giovedì 24 ottobre 2013
FUOCO E FIAMME_285° episodio
Ci sono criminali che preferiscono agire da soli; ce ne sono altri che prediligono le bande. Altri ancora concepiscono grosse organizzazioni terroristiche o pseudo-tali. Boris Kuzov è un delinquente solitario. Un pazzo assassino, piromane e tagliagole. La feccia dell'umanità, catturato dopo anni di latitanza e dopo un conflitto a fuoco. I poliziotti non hanno avuto la decenza di ammazzarlo, ma solo di ferirlo gravemente. Lui si è risvegliato dopo parecchi giorni di quasi coma; quattro poliziotti invece no. Boris, come troppi delinquenti, ha una salute di ferro. Come se la Natura ci avesse fatto dono di un predatore para-umano, più cattivo, più forte e più in salute della maggior parte delle sue vittime; anche di quelle giovanissime. I poliziotti più smaliziati hanno compreso da tempo di dover combattere non solo contro i criminali, ma anche contro quegli idioti che si considerano benpensanti. Gli idioti in questione, invece di organizzare ronde a difesa delle strade, fanno il possibile perché la feccia dell'umanità viva "dignitosamente" in galera. A forza di rompere le scatole, gli idioti benpensanti ottengono ciclicamente amnistie ed indulti; così ladri, assassini e finti pentiti, possono replicare ciò che riesce loro meglio. Boris Kuzov però è stato condannato all'ergastolo, nonostante le ripetute manifestazioni di piazza degli sfaccendati di cui sopra; e fortunatamente un ergastolano non può essere scarcerato perché le carceri sono piene. Lui però in galera ci sta bene, imponendo la legge della minaccia e della paura a carcerati e secondini. Non sapeva di avere dei fans, fino ad oggi almeno. Due donnine, sufficientemente sceme, si sono infatti presentate per incontrarlo. Se la detenzione fosse regolata da persone dotate di senso comune, a nessuno dovrebbe essere concesso di colloquiare con chi abbia commesso delitti gravi. Purtroppo i benpensanti cretini eleggono parlamentari, che amano prendere mazzette anche dai parenti dei delinquenti. In sostanza, Boris il tagliagole incendiario incontra le due donnine stupide, che, per la loro stupidità, meriterebbero un terzo delle sevizie che il loro idolo ha dispensato all'ultima vittima. Basterebbe quel terzo per ucciderle malamente. Quando torna in cella, Kuzov inizia a formulare un piano: agire per interposta persona. Convincere i suoi fans ad inscenare delitti simili ai suoi. In questo modo, qualche fesso potrebbe iniziare a sospettare che lui sia veramente una vittima della società, ingiustamente incarcerata. Boris ride a crepapelle, pensando che la mamma dei cretini è sempre incinta. Potrebbero addirittura rifare tutti i suoi processi. Lui si presenterebbe con il capo chino, fintissimo pentito, puntando all'assoluzione piena. Un piano semplice, ma concreto. Trascorre una settimana, e una donna delle pulizie viene trovata bruciata, all’interno di un ascensore. Gli assassini sapevano che la loro vittima sarebbe salita su quell’ascensore alle 18 circa. Le indagini della polizia scientifica dimostrano che un ordigno incendiario è strato posizionato sul tetto dell’elevatore. Quindi i criminali hanno agito calandosi nella tromba dell'ascensore dall’alto, dopo averlo bloccato. Un incendio doloso, che ai profiler più attenti e cervellotici ricorda lo stile di Boris Kuzov. Come previsto ed organizzato dal criminale, qualche giornalista prezzolato azzarda che ci sia in circolazione un emulatore. Qualcun altro azzarda che in galera ci sia un innocente. L’addetta alle pulizie, che ci ha rimesso la vita, era una vicina di casa di una delle due tizie che erano andate a trovare Boris in carcere. Come già dimostrato da numerose rilevazioni, gli omicidi ed i delitti in genere colpiscono persone note ai delinquenti. Quasi sempre; fanno eccezione i pazzi che sparano dai palazzi o in mezzo alla strada. Il super-computer Galadriel analizza tutti i movimenti di Kuzov, e sono pochi, giacché è ospite delle patrie galere. Le due ragazze stupidotte che lo hanno visitato in carcere sono viceversa sospettabili di favoreggiamento. Per evitare un altro efferato delitto, Galadriel traccia i movimenti di tutti i vicini di casa, parenti, amici e congiunti delle due indiziate. Il super-computer sospetta che chiunque abbia concretizzato il primo delitto incendiario ne stia preparando un altro. Quello è il modus operandi di Boris Kuzov, nella parte della sua esistenza dedicata alla piromania. Prima tagliava le gole, piantava pugnali nelle viscere, e sparava in testa a uomini e donne. Poi il fuoco ha iniziato ad esercitare un grande ed esclusivo fascino sulla sua animaccia nera. La seconda vittima è un passante apparentemente casuale, che si ferma ad ascoltare una specie di attore da strada. Galadriel sa che i passanti casuali non esistono, ma non è possibile riempire le strade di un esercito di poliziotti, necessari ad evitare ogni possibile atto criminale. Il passante casuale in realtà era stato un insegnante di una delle due fans di Boris. L’attore da strada, che indossa una maschera, gli getta addosso un liquido infiammabile, al quale appicca il fuoco. L’assassino si allontana, senza essere in alcun modo ostacolato dalla folla, in preda allo shock. Capita sovente che la gente comune sia preda di un’indecisione così totale. Questa volta tuttavia sulle sue tracce c’è la detective Lucrezia, che è dotata di poteri felini ottenuti dalla simbiosi magica con la donna leopardo Ferox. Per la poliziotta è facile seguire le tracce del criminale, non facendosi scorgere. Dai tetti, Ferox li tiene d’occhio entrambi. La mutante felina e la poliziotta sono decise a trovare la base operativa dei piromani. Il tizio, che ovviamente si è levato la maschera, si guarda attorno, prima di entrare in un portone piuttosto anonimo. Lucrezia aspetta prima di seguirlo, caso mai si fosse posizionato nell’androne o sulle scale, con un’arma in pugno. Ferox sorveglia gli abbaini, nell’eventualità che i locali che il piromane cerca di raggiungere si affaccino sul tetto. Dopo anni di caccia ai malvagi, la donna leopardo ha capito che si comportano come animali feroci, e gli animali feroci si rintanano in posti che consentano loro di controllare, da una posizione di vantaggio, l’arrivo dei nemici. Lucrezia e Ferox sono capaci di colloquiare brevemente per via telepatica. La mutante di Evolution aspetta che la sua simbionte salga le scale, per realizzare un attacco da due direzioni. Il criminale raggiunge alcuni complici; si riuniscono in un grande stanzone mansardato. In quel posto si sentono al sicuro, come se stessero in una baita in alta montagna. Sbagliano. Lucrezia spara alla serratura ed irrompe. Ferox strappa la finestra di uno degli abbaini, balza subito dopo sul pavimento dello stanzone. La poliziotta dovrebbe cercare di arrestarli vivi, o quasi, ma loro non si mostrano in alcun modo collaborativi. Si tratta di un invito impliciti a Ferox, affinché somministri la sua messe di morte. Quei teppisti armati sono dei fanatici, altrimenti si sarebbero già arresi. Il piccolo scontro dura poco più di un minuto. Alla fine, sul pavimento insanguinato giacciono i corpi sventrati dagli artigli di Ferox, e da quelli più piccoli ma sufficientemente letali di Lucrezia. Il locale viene scandagliato dalla polizia, alla ricerca di ogni informazione sull’organizzazione di piromani, emuli di Boris Kuzov. I sospetti si concretizzano quando si scopre che i delinquenti si incontravano saltuariamente in quello stanzone preso in affitto. Il padrone di casa inoltre afferma di non avere mai avuto contatti con chi abitava nella sua proprietà. La deduzione è semplice: la vera base operativa deve ancora essere scoperta e bonificata. La polizia si aspetta nuovi attentati, ma i piromani non fanno parte di quei criminali da telefilm che annunciano le loro mosse. Sono stati bravi a nascondere le loro tracce, ma il loro prestanome è seguito passo a passo da Galadriel. Esiste peraltro la possibilità che i piromani tentino di eliminarlo, per cancellare ogni eventuale indizio che conduca a loro. I fans del galeotto Boris hanno infatti collocato un dispositivo esplodente sotto l’auto del malcapitato. Si sono mossi molto bene, utilizzando quei cellulari prepagati che sembrano inventati proprio per favorire il crimine. Eppure anche quei piccoli aggeggi monouso agganciano delle celle, e quelle celle sono tenute sotto controllo dalla polizia federale. I profiler dei federali sono ancora più dispersivi di quelli della polizia, dato che seguono molti più corsi di aggiornamento. Lucrezia arriva prima di loro all’auto del fiancheggiatore, grazie all’aiuto di Galadriel. Il dispositivo incendiario è attivato da un telecomando, azionato da uno della banda. La detective blocca la vittima sacrificale, prima che salga a bordo della trappola mortale. Il tizio con il telecomando attiva comunque l’ordigno, sperando di farcela comunque ad eliminare il suo bersaglio. Non riuscendoci, decide di tentare il tutto per tutto. Impugna una pistola, pronto ad usarla. La mutante Ferox però è in agguato: una belva silenziosa e letale. Quando, mezz’ora dopo la polizia trova il corpo sventrato del delinquente, non immagina come sia andata, né chi sia stato. Non sapranno mai, perché di certo Lucrezia non riferirà che la sua simbionte gli aveva dato una possibilità di arrendersi. La detective conosce benissimo Ferox, ed è certa che lo abbia fatto solo per avere la scusa di ucciderlo. Mentre lui puntava la pistola, con il dito sul grilletto, la donna leopardo era già balzata verso di lui. Non è stato un bello spettacolo, per stomaci delicati. Il fiancheggiatore a questo punto è più che disposto a vuotare il sacco. Nel frattempo però accade che uno stupido profiler ottenga di parlare con Boris Kuzov. Si sente uno in grado di imbambolarlo a parole. Invece gli volta le spalle una sola volta, che è una volta di troppo. Kuzov gli spezza il collo, con una mossa brutale. Quindi estrae un bisturi, che aveva trafugato in infermeria, e con esso sgozza senza pietà tre poliziotti di guardia nel locale accanto. A conclusione della giornata, l’evaso Boris Kuzov si incontra con i suoi fans piromani, deciso a guidare personalmente una campagna di terrore. Il giorno dopo, domenica, alcuni abitanti della città scoprono che la strada che percorrono solitamente è bloccata da una festa di quartiere. I residenti che sono anche genitori colgono la palla al balzo, pensando che ai loro figli potrebbero piacere quei grossi scivoli gonfiabili. Si sparge la voce, e nel pomeriggio inoltrato la via si riempie di famigliole vocianti ed allegre. È stata una bella idea organizzare quella specie di festa patronale, in città. L’atmosfera da sagra paesana contagia anche i più musoni, che si fermano a guardare i bambini che si divertono sui tappeti elastici. Purtroppo ci sono persone che odiano la felicità altrui, perché riescono ad essere felici solo facendo del male ed uccidendo. Un terrorista incendiario della banda di Kuzov è disposto finanche a morire, pur di procurare grande sofferenza agli innocenti. Il suo capo gli ha spiegato che il suo attentato sarà un diversivo; gli ha anche detto dove avrà luogo in varo massacro. Tanto si porterà il segreto nella tomba. Inutile cercare di capire cosa muova i pazzi; è sufficiente rimuoverli dall’esistenza. C’è una mutante che ha la facoltà di scandagliare tutte le menti presenti, scoprendo chi non è lì per divertirsi. Anche alla Maga però occorrerebbe troppo tempo per scansionare approfonditamente centinaia di cervelli, se non fosse stata addestrata dal grande telepate e mago conosciuto come dottor Occulto. La mutante ricorre ad un semplice incantesimo, senza bisogno di agitare le mani ed accendere calderoni. Così quando il pazzo, con uno zaino sulle spalle, ritiene sia giunto il momento di fare una strage, la Maga lo paralizza con un solo gesto. Lui non prova alcun dolore, ma si sente strappato fuori dal suo stesso corpo. La mutante psionica di Evolution vuole sapere del vero attentato, ed il pazzo non può ostacolarla. I passanti non capiscono cosa stiano facendo quei due, che si fissano negli occhi, immobili. Si dice che la pazzia renda più forti; forse è per questo che il terrorista, sebbene la sonda mentale della Maga gli perfori il cervello, sogghigna ancora. Ma lei non ha tempo da perdere con quel cretino, e si limita ad impiegare sempre più potere, fino ad estrargli a forza l’informazione. Poi lo lascia andare; il pazzo scivola a terra, in preda a dolori fortissimi. Qualcuno chiama un’ambulanza, ma l’emorragia cerebrale è troppo estesa per potere salvare quella vita, peraltro nociva. Boris Kuzov guida personalmente un’autocisterna piena di carburante per aerei. Il suo obiettivo è lo stadio di calcio, dove si giocherà una partita molto importante. Sugli spalti si attendono decine di migliaia di spettatori. Facendo esplodere la cisterna al centro del campo di calcio si dovrebbe ottenere una detonazione in grado di fare una strage. Il coronamento della vita di un piromane. Kuzov sfonda i cancelli, per portare l’autocisterna al centro del campo. Uno strano silenzio lo accoglie, giacché la gente è stata fatta sfollare. Ma non è solo: Dragonfire lo attende, per spiegargli che gli umani non dovrebbero giocare con il fuoco. Il possente drago di Evolution investe l’autocisterna ed il suo conduttore con la sua super-fiamma. L’ordigno non fa in tempo a deflagrare, perché il calore immane vaporizza il combustibile, scatenandone la potenza verso l’alto. Il metallo si squaglia come burro, rendendo il campo di gara impraticabile per alcune giornate. La vampata che dallo stadio sale verso il cielo, per centinaia di metri, segnala la fine appropriata di un folle adoratore del fuoco.
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