venerdì 9 agosto 2013

SCOIATTOLO-KJRT_266° episodio

Sappiamo della loro esistenza da millenni. Li chiamiamo demoni, riconducendo a quella definizione qualunque entità, incorporea e malvagia, proveniente da un altro piano dell'esistenza. Ma dire "demoni" è un po' come dire "extraterrestri": praticamente tutto il resto dell'Universo. I maghi hanno imparato ad indebolire le barriere tra i mondi, ed a evocare i demoni. "Evocare" dovrebbe presupporre un atto di forza di un uomo sapiente, nei confronti di un demone, per asservirlo. Il più delle volte si tratta viceversa di un maldestro tentativo di muoversi tra regole del gioco prive di evidenza e verifica scientifiche. Si tramanda la necessità di tracciare sul terreno un cerchio di protezione, come se il disegno bidimensionale si estendesse nella terza dimensione ed oltre. Creare un portale dimensionale è possibile in certi luoghi ed in determinati momenti, rispettando regole e metodologie molto spesso bislacche. Capretti sgozzati, galletti decapitati, bracieri che bruciano particolari qualità di incenso, la costruzione metallurgica di pugnali e bacchette rituali. I maghi più acculturati indagano ed accertano ciò che è stato dissimulato dietro i riti tramandati dalla credulità popolare. Qualcosa di vero c'è, ma cosa? Salire in cima ad una montagna, in una notte di luna piena, è sicuramente suggestivo. Accendere fuochi e candele anche. Invocare demoni dai vari inferni è più pericoloso, specie quando dai cespugli e dalle rocce giungono alle orecchie degli officianti suoni che non sembrano appartenere alla Natura. Questa notte, in cima alla montagna, c'è anche un tizio che suona una specie di tam tam, per connotare in maniera etnica un rito di evocazione fai da te. Accanto a lui, ci sono alcuni irriducibili lettori di libri sulla magia, che, dopo tante riunioni e dispute, hanno deciso di passare dalle parole ai fatti. Qualcuno di loro si sta però preoccupando, e preferirebbe trovarsi a casa, davanti alla tv o al computer. Il punto è che in cima alla montagna ci si arriva seguendo un sentiero tortuoso, e le auto sono parcheggiate alcune centinaia di metri (di quota) più sotto. Discendere la montagna di notte comporta rischi non indifferenti, senza contare che i fruscii tra le rocce fanno pensare che i serpenti locali siano in caccia. Ammesso e non concesso che di serpenti si tratti. Meglio proseguire con il rito, senza commettere errori. Quel maneggiare lame affilate sembra indispensabile ed imprescindibile dalla ritualità, ma, se uno dovesse inavvertitamente tagliarsi, non sarebbe cosa da poco portarlo in ospedale prima che perda troppo sangue. Qualcuno dei presenti immagina i titoli sui giornali: "Professionista muore dissanguato nel corso di una evocazione diabolica, in una notte di luna piena". Il cerchio magico serve a tenere fuori o a tenere dentro il demone. Gli evocatori ne hanno disegnato uno del primo tipo. Si potrebbe, a rigor di logica, predisporre un secondo circolo, per evitare che il demone se ne vada a spasso. Sarebbe il primo grosso errore di questi dilettanti della magia. L’entità evocata non compare come un mostro cornuto, con zoccoli e coda. Si tratta di un demone di diverso tipo, o per meglio dire di un essere di un altro piano dell’esistenza che è stato allontanato a forza dalle sue faccende. Possiamo immaginare che il suo stato d’animo non sia particolarmente benevolo verso i responsabili della situazione. Si tratta di un essere composto di energia che definiremmo elettrica. Da dove proviene lui, la vita ha assunto evidentemente forme molto differenti dalle nostre. Il demone, che chiameremo Kjrt, si chiede dal canto suo che strane forme di vita siano quelle che gesticolano ed emettono suoni per lui incomprensibili. Un incontro ravvicinato del terzo tipo, tra un’entità elettrica ed alcuni umani non particolarmente brillanti. Kjrt non comprende cosa vogliano da lui quegli ammassi di idrogeno, ossigeno, carbonio e calcio. È finanche sorpreso che mescolando quegli elementi si possa generare la vita; non lo aveva mai sospettato. Il problema più impellente per Kjrt è però quello di trovare riparo in un corpo materiale, giacché l’atmosfera prosciuga la sua energia. Si guarda attorno, sebbene non disponga di occhi, e trova ciò che potrebbe fare al caso suo. Il piccolo scoiattolo curioso si accorge troppo tardi di essere diventato il bersaglio per le particolari attenzioni del demone elettrico. Prova a scappare, ma non c’è verso di superare in velocità una saetta. La possessione è istantanea; il nuovo protagonista della scena si chiama scoiattolo-Kjrt! L’alieno cerca un corpo fisico; lo scoiattolo invece lotta per non farsi sopraffare. Non è come essere mangiati, e questo è un bene; tuttavia l’animaletto simpatico e peloso non è certo privo di carattere. Il risultato è una convivenza quasi pacifica, perché il “demone” non ha intenti demoniaci, in senso stretto. Intanto gli evocatori, all’interno del circolo protettivo, cercano di capire dove sia finito il demone che hanno evocato affinché li servisse. Il capo degli officianti, un mago alle primissime armi, agita la bacchetta che si è costruito con il legno di un ramo di nocciolo, seguendo le istruzioni di un antico tomo. Dopo alcuni tentativi, gli pare che la bacchetta si agiti, come quelle dei rabdomanti. Non indica però l’acqua, bensì uno scoiattolo, che li fissa con occhietti luminosi. Gli officianti per questa notte potrebbero averne abbastanza di evocazioni e demoni. Andrebbero volentieri a riposare le loro stanche ossa in tenda. Nessuno di loro è più tanto giovane da trascorrere una nottata all’aperto in cima ad una montagna. Il capo comitiva condivide la necessità di interrompere l’esperimento. Commette tuttavia l’errore di puntare la bacchetta verso lo scoiattolo Kjrt. L’alieno non capisce cosa significhino i suoni emessi da quelle forme di vita; interpreta quindi il gesto del “mago” come un tentativo di aggressione. Così reagisce proiettando una piccola scarica elettrica verso la bacchetta, disarmandolo. L’attacco inaspettato da parte dello scoiattolo elettrico fa saltare i nervi a tutti gli umani presenti, che schizzano fuori dal circolo protettivo. Fortuna per loro che Kjrt non sia un vero demone; altrimenti adesso farebbero una brutta fine. La parte di Kjrt che è ancora scoiattolo si esalta per essere riuscito ad indurre alla fuga quegli esseri tanto più grossi di lui. Gli officianti sono sicuri che il demone da loro evocato abbia invasato l’innocuo animaletto, che di conseguenza è diventato decisamente meno innocuo. Non intendono tentare di comunicare; men che meno provare a dargli ordini. Aspettano piuttosto l’alba per scendere alle auto, cercando di mantenere nel frattempo un profilo molto basso. Kjrt, che invece non ha problemi a muoversi al buio, li anticipa. Durante la discesa, incontra i parenti della sua parte scoiattolesca, ma loro si accorgono subito che il loro simile è diventato un’altra cosa. Avvertono una presenza aliena, e questo è sufficiente ad allontanarli da Kjrt. All'alieno però le dispute familiari tra scoiattoli non interessano. Forza pertanto il suo ospite a proseguire le esplorazioni del nuovo mondo. Per il resto della notte, Kjrt sale e scende dagli alberi, e si consola mangiando nocciole. Al mattino l’alieno decide di averne abbastanza, e di voler andare altrove. Una delle auto degli officianti si presta ad ottenere un passaggio discreto. La bestiolina sale di soppiatto sulla vettura, e si gode il viaggio. Dopo alcune ore, l'intensificarsi del traffico annuncia che la città è vicina. Lo scoiattolo è atterrito da quei mostri metallici, che potrebbero schiacciarlo. L’alieno invece percepisce le cose alla sua maniera: campi energetici in movimento. Non capisce per quale motivo le consapevolezze, che emanano una tenue carica elettrica, per muoversi adoperino ammassi metallici molto più grossi e pesanti di loro. Quando l’auto parcheggia, Kjrt scende e corre verso il più vicino albero. Sulla necessità di trovare un riparo sono d’accordo sia lo scoiattolo, sia l’alieno. Dopo una sosta di riflessione sull'albero, l'alieno individua un negozio che sollecita i suoi sensori. Lo scoiattolo oppone una certa resistenza, ma il suo simbionte pseudo-demoniaco ha fame, e deve nutrirsi. Kjrt aspetta che qualcuno apra la porta, poi entra a sua volta in quel luogo stipato di macchine elettroniche. L’animaletto saltellante non passa ovviamente inosservato, suscitando la curiosità dei clienti del negozio. I commessi cercano di catturarlo, per scacciarlo. Scoiattolo-Kjrt è però ancora scattante come uno scoiattolo, ed in più ha la capacità di assorbire nutrimento direttamente dalla rete elettrica. In questo modo l’alieno mantiene la coesione della sua matrice energetica, e fortifica altresì le cellule del suo ospite biologico dalla lunga coda. Dopo essersi ricaricato, Kjrt continua la sua esplorazione; questo non dispiace allo scoiattolo, che come tutti i suoi simili è molto curioso. Sfortunatamente, gli addetti alla sicurezza riescono a sorprenderlo in una zona priva di vie di fuga. Gli umani si avvicinano con fare minaccioso agitando le mani. L’alieno reagisce velocemente, come fece nei confronti del suo evocatore. Questa volta, invece di colpire la bacchetta magica, spedisce una scarica elettrica contro il telefonino che il tizio impugna come fosse un telecomando universale. Lo smartphone, comprato a rate e non ancora pagato del tutto, emette strani suoni e scintille. Poi diventa troppo caldo per poterlo tenere in mano. Il sorvegliante resiste alla tentazione di farlo cadere, sperando che non sia fuso. Non gli sembra vero che un piccolo animaletto come quello sia capace di lanciare piccoli fulmini. Si ferma un attimo a riflettere, ma si convince di aver preso un abbaglio. Decide che lo smartphone sia andato in corto circuito da solo; fortuna che è ancora coperto da garanzia. Adesso però bisogna catturare quel mostriciattolo saltellante, che a guardarlo bene ha degli occhietti fin troppo luminosi. Il sorvegliante avanza ancora una volta, e per la seconda volta si becca una scarica elettrica discretamente dolorosa. Volendo evitare di fare il tris, il sorvegliante arretra, per collocarsi fuori tiro. Che ci pensi la polizia ad affrontare quell’accidente di mostriciattolo, che di sicuro proviene da un altro pianeta! La polizia riceve una chiamata insolita: c'è uno scoiattolo, in un negozio di elettronica, che spadroneggia sparando lampi di energia. Fortunatamente le forze dell'ordine hanno predisposto un'apposita squadra di intervento contro le stranezze. Ne fanno parte la detective Lucrezia e le poliziotte Elisabetta e Valeria. Le tre ragazze, affiliate in incognito ad Evolution, suscitano i soliti risolini sciocchi dei colleghi maschi. Loro non sanno però dei poteri felini di Lucrezia, né delle facoltà telepatiche di Elisabetta e Valeria. Appena l'auto della polizia si avvicina al negozio di elettronica, le due telepati scandagliano l'area, alla ricerca di un'attività paranormale. L'alieno Kjrt, per quanto integrato nel corpo dello scoiattolo, emette onde differenti da quelle attribuite all'attività cerebrale degli umani. Elisabetta e Valeria non hanno ovviamente mai incontrato qualcuno che manifestasse vibrazioni come queste. Trattandosi presumibilmente di un alieno, la detective Lucrezia lo segnala direttamente ad Evolution. Lo scoiattolo non può essere catturato in maniera convenzionale. Al di là delle esigenze dei gestori del negozio, che pretenderebbero un approccio decisamente rude, tutte le attività extraumane vengono vagliate con calma e rigorosamente catalogate dal super-computer Galadriel. Elisabetta e Valeria si avvicinano a Kjrt, senza adottare comportamenti che potrebbero indurlo a reagire. Devono rassicurare il possessore ed anche il suo ospite. Le due telepati entrano pertanto in una trance, che fornisce loro le informazioni che diversamente non potrebbero ottenere. Come hanno imparato dalla Maga, le due ragazze estendono cauti tentacoli mentali, che non vengono percepiti come un attacco. Adesso lo scoiattolo-Kjrt è pronto a seguirle fuori di lì. Accade però che lo stupido di turno rovini tutto. In molti momenti della nostra vita abbiamo l’impressione di aver fatto bene le cose, solo per agevolare la venuta di qualcuno che scombussola i nostri piani. Il direttore del negozio è il cretino di turno, che come tale si avvicina sbraitando a Lucrezia, Elisabetta e Valeria. Pretende che conducano fuori quel “mostriciattolo”, altrimenti minaccia di farlo lui. Data la sua natura felina, derivante dalla simbiosi magica che ha con Ferox, la detective Lucrezia non ha troppa pazienza per lo sciocco umano. Non ci fossero testimoni, gli farebbe assaggiare i suoi artigli. Fortuna per lui che ci siano le telecamere di sorveglianza in funzione. Il direttore del negozio pensa viceversa che la detective sia intimorita da lui. Decide quindi di passare alle vie di fatto, per poter fare una bella figura con i suoi padroni. Kjrt non ha capito cosa si siano detti, ma è pronto a difendersi. La scarica che proietta è più forte delle precedenti, e potrebbe infartuare il cuore del direttore del negozio. La saetta cambia però inaspettatamente direzione, curvando attorno al bersaglio iniziale. L’aria sfrigola, l’odore di ozono si diffonde, e l’umano si avvede di essere arrivato vicino a lasciarci le penne. La scarica elettrica di Kjrt viene attirata da Fulminatore, e conclude il suo percorso innocua nelle sue mani.

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