giovedì 29 agosto 2013

FUOCO, MAGHI E NEBBIE_271° episodio

Cosa può fare il velivolo multifunzione di Kong contro un incendio che sta distruggendo un parco nazionale di migliaia di chilometri quadrati? Il fuoco si estende in tutte le direzioni, ed i pompieri giurerebbero che manifesti una precisa volontà di uccidere e distruggere. A terra, Dragonfire realizza trincee, per bloccare la propagazione delle fiamme; gli umani, che non sono come lui resistenti a temperature altissime, si tengono a distanza, ma lottano con impegno. Gli animali dei boschi scappano per raggiungere le protezioni di pietra che il drago ha realizzato. Carnivori ed erbivori dimenticano ogni ostilità, in questo frangente. Riprenderanno a divorare ed a scappare se e quando avranno salvato la pelliccia. Aerei ed elicotteri attrezzati scaricano tonnellate d’acqua sulla vegetazione in fiamme, ma la battaglia è molto ardua. Kong, invece di ricorrere all’acqua, spara contro l’incendio delle granate da lui inventate. Quando esplodono non lanciano in giro frammenti o schegge, bensì onde di vuoto, che privano le fiamme dell’ossigeno necessario a perpetuarsi. Le granate dell’uomo bestia di Evolution utilizzano la tecnologia delle onde antigravitazionali, che però, invece di attrarre, respingono tutti i gas in maniera centrifuga. Poi il velivolo multifunzione di Kong si innalza di alcuni chilometri, per far sì che Fulminatore impieghi il suo potere. Per il mutante elettrico è molto più facile lanciare scariche elettriche distruttive, ma questa volta si tratta di creare. Fulminatore si sintonizza con le energie presenti nelle nubi, inducendole a produrre al loro interno i presupposti per un temporale. Quando i lampi iniziano a solcare il cielo, gli uomini molti più in basso esultano. Poi finalmente piove in maniera dirompente, e l’elemento Fuoco si trova contrapposto all’odiato elemento Acqua. Un combattimento presente in tutte le mitologie più antiche. Uno scontro che dura dalla formazione del pianeta, e continuerà finché la Terra continuerà a ruotare attorno al Sole. Black Dragon e Robokiller stavano volando in direzione del parco nazionale in fiamme, per aggiungere la loro potenza a quella di Dragonfire. Poi però hanno saputo dell’arrivo di Kong e di Fulminatore, ed hanno deciso di cambiare rotta, per aiutare la Maga e le sue colleghe, che al momento sembrano più in difficoltà. Intanto, nella jungla gli stregoni zombie sono usciti allo scoperto dopo centinaia o migliaia di anni. Non sono in alcun modo disturbati dall’umidità e neppure dagli insetti, che da loro non possono di certo estrarre del sangue. Neppure Ferox è rallentata dall’umidità, e per quanto riguarda gli insetti si muove troppo velocemente perché qualcuno di loro possa pungerla. Per quanto da vivi fossero esperti nelle arti magiche, adesso non sembrano ricordarsi alcun incantesimo e, dal punto di vista della strategia di combattimento corpo a corpo, sono una frana. Occulto partecipa a suo modo allo scontro, scagliando lame psioniche che non spezzano ossa, né tagliano le carni indurite, ma agiscono come onde d’urto. Il singolare duo, composto dalla donna leopardo e dal telepate fondatore di Evolution, danza in mezzo a quelle lente mummie. Il capo degli attaccanti si rende conto di ciò, ed agisce sprofondando assieme a tutto il suo gruppo di non morti nelle viscere della piramide. Il dottor Occulto apprezza quella strategia di disimpegno, ma è certo che gli stregoni ex vivi torneranno all’attacco. Sulla Vae Victis, l’azione bellica autogestita dalla nave senziente ha indebolito la stretta del turbine oscuro. La Maga contatta il capo di Evolution, che l’avvisa dell’imminente arrivo di Black Dragon e di Robokiller. Frattanto l’incendio nel parco nazionale perde potenza. Le granate a vuoto di Kong, la pioggia scatenata da Fulminatore e gli sbarramenti realizzati da Dragonfire aiutano i vigili del fuoco nella loro opera eroica. L’elementale del Fuoco arretra, ma non è solo. L’elemento Aria muove all’attacco del velivolo multifunzione, a bordo del quale si trovano i due mutanti di Evolution. Presi di sorpresa, sono costretti ad allontanarsi di numerosi chilometri, onde evitare di precipitare al suolo. Dragonfire decide a questo punto di sfidare frontalmente lo spirito del Fuoco. Con un enorme balzo, atterra in mezzo alle fiamme ancora attive. I vigili del fuoco si allarmano, ma non Kong e Fulminatore, che conoscono i super-poteri del loro amico extraterrestre. Dragonfire si prepara a liberare un plasma molto più caldo di quell’incendio. Dalle sue fauci sgorga un mix tra materia ed energia. Il contatto con il legno semi incenerito scatena una deflagrazione controllata, che si spinge verso l’alto per parecchi chilometri. Il camino diventa la somma di tutte le fiamme, che in esso vengono spietatamente aspirate. All’esterno del camino, caldissimo, l’aria si rinfresca improvvisamente. Al centro del fenomeno, Dragonfire prende il controllo delle enormi energie liberate, e le scaglia contro ed attraverso il malvagio elementale del Fuoco. Come una divinità primigenia, esso assume dimensioni immense, ma non può uscire dal camino di fiamma quasi cosmica. Poi, al comando del drago, il camino si stringe, fino ad implodere. Il nemico di Dragonfire è scomparso, scagliato in un piano dimensionale differente da quello terrestre. Potrà tornare, ma passeranno dei mesi prima che possa manifestare nuovamente una forza veramente distruttiva. L’elemento Aria, che non ha alcuna intenzione di essere a sua volta esiliato, abbandona la battaglia. Il dottor Occulto, in cima alla piramide che sta esplorando assieme a Ferox, gioisce per la vittoria del drago, di Kong e di Fulminatore. La battaglia contro gli stregoni redivivi ricomincia. Precipitati in un antro nelle viscere della piramide, i non morti possono finalmente scatenare la loro antica magia. Presumibilmente il loro potere è intimamente connesso con la sostanza che costituisce la piramide. All’esterno sono meno forti, perché le radiazioni solari interferiscono con la loro necromanzia. Una nebbia appiccicosa sbuca all’improvviso dalle fessure tra le pietre, circondando Ferox ed Occulto. Nella nebbia non ci sono attaccanti vivi o morti; per cui agli artigli della donna leopardo mancano bersagli solidi. La nebbia stessa è il pericolo, poiché tenta di accedere alle vie respiratorie dei due mutanti, per asfissiarli. Il dottor Occulto, nato telepate, ha acquisito negli anni poteri magici che adesso gli tornano utili. Se tutti i suoi incantesimi richiedessero una formulazione orale, tipo il classico “abracadabra”, lui e Ferox cadrebbero vittime delle nebbie assassine. Il leader di Evolution ha viceversa trasceso da tempo le limitazioni dettate dagli incantesimi dei maghi delle favole. Il suo pensiero è la sua arma più forte. Si concentra fino a visualizzare l’intero assembramento nebbioso; in tal modo comprende da dove scaturisce. Così esercita una pressione su quella sostanza necromantica. Non si tratta di normale umidità, bensì di esalazioni quasi infernali. Compresa la consistenza di ciò che si oppone a lui ed alla sua allieva, Occulto la seziona e la frammenta. Necromantica o meno, quella nebbia può morire, e morendo grida con la voce dei dannati. Ferox, finalmente libera da un nemico che non poteva affettare, reclina leggermente la testa, per ringraziare il suo maestro. L’avversario successivo è un grande serpente multicolore; quasi sicuramente velenosissimo. Le zanne stillano un liquor che, toccando le pietre della piramide, sfrigola. Un nemico molto pericoloso, ma decisamente solido. Ferox è felice di avere qualcosa da colpire con i suoi artigli letali; balza all’attacco, con un mugolio a dir poco minaccioso. Il turbine nebbioso che avvolge la Vae Victis è stato indebolito dalle cannonate, ma non è completamente dissolto. Robokiller ha rispolverato per l’occasione un reattore e due ali, provenienti da un cacciabombardiere. L’automa ha una passione per l’integrazione meccanica: apporta continue modifiche alla sua armatura, aggiungendo e togliendo dispositivi, a seconda della missione. Black Dragon, anch’esso un robot, assomiglia moltissimo a Dragonfire, ma è, come dice il nome, completamente nero. Cavalca Robokiller, dato che l’amico ha realizzato per lui un sostegno adeguato. Quando i due automi avvistano la Vae Victis, avvolta da ciò che resta del turbine oscuro, Robokiller inizia la picchiata, e Black Dragon apre il fuoco con proiettili incendiari. Il drago robot impugna uno dei cannoncini che Robokiller ha estratto da un suo deposito segreto. La sostanza di questa nebbia è differente da quella che aveva attaccato Occulto e Ferox. Non sembra evocata dalla magia necromantica, ma le esplosioni di fiamma ne alterano la composizione chimica. La Maga, all’interno del cacciatorpediniere, percepisce l’arrivo degli alleati. Stanca di subire l’iniziativa del nemico, si precipita all’esterno. Realizza facilmente uno scudo di energia, per schermarsi dalla fumosità, che retrocede. Robokiller atterra, liberandosi di tutti i pesanti dispositivi che hanno reso possibile il velocissimo volo supersonico a lui ed a Black Dragon. L’automa nero, che ha notato gli effetti della fiamma su quella nebbia, si prepara a colpirla con la sua fiamma. Non potente come quella di Dragonfire, l’emissione di Black Dragon si rivela tuttavia sufficiente a dissipare l’invadente fenomeno gassoso. Robokiller attiva un reattore di piccole dimensioni che produce un vento direzionabile, particolarmente adatto all’avversario che stanno affrontando. In cima alla piramide, nella jungla, ha luogo una battaglia che, a differenza di quella sulla Vae Victis, è decisamente più primordiale. Artigli contro zanne, spire contro muscoli scattanti, rettile contro felino. Il dottor Occulto, che potrebbe friggere l’intero sistema nervoso del grosso serpente, lascia che sia Ferox ad affrontarlo. In fondo la ragazza deve pur svagarsi in qualche modo. Il serpente è l’erede di una dinastia di rettili geneticamente modificati. Quindi è lui stesso un mutante. In un locale freddo ed umido, nelle viscere della piramide, gli stregoni non morti cantilenano in maniera che vorrebbe essere agghiacciante. Le fiamme delle candele si agitano, segnalando che il locale spirito portavoce del popolo serpente presta attenzione alla supplica dei necromanti. Lo spirito, arrotolato su se stesso, nel suo piano dell’esistenza, guarda con i suoi occhi verdi ciò che succede sulla Terra. Il suo avatar combatte efficacemente contro una donna super-umana, che salta e soffia come un leopardo. Lo spirito serpente spera che quegli scocciatori umani, non morti del tutto, non lo inducano a litigare con lo spirito del leopardo. La cantilena degli stregoni serve a rimbambire il serpentone, che preferirebbe andarsene in giro per la jungla a caccia di prede meno pericolose di Ferox. Sulla Vae Victis, ciò che resta del turbine oscuro striscia raso terra, preferendo la fuga alla disintegrazione totale. Il cacciatorpediniere comunica, da macchina a macchina, il suo ringraziamento e la sua soddisfazione e Black Dragon ed a Robokiller. Nel parco nazionale, assediato dal fuoco, la situazione tende a normalizzarsi, nonostante alcuni focolai non del tutto estinti. Sulla piramide, nella jungla, gli artigli della donna leopardo mordono la dura scorza del suo enorme avversario. Il serpentone scatta per morderla con le sue zanne tremende, ma lei è più veloce. Viene tuttavia colpita da alcune gocce di veleno, che le procurano ustioni superficiali. Occulto, che è al corrente dei riti degli stregoni rintanati sotto di lui, pensa non sia il caso di uccidere il serpentone, che è da essi manipolato. Per risolvere la questione, invita Ferox a retrocedere; poi usa i suoi poteri per liberare la mente del rettile dalla possessione stregonesca. Lui si sveglia come da un brutto sogno. Si erge su Ferox ed Occulto; gronda del suo stesso sangue, ma è palesemente ancora in grado di combattere. Il luccichio dei suoi occhi comunica invece un ringraziamento; la sua animosità è da adesso rivolta verso quelli che lo avevano reso schiavo. Velocissimo e potente, si infila nei meandri della piramide, per scovare i suoi veri nemici. Loro non si accorgono della sua presenza, finché è troppo tardi. Li assale con la sua grande massa, e li morde con i suoi denti veleniferi. Non muoiono del tutto, ma provano un’agonia simile a quella di chi sia immerso nell’acido. Lo spirito del serpente esulta dal suo piano dell’esistenza: questo suo grande figlio è degno di rappresentarlo sulla Terra. Il capo degli stregoni riesce tuttavia ad attivare l’ultimo maleficio: il serpentone colto da nausea si precipita all’esterno. Ferox ed il dottor Occulto capiscono che per qualche ora sarà occupato a svuotare e riempire nuovamente lo stomaco. I due mutanti sono però impegnati a non finire sepolti dalla piramide, che sembra propensa a rivoltarsi su se stessa. Ferox sposta il suo maestro dalla traiettoria di pericolosi macigni. Scendere dalla piramide è però quasi impossibile. Sulla Vae Victis tutti i dispositivi sono tornati alla normalità; anche il teletrasportatore. Kong è ancora nel parco nazionale, assieme a Fulminatore e Dragonfire. Navigatrice ha però sia il talento che la conoscenza tecnologica per dislocare Occulto e Ferox attraverso gli worm holes. Un portale provvidenziale permette così ai due super-eroi di sfuggire al colpo di coda dei perfidi stregoni non morti.

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