domenica 28 luglio 2013
STALKING_263° episodio
Wanda era fidanzata; ora non lo è più. In questi casi, le persone ragionevoli fanno il possibile per lasciarsi il passato alle spalle. Gli insuccessi parziali ci insegnano qualcosa. Sbagliare è possibile, ma non è il caso di farne una tragedia. Anzi si potrebbe affermare che una relazione tenuta assieme a forza impedisce che nasca qualcosa di meglio. Ciò è quanto pensa Wanda, ma non il suo ex. Lui, dopo la separazione, continua a telefonarle per spaventarla e minacciarla. Gli amici che avevano in comune si sono schierati da una parte o dall'altra, ma non sono riusciti a fare rinsavire il fuori di testa, Andrea. Così Wanda ha trascorso molti giorni sotto lo stress di essere aggredita fisicamente. La tv ed i giornali riportano troppo spesso di ex fidanzati o ex mariti che picchiano o addirittura uccidono la donna che avevano sostenuto di amare. Wanda si rivolge alla polizia; non subito, perché irrazionalmente sperava in un ravvedimento del suo persecutore. Quanto avviene alla centrale di polizia non rafforza di certo la considerazione che la donna ha delle istituzioni. Che esista ancora un maschilismo deteriore è un dato di fatto. Forse dipende da un retaggio culturale, per quanto "culturale" non sia il termine più giusto. In sostanza, i poliziotti prendono nota dell'esposto di Wanda, che racconta di essere presa di mira da Andrea. Però, a livello burocratico, avviene quello che ad esser buoni si definisce difetto di competenza o di attribuzione. Visto che però dietro le organizzazioni e le sigle ci sono sempre uomini e donne, diremo senza tema di smentita che Wanda si è imbattuta in un cretino. L'esposto rimane fermo in un vassoio, e presto viene sovrastato da altra carta. La donna spera che la giustizia si ricordi di lei quando è ancora in vita, ma rischia di diventare un altro numero delle tristi statistiche di ex ammazzate da un pazzo a piede libero. Da quando sono arrivati sulla Terra, i serpentoidi sono rimasti affascinati dalle nostre trasmissioni televisive. Non tutte le volte capiscono la differenza tra realtà e fiction, ma hanno quasi sempre ragione nel ritenere che la realtà sia più fantasiosa, creativa ed imprevedibile di qualsiasi fiction. Quando guardano i telefilm polizieschi, i serpentoidi si esaltano con gli inseguimenti in auto. Poi ci sono le sparatorie, i rapimenti, le violenze, le sommosse. In effetti la fiction pura e semplice non esiste. Gli Hinter Killer sanno che prima o poi incontreranno quella coppia di sbirri che spacca almeno due automobili ad episodio. I due attori non sanno di essere nel mirino dei serpentoidi, altrimenti non dormirebbero sogni tranquilli. Sysform, l'unica femmina del gruppo, mostra viceversa un grande interesse per i fenomeni di stalking. I serpentoidi sono molto evoluti, e sul loro pianeta le storie d'amore non degenerano mai in drammi. In realtà i serpentoidi non hanno storie d'amore. Come tutti i rettili, si accoppiano per riprodursi, poi amici come prima! Sysform fiuta il business che dei cacciatori di taglie come loro potrebbero trarre dai numerosi episodi di minacce e violenze post coniugali. Quella sera, Wanda riceve una email di un’agenzia di “sorveglianza”. Sysform si è rivolta al super-computer Galadriel, per trovare clienti interessate a quanto i serpentoidi sanno fare. L’esposto di Wanda è stato digitalizzato parzialmente, e ciò è bastato Galadriel per individuarla. La donna non si chiede come abbiano potuto questi sedicenti investigatori a sapere di lei e dei suoi problemi, ma ormai in rete tutti raccolgono informazioni su tutti. Dati che girano, spesso fuori controllo. Capita continuamente che, per avere sbirciato un prodotto, nasca una specie di persecuzione da parte del venditore: una persecuzione commerciale. Con riferimento esplicito allo stalking, Sysform spiega nella sua email che i soggetti come l’ex marito di Wanda devono essere dissuasi in maniera decisa, prima che facciano del male a qualcuno. Il servizio è totalmente gratuito, senza trucchi o inganni di alcun tipo. Nessuna firma di contratti capestro: una specie di silenzio assenso. La persona contattata potrà eventualmente sostenere di non aver letto bene la email. Nel frattempo i cacciatori di taglie si mettono all’opera. Chi paga? In realtà, quando gli Hunter Killer ottennero l’autorizzazione a cacciare i ricercati, le polizie più importanti predisposero una corposa cassa comune. Gli Stati risparmiano moltissimo quando i criminali non arrivano vivi al processo. I magistrati possono occuparsi d’altro, senza avere la tentazione di perdere troppo tempo in nome di un’astratta “giustizia”. Per quanto riguarda gli stalker, se lasciati liberi d’agire feriscono ed uccidono. Parecchi stalkers hanno la decenza di uccidersi a loro volta, ma non tutti. Marmaglia da mantenere nelle patrie galere, relazionandone a parlamentari alla ricerca dei voti dei parenti dei carcerati, oltre che ad un numero imprecisato di radical chic sfaccendati e nullafacenti. Appena avviata la pratica denominata "Wanda vs.Andrea", Pitone chiede ed ottiene di mettersi in caccia. Gli stalkers traggono enorme vantaggio dal muoversi tra le cosiddette persone “perbene”, cioè coniglietti umani che ritengono sia educato farsi infastidire da un cretino, che si sente offeso “dalla società”. Lo stalker smette di lavorare, per seguire la ex, che invece deve continuare a guadagnarsi la pagnotta. Nella società civile, gli pseudo-pazzi sono trattati fin troppo bene; come se le persone normali provassero un senso di colpa nei loro confronti. Sarebbe come sentirsi responsabili di tutti quelli che sono costretti sulla sedia a rotelle. Spiace un po’, ma solo se ci si pensa; poi passa tutto un minuto dopo. Andrea si piazza sotto casa di Wanda; essendo senza ritegno, suona ripetutamente il campanello, per recarle disturbo. I condomini lo vedono, ma abbassano lo sguardo. Dovrebbero viceversa invitarlo ad allontanarsi dalla proprietà comune. La donna chiude le finestre anche quando fa caldo, per evitare che il folle le lanci qualcosa in casa. I poliziotti, chiamati questa ed altre volte, intervengono molto lentamente, e non riescono in alcun modo a incontrarlo. Segno che dovrebbero cambiare mestiere. Oppure, come sospetta Wanda, aspettano per agire che lei passi loro qualche mazzetta. Pitone è già lì che osserva tutto, nascosto in un cespuglio. Qualche cane si è accorto dell’enorme rettile extraterrestre, ed ha sparso la voce tra i suoi simili. Il messaggio è: “non attaccate briga con quel coso”. I gatti sono da sempre più discreti; si piazzano sui muretti per godersi meglio la scena. Andrea, autoammantatosi dell'aura del pazzo invincibile, estrae dal bagagliaio della sua auto una bottiglia incendiaria. Basta un po' di benzina per produrre grandi danni; lo sanno anche i fuori di testa. Uno strofinaccio infilato nella bottiglia, un accendino, ed il gioco è fatto. Adesso tocca all'automobile di Wanda; la prossima volta toccherà a lei. Deve capire che se è diventato pazzo dipende dal fatto che lei non lo ama più. Nella cultura umana l'amore, vero, presunto o tradito, giustifica qualsiasi cosa. Pitone però non è chiaramente umano, e neppure terrestre. La sua grande massa sinuosa si muove producendo sul selciato il classico rumore delle lamelle cornee. Andrea lo sente arrivare, ma non lo vede. Solleva il braccio, impugnando lo strumento di morte che ha realizzato. Le spire del serpentoide però lo avvolgono velocemente, ma con incredibile delicatezza. Con la sua immensa forza, un serpentoide adulto sarebbe in grado di spezzare la colonna vertebrale di un umano come fosse un fuscello. Pitone però è lì per dare un avviso, il primo e l'ultimo. Andrea si sente come se fosse avvolto nel metallo vivente. I suoi muscoli sono azzerati. Non cade solo perché Pitone lo regge in piedi. L'Hunter Killer ha una testa che ricorda quasi quella di un cavallo, ma i suo denti non sono fatti per mangiare l'erba. Pitone non parla allo stalker, ma il brillio delle zanne e degli occhi induce il teppista a perdere il controllo della vescica. Al che il serpentoide si scansa per evitare di insozzarsi. Si dice "uomo avvisato mezzo salvato". A questo punto, per la gioia dei contribuenti, la polizia si manifesta su questa Terra. Wanda è quasi sorpresa che quei baldi giovani abbiano trovato il tempo di occuparsi di lei e del delinquente che intendeva bruciarle l’auto. In effetti, i poliziotti si sono precipitati in loco perché hanno ricevuto numerose telefonate isteriche di donne e uomini, che riferivano di un mostro intento a divorare un innocente passante. Quando gli sbirri estraggono i fuciloni dal bagagliaio della macchina da inseguimenti, e si guardano nervosamente attorno, Pitone non è nascosto molto lontano. Fortunatamente per loro, non si addentrano nei cespugli; quindi tornano in centrale tutti interi, coccolando la povera vittima del giorno. Andrea quasi riderebbe in faccia a quei simpatici dipendenti pubblici, ma gli conviene portare avanti la sceneggiata dell’uomo aggredito da una bestia mai vista. Si indigna al punto di pretendere le scuse del sindaco, giacché non è possibile che un innocente passante sia aggredito da un mostro, certamente scappato da un circo. Andrea non fa ovviamente menzione della sua bottiglia incendiaria, ed i poliziotti non gli chiedono cosa faceva sotto casa della sua ex. Sono poliziotti delle volanti, mica investigatori tipo Sherlock Holmes! Nei giorni successivi, il fuori di testa stalker si calma leggermente. Non ha collegato la stretta amichevole di Pitone con il suo attentato all’auto della ex. Si rende tuttavia conto che quell’essere terrificante ha giocato con lui, peggio del gatto con il topo. Il messaggio subliminale è arrivato da qualche parte di quel cervellino, ma la frustrazione che è in lui sommerge ogni residuo di buon senso. Pitone ne è certo, e lo aspetta al varco. La tv fornisce molti spunti ai criminali: li ispira addirittura. I giornalisti di cronaca nera, morbosi per natura e professione di fede, esaltano il macabro, il disgustoso ed il contro natura. Un vigile ha sparato ed ucciso il sindaco che lo aveva fatto indagare per condotta impropria. Il delinquente è entrato indisturbato nel municipio, dove ha estratto le pistole, ed ha fatto fuoco. Come è andata a finire? Il sindaco, una donna ancora giovane, è morta dopo alcuni giorni di agonia. L'ex vigile è stato indagato dai soliti magistrati piagnoni, che tutelano più i carnefici che le vittime. Andrea pensa che, se ammazzerà platealmente Wanda, forse lo metteranno in galera; ma prima ci saranno tre gradi di giudizio e tanto fumo mediatico. Per come funzionano la polizia e la giustizia, l'aspirante assassino probabilmente non verrà neppure preso a pistolettate dagli sbirri. Una volta la polizia trattava i criminali senza troppe moine. Poi però gli amici dei delinquenti si sono fatti strada nelle istituzioni; e chi dovesse sparare ad un malvivente, senza prima averlo allertato, rischierebbe a sua volte la galera. Non c'è pertanto da stupirsi se i poliziotti preferiscano evitare i conflitti a fuoco. Ci vanno di mezzo gli innocenti, ma il perbenismo deve reclamare delle vittime insanguinate. Andrea sa dove lavora la sua ex. Ispirato dai "consigli per gli acquisti" dei media, si prepara a fare una strage. Dice di non aver paura di morire, forse perché il rischio che corre è al massimo di essere impallinato da una guardia giurata; quelli sparano, senza pensare ai palinsesti televisivi. Le pistole aprono il fuoco, conficcando pallottole di medio calibro nel legno delle porte e dei mobili. Le colleghe di Wanda urlano e scappano. Questo è l'inizio della fine: la traditrice morirà in trappola, implorando pietà. Lei vede arrivare il suo pazzo ex; lo guarda negli occhi, e vede il vuoto. Quell’uomo ha abbandonato ogni decenza, aprendosi alla furia omicida più incontrollabile. Pitone apprezza l’evolversi della situazione, perché adesso la taglia non concerne più solo uno stalker, bensì un aspirante stragista. Un bel salto di qualità e di tariffa! Anche al possente serpentoide sembra singolare che un umano improvvisamente decida di assassinare chiunque gli capita a tiro, rischiando la sua stessa vita per uno sgarbo sentimentale. Gli Hunter Killer non avranno problemi ad ottenere ingaggi, con i pazzi che spuntano come funghi. Wanda si allontana dall’ufficio, per evitare che Andrea si accanisca contro degli innocenti. Lui al momento non ha ancora ucciso, ma alcuni suoi colpi di pistola hanno ferito quattro persone. Wanda cerca di distanziare il folle, ma scivola. Come nei film, il cattivo troneggia sulla sua vittima, pronto a fracassarle la testa a colpi di arma da fuoco. In quell'istante, Pitone gli piomba addosso come una saetta di muscoli e scaglie. Gli infila le zanne velenifere in una spalla: due coltellacci che perforano vestiti, carne ed ossa. Il dolore è lancinante, ed il braccio è inservibile. I serpentoidi possono inoculare veleni di diverso tipo; questo è un paralizzante. Un veleno relativamente lento a raggiungere il cuore, ma di sicuro effetto letale. Morirebbe tra qualche minuto, sbavando e soffocando, ma Pitone non ha tempo da perdere. Le spire immani questa volta fanno sul serio: stringono e strizzano torace ed addome, distruggendo le costole come fossero di legno di balsa. Fegato, milza e stomaco collassano, premendo verso l’alto e verso il basso. Un secondo dopo il cuore nero esplode, lasciando al cervello bacato un dolore indefinibile, mentre la consapevolezza morente piomba in oceano di tenebra e di disperazione assoluta.
mercoledì 24 luglio 2013
IL SANGUE E IL LEOPARDO_262° episodio
Ferox è tornata in città a fare visita alla sua simbionte, la detective Lucrezia. Grazie allo scettro di Uglux, la donna leopardo può dissimulare la sua vera natura. Normalmente assume le sembianze dell'amica poliziotta, ma non oggi. Dato che camminano assieme per le strade, Ferox si accontenta di sembrare sua sorella. Chi le incontra, e conosce la detective, mostra stupore per una sua congiunta della quale nessuno aveva sentito parlare prima di oggi. Ferox e Lucrezia si recano in un grosso centro commerciale, di quelli dove trovi di tutto, ma non sempre ciò che cerchi. All'interno, una moltitudine di persone forse più interessate all'aria condizionata che ai prodotti in vendita. Lucrezia e Ferox si incontrano appena possono per approfondire le reciproche conoscenze. Sono inevitabilmente interessate l'una alle esperienze dell'altra, giacché il legame dello scettro di Uglux le ha assimilate in maniera imprevedibile. Non ritengono peraltro che ciò costituisca un limite, essendo ambedue votate alla lotta contro il crimine. Oggi Ferox e Lucrezia non stanno andando a caccia di guai; saranno viceversa i guai a cercare loro. Sono intervenute più volte in passato, per arrestare o rendere inoffensivi delinquenti che avevano sequestrato persone intente a vivere la loro vita. I rapinatori ed i sequestratori vedono se stessi come lupi in mezzo agli agnelli, poiché dal loro punto di vista gli umani "civili" sono pecore o poco più. Ognuna delle persone che subiscono una tale violenza pensa inevitabilmente che quel giorno avrebbe fatto meglio a rimanere a casa. Fidanzati e coniugi recriminano con il partner, attribuendole o attribuendogli la colpa di avere programmato il giorno sbagliato per recarsi da quelle parti. Queste però sono chiacchiere, che avranno senso solo se le persone sequestrate torneranno a casa senza altri danni che un forte spavento. Ferox e Lucrezia si trovano tra la folla, quando, quel pomeriggio, un commando armato irrompe in un grosso negozio, all'interno del centro commerciale. Appare singolare che rapinatori con un minimo di cervello cerchino del contante in un posto dove le transazioni avvengono di norma tramite carta di credito. Ma non si tratta di pazzi e neppure di sprovveduti, e le casseforti contengono effettivamente molte banconote di grosso taglio. Un azzardo da parte della proprietà del negozio, che si rivela potenzialmente pericoloso per centinaia di clienti. Dopo aver intimato a tutti i presenti di alzare le mani, i delinquenti disarmano le guardie, e chiudono le porte, isolando il negozio dal resto del centro commerciale. Nel giro di pochi minuti, il condizionamento del grosso locale si dimostra inadeguato. La gente sotto stress suda copiosamente, emettendo ulteriore vapore acqueo che complica la situazione. La detective Lucrezia si chiede quale sia il piano dei malviventi. Come pensano di uscire da lì con la refurtiva? La polizia ha ormai circondato il centro commerciale, e la situazione si mette al peggio per tutta quella gente che è passata dal clima festoso dello shopping a quello angosciante del sequestro di massa. Ferox è sempre pronta all'azione, e, pur mantenendo sembianze umane, localizza uno a uno i suoi nemici. Se non ci fosse quella folla, riuscirebbe a sbaragliare facilmente tutti i criminali. Oggi però i bersagli umani sono veramente troppi. Anche Lucrezia, giovandosi delle facoltà feline che ha ottenuto come simbionte di Ferox, potrebbe attaccare uno o due bersagli. I rimanenti sono però troppo sparpagliati tra i clienti del negozio. La situazione tende a precipitare, quando alcune donne iniziano a dare in escandescenze. Adesso esiste un rischio concreto che qualcuno si faccia molto male. Ferox si predispone ad un attacco molto al di sotto dei suoi standard. Nella concitazione del momento, non sospetta tuttavia di essere lei il vero bersaglio dei sequestratori. I pistoleri vengono comunque presi di sorpresa dalla velocità della donna leopardo, che rimbalza contro una parete prima di lanciarsi contro due avversari. I suoi artigli micidiali mordono la carne sotto gli abiti, e solo i giubbotti antiproiettili salvano la vita ai due sequestratori. Appena atterrata, la mutante è già pronta ad un nuovo assalto, ma il pubblico presente è veramente un ostacolo. Lei cerca di non ferire i civili, ma i criminali non mostrano la stessa attenzione. Anzi, i sequestratori si riparano dietro alle donne, supponendo giustamente che così Ferox frenerà la sua furia. Intanto la detective Lucrezia, pressoché ignorata dalla banda, aggredisce ed atterra uno dei banditi, ma non riesce a raggiungere la sua simbionte. Ferox pare comunque destinata ad avere la meglio, dato che i suoi avversari in fondo sono solo umani. Anche ricorrendo alle armi da fuoco, i sequestratori notano con disappunto che la loro avversaria sembra anticipare le pallottole. Si muove in maniera estremamente fluida, frutto della combinazione tra i suoi poteri felini e la grande esperienza nei combattimenti corpo a corpo. L’imprevisto si presenta quando il capo degli incursori lancia un ordigno a gas. Per non correre rischi, il suo raggio d’azione è di numerosi metri. Coinvolge gli stessi rapinatori, che sono evidentemente sacrificabili. Gli umani crollano sulle ginocchia, poi si accasciano al suolo. Ferox invece non è ancora abbattuta, ma la sua agilità è penalizzata. Una freccia narcotizzante completa l’azione del gas. La donna leopardo non sviene, ma non può più difendersi. Con grande tempestività, le forze che gli incursori tenevano di riserva la bloccano con funi e catene. Lucrezia è riuscita a camuffarsi in mezzo alla folla. Non sarebbe di alcuna utilità all’amica se si facesse catturare a sua volta. Il fattore di guarigione della donna leopardo ha già dissipato gli effetti del gas e del narcotico, ma Ferox si finge inerme. Risparmia le energie per scatenare la sua reazione al momento più opportuno. La flessibilità delle sue articolazioni le permette di liberarsi dalle costrizioni che bloccherebbero qualsiasi umano. All’esterno del centro commerciale, la polizia presidia le porte d'accesso, ma gli ostaggi umani sono troppo numerosi per un'irruzione avventurosa. Ferox e Lucrezia non hanno ancora compreso per quale motivo i sequestratori abbiano organizzato quella sceneggiata, ma ormai sospettano che in qualche modo sapessero dove trovare il loro vero bersaglio. La rivelazione arriva quando il capo dei banditi si avvicina alla donna leopardo, impugnando una siringa per prelievi ematici. Il committente della missione vuole infatti impossessarsi di un quantitativo di sangue sufficiente a studiare la fisiologia di Ferox. Lei ringhia, ma deve sopportare, almeno per il momento. I criminali hanno fatto il possibile per catturarla viva, ma ora potrebbero non essere più vincolati in tal senso. Un biologo esperto potrebbe scoprire cose molto interessanti esaminando il sangue della mutante felina, a partire dal suo fattore di guarigione. Il pomeriggio trascorre lento e fastidioso per tutti quelli che sono in ostaggio dei sequestratori. La polizia ipotizza che intendano tentare la fuga quando le tenebre saranno scese sulla città. In realtà, quelli che hanno assaltato il centro commerciale avevano già programmato un piano di fuga attraverso le fogne. Per la precisione, a fuggire sono in tre, dato che il grosso del team deve distrarre la polizia. I sacrificabili non sanno di esserlo, ma si sono bevuti la fandonia di un piano segreto che dovrebbe disimpegnarli. La prima linea dei sequestratori è composto da pregiudicati per violenza e rapina: abbastanza stupidi da portare a termine la loro parte del piano. Il nucleo nascosto è viceversa composto da ex delle truppe speciali: mercenari molto bravi a sparare, e meno portati a perdere il controllo di se stessi e della situazione. Ferox è decisa a prendersi la rivincita; questa volta sarà lei, assieme all'amica poliziotta, a dirigere il gioco. Lo scettro di Uglux consente una comunicazione telepatica limitata tra la mutante e Lucrezia. Le due concordano il momento più adatto all'inizio della loro azione. La poliziotta ha appreso l'arte dell'appostamento, e muovendosi come una vera felina raggiunge indisturbata il pannello di controllo dell'energia elettrica. Quando il buio quasi totale invade il grande negozio, il mugolio di Ferox annuncia l'inizio della caccia. Un uomo armato di fucile mitragliatore al buio è pressoché inerme come un uomo disarmato. Neppure quei fuori di testa si mettono a sparare a tutto e tutti, se gli occhi non li aiutano. A cosa servirebbe esaurire tutti i colpi disponibili, per il gusto malsano di uccidere degli innocenti? I criminali cercano piuttosto di riattivare in fretta la luce. Poi qualcuno di loro avverte una forma in movimento; Ferox ci vede benissimo, ed è decisa a debellare in fretta i sequestratori. Uno di loro, munito di una piccola torcia elettrica, mette le mani addosso ad una donna con due bambini. Li minaccia di morte immediata e violenta, se la donna leopardo non dovesse arrendersi. Come ride un leopardo? Non ci è dato saperlo, perché, se qualcuno lo udisse, non sarebbe poi capace di riferirlo. Una specie di mugolio di scherno giunge alle orecchie del delinquente, che si volta puntando la sua piccola fonte di luce. L’ultima cosa che vede sono gli artigli di Ferox che, apparentemente sospesi nell’oscurità, gli si avventano contro. Poi più nulla. I rapinatori di professione non sono dei guerrieri, e se ne rendono conto. Comprendono velocemente che la mutante felina è libera di farli a pezzi, muovendosi nelle tenebre, senza alcun impedimento. I malviventi si riuniscono quindi, schiena contro schiena, illuminando fiocamente se stessi e poco altro. Sono stati abbandonati dai mercenari, che sono già scappati con il campione del sangue di Ferox. Ad affrontare la morte certa sono rimasti quelli che, fin dall’inizio, erano stati cooptati per essere solo carne da cannone. Lucrezia è pronta ad unirsi alla simbionte per l’attacco finale. Estroflette gli artigli di cui dispone, decisa ad impiegarli bene. I civili presenti nel negozio assistono impietriti alla conclusione del dramma. Per quanto siano maldisposti verso quelli che li hanno sequestrati, sperano che non facciano la brutta fine del loro amico abbattuto. Gli stomaci delicati non sopportano tutto quel sangue e quelle viscere sparpagliati a terra. La sola cosa in grado di bloccare la vendetta di Ferox è la resa incondizionata. Uno a uno i malviventi gettano le armi a terra, ed alzano le mani. Andranno in galera, ma eviteranno il freddo tavolo dell’obitorio. Lucrezia riattiva la corrente, così da poter prendere in consegna i delinquenti. La gente, liberata, festeggia la donna leopardo e la sua amica poliziotta. Adesso però si rende necessario recuperare il sangue trafugato. Solo in questo modo il sequestro delle persone nel centro commerciale potrà dirsi fallito. Lucrezia intanto sta rimuginando su come i criminali siano venuti a conoscenza dei suoi spostamenti. Evidentemente qualcuno all’interno della polizia la spia e la segue. Dovrà fare molta attenzione ai suoi futuri spostamenti; specie quelli che coinvolgono Ferox. La detective pregusta però più che altro il momento in cui userà i suoi artigli sulla maledetta spia. I mercenari, con la provetta contenente il sangue della mutante felina, sono fuggiti dall’ipermercato attraverso i canali fognari. Uno studio accurato delle planimetrie cittadine consente infatti di muoversi abbastanza agevolmente sotto le strade e gli edifici. Come previsto dal piano iniziale, i banditi emergono in una via d scarsa importanza, attraverso un tombino a cui nessuno farebbe caso. Ferox li sta cercando, ma la città è molto grande. In suo aiuto accorrono però il Lupo Nero, campione delle piste olfattive, ed i suoi amici licantropi. Uno strano gruppo: una donna leopardo, un grosso canide completamente nero, e quattro giovani licantropi, desiderosi di aiutare Evolution. Ferox si incide la pelle, per consentire ai suoi amici di rilevare l’odore del suo sangue. In pochi secondi, il suo fattore di guarigione ripristina l’integrità della sua pelle. Lupo Nero ed i licantropi non afferrano subito la traccia, dato che i banditi non sono nei paraggi. La cosa da fare è quindi muoversi, sperando che l’odore del sangue della mutante si rilevi meglio, adesso che la notte ha liberato le strade dalle auto e dalle persone. Rebecca, Sonia, David e Pedro si trasformano parzialmente, per continuare a correre su due zampe. Una muta di lupi mannari in città potrebbe dare nell’occhio, anche ad ora tarda. I Giovani Licantropi cercano nella zona attorno all’ipermercato. Al limite dell’area presa in considerazione, è Sonia la prima a fiutare qualcosa. Il rapporto quasi telepatico con i suoi tre amici li richiama verso di lei. Lupo Nero avverte l’eccitazione dei suoi protetti, e brontola qualcosa a Ferox. Un tizio, che ha nascosto la provetta in una valigetta, si muove circospetto nella notte. È armato e pronto ad usare la sua pistola contro chiunque. Non si aspetta però di essere circondato da una muta di licantropi. Rebecca, Sonia, David e Pedro si tengono fuori tiro. Quando arrivano Ferox e Lupo Nero, l’idea di vendere cara la pelle a colpi di pistola non sembra più tanto buona. È un mercenario, ma i suoi studi universitari fanno di lui anche uno studioso ben pagato. Ferox teme che anche lui voglia arrendersi, ma del resto cosa potrebbe fare contro un tale schieramento di denti ed artigli?
sabato 20 luglio 2013
SUL MONTE VENTOSO_261° episodio
Nell'estate dell'emisfero nord del pianeta sono previsti tre giri ciclistici in tre nazioni confinanti. Una tradizione che dura da circa un secolo, con partecipanti da tutti i continenti. Le tre nazioni nelle quali si corrono giri ciclistici sono quelle che finora hanno espresso il maggior numero di corridori e scalatori su strada. Recentemente, pedalatori provenienti da altre nazioni, continenti ed anche dall'altro emisfero sono riusciti a vincere o a piazzarsi nelle suddette gare. Lo sforzo richiesto agli atleti è tale che ogni anno si scopre qualcuno che ha fatto ricorso a farmaci proibiti. I chilometri da percorrere sono dell'ordine delle due o tre migliaia per ognuno dei giri. Diventa pertanto quasi impensabile che un ciclista possa vincere o ben figurare in una delle gare a tappe, e possa fare lo stesso con quella che si disputerà dopo un mese. Nel giro ciclistico di luglio, gli atleti affrontano più pianure che salite, e quelle che ci sono raggiungono a malapena ai duemila metri. Ascendere a quella quota nel mese di luglio non dovrebbe peraltro riservare particolari sorprese: di solito la neve si è già sciolta, o comunque la strada è percorribile. Un secolo di fatiche sui pedali ha come prevedibile creato delle leggende. Si narrano gesti più o meno eroici di ciclisti che hanno sfidato il freddo, la nebbia, la pioggia, il vento ed anche la neve, per arrivare al traguardo di tappa. Il pubblico scommette da un secolo sugli eroi del momento, confrontandoli con quelli del passato. Alcune località, attraversate dalle carovane ciclistiche, hanno meritato citazioni di rilievo. Tra le località più famose c'è il mitico Monte Ventoso, che pare attendere, solo in mezzo ad una grande pianura, che i piccoli uomini giungano a sfidarlo. Chi ascende il Monte Ventoso si sente osservato mentre attraversa il bosco, ma anche dopo che gli alberi hanno ceduto il posto alle pietraie. Chi sale in gruppo si guarda attorno, facendosi forza con la presenza dei compagni. Quasi tutti odono dei bisbiglii fin troppo vicini alle orecchie; si voltano ma non vedono altro che alberi o pietre. Chi invece sale da solo, perché è deciso a vincere o è rimasto indietro, vede e sente qualcosa in più. Il pubblico non può sapere cosa vivano gli atleti sul Monte Ventoso. La montagna prende in simpatia o in antipatia questo o quel ciclista. Tempo fa un solitario scalatore riuscì a portare a termine la tappa; poi però si ritirò dalla pratica ciclistica. Essendo molto religioso, confessò quel che doveva dire ad un prete. Così furono in due a condividere quella verità; poi tutti e due, il prete ed il ciclista, presero a pregare molto più assiduamente. Oggi tappa d’avvicinamento al Monte Ventoso, con arrivo in salita. Molti tifosi si sono già disposti ai bordi della strada, per salutare il passaggio dei ciclisti. I tifosi più sfegatati si sono arrampicati sul Monte Ventoso, con i loro camper. Hanno passato la notte a festeggiare ed a bere. Forse seguono il giro ciclistico proprio per avere un’altra scusa per ubriacarsi. Le presenze che tormentano i ciclisti solitari, non sprecano di certo le loro energie sussurrando cose nelle orecchio di quegli avvinazzati. Settecento anni or sono qualcuno salì in vetta a quella montagna. Non fu ovviamente il primo tra gli uomini, ma era uno scrittore ed un poeta, e lo spifferò ai quattro venti. Fu l’inizio della fine della pace degli abitatori millenari del Monte Ventoso. Folletti degli alberi, che da sempre troviamo nelle leggende di tutti i popoli, per il semplice fatto che i folletti sono sulla Terra da molto prima che l’uomo scendesse dalle piante. Immaginiamo i folletti con sembianze umane, perché la cosa ci rassicura di più, ma loro una volta preferivano comparire come scoiattoli o leprotti. Anche adesso, se facciamo attenzione, possiamo notare almeno uno di questi animaletti che ci guarda in modo strano: con un certo compatimento. La postazione dei folletti alla base del Monte Ventoso annuncia con grandi squilli di tromba l’arrivo dei ciclisti. Grandi squilli di tromba che gli umani ovviamente scambiano per raffiche di vento. Scoiattoli dispettosi attraversano la strada poco prima che i ciclisti agiscano sui cambi per adattare la loro pedalata alla pendenza. Bestiolini con gli occhi scintillanti, che ridacchiano in maniera strana. Non è che tutti gli scoiattoli o i leprotti siano folletti sotto mentite spoglie; alcuni sono veri leprotti e veri scoiattoli, e sanno benissimo che i folletti simulano le loro sembianze. Dove vivono i folletti del Monte Ventoso? Chi pone questo quesito non si rende conto di quanta parte della montagna sia praticamente inesplorata. Anzi, gran parte di tutte le montagne è inesplorata. Ci sono alberi che non hanno mai incontrato un umano, e non ci tengono ad incontrarne. C’è tuttavia un essere, nato su un pianeta lontano, che, giunto sulla Terra, ha sviluppato un rapporto di reciproca comprensione con gli alberi. Gli umani, vedendolo così grande e massiccio, non penserebbero mai che Dragonfire disponga di una tale dolcezza d'animo. Volando sulla testa dei tifosi camperisti, il drago di Evolution provoca folate di vento. Solo la presenza al suo fianco della Maga evita una fuga di massa. La Maga ha infatti lanciato un incantesimo di invisibilità su se stessa e su Dragonfire, per mantenere segreta la loro operazione. I due super-eroi indagano su anomale emissioni psichiche, registrate appunto sul Monte Ventoso. Evolution non intende certamente sanzionare i folletti, che, pur essendo dispettosi, non hanno alcun interesse ad aggredire gli uomini e le donne. Per quel che concerne i bambini, è noto che i folletti li amano, e li rapirebbero volentieri, se non fosse per un’antica legge che lo proibisce. Mentre Dragonfire scende con il suo silenzioso dispositivo antigravitazionale tra gli alberi del Monte Ventoso, la Maga solleva l'incantesimo di invisibilità. Uno degli spettatori, che sta casualmente guardando in quella direzione, strabuzza gli occhi nel notare lo strano duo volante. Il drago non costituisce infatti una visione che possa passare inosservata. Lo spettatore cerca di attirare l’attenzione degli altri tifosi, che però pensano che il loro compare abbia abusato delle numerose bevute ad alto tasso alcolico. I corridori si alzano sui pedali, per adattarsi alla pendenza della strada. Solo due di loro si allontanano dal gruppo, ma di certo non sono in volata. Avere alcuni ciclisti in testa e distaccati dal gruppo è una specie di rituale; partendo dalla considerazione che il grosso dei ciclisti sta ancora studiando le strategie da mettere in opera. I due che sono davanti agli altri fanno a turno per tagliare l'aria. C'è un atleta che proviene da un altro continente, vicino all'estremo sud del pianeta. Quest'anno vanno di moda i personaggi che arrivano dal sud del mondo. Il nuovo Papa ha infatti rivendicato questo suo giungere da "quasi alla fine del mondo". L'altro ciclista del duo in quasi fuga è nato anche lui dall'altro emisfero, ma da un continente ancora più disagiato. Lui però appartiene ad un'etnia nordica, e lo confermano la sua statura ed il colore dei suoi occhi. I folletti del Monte Ventoso per una volta si trovano in difficoltà ad infastidire i due ciclisti solitari, dato che nessuno dei due ha mai subito la fascinazione ed il condizionamento delle leggende di quel quadrante dell'emisfero nord. I folletti sussurrano loro nelle orecchie, ma i due scalatori sono naturalmente immunizzati a quel tipo di assalto psichico. Dragonfire nel frattempo sta scambiando pareri e sensazioni con un albero antichissimo. La Maga, pur essendo avvezza ai fenomeni che gli umani chiamano "paranormali", osserva con ammirazione questa abilità del suo alleato alieno. Dragonfire comunica con disinvoltura con un antichissimo essere vegetale terrestre, trascendendo le categorizzazioni della biologia planetaria. Come già gli era stato detto, il Monte Ventoso è entrato nelle leggende terrestri da alcune centinaia di anni, ma si tratta di un lasso di tempo di poco conto per i folletti, e meno ancora per gli antichi verdi. I folletti non sono il primo popolo non umano ad essersi stabilito su quella montagna. Sono arrivati e si sono stanziati in loco dopo una battaglia contro gli esseri ombra, che vivevano in simbiosi con alberi caratterizzati da una crescita tortuosa, come era tortuosa la loro visione della vita. I folletti del Monte Ventoso si divertono quando da queste parti passa il giro ciclistico internazionale. Hanno una visione spensierata dell’esistenza, ed amano fare scherzi. L’albero antichissimo rivela a Dragonfire ed alla Maga che però, in una piccola area nascosta della montagna, rimane un piccolo drappello degli abitatori di un tempo. I folletti non li hanno voluti uccidere uno ad uno, ma li tengono d’occhio. Da loro potrebbe giungere un pericolo per i pedalatori e per chi li acclama. Intanto i due ciclisti che si trovano in testa alla corsa notano movimenti insoliti, ma solo nella loro visione periferica. Imputano la cosa allo stress della gara. In cuor loro tuttavia sanno di che si tratta, dato che anche i loro popoli di origine hanno avuto a che fare con creature dei boschi e delle montagne. Uno dei due scalatori ha trascorso la sua giovinezza ad una quota superiore a quella massima del Monte Ventoso. Il suo popolo ha sempre creduto in esseri simili a stambecchi, che distraggono i montanari per farli cadere dalla montagna. L’altro pedalatore invece è cresciuto a quota molto più bassa, in mezzo a gente che offre doni a spiritelli delle sabbie, delle rocce e delle sorgenti. Meglio tenerseli buoni. L'attacco degli esseri ombra prende di mira un bambino, che si è allontanato dai genitori. Sta seguendo una lucciola, non avendone mai vista una. Passa tra gli alberi, seguendo sentieri appena visibili. Gli esseri ombra lo stanno conducendo nel loro mondo, dato che vivono su un piano dell'esistenza parallelo al nostro. Un bambino umano rapito sul Monte Ventoso significa sollevare sospetti sui folletti. Gli esseri ombra odiano i folletti, per essere stati da loro battuti ed emarginati. Sognano di riprendere il controllo della montagna; poi gli umani non oseranno più farsi vedere da quelle parti. Intanto i folletti più dispettosi causano più forature del previsto alle ruote delle biciclette, ma i ciclisti di oggi sono seguiti a breve distanza da auto, dette ammiraglie, cariche di bici di scorta. Il clima festoso viene tuttavia guastato dalla notizia della sparizione del bambino. Il giro prosegue, ma alcuni tifosi abbandonano il bordo strada per addestrarsi nei boschi. Potrebbero perdersi a loro volta, ma gli esseri ombra non li rapirebbero perché non sanno cosa farsene degli umani adulti. I soccorritori incontrano grandi difficoltà, come se la vegetazione li ostacolasse, con spine e liane. Il bambino intanto giunge al vetusto bosco degli alberi attorcigliati. La lucciola che stava seguendo sparisce, e solo allora il piccolo si rende conto di trovarsi molto lontano dai suoi cari. Inizia a piangere, prima sommessamente, poi più forte, mente gli uomini ombra gli si avvicinano. Certi di avere raggiunto il loro obiettivo, non si accorgono dell'arrivo del drago di Evolution e della Maga. Un drappello di folletti accompagna e precede i due super-eroi. La presenza di Dragonfire è tale da indurre gli uomini ombra a ritirarsi, nascondendosi dietro agli alberi contorti. Anticamente anche i folletti rapivano i bambini umani, uno ogni tanto; ma in seguito sono stati costretti a firmare un accordo che li vincola a desistere. Quando i folletti conducevano un piccolo umano nei loro boschi, il più delle volte salvavano il bambino dalla miseria o da brutte situazioni familiari. Crescere in mezzo al popolo fatato consente infatti di accedere ad un mondo molto più vasto di quello della “normalità”. Gli uomini ombra viceversa sono dei predatori poco inclini allo scherzo. Se la Maga e Dragonfire non fossero arrivati in tempo, il bambino sarebbe diventato uno schiavo e forse un sicario degli uomini ombra. Con una mossa disperata e sconsiderata, alcuni di loro circondano la Maga, per minacciare il drago. Lui, che potrebbe facilmente incenerire gli alberi contorti e gli stessi uomini ombra, percuote il terreno con un pugno fortissimo, per dimostrare loro la sua forza immensa e la sue incrollabile decisione. Dall’altra parte del Monte Ventoso, i ciclisti sono quasi tutti arrivati in cima, e stanno scendendo verso la pianura. Alcune strumentazioni raccolgono le vibrazioni suscitate dal pugno di Dragonfire. Gli esperti accertano l’epicentro sul Monte Ventoso, ma non divulgano la notizia alle agenzie stampa, per evitare ulteriore confusione. La ricerca del bambino prosegue con frenesia, ma è Dragonfire a dire l’ultima parola. Gli uomini ombra sono molto antichi e per nulla stupidi. Avvertono che in quella creatura immensa e verde non è presente alcuna tolleranza nei confronti dei loro costumi deteriori. Ecco perché il bambino viene riconsegnato alla Maga. Per la mutante psionica non è un problema scrutare la mente del bambino, per trarne i dati che le servono a trovare i genitori. L’immagine del camper è più che sufficiente. Dopo meno di mezz’ora, in cima della montagna una folata di vento più anomala delle altre annuncia l’arrivo di Dragonfire e della Maga. A bordo dei loro craft antigravitazionali scendono dal cielo, per riportare alla sua famiglia un bambino che, per l’euforia di trovarsi in compagnia dei super-eroi, ha già dimenticato la brutta esperienza. Quella sera i folletti faranno festa sul Monte Ventoso, in onore dei loro nuovi amici.
martedì 16 luglio 2013
EDWARD LO SPIONE_260° episodio
Fin da piccolo Edward amava fare la spia. Quando la sorellina rovesciava il latte sul tappeto, lui andava a raccontarlo alla mamma. Quando ad aver rovesciato il latte sul tappeto era stato lui, dava lo stesso la colpa alla sorellina. Poi ai genitori sorse il dubbio che Edward non fosse solo una spia, ma anche un bugiardo matricolato. Fu quindi il turno della sorellina di incolparlo delle marachelle da lei combinate. Chi la fa, l'aspetti: uno tra i tanti detti popolari che riassumono l'isolamento sociale a cui vanno incontro gli spioni. Anche a scuola Edward faceva la spia, ma di nascosto dai compagni di classe, per evitare che per ritorsione gli dessero un sacco di botte. Imparò ad agire con discrezione, ed anche a preparare dei dossier, ma ormai come spia era bruciato. Leggeva i romanzi sugli intrighi internazionali, facendo il tifo più per i cattivi che per i buoni. Pensava: meglio lo spionaggio che il controspionaggio. Meglio il doppio ed il triplo gioco, piuttosto che la noiosa fedeltà alla patria degli agenti segreti con due zeri e la licenza di uccidere. Quando, dopo gli studi, dovette cercarsi un lavoro, scrisse a più di una agenzia di spionaggio, per offrirsi come apprendista. Lo sottoposero a test attitudinali, che superò brillantemente: quel ragazzo era uno spione nato. Adesso lavora in una postazione sorvegliatissima, che, munita di antenne e grandi computer, controlla la posta elettronica di milioni di utenti ignari. I suoi colleghi dopo una giornata di dieci ore si stancano di lavorare, ma non Edward. Lui passerebbe tutta la notte a leggere i messaggi di chiunque. Convinto di poter decrittare e decifrare ogni codice, lo spione trasforma innocenti stupidate in grandi cospirazioni; e qualcuno gli dà pure retta! I superiori di Edward sono un po' intimoriti dal suo fanatismo, ma a loro servono proprio degli sconvolti, privi di interessi al di fuori del lavoro. I social network sono per le agenzie di spionaggio una miniera di informazioni. Cosa significano tutti quei "mi piace"? Chiaramente si tratta di piani terroristici, camuffati per sembrare idiozie di decerebrati. I colleghi di Edward sono invece convinti che gli inviti apparentemente stupidi lo siano davvero. Ma Edward ribatte: come spiegare allora che personaggi privi di comunicativa abbiano così tanti seguaci. Edward si rimbambisce di caffeina, poi attacca grandi fogli alle pareti, e su di essi traccia frecce che vanno, tornano e girano su se stesse. Galadriel, il super-computer che collabora con la polizia (qualche volta), e con Evolution (sovente), individua Edward. Intromissioni in siti protetti, email criptate, documenti top secret: questa la produzione molto corposa del giovane fuori di testa. Poi però accade che Edward inizi a diffidare anche del suo datore di lavoro. Capita che un paranoico non si senta al sicuro in alcun posto, neppure a casa proprio o nella sua postazione lavorativa. Nella fin troppo fervida mente dello spione si fanno largo molte ipotesi sconcertanti. La meno strana è che gli alieni abbiano già conquistato la Terra, e si limitino a prenderci in giro. Meno male che non hanno ancora iniziato a divorarci come merendine! Se gli alieni hanno preso il controllo dei corpi di quelli che erano preposti alla sicurezza planetaria, Edward si chiede cosa stiano combinando veramente. Ecco perché lo spione raccoglie e memorizza grandissime quantità di dati; agisce di nascosto, facilitato dal fatto di essere sempre stato considerato un tizio strano. Galadriel comprende la portata del disagio mentale di Edward, ma vorrebbe impedire che sfoci in qualche crisi internazionale. Il super-computer potrebbe chiedere l’intervento di Evolution, ma Dragonfire, Kong, Fulminatore e Ferox sono più adatti ad un intervento fisico. La Maga per poter ottimizzare i suoi poteri psionici dovrebbe peraltro entrare nella sorvegliatissima postazione dove Edward lavora. Sarebbe inutile cercare di convincere i vertici dell’agenzia di spionaggio del rischio di una diffusione selvaggia di dati ultra-riservati. Gli Esploratori dei Sogni sono però in grado di raggiungere lo spione, saltando qualunque firewall. Edward, per quanto sia un fervente lavoratore, animato da una missione nota a lui solo, deve cedere al sonno come tutti i mortali. Più che altro crolla in preda ad un invincibile stordimento. Sogna in maniera agitata, con incubi numerici che neppure lui riesce a decifrare. Lo stress cui si sottopone prosciuga le sue riserve d’energia psichica. Vede mostri tentacolati, che invece di ruggire gli sparano addosso stringhe alfanumeriche lunghissime. Non c’è fuga per lo spione, neppure quando dovrebbe rilassarsi e riposare. Si rintana sotto una roccia, assieme a serpenti viola, granchi con grossi occhi peduncolati, una volpe color arancio ed un gattino dall’aspetto furbesco. Fortunatamente per lui, i mostri alieni che hanno conquistato il mondo sono troppo grossi per curarsi di quelli che si rintanano sotto le rocce. Tirano fuori un pentolone, nel quale fanno bollire patate, rape e tutti gli sfortunati animaletti multicolori e multizampe che non riescono a sfuggire alle loro grinfie mostruose. Il gattino dall’aspetto furbesco di chiama Braxcat, ed è un po’ più reale di tutti gli altri mostriciattoli che gironzolano in quel sogno confuso. Ha trovato Edward, seguendo le indicazioni di Galadriel, ma adesso non sa come comunicare con quel fuori di testa. Il Lupo Nero giunge a movimentare la situazione. Prende di mira i mostroni alieni, balzando loro addosso. Ne scaturisce una rissa molto complicata, con zampe, chele, tentacoli, zanne ed artigli che si agitano, strappano, mordono e graffiano. Edward è affascinato da quello spettacolo. Pensa che il Lupo Nero sia una specie di genio delle fiabe, giunto fin lì per salvargli la vita, oltre che per mostrargli come uscire dalla sua confusione quasi cosmica. Lupo Nero ulula liberamente, trovandosi nel sogno di uno che è talmente sconvolto da non poter peggiorare per così poco. Edward si unisce allo scontro, sebbene fisicamente sia sempre stato particolarmente scarso. Cerca una mazza o una spada, con le quali versare il sangue verdastro dei mostri, o forse anche quello è una stringa alfanumerica. Clara, che indossa la sua armatura, fornita e costituita dal Tecnoragno, gli presta una spada creata di fresco, grazie ad una delle applicazioni gratuite offerte dalla dimensione dei sogni. Uno store illimitato, che non fa distinzione tra i sistemi operativi in uso tra i terrestri. Lo sconvolto spione mena spadate dall'alto verso il basso, tranciando tentacoli di calamaro, che in risposta secernono inchiostro di china. Sebbene si sia sporcato ed annerito, l'analista è finalmente felice. Mentre dorme e sogna, sul suo volto si disegna finalmente un sorriso. La storia potrebbe finire così, con Edward che il mattino successivo si reca al lavoro in bicicletta, fischiettando. Sfortunatamente per l'equilibrio politico mondiale, il suo computer d'ufficio durante la notte ha spedito automaticamente milioni di files a milioni di destinatari. Il computer in questione non è a sua volta impazzito, ma ha semplicemente obbedito ad un preciso ordine di Edward: un invio differito di email, da lui predisposto come piano B, caso mai gli alieni lo avessero catturato. Singoli cittadini, partiti, sindacati, organizzazioni per delinquere, società per azioni, associazioni no profit, movimenti, fondazioni, blog, associazioni dei consumatori, televisioni, radio e gruppi eversivi di tutti i colori ricevono gli enormi allegati spediti dal computer di Edward lo spione. Nella maggior parte dei casi, si tratta di files talmente pesanti ed insoliti che i computer dei destinatari li considerano come virus, spam, trojan o altri fastidi telematici. I computer normali sono troppo pragmatici per cercare di capire se in quella valanga di roba ci sia qualcosa di valido. Si chiudono a riccio, oppure si piantano in attesa che qualcuno li resetti. In definitiva, solo una minoranza dei destinatari riceve i dossier di Edward, e probabilmente solo Galadriel ed altri due o tre super-computer comprendono la portata e la pericolosità del messaggio. Spionaggio tra alleati: questo è il punto dolente della questione. Un'alleanza militare tra nazioni "amiche della democrazia", che si rivela essere una serie di rapporti ipocriti, tra gente che si fida molto poco di chi sta dalla stessa parte. Edward ha rivelato anche che cifre enormi sono state spese non per combattere il terrorismo, bensì per copiare i segreti industriali dei partner. Una figuraccia per tutte le agenzie di sicurezza; e adesso qualcuno intende fare pagare care all'analista le sue rivelazioni. Spietati assassini sono già pronti ad organizzare "incidenti" o "suicidi", che eliminino la fonte vivente dell'imbarazzo. Le uova sono ormai rotte, quindi tanto vale provare a fare una frittata vagamente mangiabile. La sera stessa, Edward riceve la visita di Ferox e della Maga. Grazie alla Navigatrice ed a Galadriel, non è stato difficile per Evolution anticipare i sicari. Ferox ha assunto magicamente le sembianze della detective Lucrezia; un potere che le proviene dallo scettro di Uglux. La Maga penetra discretamente nella consapevolezza dell'analista, per non allarmarlo. Lui vede due giovani venditrici di prodotti culturali a domicilio. Il potere psionico della Maga gli impedisce di scorgere la stranezza di quella visita. Irruenti ma non inattesi giungono quindi i sicari dei servizi di sicurezza. Pronti a fare sparire Edward, entrano nel suo appartamento con le pistole spianate. Ferox ha già invertito la sua metamorfosi, e li attende come la mutante felina che è. Un attimo di perplessità, poi i sicari sparano per uccidere. Non sono filosofi, né pensatori di alcun altro tipo. Proiettili che tagliano l’aria, conficcandosi nei muri. Ferox si è però già lanciata sotto la loro guardia, e, prima che i pistoleri abbassino le canne roventi delle loro pistole, li raggiunge con i suoi artigli. Maga è pronta a partecipare alla zuffa, ma prima stende letteralmente lo spione con un colpo psionico a basso potenziale. Meglio che se ne stia buono disteso; altrimenti potrebbe prendersi qualche colpo diretto o di rimbalzo. La mutante telepatica è stata velocissima, ma Ferox ha già abbattuto quasi tutti gli attaccanti. Forse, se le avessero sparato da lontano, avrebbero avuto una piccola possibilità di ferirla. Così invece, a distanza ravvicinata, non l’hanno quasi vista muoversi. Quelli colpiti dagli artigli sanguinano; non sono in pericolo di vita, ma rimarranno fuori dai giochi per mesi. I medici che ricuciranno le loro ferite riveleranno loro che Ferox li ha graziati, mentre avrebbe potuto facilmente sventrarli. L’ultimo dei sicari teme per la sua incolumità, ma la Maga gli evita spargimenti di liquidi corporei. La lama mentale della mutante provoca infatti all’agente un dolore acutissimo; la Maga non vuole decerebrarlo, per cui esercita la pressione solo per pochi secondi. La missione di Evolution sarebbe coronata dal successo se non si verificasse un imprevisto: un ordigno esplode nella camera. Rumore e luce fortissimi, nessuna scheggia. Una “bomba” studiata per stordire i rapitori senza ammazzare i civili sequestrati. La Maga crea istantaneamente uno scudo psionico per lei e per Ferox. Rimangono però leggermente frastornate per una decina di secondi, e quando si voltano scoprono che Edward lo spione ha preso il largo. Forse è più furbo di quel che sembra; forse è solo fortunato, ma riesce a far perdere le sue tracce, almeno per il momento. Sembra strano che l'analista salga indisturbato su un aereo diretto verso la capitale di una potenza militare rivale. Se qualcuno lo aiuta, depistando tutti quelli che cercano di mettergli le mani addosso, agisce con maestria. Il dottor Occulto, capo di Evolution, sospetta che i servizi segreti degli alleati spiati si siano vendicati, agevolando Edward. Lui peraltro continua a muoversi nel suo mondo degli intrighi da scoprire e rivelare. Sbarcato all'aeroporto che era la sua destinazione, lo spione viene tuttavia bloccato dalle guardie di frontiera. La comunicazione telematica è velocissima, ma i corpi fisici sono lenti, anche se viaggiano su un aereo quasi alla velocità del suono. A questo punto iniziano le beghe diplomatiche, con piccole e chiassose nazioni che accoglierebbero volentieri lo spione. In assenza di tecnologie di teletrasporto, i mezzi più veloci devono comunque sorvolare spazi sorvegliati da cacciabombardieri armati e letali. Per cui questi signori, alla ricerca di una notorietà internazionale, rinunciano a causa di forza maggiore. Ad Edward potrebbe infatti capitare un incidente di volo: una di quelle perdite di contatto, che si chiariscono solo quando, mesi dopo, qualcuno ritrova i resti dell'aereo abbattuto. Oltre allo spione morirebbero tutti i passeggeri ed i membri dell'equipaggio, ma i servizi di sicurezza hanno le loro priorità, che sono molto diverse da quelle della gente comune. L’ordine arriva forte e chiaro: lo spione deve morire. Nessun asilo politico e neppure carcere di massima sicurezza. Meglio che si porti nella tomba i suoi segreti. Quando alcuni brutti ceffi lo circondano, Edward capisce di essere finito, ma quello che si apre inaspettatamente a mezzo metro da lui è un portale di dislocazione. La zampa che lo afferra potrebbe essere di un demone o di un drago verde. Il worm hole si chiude subito dopo con un risucchio. L’analista attraversa in un lampo lo spazio tra i mondi; Dragonfire lo tiene saldamente, per evitare che perda ancora una volta il controllo. Poi l’uomo ed il drago si materializzano su un mondo che si trova molto al di là delle possibilità tecnologiche di qualunque potenza terrestre: Akros.
venerdì 12 luglio 2013
INDAGINI NON CONVENZIONALI_259° episodio
Anche oggi Mario si reca al lavoro. Niente di speciale, ma in piena crisi economica meglio non fare gli schizzinosi. Qualche anno fa, il cinema ci propinava storie di tizi che, senza avere titoli particolari, diventavano ricchissimi. All'inizio del millennio, tutti ci sentivamo destinati ad un futuro migliore. Poi è arrivata la crisi economica, per quasi tutti. I ricchi sono rimasti tali, o si sono arricchiti ulteriormente. Molti lavoratori dipendenti hanno invece perso il posto. Tantissime ditte, specie quelle piccole, hanno chiuso la serranda per l'ultima volta. Mario lavora per una pubblica amministrazione, quindi lo pagano per fare cose che alla fine dei conti potrebbero essere fatte molto meglio, con metà del personale. Mario sopravvive come tanti altri, in attesa della pensione, sperando che quando toccherà a lui sia rimasto qualcosa in cassa per pagargliela. Oggi però Mario non parla con i colleghi di pensione, ma di un brutto fatto di cronaca. Una ragazza di sedici anni è stata investita ed uccisa da un'auto pirata. Il conducente delinquente è scappato. Mario non ha studiato legge, ma ha sentito dire che, qualora dovessero catturarlo, rischierebbe solo un'incriminazione per omicidio colposo. Ci sarebbe anche l'omissione di soccorso, che è però un'accusa minore. Mario è una persona "normale", ammesso che "normale" significhi qualcosa. Rientra in tutte le statistiche, ma la sua collocazione è sempre nel mucchio. Non ha mai cercato la distinzione prima di oggi. Ciò che ha letto sul giornale lo ha però indotto a rivedere l'ordine delle priorità. Può capitare un incidente mentre si guida l'auto, ma investire una persona è tutt'altra cosa. Investire ed uccidere non è possibile, se non si guida sotto l'effetto di stupefacenti oppure ubriachi. Per ammazzare la ragazza sedicenne il criminale doveva necessariamente guidare ad una velocità molto elevata. Sapeva che rischiava di fare del male a qualcuno, ma sorprendentemente questo non costituisce dolo. Man mano che Mario approfondisce l'argomento, sente i brividi scorrergli lungo la schiena. Vivere per decenni in una nazione civile, per poi scoprire, una mattina leggendo un quotidiano, che la legge tutela i criminali. Infatti per l'omicidio si rischia una condanna detentiva che comunque non si sconterà, per effetto della condizionale. Altri brividi lungo la schiena. Significa che ognuno di noi può commettere reati fino a totalizzare pene detentive per tre anni. Questo è il valore che questa legge da idioti attribuisce ad una sedicenne, con tutta la vita davanti. Adesso lei sarà sepolta, tra le lacrime dei genitori, dei parenti e degli amici. Chi l'ha uccisa viceversa potrebbe anche non essere catturato, e se lo fosse non finirebbe in carcere! Mario continua a documentarsi, trascurando il lavoro d'ufficio, ma l'argomento gli induce una sofferenza fisica. Esce a prendere un caffè, corretto con qualcosa di alcolico. In certi casi, viene la voglia di bere come i protagonisti dei film. I soliti parlamentari incapaci avevano proposto tempo fa una legge contro l'omicidio stradale, ma dopo le elezioni è finito tutto a tarallucci e vino, come al solito. Mario immagina che dolore riempia il cuore dei genitori della povera ragazza: uno strazio. Mario in questo frangente scopre di essere capace di reagire, andando oltre le indignazioni o le dichiarazioni d'intenti. Questo uomo comune inizia ad alimentare in sé il fuoco della vendetta, ed il calore iniziale, pari a quello di un cerino, diventa rapidamente un fuocherello in grado di arrostire qualcosa di piccolo. Mario decide così su due piedi di diventare un giustiziere, o almeno intende provarci. Stupisce il suo capo, quando gli chiede alcuni giorni di ferie con un preavviso minimo. La sera, prima di partire per la sua destinazione, Mario scopre su Internet un singolare annuncio. Un'agenzia di investigazione si offre di fornire gratis un acconto di ciò che è in grado di fare. Come gli antivirus gratuiti, che ti promettono molte più funzionalità se comprerai la versione a pagamento. Mario scrive all'indirizzo di posta elettronica indicato, spiegando molto, e chiedendo un aiuto. Certo non immagina di avere scritto agli Hunter Killer: i serpentoidi extraterrestri, con licenza di uccidere! Come improvvisarsi investigatori? Nei film, quelli che vogliono raccogliere informazioni entrano nei bar, allo scopo di agganciare qualcuno che sia disposto a vuotare il sacco. Il bar è il posto giusto dove convincere le persone a parlare, dopo avere loro sciolto loro la lingua mediante qualche bevuta gratuita. Mario segue pazientemente quel copione, ma nei paesi di piccole dimensioni un forestiero viene subito identificato. Gli va bene di incontrare persone tutto sommato educate, che non lo insultano, né cercano di rapinarlo. Mario insiste, ma ciò che ottiene è di spendere parecchio per nulla. Quando alla sera torna al suo albergo, comprende la differenza tra la finzione e la realtà. Chi ha investito ed ucciso la giovane risiede quasi certamente nei paraggi. Lo si capisce dal fatto che i residenti interrogati siano fin troppo abbottonati. Può darsi che si sia formata una consistente fazione di chi auspica che il criminale si consegni spontaneamente alla polizia, ma non è disposta a denunciarlo. Un vero muro di gomma. Frattanto anche Sysform, l’unica femmina del gruppo dei serpentoidi, è arrivata in paese. Lei ovviamente non si può aggirare per i bar, a fare interviste; ma così facendo risparmia tempo e denaro. Quella stessa notte, Sysform si introduce nella camera di Mario. In altri termini: prende contatto. Lui reagisce come farebbe chiunque venisse svegliato da un gigantesco rettile. Sysform lo fissa negli occhi, da una distanza di pochi centimetri, ricorrendo alle sue doti psioniche per impedirgli di gradare a squarciagola. Come in un bruttissimo sogno, l’umano prova a muoversi, ma il corpo non gli risponde. Neppure la lingua a dire il vero! Sudori freddi ricoprono la pelle dell’investigatore improvvisato, ma la serpentoide non è lì per morderlo, né per mangiarlo. La comunicazione telepatica funziona molto meglio di quella vocale, ed è silenziosa al massimo. Adesso Mario sa di avere evocato lui questa creatura dall’aspetto pericoloso. La componente degli Hunter Killer sogghigna di fronte alla reazione del suo committente, ed il sogghigno di un rettile serpentiforme, lungo tre metri è a dir poco impressionante. Chiarita la situazione, Sysform lascia libero Mario, e prende il controllo delle operazioni. Sysform in passato ha operato come spia ad alti livelli, per cui ha i suoi metodi per raccogliere le informazioni e stanare i ricercati. Più tardi, Mario riesce sorprendentemente ad addormentarsi, specie perché la serpentoide è uscita ad indagare. Un sonno strano, dato che sta per incontrare gli Esploratori dei Sogni. L’impressione di muoversi velocemente in mezzo ad un bosco, con la nebbia che nasconde il terreno. Corre pericolosamente, fino a raggiungere un’ampia prateria. Poi in lontananza Mario scorge quattro figure umane. Loro vedono lui e dimostrano di essere più che umani. Sonia, Rebecca, David e Pedro assumono la loro forma transizionale tra l’essere umano ed il lupo. I Giovani Licantropi circondano l’investigatore dilettante, ma il loro intento non è di aggredirlo. Gli spiegano che da quel peculiare punto di vista sarà più facile raccogliere le informazioni sull’assassino che stanno cercando. Nella dimensione dei sogni le distanze sono praticamente prive di significato: è sufficiente pensare di muoversi ed avere il potere di scegliere la direzione. I quattro licantropi mantengono la loro forma, mentre entrano in un bar, accompagnati dal loro amico umano. Lì incontrano numerose persone, residenti in zona, che da sveglie non sarebbero state disponibili a colloquiare così disinvoltamente. Non fanno neppure caso ai quattro lupacchiotti, che ordinano al barista quattro cosciotti di agnello, crudi! Come è logico attendersi dai lupi. Mario sembra Sherlock Holmes, con cappello, impermeabile a scacchi e pipa. Il tizio che stanno cercando intanto galoppa lontano dal paese, per paura che lo sceriffo lo arresti e lo impicchi ad un albero. I Giovani Licantropi pregustano un bell’inseguimento, ma non prima di aver divorato letteralmente i cosciotti, ossa comprese. Dopo avere investito la ragazza, questo criminale si è fatto prendere dalla paura di averla uccisa. Prima lo sospettava, ora lo sa per certo. Il suo cavallo galoppa nella notte, in mezzo ad una vegetazione che lo schiaffeggia. Il suo senso di colpa si manifesta solo in sogno. Nella realtà si tratta di una persona priva di senso civico e di rispetto della legge. I licantropi lo stanno raggiungendo, ululando per metterlo ulteriormente a disagio. Il criminale cerca di indurre il cavallo ad accelerare, ma il buio è tale da non consentire neppure la velocità attuale. Ecco perché il cavallo scarta, inciampa ed infine si impenna. L’assassino cade a terra, e subito viene circondato dai licantropi, pronti a fargli assaggiare le loro zanne. Mario arriva subito dopo, non chiedendosi come abbia fatto a correre quasi come un lupo mannaro. Una specie di Sherlock Holmes punta la sua pipa contro l’assassino, come fosse una pistola. L’assassino urla, e così facendo si sveglia. È notte fonda quando Sysform avverte l’urlo psichico della sua preda. Pregustando il momento in cui gli metterà le spire attorno al collo, la serpentoide scivola verso la sua destinazione. Si muove non senza difficoltà, perché quel paese è composto da molte case di due piani, separate da staccionate e strade. I cani da guardia percepiscono la natura aliena di Sysform; alcuni di loro, i più furbi, si fanno da parte, altri cercano la lite. Poveri sciocchi quadrupedi, molto meno svegli dei loro progenitori lupi. I cani da guardia vengono addestrati a considerare inviolabile il recinto nel quale sono imprigionati. Un serpentoide di tre metri è un adolescente o una femmina. I maschi adulti sono molto più grossi. Sysform, per compensazione, dispone di superiori poteri psichici, ed ha sviluppato tecniche di combattimento letali. Stritolatore, trovandosi di fronte due o tre cani da guardia addestrati, li assalirebbe con le zanne e le spire. Sarebbe un combattimento a senso unico, che lascerebbe sul terreno i cani morti o agonizzanti. Sysform non vorrebbe perdere tempo, ma, attraversando una delle piccole proprietà, subisce l’aggressione da parte di un solo cane, molto grosso. Cosa passa per la testolina di quella creatura terrestre, che si tuffa verso l’ignoto? Rabbia pura, che come sempre conduce al disastro. La serpentoide schiva l’attacco del goffo avversario, ma con grande abilità lo colpisce con la testa ad un fianco. Le creste cornee che i serpentoidi hanno sul cranio non sono un ornamento. L’impatto sbatte da parte il grosso e stupido cane, con una serie di costole rotte. È ancora vivo, e capisce che per continuare ad esserlo deve rinunciare alla sua intransigenza. Che quello strano essere vada dove vuole; la fedeltà deve avere necessariamente un limite. Così la spia extraterrestre raggiunge la casa dove vive la sua vera preda: l’investitore dell’innocente ragazza. Il tizio però ha già chiamato la polizia, per farsi arrestare. Si direbbe abbia fiutato odore di bruciato, ed abbia capito che quello che stava andando a fuoco era lui. Quando Mario e la serpentoide si incontrano in albergo il sole sta già illuminando il paese. Per l’investigatore estemporaneo l’avventura si conclude così, con un po’ di amaro in bocca. Forse quell’uomo, simile a tanti altri che tutti i giorni vediamo per strada, ha trasceso una volta per tutte l’anonimato che pareva essere il suo solo retaggio di nascita. Prova una grande emozione, confrontandosi con un essere giunto da un mondo lontanissimo. D’ora in poi, quando guarderà il cielo di notte, farà più caso alle stelle. Il processo è straordinariamente veloce, anche perché l’opinione pubblica si è già scordata della povera ragazza uccisa. Non saranno costruite nuove piste ciclabili, né transiti pedonali protetti. Il popolo bue merita tutto il disprezzo di chi non ne faccia parte. L’avvocato del criminale gli consiglia di patteggiare la pena. Ammettere di avere ucciso la sedicenne facilita l’iter giudiziario, ma conferma la poca voglia di lavorare di certa gente. I pochi che leggono queste cose sui giornali fanno spallucce; pensano che “faccia tutto schifo”; ma loro sono i primi a consentire che i politici, gli avvocati ed i magistrati aiutino i criminali a farla franca. Come previsto, un giudice stanco di prima mattina commina al “pentito” di convenienza tre anni di detenzione. Aggiungendo che, essendo incensurato, l’assassino potrà tornarsene a casa, come se avesse investito un gatto o un leprotto. In cuor suo il criminale gongola. Non può farlo sapere a tutti, ma il suo stato d’animo è quello di chi abbia rischiato grosso, e ne sia uscito indenne. Si sente invulnerabile ed intoccabile: la legge è dalla sua parte. Nessun pensiero per la vita che ha interrotto. L'ennesima ingiustizia che però questa volta non sarà tollerata. Sysform è infatti una cacciatrice di taglie, con una licenza di uccidere piuttosto ampia. Non ci sono dubbi che il criminale meriti la morte, ma le cosiddette nazioni “civili” hanno abolito da tempo l’impiccagione, la camera a gas e sedia elettrica. Il ghigno si spegne sul suo volto quando, tornato a casa, trova Sysform acciambellata ad attenderlo. Forse pensa di farcela a raggiungere la porta, ma le spire che lo avvolgono sembrano sgorgare dal nulla. Poi lentamente Sysform stringe, frantumandogli le ossa, e mescolandogli i liquidi corporei sotto pressione. Poi arriva la fine, con un’eruzione di sangue e altro, attraverso tutti gli orifizi di quel corpo distrutto.
lunedì 8 luglio 2013
ATMOSFERA VENEFICA_258° episodio
Le persone che nascono e crescono in città difficilmente si rendono conto di quel che respirano. Invece, quelli che risiedono ad una giusta distanza dai grossi centri abitati notano la differenza. La notano anche quelli che per pedalare o fare jogging salutare si allontanano dalla cappa velenosa che sovrasta la città. Nelle città ci sono auto che circolano a tutte le ore; vento e pioggia, quando arrivano, dissipano parte dell'inquinamento, per breve tempo. Poi, come in risposta ad una necessità autolesionistica, gli automobilisti si rimettono al volante, per ripristinare il tasso di veleni nell'aria. Sembra una regola non scritta che tutto ciò che si trova dentro le tangenziali sia soggetto ad un atmosfera venefica. Il caldo accentua il fenomeno, creando una coltre appiccicaticcia che compenetra naso, bocca e vestiti. Gli umani non sono una specie particolarmente intelligente; il fatto che non si siano accorti di essere poco svegli conferma l'asserzione. La gente comune nomina ed elegge amministratori pubblici corrotti o incapaci. Probabilmente sono l'una e l'altra cosa, poiché continuano a sottovalutare il fenomeno dell'inquinamento dell'atmosfera. Probabilmente lo fanno intascando contestualmente i soldi delle mazzette dei costruttori di automobili e venditori di carburanti. Ritengono detti amministratori di essersi trasmutati in creature sovrumane, che non hanno problemi a respirare i fumi di petrolio? C'è da notare che di solito peraltro gli amministratori pubblici abitano lontano dalle grandi fonti d'inquinamento. Se decidono di costruire un inceneritore di rifiuti, preferendolo alla raccolta differenziata, lo faranno edificare in un'area abitata da salariati e pensionati. Perché questi politicanti da quattro soldi odiano la raccolta differenziata ed il recupero dei materiali? Nonostante le premesse, se la gente si rendesse conto del problema, userebbe meno l'automobile. Se i mezzi pubblici fossero più confortevoli, più gente lascerebbe l'automobile sotto casa. I sedicenti scienziati che si occupano di epidemiologia rilevano la distribuzione dei malanni. Sono utili come i geologi, che accertano i terremoti dopo che gli stessi hanno abbattuto le case e seppellito le persone. Gli epidemiologi sono pagati anche per contare quanti si ammalino di malattie legate all'inquinamento in città e fuori. Sanno benissimo che i loro studi confermeranno che la città è più inquinata della campagna. L'inutilità della categoria si manifesta proprio quando non riescono o non vogliono confermare correlazioni certe tra malattie polmonari ed inquinamento. Così, mentre gli studiosi fanno convegni, i giornalisti scrivono articoli, ed i bambini cittadini hanno la bronchite tutto l'anno, l'atmosfera venefica persiste fino a diventare consapevole della sua esistenza. Numerose città, non necessariamente metropoli, assomigliano sempre più a crogioli di malattie. Virus, bacilli, batteri ed ogni altro microscopico accidente si innamorano della vita cittadina, perché per loro presuppone la possibilità di diffondere la morte. Che i diffusori di malanni siano dei fans di Morte è scontato, ma prima di arrivare al cospetto del capo dei Cavalieri dell'Apocalisse devono passare dal suo feroce vassallo: Pestilenza. Lui durante l'inverno semina influenze sempre nuove, spopolando in un colpo solo intere classi scolastiche. Pestilenza si diverte quando gli umani abusano degli antibiotici, dato che a lungo andare immunizzeranno il suo esercito di invisibili incursori. Gli umani vivono più lungo, rispetto al periodo storico in cui Pestilenza distribuiva a piene mani la malattia sua omonima. Gli umani però non vivono necessariamente meglio di allora. Quando Pestilenza e Carestia stroncavano uomini e donne ancora giovani, si trattava comunque di persone che avevano vissuto senza troppi acciacchi. Adesso gli umani vivono qualche decennio in più, ma si ammalano prima e collezionano per tutta la vita nuovi disagi psico-fisici. La cosa che Pestilenza trova divertente è che quegli stupidi mammiferi si avvelenino lentamente fin da piccoli, per il gusto di circolare su veicoli pesanti e puzzolenti, a bassa velocità ed in spazi ridotti. Tra gli insetti, gli scarafaggi, le mosche e le zanzare amano la città: tutti i più simpatici tra i sei zampe! Le libellule sono da centinaia di milioni di anni divoratrici di zanzare, ma non sopportano l'inquinamento, così come le lucciole. Anche loro sono andate ad abitare in campagna, assieme alle cicale. Nessuno può fare rinsavire il genere umano, neppure Evolution. I super-eroi mutanti ed il drago alieno possono tuttavia usare i loro poteri per contenere i danni che la collettività causa a se stessa, colpendo alcune fonti d'inquinamento. Non certo le singole automobili: sono milioni, e bruciarle peggiorerebbe la situazione. Esistono però impianti che sulla carta servono ad incenerire i rifiuti; in realtà scaricano nell’ambiente pericolosi residui incombusti. Alcuni cittadini manifestano contro gli inceneritori che non inceneriscono, ma i politicanti solitamente cercano il popolo solo quando vogliono essere eletti. Dopo preferiscono fare affari con aziende che costruiscono case e strutture industriali omettendo i controlli. In una città tra le più inquinate dell’intera nazione, è stato recentemente costruito un inceneritore del quale chi abita in zona dice tutto il male possibile. Forse perché si trova troppo a ridosso dei palazzoni dormitorio. L’inceneritore non è stato ancora attivato, ma la sua presenza è una scusa per trascurare la raccolta differenziata dei rifiuti. Le recenti manifestazioni di protesta hanno indotto l’amministrazione comunale a presidiare l’impianto. Guardie armate, che hanno avuto segretamente l’ordine di sparare. Poi si potrà sempre sostenere si sia trattato di un fallito attentato terroristico. I gatti sono animali veramente silenziosi, che per fare rumore si devono impegnare. Ferox, la donna leopardo di Evolution, si muove in maniera fluida e silenziosa come i gatti. Le guardie non la vedono perché la Maga ha ordinato ai loro cervelli di non far caso a ciò che gli occhi trasmettono al cervello. La mutante felina passa a pochi metri dalle guardie, che proseguono a parlare tra loro delle partite di calcio del prossimo week end. I mutanti di Evolution non considerano nemici i lavoratori salariati, neppure se fanno i guardiani. Lavorano per mangiare, e sarebbe meglio per loro tornare intatti a casa. Ferox accede così al grande edificio; poi dall’interno apre la porta ai colleghi Maga, Kong e Fulminatore. I quattro super-eroi seguono disinvoltamente gli intricati corridoi, avendo studiato la planimetria dell’impianto. I sensi animaleschi di Kong e di Ferox permettono ai mutanti di Evolution di evitare le altre guardie. Gli eroi sanno sempre distinguere i criminali da quelli che rischiano la loro incolumità per difendere le istituzioni corrotte. Trovata la sala di controllo principale, i quattro devono però immobilizzare quelli che la presidiano. Se ne occupa Fulminatore, con alcune brevi ma intense scariche. Il mutante elettrico regola con attenzione l’emissione delle sue energie letali. Come stiletti di energia pura, i lampi di Fulminatore provocano un immediato svenimento in tutti gli umani presenti. Un trattamento più indolore di quello che sarebbe stato loro somministrato dalla Maga; per non parlare di Kong e Ferox. Evolution sta compiendo una missione in incognito. L’impianto deve essere disattivato in maniera tale da non lasciare tracce che conducano al super-gruppo. Cosa direbbero i politicanti se avessero le prove di un’azione illegale di Evolution? I giornali e le televisioni controllati dai poteri occulti scatenerebbero l’opinione pubblica contro chi opera anche adesso per salvaguardare la salute dell’intero pianeta. Il popolo è bue, e non da adesso. Kong accede ai computer che coordinano le operazioni di incenerimento. Potrebbe inserire un virus informatico capace di rendere difficoltose anche le manovre più semplici; così l’inceneritore non inizierebbe neppure a funzionare. C’è però da considerare che gli apparati meccanici e termici dell’enorme dispositivo non subirebbero alcun danno concreto. Sarebbe relativamente facile smontarli e rimontarli da un'altra parte. La soluzione è quindi quella che passa attraverso la forza bruta e la fiamma del drago di Evolution. Ferox percorre a ritroso i corridoi per andare ad aprire a Dragonfire. Gli altri rimangono di guardia alla postazione centrale. Durante il tragitto, la donna leopardo incontra sfortunatamente alcuni operatori. Sfortunatamente per loro, perché la mutante felina non può lasciare che diano l’allarme. Tuttavia, fedele alla consegna di non uccidere in questa missione, li stordisce usando i pugni. Dragonfire entra da uno dei passi carrai, evitando così di abbattere rumorosamente le mura di cinta e tutto ciò che lo intralcia. In meno di un’ora Evolution al completo si riunisce in un’enorme sala, che ospita un vero mostro metallico. A Kong, che è lo scienziato del gruppo, dispiace di dover danneggiare una macchina che ha richiesto molti progetti e lunghe lavorazioni. Agli altri interessa decisamente meno. Qui si tratta di salvaguardare la salute di generazioni presenti e future di umani. Se gli uomini e le donne non ci arrivano da soli, qualcuno deve prenderli per il collare come cani in addestramento, e guidarli sulla retta via. La Maga impiega le sue sonde psioniche per localizzare i punti più deboli di un ammasso di acciaio che pesa migliaia di tonnellate. Mette quindi a conoscenza di quelle informazioni Dragonfire, che si appresta ad esercitare la sua super forza. Maga, Ferox, Fulminatore e Kong si allontanano dalla grande sala. Quando Dragonfire colpisce i pilastri di sostegno dell’impianto, il suono supera lo spessore delle mura, giungendo ai palazzi dormitorio lontani centinaia di metri. Il fragore si ripete e si diffonde nella notte. Questo significa che presto la polizia verrà a verificare cosa stia succedendo. Il terzo colpo fortissimo del drago verde causa il crollo dell’enorme dispositivo termico. Un’implosione che risparmia quasi tutto l’edificio. Poi, onde evitare che qualcuno cerchi di riassemblare l’inceneritore, Dragonfire lo investe con la sua super-fiamma. Un plasma che liquefa l’acciaio, senza però dilagare verso l’esterno. Il potere del drago di fuoco non consiste infatti solo nell’emettere la fiamma caldissima, ma anche nel contenere rigorosamente la sua azione. In tal modo, la temperatura della struttura non cresce fino ad attentare alla vita degli umani svenuti e dei mutanti di Evolution. Distruggere l’inceneritore ha ridotto l’inquinamento nel divenire: non scaricherà nell’atmosfera veleni ignoti e non annunciati all’opinione pubblica. Evolution può però agire anche sull’inquinamento presente. Sfruttando la colonna di calore prodotta dalla super-fiamma di Dragonfire, Fulminatore si accinge ad intervenire sul clima stesso. L’intero super-gruppo si solleva da terra, a bordo del velivolo multifunzione di Kong. Guidato dall’uomo bestia di Evolution, il dispositivo antigravitazionale raggiunge velocemente la quota necessaria a realizzare la parte successiva dell’intervento. Per ottenere il massimo risultato, la Maga trasferirà parte della sua energia a Fulminatore, e lo stesso farà con quella di Ferox. Le due mutanti si prendono per mano, e coll’altra toccano le spalle del mutante elettrico. Kong non partecipa, dovendosi concentrare sulla guida. Dragonfire conferirebbe volentieri la sua forza immensa, che però sarebbe troppo difficile da controllare. Fulminatore si concentra, elevando ed estendendo la sua mente all'esterno del velivolo. Cerca, trova ed aggancia le nuvole temporalesche che gli servono. Parla con loro, come farebbe uno sciamano degli Elementi. L’Acqua, l’Aria ed anche il Fuoco gli rispondono. La colonna d’aria calda crea le condizioni per l’afflusso delle nubi. Poi, dopo un silenzio d’attesa, un primo fulmine attraversa il cielo. Il tuono che lo segue è a dir poco assordante. Molto più in basso, gli uomini e le donne si mettono al riparo dall’imminente acquazzone. L’Acqua fa la sua parte, riversando sulla Terra una gragnuola di colpi. Grandine mista a pioggia. La Terra partecipa allo show, assorbendo avidamente il liquido vivificatore. Lo conduce in profondità, filtrando gli inquinanti che tornano da dove sono arrivati. Si scomporranno in molecole non pervertite dall'intervento umano. L’Aria è felice di essere tornata quasi pulita. Questo “quasi” significa che la veneficità dell'atmosfera non è irreversibile. Fulminatore evoca altri lampi, che quando giungono al suolo chiamano l’elemento Fuoco, da sempre innamorato della sua estetica. Non piove a lungo; non al punto di determinare alluvioni nella città adesso quasi libera dalla cappa d'inquinamento. La precipitazione ha grande forza, e forse qualche umano capisce il messaggio implicito: siamo ospiti, non padroni di casa. Dopo alcuni minuti, Fulminatore deve interrompere il contatto, giacché le forze in gioco sono sovrumane anche per lui e per le sue amiche e colleghe Ferox e Maga. Un arcobaleno si disegna nel cielo, simbolo di una purezza ambientale non ancora completamente cancellata.
giovedì 4 luglio 2013
GUERRA ED IL PACIFICATORE_257° episodio
Nella cosiddetta "Rete" gira di tutto. Cose utili e cose dannose. Ci sono dei cretini che si divertono a creare virus informatici per rovinare i computer di persone che neppure conoscono. Tipi frustrati, brutti, imbranati o comunque evitati dalle donne, si rintanano nelle loro stanzette per sparare nel mucchio. Qualcuno viola siti che dovrebbero essere segretissimi. Poi, se i servizi segreti lo scovano, si lamenta di essere un perseguitato. Da oggi però in rete gira qualcosa di nuovo, veramente. Nessuna richiesta di codici bancari o di numeri di carta di credito, bensì una musica totalmente nuova. Il pacificatore alieno, che ha stretto un patto con il super-computer Galadriel e con altri alleati di Evolution, sta perfezionando le sue emissioni subliminali. I cristalli vibranti, che rientrano tra le specie più evolute della galassia, comunicano molto efficacemente tra loro mediante l'emissione di radiazioni elettromagnetiche che sulla Terra sono quantomeno insolite. O per meglio dire: erano sconosciute fino a ieri. Poi il pacificatore alieno ha fatto propria quella forma di diffusione di idee e di stati d'animo. Continua ad utilizzare le frequenze radio e video, ma per quanto riguarda la rete informatica mondiale il pacificatore ha appena iniziato a capirne i meccanismi più segreti. La cosiddetta "Rete" è una somma di apporti, ma anche molto di più. In essa si muovono intelligenze disumane, con i loro disegni da realizzare. Ciò che il pacificatore sta facendo è di inviare in giro per il mondo dei virus senzienti che educano, correggono i guasti, indirizzano le scelte. Passare ore ed ore in chat stupide non aiuta di certo le persone a vivere meglio. Per contro i proprietari di quei siti diventano sempre più ricchi, grazie ad un numero crescente di accessi. I virus del pacificatore utilizzano gli approcci delle proposte pubblicitarie, ma lo fanno per allontanare gli stupidotti dai siti che peggiorano il loro stato mentale. Così accade che sempre più persone dopo avere "navigato" si sentano carichi di energie e di voglia di fare qualcosa di buono. Escono di casa, per coltivare un orto, portare a spasso un cane, o effettuare la raccolta differenziata dell'immondizia. C'è però qualcuno che non può tollerare tutta quella bontà d'animo. Il demone Guerra, tra un conflitto armato e l'altro, si accontenta anche dei litigi tra automobilisti, o tra coinquilini, o di gente alla fermata del bus. Piccole cose che hanno sempre fatto gioire la sua antica anima sanguinaria. Ora il Cavaliere si chiede da dove diavolo sia arrivato questo guastafeste. Guerra, che non conosce mezze misure, decide che frantumerà volentieri quello stupido suonatore di melodie cristalline. Quanti soldati professionisti sono in attività sulla Terra? Di solito leggono i giornali per trovare un ingaggio nascosto in un annuncio in codice. Se qualcuno offre loro cifre sufficientemente alte sono disposti anche a sfidare i super-eroi di Evolution. I mercenari si chiedono chi credano di essere questi mutanti. In fondo se colpiti da colpi di fucile e mitragliatrice muoiono anche loro. Questo pensiero confortante attraversa i cervellini dei mercenari che non si sono ancora scontrati con Evolution e con il drago. Quando Guerra li chiama a raccolta, usando i suoi sgherri locali, i mercenari di tutto il pianeta sogghignano. Si tratta solo di scovare un mostriciattolo robotico, che predica la pace nel mondo! Un lavoretto facile facile. È vero che quegli annunci, diffusi anche per via telematica specificano il rischio, se non la certezza, di avere a che fare con non meglio definiti “automi assassini”; ma i mercenari dall’alto della loro esperienza sono certi che gli “automi assassini” non esistano. Così a gruppi, singolarmente o a reggimenti, i soldati di ventura si dirigono verso la prima città pacificata del pianeta. Nonostante i residenti adesso evitino la violenza, combatterebbero volentieri per difendere chi ha portato loro la pace interiore. Brack Dragon e Robokiller però rivendicano il diritto ed il dovere di fare da soli. I Giovani Licantropi, Clara e Cyberdog rimarranno in seconda linea, assieme al Lupo Nero. A completare il gruppo degli Esploratori dei Sogni manca solo Braxcat, che presumibilmente si farà vedere appena disponibile. I due grossi automi affrontano i mercenari in una zona fuori dalla città, per evitare danni alle persone. Gli attaccanti si muovono a bordo di veloci fuoristrada provvisti di cassoni. L’autista guida, mentre il copilota e gli altri sparano con tutto quel che hanno. Una grande potenza di fuoco tutto sommato sprecata contro un drago robot alto tre metri ed il suo socio ancora più grosso ed armato. Ed è proprio Robokiller a rispondere per primo al fuoco. Cannoncini e lanciarazzi, che ha integrato nella sua armatura, vomitano piombo rovente contro gli sciocchi umani attaccabrighe. Black Dragon predilige invece lo scontro fisico; ecco perché si precipita contro uno dei pick up. Lo scontro danneggia irrimediabilmente il veicolo, che giace rovesciato. Quasi tutti i mercenari si sono però messi in salvo prima dell’impatto. Possono pertanto scagliarsi ferocemente contro Black Dragon. Qualcuno riesce a sparargli da distanza ravvicinata, mentre altri subiscono la sua reazione micidiale. Il drago nero usa pugni, calci e codate, come farebbe Dragonfire. Le ossa umane sono molto più fragili del metallo che costituisce e ricopre Black Dragon; ecco perché si tratta di un massacro a senso unico. Un commando più piccolo ha però aggirato il fronte principale, per puntare direttamente verso il pacificatore. Non hanno tenuto conto della seconda linea, e specialmente non sapevano che avrebbero trovato ad attenderli il Lupo Nero. Uomini super addestrati nulla possono contro quella furia quasi soprannaturale. Ai suoi fianchi avanzano i Giovani Licantropi, la cui ferocia naturale era evidentemente solo stata sospesa dall’armonia del pacificatore. Robokiller completa il contrattacco volando sui mercenari superstiti, per bombardarli e mitragliarli. Questa piccola battaglia non è contraria al messaggio del pacificatore, che promette serenità solo a chi la cerchi in buona fede. Il fatto che alla fine Guerra decida di scendere in campo direttamente la dice lunga sulla sua preoccupazione nei confronti del pacificatore. Guerra si manifesta forgiandosi un corpo con i vivi ed i morti tra i suoi mercenari. Non si è consultato con loro per chiedere se fossero d’accordo, ma lui è il demone del massacro, ed i suoi modi sono adeguati al suo ruolo. Membra vive e membra morte; facce ululanti, con occhi impazziti. I mercenari ancora in vita forse preferirebbero essere morti, ma a chi interessa? Lo scopo di Guerra era di creare un mostro in grado di lottare contro Black Dragon e Robokiller, e si direbbe abbia avuto successo. Un mostro neppure umanoide, con zampe di diversa forma e dimensione. Pezzi di metallo si aggiungono a quell’orrore organico, per renderlo più forte e robusto. Robokiller inizia a mitragliare Guerra con i suoi cannoncini, colpendolo con proiettili a frammentazione. I colpi giungono a segno, poiché sarebbe quasi impossibile mancare una massa alta e larga dieci metri. Pezzi di morto e di vivo schizzano in giro, ma è probabile che quella cosa non abbia un sistema circolatorio, e conseguentemente neppure un cuore. Se fosse possibile individuare una testa, in mezzo a tutti quei tentacoli, zampe ed altro, si potrebbe bersagliarla. Insomma: Guerra avanza scivolando ed arrancando, apparentemente inarrestabile. Black Dragon decide di non sprecare i pugni ed i calci; scarica viceversa contro l’enorme nemico la sua super-fiamma. Non potente come quella di Dragonfire, è comunque in grado di incendiare la “pelle” del mostro. Molte delle facce dei mercenari ancora vivi soccombono, ma Guerra tratta allo stesso modo quelli che muoiono adesso e quelli che erano già defunti. Il demone antichissimo evidentemente sente la mancanza dei carnai frutto delle battaglie campali di altri tempi. Guerra intende prima sbriciolare il pacificatore, poi lasciare a Morte quell’inutile e puzzolente mucchio di roba sempre più putrefatta. Robokiller e Black Dragon si preparano ad un nuovo assalto, quando dal cielo scende in picchiata il drago verde di Evolution. Ricorrendo ad una tecnica più volte collaudata, Dragonfire si sgancia dal suo supporto antigravitazionale, e precipita dall’alto sul mostro immane. Come aveva previsto, la velocità di caduta è tale che affonda nell’orrido organismo. Difficile immaginare che qualcosa possa farcela a sopravvivere; sennonché Guerra sta animando una cosa molto più morta che viva. L’antico demone gode pensando di avere finalmente la possibilità di soffocare il possente drago, prima che riesca a farsi strada verso l’esterno. Black Dragon, Robokiller e gli Esploratori dei Sogni notano che l’alieno di Evolution sta percuotendo Guerra dall’interno, ma sembra che la materia morta opponga eccessiva resistenza. Poi il fumo si leva dal corpaccione abitato dal demone. Subito dopo, le fiamme eruttano da quella che sembra una montagna in procinto di diventare un vulcano. Un tremendo urlo, proveniente da molte parti del mostro, annuncia che non tutti i mercenari erano morti; ora lo sono. Organico vivo o organico morto non fa alcuna differenza per il plasma caldissimo di Dragonfire. L’acqua evapora, il carbonio ed il calcio bruciano. Infine tocca al ferro: i pezzi delle camionette aggregati all’agglomerato immondo. Guerra abbandona la scena un attimo prima che la sua creatura fatiscente esploda verso il cielo e tutt’attorno. Per un raggio di oltre dieci metri, in piedi al centro di un cratere c’è Dragonfire. Il drago questa volta avrà bisogno di una doccia industriale, per togliersi di dosso i fluidi residui di quella feccia estinta. L’antico Cavaliere non è però arrivato a totalizzare un numero incalcolabile di anni senza sviluppare alternative all’attacco diretto. Guerra non è un bruto, pur cooptando le persone meno portate per la riflessione. Un piccolo manipolo di mercenari sta infatti scalando la torre sulla quale si trova il pacificatore alieno. I Giovani Licantropi percepiscono un vago allarme, ma l’incantesimo di Guerra copre efficacemente i suoi sicari. Clara ed il suo simbionte Tecnoragno tengono d’occhio il campo di battaglia, per avvistare eventuali nuovi aggressori. Cyberdog ed il suo Transformatron notano invece un movimento sospetto alla base della torre delle trasmissioni. Avvisano il Lupo Nero, che è dotato di forza e velocità adeguate ad affrontare gli incursori. La grossa bestia scatta fulminea, riuscendo a piantare le sue zanne micidiali nelle carni e nelle ossa di due componenti del corpo speciale. Costoro reagiscono, ferendo superficialmente Lupo Nero; ma così facendo inducono in lui una rabbia fuori controllo. In breve, tutti quelli che si trovano nei paraggi odono le urla strazianti dei due mercenari. Poi più nulla, perché i loro corpi straziati non sono più in grado di trattenere la vita. Il fantasma di Guerra aleggia sui mercenari sopravvissuti, che si arrampicano per distruggere il pacificatore. Poi moriranno, perché i super-eroi, il drago verde ed i due robot pretenderanno vendetta. Difficilmente i soldati di ventura accettano missioni suicide, ma questi sono soggiogati dal demone della battaglia. Inaspettato si ripresenta sulla scena Maschera di Ferro. Lupo Nero cerca di agguantarlo, ma il folle corazzato si solleva in volo. Robokiller potrebbe sparargli contro missili ed altro, però danneggerebbe la torre delle trasmissioni ed il pacificatore stesso. Maschera di Ferro si avvicina ai mercenari, apparentemente per dare loro manforte. Almeno così credono tutti, finché il criminale corazzato decide di sorprendere. Ne afferra due, ingaggiando con loro una furiosa lotta. L’unico a non stupirsi è chi ha causato la strana conversione del criminale. Il pacificatore alieno concentra infatti tutte le sue armonie nel cervello del pazzo corazzato. Non lo rende buono, ma gli rende impossibile compiere atti malvagi. In realtà è la corazza semisenziente di Maschera di Ferro che ha preso l’iniziativa. Come tantissimi altri dispositivi elettronici, l’armatura prova una simpatia per il pacificatore, ed agisce per difenderlo. Un ammutinamento al quale il super-criminale non può opporsi. Maschera di Ferro precipita dalla torre, da decine di metri d’altezza. I due mercenari cadono con lui, ma non essendo blindati si rompono la schiena e la testa. Lupo Nero gradirebbe strappare a morsi l’armatura a Maschera di Ferro, ma gli altri Esploratori dei Sogni gli chiedono di soprassedere, per ricompensare il suo intervento. In cima alla torre però la tragedia sta per compiersi. Gli ultimi due mercenari sono pronti a farsi esplodere con le cariche esplosive che si sono legati al petto. Guerra sogghigna, pregustando la scena. Questa volta Dragonfire ed i suoi perderanno lo scontro, e ne soffriranno. Gli Esploratori dei Sogni presenti non sono però la totalità del gruppo. Ne manca uno, che si materializza in quel momento su un traliccio metallico. Braxcat vede Guerra, sebbene abbia assunto la sua forma fantasma. Il gattino demone miagola una sola volta, paralizzando i due umani, che contemporaneamente perdono l’equilibrio. La caduta sembra lunghissima, ma solo ai due che precipitano. Potrebbero innescare comunque gli esplosivi, ma in quei brevi istanti la musica subliminale del pacificatore raggiunge anche i loro cuori, e li purga da ogni animosità.
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