domenica 25 agosto 2013
TURBINE OSCURO_270° episodio
La grande nave da guerra, base di Evolution, un tempo navigava negli oceani come tutte le navi. Ora però si trova in pieno deserto, dove è stata collocata da forze immense e sconosciute. C’è chi assicura che tutte le macchine abbiano un’anima, e di sicuro la Vae Victis un anima ce l’ha. La scintilla iniziale è stata infatti fortificata dal contatto con le energie aliene, che l’hanno teletrasportata. Il cacciatorpediniere che solcava le acque, e sparava contro i nemici degli uomini che la abitavano, adesso ospita i super-eroi di Evolution. Molto meglio per loro risiedere in una immensa casa d’acciaio, piuttosto che in un edificio di mattoni e cemento, in una popolosa città. I nemici di Evolution, attaccando briga con il super-gruppo, causerebbero molte vittime innocenti. In più c’è da considerare che la Vae Victis dispone di cannoni sempre pronti a sparare. Questo pomeriggio festivo, Kong e Fulminatore si sono recati ad assistere ad un gran premio di Formula 1. Anche i mutanti hanno bisogno di svagarsi, e le corse automobilistiche piacciono ad entrambi. Ferox invece sta visitando, assieme al dottor Occulto, una piramide recentemente scoperta in piena jungla. La mutante si sente molto bene, in quell’ambiente inospitale per gli umani. Gli odori ed i rumori risvegliano in lei la natura selvaggia che la rende ciò che è. Il dottor Occulto si muove raramente nella sua forma fisica, essendo in grado di arrivare ovunque sul pianeta con il corpo astrale. Il mutante, capo di Evolution, è anche un mago. Grazie ai suoi poteri, ha saputo di questa piramide, costruita da una civiltà scomparsa. Occulto sa che, dai popoli che sono stati in grado di edificare piramidi ed altri megaliti, c’è sempre da imparare. In particolare bisogna capire per quale motivo si siano estinti. Un destino comune a tutti i grandi popoli, che hanno padroneggiato tecniche costruttive incomprensibili agli architetti ed agli ingegneri di oggi. Occulto non crede e forse non ha mai creduto che l’evoluzione sia scontata. Ad un certo punto della storia delle civiltà, si verificano forse inevitabilmente eventi che determinano l’entropia. Kong e Fulminatore questa volta non sventeranno alcun attentato, dato che la gente che si è recata ad assistere alla corsa automobilistica non ha portato né bombe, né pistole. Nessuno dei presenti vuole martirizzarsi in nome di Dio, comunque lo chiami. Insomma: per una volta della gente normale, che non grida, non accoltella, non minaccia e non prende a pugni i vicini. Sulla Vae Victis, è rimasta di guardia la Maga, assistita dalla Navigatrice e da Nancy la Guaritrice. Le tre ragazze si rilassano, sorvegliando i monitor di bordo, che sono collegati con i media di tutto il pianeta. Una calma innaturale, che non può durare. Infatti gli allarmi della Vae Victis iniziano a starnazzare in maniera assordante. La Maga chiede alla nave cosa stia accadendo, ed il cacciatorpediniere senziente trasmette sui propri monitor l’immagine del nemico in avvicinamento. Apparentemente si tratta di una tempesta di sabbia, se non fosse per il colore completamente nero. Altra stranezza è che i satelliti non hanno avvistato il fenomeno quando era in formazione, e continuano a non vederlo. I radar di bordo analogamente ai satelliti negano la presenza di quello che gli occhi viceversa rivelano. La formazione oscura si muove in assoluto silenzio, come se fosse sospinta da venti immobili. A migliaia di chilometri di distanza, Dragonfire è occupato in una missione di salvataggio adatta ai suoi super-poteri. Un parco nazionale grande come un’intera nazione è in fiamme. I vigili del fuoco fanno il possibile per arginarle, ma dovrebbero essere molti di più, e con mezzi adeguati alle forze che stanno combattendo. Gli animali scappano terrorizzati, ma non tutti ce la fanno a salvarsi la vita. Il fuoco inizia a raccogliere la sue messe di morte. Le correnti ascensionali propagano le fiamme a distanze considerevoli. Il possente drago di Evolution si avvicina volando con il suo dragoncraft, che trasforma una frazione della sua immensa energia vitale in antigravità e propulsione. I vigili del fuoco esultano, vedendo arrivare Dragonfire, che lancia la sua sfida all’elemento Fuoco ed al suo alleato Aria. Si preannuncia un combattimento tra due forze planetarie ed un alieno dal potere incommensurabile. Intanto, sulla Vae Victis, la Maga invia un allarme telepatico al dottor Occulto, segnalando l’avvicinarsi del turbine oscuro, che sembra intenzionato ad inghiottire il cacciatorpediniere. La nave da guerra non intende cedere senza combattere; per cui arma i suoi cannoni, ed apre il fuoco. Le granate volano verso la tempesta di sabbia nera, la penetrano ed esplodono. Maga, Navigatrice e Nancy avvertono distintamente le deflagrazioni, che però non dissipano il turbine. La Vae Victis sigilla tutti i boccaporti, per evitare che la sabbia penetri all’interno. Sfortunatamente i cannoni rimangono senza protezione, e la sabbia potrebbe incepparli con relativa facilità. Il dottor Occulto e Ferox interromperebbero la loro esplorazione nella piramide recentemente scoperta nella jungla, a patto di poter tornare a bordo della Vae Victis. Questo però non è possibile nel breve periodo, visto che il turbine oscuro, che ha ormai quasi avvolto il cacciatorpediniere, interferisce con il teletrasportatore di bordo. Occulto e Ferox rimangono pertanto nella jungla, per evitare di essere dislocati a casaccio, se non addirittura fatti a pezzi. La gara di formula uno è quasi terminata. Uno spettacolo molto bello, che Kong ha apprezzato dal punto di vista tecnologico. Fulminatore ha viceversa ammirato la velocità pura di quei bolidi costruiti dall’uomo. Riuscire ad ottenere simili prestazioni su pista, da parte di automobili propulse da un motore a combustione interna, significa aver lavorato moltissimo su una tecnologia parecchio datata. Kong ha progettato e costruito numerosi velivoli ad antigravità, ma questo segreto non è stato divulgato ad alcuna nazione, per evitare che ne facciano un uso discutibile. Anche Fulminatore e Kong vorrebbero accorrere in soccorso delle colleghe sulla Vae Victis. Anche i due mutanti devono desistere, per gli stessi motivi che hanno bloccato il dottor Occulto e Ferox. Volare con i craft antigravitazionali sull’enorme distanza, che separa il circuito della formula uno dal deserto dove si trova la Vae Victis, richiederebbe molto tempo ed un enorme dispendio di energie. Questo renderebbe poi quasi impossibile, a Kong e Fulminatore, rendersi utili una volta arrivati nel deserto. Dragonfire è l’unico del super-gruppo a non sapere dell’attacco del turbine oscuro, essendo impegnato al 100% contro entità che lui e pochi altri possono vedere per come sono realmente. Il dottor Occulto individuerebbe una forma pensiero antichissima, più di ogni divinità adorata oggigiorno dagli umani. I nostri antenati credevano negli spiriti degli animali, ma sapevano che il vento è più forte. Pur cacciando con clave di legno ed osso, gli uomini delle caverne temevano il lampo. Quando successivamente scoprirono il fuoco, lo adorarono, perché consentiva loro di mangiare la carne cotta. Quando non si conosceva il fuoco, bisognava contare solo sulle pellicce. Dopo aver appreso che il fuoco può essere acceso per mezzo delle scintille che scaturiscono dalla collisione tra due pietre, lo adoperarono anche per scaldarsi. Intensificandolo, permise la fusione dei metalli e l’evoluzione bellica. Il fuoco è però sempre stato il più incontrollabile tra gli elementi. In acqua si può sopravvivere, anche se è gelida; ma il contatto con il fuoco distrugge la carne e la vita. Dragonfire, che proviene da un luogo lontanissimo nello Spazio, conosce molto bene il fuoco, perché la sua specie ha stretto con esso un legame indissolubile di tipo genetico. L’alieno verde sa che anche per i draghi terrestri fu così. Ecco perché non ha paura per se stesso, ma per le fragili creature che possono morire anche per temperature immensamente inferiori a quelle che lui può scatenare. Intanto, all’interno della piramide che Occulto e Ferox si accingevano ad esplorare, qualcosa determina la riattivazione di una pseudo-vita in esseri che dovrebbero essere definitivamente defunti da millenni. Antichi stregoni, che cercarono di stringere un patto con la morte. Forse parlarono con Morte, il quarto cavaliere dell’Apocalisse, forse no. Gli stregoni non volevano morire, e per ottenere quel risultato anticiparono volontariamente la loro dipartita. Sapevano infatti che, se avessero aspettato la loro fine fisiologica, non ci sarebbe stato verso di impedire che i loro corpi astrali si distaccassero dai corpi fisici. Quando questo accade, la materia organica inizia a putrefarsi, perché la Natura pretende la restituzione dell’idrogeno, dell’ossigeno, del carbonio, del calcio e tutti gli altri elementi chimici che ci compongono. La Natura non sopporta gli sprechi, per cui se uno è morto deve decomporsi. Gli stregoni che costruirono quella piramide nella jungla scelsero di morire prima del loro tempo, ma non fu un suicidio. Il loro sangue venne trasfuso e sostituito con una miscela alchemica, che si diffuse lungo le vene, le arterie ed i capillari, giungendo al cervello. La loro vita si ridusse ad una scintilla destinata però a durare nei millenni e forse oltre. In animazione sospesa, non in grado di allontanarsi con il corpo astrale, gli stregoni vissero nel sogno. Però, dopo migliaia di anni, controllarono la confusione del pensiero che si prova durante gli incubi. Presero a muoversi attraverso corridoi noti solo a loro, e divennero sempre meno umani. Adesso si sono svegliati, dato che hanno percepito la forza vitale di Ferox, e la magia di Occulto. Vogliono l’una e l’altra cosa; sono disposti a combattere, ma troveranno pane per quei loro denti, che ormai si sono trasformati in pietra. Sulla Vae Victis, la Maga, la Navigatrice e Nancy percepiscono strani suoni, che attraversano con facilità la corazza della nave da guerra. L’aggressione avviene più sul piano psichico che su quello fisico. Il turbine oscuro all’esterno ha trasformato il giorno in una notte senza stelle. La Maga invita le colleghe a prenderla per mano, così da formare una catena. La Guaritrice lascia fluire i suoi poteri verso Maga e Navigatrice, per alleviare gli effetti delle onde pensiero che le bombardano. La Maga proietta il suo schermo psionico più forte attorno a loro tre. La stessa luce elettrica all’interno del cacciatorpediniere subisce una velatura. Le super-eroine però rimangono concentrate e coese. La Navigatrice lancia alcune sonde attraverso il piano astrale, dove il turbine oscuro non è arrivato. Al momento la situazione si configura in è un pareggio, ma non si sa per quanto tempo durerà l’attacco. La Vae Victis non è peraltro una nave normale; altrimenti navigherebbe tra le onde marine e non si troverebbe immersa nelle sabbie del deserto. Il cacciatorpediniere può contare su una visione radar molto definita, e grazie ad essa individua un grumo di materia più densa, a tribordo. Le torrette ruotano lentamente verso quella direzione. Nessun vascello ordinario potrebbe espellere con uno sforzo di volontà la sabbia dai suoi ingranaggi. La Vae Victis lo fa; dopo di che carica le granate nei cannoni, e spara. Questa volta le bordate sortiscono effetto, perché il grumo più oscuro si frammenta. La Maga sente, grazie ai suoi sensi, una vibrazione di disagio fisico, proveniente dal turbine. La Vae Victis è entrata in battaglia, e chi l’ha circondata con quella sabbia ultraterrena dovrà vedersela con lei. La Maga è sicura che, se ci fosse Dragonfire, quel turbine avrebbe i minuti contati. Sfortunatamente il drago deve dare tutto se stesso per contenere i danni di un incendio di enorme potenza. Raggiunto il fronte del fuoco, caldissimo, Dragonfire usa la sua grande forza per ammassare macigni enormi. Quel muro non può essere distrutto neppure dalle fiamme più calde; ci vorrebbe la lava. La fortificazione costruita dal drago trattiene all’esterno una forza che vorrebbe distruggere tutta la vita. I vigili del fuoco accolgono con soddisfazione la possibilità di salvarsi la vita. In mezzo alle fiamme assassine, Dragonfire abbatte gli alberi già intaccati dall’incendio; instancabile crea una pista tagliafuoco. Dopo molte ore di lavoro uno dei fronti si blocca in una guerra di trincea. Con entusiasmo rinnovato, tutti gli eroici umani, impegnati in quel compito pericolosissimo, ripartono all’attacco. Quando una voce tonante chiama il suo nome, Dragonfire si volta per accogliere l’arrivo di Fulminatore e di Kong. L’uomo bestia di Evolution non è solo proprietario della voce in questione, ma è anche un grande inventore. Lui e Fulminatore non sono infatti sopraggiunti a piedi, bensì a bordo di un velivolo multifunzione, che si appresta a dimostrare il suo valore tecnico contro la furia del Fuoco primigenio. Nella jungla, una mano artigliata, un tempo umana, sbuca da una crepa del terreno. Cerca di afferrare una gamba di Ferox, ma i riflessi della donna leopardo sono mitici, e non a caso. La mutante felina contrattacca con un movimento fluido. I suoi artigli raggiungono il polso del mostro, tagliando via la mano, che continua ad agitarsi. Gli antichi stregoni strisciano fuori dalla piramide nella jungla. Quando vengono colpiti non sanguinano, ma neppure perdono altri liquidi. Le ferite inferte dagli artigli di Ferox si rimarginano quasi subito, rendendo interessante lo scontro.
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