lunedì 5 agosto 2013
FEROCIA E CRUDELTÀ_265° episodio
Si dice che i gatti ed i cani siano nemici giurati, ma è vero solo nella testa bacata di quelli che non li hanno mai visti giocare assieme. Il cane tende a cercare rogne, per fasi bello davanti al padrone. Al gatto invece non interessa cosa pensino gli umani, ed è troppo libero per avere un padrone. Quando il cane non è assillato ed istigato, si rende conto di quanto possa essere pericoloso un gatto, per quanto sia un animale di piccole dimensioni. Gli egiziani adoravano i gatti, e non solo perché mangiavano i topi. La religione di quel grande popolo li induceva a cercare la verità sotto le apparenze. Ecco perché per nessun egiziano il gatto era "solo" un gatto. Il distacco dei gatti, quando ci osservano, è molto differente dalla sudditanza dei cani. I cani ci adorano, se non li prendiamo troppo a bastonate; i gatti ci sopportano. Questa notte però i gatti hanno chiesto aiuto alla donna leopardo, per aiutare tanti piccoli cagnolini innocenti. Ferox ed il suo manipolo silenzioso notano con disappunto quanto possano essere crudeli gli esseri umani, nei confronti dei più fedeli tra i loro sudditi: i cani. Un cucciolo adorante, desideroso di giocare fino allo sfinimento, sempre pronto a fare le coccole, dovrebbe ispirare solo tenerezza; eppure per alcuni non è così. Si tratta di feccia umana, che con ogni probabilità non si intenerisce neppure in presenza dei cuccioli della sua specie. Questa è crudeltà d’animo, che però gli interessati confondono con forza di carattere. Proprio i cagnolini più collaborativi e più fiduciosi nel genere umano si prestano ad una destinazione d’uso che prevede sevizie molto lunghe ed una morte dolorosa. Inoltre non c’è modo di fare capire a quelle creature delicate e sensibili che quelli che li stanno torturando non sono loro amici. Strano che la Natura abbia voluto infondere una quantità illimitata di limpidezza d’animo in questi animali. Caricati su camion, trasportati per migliaia di chilometri, denutriti, stipati in spazi angusti, sottoposti agli sbalzi di temperatura ed alle infezioni. Sono cagnolini robusti, ma ne muoiono tanti. I criminali non se ne curano: ne ammucchiano tanti al fine di averne comunque abbastanza per i loro turpi traffici. I gatti sanno tutto ciò che succede durante la notte; di giorno invece preferiscono riposare. Per loro, Ferox è un punto di riferimento. Le sue imprese vengono narrate, anzi miagolate, nelle cantine ed in cima ai tetti. I gatti più vecchi raccontano a quelli più giovani della potente donna leopardo. I giovani gatti ascoltano con gli occhioni spalancati, facendo le fusa. Lei è felice quando il popolo felino le racconta di dispute territoriali tra il gatto detentore del titolo e lo sfidante. Questa notte però i gatti hanno condotto Ferox nel posto dove gli umani malvagi stipano gli innocenti cagnolini. Qualcuno tra i curiosi esploratori delle tenebre si è spinto oltre, ed ha scrutato attraverso i vetri della grande costruzione. I gatti, come tutti i felini, sono naturalmente feroci, che però è cosa diversa dall’essere crudeli. Le mamme gatto insegnano ai piccoli come si uccide un topo, ma nella vita normale ci sono cose migliori da fare e da mangiare. Ferox conosce aspetti dell’esistenza che i suoi piccoli amici ignorano. Si tratta delle leggi umane, che, violando quelle della Natura, autorizzano torture molto peggiori di quella del gatto che gioca col topo. Ai cagnolini sono iniettati intrugli di tutti i tipi; tutti rigorosamente dannosi se non addirittura letali. Ferox conosce le regole del gioco sociale, che invocano a sproposito la scienza, ma lei continua a tifare per la Natura. Ogni cagnolino seviziato ha una storia, che non interessa in alcun modo a quei bruti che adorano il dio denaro. Giovanissime vite, iniziate aprendo occhi desiderosi di analizzare le bellezze del mondo. Ora però quegli occhi vedono sbarre, mura, lamiera e brutte facce. Un velo di sconforto scende per attenuare la tendenza a fare prevalere il bello in tutte le cose. Ferox combatte contro le brutture, non contro la morte. Nell’ordine delle cose, i viventi muoiono prima o poi, ma la qualità della vita non deve essere intaccata dalla laida marmaglia adoratrice del caos. Ferox entra in azione, accompagnata da una torma di gatti desiderosi di graffiare, strappare e mordere a sangue. Quelli che sorvegliano le gabbie, che contengono i cagnolini, devono soffrire per la loro complicità nel crimine contro natura. Se i criminali non opponessero resistenza non ci sarebbe gusto a massacrarli. Almeno questi hanno la decenza di vendere cara la pelle. Sparano alla rinfusa, poi caricano coltelli alla mano, come i pirati che sono. Probabilmente discendono da briganti da strada, bucanieri delle navi a vela, predoni del deserto, e stupratori delle popolazioni più povere e disagiate. Un uomo armato di pistola si illude che la sua arma faccia tutto al suo posto, ma non è così. Ogni proiettile ha una precisa traiettoria, che può colpire o meno il bersaglio. Quando Ferox vede che il suo avversario la prende di mira, effettua istintivamente un calcolo della traiettoria del proiettile, e si discosta dal punto di probabile impatto. Colpi indirizzati al torace della donna leopardo la mancano grossolanamente, dato che lei è balzata di lato, in alto, oppure si è abbassata. Poi, prima che il cervello del suo aggressore registri il mancato bersaglio, Ferox si proietta in avanti come se le sue gambe fossero molle d’acciaio. In una frazione di secondo raggiunge il bersaglio, che per lei è praticamente immobile. Gli artigli acuminati scavano più o meno profondamente nelle carni e nelle ossa, dopo avere attraversato senza alcun problema anche gli abiti più spessi. Neppure i gatti che accompagnano la donna leopardo ci stanno a fare da bersagli. Si infilano sotto le gabbie, scivolano sotto i tavoli e le sedie, si arrampicano su qualunque materiale offra il minimo appiglio alle loro unghiette micidiali. Un miagolio continuo annuncia che l’armata dei gatti è entrata in massa in azione. I cagnolini, sebbene indeboliti ed intorpiditi, si ridestano, e si uniscono al coro con il loro abbaiare deciso. Ringraziano i nuovi arrivati, che stanno somministrando ferite multiple agli infidi umani. Ferox inizia ad aprite le gabbie, consentendo ai piccoli di mordere le caviglie dei loro carcerieri. Uomini particolarmente vigliacchi, perché se la prendono con cani noti per la loro indole eccessivamente bonaria. Ferox non è in vista, per cui uno dei delinquenti prende a calci i piccoli cani, che guaiscono per il dolore. Dell’esercito di Ferox fanno parte certi gattacci da battaglia, che non ci pensano due volte ad attaccare briga. Dovessero incontrarsi su un tetto, se le darebbero di santa ragione, ma qui possono lottare assieme contro un nemico comune. Sorprendentemente questi felini da strada, che rispettano solo chi sa farsi valere, provano simpatia per i cagnolini dal musetto simpatico. Schizzano quindi addosso al maltrattatore, graffiandolo con una ferocia nata dalle molte battaglia. L’umano urla il suo dolore, ma i gattacci non smettono; anzi chiamano a raccolta i loro battaglioni. Una torma di piccole belve assetate di sangue piove sul carceriere, che cerca di ripararsi la faccia. Lo abbattono, lo mordono, gli fanno del male in molti modi ed in molte parti del corpo. Poi lo lasciano immerso nel suo sangue, a piangere come quando era un bambino. Al termine della battaglia, i malvagi sono ridotti male; qualcuno è morto, qualcuno sta morendo. Ferox deve portare via di lì le sue truppe gattesche ed i cagnolini liberati. Non ha alcuna voglia di attendere che arrivino i poliziotti a farle domande stupide. I cagnolini devono imparare a fare silenzio, specie adesso che si tratta di passare accanto a case abitate. Per loro inizia una nuova avventura, nella notte. Ferox dispone i suoi luogotenenti davanti ed in coda alla colonna. Lei si spinge in avanscoperta, assieme ad un gruppetto di guerriglieri tigrati e neri. La donna leopardo non teme che gli umani vedano lei e le sue truppe; ciò che vorrebbe evitare è che i cani da guardia inizino il loro solito concerto notturno. Chi li fermerebbe più? A volte certi cani sono troppo ottusi, e non c’è modo di spiegare loro di guardare da un’altra parte. I gatti randagi avvertono l’avvicinarsi di un essere grosso, potente e peloso. Non è un cane, bensì un lupo. I piccoli guerrieri sono pronti a vendere cara la pelliccia, sebbene sappiano prima di vederlo che quello che sta arrivando è molto più pericoloso degli umani che hanno appena steso. Il Lupo Nero è silenzioso a suo modo, ma potrebbe ingannare solo gli umani. I gatti ed i cagnolini si sono stretti l’uno contro l’altro, atterriti da quelle zanne micidiali. Quando arriva, i luogotenenti di Ferox invocano il suo intervento, giacché solo lei tra tutti i presenti sembra in grado di reggere il confronto con il Lupo Nero. Si tratta come è noto di due vecchi alleati, che si salutano strofinandosi fianco contro fianco. Il Lupo Nero comprende ciò che Ferox gli descrive, a proposito dei cani da guardia delle abitazioni. Lui ha ciò che ci vuole: è ovviamente in grado di parlare gli idiomi dei cani, ma anche di convincerli con le cattive, caso mai servisse. In natura, di solito i canidi riconoscono a fiuto il maschio alfa superiore, e si sottomettono. Il conflitto si scatena invece quando il riconoscimento non avviene per via olfattiva. I cani da guardia hanno sovente subito sevizie durante l’addestramento; poi hanno imparato a comportarsi da prepotenti a loro volta. Quando si fa avanti il Lupo Nero, anche i cani più grossi capiscono che si tratta di un avversario troppo forte; quasi soprannaturale. C’è però anche nel mondo dei cani lo stupido di turno che, per qualche problema ormonale o di acidità di stomaco, decide di comportarsi male. Non abbaia, ma ringhia minacciosamente. Dovesse iniziare a latrare autorizzerebbe tutti i cani del vicinato a fare altrettanto. Lupo Nero non ha problemi ad accettare la sfida, e con un solo balzo scavalca la recinzione della casa. Il suo avversario è quasi grosso come lui; frutto presumibilmente di una manipolazione genetica. Addestrato e furioso, morde una zampa di Lupo Nero, versando il primo sangue. Lupo Nero però non si accontenta di addentargli un arto, e punta al collo. Se il grosso cane non fosse provvisto di grandi fasci muscolari cadrebbe a terra ferito gravemente. Invece riesce a liberarsi, ma l’istinto gli dice che un altro colpo come quello sarebbe l’ultimo. Prende le distanze, senza smettere di ringhiare, ma non ha una vanità umana da difendere. Lentamente indietreggia, mentre Lupo Nero avanza. Poi il grosso cane si sottomette, e questo gli salva la vita. Lupo nero lo addenta ancora una volta al collo, ma è una finta, come a significare che avrebbe potuto ucciderlo. Il cane è feroce, ma non è crudele. Non lo è neppure verso se stesso, ecco perché accetta di non essere più il padrone del suo territorio. Adesso Ferox, i gatti ed i cagnolini possono riprendere il loro girovagare notturno. I cani da guardia tacciono rispettosamente, invidiando i cagnolini che possono partecipare a quella singolare processione. Uno di loro riferisce a Ferox, grazie alla traduzione del Lupo Nero, che non lontano c’è un altro laboratorio dove vengono tenuti prigionieri cani ed altri piccoli animali. Alla donna leopardo non interessa come il cagnolino sia venuto a conoscenza di questo fatto. Lei predilige l’azione alla chiacchiera, al contrario di gran parte degli umani. I cagnolini sono felici per la disponibilità della super-eroina, e lo dimostrano scodinzolandole attorno. I gatti randagi allora intervengono, mettendoli in riga. Poi tutti riprendono la marcia verso il secondo obiettivo di quella notte. Si tratta di una serie di piccoli locali, nei quali sedicenti scienziati hanno imprigionato le loro piccole vittime quadrupedi. Il grande edificio è pressoché deserto, data l’ora notturna. Ferox scala una parete, grazie ai suoi artigli; poi entra da una finestra, ed apre il portone dall’interno. La moltitudine felina e canina, in compagnia del Lupo Nero e di Ferox, corre alla ricerca dei malcapitati. Questa notte anche loro torneranno a respirare l’aria della campagna. Le porte chiuse a chiave non reggono ai metodi convincenti della mutante felina e del grosso lupo. Sfondate, divelte, strappate dai cardini, si aprono tutte. Uno dopo l’altro i piccoli cani vengono liberati da gabbie anguste. Ci sono tuttavia dei prigionieri che non possono essere così facilmente alleggeriti dalle catene che li costringono. Si tratta dei cagnolini sottoposti a flebo di chissà quale intruglio velenoso. Ferox ammette di non disporre della preparazione scientifica adeguata ad intervenire, senza far loro dell’altro male. La mutante è tuttavia veloce anche nel pensiero, e la presenza nel grande edificio di uno dei sedicenti “scienziati” rappresenta la soluzione. Quando l’illustre (a sentir lui) cattedratico vede irrompere nel suo studio la donna leopardo, seguita dal Lupo Nero, sarebbe tentato di telefonare alla polizia. Poi però capisce che raccoglierebbero solo ciò che resta di lui, dopo un trattamento di zanne ed artigli letali. Così anche gli ultimi gatti, cani e conigli presenti nei laboratori vengono liberati dalle odiose crudeltà di gente che studia tanto solo per perdere di vista quel che dovrebbe essere l’umanità. L’omino, sempre più spaventato, se la cava con qualche graffio da parte dei gatti randagi, e qualche morso da parte dei cagnolini. Infine qualcuno tra i più dispettosi scarica le sue deiezioni appena prodotte sui preziosi appunti del sedicente illustre studioso.
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