giovedì 29 agosto 2013
FUOCO, MAGHI E NEBBIE_271° episodio
Cosa può fare il velivolo multifunzione di Kong contro un incendio che sta distruggendo un parco nazionale di migliaia di chilometri quadrati? Il fuoco si estende in tutte le direzioni, ed i pompieri giurerebbero che manifesti una precisa volontà di uccidere e distruggere. A terra, Dragonfire realizza trincee, per bloccare la propagazione delle fiamme; gli umani, che non sono come lui resistenti a temperature altissime, si tengono a distanza, ma lottano con impegno. Gli animali dei boschi scappano per raggiungere le protezioni di pietra che il drago ha realizzato. Carnivori ed erbivori dimenticano ogni ostilità, in questo frangente. Riprenderanno a divorare ed a scappare se e quando avranno salvato la pelliccia. Aerei ed elicotteri attrezzati scaricano tonnellate d’acqua sulla vegetazione in fiamme, ma la battaglia è molto ardua. Kong, invece di ricorrere all’acqua, spara contro l’incendio delle granate da lui inventate. Quando esplodono non lanciano in giro frammenti o schegge, bensì onde di vuoto, che privano le fiamme dell’ossigeno necessario a perpetuarsi. Le granate dell’uomo bestia di Evolution utilizzano la tecnologia delle onde antigravitazionali, che però, invece di attrarre, respingono tutti i gas in maniera centrifuga. Poi il velivolo multifunzione di Kong si innalza di alcuni chilometri, per far sì che Fulminatore impieghi il suo potere. Per il mutante elettrico è molto più facile lanciare scariche elettriche distruttive, ma questa volta si tratta di creare. Fulminatore si sintonizza con le energie presenti nelle nubi, inducendole a produrre al loro interno i presupposti per un temporale. Quando i lampi iniziano a solcare il cielo, gli uomini molti più in basso esultano. Poi finalmente piove in maniera dirompente, e l’elemento Fuoco si trova contrapposto all’odiato elemento Acqua. Un combattimento presente in tutte le mitologie più antiche. Uno scontro che dura dalla formazione del pianeta, e continuerà finché la Terra continuerà a ruotare attorno al Sole. Black Dragon e Robokiller stavano volando in direzione del parco nazionale in fiamme, per aggiungere la loro potenza a quella di Dragonfire. Poi però hanno saputo dell’arrivo di Kong e di Fulminatore, ed hanno deciso di cambiare rotta, per aiutare la Maga e le sue colleghe, che al momento sembrano più in difficoltà. Intanto, nella jungla gli stregoni zombie sono usciti allo scoperto dopo centinaia o migliaia di anni. Non sono in alcun modo disturbati dall’umidità e neppure dagli insetti, che da loro non possono di certo estrarre del sangue. Neppure Ferox è rallentata dall’umidità, e per quanto riguarda gli insetti si muove troppo velocemente perché qualcuno di loro possa pungerla. Per quanto da vivi fossero esperti nelle arti magiche, adesso non sembrano ricordarsi alcun incantesimo e, dal punto di vista della strategia di combattimento corpo a corpo, sono una frana. Occulto partecipa a suo modo allo scontro, scagliando lame psioniche che non spezzano ossa, né tagliano le carni indurite, ma agiscono come onde d’urto. Il singolare duo, composto dalla donna leopardo e dal telepate fondatore di Evolution, danza in mezzo a quelle lente mummie. Il capo degli attaccanti si rende conto di ciò, ed agisce sprofondando assieme a tutto il suo gruppo di non morti nelle viscere della piramide. Il dottor Occulto apprezza quella strategia di disimpegno, ma è certo che gli stregoni ex vivi torneranno all’attacco. Sulla Vae Victis, l’azione bellica autogestita dalla nave senziente ha indebolito la stretta del turbine oscuro. La Maga contatta il capo di Evolution, che l’avvisa dell’imminente arrivo di Black Dragon e di Robokiller. Frattanto l’incendio nel parco nazionale perde potenza. Le granate a vuoto di Kong, la pioggia scatenata da Fulminatore e gli sbarramenti realizzati da Dragonfire aiutano i vigili del fuoco nella loro opera eroica. L’elementale del Fuoco arretra, ma non è solo. L’elemento Aria muove all’attacco del velivolo multifunzione, a bordo del quale si trovano i due mutanti di Evolution. Presi di sorpresa, sono costretti ad allontanarsi di numerosi chilometri, onde evitare di precipitare al suolo. Dragonfire decide a questo punto di sfidare frontalmente lo spirito del Fuoco. Con un enorme balzo, atterra in mezzo alle fiamme ancora attive. I vigili del fuoco si allarmano, ma non Kong e Fulminatore, che conoscono i super-poteri del loro amico extraterrestre. Dragonfire si prepara a liberare un plasma molto più caldo di quell’incendio. Dalle sue fauci sgorga un mix tra materia ed energia. Il contatto con il legno semi incenerito scatena una deflagrazione controllata, che si spinge verso l’alto per parecchi chilometri. Il camino diventa la somma di tutte le fiamme, che in esso vengono spietatamente aspirate. All’esterno del camino, caldissimo, l’aria si rinfresca improvvisamente. Al centro del fenomeno, Dragonfire prende il controllo delle enormi energie liberate, e le scaglia contro ed attraverso il malvagio elementale del Fuoco. Come una divinità primigenia, esso assume dimensioni immense, ma non può uscire dal camino di fiamma quasi cosmica. Poi, al comando del drago, il camino si stringe, fino ad implodere. Il nemico di Dragonfire è scomparso, scagliato in un piano dimensionale differente da quello terrestre. Potrà tornare, ma passeranno dei mesi prima che possa manifestare nuovamente una forza veramente distruttiva. L’elemento Aria, che non ha alcuna intenzione di essere a sua volta esiliato, abbandona la battaglia. Il dottor Occulto, in cima alla piramide che sta esplorando assieme a Ferox, gioisce per la vittoria del drago, di Kong e di Fulminatore. La battaglia contro gli stregoni redivivi ricomincia. Precipitati in un antro nelle viscere della piramide, i non morti possono finalmente scatenare la loro antica magia. Presumibilmente il loro potere è intimamente connesso con la sostanza che costituisce la piramide. All’esterno sono meno forti, perché le radiazioni solari interferiscono con la loro necromanzia. Una nebbia appiccicosa sbuca all’improvviso dalle fessure tra le pietre, circondando Ferox ed Occulto. Nella nebbia non ci sono attaccanti vivi o morti; per cui agli artigli della donna leopardo mancano bersagli solidi. La nebbia stessa è il pericolo, poiché tenta di accedere alle vie respiratorie dei due mutanti, per asfissiarli. Il dottor Occulto, nato telepate, ha acquisito negli anni poteri magici che adesso gli tornano utili. Se tutti i suoi incantesimi richiedessero una formulazione orale, tipo il classico “abracadabra”, lui e Ferox cadrebbero vittime delle nebbie assassine. Il leader di Evolution ha viceversa trasceso da tempo le limitazioni dettate dagli incantesimi dei maghi delle favole. Il suo pensiero è la sua arma più forte. Si concentra fino a visualizzare l’intero assembramento nebbioso; in tal modo comprende da dove scaturisce. Così esercita una pressione su quella sostanza necromantica. Non si tratta di normale umidità, bensì di esalazioni quasi infernali. Compresa la consistenza di ciò che si oppone a lui ed alla sua allieva, Occulto la seziona e la frammenta. Necromantica o meno, quella nebbia può morire, e morendo grida con la voce dei dannati. Ferox, finalmente libera da un nemico che non poteva affettare, reclina leggermente la testa, per ringraziare il suo maestro. L’avversario successivo è un grande serpente multicolore; quasi sicuramente velenosissimo. Le zanne stillano un liquor che, toccando le pietre della piramide, sfrigola. Un nemico molto pericoloso, ma decisamente solido. Ferox è felice di avere qualcosa da colpire con i suoi artigli letali; balza all’attacco, con un mugolio a dir poco minaccioso. Il turbine nebbioso che avvolge la Vae Victis è stato indebolito dalle cannonate, ma non è completamente dissolto. Robokiller ha rispolverato per l’occasione un reattore e due ali, provenienti da un cacciabombardiere. L’automa ha una passione per l’integrazione meccanica: apporta continue modifiche alla sua armatura, aggiungendo e togliendo dispositivi, a seconda della missione. Black Dragon, anch’esso un robot, assomiglia moltissimo a Dragonfire, ma è, come dice il nome, completamente nero. Cavalca Robokiller, dato che l’amico ha realizzato per lui un sostegno adeguato. Quando i due automi avvistano la Vae Victis, avvolta da ciò che resta del turbine oscuro, Robokiller inizia la picchiata, e Black Dragon apre il fuoco con proiettili incendiari. Il drago robot impugna uno dei cannoncini che Robokiller ha estratto da un suo deposito segreto. La sostanza di questa nebbia è differente da quella che aveva attaccato Occulto e Ferox. Non sembra evocata dalla magia necromantica, ma le esplosioni di fiamma ne alterano la composizione chimica. La Maga, all’interno del cacciatorpediniere, percepisce l’arrivo degli alleati. Stanca di subire l’iniziativa del nemico, si precipita all’esterno. Realizza facilmente uno scudo di energia, per schermarsi dalla fumosità, che retrocede. Robokiller atterra, liberandosi di tutti i pesanti dispositivi che hanno reso possibile il velocissimo volo supersonico a lui ed a Black Dragon. L’automa nero, che ha notato gli effetti della fiamma su quella nebbia, si prepara a colpirla con la sua fiamma. Non potente come quella di Dragonfire, l’emissione di Black Dragon si rivela tuttavia sufficiente a dissipare l’invadente fenomeno gassoso. Robokiller attiva un reattore di piccole dimensioni che produce un vento direzionabile, particolarmente adatto all’avversario che stanno affrontando. In cima alla piramide, nella jungla, ha luogo una battaglia che, a differenza di quella sulla Vae Victis, è decisamente più primordiale. Artigli contro zanne, spire contro muscoli scattanti, rettile contro felino. Il dottor Occulto, che potrebbe friggere l’intero sistema nervoso del grosso serpente, lascia che sia Ferox ad affrontarlo. In fondo la ragazza deve pur svagarsi in qualche modo. Il serpente è l’erede di una dinastia di rettili geneticamente modificati. Quindi è lui stesso un mutante. In un locale freddo ed umido, nelle viscere della piramide, gli stregoni non morti cantilenano in maniera che vorrebbe essere agghiacciante. Le fiamme delle candele si agitano, segnalando che il locale spirito portavoce del popolo serpente presta attenzione alla supplica dei necromanti. Lo spirito, arrotolato su se stesso, nel suo piano dell’esistenza, guarda con i suoi occhi verdi ciò che succede sulla Terra. Il suo avatar combatte efficacemente contro una donna super-umana, che salta e soffia come un leopardo. Lo spirito serpente spera che quegli scocciatori umani, non morti del tutto, non lo inducano a litigare con lo spirito del leopardo. La cantilena degli stregoni serve a rimbambire il serpentone, che preferirebbe andarsene in giro per la jungla a caccia di prede meno pericolose di Ferox. Sulla Vae Victis, ciò che resta del turbine oscuro striscia raso terra, preferendo la fuga alla disintegrazione totale. Il cacciatorpediniere comunica, da macchina a macchina, il suo ringraziamento e la sua soddisfazione e Black Dragon ed a Robokiller. Nel parco nazionale, assediato dal fuoco, la situazione tende a normalizzarsi, nonostante alcuni focolai non del tutto estinti. Sulla piramide, nella jungla, gli artigli della donna leopardo mordono la dura scorza del suo enorme avversario. Il serpentone scatta per morderla con le sue zanne tremende, ma lei è più veloce. Viene tuttavia colpita da alcune gocce di veleno, che le procurano ustioni superficiali. Occulto, che è al corrente dei riti degli stregoni rintanati sotto di lui, pensa non sia il caso di uccidere il serpentone, che è da essi manipolato. Per risolvere la questione, invita Ferox a retrocedere; poi usa i suoi poteri per liberare la mente del rettile dalla possessione stregonesca. Lui si sveglia come da un brutto sogno. Si erge su Ferox ed Occulto; gronda del suo stesso sangue, ma è palesemente ancora in grado di combattere. Il luccichio dei suoi occhi comunica invece un ringraziamento; la sua animosità è da adesso rivolta verso quelli che lo avevano reso schiavo. Velocissimo e potente, si infila nei meandri della piramide, per scovare i suoi veri nemici. Loro non si accorgono della sua presenza, finché è troppo tardi. Li assale con la sua grande massa, e li morde con i suoi denti veleniferi. Non muoiono del tutto, ma provano un’agonia simile a quella di chi sia immerso nell’acido. Lo spirito del serpente esulta dal suo piano dell’esistenza: questo suo grande figlio è degno di rappresentarlo sulla Terra. Il capo degli stregoni riesce tuttavia ad attivare l’ultimo maleficio: il serpentone colto da nausea si precipita all’esterno. Ferox ed il dottor Occulto capiscono che per qualche ora sarà occupato a svuotare e riempire nuovamente lo stomaco. I due mutanti sono però impegnati a non finire sepolti dalla piramide, che sembra propensa a rivoltarsi su se stessa. Ferox sposta il suo maestro dalla traiettoria di pericolosi macigni. Scendere dalla piramide è però quasi impossibile. Sulla Vae Victis tutti i dispositivi sono tornati alla normalità; anche il teletrasportatore. Kong è ancora nel parco nazionale, assieme a Fulminatore e Dragonfire. Navigatrice ha però sia il talento che la conoscenza tecnologica per dislocare Occulto e Ferox attraverso gli worm holes. Un portale provvidenziale permette così ai due super-eroi di sfuggire al colpo di coda dei perfidi stregoni non morti.
domenica 25 agosto 2013
TURBINE OSCURO_270° episodio
La grande nave da guerra, base di Evolution, un tempo navigava negli oceani come tutte le navi. Ora però si trova in pieno deserto, dove è stata collocata da forze immense e sconosciute. C’è chi assicura che tutte le macchine abbiano un’anima, e di sicuro la Vae Victis un anima ce l’ha. La scintilla iniziale è stata infatti fortificata dal contatto con le energie aliene, che l’hanno teletrasportata. Il cacciatorpediniere che solcava le acque, e sparava contro i nemici degli uomini che la abitavano, adesso ospita i super-eroi di Evolution. Molto meglio per loro risiedere in una immensa casa d’acciaio, piuttosto che in un edificio di mattoni e cemento, in una popolosa città. I nemici di Evolution, attaccando briga con il super-gruppo, causerebbero molte vittime innocenti. In più c’è da considerare che la Vae Victis dispone di cannoni sempre pronti a sparare. Questo pomeriggio festivo, Kong e Fulminatore si sono recati ad assistere ad un gran premio di Formula 1. Anche i mutanti hanno bisogno di svagarsi, e le corse automobilistiche piacciono ad entrambi. Ferox invece sta visitando, assieme al dottor Occulto, una piramide recentemente scoperta in piena jungla. La mutante si sente molto bene, in quell’ambiente inospitale per gli umani. Gli odori ed i rumori risvegliano in lei la natura selvaggia che la rende ciò che è. Il dottor Occulto si muove raramente nella sua forma fisica, essendo in grado di arrivare ovunque sul pianeta con il corpo astrale. Il mutante, capo di Evolution, è anche un mago. Grazie ai suoi poteri, ha saputo di questa piramide, costruita da una civiltà scomparsa. Occulto sa che, dai popoli che sono stati in grado di edificare piramidi ed altri megaliti, c’è sempre da imparare. In particolare bisogna capire per quale motivo si siano estinti. Un destino comune a tutti i grandi popoli, che hanno padroneggiato tecniche costruttive incomprensibili agli architetti ed agli ingegneri di oggi. Occulto non crede e forse non ha mai creduto che l’evoluzione sia scontata. Ad un certo punto della storia delle civiltà, si verificano forse inevitabilmente eventi che determinano l’entropia. Kong e Fulminatore questa volta non sventeranno alcun attentato, dato che la gente che si è recata ad assistere alla corsa automobilistica non ha portato né bombe, né pistole. Nessuno dei presenti vuole martirizzarsi in nome di Dio, comunque lo chiami. Insomma: per una volta della gente normale, che non grida, non accoltella, non minaccia e non prende a pugni i vicini. Sulla Vae Victis, è rimasta di guardia la Maga, assistita dalla Navigatrice e da Nancy la Guaritrice. Le tre ragazze si rilassano, sorvegliando i monitor di bordo, che sono collegati con i media di tutto il pianeta. Una calma innaturale, che non può durare. Infatti gli allarmi della Vae Victis iniziano a starnazzare in maniera assordante. La Maga chiede alla nave cosa stia accadendo, ed il cacciatorpediniere senziente trasmette sui propri monitor l’immagine del nemico in avvicinamento. Apparentemente si tratta di una tempesta di sabbia, se non fosse per il colore completamente nero. Altra stranezza è che i satelliti non hanno avvistato il fenomeno quando era in formazione, e continuano a non vederlo. I radar di bordo analogamente ai satelliti negano la presenza di quello che gli occhi viceversa rivelano. La formazione oscura si muove in assoluto silenzio, come se fosse sospinta da venti immobili. A migliaia di chilometri di distanza, Dragonfire è occupato in una missione di salvataggio adatta ai suoi super-poteri. Un parco nazionale grande come un’intera nazione è in fiamme. I vigili del fuoco fanno il possibile per arginarle, ma dovrebbero essere molti di più, e con mezzi adeguati alle forze che stanno combattendo. Gli animali scappano terrorizzati, ma non tutti ce la fanno a salvarsi la vita. Il fuoco inizia a raccogliere la sue messe di morte. Le correnti ascensionali propagano le fiamme a distanze considerevoli. Il possente drago di Evolution si avvicina volando con il suo dragoncraft, che trasforma una frazione della sua immensa energia vitale in antigravità e propulsione. I vigili del fuoco esultano, vedendo arrivare Dragonfire, che lancia la sua sfida all’elemento Fuoco ed al suo alleato Aria. Si preannuncia un combattimento tra due forze planetarie ed un alieno dal potere incommensurabile. Intanto, sulla Vae Victis, la Maga invia un allarme telepatico al dottor Occulto, segnalando l’avvicinarsi del turbine oscuro, che sembra intenzionato ad inghiottire il cacciatorpediniere. La nave da guerra non intende cedere senza combattere; per cui arma i suoi cannoni, ed apre il fuoco. Le granate volano verso la tempesta di sabbia nera, la penetrano ed esplodono. Maga, Navigatrice e Nancy avvertono distintamente le deflagrazioni, che però non dissipano il turbine. La Vae Victis sigilla tutti i boccaporti, per evitare che la sabbia penetri all’interno. Sfortunatamente i cannoni rimangono senza protezione, e la sabbia potrebbe incepparli con relativa facilità. Il dottor Occulto e Ferox interromperebbero la loro esplorazione nella piramide recentemente scoperta nella jungla, a patto di poter tornare a bordo della Vae Victis. Questo però non è possibile nel breve periodo, visto che il turbine oscuro, che ha ormai quasi avvolto il cacciatorpediniere, interferisce con il teletrasportatore di bordo. Occulto e Ferox rimangono pertanto nella jungla, per evitare di essere dislocati a casaccio, se non addirittura fatti a pezzi. La gara di formula uno è quasi terminata. Uno spettacolo molto bello, che Kong ha apprezzato dal punto di vista tecnologico. Fulminatore ha viceversa ammirato la velocità pura di quei bolidi costruiti dall’uomo. Riuscire ad ottenere simili prestazioni su pista, da parte di automobili propulse da un motore a combustione interna, significa aver lavorato moltissimo su una tecnologia parecchio datata. Kong ha progettato e costruito numerosi velivoli ad antigravità, ma questo segreto non è stato divulgato ad alcuna nazione, per evitare che ne facciano un uso discutibile. Anche Fulminatore e Kong vorrebbero accorrere in soccorso delle colleghe sulla Vae Victis. Anche i due mutanti devono desistere, per gli stessi motivi che hanno bloccato il dottor Occulto e Ferox. Volare con i craft antigravitazionali sull’enorme distanza, che separa il circuito della formula uno dal deserto dove si trova la Vae Victis, richiederebbe molto tempo ed un enorme dispendio di energie. Questo renderebbe poi quasi impossibile, a Kong e Fulminatore, rendersi utili una volta arrivati nel deserto. Dragonfire è l’unico del super-gruppo a non sapere dell’attacco del turbine oscuro, essendo impegnato al 100% contro entità che lui e pochi altri possono vedere per come sono realmente. Il dottor Occulto individuerebbe una forma pensiero antichissima, più di ogni divinità adorata oggigiorno dagli umani. I nostri antenati credevano negli spiriti degli animali, ma sapevano che il vento è più forte. Pur cacciando con clave di legno ed osso, gli uomini delle caverne temevano il lampo. Quando successivamente scoprirono il fuoco, lo adorarono, perché consentiva loro di mangiare la carne cotta. Quando non si conosceva il fuoco, bisognava contare solo sulle pellicce. Dopo aver appreso che il fuoco può essere acceso per mezzo delle scintille che scaturiscono dalla collisione tra due pietre, lo adoperarono anche per scaldarsi. Intensificandolo, permise la fusione dei metalli e l’evoluzione bellica. Il fuoco è però sempre stato il più incontrollabile tra gli elementi. In acqua si può sopravvivere, anche se è gelida; ma il contatto con il fuoco distrugge la carne e la vita. Dragonfire, che proviene da un luogo lontanissimo nello Spazio, conosce molto bene il fuoco, perché la sua specie ha stretto con esso un legame indissolubile di tipo genetico. L’alieno verde sa che anche per i draghi terrestri fu così. Ecco perché non ha paura per se stesso, ma per le fragili creature che possono morire anche per temperature immensamente inferiori a quelle che lui può scatenare. Intanto, all’interno della piramide che Occulto e Ferox si accingevano ad esplorare, qualcosa determina la riattivazione di una pseudo-vita in esseri che dovrebbero essere definitivamente defunti da millenni. Antichi stregoni, che cercarono di stringere un patto con la morte. Forse parlarono con Morte, il quarto cavaliere dell’Apocalisse, forse no. Gli stregoni non volevano morire, e per ottenere quel risultato anticiparono volontariamente la loro dipartita. Sapevano infatti che, se avessero aspettato la loro fine fisiologica, non ci sarebbe stato verso di impedire che i loro corpi astrali si distaccassero dai corpi fisici. Quando questo accade, la materia organica inizia a putrefarsi, perché la Natura pretende la restituzione dell’idrogeno, dell’ossigeno, del carbonio, del calcio e tutti gli altri elementi chimici che ci compongono. La Natura non sopporta gli sprechi, per cui se uno è morto deve decomporsi. Gli stregoni che costruirono quella piramide nella jungla scelsero di morire prima del loro tempo, ma non fu un suicidio. Il loro sangue venne trasfuso e sostituito con una miscela alchemica, che si diffuse lungo le vene, le arterie ed i capillari, giungendo al cervello. La loro vita si ridusse ad una scintilla destinata però a durare nei millenni e forse oltre. In animazione sospesa, non in grado di allontanarsi con il corpo astrale, gli stregoni vissero nel sogno. Però, dopo migliaia di anni, controllarono la confusione del pensiero che si prova durante gli incubi. Presero a muoversi attraverso corridoi noti solo a loro, e divennero sempre meno umani. Adesso si sono svegliati, dato che hanno percepito la forza vitale di Ferox, e la magia di Occulto. Vogliono l’una e l’altra cosa; sono disposti a combattere, ma troveranno pane per quei loro denti, che ormai si sono trasformati in pietra. Sulla Vae Victis, la Maga, la Navigatrice e Nancy percepiscono strani suoni, che attraversano con facilità la corazza della nave da guerra. L’aggressione avviene più sul piano psichico che su quello fisico. Il turbine oscuro all’esterno ha trasformato il giorno in una notte senza stelle. La Maga invita le colleghe a prenderla per mano, così da formare una catena. La Guaritrice lascia fluire i suoi poteri verso Maga e Navigatrice, per alleviare gli effetti delle onde pensiero che le bombardano. La Maga proietta il suo schermo psionico più forte attorno a loro tre. La stessa luce elettrica all’interno del cacciatorpediniere subisce una velatura. Le super-eroine però rimangono concentrate e coese. La Navigatrice lancia alcune sonde attraverso il piano astrale, dove il turbine oscuro non è arrivato. Al momento la situazione si configura in è un pareggio, ma non si sa per quanto tempo durerà l’attacco. La Vae Victis non è peraltro una nave normale; altrimenti navigherebbe tra le onde marine e non si troverebbe immersa nelle sabbie del deserto. Il cacciatorpediniere può contare su una visione radar molto definita, e grazie ad essa individua un grumo di materia più densa, a tribordo. Le torrette ruotano lentamente verso quella direzione. Nessun vascello ordinario potrebbe espellere con uno sforzo di volontà la sabbia dai suoi ingranaggi. La Vae Victis lo fa; dopo di che carica le granate nei cannoni, e spara. Questa volta le bordate sortiscono effetto, perché il grumo più oscuro si frammenta. La Maga sente, grazie ai suoi sensi, una vibrazione di disagio fisico, proveniente dal turbine. La Vae Victis è entrata in battaglia, e chi l’ha circondata con quella sabbia ultraterrena dovrà vedersela con lei. La Maga è sicura che, se ci fosse Dragonfire, quel turbine avrebbe i minuti contati. Sfortunatamente il drago deve dare tutto se stesso per contenere i danni di un incendio di enorme potenza. Raggiunto il fronte del fuoco, caldissimo, Dragonfire usa la sua grande forza per ammassare macigni enormi. Quel muro non può essere distrutto neppure dalle fiamme più calde; ci vorrebbe la lava. La fortificazione costruita dal drago trattiene all’esterno una forza che vorrebbe distruggere tutta la vita. I vigili del fuoco accolgono con soddisfazione la possibilità di salvarsi la vita. In mezzo alle fiamme assassine, Dragonfire abbatte gli alberi già intaccati dall’incendio; instancabile crea una pista tagliafuoco. Dopo molte ore di lavoro uno dei fronti si blocca in una guerra di trincea. Con entusiasmo rinnovato, tutti gli eroici umani, impegnati in quel compito pericolosissimo, ripartono all’attacco. Quando una voce tonante chiama il suo nome, Dragonfire si volta per accogliere l’arrivo di Fulminatore e di Kong. L’uomo bestia di Evolution non è solo proprietario della voce in questione, ma è anche un grande inventore. Lui e Fulminatore non sono infatti sopraggiunti a piedi, bensì a bordo di un velivolo multifunzione, che si appresta a dimostrare il suo valore tecnico contro la furia del Fuoco primigenio. Nella jungla, una mano artigliata, un tempo umana, sbuca da una crepa del terreno. Cerca di afferrare una gamba di Ferox, ma i riflessi della donna leopardo sono mitici, e non a caso. La mutante felina contrattacca con un movimento fluido. I suoi artigli raggiungono il polso del mostro, tagliando via la mano, che continua ad agitarsi. Gli antichi stregoni strisciano fuori dalla piramide nella jungla. Quando vengono colpiti non sanguinano, ma neppure perdono altri liquidi. Le ferite inferte dagli artigli di Ferox si rimarginano quasi subito, rendendo interessante lo scontro.
mercoledì 21 agosto 2013
SIMULAZIONI DI SOPRAVVIVENZA_269° episodio
Il dottor Occulto anni fa ha fondato Evolution per convogliare le energie e per direzionare le esistenze della Maga, di Ferox, di Kong e di Fulminatore: quattro mutanti che da allora hanno lottato molte volte contro i nemici dell’umanità e dell’Ordine. L’umanità non li ha mai odiati, né temuti. Il fatto che esseri così potenti si dedichino a difendere la gente invece che a sottometterla è più che sufficiente a farli apprezzare incondizionatamente da chi possegga un minimo di cervello. Esistono di certo sparute minoranze di sciocchi, che cercherebbero di aizzare gli umani contro i mutanti, come se i secondi non fossero i figli dei primi; ma detti cretini non fanno testo. Il super-gruppo del dottor Occulto si chiama Evolution, proprio perché i mutanti sono il prodotto dell'evoluzione degli umani. Le diversità tra gli stessi mutanti significano che non diventeremo tutti felini, o scimmieschi, o telepatici, e neppure che padroneggeremo poteri elettrici. L’evoluzione dell’umanità passerà probabilmente attraverso una estrema diversificazione. Ecco perché sarebbe opportuno abituarci a sopportare quel che siamo: colore della pelle e diversità culturali compresi nel prezzo. Dragonfire non è un mutante, bensì un alieno giunto dallo Spazio, quando era molto piccolo. Non sappiamo se il suo pianeta natale sia andato distrutto, né chi abbia indirizzato il drago verso la Terra. Il dottor Occulto ha tuttavia trovato anche per lui una collocazione in Evolution. Fortissimo, quasi invulnerabile ed in grado di scatenare una fiamma ultraterrena, Dragonfire è un baluardo insormontabile per mostri, giganti, robot, demoni, ma anche per pazzi mercenari, bombaroli e teppisti. La sua presenza sulla Terra evidenzia che la vita è diffusa nel Cosmo. Pare superfluo sottolinearlo, ma gran parte degli umani crede che questo sia il solo pianeta abitato ed abitabile. I rettili hanno un ruolo importante nell’Universo, giacché sono molto forti fin da piccoli, non hanno bisogno di essere allevati ed allattati dai genitori, ed i loro sentimenti sono immensamente meno fragili dei nostri. Il dottor Occulto oggi sta però riflettendo su un nemico che pare trovarsi oltre le possibilità sue, di Evolution ed anche di Dragonfire. Alcuni attenti studiosi confermano, anno dopo anno, come gli umani stiano spremendo il pianeta, per estrarne le ultime risorse esauribili. Persone sulla carta intelligentissime si preoccupano della diffusione degli accessi in rete, piuttosto che delle morti per fame. Come se la gente potesse mangiare Internet. Significa che l’umanità è più stupida di quel che sembra, non volendo aprire gli occhi su una prospettiva che si estende solo di alcune decine di anni nel futuro. Il fatto che l’umanità continui la sua corsa demografica, come una moltitudine di topi impazziti, depone sfavorevolmente per l’intelligenza media. Dovessero scoppiare rivolte per il pane, Evolution non prenderebbe le parti dei governanti. Servirebbe a poco combattere il Cavaliere demone noto come Carestia, poiché lui sarebbe solo l’invitato principale ad una festa genocida voluta dalla razza umana stessa. La soluzione sarebbe quella di insegnare agli umani come si coltiva la terra, ma è plausibile che, dopo millenni di civiltà, ci siano ancora degli sprovveduti incapaci di osservare e copiare ciò che avviene in ambito agricolo nelle nazioni civili? Il dottor Occulto sa di aver scelto il nome Evolution perché l’obiettivo dell’umanità dovrebbe essere il suo miglioramento qualitativo, e non l’infestazione planetaria. Se miliardi di individui si lasciano trascinare in una deriva autodistruttiva significa che la meritano. Evolution farà comunque il possibile per selezionare ciò che deve essere comunque preservato. Che gli umani si facciano pure del male, se vogliono, ma non sarà loro consentito di estinguere altre specie animali, oltre a quelle che sono già scomparse dalla faccia del pianeta per la caccia e la deforestazione. Antiche leggende narrano di un diluvio universale, scatenato da Dio, che già allora era stanco delle sue creature. Come mai, al di là dei simbolismi narrativi, Dio avrebbe adottato una soluzione tanto drastica? Evidentemente chi ha redatto i testi religiosi aveva già capito come e quanto l’umanità possa essere considerata un esperimento fallimentare. Il grande piano del dottor Occulto consiste quindi in una serie di operazioni di preservazione della vita planetaria. Evolution si allena e sperimenta evenienze di diverso tipo, operando nella realtà virtuale. Il super computer Galadriel è certamente capace di elaborare dati e predisporre situazioni molto simili al reale. I mutanti ed il drago preferiscono tuttavia tuffarsi e nuotare nel mondo dei sogni, che è complesso e variabile oltre ogni possibile previsione. Una crisi nella quale il super-gruppo potrebbe essere costretto ad intervenire è la classica rivolta popolare per il pane. Sentiamo ancora una volta il furbacchione di turno, diventato straricco con le nuove tecnologie, sostenere che l’obiettivo dei prossimi anni dovrebbe essere quello di permettere alla quasi totalità della razza umana di accedere alla rete. Non si capisce bene se il tipo non ci arrivi con la testolina che l’obiettivo dei prossimi mesi (non dei prossimi anni) sia necessariamente quello di sfamare gran parte dell’umanità, magari utilizzando le risorse alimentari che i “ricchi” considerano rifiuti. Dragonfire ed Evolution sono nel frattempo scivolati nella dimensione onirica. Non è un sonno normale, ma è indotto dalla magia del dottor Occulto. Assistenti sul campo e rilevatori sono gli Esploratori dei Sogni, cioè: i Giovani Licantropi, Cyberdog, Clara, Lupo Nero e Braxcat. L’incantesimo del dottor Occulto ha edificato una metropoli che assomma in sé le caratteristiche di molte città umane. La simulazione inizia con una serie di manifestazioni di massa di persone veramente affamate, che non credono più alle rassicurazioni dei politicanti, che peraltro non osano più farsi vedere in giro. L’esasperazione cresce; i teppisti se la prendono con le panchine, le vetrine e con tutto ciò che possono vandalizzare. Il grosso dei manifestanti ha però un altro obiettivo: marciare verso il supermercato alimentare più vicino, giacché ciò che conta è portare qualcosa da mangiare a casa. La valuta è diventata quasi carta straccia, e comunque le retribuzioni medie sono ridicolamente basse. I prezzi degli alimentari sono viceversa aumentati, più per altro per fenomeni speculativi che la politica ha assecondato. Ferox, Maga, Fulminatore, Kong e Dragonfire devono agire come se questa fosse la realtà. Il dottor Occulto ha coinvolto numerosi umani in questo laboratorio onirico. Vedranno e si muoveranno secondo le loro capacità di gestire i loro sogni. Alla fine del test i partecipanti avranno accumulato un bagaglio di esperienze a dir poco preziose. Le rivolte per il pane hanno avuto luogo in molti posti ed in molti periodi storici, a dimostrazione che uomini e donne non si sono mai affrancati veramente dal terreno di caccia di Carestia. Cosa serve essere "civili" se non c'è da mangiare? Le discussioni politiche e filosofiche si fanno a pancia piena. Qualche secolo or sono, la gente prendeva d'assalto i depositi del pane, perché quando si ha fame si pensa per prima a cosa a quella formidabile invenzione, prodotta con l'umile farina. Gli attuali supermercati alimentari contengono ben altro, e di pane non ce ne sarebbe comunque per tutti. La gente irrompe nel supermercato, inarrestabile, saccheggiando frutta, verdura, formaggio, latte e tutto quel che capita di trovare sugli scaffali. Chiunque governi non può però accettare quel disordine e quella distruzione. Le truppe inviate a sedare la sommossa degli affamati sono costituite da grossi cani bavosi, che assalgono per primi i bambini e le donne. Le persone che cercavano solo di nutrire se stesse e la loro famiglia devono adesso lottare per sopravvivere, ma non sono sole. Ferox affonda i suoi artigli nel fianco di un gigantesco cane nero, che ulula e sanguina. La battaglia è iniziata, e gli eroi hanno un fronte da difendere ed un nemico da abbattere. Fulminatore impedisce che una bambina con una merendina in mano venga dilaniata da denti mostruosi. Sebbene si tratti di uno scontro che si svolge nella dimensione dei sogni, il mutante elettrico fulmina il grosso cane, facendogli uscire il fumo dalle orecchie. La strategia dell'uomo bestia di Evolution è forse più fisica di quella di Ferox. I pugni di Kong sono magli, che incrinano crani durissimi, costole e vertebre. Anche la gente lotta duramente, per rivendicare il diritto alla sopravvivenza. La Maga individua alcuni individui, che viceversa incitano i cani infernali a proseguire l'attacco. I poteri mentali della mutante hanno trovato un degno bersaglio in quei perfidi aizzatori. Poi dal nulla sbuca un gigante canino a molte zampe. Un mostro tratto dalla mitologia nordica. Un demone che emette fiamme dalle fauci immani, e lancia la sfida a Dragonfire. I contendenti si fermano di botto, facendo spazio al possente alieno verde, che si prepara a dire la parola fine a questa battaglia. Il sogno degli umani che partecipano alla sperimentazione del dottor Occulto diventa più vivido. Al loro risveglio non ricorderanno tutti i particolari, eccetto probabilmente lo scontro tra il drago ed il cane fiammeggiante. Dragonfire è inconfondibile, ed il suo nemico simboleggia il potere oppressivo degli uomini sugli uomini. Un extraterrestre sceso tra noi per difenderci da noi stessi e da chi designiamo a rappresentarci. Il messaggio che non tutti i presenti capiranno è che la specie che sostiene di dominare il pianeta Terra determina la sua stessa fine. Ma adesso le chiacchiere devono lasciare spazio ai muscoli ed alle fiamme. L’immenso cane a otto zampe sputa il suo fuoco direttamente contro Dragonfire. Una mossa priva di senso, ma il mostro è irrazionalità e violenza allo stato puro. Dragonfire assorbe le fiamme, diventa ancora più forte e avanza. Gli altri cani abbaiano rumorosamente e riprendono la lotta. Kong non aspetta di essere attaccato, ma, con un possente balzo, atterra sulla schiena del suo avversario. Ferox schiva le mandibole di un cane, gli scivola accanto e lo ferisce profondamente con i suoi artigli. L’animale perde sangue e visceri, ma non muore. Anche Kong si rende conto dell’enorme resistenza dei loro nemici. Invece di cercarsi un nemico tutto suo, Fulminatore aiuta Kong e Ferox, che schizzano via per evitare di essere colpiti dalla scariche elettriche del collega. Si direbbe che la strategia funzioni, ed i mostri traballano; Ferox e Kong ne approfittano prontamente per percuoterli nuovamente. La Maga si trova accerchiata da tre animali bavosi, pronti ad addentarla. Il Lupo Nero accorre prontamente; i suoi denti producono sorprendentemente più danni degli artigli di Ferox. Ciò significa che il vento della battaglia sta girando. Un pugno di Dragonfire disconnette la mascella al cane più grosso; l’animale arretra, completamente svuotato dell’iniziale voglia di combattere. Gli altri Esploratori dei Sogni fanno squadra con Lupo Nero, avanzando fianco contro fianco. Rebecca, Sonia, Pedro e David si trasformano in licantropi, per disporre della velocità necessaria ad evitare gli affondi dei cani. Tecnoragno, il simbionte alieno di Clara, le fornisce un’armatura di metallo ed una spada estremamente affilata. Cyberdog, che in apparenza è un cagnolino insignificante, è analogamente potenziato dal suo Transformatron. Il gattino demone Braxcat abbrustolisce il muso di un avversario molto più grosso di lui, con le fiamme che emette dalle fauci. Il piccolo emulo di Dragonfire compie grandi salti ed acrobazie. La battaglia iniziata per il pane è diventato un combattimento per difendere il diritto alla vita di ogni cittadino di buona volontà. Quelli che, tra i presenti, comprendono il messaggio, ingaggiano improbabili corpo a corpo con i cani ad otto zampe. Cadrebbero tutti, perché sono disarmati, ma sono anche sotto la protezione di Evolution e dei suoi alleati. Dragonfire solleva di peso il suo nemico ormai abbattuto, scagliandolo subito dopo contro una decina di esemplari più piccoli. La fuga precipitosa dei mostri ancora in grado di correre rende possibile ai cittadini sognatori di appropriarsi delle cibarie del supermercato. Alcuni di loro però non hanno partecipato al combattimento, dimostrandosi in tal modo indegni di ottenere il premio. Il sogno li espelle seduta stante, costringendoli a svegliarsi di soprassalto, come se avessero vissuto il peggiore degli incubi. Gli altri umani si svegliano solo per rassicurarsi di essere vivi e nei propri letti. Poi riprendono placidamente a dormire. Sonia e Rebecca colpiscono sul muso l’ultimo dei cagnacci ad otto zampe, che scappa via uggiolando come un cagnolino ridicolo. L’unico rammarico di Evolution, di Dragonfire e degli Esploratori dei Sogni è che, se dovessero scoppiare tumulti in varie parti del mondo, loro non potrebbero partecipare a tutti i combattimenti. Questa notte però alcuni umani sono cambiati per il meglio, e non si tireranno indietro quando ci sarà da rivendicare il diritto alla sopravvivenza.
sabato 17 agosto 2013
UNA CHIESA_268° episodio
Mister Tigger è il capo di una chiesa, in una nazione dove crearne una è più facile che fondare un partito. Basta partire da un paese sperduto in mezzo alla campagna o alla prateria, ed il gioco è fatto. Bisogna ovviamente saper imbambolare le persone, con argomentazioni ad effetto, canti, sermoni e miracoli inventati. Una grande nazione, che si estende da un oceano all’altro, ha centinaia di milioni di abitanti, che credono a loro modo in Dio. Questo è il punto fermo: Dio. Quando si fonda una nuova chiesa non si inventa un nuovo Dio, visto che è più facile usare quello che c’è. In fondo lo adorano a loro modo in varie parti del pianeta, ma ciò non impedisce che tutti quei popoli si sentano liberi di odiarsi e di farsi guerra. Il bello della religione: non costringe ad usare il cervello, anzi lo sconsiglia. Quindi che problema c’è a buttare sul mercato della creduloneria l’ennesima chiesa? Chi le conta più le chiese? Di certo non il fisco, che non può tassare gli edifici preposti al culto, e tante altre cose annesse e connesse. Tigger ci pensa e ride. È uno dei modi migliori di diventare ricchi, per di più onestamente, o quasi. Trenta anni or sono, Tigger girava le campagne, vendendo rimedi fasulli per tutti i mali. Incassava buggerando i bifolchi, poi però scappava, per evitare ritorsioni. Allora non si chiamava ancora Tigger, che è un nome d’arte. Trenta anni fa, assistette per caso ad un sermone pubblico di una chiesa itinerante, e vide la luce. Si rese conto di essere un dilettante, se paragonato a quei venditori di indulgenze. Se la gente vuole credere, si beve qualsiasi cosa. Facile nascondere in mezzo alla folla un complice, che al momento giusto fingerà di essere guarito dal mal di schiena o dal mal di denti. Nessun medicamento, solo le preghiere e la dabbenaggine infinita degli umani più ignoranti. Ci sono dei fessi che, per andare in paradiso, sono disposti a fare i martiri. Che il paradiso sia privo di ogni evidenza scientifica poco importa, e neppure che non sia prevista alcuna via di fuga, caso mai non piacesse. Il popolo bue crede ancora, come fosse oro colato, quanto è stato scritto da pastori di capre o da monaci isterici. L’uomo che sarebbe diventato Tigger entrò trenta anni or sono a far parte della chiesa dei Veggenti degli Ultimi Giorni. Un nome un po’ apocalittico, ma suonava bene. Ecco perché oggi, che Tigger è diventato il capo assoluto di quella chiesa, non lo ha cambiato. Essere un ricchissimo profeta ha i suoi vantaggi; il primo dei quali è di non presentare la dichiarazione dei redditi. Tigger risulta nullatenente, dato che tutti i capitali sono proprietà della chiesa dei Veggenti degli Ultimi Giorni. Lui ovviamente ha le password per accedere ai molti conti correnti, ma qualcuno deve pur farlo, per il bene della fede! La chiesa possiede moltissimi immobili, che rendono cifre da capogiro. Il suo vero punto di forza è tuttavia il continuo reclutamento di stupidotti, rigorosamente benestanti o addirittura ricchi. Poco importa se lo sono indirettamente, visto che i genitori sono indotti in molti modi a donare per conto della loro stupida prole. Si chiama estorsione. Abbindolati i giovani con la testolina vuota, ma il portafoglio pieno, Tigger ed i suoi li inducono a trasferire i beni materiali di mamma e papà nel patrimonio della chiesa dei Veggenti degli Ultimi Giorni. Tigger non è il solo a farlo, ma di sicuro è tra quelli che lo fanno meglio. Le forze dell’ordine sono inermi contro questa circonvenzione di incapaci, proprio perché i figli stupidotti non sono stati dichiarati incapaci di intendere e di volere. Come accade con il traffico della droga, anche in questo caso il meglio che la polizia e la magistratura riescano ad ideare è l’infiltrazione di due agenti. Due talpe che solo apparentemente non corrono gli stessi rischi dei loro colleghi che combattono il narcotraffico. Il dipartimento di polizia cerca due volontarie, e le trova nelle persone di Valeria ed Elisabetta, telepati in incognito. Come farsi arruolare nella setta? La strategia migliore è quella di camminare per strada, in una zona ove si aggirano normalmente i venditori di opuscoli. Valeria ed Elisabetta non devono dare nell’occhio, per cui non contattano la sede cittadina della chiesa. Quando il venditore di opuscoli, a sua volta un plagiato dalla setta, si avvicina ad Elisabetta, lei continua a fingere interesse per ciò che si trova dentro una vetrina. Valeria nel frattempo scandaglia con discrezione la mente dell’affiliato alla chiesa. Elisabetta invece non usa i suoi poteri psionici, caso mai ci sia un telepate che la tenga d’occhio. Il cervello del venditore di opuscoli è già stato lavato da numerosi trattamenti di condizionamento subliminale. Se l’essere umano non oppone resistenza, anzi vuole cambiare, il ricondizionamento comportamentale è più facile. Adesso il tizio è veramente convinto di disporre della conoscenza base per condurre il prossimo alla salvezza. Tutti quelli che, come lui, vendono quegli opuscoli, sanno di poter agganciare la maggior parte delle persone. Per i casi un po’ più complicati, ci sono gli adepti di grado superiore. La setta è ordinata come una piramide gerarchica, ma ogni componente conosce solo quelli di pari grado ed un tutor. Valeria ed Elisabetta accettano l’approccio in maniera non troppo scoperta, e chiedono tempo per decidere. Nelle strategie di marketing della setta, tutto ciò significa semaforo verde. Passano alcuni giorni, ed il “commerciale” a loro assegnato le contatta, per invitarle ad una riunione. Valeria ed Elisabetta entrano così per la prima volta negli uffici della chiesa dei Veggenti degli Ultimi Giorni. Devono ovviamente sorbirsi un sacco di chiacchiere sul fondatore della setta. La versione ufficiale è che sia stato Mister Tigger, perché lui ha fatto sparire tutte le tracce lasciate dal suo predecessore. La Maga, che è il vero tutor di Elisabetta e Valeria, le ha avvisate circa la possibilità che, durante queste conferenze, abbia luogo un attacco psichico. Le due poliziotte erigono pertanto delle difese mentali. La mutante telepatica di Evolution ha insistito affinché le difese mentali non assomiglino ad un muro; semmai ad un labirinto. Chiunque le stia sondando scambia, prevedibilmente, l’accesso al labirinto con una creazione inconscia, che simboleggerebbe insicurezza mentale. La spia della setta riferisce ai suoi superiori che le due ragazze dispongono di poteri latenti; quindi sarebbero molto utili all'organizzazione. Tigger non sa ancora di loro, ma i suoi sottoposti accolgono positivamente la notizia delle due nuove adepte. La mossa adesso spetta alla chiesa. Elisabetta e Valeria vengono convocate da un sedicente prete, con tanto di tonaca viola, che spiega loro l'importanza di utilizzare al meglio i doni che Dio ci elargisce. In pratica, dopo tante chiacchiere, il tizio invita le due poliziotte in incognito a seguire un corso di perfezionamento. La Maga, che osserva da fuori l'evolversi della missione delle allieve, le avvisa che da adesso in avanti saranno marcate in maniera stretta. Data l'importanza del business, la setta dei Veggenti degli Ultimi Giorni invia spie a sorvegliare giorno e notte le due nuove adepte. Evolution non è però sprovveduta, e le spie della chiesa sono a loro volta spiate, specie di notte. I Giovani Licantropi partecipano volentieri alla missione; grazie alle loro abilità di mutaforma, osservano e fiutano le loro prede a distanza di sicurezza. Se i Giovani Licantropi volessero attaccare, gli spioni umani potrebbero fare ben poco, dato che non li sentirebbero neppure arrivare. Il mandato ricevuto è però quello di tirare fuori le unghie solo in caso di necessità. Per Rebecca, Sonia, David e Pedro, "tirare fuori le unghie" significa proprio quello. Le due telepati percepiscono agevolmente sia la presenza dei sorveglianti della setta, sia quella dei lupacchiotti. La situazione è sufficientemente sotto controllo. Come accade quando si cerca di infiltrare un'organizzazione criminale, anche in questo caso si rende necessario, da parte delle ragazze, dare una dimostrazione pratica della loro dedizione. La prova consiste nella lettura del pensiero di affiliati sospettati di fare il doppio gioco. I soggetti in questione, sottoposti allo scandaglio telepatico da parte di Valeria ed Elisabetta, risultano essere effettivamente dei doppiogiochisti, che, appena si rendono conto di essere stati smascherati, implorano di non essere sottoposti a sanzioni fisiche. La Maga, che si trova fisicamente non troppo lontano, avverte tuttavia le ragazze della trappola. Si tratta infatti di adepti sottoposti ad un lavaggio del cervello molto intenso, che credono fermamente di essere dei traditori. Se le ragazze si mostrassero titubanti, si brucerebbero; ecco perché li accusano come farebbero due fanatiche della chiesa dei Veggenti degli Ultimi Giorni. Tigger a questo punto viene informato che le due ragazze hanno superato la prova, e che sono ottimi acquisti. Entrare nelle grazie del capo della chiesa significa giocare partite in serie A. Significa occuparsi di bersagli molto importanti: figli e figlie di imprenditori, di politici, di magistrati e di chiunque altro abbia un grande potere e possa essere ricattato. Tigger, nei decenni di attività, ha imparato molto bene che sovente i figli di persone importanti si sentono trascurati. Star del cinema e della tv scoprono all’improvviso di avere del figli drogati; ciò si spiega con la mancanza di valori familiari e con le eccessive disponibilità monetarie. Un drogato non serve alla chiesa dei Veggenti degli Ultimi Giorni, e neppure a se stesso. Valeria ed Elisabetta devono agganciare ragazzi e ragazze quasi sbandati, ma non sbandati del tutto. Non servono ai disegni di Tigger neppure le anoressiche, i depressi e gli alcolisti. La setta ha preparato dossier molto dettagliati dei possibili bersagli, con l’indicazione della fascia d’età ottimale. La chiesa dei Veggenti degli Ultimi Giorni non intende accontentarsi di quanto i giovani plagiati riescono ad estorcere ai familiari: una strategia prevedibile e quasi da dilettanti. Invece trasformare un figlio o una figlia di un uomo potente in un fedele esecutore non ha prezzo. Tigger, che è un delinquente pragmatico, pensa che entrare in casa di un banchiere significhi mettere le mani su leve in grado di condizionare la politica stessa. Alcuni personaggi sono circuibili tramite sotterfugi sessuali: vengono agganciati da una donna bellissima e disinvolta, che li rimbambisce completamente. Il bersaglio di Tigger invece pare essere immune a quelle fascinazioni. Forse ama ancora sua moglie e la sua famiglia, oppure il suo ruolo pervade i suoi pensieri. Quell’uomo integerrimo e potentissimo ha però una figlia, che si sente trascurata. Una ragazza ricchissima, che a parole sarebbe disponibile a cambiare posto con la figlia di un operaio, se detto operaio si facesse vedere sovente in casa. Si tratta ovviamente di chiacchiere di una ragazza viziata e sciocca, che frequenta un’università prestigiosa, sebbene lo faccia con profitto discutibile. Elisabetta, grazie ai potenti mezzi della setta, diventa anch’essa una studentessa, che segue gli stessi corsi di quella che chiameremo Luisa. Valeria rimane defilata, per sfruttare le sue doti psioniche su un bersaglio che non si aspetta di poter essere scandagliato in quel modo. Tigger, capo usurpatore della chiesa dei Veggenti degli Ultimi Giorni, comincia quasi a credere in Dio, perché solo lui avrebbe potuto mandargli due spie come Elisabetta e Valeria. Si sbaglia, ovviamente, dato che le due poliziotte in incognito sono associate ad Evolution. I poteri telepatici possono essere impiegati per risultare simpatici. Le aule universitarie affollate permettono anche alla Maga di presenziare alle lezioni. Le sue allieve ora possono giovarsi della sua forza e della sua esperienza. Tigger, che non si fida completamente neppure di se stesso, ha disseminato suoi emissari nei paraggi; ma per la Maga sono visibili come se avessero i capelli in fiamme. Luisa è diffidente nei confronti del prossimo, giacché la ricchezza di suo padre può indurre chiunque a cercare di raggiungerlo per vie traverse. Valeria avverte una nota stonata, nella globalità dei pensieri dei presenti. Qui c’è qualcuno che non intende accontentarsi di plagiare Luisa; il piano è infatti di rapirla. La ragazza ha delle guardie del corpo, ma si tratta di poliziotti vestiti da poliziotti. I criminali che la vogliono rapire attaccano quindi per primi questi sottopagati servitori della legge. Lo fanno poco prima che Luisa raggiunga l’auto di scorta. Sparano e feriscono gli agenti; quindi balzano addosso a Luisa, che però non è sola. Elisabetta l’accompagna, e questo esalta Tigger, che segue lo svolgimento del suo piano, ignorando quelli altrui. I rapitori non lavorano per la setta, ma per un altro ramo della malavita organizzata. Elisabetta potrebbe estrarre la pistola, ma rischierebbe un conflitto a fuoco in svantaggio numerico. Luisa potrebbe essere ferita o uccisa, e, nella migliore delle ipotesi, salterebbe la copertura. Ferox e Kong difficilmente agiscono in borghese, specie perché l’uomo bestia è troppo grosso per passare inosservato. La Maga dispone tuttavia di numerose frecce al suo arco. Un incantesimo di dissimulazione è difficile da realizzarsi in mezzo alla folla, ma la mutante psionica non a caso è allieva del dottor Occulto. Quando Ferox e Kong giungono alle spalle dei rapitori, sembrano spuntati dal nulla. E nella dissimulazione tornano subito dopo avere percosso duramente le teste dei delinquenti. Ferox non ha usato gli artigli, quindi ambedue i malviventi riprenderanno i sensi, dopo essere stati trasferiti nelle patrie galere.
martedì 13 agosto 2013
VECCHIACCI TREMENDI_267° episodio
Per tutte le sostanze somministrabili è valido il ragionamento del giusto dosaggio. Tossine di origine naturale, o create chimicamente, possono essere usate come farmaci, purché il dosaggio sia minimo. Cosa succede invece se la sostanza è molto tossica ed il dosaggio è massiccio? Si ottiene un’arma di distruzione di massa. Ne abbiamo sentito parlare parecchio, specie quando un dittatore fu accusato di detenerne arsenali interi. Una scusa per invadere quel paese, ovviamente; dato che aveva un sottosuolo ricco di risorse minerarie ed estrattive. Sono armi di distruzione di massa i sottomarini nucleari costruiti da una potenza militare non più in auge. Sottomarini che adesso stanno arrugginendo e disperdendo in mare liquami di vario tipo, tutti pericolosi. In una fase storica, nella quale sembra non ci sia più la contrapposizione militare tra due blocchi, i veri nemici globali sono i terroristi. Si tratta di nichilisti, che vedono nemici ovunque, ed ammazzano gli innocenti in nome di qualche Dio, che non risulta li abbia mai autorizzati a farlo. Solo gli sprovveduti credono peraltro che i terroristi siano degli idealisti un po’ esagerati nei modi. È evidente che quella è l’immagine che vogliono dare di se stessi. Sarebbe meno poetico rivelare che, dietro gli attentati terroristici, si nascondono monumentali interessi economici, che non hanno bisogno della scusa di scritture più o meno sacre per affermare che il fine giustifica i mezzi. Gli esecutori martiri sono indubbiamente degli stupidotti indottrinati: una categoria umana che si è rivelata molto utile ad affermare il caos rispetto all’ordine. Quelli che si fanno saltare in aria non chiedono una fetta degli utili; cosa se ne farebbero? Se la fetta degli utili la chiedono per le loro famiglie, sono doppiamente stupidi, poiché, morti loro, nessuno garantirà il rispetto dei patti. L’attentato di oggi è stato ben congegnato da gente che non portava alcun turbante in testa, e non invocava Dio ogni due parole. Tre o quattro personaggi schifosamente ricchi, non nuovi a cospirazioni di vario tipo. Gente convinta che i loro simili umani non siano eventualmente sacrificabili, ma debbano esserlo di sicuro. Carne da cannone, da mandare in guerre di trincea, a cantare canzoni strappalacrime, e marcire nel fango. Abili scrittori hanno creato un preciso genere letterario, basato appunto su spietate cospirazioni. Non si tratta di invenzioni attribuibili al 100% alla fervida immaginazione di un genio della letteratura. L’aura romanzesca ha rivestito solamente i fatti nudi e crudi. Poco importa il nome dell’organizzazione che muove cifre da capogiro, più potente di qualsiasi multinazionale nota. I nomi dei personaggi sono tutti inventati, quelli sì. Inventato è anche il lieto fine, con l’agente segreto che sbaraglia i cattivi, e scappa con la bella di turno. L’attentato di oggi dovrebbe provocare un gran numero di morti. Ne seguirà un’ondata di indignazione, pilotata dai media, anch’essi al soldo dei poteri forti. Potrebbe addirittura scoppiare una guerra, con tutto ciò che comporta, morti compresi nel prezzo. Grandi forniture di armi, per anni; una vera pacchia! Sul pianeta, vivono molto male in moltissimi, ma ai ricchi non importa dei poveri. Si finge attenzione, ma i poveri sono una brutta cosa, specie quelli che muoiono di fame. Peggio ancora i bambini, che muoiono di fame. Quelli sì che abbattono l’audience. Con ciò che si spende per acquistare un solo cacciabombardiere, si potrebbero veramente sfamare per un anno gran parte dei morti di fame di un continente. Se non lo si fa è perché i poteri veramente forti preferiscono spendere per i cacciabombardieri. L’attentato di oggi è un classico: avvelenare l’acquedotto di una grande città. Un classico perché gli obiettivi terroristici seri sono enumerabili sulle dita di una mano. Fare saltare in aria la borsa è simpatico, ma la gente, ben lungi dall’indignarsi, potrebbe addirittura fare festa! Per avvelenare un acquedotto invece basta collocare il veleno dopo i filtri, nell’acqua pronta da bere. Un famosissimo agente segreto combatteva contro la Spectre. Un bel nome, ma è ormai bruciato. Omega non è male come identificativo. Gli scagnozzi di Omega non conoscono la ragione sociale dei loro datori di lavoro. Sono mercenari, incaricati di una parte del piano. Dovessero cercare di scoprire di più, non incasserebbero valuta pregiata, bensì pallottole nella schiena. Quei tre o quattro vecchiacci di Omega hanno un piede nella fossa: chi circola sulla sedia a rotelle, chi necessita di continui filtraggi del sangue, chi sopravvive a malattie terminali grazie a farmaci micidiali. Appena il camion varca i cancelli dell’acquedotto della città da avvelenare, i vecchiacci tremendi di Omega ridono convulsamente, tra un colpo di tosse catarrosa ed un quasi ictus. Malvagi che godono della loro malvagità, che contraccambia mantenendoli in vita. Il crimine paga quasi sempre, ed essere cattivi è più soddisfacente che cercare di essere buoni. La squadra speciale, mercenari ben addestrati, salta giù dal camion, intimando al personale dell'impianto di non reagire. Alcuni colpi di arma da fuoco segnalano limitati casi di resistenza, subito soppressi. Quelli che si sono arresi, vengono imbavagliati e legati; chiusi in una camera priva di finestre. Guardie armate sono pronte a sparare per uccidere. L'azione è stata velocissima, ed in teoria nessuno al di fuori dell'impianto di depurazione dell'acqua dovrebbe essersene accorto. Gli incursori non hanno però tenuto conto della grande diffusione degli smartphone e delle applicazioni connesse, che facilitano la comunicazione tramite Internet. Un messaggio incompleto sta già navigando in rete, come una barchetta bucata che discenda le rapide di un torrente. Poi accade che la barchetta incroci una nave più grossa, tipo una baleniera, che la trasporta nella sua stiva. Molte centrali investigative sorvegliano il traffico delle email e di tutti gli altri messaggi multimediali. Spie che noi cittadini inconsapevolmente strapaghiamo cercano di cogliere tracce significative, ma di solito toppano miseramente. Agenzie con almeno tre lettere maiuscole nel nome osservano tutto, capendo poco o nulla. Manca loro la capacità di sintesi e l'intelligenza del super computer Galadriel. Si chiama come la regina degli elfi, ed è l'unico vero cervello elettronico senziente in circolazione sul pianeta Terra. I mercenari di Omega sono stati bravi a realizzare la parte militare del piano; adesso però deve subentrare lo scienziato in grado di scaricare il veleno nel circuito dell’acqua potabile. Non un veleno qualsiasi, ma tossine letali anche se assunte in dosi minime. Poche molecole di questo veleno innescano infatti una reazione allergica che uccide in pochi minuti. Come hanno fatto i vecchiacci di Omega ad indurre lo scienziato a divenire lo strumento di uno sterminio? Seguendo uno dei più classici copioni, gli hanno rapito la moglie e la figlia, minacciandole di morte. Lo scienziato è fin troppo umano, almeno per quanto concerne la sua sfera familiare. Avessero minacciato di morte un suo collega, lo scienziato non avrebbe avuto dubbi sulla sua sacrificabilità. Gli scienziati tendono a sparare paroloni ed a formulare concetti globalizzanti; poi però rimangono ometti. Non sono eroi, perché, se ci fosse un eroe al suo posto, non subirebbe il ricatto. Due persone contro un milione sono sacrificabili, senza eccezioni. Anche la moglie dello scienziato la pensa così, sebbene le spiaccia enormemente di dover parlare anche per conto della figlia. Durante un contatto via radio, la donna prova a dire al marito di non farlo, ma ottiene solo di farsi percuotere. In quelle condizioni di stress, non è vigile come la figlia, che viceversa nota uno strano scoiattolo con gli occhi scintillanti, arrampicarsi su una parete della stanza. La bambina ha già visto degli scoiattoli, ma non pensava potessero emulare le lucertole. In effetti, Kjrt non è uno scoiattolo normale, bensì un animaletto terrestre posseduto da un demone elettrico, proveniente da un altro stato dell'esistenza. Fulminatore, mutante di Evolution, si è recentemente occupato del suo addestramento, poiché come lui lo scoiattolo-Kjrt è in grado di proiettare scariche di energia elettrica. L’alieno, simbionte dello scoiattolo, sta studiando questo mondo, nel quale si trova grazie ad alcuni maghi dilettanti. Lo scoiattolo invece, pur non comprendendo tutte le implicazioni, si diverte lo stesso. È entrato nell’appartamento, dove i criminali tengono prigioniere la moglie e la figlia dello scienziato, fondendo il vetro della finestra. Fulminatore gli ha mostrato come sia possibile usare l’energia elettrica per produrre un grande calore concentrato, e Kjrt ha appreso l’insegnamento. I criminali che si trovano nell’impianto di depurazione dell’acqua chiedono via radio di continuare con le sevizie alla bambina, per convincere lo scienziato a collaborare in maniera più convincente. Uno dei teppisti nell'appartamento si avvicina alla piccola, con il braccio alzato, pronto a colpirla sulla faccia. Kjrt però lo anticipa: la sua saetta lo raggiunge ad un grosso anello, che orna un dito della mano destra. Il metallo diventa quasi incandescente, e trasmette al corpo una corrente di brevissima durata, ma di grande potenza. L’effetto è quello di un taser, che può in taluni casi uccidere. Il delinquente non muore, ma crolla a terra in preda alle convulsioni. Un altro mercenario reagisce velocemente, sparando contro lo scoiattolo-Kjrt, che astutamente ha però già preso il largo. Corre, salta e si infila sotto i mobili, in attesa di nuove istruzioni. Nell'impianto di depurazione dell'acqua, il piano di Omega sembra prossimo al successo. Le tossine sono pronte ad entrare in circolo. I controlli elettronici gestiscono potenti motori, che azionano chiuse pesantissime. Il alternativa esiste una grande ruota in metallo: una specie di colossale rubinetto di diametro superiore ai due metri. Per ruotarlo occorrerebbero dieci uomini, ma lo sposterebbero di poco prima di esaurire le loro forze. I perfidi vecchiacci brindano con vini preziosissimi, dato che gli abitanti della città sono praticamente spacciati. Il piano prosegue, senza alcun rispetto per la vita umana. L'imprevisto è però presente in tutte le pianificazioni umane. Questa volta assume le sembianze di un drago verde, alto tre metri e pesante settecento chili. Dragonfire è un imprevisto a fin di bene, intenzionato a bloccare, con la sola forza dei suoi muscoli immensi, la chiusa. Il possente alieno provoca il collasso di tutti i motori, che cedono uno dopo l'altro. L'elettronica frigge e collassa; rimangono solo la meccanica e la forza bruta. I mercenari impazziscono. Il loro nemico è troppo al di là delle loro capacità d'ingaggio. Sono stati pagati profumatamente per combattere uomini, non Evolution. Intanto il drago completa la sua opera, facendo fallire del tutto la missione di distruzione di massa. Viene colpito da qualche colpo di arma da fuoco, che però si sbriciola contro la sua armatura naturale. I criminali che trattengono la moglie e la figlia dello scienziato si preparano a scappare, ma non prima di avere ucciso le loro vittime. Ferox, la donna leopardo di Evolution, la pensa diversamente. Al suo fianco c'è Fulminatore, che con una scarica di energia frantuma e scioglie la serratura ed i chiavistelli della porta blindata. Poi il mutante elettrico si fa da parte, per lasciare lavorare la sua collega felina. Un turbine di artigli che straziano le carni, versando sangue in quantità. Soldati esperti non riescono a puntare il fucile, perché Ferox li ha già sventrati. Nessuno di loro prova a disimpegnarsi, dato che l'attacco della donna leopardo dura pochi secondi; poi sono tutti morti. In certi casi, quando si arrabbia veramente, la mutante felina è una manifestazione della morte violenta. Scoiattolo-Kjrt esce allo scoperto e sale sulla spalla di Fulminatore, per evitare che Ferox lo scambi per un nemico. Madre e bambina sono coperte di sangue, ma non è il loro. Nell'impianto di depurazione, la Maga stende i criminali con la sua lama mentale. Dovrebbero ringraziarla di non averli lasciati in balia di Dragonfire. Si risveglieranno, nella migliore delle ipotesi, con un gran mal di testa; qualcuno potrebbe altresì aver riportato danni permanenti, ma a chi importa? Gli ultimi mercenari tentano un piano alternativo, consistente nel fare saltare coll'esplosivo la valvola chiusa a forza da Dragonfire. Prima di arrivarci devono tuttavia affrontare Kong, l'uomo bestia di Evolution. Kong è uno scienziato eccezionale, ma quando picchia frantuma le ossa umane come fossero dei legnetti. Uomini armati e risoluti che piangono come bambini, reggendosi le braccia spazzate all'altezza del gomito, o crollano dato che una delle loro rotule è stata frantumata da un calcio formidabile. Due soli criminali arrancano verso Dragonfire; sono riusciti ad evitare Kong, o forse è stato lui a farli passare. I loro lanciarazzi anticarro sono puntati verso il drago e verso la valvola che impedisce al veleno di entrare nel circuito dell’acqua potabile. I due mercenari ci tengono evidentemente molto alla loro professionalità; forse più che alla loro stessa vita. Altrimenti come si spiega che stiano sfidando un alieno di potenza insuperabile. Chi può raccontare di aver visto sogghignare un drago? Per alcuni secondi, i mercenari rientrano nel club dei pochissimi che abbiano vissuto una simile esperienza. Poi però la coda di Dragonfire li spazza via senza pietà, frantumando nel tremendo impatto ossa più o meno piccole ed organi interni assortiti.
venerdì 9 agosto 2013
SCOIATTOLO-KJRT_266° episodio
Sappiamo della loro esistenza da millenni. Li chiamiamo demoni, riconducendo a quella definizione qualunque entità, incorporea e malvagia, proveniente da un altro piano dell'esistenza. Ma dire "demoni" è un po' come dire "extraterrestri": praticamente tutto il resto dell'Universo. I maghi hanno imparato ad indebolire le barriere tra i mondi, ed a evocare i demoni. "Evocare" dovrebbe presupporre un atto di forza di un uomo sapiente, nei confronti di un demone, per asservirlo. Il più delle volte si tratta viceversa di un maldestro tentativo di muoversi tra regole del gioco prive di evidenza e verifica scientifiche. Si tramanda la necessità di tracciare sul terreno un cerchio di protezione, come se il disegno bidimensionale si estendesse nella terza dimensione ed oltre. Creare un portale dimensionale è possibile in certi luoghi ed in determinati momenti, rispettando regole e metodologie molto spesso bislacche. Capretti sgozzati, galletti decapitati, bracieri che bruciano particolari qualità di incenso, la costruzione metallurgica di pugnali e bacchette rituali. I maghi più acculturati indagano ed accertano ciò che è stato dissimulato dietro i riti tramandati dalla credulità popolare. Qualcosa di vero c'è, ma cosa? Salire in cima ad una montagna, in una notte di luna piena, è sicuramente suggestivo. Accendere fuochi e candele anche. Invocare demoni dai vari inferni è più pericoloso, specie quando dai cespugli e dalle rocce giungono alle orecchie degli officianti suoni che non sembrano appartenere alla Natura. Questa notte, in cima alla montagna, c'è anche un tizio che suona una specie di tam tam, per connotare in maniera etnica un rito di evocazione fai da te. Accanto a lui, ci sono alcuni irriducibili lettori di libri sulla magia, che, dopo tante riunioni e dispute, hanno deciso di passare dalle parole ai fatti. Qualcuno di loro si sta però preoccupando, e preferirebbe trovarsi a casa, davanti alla tv o al computer. Il punto è che in cima alla montagna ci si arriva seguendo un sentiero tortuoso, e le auto sono parcheggiate alcune centinaia di metri (di quota) più sotto. Discendere la montagna di notte comporta rischi non indifferenti, senza contare che i fruscii tra le rocce fanno pensare che i serpenti locali siano in caccia. Ammesso e non concesso che di serpenti si tratti. Meglio proseguire con il rito, senza commettere errori. Quel maneggiare lame affilate sembra indispensabile ed imprescindibile dalla ritualità, ma, se uno dovesse inavvertitamente tagliarsi, non sarebbe cosa da poco portarlo in ospedale prima che perda troppo sangue. Qualcuno dei presenti immagina i titoli sui giornali: "Professionista muore dissanguato nel corso di una evocazione diabolica, in una notte di luna piena". Il cerchio magico serve a tenere fuori o a tenere dentro il demone. Gli evocatori ne hanno disegnato uno del primo tipo. Si potrebbe, a rigor di logica, predisporre un secondo circolo, per evitare che il demone se ne vada a spasso. Sarebbe il primo grosso errore di questi dilettanti della magia. L’entità evocata non compare come un mostro cornuto, con zoccoli e coda. Si tratta di un demone di diverso tipo, o per meglio dire di un essere di un altro piano dell’esistenza che è stato allontanato a forza dalle sue faccende. Possiamo immaginare che il suo stato d’animo non sia particolarmente benevolo verso i responsabili della situazione. Si tratta di un essere composto di energia che definiremmo elettrica. Da dove proviene lui, la vita ha assunto evidentemente forme molto differenti dalle nostre. Il demone, che chiameremo Kjrt, si chiede dal canto suo che strane forme di vita siano quelle che gesticolano ed emettono suoni per lui incomprensibili. Un incontro ravvicinato del terzo tipo, tra un’entità elettrica ed alcuni umani non particolarmente brillanti. Kjrt non comprende cosa vogliano da lui quegli ammassi di idrogeno, ossigeno, carbonio e calcio. È finanche sorpreso che mescolando quegli elementi si possa generare la vita; non lo aveva mai sospettato. Il problema più impellente per Kjrt è però quello di trovare riparo in un corpo materiale, giacché l’atmosfera prosciuga la sua energia. Si guarda attorno, sebbene non disponga di occhi, e trova ciò che potrebbe fare al caso suo. Il piccolo scoiattolo curioso si accorge troppo tardi di essere diventato il bersaglio per le particolari attenzioni del demone elettrico. Prova a scappare, ma non c’è verso di superare in velocità una saetta. La possessione è istantanea; il nuovo protagonista della scena si chiama scoiattolo-Kjrt! L’alieno cerca un corpo fisico; lo scoiattolo invece lotta per non farsi sopraffare. Non è come essere mangiati, e questo è un bene; tuttavia l’animaletto simpatico e peloso non è certo privo di carattere. Il risultato è una convivenza quasi pacifica, perché il “demone” non ha intenti demoniaci, in senso stretto. Intanto gli evocatori, all’interno del circolo protettivo, cercano di capire dove sia finito il demone che hanno evocato affinché li servisse. Il capo degli officianti, un mago alle primissime armi, agita la bacchetta che si è costruito con il legno di un ramo di nocciolo, seguendo le istruzioni di un antico tomo. Dopo alcuni tentativi, gli pare che la bacchetta si agiti, come quelle dei rabdomanti. Non indica però l’acqua, bensì uno scoiattolo, che li fissa con occhietti luminosi. Gli officianti per questa notte potrebbero averne abbastanza di evocazioni e demoni. Andrebbero volentieri a riposare le loro stanche ossa in tenda. Nessuno di loro è più tanto giovane da trascorrere una nottata all’aperto in cima ad una montagna. Il capo comitiva condivide la necessità di interrompere l’esperimento. Commette tuttavia l’errore di puntare la bacchetta verso lo scoiattolo Kjrt. L’alieno non capisce cosa significhino i suoni emessi da quelle forme di vita; interpreta quindi il gesto del “mago” come un tentativo di aggressione. Così reagisce proiettando una piccola scarica elettrica verso la bacchetta, disarmandolo. L’attacco inaspettato da parte dello scoiattolo elettrico fa saltare i nervi a tutti gli umani presenti, che schizzano fuori dal circolo protettivo. Fortuna per loro che Kjrt non sia un vero demone; altrimenti adesso farebbero una brutta fine. La parte di Kjrt che è ancora scoiattolo si esalta per essere riuscito ad indurre alla fuga quegli esseri tanto più grossi di lui. Gli officianti sono sicuri che il demone da loro evocato abbia invasato l’innocuo animaletto, che di conseguenza è diventato decisamente meno innocuo. Non intendono tentare di comunicare; men che meno provare a dargli ordini. Aspettano piuttosto l’alba per scendere alle auto, cercando di mantenere nel frattempo un profilo molto basso. Kjrt, che invece non ha problemi a muoversi al buio, li anticipa. Durante la discesa, incontra i parenti della sua parte scoiattolesca, ma loro si accorgono subito che il loro simile è diventato un’altra cosa. Avvertono una presenza aliena, e questo è sufficiente ad allontanarli da Kjrt. All'alieno però le dispute familiari tra scoiattoli non interessano. Forza pertanto il suo ospite a proseguire le esplorazioni del nuovo mondo. Per il resto della notte, Kjrt sale e scende dagli alberi, e si consola mangiando nocciole. Al mattino l’alieno decide di averne abbastanza, e di voler andare altrove. Una delle auto degli officianti si presta ad ottenere un passaggio discreto. La bestiolina sale di soppiatto sulla vettura, e si gode il viaggio. Dopo alcune ore, l'intensificarsi del traffico annuncia che la città è vicina. Lo scoiattolo è atterrito da quei mostri metallici, che potrebbero schiacciarlo. L’alieno invece percepisce le cose alla sua maniera: campi energetici in movimento. Non capisce per quale motivo le consapevolezze, che emanano una tenue carica elettrica, per muoversi adoperino ammassi metallici molto più grossi e pesanti di loro. Quando l’auto parcheggia, Kjrt scende e corre verso il più vicino albero. Sulla necessità di trovare un riparo sono d’accordo sia lo scoiattolo, sia l’alieno. Dopo una sosta di riflessione sull'albero, l'alieno individua un negozio che sollecita i suoi sensori. Lo scoiattolo oppone una certa resistenza, ma il suo simbionte pseudo-demoniaco ha fame, e deve nutrirsi. Kjrt aspetta che qualcuno apra la porta, poi entra a sua volta in quel luogo stipato di macchine elettroniche. L’animaletto saltellante non passa ovviamente inosservato, suscitando la curiosità dei clienti del negozio. I commessi cercano di catturarlo, per scacciarlo. Scoiattolo-Kjrt è però ancora scattante come uno scoiattolo, ed in più ha la capacità di assorbire nutrimento direttamente dalla rete elettrica. In questo modo l’alieno mantiene la coesione della sua matrice energetica, e fortifica altresì le cellule del suo ospite biologico dalla lunga coda. Dopo essersi ricaricato, Kjrt continua la sua esplorazione; questo non dispiace allo scoiattolo, che come tutti i suoi simili è molto curioso. Sfortunatamente, gli addetti alla sicurezza riescono a sorprenderlo in una zona priva di vie di fuga. Gli umani si avvicinano con fare minaccioso agitando le mani. L’alieno reagisce velocemente, come fece nei confronti del suo evocatore. Questa volta, invece di colpire la bacchetta magica, spedisce una scarica elettrica contro il telefonino che il tizio impugna come fosse un telecomando universale. Lo smartphone, comprato a rate e non ancora pagato del tutto, emette strani suoni e scintille. Poi diventa troppo caldo per poterlo tenere in mano. Il sorvegliante resiste alla tentazione di farlo cadere, sperando che non sia fuso. Non gli sembra vero che un piccolo animaletto come quello sia capace di lanciare piccoli fulmini. Si ferma un attimo a riflettere, ma si convince di aver preso un abbaglio. Decide che lo smartphone sia andato in corto circuito da solo; fortuna che è ancora coperto da garanzia. Adesso però bisogna catturare quel mostriciattolo saltellante, che a guardarlo bene ha degli occhietti fin troppo luminosi. Il sorvegliante avanza ancora una volta, e per la seconda volta si becca una scarica elettrica discretamente dolorosa. Volendo evitare di fare il tris, il sorvegliante arretra, per collocarsi fuori tiro. Che ci pensi la polizia ad affrontare quell’accidente di mostriciattolo, che di sicuro proviene da un altro pianeta! La polizia riceve una chiamata insolita: c'è uno scoiattolo, in un negozio di elettronica, che spadroneggia sparando lampi di energia. Fortunatamente le forze dell'ordine hanno predisposto un'apposita squadra di intervento contro le stranezze. Ne fanno parte la detective Lucrezia e le poliziotte Elisabetta e Valeria. Le tre ragazze, affiliate in incognito ad Evolution, suscitano i soliti risolini sciocchi dei colleghi maschi. Loro non sanno però dei poteri felini di Lucrezia, né delle facoltà telepatiche di Elisabetta e Valeria. Appena l'auto della polizia si avvicina al negozio di elettronica, le due telepati scandagliano l'area, alla ricerca di un'attività paranormale. L'alieno Kjrt, per quanto integrato nel corpo dello scoiattolo, emette onde differenti da quelle attribuite all'attività cerebrale degli umani. Elisabetta e Valeria non hanno ovviamente mai incontrato qualcuno che manifestasse vibrazioni come queste. Trattandosi presumibilmente di un alieno, la detective Lucrezia lo segnala direttamente ad Evolution. Lo scoiattolo non può essere catturato in maniera convenzionale. Al di là delle esigenze dei gestori del negozio, che pretenderebbero un approccio decisamente rude, tutte le attività extraumane vengono vagliate con calma e rigorosamente catalogate dal super-computer Galadriel. Elisabetta e Valeria si avvicinano a Kjrt, senza adottare comportamenti che potrebbero indurlo a reagire. Devono rassicurare il possessore ed anche il suo ospite. Le due telepati entrano pertanto in una trance, che fornisce loro le informazioni che diversamente non potrebbero ottenere. Come hanno imparato dalla Maga, le due ragazze estendono cauti tentacoli mentali, che non vengono percepiti come un attacco. Adesso lo scoiattolo-Kjrt è pronto a seguirle fuori di lì. Accade però che lo stupido di turno rovini tutto. In molti momenti della nostra vita abbiamo l’impressione di aver fatto bene le cose, solo per agevolare la venuta di qualcuno che scombussola i nostri piani. Il direttore del negozio è il cretino di turno, che come tale si avvicina sbraitando a Lucrezia, Elisabetta e Valeria. Pretende che conducano fuori quel “mostriciattolo”, altrimenti minaccia di farlo lui. Data la sua natura felina, derivante dalla simbiosi magica che ha con Ferox, la detective Lucrezia non ha troppa pazienza per lo sciocco umano. Non ci fossero testimoni, gli farebbe assaggiare i suoi artigli. Fortuna per lui che ci siano le telecamere di sorveglianza in funzione. Il direttore del negozio pensa viceversa che la detective sia intimorita da lui. Decide quindi di passare alle vie di fatto, per poter fare una bella figura con i suoi padroni. Kjrt non ha capito cosa si siano detti, ma è pronto a difendersi. La scarica che proietta è più forte delle precedenti, e potrebbe infartuare il cuore del direttore del negozio. La saetta cambia però inaspettatamente direzione, curvando attorno al bersaglio iniziale. L’aria sfrigola, l’odore di ozono si diffonde, e l’umano si avvede di essere arrivato vicino a lasciarci le penne. La scarica elettrica di Kjrt viene attirata da Fulminatore, e conclude il suo percorso innocua nelle sue mani.
lunedì 5 agosto 2013
FEROCIA E CRUDELTÀ_265° episodio
Si dice che i gatti ed i cani siano nemici giurati, ma è vero solo nella testa bacata di quelli che non li hanno mai visti giocare assieme. Il cane tende a cercare rogne, per fasi bello davanti al padrone. Al gatto invece non interessa cosa pensino gli umani, ed è troppo libero per avere un padrone. Quando il cane non è assillato ed istigato, si rende conto di quanto possa essere pericoloso un gatto, per quanto sia un animale di piccole dimensioni. Gli egiziani adoravano i gatti, e non solo perché mangiavano i topi. La religione di quel grande popolo li induceva a cercare la verità sotto le apparenze. Ecco perché per nessun egiziano il gatto era "solo" un gatto. Il distacco dei gatti, quando ci osservano, è molto differente dalla sudditanza dei cani. I cani ci adorano, se non li prendiamo troppo a bastonate; i gatti ci sopportano. Questa notte però i gatti hanno chiesto aiuto alla donna leopardo, per aiutare tanti piccoli cagnolini innocenti. Ferox ed il suo manipolo silenzioso notano con disappunto quanto possano essere crudeli gli esseri umani, nei confronti dei più fedeli tra i loro sudditi: i cani. Un cucciolo adorante, desideroso di giocare fino allo sfinimento, sempre pronto a fare le coccole, dovrebbe ispirare solo tenerezza; eppure per alcuni non è così. Si tratta di feccia umana, che con ogni probabilità non si intenerisce neppure in presenza dei cuccioli della sua specie. Questa è crudeltà d’animo, che però gli interessati confondono con forza di carattere. Proprio i cagnolini più collaborativi e più fiduciosi nel genere umano si prestano ad una destinazione d’uso che prevede sevizie molto lunghe ed una morte dolorosa. Inoltre non c’è modo di fare capire a quelle creature delicate e sensibili che quelli che li stanno torturando non sono loro amici. Strano che la Natura abbia voluto infondere una quantità illimitata di limpidezza d’animo in questi animali. Caricati su camion, trasportati per migliaia di chilometri, denutriti, stipati in spazi angusti, sottoposti agli sbalzi di temperatura ed alle infezioni. Sono cagnolini robusti, ma ne muoiono tanti. I criminali non se ne curano: ne ammucchiano tanti al fine di averne comunque abbastanza per i loro turpi traffici. I gatti sanno tutto ciò che succede durante la notte; di giorno invece preferiscono riposare. Per loro, Ferox è un punto di riferimento. Le sue imprese vengono narrate, anzi miagolate, nelle cantine ed in cima ai tetti. I gatti più vecchi raccontano a quelli più giovani della potente donna leopardo. I giovani gatti ascoltano con gli occhioni spalancati, facendo le fusa. Lei è felice quando il popolo felino le racconta di dispute territoriali tra il gatto detentore del titolo e lo sfidante. Questa notte però i gatti hanno condotto Ferox nel posto dove gli umani malvagi stipano gli innocenti cagnolini. Qualcuno tra i curiosi esploratori delle tenebre si è spinto oltre, ed ha scrutato attraverso i vetri della grande costruzione. I gatti, come tutti i felini, sono naturalmente feroci, che però è cosa diversa dall’essere crudeli. Le mamme gatto insegnano ai piccoli come si uccide un topo, ma nella vita normale ci sono cose migliori da fare e da mangiare. Ferox conosce aspetti dell’esistenza che i suoi piccoli amici ignorano. Si tratta delle leggi umane, che, violando quelle della Natura, autorizzano torture molto peggiori di quella del gatto che gioca col topo. Ai cagnolini sono iniettati intrugli di tutti i tipi; tutti rigorosamente dannosi se non addirittura letali. Ferox conosce le regole del gioco sociale, che invocano a sproposito la scienza, ma lei continua a tifare per la Natura. Ogni cagnolino seviziato ha una storia, che non interessa in alcun modo a quei bruti che adorano il dio denaro. Giovanissime vite, iniziate aprendo occhi desiderosi di analizzare le bellezze del mondo. Ora però quegli occhi vedono sbarre, mura, lamiera e brutte facce. Un velo di sconforto scende per attenuare la tendenza a fare prevalere il bello in tutte le cose. Ferox combatte contro le brutture, non contro la morte. Nell’ordine delle cose, i viventi muoiono prima o poi, ma la qualità della vita non deve essere intaccata dalla laida marmaglia adoratrice del caos. Ferox entra in azione, accompagnata da una torma di gatti desiderosi di graffiare, strappare e mordere a sangue. Quelli che sorvegliano le gabbie, che contengono i cagnolini, devono soffrire per la loro complicità nel crimine contro natura. Se i criminali non opponessero resistenza non ci sarebbe gusto a massacrarli. Almeno questi hanno la decenza di vendere cara la pelle. Sparano alla rinfusa, poi caricano coltelli alla mano, come i pirati che sono. Probabilmente discendono da briganti da strada, bucanieri delle navi a vela, predoni del deserto, e stupratori delle popolazioni più povere e disagiate. Un uomo armato di pistola si illude che la sua arma faccia tutto al suo posto, ma non è così. Ogni proiettile ha una precisa traiettoria, che può colpire o meno il bersaglio. Quando Ferox vede che il suo avversario la prende di mira, effettua istintivamente un calcolo della traiettoria del proiettile, e si discosta dal punto di probabile impatto. Colpi indirizzati al torace della donna leopardo la mancano grossolanamente, dato che lei è balzata di lato, in alto, oppure si è abbassata. Poi, prima che il cervello del suo aggressore registri il mancato bersaglio, Ferox si proietta in avanti come se le sue gambe fossero molle d’acciaio. In una frazione di secondo raggiunge il bersaglio, che per lei è praticamente immobile. Gli artigli acuminati scavano più o meno profondamente nelle carni e nelle ossa, dopo avere attraversato senza alcun problema anche gli abiti più spessi. Neppure i gatti che accompagnano la donna leopardo ci stanno a fare da bersagli. Si infilano sotto le gabbie, scivolano sotto i tavoli e le sedie, si arrampicano su qualunque materiale offra il minimo appiglio alle loro unghiette micidiali. Un miagolio continuo annuncia che l’armata dei gatti è entrata in massa in azione. I cagnolini, sebbene indeboliti ed intorpiditi, si ridestano, e si uniscono al coro con il loro abbaiare deciso. Ringraziano i nuovi arrivati, che stanno somministrando ferite multiple agli infidi umani. Ferox inizia ad aprite le gabbie, consentendo ai piccoli di mordere le caviglie dei loro carcerieri. Uomini particolarmente vigliacchi, perché se la prendono con cani noti per la loro indole eccessivamente bonaria. Ferox non è in vista, per cui uno dei delinquenti prende a calci i piccoli cani, che guaiscono per il dolore. Dell’esercito di Ferox fanno parte certi gattacci da battaglia, che non ci pensano due volte ad attaccare briga. Dovessero incontrarsi su un tetto, se le darebbero di santa ragione, ma qui possono lottare assieme contro un nemico comune. Sorprendentemente questi felini da strada, che rispettano solo chi sa farsi valere, provano simpatia per i cagnolini dal musetto simpatico. Schizzano quindi addosso al maltrattatore, graffiandolo con una ferocia nata dalle molte battaglia. L’umano urla il suo dolore, ma i gattacci non smettono; anzi chiamano a raccolta i loro battaglioni. Una torma di piccole belve assetate di sangue piove sul carceriere, che cerca di ripararsi la faccia. Lo abbattono, lo mordono, gli fanno del male in molti modi ed in molte parti del corpo. Poi lo lasciano immerso nel suo sangue, a piangere come quando era un bambino. Al termine della battaglia, i malvagi sono ridotti male; qualcuno è morto, qualcuno sta morendo. Ferox deve portare via di lì le sue truppe gattesche ed i cagnolini liberati. Non ha alcuna voglia di attendere che arrivino i poliziotti a farle domande stupide. I cagnolini devono imparare a fare silenzio, specie adesso che si tratta di passare accanto a case abitate. Per loro inizia una nuova avventura, nella notte. Ferox dispone i suoi luogotenenti davanti ed in coda alla colonna. Lei si spinge in avanscoperta, assieme ad un gruppetto di guerriglieri tigrati e neri. La donna leopardo non teme che gli umani vedano lei e le sue truppe; ciò che vorrebbe evitare è che i cani da guardia inizino il loro solito concerto notturno. Chi li fermerebbe più? A volte certi cani sono troppo ottusi, e non c’è modo di spiegare loro di guardare da un’altra parte. I gatti randagi avvertono l’avvicinarsi di un essere grosso, potente e peloso. Non è un cane, bensì un lupo. I piccoli guerrieri sono pronti a vendere cara la pelliccia, sebbene sappiano prima di vederlo che quello che sta arrivando è molto più pericoloso degli umani che hanno appena steso. Il Lupo Nero è silenzioso a suo modo, ma potrebbe ingannare solo gli umani. I gatti ed i cagnolini si sono stretti l’uno contro l’altro, atterriti da quelle zanne micidiali. Quando arriva, i luogotenenti di Ferox invocano il suo intervento, giacché solo lei tra tutti i presenti sembra in grado di reggere il confronto con il Lupo Nero. Si tratta come è noto di due vecchi alleati, che si salutano strofinandosi fianco contro fianco. Il Lupo Nero comprende ciò che Ferox gli descrive, a proposito dei cani da guardia delle abitazioni. Lui ha ciò che ci vuole: è ovviamente in grado di parlare gli idiomi dei cani, ma anche di convincerli con le cattive, caso mai servisse. In natura, di solito i canidi riconoscono a fiuto il maschio alfa superiore, e si sottomettono. Il conflitto si scatena invece quando il riconoscimento non avviene per via olfattiva. I cani da guardia hanno sovente subito sevizie durante l’addestramento; poi hanno imparato a comportarsi da prepotenti a loro volta. Quando si fa avanti il Lupo Nero, anche i cani più grossi capiscono che si tratta di un avversario troppo forte; quasi soprannaturale. C’è però anche nel mondo dei cani lo stupido di turno che, per qualche problema ormonale o di acidità di stomaco, decide di comportarsi male. Non abbaia, ma ringhia minacciosamente. Dovesse iniziare a latrare autorizzerebbe tutti i cani del vicinato a fare altrettanto. Lupo Nero non ha problemi ad accettare la sfida, e con un solo balzo scavalca la recinzione della casa. Il suo avversario è quasi grosso come lui; frutto presumibilmente di una manipolazione genetica. Addestrato e furioso, morde una zampa di Lupo Nero, versando il primo sangue. Lupo Nero però non si accontenta di addentargli un arto, e punta al collo. Se il grosso cane non fosse provvisto di grandi fasci muscolari cadrebbe a terra ferito gravemente. Invece riesce a liberarsi, ma l’istinto gli dice che un altro colpo come quello sarebbe l’ultimo. Prende le distanze, senza smettere di ringhiare, ma non ha una vanità umana da difendere. Lentamente indietreggia, mentre Lupo Nero avanza. Poi il grosso cane si sottomette, e questo gli salva la vita. Lupo nero lo addenta ancora una volta al collo, ma è una finta, come a significare che avrebbe potuto ucciderlo. Il cane è feroce, ma non è crudele. Non lo è neppure verso se stesso, ecco perché accetta di non essere più il padrone del suo territorio. Adesso Ferox, i gatti ed i cagnolini possono riprendere il loro girovagare notturno. I cani da guardia tacciono rispettosamente, invidiando i cagnolini che possono partecipare a quella singolare processione. Uno di loro riferisce a Ferox, grazie alla traduzione del Lupo Nero, che non lontano c’è un altro laboratorio dove vengono tenuti prigionieri cani ed altri piccoli animali. Alla donna leopardo non interessa come il cagnolino sia venuto a conoscenza di questo fatto. Lei predilige l’azione alla chiacchiera, al contrario di gran parte degli umani. I cagnolini sono felici per la disponibilità della super-eroina, e lo dimostrano scodinzolandole attorno. I gatti randagi allora intervengono, mettendoli in riga. Poi tutti riprendono la marcia verso il secondo obiettivo di quella notte. Si tratta di una serie di piccoli locali, nei quali sedicenti scienziati hanno imprigionato le loro piccole vittime quadrupedi. Il grande edificio è pressoché deserto, data l’ora notturna. Ferox scala una parete, grazie ai suoi artigli; poi entra da una finestra, ed apre il portone dall’interno. La moltitudine felina e canina, in compagnia del Lupo Nero e di Ferox, corre alla ricerca dei malcapitati. Questa notte anche loro torneranno a respirare l’aria della campagna. Le porte chiuse a chiave non reggono ai metodi convincenti della mutante felina e del grosso lupo. Sfondate, divelte, strappate dai cardini, si aprono tutte. Uno dopo l’altro i piccoli cani vengono liberati da gabbie anguste. Ci sono tuttavia dei prigionieri che non possono essere così facilmente alleggeriti dalle catene che li costringono. Si tratta dei cagnolini sottoposti a flebo di chissà quale intruglio velenoso. Ferox ammette di non disporre della preparazione scientifica adeguata ad intervenire, senza far loro dell’altro male. La mutante è tuttavia veloce anche nel pensiero, e la presenza nel grande edificio di uno dei sedicenti “scienziati” rappresenta la soluzione. Quando l’illustre (a sentir lui) cattedratico vede irrompere nel suo studio la donna leopardo, seguita dal Lupo Nero, sarebbe tentato di telefonare alla polizia. Poi però capisce che raccoglierebbero solo ciò che resta di lui, dopo un trattamento di zanne ed artigli letali. Così anche gli ultimi gatti, cani e conigli presenti nei laboratori vengono liberati dalle odiose crudeltà di gente che studia tanto solo per perdere di vista quel che dovrebbe essere l’umanità. L’omino, sempre più spaventato, se la cava con qualche graffio da parte dei gatti randagi, e qualche morso da parte dei cagnolini. Infine qualcuno tra i più dispettosi scarica le sue deiezioni appena prodotte sui preziosi appunti del sedicente illustre studioso.
giovedì 1 agosto 2013
L'UOMO BESTIA_264° episodio
Il mutante conosciuto come Kong possiede una grande vitalità, che si manifesta in forza, velocità ed agilità sovrumane. Queste doti fisiche lo rendono un componente molto apprezzato nel super-gruppo Evolution, ma in lui c'è molto di più. La Natura ha indubbiamente un suo senso dell'umorismo, poiché quella che sembra una regressione dell'essere umano è in realtà un mutante intelligentissimo. Ciò gli ha impedito di trasferirsi nella jungla fin da piccolo. Non fosse stato fin da giovane un genio scientifico, avrebbe presumibilmente cercato un altro ruolo nell'ordine delle cose. Un ruolo più defilato; avrebbe ad esempio potuto guidare una tribù di gorilla, impedendone la quasi estinzione. Spiace per i gorilla, ma il cervello di Kong è la sua arma più forte, ed il dottor Occulto lo sa bene. I suoi allievi mutanti non sono mai stati dei disadattati; di certo però non si sarebbero trovati a loro agio tra gli umani. In Evolution, Kong, Ferox, Fulminatore e Maga hanno trovato una famiglia, una casa ed uno scopo altissimo. Ci sono anche Navigatrice e Nancy, che non fanno parte del gruppo di fuoco, ma danno un contributo molto importante ad Evolution. Dragonfire è la roccia attorno alla quale il super-gruppo vive. Un alieno alto tre metri, praticamente invincibile, come ci si aspetta da un drago sputafuoco. Kong conosce molto bene Dragonfire, nella misura in cui un umano mutante può conoscere un esemplare di una razza extraterrestre di rettili. Kong ha inventato Galadriel, dimostrando la grandezza del suo genio. Ha stupito anche il dottor Occulto, che è il più potente mago e telepate del pianeta. A dire il vero, Kong inventando Galadriel ha stupito per primo se stesso, dato che il super-computer che si chiama come la regina degli elfi è vivo! Come accade in molte storie di fantascienza e nei fumetti, lo scienziato crea qualcosa, che poi gli sfugge di mano. Nel caso di Galadriel, è stato un bene, dato che solo lei dispone della consapevolezza sufficiente ad evolversi in maniera adeguata. La Vae Victis, cacciatorpediniere base di Evolution, costituisce un'altra sfida intellettuale per il geniale mutante. La nave è infatti senziente in un modo più magico di come lo sia Galadriel. La Vae Victis accetta Evolution in una simbiosi finalizzata all'avventura. Il cacciatorpediniere, misteriosamente arenato in un deserto sabbioso, ama la dinamicità di Evolution, del drago e di tutti i loro amici. Kong si trova quasi sempre sulla plancia comando della nave da guerra, perché quello è il posto del capitano, o meglio: dell'ufficiale scientifico. Oggi però Kong prova una inquietudine, che si spiega solo con il bisogno di combattere, impiegando i poteri che fanno di lui un vero uomo bestia. Sono molti i contesti nei quali la presenza di Kong può combattere il caos e la distruzione. Entrando in sintonia con Galadriel, il mutante raggiunge uno stato di trance simile alla realtà virtuale. Distaccato dal suo corpo fisico, osserva alcuni poliziotti impegnati ad indagare sui resti di un ordigno artigianale, fatto deflagrare in un campo. Kong vede, perché la ricostruzione di Galadriel è ricca di particolari, un trio di ragazzi con le loro biciclette bmx. Sono stati loro a trovare i pezzi di metallo che gli investigatori hanno poi ricondotto ad un tubo filettato. I poliziotti hanno torchiato i ragazzi, ma la pista si è rivelata poco promettente, eccetto che per l'indirizzo di un sito. Genitori ed insegnanti non capiscono quanto siano sfaccettati i comportamenti degli studenti. Forse non vogliono scoprirlo, per paura di impattare in un mondo troppo alieno. Visitando sito, gli investigatori leggono i vaneggiamenti di anonimi potenziali assassini di massa. Come mai solo dopo stragi, effettuate nelle scuole dagli studenti, gli inquirenti si accorgono che gli assassini avevano lanciato per molto tempo minacce e suppliche inascoltate? Ci vorrebbe molto più senso civico, ma anche molti più filtri; un po' come accade con i servizi di sicurezza, che setacciano i messaggi alla ricerca di parole chiave, tipo: bomba, strage, fucile, massacro, attentato, vendetta e molte altre. Gli investigatori si rendono conto di disporre di poco tempo, dato che chi arriva alla fase delle rivendicazioni via Internet ha solitamente saltato il fosso, o si prepara a farlo. Bisogna agire molto in fretta per individuare chi sia il tizio intenzionato a porre in essere la sua strage personale in una scuola. L’arrivo di Kong alla stazione di polizia calamita l’attenzione di tutti. I modi e la competenza dell’uomo bestia di Evolution inducono peraltro a non fare troppo caso alla sua imponenza fisica. Una visita inattesa al proprietario del sito serve solo a determinare che gli accessi sono tantissimi, e tutti con username che non permettono di individuare i dati anagrafici. Il sospetto di Kong è che l’attentatore sia uno che ritiene di avere subito un grave sgarbo. Anche questo però non aiuta ad individuare in quale scuola il folle intenda sferrare il suo attacco, né quando. Kong può però fare affidamento sulle formidabili facoltà di Galadriel. Nessun investigatore umano sarebbe in grado di distillare, dalle farneticanti dichiarazioni dei fuori di testa, tutti i dati che il super-computer fornisce in pochi minuti. Uno scritto non è alcun caso neutro. Ogni frase ha una costruzione unica, anche se chi la compone non se ne rende conto. Galadriel ricostruisce per ogni sospettato uno schema espressivo, che è una specie di impronta digitale. Adesso deve solo confrontare quella specie di equazione con innumerevoli compiti in classe di moltissimi allievi, delle scuole della città e dei dintorni. Lo stesso Kong si stupisce quando il super-computer non trova quello che cercava. L’astuto uomo bestia di Evolution ne deduce che l’aspirante attentatore non sia uno studente, ma finga di esserlo. Galadriel è molto brillante, ma in un certo senso è ancora giovane. Accetta tuttavia con gratitudine l’indicazione del suo creatore. Gli investigatori seguono lo sviluppo delle indagini con un’attenzione che sconfina nella reverenza. Il mutante e la macchina pensante hanno accertato che il criminale è presumibilmente un insegnante, o meglio un ex insegnante allontanato dalla scuola. I poliziotti si lanciano in picchiata, per contribuire all’indagine, onde evitare che Kong e Galadriel risolvano il caso da soli. Nell'area cittadina, gli ex insegnanti, che avrebbero motivo di odiare la scuola dove lavoravano, sono alcune decine. Con questi numeri, la polizia può cercarli uno a uno. Frattanto l’attentatore si sta avvicinando alla sua ex scuola, armato di pistola e fucile a canne mozze. Intende fare una strage, come si usa ultimamente. Le responsabilità dei media nell’accettazione da parte della gente di taluni comportamenti deteriori sono evidenti. In troppi dicono senza pensarci veramente: “bisognerebbe metterci una bomba”, con riferimento ad uffici pubblici e non solo. Poco alla volta, questa modalità si è fatta strada e radicata nelle menti criminali, e questi sono i risultati. L’attentatore, che accede all’edificio scolastico da un ingresso secondario, rammenta per quale motivo venne allontanato dall’insegnamento. Aveva schiaffeggiato uno studente, ma solo in seguito a ripetute provocazioni dello stesso. Il preside però non volle sentire ragioni, anche perché i genitori del giovane teppista avevano creduto alla versione da lui riportata. L’attentatore è ovviamente un pazzo, visto che quello che intende fare è sproporzionato rispetto al danno da lui subito. Inoltre intende prendersela con chiunque troverà sul suo cammino, evitando di cercare il preside, lo studente ed i genitori dello stesso. I profiler impiegano gran parte del tempo a cercare di capire i motivi dei cattivi; dovrebbero invece catturarli e sbatterli dietro le sbarre. Come Galadriel ha dimostrato più volte, la criminologia è principalmente una questione di numeri e di topografia. Un criminale lo è a prescindere dal suo stato mentale; a meno che lo si voglia giustificare. Uno tra gli indiziati è appena entrato in una scuola: lo certifica la traccia del suo smartphone. Il bidello è fortunato a non trovarsi nella sua postazione; rischia il licenziamento, ma evita di farsi sparare. Le lezioni sono in corso, quindi nei corridoi ci sono pochi studenti. Appena l’attentatore apre il fuoco, con un fucile caricato a pallettoni, scappano tutti urlando, eccetto uno, ferito ad una gamba. Alcuni insegnanti si affacciano, ma alla vista del folle tornano dentro, e provano a bloccare la porta dell'aula. Qualche mese prima era stata improvvisata una specie di esercitazione, che simulava un attacco terroristico. Peccato che le aule non siano state fornite di armi da fuoco, e neppure di asce da pompiere. Kong però è già in azione. Ha anticipato i poliziotti di alcuni minuti, ed ora fronteggia il pazzo di turno. Il grosso mutante merita ovviamente tutta l’attenzione del terrorista, ed anche buona parte delle pallottole della sua pistola. Kong non ha combattuto contro esseri veramente pericolosi per cadere sotto i colpi di un cretino che si crede la vittima dell’odio planetario. L’uomo bestia si mantiene quasi fuori tiro, e, come se non bastasse, schiva le pallottole come se le vedesse arrivare. Possibile che qualcuno disponga di riflessi così veloci? C’è chi lo chiamerebbe istinto, ma a Kong importa solo che funzioni. Il mutante risponde al fuoco sollevando e scagliando un banco. Lo fa con noncuranza, con una sola mano, come se il banco pesasse poco o nulla. L’attentatore evita per poco l’impatto con quel proiettile di legno, plastica e metallo. Kong vuole allontanarlo dalle aule, e ci sta riuscendo. Il criminale continua a sparare, ma arretra. Immaginava di avere a che fare con inermi studenti ed insegnanti, non certo con un super-eroe di Evolution. Pensa con terrore a ciò che Kong potrebbe fargli se si arrabbiasse davvero. Forte almeno come un gorilla, lo squarterebbe in due, afferrandolo dalle spalle. Alcuni studenti fanno capolino dalle aule, per incitare il formidabile mutante. La polizia, che segue a distanza Kong, cerca di riportare l’ordine tra i presenti, che ormai ululano come fossero allo stadio. Il tumulto scatenato dallo scambio di colpi tra Kong ed il teppista ha convinto il personale e gli studenti a tenersi alla larga. L’aspirante terrorista corre, ma ogni tanto si volta, si gira e spara. Kong lo pressa da vicino, per impedirgli di ragionare. Il super-eroe è convinto che il suo avversario si sia imbottito di esplosivo, perché ormai tutti gli aspiranti genocidi fanno così. La strategia adottata da Kong fornirà materiale di riflessione a molti teorici delle azioni di polizia. Nessun tentativo di intavolare una discussione, nessun riconoscimento del criminale come persona, e pressing per causarne lo scompenso nervoso. L’ex insegnante ora può solo scendere nei sotterranei della scuola, dove un’esplosione non produrrebbe comunque i danni e le lesioni che avrebbe causato tra gli studenti. I piani del pazzo sono saltati nel momento in cui l’uomo bestia di Evolution gli ha puntato gli occhi addosso, e lo ha attaccato scagliandogli contro un banco scolastico. Adesso non gli resta che saltare in aria, portando con sé il maledetto scimmione. Peccato che Kong non si vede più. Il terrorista urla e minaccia, ma anche questo fa parte del piano del guerriero mutante. Kong non avrebbe alcuna difficoltà a costruirsi un’armatura formidabile, che lui potrebbe indossare come fosse una giacca, grazie alla sua super-forza. Però preferisce sfidare le pallottole, per esternare al meglio la sua agilità. L’ex insegnante non sta imparando abbastanza dal suo avversario. Ha perso il campo di battaglia che aveva scelto, l’elemento sorpresa è evaporato, ed in più si sta muovendo attraverso un territorio ignoto. Un lungo corridoio, largo ed intersecato da troppe diramazioni. Non potrebbe resistere ad un assedio, non essendoci sbocchi verso l'esterno a lui accessibili. Mentre avanza, si affaccia verso ogni corridoio laterale, pronto a sparare. L’illuminazione è però molto scarsa, trattandosi più che altro di passaggi di servizio, che accompagnano le varie tubature. Lo stress è grande, ma il pazzo non vuole arrendersi. Si affaccia nel primo corridoio, che appare deserto. Procede in linea retta, per evitare l’effetto labirinto. È quasi impossibile orientarsi là sotto senza una planimetria. Kong in effetti ne ha appena consultata una, gentilmente fornita dal preside. Tutti i sensi del mutante di Evolution funzionano molto meglio di quelli umani. Le sue orecchie lo avvisano anche dei passi più felpati. I suoi occhi non sono come quelli di Ferox, ma per Kong quella penombra non è un ostacolo. Non possiede l’olfatto di Lupo Nero, ma avverte da lontano l’odore della paura: una puzza acre. Quando il super-eroe arriva alle spalle del cattivo di turno è silenzioso come un’ombra, pur disponendo di una massa corporea tripla rispetto a quella del suo nemico. Poi deliberatamente solleva il velo del silenzio, come fosse l’incantesimo di un mago. D’improvviso il terrorista si avvede di essere stato fregato. Due sono i suoi pensieri: sparare all’impazzata ed attivare le sue cariche esplosive. Sfortunatamente per lui nessuna delle due opzioni è percorribile. Kong è molto più veloce di lui; non lo batterebbe mai dovessero fare un duello alla pistola. Un solo pugno, e neppure eccessivamente forte, coglie il criminale all'altezza della scapola destra. Lui vede le stelle, mentre perde quasi istantaneamente i sensi. L’impatto lo scaglia a diversi metri di distanza, ma Kong gli ha condonato le fratture ossee e vertebrali più invalidanti.
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