martedì 13 agosto 2013
VECCHIACCI TREMENDI_267° episodio
Per tutte le sostanze somministrabili è valido il ragionamento del giusto dosaggio. Tossine di origine naturale, o create chimicamente, possono essere usate come farmaci, purché il dosaggio sia minimo. Cosa succede invece se la sostanza è molto tossica ed il dosaggio è massiccio? Si ottiene un’arma di distruzione di massa. Ne abbiamo sentito parlare parecchio, specie quando un dittatore fu accusato di detenerne arsenali interi. Una scusa per invadere quel paese, ovviamente; dato che aveva un sottosuolo ricco di risorse minerarie ed estrattive. Sono armi di distruzione di massa i sottomarini nucleari costruiti da una potenza militare non più in auge. Sottomarini che adesso stanno arrugginendo e disperdendo in mare liquami di vario tipo, tutti pericolosi. In una fase storica, nella quale sembra non ci sia più la contrapposizione militare tra due blocchi, i veri nemici globali sono i terroristi. Si tratta di nichilisti, che vedono nemici ovunque, ed ammazzano gli innocenti in nome di qualche Dio, che non risulta li abbia mai autorizzati a farlo. Solo gli sprovveduti credono peraltro che i terroristi siano degli idealisti un po’ esagerati nei modi. È evidente che quella è l’immagine che vogliono dare di se stessi. Sarebbe meno poetico rivelare che, dietro gli attentati terroristici, si nascondono monumentali interessi economici, che non hanno bisogno della scusa di scritture più o meno sacre per affermare che il fine giustifica i mezzi. Gli esecutori martiri sono indubbiamente degli stupidotti indottrinati: una categoria umana che si è rivelata molto utile ad affermare il caos rispetto all’ordine. Quelli che si fanno saltare in aria non chiedono una fetta degli utili; cosa se ne farebbero? Se la fetta degli utili la chiedono per le loro famiglie, sono doppiamente stupidi, poiché, morti loro, nessuno garantirà il rispetto dei patti. L’attentato di oggi è stato ben congegnato da gente che non portava alcun turbante in testa, e non invocava Dio ogni due parole. Tre o quattro personaggi schifosamente ricchi, non nuovi a cospirazioni di vario tipo. Gente convinta che i loro simili umani non siano eventualmente sacrificabili, ma debbano esserlo di sicuro. Carne da cannone, da mandare in guerre di trincea, a cantare canzoni strappalacrime, e marcire nel fango. Abili scrittori hanno creato un preciso genere letterario, basato appunto su spietate cospirazioni. Non si tratta di invenzioni attribuibili al 100% alla fervida immaginazione di un genio della letteratura. L’aura romanzesca ha rivestito solamente i fatti nudi e crudi. Poco importa il nome dell’organizzazione che muove cifre da capogiro, più potente di qualsiasi multinazionale nota. I nomi dei personaggi sono tutti inventati, quelli sì. Inventato è anche il lieto fine, con l’agente segreto che sbaraglia i cattivi, e scappa con la bella di turno. L’attentato di oggi dovrebbe provocare un gran numero di morti. Ne seguirà un’ondata di indignazione, pilotata dai media, anch’essi al soldo dei poteri forti. Potrebbe addirittura scoppiare una guerra, con tutto ciò che comporta, morti compresi nel prezzo. Grandi forniture di armi, per anni; una vera pacchia! Sul pianeta, vivono molto male in moltissimi, ma ai ricchi non importa dei poveri. Si finge attenzione, ma i poveri sono una brutta cosa, specie quelli che muoiono di fame. Peggio ancora i bambini, che muoiono di fame. Quelli sì che abbattono l’audience. Con ciò che si spende per acquistare un solo cacciabombardiere, si potrebbero veramente sfamare per un anno gran parte dei morti di fame di un continente. Se non lo si fa è perché i poteri veramente forti preferiscono spendere per i cacciabombardieri. L’attentato di oggi è un classico: avvelenare l’acquedotto di una grande città. Un classico perché gli obiettivi terroristici seri sono enumerabili sulle dita di una mano. Fare saltare in aria la borsa è simpatico, ma la gente, ben lungi dall’indignarsi, potrebbe addirittura fare festa! Per avvelenare un acquedotto invece basta collocare il veleno dopo i filtri, nell’acqua pronta da bere. Un famosissimo agente segreto combatteva contro la Spectre. Un bel nome, ma è ormai bruciato. Omega non è male come identificativo. Gli scagnozzi di Omega non conoscono la ragione sociale dei loro datori di lavoro. Sono mercenari, incaricati di una parte del piano. Dovessero cercare di scoprire di più, non incasserebbero valuta pregiata, bensì pallottole nella schiena. Quei tre o quattro vecchiacci di Omega hanno un piede nella fossa: chi circola sulla sedia a rotelle, chi necessita di continui filtraggi del sangue, chi sopravvive a malattie terminali grazie a farmaci micidiali. Appena il camion varca i cancelli dell’acquedotto della città da avvelenare, i vecchiacci tremendi di Omega ridono convulsamente, tra un colpo di tosse catarrosa ed un quasi ictus. Malvagi che godono della loro malvagità, che contraccambia mantenendoli in vita. Il crimine paga quasi sempre, ed essere cattivi è più soddisfacente che cercare di essere buoni. La squadra speciale, mercenari ben addestrati, salta giù dal camion, intimando al personale dell'impianto di non reagire. Alcuni colpi di arma da fuoco segnalano limitati casi di resistenza, subito soppressi. Quelli che si sono arresi, vengono imbavagliati e legati; chiusi in una camera priva di finestre. Guardie armate sono pronte a sparare per uccidere. L'azione è stata velocissima, ed in teoria nessuno al di fuori dell'impianto di depurazione dell'acqua dovrebbe essersene accorto. Gli incursori non hanno però tenuto conto della grande diffusione degli smartphone e delle applicazioni connesse, che facilitano la comunicazione tramite Internet. Un messaggio incompleto sta già navigando in rete, come una barchetta bucata che discenda le rapide di un torrente. Poi accade che la barchetta incroci una nave più grossa, tipo una baleniera, che la trasporta nella sua stiva. Molte centrali investigative sorvegliano il traffico delle email e di tutti gli altri messaggi multimediali. Spie che noi cittadini inconsapevolmente strapaghiamo cercano di cogliere tracce significative, ma di solito toppano miseramente. Agenzie con almeno tre lettere maiuscole nel nome osservano tutto, capendo poco o nulla. Manca loro la capacità di sintesi e l'intelligenza del super computer Galadriel. Si chiama come la regina degli elfi, ed è l'unico vero cervello elettronico senziente in circolazione sul pianeta Terra. I mercenari di Omega sono stati bravi a realizzare la parte militare del piano; adesso però deve subentrare lo scienziato in grado di scaricare il veleno nel circuito dell’acqua potabile. Non un veleno qualsiasi, ma tossine letali anche se assunte in dosi minime. Poche molecole di questo veleno innescano infatti una reazione allergica che uccide in pochi minuti. Come hanno fatto i vecchiacci di Omega ad indurre lo scienziato a divenire lo strumento di uno sterminio? Seguendo uno dei più classici copioni, gli hanno rapito la moglie e la figlia, minacciandole di morte. Lo scienziato è fin troppo umano, almeno per quanto concerne la sua sfera familiare. Avessero minacciato di morte un suo collega, lo scienziato non avrebbe avuto dubbi sulla sua sacrificabilità. Gli scienziati tendono a sparare paroloni ed a formulare concetti globalizzanti; poi però rimangono ometti. Non sono eroi, perché, se ci fosse un eroe al suo posto, non subirebbe il ricatto. Due persone contro un milione sono sacrificabili, senza eccezioni. Anche la moglie dello scienziato la pensa così, sebbene le spiaccia enormemente di dover parlare anche per conto della figlia. Durante un contatto via radio, la donna prova a dire al marito di non farlo, ma ottiene solo di farsi percuotere. In quelle condizioni di stress, non è vigile come la figlia, che viceversa nota uno strano scoiattolo con gli occhi scintillanti, arrampicarsi su una parete della stanza. La bambina ha già visto degli scoiattoli, ma non pensava potessero emulare le lucertole. In effetti, Kjrt non è uno scoiattolo normale, bensì un animaletto terrestre posseduto da un demone elettrico, proveniente da un altro stato dell'esistenza. Fulminatore, mutante di Evolution, si è recentemente occupato del suo addestramento, poiché come lui lo scoiattolo-Kjrt è in grado di proiettare scariche di energia elettrica. L’alieno, simbionte dello scoiattolo, sta studiando questo mondo, nel quale si trova grazie ad alcuni maghi dilettanti. Lo scoiattolo invece, pur non comprendendo tutte le implicazioni, si diverte lo stesso. È entrato nell’appartamento, dove i criminali tengono prigioniere la moglie e la figlia dello scienziato, fondendo il vetro della finestra. Fulminatore gli ha mostrato come sia possibile usare l’energia elettrica per produrre un grande calore concentrato, e Kjrt ha appreso l’insegnamento. I criminali che si trovano nell’impianto di depurazione dell’acqua chiedono via radio di continuare con le sevizie alla bambina, per convincere lo scienziato a collaborare in maniera più convincente. Uno dei teppisti nell'appartamento si avvicina alla piccola, con il braccio alzato, pronto a colpirla sulla faccia. Kjrt però lo anticipa: la sua saetta lo raggiunge ad un grosso anello, che orna un dito della mano destra. Il metallo diventa quasi incandescente, e trasmette al corpo una corrente di brevissima durata, ma di grande potenza. L’effetto è quello di un taser, che può in taluni casi uccidere. Il delinquente non muore, ma crolla a terra in preda alle convulsioni. Un altro mercenario reagisce velocemente, sparando contro lo scoiattolo-Kjrt, che astutamente ha però già preso il largo. Corre, salta e si infila sotto i mobili, in attesa di nuove istruzioni. Nell'impianto di depurazione dell'acqua, il piano di Omega sembra prossimo al successo. Le tossine sono pronte ad entrare in circolo. I controlli elettronici gestiscono potenti motori, che azionano chiuse pesantissime. Il alternativa esiste una grande ruota in metallo: una specie di colossale rubinetto di diametro superiore ai due metri. Per ruotarlo occorrerebbero dieci uomini, ma lo sposterebbero di poco prima di esaurire le loro forze. I perfidi vecchiacci brindano con vini preziosissimi, dato che gli abitanti della città sono praticamente spacciati. Il piano prosegue, senza alcun rispetto per la vita umana. L'imprevisto è però presente in tutte le pianificazioni umane. Questa volta assume le sembianze di un drago verde, alto tre metri e pesante settecento chili. Dragonfire è un imprevisto a fin di bene, intenzionato a bloccare, con la sola forza dei suoi muscoli immensi, la chiusa. Il possente alieno provoca il collasso di tutti i motori, che cedono uno dopo l'altro. L'elettronica frigge e collassa; rimangono solo la meccanica e la forza bruta. I mercenari impazziscono. Il loro nemico è troppo al di là delle loro capacità d'ingaggio. Sono stati pagati profumatamente per combattere uomini, non Evolution. Intanto il drago completa la sua opera, facendo fallire del tutto la missione di distruzione di massa. Viene colpito da qualche colpo di arma da fuoco, che però si sbriciola contro la sua armatura naturale. I criminali che trattengono la moglie e la figlia dello scienziato si preparano a scappare, ma non prima di avere ucciso le loro vittime. Ferox, la donna leopardo di Evolution, la pensa diversamente. Al suo fianco c'è Fulminatore, che con una scarica di energia frantuma e scioglie la serratura ed i chiavistelli della porta blindata. Poi il mutante elettrico si fa da parte, per lasciare lavorare la sua collega felina. Un turbine di artigli che straziano le carni, versando sangue in quantità. Soldati esperti non riescono a puntare il fucile, perché Ferox li ha già sventrati. Nessuno di loro prova a disimpegnarsi, dato che l'attacco della donna leopardo dura pochi secondi; poi sono tutti morti. In certi casi, quando si arrabbia veramente, la mutante felina è una manifestazione della morte violenta. Scoiattolo-Kjrt esce allo scoperto e sale sulla spalla di Fulminatore, per evitare che Ferox lo scambi per un nemico. Madre e bambina sono coperte di sangue, ma non è il loro. Nell'impianto di depurazione, la Maga stende i criminali con la sua lama mentale. Dovrebbero ringraziarla di non averli lasciati in balia di Dragonfire. Si risveglieranno, nella migliore delle ipotesi, con un gran mal di testa; qualcuno potrebbe altresì aver riportato danni permanenti, ma a chi importa? Gli ultimi mercenari tentano un piano alternativo, consistente nel fare saltare coll'esplosivo la valvola chiusa a forza da Dragonfire. Prima di arrivarci devono tuttavia affrontare Kong, l'uomo bestia di Evolution. Kong è uno scienziato eccezionale, ma quando picchia frantuma le ossa umane come fossero dei legnetti. Uomini armati e risoluti che piangono come bambini, reggendosi le braccia spazzate all'altezza del gomito, o crollano dato che una delle loro rotule è stata frantumata da un calcio formidabile. Due soli criminali arrancano verso Dragonfire; sono riusciti ad evitare Kong, o forse è stato lui a farli passare. I loro lanciarazzi anticarro sono puntati verso il drago e verso la valvola che impedisce al veleno di entrare nel circuito dell’acqua potabile. I due mercenari ci tengono evidentemente molto alla loro professionalità; forse più che alla loro stessa vita. Altrimenti come si spiega che stiano sfidando un alieno di potenza insuperabile. Chi può raccontare di aver visto sogghignare un drago? Per alcuni secondi, i mercenari rientrano nel club dei pochissimi che abbiano vissuto una simile esperienza. Poi però la coda di Dragonfire li spazza via senza pietà, frantumando nel tremendo impatto ossa più o meno piccole ed organi interni assortiti.
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