lunedì 28 ottobre 2013

PLUTONE_286° episodio

Il libro maledetto, scritto con il sangue su pelle umana, è in mano al dottor Occulto. Il più potente telepate del pianeta è anche un mago, ma la magia e troppo sfuggente per potersi definire dei veri maestri nel suo ambito. La si potrebbe ritenere un metodo non scientifico per liberare grandi energie, che però continuano ad essere pressoché incontrollabili. Il craft antigravitazionale inventato da Kong è basato sulla scienza, e si sa che utilizza l'energia del suo utente, per consentirgli di levitare. La scopa volante delle streghe permetteva loro di volare, ma forse in realtà erano solo i corpi astrali a staccarsi da terra. Il libro maledetto deve essere studiato, per evitare che i suoi incantesimi vengano scagliati contro gli innocenti. Evolution difende loro, non i deboli. I bambini crescono innocenti, prima di essere corrotti dalla famiglia e dalla società. Lo sguardo innocente di un solo bambino giustificherebbe tutti gli sforzi del super-gruppo. I deboli viceversa sono uomini adulti, che non hanno saputo sfruttare le loro potenzialità, per pigrizia e mancanza di carattere. Occulto medita su questa fondamentale distinzione, mentre sfoglia le pagine del libro maledetto. Poi, come sapeva sarebbe successo, il libro lo assale. Le difese del mutante sono però troppo solide perché le forze necromantiche lo possano danneggiare. Il capo di Evolution lascia tuttavia filtrare una minima frazione della forza devastante, che il libro gli scatena contro. Lo fa per analizzare questa energia, piegandola alla sua volontà, prima che si ritragga come un serpente nella sua tana. Occulto, in questo fuggevole contatto con le energie oscure che si annidano nel libro, ha carpito un segreto, che subito sintetizza in un incantesimo. Alcuni studiosi hanno correlato gli incantesimi e le equazioni, come se una sequenza di parole di singolare assonanza possa agire sull’ordine delle cose. Occulto pronuncia l'incantesimo, mentre i suoi allievi mutanti ed il drago si dispongono attorno a lui, come a proteggerlo dalle aggressioni dell'invisibile. In risposta a quelle parole incomprensibili, l'aria inizia a vibrare come se innumerevoli cristalli fossero entrati in risonanza. Gli animali che vivono ai bordi del lago della Vae Victis avvertono il manifestarsi dell'insolito. Dato che per le bestie l'insolito coincide con il pericolo, si mettono saggiamente al riparo. L'acqua del lago si increspa, nonostante non ci sia vento. Il cacciatorpediniere di Evolution si muove, come spinto da una corrente che in quel lago chiuso non avrebbe motivi di esistere. Poi, al centro del lago, si apre un portale, nel quale l'acqua precipita vorticosamente. Questo fenomeno dovrebbe causare ad un quasi immediato abbassamento di livello del lago, ma così non accade. Il dottor Occulto, Evolution e Dragonfire si recano sul ponte della Vae Victis, per sincerarsi di ciò che sta succedendo, e partecipano con emozioni diverse all'inizio di una nuova avventura. L’incantesimo ha aperto un varco nello spazio-tempo, simile a quelli che vengono attivati dal dispositivo a bordo della Vae Victis. La grande nave da guerra passa dalla luce del giorno alle tenebre assolute. Ora stanno navigando in un mare o in un oceano d’acqua, ma non vi sono altre certezze. L’atmosfera sembra respirabile, quindi Dragonfire può liberare la sua fiamma, senza correre il rischio di incendiare ogni cosa. Dirige una piccola dose del suo plasma caldissimo verso l’alto, per illuminare l’area. Il fuoco del drago, obbedendo ai suoi ordini, forma un globo che vola lentamente verso l’alto. Il dottor Occulto, Ferox, Fulminatore, la Maga e Kong adesso possono rilevare che il loro cacciatorpediniere sta navigando su un apparentemente infinito mare sotterraneo. La volta rocciosa è alta parecchie centinaia di metri sopra il livello dell’acqua. È singolare che l’atmosfera in quella inimmaginabile caverna sia assimilabile a quella terrestre. A bordo della nave ci sono anche la Navigatrice e Nancy, il cui potere è la guarigione. Occulto riflette sui motivi per cui l’incantesimo del libro maledetto li ha dislocati in quel luogo. Prima ancora però occorre accertare su quale mondo trovi collocazione l’oceano sul quale stanno navigando. I super-eroi di Evolution decidono di tentare un’esplorazione. Decollano quindi dal ponte della Vae Victis grazie ai loro craft antigravitazionali, progettati e costruiti dal geniale Kong. Guida la spedizione Dragonfire, che ha la capacità di illuminare il percorso con la sua super-fiamma. Assieme a lui volano la Maga e Fulminatore. La Maga perlustra lo spazio circostante con le sue sonde psioniche, alla ricerca di attività cerebrali. Il drago ed i due mutanti si allontanano, descrivendo un largo cerchio attorno alla nave, ma sotto di loro vedono solo acqua nera. Anche la volta rocciosa sembra essere uniforme, senza camini o stalattiti. Kong utilizza il computer di bordo per contattare Galadriel, che si trova sulla Terra. La connessione però non riesce, forse a causa dei milioni di tonnellate di pietra che li separano dalla superficie. Il dottor Occulto ricorre pertanto alla Navigatrice, le cui doti non sono penalizzate dagli ostacoli fisici. La mutante, sorella di Fulminatore, sposta la sua consapevolezza sul piano astrale. Anche lì non è facile trovare punti di riferimento che conducano alla Terra. Questo significa che Evolution si trova ad una grande distanza, molto superiore a quelle che lei è solita trattare. Sotto la guida di Occulto, Navigatrice intensifica il suo potere. A questo punto si rende necessario anche l’intervento di Nancy, per risanare sul nascere gli effetti dello strass che sta subendo l’amica. Poi finalmente Navigatrice individua, a grandissima distanza, un pianeta, con una sola luna, che potrebbe essere la Terra. A circa metà strada tra il punto d’osservazione e quello che potrebbe essere il pianeta di provenienza dei super-eroi mutanti, ci sono due pianeti enormi; uno dei quali con numerosi anelli. Si trovano quindi chiaramente ai confini del sistema solare, presumibilmente sul più esterno dei pianeti: Plutone. Il libro maledetto ha dislocato la nave ed Evolution a sei miliardi di chilometri dal Sole, nelle viscere di un pianeta che, essendo privo di illuminazione e riscaldamento, dovrebbe essere morto. Invece Dragonfire, Fulminatore e la Maga stanno per incontrare alcune di forme di vita autoctone. La Vae Victis ha acceso le luci di posizione, che la rendono visibilissima in quella tenebra. Dragonfire, Fulminatore e la Maga si lasciano alle spalle la loro casa galleggiante, per tentare di trovare qualcosa che non sia acqua. I terrestri ritengono che un pianeta sia da considerarsi abitabile solo se sulla sua superficie, o sotto, vi sia dell’acqua. I terrestri per una volta hanno ragione. Questo non esclude peraltro che la vita possa assumere forme che trascendono l’immaginazione di chiunque. Gli esseri viventi si distinguono dalle pietre per la loro tendenza ad esplorare. Si potrebbe ipotizzare che ogni forma vivente sia curiosa, intraprendente, o magari invadente. Mammiferi, rettili, uccelli, pesci ed anfibi hanno un sistema circolatorio. Non si può tuttavia escludere che delle forme di vita cristalline assorbano l’energia dall’esterno, e la distribuiscano al loro interno, senza bisogno di mangiare e tutto il resto. Tornando ai nostri eroi, ci sono alcune creature sottomarine che si apprestano a manifestare nei loro confronti una certa curiosità, ma forse anche altre passioni meno simpatiche. Appurato che l’acqua di Plutone è assimilabile a quella della Terra, non deve destare stupore scoprire che in quell’oceano sconfinato nuotino dei grossi animali simili agli squali. A differenza dei loro cugini terrestri, gli squali plutoniani sono completamente ciechi. Nel senso che al posto degli occhi (due anche in questo caso) hanno dei recettori di raggi infrarossi. Visto che in quella grotta quasi senza fine la luce solare non arriva, né in forma visibile, né infrarossa o ultravioletta, sono gli stessi colossi oceanici che provvedono ad illuminare i bersagli, ma solo dopo averli individuati con il loro bio-sonar. Più che vedere Dragonfire attraverso l’acqua, gli squali plutoniani, percepiscono la sua fiamma, che evidentemente ha lunghezze d’onda che trascendono lo spettro visibile dagli umani. Non sapendo di che si tratta, uno dei tre squali lunghi venti metri schizza fuori dal mare, con le fauci spalancate. Sbaglia di poco, inducendo il drago ed i due mutanti a riprendere quota. Non hanno infatti alcun interesse ad ingaggiare battaglia con quei mostri, che giustamente li percepiscono come intrusi. Tre grandi pinne dorsali solcano le acqua scure, dimostrando che i giganteschi pesci hanno voglia di giocare. Intanto sulla Vae Victis Ferox e Kong si preparano a loro volta a volare in esplorazione. Loro però vanno sul sicuro, giacché il radar di bordo ha localizzato un isolotto a meno di un chilometro dalla nave. I due craft antigravitazionali di Kong e Ferox sono dotati di illuminazione e strumentazione adeguata. Avendo ricevuto notizie dal primo gruppo di esplorazione, Ferox e Kong sanno dei grossi squali che nuotano in quelle acque pericolose. Si tengono quindi alti, non sapendo di quanti metri possano balzare fuori dall’oceano In breve raggiungono l’isolotto ed atterrano. Verificano per prima cosa che non si tratti di un rivestimento di qualche tartaruga sovradimensionata, o altri predatori locali. La superficie dell’isolotto è rocciosa, senza la minima traccia di vegetazione, che del resto non potrebbe vivere senza la luce solare. Anche per Ferox è necessario illuminare la strada che percorrono, giacché, sebbene i gatti vedano bene al buio, anche loro hanno dei problemi se le tenebre sono assolute. La piccola isola appare stabile e sostanzialmente pianeggiante. I due mutanti si spingono verso l’interno, alla ricerca di qualche traccia di vita intelligente. Individuano ammassi di pietre, che potrebbero essersi aggregati senza l’intervento di qualcuno. Poi però si bloccano quando si trovano di fronte ad un’alta muratura. Si tratta inequivocabilmente di una costruzione, realizzata con pietre squadrate. Kong studia da vicino quello stile architettonico, nei limiti imposti dalla scarsità di luce. Chiunque abbia progettato e realizzato quella imponente struttura non era umano; lo dimostrano certi angoli che si devono necessariamente definire sconcertanti. Kong conosce molto bene le geometrie terrestri, che sembrano discendere dal rispetto se non addirittura dall’adorazione degli angoli retti. La costruzione che Ferox e Kong stanno osservando ha invece angoli che sembrano mutare; ma può darsi che in parte l’impressione discenda dalle ombre in movimento. Ad un tratto, la donna leopardo soffia, come un grosso gatto, e si colloca automaticamente in posizione d’attacco. Alcune di quelle ombre fluttuanti si stanno avvicinando troppo ai due mutanti di Evolution, che si posizionano schiena contro schiena, per resistere meglio ad un eventuale assalto. Nel silenzio più totale, delle forme quasi fantasmatiche scivolano nell’aria verso i super-eroi della Terra. Come ogni grande felino, anche Ferox trasforma il timore in rinnovata energia. I suoi artigli tagliano l’aria, ma parzialmente anche quelle ombre che non sono inconsistenti come sembrano. Il risultato è che alcune di esse arretrano, come se fossero ferite. Ferox è delusa che non sanguinino, ma può danneggiarle e come inizio non è male. Kong incontra più difficoltà a fare del male alle ombre con i suoi pur potenti pugni. Ottiene qualcosa, ma deve consumare parecchia forza muscolare. Di solito non ha bisogno di armi, ma questa volta gli fa comodo impugnare due dispositivi di sua ideazione. Assomigliano ai tirapugni usati dai teppisti, ma sono molto di più. Sfruttano il principio che fa funzionare i craft antigravitazionali. L’energia mutante dell’uomo bestia di Evolution si riversa nel metallo, che emette una carica repulsiva. A contatto con le ombre viventi, i dispositivi producono uno sfrigolio, che corrisponde ad un veloce arretramento dei nemici. Ferox e Kong sono ancora circondati dai fantasmi plutoniani, che però hanno perduto l’effetto sorpresa. Lo scontro potrebbe andare per le lunghe se non arrivassero Dragonfire, la Maga e Fulminatore. La mutante psionica non partecipa allo scontro, avendo avuto disposizioni dal dottor Occulto di scandagliare quella sorta di castello. Le sue emissioni trovano una certa resistenza nelle mura di pietra, ma alla fine passano oltre. La Maga vede grandi sale praticamente vuote ed altissime, come se all’interno il castello arrivasse ad altezze non immaginabili da chi osservi dall’esterno. Fulminatore invece usa le sue scariche in maniera mirabile, trovando la giusta lunghezza d’onda per fare del male ai fantasmi neri, che alla fine desistono. Adesso è la volta di Dragonfire, che, invece di cercare un portone d’accesso, percuote le grandi pietre, con i suoi pugni capaci di frantumare l’acciaio. La colossale costruzione aliena, che ricorda un maniero abitato da antichi vampiri, sembra guardare dall’alto quei piccoli invasori provenienti da un altro mondo, che hanno l’ardire di distruggere il silenzio e non solo quello. Con un ultimo pugno possente, Dragonfire abbatte l’ultimo diaframma di muratura che lo separa dall’enorme sala che la Maga aveva percepito. Lui ed i quattro mutanti di Evolution camminano su un pavimento che forse mai fu calpestato da piede umano. Sulla Vae Victis, il dottor Occulto, assieme alla Navigatrice ed a Nancy la guaritrice, segue telepaticamente la missione dei suoi allievi.

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