venerdì 1 novembre 2013

ANACONDA IL CACCIATORE_287° episodio

Una simpatica festa pagana, che coincide con il cambio di stagione. Nell'emisfero nord, l'estate ha lasciato posto all'autunno. La gente è costretta a coprirsi, dato che la temperatura diminuisce e l'umidità aumenta. La tradizione vuole che in questo periodo si ricordino i defunti; una volta l'anno possiamo recarci a visitare i cimiteri. Sovrapponendo religioni antiche e più recenti, ne risulta che, nella notte di fine ottobre, i demoni, le streghe, i vampiri, i licantropi e gli zombie vadano in giro tra i vivi, per terrorizzarli e forse per cercare adepti. I bambini si divertono moltissimo a travestirsi da mostriciattoli, ed a bussare alle porte delle abitazioni. Chiedono dolcetti, in ricordo dei sacrifici di cose ed animali che un tempo i popolani facevano per ingraziarsi le entità delle tenebre. La polizia questa notte è molto attenta ai pedofili, che potrebbero approfittare dei bambini che circolano non accompagnati. Se un bambino o una bambina non dovessero tornare a casa, nessuno darebbe la colpa alle forze delle tenebre, bensì a quegli omiciattoli che provano per i cuccioli altrui una brama criminale. Uno di costoro vive in città, ma per le sue discutibili imprese si sposta in campagna. In città è in effetti più facile rintanarsi ed in campagna è più facile scovare un bambino che cammini lontano da casa. Sebbene i pedofili siano odiati dall'opinione pubblica, ci sono dei cretini che provano a scavare nel loro passato, per trovare un evento che li abbia resi ciò che sono. Il pedofilo che chiameremo Luciano sale in auto, portando con sé una buona riserva di dolcetti, per circuire degli innocenti bambinetti. Si prepara a commettere un reato di quelli che suscitano un marcato allarme sociale. Chi, essendo genitore, potrebbe giustificare ciò che Luciano sta congegnando? Forse quelli che compatiscono i pedofili non hanno figli, o forse sono semplicemente così idioti da avere a loro volta pensieri contro natura. Luciano si illude di essere un pedofilo in incognito, ma ci sono persone che hanno creato una rete di osservazione per quelli come lui. Inizialmente il Fronte Anti-pedofili progettava di scrivere su un manifesto i nomi e gli indirizzi dei molti pedofili a loro noti; cosicché la gente sapesse dove trovarli, ed organizzasse visite al loro domicilio. Poi però il Fronte ha deciso di organizzare una colletta, per ingaggiare qualcuno che con i pedofili ci vada letteralmente a pranzo. I serpentoidi, ad esempio, con i pedofili ci andrebbero anche a cena e a colazione. Stritolatore, Pitone, Anaconda, Boa e Sysform sono extraterrestri serpentiformi, autorizzati ad esercitare sul nostro pianeta la professione dei cacciatori di taglie. Possono cacciare gli assassini, gli stupratori, ma anche i pedofili. I mandati di cattura in base alle quali i serpentoidi cacciano le loro prede prevedono la consegna delle medesime vive o morte. Le più importanti polizie ed agenzie di spionaggio della Terra sanno dei serpentoidi, e li ringraziano per il lavoro di ripulitura che fanno tutte le volte che scendono in campo. Stritolatore ha però voluto offrire i suoi servigi anche ai privati. Ecco come hanno fatto quelli del Fronte Anti pedofili a commissionare l'eliminazione del pedofilo che abbiamo chiamato Luciano. Lui esce a cacciare i bambini innocenti, ed i serpentoidi strisciano nelle tenebre per cacciare lui. Stritolatore ed i suoi hanno addirittura fatto uno sconto sulla commissione al Fronte Anti pedofili, perché hanno sviluppato una loro animosità contro chi vuole violentare i cuccioli della sua stessa specie. I rettili nei loro rapporti interpersonali sono piuttosto sbrigativi, ma rifuggono dalle degenerazioni comportamentali tanto diffuse tra gli umani. Spostiamo la nostra attenzione su una bambina di otto anni, accompagnata dal cuginetto di quattro. Escono di casa, dopo avere promesso alle mamme di fare attenzione ad attraversare le strade. Vivono in una cittadina, dove quella sera il traffico automobilistico è stato bloccato. I bambini circoleranno in gruppo, e questo rassicura eccessivamente i genitori. Qualche papà tiene d’occhio da lontano i manipoli vocianti, cercando di non farsi notare. Anche Luciano è stato costretto a scendere dall’auto, ma questo non lo fermerà. Ha sviluppato movenze che non allarmano i bambini e neppure gli adulti. Basterà avere pazienza, ed aspettare che i bambini si stanchino di camminare. Poi acconsentiranno a sedersi su una panchina, allettati dai dolcetti che fanno parte integrante del fascino di quella notte unica. Il maniaco dovrà fare in fretta, prima che i genitori si allarmino, non vedendo rientrare i piccoli. I serpentoidi hanno estratto a sorte il nominativo di chi tra di loro che si occuperà del pedofilo Luciano. Anaconda, un rettile serpentiforme più grosso di qualsiasi serpente terrestre, non è facilitato dalla sua mole quando si deve nascondere. Tuttavia è passato attraverso i campi, facendo schizzare via tutti gli animali più piccoli, che erano a loro volta in caccia. Alcuni cani da guardia lo hanno sentito passare vicino ai muri delle case che presidiavano, ed hanno abbaiato per un po’, prima di andarsi a rintanare tremebondi. Il loro olfatto formidabile li ha infatti avvisati che quello che stava strisciando nell'oscurità era un vero alieno. Ora Anaconda si è mimetizzato in un cespuglio, attendendo la mossa della feccia umana che è venuto a sanzionare, forse in maniera definitiva. I due cuginetti, la bambina ed il bambino, frattanto si sono stancati di bussare e di ripetere la formula: “dolcetto o scherzetto”. Hanno fatto man bassa di cioccolatini, pasticcini e biscotti. Si avviano verso casa, passando però accanto alle panchine, dove pazientemente sosta il pedofilo. Non ha ancora deciso cosa farà dei due piccoli. Uscendo allo scoperto corre il rischio di essere riconosciuto; quindi potrebbe anche decidere di eliminarli ambedue. Questi predatori, che la società umana non riesce a cancellare dall’esistenza sanno colloquiare e convincere le loro vittime. Ci vuole un’abilità maturata in molti anni per catturare l’attenzione dei due cuginetti; e loro si fermano a fare ciò che le loro mamme hanno espressamente proibito: parlare con uno sconosciuto. I dolcetti di Luciano sembrano addirittura più appetitosi di quelli che finora i due cuccioli hanno ottenuto in dono. Li circuisce completamente, inducendoli a camminare con lui. Promette di accompagnarli a casa, intendendo la sua, non la loro. Anaconda si muove, producendo un fruscio che avvisa tutti i gatti del vicinato del verificarsi di un fatto a dir poco insolito. Neppure loro, abituati ad osservare le creature della notte e delle tenebre, ricordano di aver mai visto un serpentoide in azione. Fauci enormi, denti come pugnali, occhi gialli, luminescenti, muscoli con una forza immensa. Poi Anaconda si pone in agguato su un albero, pronto a balzare sul maniaco che tra alcuni minuti passerà troppo vicino a lui. I due cuginetti camminano qualche passo avanti, chiacchierando tra loro. Dietro di loro, il pedofilo si appresta a cloroformizzarli. Dopo sarà più facile trattarli; ma per lui non ci sarà un dopo, giacché Anaconda attacca. Nel tempo di due o tre battiti cardiaci, avvolge la sua vittima, e la trascina via. Il serpentoide strappa il fiato al pedofilo, mentre gli sbriciola le costole e gli disloca le vertebre. Poi si allontana con quel terribile fruscio che mette in allarme tutti gli esseri dotati di un udito più fine di quello umano. Alcuni secondi dopo, il papà della bambina trova i due cuginetti, ignari del pericolo scampato. Nella loro ingenuità vorrebbero ringraziare “quel signore” che li ha accompagnati, ed ha donato loro dei dolcetti. Pensano. “strano che se ne sia andato”, ma in realtà lo hanno già dimenticato. Su Plutone intanto Dragonfire, la Maga, Fulminatore, Ferox e Kong stanno esplorando un castello alieno. La grande sala nella quale sono entrati, sfondando il muro di pietra, è pervasa da una luminosità che permette loro di vedere nelle immediate vicinanze. I cinque super-eroi rimangono in gruppo, trovandosi in un contesto ignoto. Una mossa saggia, visto che gli esseri che si avvicinano con passo pesante non sembrano avere buone intenzioni. Li guida un troll, armato di una clava, che sembra una pianta appena sradicata. Dietro di lui avanzano due grossi lupi, che mostrano i segni di innesti bionici. I due lupi sono cavalcati da una guerriera armata di frusta, e da un nano che impugna due pugnali lunghi e sottili. Il troll punta verso il drago di Evolution, che ha pressoché la sua stazza. Il troll solleva la sua pesante clava, mirando alla testa di Dragonfire, che, invece di schivare o parare il colpo, assesta un pugno fortissimo all’arma lignea. Una considerevole quantità di piccoli frammenti è ciò che rimane della clava dello sciocco troll. Accertato che il suo livello di forza non è paragonabile a quello di Dragonfire, Kong lo atterra con un doppio calcio al petto. La guerriera armata di frusta attacca Ferox, convinta di essere in vantaggio, grazie alla sua spaventosa cavalcatura munita di zanne metalliche. La frusta sibila e scende velocissima, ma non trova il bersaglio che cercava, dato che la mutante felina ha saltato la donna con la frusta ed anche il lupo. L’animale bionico si accorge che Ferox lo sta aggredendo alle spalle un attimo prima che i suoi artigli gli strappino una manciata di pelo, e non solo quello. Il lupo ulula e sanguina. Il nano dirige il suo bestione peloso verso uno dei due intrusi apparentemente meno pericoloso: Fulminatore. Trattandosi di un abitatore di un mondo lontanissimo dalla Terra, si può ammettere che non sappia di Evolution. Questo però non gli evita una punizione dolorosa. Il mutante elettrico spara alcune saette a bassa energia, che colpiscono sia i pugnali del nano, sia le parti metalliche del lupo bionico. L’odore di pelo bruciato e di plastica fusa che indica i due nemici di Fulminatore rimarranno fuori gioco per un po’ di tempo. La Maga, che non è ancora intervenuta, dirige una sua leggera sonda mentale contro la guerriera con la frusta. Mentre l’abbatte, è convinta che lei ed i suoi amici non costituiscano un vero pericolo, né che abbiano cattive intenzioni. Sono semplicemente accorsi per difendere la loro casa da intrusi che si sono dimostrati troppo forti. Sulla Terra, Anaconda ha completato la sua missione. Come era prevedibile, i suoi modi si sono rivelati eccessivi per la sua preda, ma non spetta al serpentoide Hunter Killer rimuovere il corpo fracassato. Si avvia verso la tana, per riferire agli amici della missione conclusa con successo. La sua attenzione viene però attirata da urla soffocate, che provengono da una casa vicina. Il rettile alieno non ha ricevuto un nuovo mandato di cattura; per cui adesso lavorerebbe gratis. Potrebbe ignorare le grida d’aiuto, subito interrotte da schiaffi e pugni. Un serpentoide dovrebbe essere indifferente di fronte a quegli episodi di violenza che gli uomini e le donne coltivano con gusto. Chiunque supponga ciò però non conosce Anaconda. Mentre si avvicina alla casa, dalla quale provengono quelle richieste d’aiuto, non si vede come un cavaliere sul cavallo bianco. Lui è piuttosto l’emissario di una stirpe orgogliosa, che ha padroneggiato il volo spaziale. I serpentoidi tuttavia non si sono rammolliti, e non rifuggono da uno scontro fisico, quando è il caso di sgranchirsi le spire. Solleva la sua grossa testa, provvista di creste cornee, per guardare all’interno della casa, dove un gruppo di giovinastri, ubriachi e drogati, tiene in ostaggio una famigliola atterrita. Anaconda capisce che il maschio ha paura, perché gli intrusi sono armati di coltelli e mazze. Nonostante tutto, essendo marito e padre, si prepara ad un assalto disperato. La donna protegge il bambino, che è ancora mascherato, essendo appena tornato a casa. I balordi lo hanno seguito, decidendo di fare irruzione. Anaconda percepisce lo stato d’animo di quella feccia umana: sono esaltati dal potere sulla vita e sulla morte, che si illudono di detenere. Ovviamente si sbagliano, perché adesso c’è un enorme serpentoide che si prepara ad un ingresso che lascerà il segno, non solo nella finestra, che cade in frantumi. Un colossale serpente non può essere visto come un salvatore, da nessuna cultura umana. I più stupidi hanno scritto su libri che si definiscono sacri che bisogna schiacciare la testa ai serpenti. Non si riferivano di certo ad Anaconda ed ai suoi simili; chi potrebbe calpestare e schiacciare quelle enormi teste minacciose? Scivola nella stanza, riempiendola quasi tutta con le sue spire squamose e muscolose. Tutti gli umani presenti sono ugualmente congelati dal timore atavico, che identifica il componente degli Hunter Killer con il male più antico. I tre teppisti per lui non sono altro che merce avariata, ed in fondo non meritano neppure che Anaconda li pervada con il veleno che quelli della sua specie secernono a comando. Quando li circonda con il suo corpo dinamico e viscido i teppisti hanno ancora in pugno le loro armi, ma rinunciano ad usarle. Solo per questo motivo Anaconda non li uccide. Si limita a colpirli uno dopo l’altro con la testa durissima o con le spire, che sembrano fatte di metallo. Quindi, senza voltarsi, il serpentoide esce da dove è entrato, e si perde nella notte. Del resto, non si aspettava di certo un ringraziamento da parte di quei tre umani completamente atterriti.

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