giovedì 1 agosto 2013
L'UOMO BESTIA_264° episodio
Il mutante conosciuto come Kong possiede una grande vitalità, che si manifesta in forza, velocità ed agilità sovrumane. Queste doti fisiche lo rendono un componente molto apprezzato nel super-gruppo Evolution, ma in lui c'è molto di più. La Natura ha indubbiamente un suo senso dell'umorismo, poiché quella che sembra una regressione dell'essere umano è in realtà un mutante intelligentissimo. Ciò gli ha impedito di trasferirsi nella jungla fin da piccolo. Non fosse stato fin da giovane un genio scientifico, avrebbe presumibilmente cercato un altro ruolo nell'ordine delle cose. Un ruolo più defilato; avrebbe ad esempio potuto guidare una tribù di gorilla, impedendone la quasi estinzione. Spiace per i gorilla, ma il cervello di Kong è la sua arma più forte, ed il dottor Occulto lo sa bene. I suoi allievi mutanti non sono mai stati dei disadattati; di certo però non si sarebbero trovati a loro agio tra gli umani. In Evolution, Kong, Ferox, Fulminatore e Maga hanno trovato una famiglia, una casa ed uno scopo altissimo. Ci sono anche Navigatrice e Nancy, che non fanno parte del gruppo di fuoco, ma danno un contributo molto importante ad Evolution. Dragonfire è la roccia attorno alla quale il super-gruppo vive. Un alieno alto tre metri, praticamente invincibile, come ci si aspetta da un drago sputafuoco. Kong conosce molto bene Dragonfire, nella misura in cui un umano mutante può conoscere un esemplare di una razza extraterrestre di rettili. Kong ha inventato Galadriel, dimostrando la grandezza del suo genio. Ha stupito anche il dottor Occulto, che è il più potente mago e telepate del pianeta. A dire il vero, Kong inventando Galadriel ha stupito per primo se stesso, dato che il super-computer che si chiama come la regina degli elfi è vivo! Come accade in molte storie di fantascienza e nei fumetti, lo scienziato crea qualcosa, che poi gli sfugge di mano. Nel caso di Galadriel, è stato un bene, dato che solo lei dispone della consapevolezza sufficiente ad evolversi in maniera adeguata. La Vae Victis, cacciatorpediniere base di Evolution, costituisce un'altra sfida intellettuale per il geniale mutante. La nave è infatti senziente in un modo più magico di come lo sia Galadriel. La Vae Victis accetta Evolution in una simbiosi finalizzata all'avventura. Il cacciatorpediniere, misteriosamente arenato in un deserto sabbioso, ama la dinamicità di Evolution, del drago e di tutti i loro amici. Kong si trova quasi sempre sulla plancia comando della nave da guerra, perché quello è il posto del capitano, o meglio: dell'ufficiale scientifico. Oggi però Kong prova una inquietudine, che si spiega solo con il bisogno di combattere, impiegando i poteri che fanno di lui un vero uomo bestia. Sono molti i contesti nei quali la presenza di Kong può combattere il caos e la distruzione. Entrando in sintonia con Galadriel, il mutante raggiunge uno stato di trance simile alla realtà virtuale. Distaccato dal suo corpo fisico, osserva alcuni poliziotti impegnati ad indagare sui resti di un ordigno artigianale, fatto deflagrare in un campo. Kong vede, perché la ricostruzione di Galadriel è ricca di particolari, un trio di ragazzi con le loro biciclette bmx. Sono stati loro a trovare i pezzi di metallo che gli investigatori hanno poi ricondotto ad un tubo filettato. I poliziotti hanno torchiato i ragazzi, ma la pista si è rivelata poco promettente, eccetto che per l'indirizzo di un sito. Genitori ed insegnanti non capiscono quanto siano sfaccettati i comportamenti degli studenti. Forse non vogliono scoprirlo, per paura di impattare in un mondo troppo alieno. Visitando sito, gli investigatori leggono i vaneggiamenti di anonimi potenziali assassini di massa. Come mai solo dopo stragi, effettuate nelle scuole dagli studenti, gli inquirenti si accorgono che gli assassini avevano lanciato per molto tempo minacce e suppliche inascoltate? Ci vorrebbe molto più senso civico, ma anche molti più filtri; un po' come accade con i servizi di sicurezza, che setacciano i messaggi alla ricerca di parole chiave, tipo: bomba, strage, fucile, massacro, attentato, vendetta e molte altre. Gli investigatori si rendono conto di disporre di poco tempo, dato che chi arriva alla fase delle rivendicazioni via Internet ha solitamente saltato il fosso, o si prepara a farlo. Bisogna agire molto in fretta per individuare chi sia il tizio intenzionato a porre in essere la sua strage personale in una scuola. L’arrivo di Kong alla stazione di polizia calamita l’attenzione di tutti. I modi e la competenza dell’uomo bestia di Evolution inducono peraltro a non fare troppo caso alla sua imponenza fisica. Una visita inattesa al proprietario del sito serve solo a determinare che gli accessi sono tantissimi, e tutti con username che non permettono di individuare i dati anagrafici. Il sospetto di Kong è che l’attentatore sia uno che ritiene di avere subito un grave sgarbo. Anche questo però non aiuta ad individuare in quale scuola il folle intenda sferrare il suo attacco, né quando. Kong può però fare affidamento sulle formidabili facoltà di Galadriel. Nessun investigatore umano sarebbe in grado di distillare, dalle farneticanti dichiarazioni dei fuori di testa, tutti i dati che il super-computer fornisce in pochi minuti. Uno scritto non è alcun caso neutro. Ogni frase ha una costruzione unica, anche se chi la compone non se ne rende conto. Galadriel ricostruisce per ogni sospettato uno schema espressivo, che è una specie di impronta digitale. Adesso deve solo confrontare quella specie di equazione con innumerevoli compiti in classe di moltissimi allievi, delle scuole della città e dei dintorni. Lo stesso Kong si stupisce quando il super-computer non trova quello che cercava. L’astuto uomo bestia di Evolution ne deduce che l’aspirante attentatore non sia uno studente, ma finga di esserlo. Galadriel è molto brillante, ma in un certo senso è ancora giovane. Accetta tuttavia con gratitudine l’indicazione del suo creatore. Gli investigatori seguono lo sviluppo delle indagini con un’attenzione che sconfina nella reverenza. Il mutante e la macchina pensante hanno accertato che il criminale è presumibilmente un insegnante, o meglio un ex insegnante allontanato dalla scuola. I poliziotti si lanciano in picchiata, per contribuire all’indagine, onde evitare che Kong e Galadriel risolvano il caso da soli. Nell'area cittadina, gli ex insegnanti, che avrebbero motivo di odiare la scuola dove lavoravano, sono alcune decine. Con questi numeri, la polizia può cercarli uno a uno. Frattanto l’attentatore si sta avvicinando alla sua ex scuola, armato di pistola e fucile a canne mozze. Intende fare una strage, come si usa ultimamente. Le responsabilità dei media nell’accettazione da parte della gente di taluni comportamenti deteriori sono evidenti. In troppi dicono senza pensarci veramente: “bisognerebbe metterci una bomba”, con riferimento ad uffici pubblici e non solo. Poco alla volta, questa modalità si è fatta strada e radicata nelle menti criminali, e questi sono i risultati. L’attentatore, che accede all’edificio scolastico da un ingresso secondario, rammenta per quale motivo venne allontanato dall’insegnamento. Aveva schiaffeggiato uno studente, ma solo in seguito a ripetute provocazioni dello stesso. Il preside però non volle sentire ragioni, anche perché i genitori del giovane teppista avevano creduto alla versione da lui riportata. L’attentatore è ovviamente un pazzo, visto che quello che intende fare è sproporzionato rispetto al danno da lui subito. Inoltre intende prendersela con chiunque troverà sul suo cammino, evitando di cercare il preside, lo studente ed i genitori dello stesso. I profiler impiegano gran parte del tempo a cercare di capire i motivi dei cattivi; dovrebbero invece catturarli e sbatterli dietro le sbarre. Come Galadriel ha dimostrato più volte, la criminologia è principalmente una questione di numeri e di topografia. Un criminale lo è a prescindere dal suo stato mentale; a meno che lo si voglia giustificare. Uno tra gli indiziati è appena entrato in una scuola: lo certifica la traccia del suo smartphone. Il bidello è fortunato a non trovarsi nella sua postazione; rischia il licenziamento, ma evita di farsi sparare. Le lezioni sono in corso, quindi nei corridoi ci sono pochi studenti. Appena l’attentatore apre il fuoco, con un fucile caricato a pallettoni, scappano tutti urlando, eccetto uno, ferito ad una gamba. Alcuni insegnanti si affacciano, ma alla vista del folle tornano dentro, e provano a bloccare la porta dell'aula. Qualche mese prima era stata improvvisata una specie di esercitazione, che simulava un attacco terroristico. Peccato che le aule non siano state fornite di armi da fuoco, e neppure di asce da pompiere. Kong però è già in azione. Ha anticipato i poliziotti di alcuni minuti, ed ora fronteggia il pazzo di turno. Il grosso mutante merita ovviamente tutta l’attenzione del terrorista, ed anche buona parte delle pallottole della sua pistola. Kong non ha combattuto contro esseri veramente pericolosi per cadere sotto i colpi di un cretino che si crede la vittima dell’odio planetario. L’uomo bestia si mantiene quasi fuori tiro, e, come se non bastasse, schiva le pallottole come se le vedesse arrivare. Possibile che qualcuno disponga di riflessi così veloci? C’è chi lo chiamerebbe istinto, ma a Kong importa solo che funzioni. Il mutante risponde al fuoco sollevando e scagliando un banco. Lo fa con noncuranza, con una sola mano, come se il banco pesasse poco o nulla. L’attentatore evita per poco l’impatto con quel proiettile di legno, plastica e metallo. Kong vuole allontanarlo dalle aule, e ci sta riuscendo. Il criminale continua a sparare, ma arretra. Immaginava di avere a che fare con inermi studenti ed insegnanti, non certo con un super-eroe di Evolution. Pensa con terrore a ciò che Kong potrebbe fargli se si arrabbiasse davvero. Forte almeno come un gorilla, lo squarterebbe in due, afferrandolo dalle spalle. Alcuni studenti fanno capolino dalle aule, per incitare il formidabile mutante. La polizia, che segue a distanza Kong, cerca di riportare l’ordine tra i presenti, che ormai ululano come fossero allo stadio. Il tumulto scatenato dallo scambio di colpi tra Kong ed il teppista ha convinto il personale e gli studenti a tenersi alla larga. L’aspirante terrorista corre, ma ogni tanto si volta, si gira e spara. Kong lo pressa da vicino, per impedirgli di ragionare. Il super-eroe è convinto che il suo avversario si sia imbottito di esplosivo, perché ormai tutti gli aspiranti genocidi fanno così. La strategia adottata da Kong fornirà materiale di riflessione a molti teorici delle azioni di polizia. Nessun tentativo di intavolare una discussione, nessun riconoscimento del criminale come persona, e pressing per causarne lo scompenso nervoso. L’ex insegnante ora può solo scendere nei sotterranei della scuola, dove un’esplosione non produrrebbe comunque i danni e le lesioni che avrebbe causato tra gli studenti. I piani del pazzo sono saltati nel momento in cui l’uomo bestia di Evolution gli ha puntato gli occhi addosso, e lo ha attaccato scagliandogli contro un banco scolastico. Adesso non gli resta che saltare in aria, portando con sé il maledetto scimmione. Peccato che Kong non si vede più. Il terrorista urla e minaccia, ma anche questo fa parte del piano del guerriero mutante. Kong non avrebbe alcuna difficoltà a costruirsi un’armatura formidabile, che lui potrebbe indossare come fosse una giacca, grazie alla sua super-forza. Però preferisce sfidare le pallottole, per esternare al meglio la sua agilità. L’ex insegnante non sta imparando abbastanza dal suo avversario. Ha perso il campo di battaglia che aveva scelto, l’elemento sorpresa è evaporato, ed in più si sta muovendo attraverso un territorio ignoto. Un lungo corridoio, largo ed intersecato da troppe diramazioni. Non potrebbe resistere ad un assedio, non essendoci sbocchi verso l'esterno a lui accessibili. Mentre avanza, si affaccia verso ogni corridoio laterale, pronto a sparare. L’illuminazione è però molto scarsa, trattandosi più che altro di passaggi di servizio, che accompagnano le varie tubature. Lo stress è grande, ma il pazzo non vuole arrendersi. Si affaccia nel primo corridoio, che appare deserto. Procede in linea retta, per evitare l’effetto labirinto. È quasi impossibile orientarsi là sotto senza una planimetria. Kong in effetti ne ha appena consultata una, gentilmente fornita dal preside. Tutti i sensi del mutante di Evolution funzionano molto meglio di quelli umani. Le sue orecchie lo avvisano anche dei passi più felpati. I suoi occhi non sono come quelli di Ferox, ma per Kong quella penombra non è un ostacolo. Non possiede l’olfatto di Lupo Nero, ma avverte da lontano l’odore della paura: una puzza acre. Quando il super-eroe arriva alle spalle del cattivo di turno è silenzioso come un’ombra, pur disponendo di una massa corporea tripla rispetto a quella del suo nemico. Poi deliberatamente solleva il velo del silenzio, come fosse l’incantesimo di un mago. D’improvviso il terrorista si avvede di essere stato fregato. Due sono i suoi pensieri: sparare all’impazzata ed attivare le sue cariche esplosive. Sfortunatamente per lui nessuna delle due opzioni è percorribile. Kong è molto più veloce di lui; non lo batterebbe mai dovessero fare un duello alla pistola. Un solo pugno, e neppure eccessivamente forte, coglie il criminale all'altezza della scapola destra. Lui vede le stelle, mentre perde quasi istantaneamente i sensi. L’impatto lo scaglia a diversi metri di distanza, ma Kong gli ha condonato le fratture ossee e vertebrali più invalidanti.
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