandi disponibilità economiche dei loro avversari. Tanto più che a volte i narcotrafficanti riescono ad infiltrare le forze di polizia stesse. Quel giorno alcuni poliziotti fingono di essere spacciatori, per intercettare una grossa partita di droga. I cattivi arrivano a bordo di suv neri, come nei film. Vestiti di nero, con gli occhiali da sole, si guardano in giro, pronti ad estrarre le loro pistole. Anche i poliziotti travestiti da narcotrafficanti sono conciati alla stesso modo. La droga deve passare di mano, in cambio di molto contante. Una valigetta consegnata, un’altra ricevuta. Il piano dei poliziotti è molto semplice: estrarre le pistole per primi, ed arrestare i malfattori. Sfortunatamente per loro, l’infiltrato dei criminali li anticipa, aprendo il fuoco. In quella frazione di secondo, si decide l’esito dello scontro: due poliziotti morti ed uno ferito gravemente. I delinquenti scappano con i contanti, che erano stati portati in loco per rendere credibile lo scambio. Ai narcotrafficanti non interessa se la crescita esponenziale della razza umana la metta a rischio d’estinzione. A loro interessa ancora meno che la droga possa uccidere esseri umani. Questo loro comportamento è tuttavia comprensibile, giacché forniscono veleno a persone che non hanno alcuna considerazione per la loro stessa incolumità. Aspiranti suicidi, o quasi, che delinquono a loro volta per pagarsi la dose successiva. Perché la collettività spreca risorse per difenderli? Sarebbe meglio liberalizzare l’uso della droga; ma con il proibizionismo i guadagni per i criminali crescono, e con essi le mazzette che pagano ai politici. Mentre la polizia è vincolata al rispetto della legge, per quanto possa essere disfunzionale, i cacciatori di taglie hanno le mani libere. Avere le “mani libere” ha ovviamente un significato metaforico per i serpentoidi Hunter Killer. Stritolatore, Anaconda, Sysform, Boa e Pitone si trovano sul nostro pianeta in qualità di ambasciatori della loro razza. Gli umani sanno della presenza sulla Terra di alcuni extraterrestri, ma non sospettano dell’esistenza dei serpentoidi. I Governi più importanti hanno deciso di non informare in merito l’opinione pubblica. Gli umani accettano che un drago alto tre metri sia associato al super-gruppo mutante Evolution, ma i serpentoidi sono più inquietanti. Più grandi di ogni serpente terrestre, Stritolatore, Boa, Anaconda e Pitone sono dei cacciatori di taglie senza pari. Sysform, l’unica femmina del gruppo, è molto meno massiccia, ma compensa con le sue doti psioniche. Grazie a questi poteri, gli Hunter Killer hanno trovato i narcotrafficanti, e si preparano ad irrompere nella loro base. Umani avvezzi alla violenza, che non rispettano la vita altrui. Pregiudicati che sono passati attraverso le maglie della giustizia, per tornare al crimine, sempre più convinti che in questa società convenga essere i cattivi e non i buoni. Controllano le loro pistole ed i pugnali, sperando di poter presto ferire ed assassinare qualcuno. Quando i serpentoidi irrompono nella casa dei narcotrafficanti, suscitano un prevedibile senso di panico. Bestie enormi e pericolose, con zanne che gocciolano veleno, e spire che sembrano in grado di stritolare un bue. I malfattori sparano, nonostante tutto, ma colpire un serpentoide in movimento non è come sparare ad un lento bipede umano. Questi rettili extraterrestri hanno la facoltà legale di catturare oppure di uccidere chiunque sia destinatario di una taglia. Di solito preferiscono uccidere lentamente, usando i loro grandi muscoli. Il veleno che secernono è troppo benevolo per chi spaccia droga. Boa e Pitone simulano un attacco frontale, ma si abbassano per evitare i proiettili. Tutti gli uomini e le donne sono allarmati quando vedono un serpente, anche di piccole dimensioni. Il primo istinto è di salire su sedie e tavoli, onde evitare di essere morsicati alle gambe. I criminali non comprendono però che i mostri alieni, invece di essersi nascosti, stanno giungendo a bersaglio dal basso. Data la massa dei serpentoidi, quando decidono di emergere, distruggono facilmente tavoli e sedie. Ai malviventi manca letteralmente la terra sotto i piedi, e cadono tra le spire di Boa e Pitone. In un’altra camera, Anaconda ha colpito uno dei delinquenti con la sua durissima testa. L’impatto causa una lesione alla colonna vertebrale, che abbatte il narcotrafficante. Sysform lo avvolge velocemente, con una tecnica che premia l’abilità più che la forza. Finora i serpentoidi hanno pestato duro, ma i loro avversari sono ancora in vita. Un colpo di machete passa pericolosamente vicino a Stritolatore: un gravissimo errore! Il capo degli Hunter Killer adesso è colto dall’atavica frenesia di morte della sua razza. Spalanca le fauci enormi, mentre i suoi muscoli formidabili lo spingono come una molla d’acciaio. Il machete è un’arma pericolosa, se si riesce ad usarlo. Stritolatore non gli lascia il tempo di caricare il braccio. Lo morde direttamente in testa ed in faccia. I denti veleniferi causano alla preda un grande dolore mentre penetrano la carne e le ossa. Quando il veleno fluisce dalle ghiandole del serpentoide al corpo dell’umano, costui comprende veramente il significato di agonia. Dopo due minuti però il suo cuore collassa in seguito all’enorme incremento della pressione sanguigna interna. Missione compiuta! I crimini umani sono molti e vari. Lo spaccio di droga è solo uno di essi. Ci sono rapitori, torturatori, stupratori e tanti altri vigliacchi che attaccano di sorpresa gli inermi. Vengono a torto definiti “belve”, ma gli animali non raggiungono questi livelli di perversione. Le favole per spaventare i bambini offendono animali rispettabili come i lupi. Ma forse il lupo di Cappuccetto Rosso era un licantropo, quindi per metà umano. Adesso tocca ai Giovani Licantropi provare risentimento per le leggende metropolitane. Rebecca, Sonia, Pedro e David si trovano nella grande casa del branco, quando Clara e Cyberdog recano loro visita. I simbionti di Cyberdog e Clara: rispettivamente Transformatron e Tecnoragno hanno ricevuto una chiamata telematica dal super-computer Galadriel. I casi criminali da risolvere sono numerosi, ed imbarazzano i profiler della polizia federale. Chiacchieroni cervellotici, che cercano di capire cosa spinga i delinquenti a delinquere. Perdono tempo e trattano i cattivi con le molle. Ecco perché Galadriel si rivolge ai Giovani Licantropi, ritenendo che le loro doti psico-fisiche possano fare la differenza. Donne rapite ed uccise: un classico dei maledetti serial killer. I profiler aspettano che ne ammazzino almeno tre, per triangolare! Più che criminologi, sembrano dei geometri. Purtroppo avviene che, riscontrati i tre decessi, i profiler continuino a brancolare nel buio. Se pensavano che il serial killer abitasse al centro del macabro triangolo, si sono sbagliati di grosso. Il super-computer Galadriel ha nel frattempo raccolto moltissimi dati su ognuna delle vittime. I loro movimenti, prima di essere uccise, nonché chi hanno frequentato, per lavoro o svago. L’assassino non è uscito da una caverna o sceso da un albero. Si tratta di una persona fisica, che ha lasciato tracce del suo passaggio: ecco la tracciabilità che serve. I profiler nel frattempo mandano in giro gli agenti di polizia, con le loro automobili colorate, rumorose e provviste di lampeggianti. Il criminale che cercano non si aggira però nei vicoli, con un coltello gocciolante di sangue tra i denti. Se ne sta rintanato in una cantina, come la più perfida delle bestie; ridacchia di tutto e tutti, non sapendo ovviamente di essere stato tracciato dai Giovani Licantropi. Di notte, anche in assenza di plenilunio, Rebecca, David, Pedro e Sonia percorrono grandi distanze, fiutando, osservando ed ascoltando. Un serial killer che rapisca e torturi giovani donne deve necessariamente disporre di un locale insonorizzato, facilmente raggiungibile con un auto o, meglio, un furgone. Detta base operativa non può trovarsi troppo lontana dai luoghi ove è avvenuto il rapimento. Escluse tutte le cantine urbane non collegate ad un garage, la pista preferenziale è quella extraurbana. Ecco perché i Giovani Licantropi sono gli agenti ideali in questa crociata contro la feccia criminale. Gli umani non credono di norma all’esistenza dei lupi mannari; a maggior ragione non considererebbero plausibile una loro capacità di ottenere informazioni dai loro antichi cugini cani. Sonia sta in effetti chiedendo ad un cane da guardia notizie sul residente umano di una casa vicina. È fondamentale saper porre le domande, e saper decifrare le risposte. In analogia, Rebecca fiuta una pista diversa, in un’altra zona periferica della città. Pedro e David preferiscono un altro tipo di ronda. Nel corso della quale incontrano spacciatori e tossici, che saggiamente si tengono a distanza da quelle che sono veramente creature della notte. Un’altra cosa che i licantropi sanno fare molto bene è fiutare il sangue. Ci riescono a chilometri di distanza, come gli squali. Il sangue versato eccita i lupi che abitano in loro. Rebecca, che non è una licantropa purosangue, sfrutta i suoi talenti mutanti per tenere sotto controllo le menti di Sonia, Pedro e David. Vuole evitare che si lascino andare, completando la trasformazione. Tre lupi mannari in forma lupesca non passerebbero inosservati! Il criminale affila i suoi bisturi, perché nella sua follia è un perfezionista. Ha studiato con attenzione il corpo umano, per poter infliggere ferite profonde e dolorose, evitando vene ed arterie. Quel soggetto ignoto, come lo definirebbero i profiler della polizia federale, non vuole che le donne che rapisce muoiano subito dissanguate. Perché lo fa? Cosa gli è capitato da piccolo, per trasformarlo in quella carogna che è? Forse il papà lo ha sgridato, ma è capitato a tutti noi, o quasi, di essere sgridati dal papà. Che la madre sia morta giovane? Purtroppo anche questo è toccato a molti, che non si sono tuttavia sentiti autorizzati a rapire, torturare ed uccidere. Tocca a Pedro individuare la casa dove il serial killer segrega le sue vittime. Non avendo ancora affinato la comunicazione telepatica, il giovane avvisa i suoi amici e colleghi per mezzo di un comune sms. Invia altresì le coordinate della casa: tutto ciò grazie ad un comune smartphone. Mentre Rebecca, Sonia e David convergono verso l’obiettivo, Pedro entra nella casa, per liberare la donna rapita per ultima. Ferita, ma non in modo grave, urla quando vede il licantropo. Il criminale, che si trova in un'altra stanza, interpreta la reazione della donna come una perdita totale del controllo. Sogghigna, giacché ogni serial killer deve distruggere mentalmente le sue vittime, prima che fisicamente. Pedro riassume velocemente le sue fattezze umane, e spiega alla donna la sua intenzione di liberarla. Poi torna ad essere un licantropo, per avere più forza a disposizione. È proprio grazie ai suoi super sensi lupeschi che Pedro sente avvicinarsi il malvivente. Cogliere una donna di sorpresa è molto più facile che cercare di pugnalare un licantropo. Ora i due si fronteggiano; in palio la vita della donna, ma anche quella di chi perderà lo scontro corpo a corpo. Pedro non ha bisogno di coltelli, disponendo di acuminati artigli, pronti a smembrare. Il pazzo capisce perciò di essere arrivato alla fine della sua pessima strada, ma non se ne andrà senza lottare. Forse si crede un guerriero che combatte contro la società e mostri vari. I profiler scriveranno di lui che era una vittima, ma i profiler sono come i critici d’arte: degli incapaci di fare. Ecco per quale motivo sparlano delle cose altrui. I profiler mandano in giro a vuoto i poliziotti, non essendo in grado di confrontarsi fisicamente con chi rappresenta il male. I licantropi però sono un’altra cosa. Nel tempo necessario a formulare queste riflessioni da proverbio cinese, Pedro ha aggredito, percosso a sangue, graffiato e morsicato a morte il suo nemico. La feccia ha già gli occhi spalancati, ad osservare con orrore la sua discesa all’inferno. Rebecca, David e Sonia sono un po’ delusi che Pedro abbia fatto tutto da solo, ma in fondo il suo avversario era solo un essere umano. Per completare il trittico dei casi di feccia umana, spostiamo la nostra attenzione su un illustre magistrato. Sono anni che prospera, facendo affari con la malavita organizzata. Grazie alla sua influenza, ha fatto deviare le indagini tutte le volte che si avvicinavano troppo al boss ultraricercato. Illustre magistrato, bravissimo a chiacchiere, che non ha mai rischiato di morire in un attentato, perché con i criminali ci è sempre andato a cena. Finalmente qualcuno si accorge di lui, ed avvia un’indagine. Però si limitano a trasferirlo di sede operativa; segno che il tizio dispone ancora di corposi agganci. Chi essi siano non è importante per il Ninja Grigio, che è sulle sue tracce. Nonostante tutto il magistrato corrotto dispone di una scorta armata, pagata dalla collettività. Il Ninja Grigio non è qui per uccidere degli innocenti, quindi non lo vedranno e non lo sentiranno. Comanda mentalmente loro di voltarsi quel tanto che basta a confondersi nelle tenebre. Passa sotto il loro naso, a pochi centimetri, poi entra nello studio di quello che forse è forse ancora più feccia dei narcotrafficanti e dei serial killer. Il tempo si dilata, mentre la spada nera esce dal fodero. Il magistrato prova a gridare, ma la lingua non risponde. La katana lo trafigge sotto il cuore, cosicché possa urlare per l’ultima volta. Quando però le guardie accorrono, il guerriero delle ombre è già scomparso. La sua spada nera sputa la squallida anima del traditore della giustizia, giacché si nutre solo dell’energia che distingue un corpo vivo da uno irrimediabilmente morto.

Nessun commento:

Posta un commento