mercoledì 16 ottobre 2013

L’ARRIVO DEI J-SIX_283° episodio

Quando Evolution ha consegnato alla polizia i sei demoni, giunti nel nostro piano dell'esistenza per nutrirsi del terrore, si è posto il problema di dove incarcerarli. Si tratta di mutaforma, che hanno combattuto e perso interpretando la parte di licantropi. Metterli in cella con criminali umani sarebbe interessante, ma susciterebbe polemiche considerevoli. I difensori dei diritti civili, che spesso tutelano i criminali, invece di pensare alla gente che muore di fame, si offenderebbero a morte se i licantropi giunti da un altro mondo facessero colazione con stupratori e rapinatori. Sarebbe peraltro una interessante soluzione contro il sovraffollamento nelle patrie galere. I sei pseudo-licantropi sono stati quindi alloggiati in celle singole, che nelle carceri sono un lusso. I detenuti decisi ad iniziare una sommossa sono stati invitati a condividere la detenzione con i nuovi arrivati; risultato: si sono calmati quasi subito. Le guardie carcerarie hanno avuto ordine di nutrire i mostri, senza avvicinarsi troppo alle celle. Facile a dirsi, ma non a farsi. Gli pseudo-licantropi dal canto loro non hanno perso il vizietto di suscitare terrore del quale nutrirsi. Ai demoni-lupo la detenzione non è pesata più di tanto, giacché di emozioni forti in galera ne circolano parecchie, tra le guardie e tra i ladri. Adesso sono molto più forti di quando sono sono stati catturati. Sono quasi sicuramente in grado di strappare le sbarre, e di scappare. Il problema è che non sono certi di poter sopravvivere alle pallottole delle pistole e dei fucili degli umani. I demoni-lupo devono formulare un piano, ma non sono esattamente degli strateghi. Giunge in loro aiuto Zlljr il cospiratore, in un momento di riposo del suo corpo ospite. Si era ripromesso di fare evadere i demoni-lupo, per disporre della loro manovalanza. Zlljr prende quindi il controllo delle operazioni, operando sul piano astrale. In un batter di ciglia giunge alla struttura di detenzione, e subito i sei mostri si immobilizzano, ponendosi in attesa dei suoi ordini. Ognuno di loro è capace di emettere un'ondata di energia, in grado di stordire anche una mutante forte come Ferox. Assieme, gli pseudo-licantropi possono abbattere come birilli tutti gli umani nel raggio di alcune centinaia di metri, senza trovare alcun ostacolo negli spessi muri. Zlljr coordina quelle sei menti forti ma sprovvedute, cosicché proiettino in tutte le direzioni le loro energie, contemporaneamente. D'un tratto dalle celle cessano di provenire quei suoni più simili a muggiti e ragli, che non a parole di senso compiuto. Anche le guardie interrompono di botto le loro attività culturali e ricreative: guardare la tv, leggere giornali sportivi e fumetti. Lo stordimento di massa durerà meno di un'ora; i demoni-lupo piegano le sbarre delle porte delle loro celle, ed escono. Esultano, ululando, dato che per loro essere liberi significa cercarsi altri guai. Zlljr, che è presente solo nella sua forma eterea, torna da Flavio, che si è svegliato. I demoni-lupo adesso possono esplorare più liberamente ciò che li circonda. Tuttavia, ricordando la recente batosta ad opera di Evolution e dei Giovani Licantropi, ritengono sia il caso di assumere altre sembianze. Un televisore sta trasmettendo un film d’azione, nel quale ci sono dei tizi che sparano ad altri tizi. Esplosioni diffuse, corse in automobile, scazzottate; i sei mutaforma hanno un’idea: si assimileranno a quelli che nel film sopravvivono. C’è John il capo, Jack il lanciatore di coltelli, Jeff il lottatore, Jim l’esperto in mitragliatrici, Jordan l’acrobata e Jude il pilota. I J-six marciano baldanzosamente alla ricerca di qualcosa da sfasciare. John è quello che tiene a basa gli altri cinque, che altrimenti passerebbero il tempo a litigare tra loro. Jude il pilota adocchia una bella automobile, massiccia e sgargiante. Non avendo mai guidato alcun veicolo di quel tipo, Jude deve ricorrere alle sue attitudini demoniache. Interroga la macchina, e da essa ottiene le informazioni che cerca. Mette in moto il motore, senza peraltro disporre della chiavetta d’accensione; poi la macchina parte sgommando e sbandando. Passando davanti ad un’armeria, decidono di rifornirsi. Entrano, senza destare particolare allarme, nonostante le loro facce siano le stesse degli attori del film che li ha ispirati a diventare i J-six. L’armeria è frequentata da soggetti anche più strani di loro. Tutti i presenti sono affascinati dal grande quantitativo e dalla varietà delle armi esposte: pistole, fucili, mitragliatori, oltre a lame di tutti i tipi, che fanno la gioia di Jack. I gestori del negozio sono felici, immaginando di vendere parecchi aggeggi a quei sei sosia di attori più o meno famosi. Peccato che non sia nelle abitudini né nel carattere dei demoni pagare per ottenere cose che possono portare via gratis. Si accende quindi una rissa, tra i J-six e tutti gli altri presenti nel grosso esercizio commerciale. Dapprima volano sberloni, poi pugni; si passa quindi alle armi bianche, e Jack si impegna fino in fondo di recitare la sua parte. La polizia riceve la segnalazione, e si precipita in loco con due autopattuglie. I J-six però sono stati troppo veloci; sul pavimento e sul bancone i poliziotti trovano parecchi omaccioni pelati e tatuati, storditi con pugni che, a sentire loro, sembravano di ferro. C’è anche qualche ferito di striscio da coltelli da lancio; giusto per provarli. Zlljr il cospiratore mantiene un contatto mentale con i J-six, e trova promettente che i suoi scagnozzi abbiano smesso di fare i licantropi. Quando diventerà un personaggio pubblico, ricco e discusso, avrà bisogno di loro come guardie del corpo. Prima però deve lanciare il soggiogato Flavio come conferenziere. Zlljr ha capito che tutti i politicanti si fanno conoscere e cercano finanziamenti per mezzo di convegni su argomenti vari, che sfociano in discussioni il più delle volte sterili. Flavio come previsto è stato licenziato. I suoi conoscenti lo hanno perso di vista, da quando si è trasferito nella nuova tana, che è una sorta di bozzolo di rigenerazione. Nei giorni successivi Flavio commissiona molti manifesti, che annunciano la sua prossima serie di conferenze. Chi lo riconosce dalle foto, mostra stupore e diffidenza. Quasi tutti i passanti fanno poco caso all’ennesimo spreco di carta. Quelli che di certo parteciperanno alla conferenza inaugurale sono gli adepti che Zlljr ha finora accalappiato su Internet. Un uditorio ben disposto sopporta i piccoli imprevisti, tipo il mancato rispetto dell’orario d’inizio. Anzi può darsi che il ritardo sia parte integrante dello show. Quando Flavio entra il sala, la gente si alza in piedi per applaudirlo, come se avesse già parlato ed avesse trasmesso loro grandi verità. Lui è l’avatar di Zlljr il cospiratore. Il demone giunto sulla Terra per destabilizzarla esalta i mortali con chiacchiere di poca sostanza, ben sapendo che i suoi interlocutori hanno un basso livello di concentrazione. Non importa ciò che si dice, bensì come lo si dice. La storia si ripete, e chi ha abbastanza memoria si ricorda di un aspirante dittatore, che iniziò la sua ascesa imbonendo la folla nelle birrerie. Chissà, forse anche allora quello che stava arringando la folla era solo un involucro per un demone cospiratore, pervenuto al nostro mondo attraverso un varco che adesso si è riaperto. Il libro maledetto lo ha attivato, ma non lo ha chiuso. Il tomo con pagine di pelle umana, scritto con il sangue, si trova nella base di Evolution, dove Dragonfire e la Maga lo hanno portato. Il dottor Occulto lo ha bloccato in un campo di stasi, che gli impedisce di estendere i suoi poteri. Il varco dimensionale però agisce come se avesse vita propria. Si è nascosto in presenza della Maga ed è rimasto tale anche quando il drago di Evolution ha risolto la battaglia serrando il libro maledetto nella sua stretta invincibile. Tentacoli nerastri sbucano nel nostro mondo; in cima ad ogni tentacolo c’è un enorme occhio giallastro, da rettile, che osserva attentamente ciò che lo circonda. Una massa ribollente sembra in procinto di tentare una replica dell’invasione dell’ameba mangiatutto. Tocca invece ad alcuni insettoidi superare il varco tra i mondi. Neri, gialli e rossi, sono lunghi un metro e mezzo ognuno. Quattro antenne, su una testa oblunga, apparentemente priva di occhi. Due paia di ali, in gradi di estendersi fino a tre metri per ogni lato del corpo corazzato. Le zampe sono sei, come negli insetti, ma terminano ognuna con tre artigli velenosi. Ronzano come una moltitudine di api, e partono alla ricerca dei loro colleghi dispersi: gli ex demoni-lupo, attualmente nelle vesti dei J-six. Il varco dimensionale, apertosi in una cantina buia e profonda, si chiude e si disloca altrove. Gli insettoidi assalgono la porta di legno, graffiandola con i loro artigli. Il veleno attacca le cellule vegetali morte da tempo, riducendole in segatura. Poi i mostri si aprono la strada fino a sbucare su un marciapiede, dopo avere divelto una grata metallica. La gente urla e scappa, giustamente allarmata dalle dimensioni degli insettoidi. La loro aggressività è percepibile in ogni movimento. All’inizio se la prendono con le auto in sosta e con quelle in movimento. Non distinguono gli esseri viventi dalle macchine, ma stanno imparando. Strappano i cofani, distruggono i motori, addentano gli pneumatici. In breve i ferocissimi esapodi saturano la strada di vetture inutilizzabili. Gli automobilisti riescono a scappare solo perché i mostri non li hanno ancora assaggiati. Gli insettoidi digeriscono anche la gomma, ma la carne ed il sangue quasi sicuramente sarebbero maggiormente graditi. Poi arrivano i J-six, che non sanno di essere l’oggetto della ricerca della torma demoniaca. I demoni in forma umana non sono capitati lì per caso. Il portale li stava inseguendo, e si è aperto per favorire questo incontro. I J-six interpretano il ruolo di sei umani ammazzasette. Colpa o merito di un film che i secondini stavano vedendo in tv. I J-six sono i buoni, gli insettoidi sono i cattivi. John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude estraggono pistole e pugnali, pronti alla battaglia. Gli insettoidi agitano le antenne, come i cani agiterebbero le code. Sono contenti di avere preso contatto con quelli che erano stati mandati a cercare. L’imprevisto è che i sei “J” aprono il fuoco, mettendo a dura prova la corazza chitinosa dei feroci esapodi alati. Non sia mai detto che un demone rifiuti una provocazione. In pochi secondi per le strade si accende una zuffa feroce tra esseri provenienti da un luogo che gli umani chiamerebbero inferno; uno tra i tanti. Gli insettoidi passano dalla modalità ricerca alla modalità massacro. Con gli artigli secernenti veleno, puntano alla gola dei J-six, che sogghignano, continuando a comportarsi come un manipolo di invincibili eroi del grande schermo. John si è procurato un sigaro, che stringe tra i denti. Impugna due pistole a tamburo, che riversano grossi proiettili in quasi tutte le direzioni. Conseguentemente gli altri cinque “J” si abbassano per non essere colpiti. Jack proietta addosso agli insettoidi qualche chilogrammo di coltelli da lancio, intervallati da stelle da ninja. Jeff, Jim, Jordan e Jude impiegano fucili a pompa, balestre con dardi in acciaio, archi da caccia, tenendo pronte le altre armi per combattere a distanza ravvicinata. La potenza di fuoco dei J-six è tale che gli insettoidi si riparano dietro le auto, non osando avvicinarsi troppo. Sono più che altro portati per i massacri a suon di artigliate, e quei crepitii di armi automatiche li innervosiscono. Quindi uno a uno dispiegano le loro grandi ali, per allontanarsi in fretta dagli ex fratelli demoni irriconoscenti. I J-six hanno vinto, e conseguentemente sono contenti di avere assunto quelle sembianze umanoidi. Jude il pilota nota che gli umani hanno lasciato tante belle vetture incustodite. Si tuffa verso quella più grossa, colorata e dotata degli pneumatici più larghi. Mette in moto ed inizia a sgommare sul posto, sollevando vapori tossici. I suoi soci fanno appena in tempo a saltare a bordo del bolide, prima che Jude si allontani a velocità folle. Non troppo lontano, la banda degli insettoidi ha preso d’assalto una pizzeria, che si è istantaneamente svuotata da tutta la clientela. L’arrivo di Ferox e di Kong li coglie di sorpresa, ma gli insettoidi li considerano erroneamente una seconda merenda. Le loro ali sono però un intralcio in un locale chiuso, e sono costretti a ripiegarle. Ciò toglie loro il vantaggio che avrebbero all’aperto. Kong per una volta anticipa la donna-leopardo, colpendo con i suoi pugni granitici le teste munite di quattro antenne. Si tratta di una strategia vincente, che Ferox imita a suo modo: puntando a troncare quei sensori con i suoi formidabili artigli. Avendo individuato il punto debole dei loro nemici, i due mutanti di Evolution li sottopongono ad una severa punizione. Le antenne spezzate, tagliate o strappate rendono pressoché ciechi gli insettoidi, che impazziscono e prendono il volo urtando contro le pareti. La pizzeria diventa un caos di corpi chitinosi che si urtano e si graffiano reciprocamente. Due di loro subiscono gli effetti devastanti del veleno secreto dai loro stessi artigli. Ferox e Kong impiegano tutta la loro agilità ed i loro riflessi velocissimi, per evitare di fare la stessa fine. Poi finalmente uno dei mostriciattoli sfonda la vetrina, e si allontana volando scompostamente. I suoi simili ancora in vita fanno lo stesso, lasciando sul luogo del micidiale tafferuglio pezzi di armatura, di antenna e di zampa. Kong e Ferox raccolgono i due insettoidi morti, senza tralasciare gli altri reperti. Quindi abbandonano la scena, per mezzo di un portale di teletrasporto che li conduce in una frazione di secondo sul cacciatorpediniere Vae Victis, che è la loro base operativa e la loro casa.

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