lunedì 25 novembre 2013
LA COLLEZIONE DI GUERRA_293° episodio
Tra i quattro Cavalieri, Guerra è quello più adorato dagli uomini. Qualcuno adora Morte, quasi nessuno adora Pestilenza e Carestia. A Morte non interessa, perché fa quel che deve fare, senza alcuna passione, né fretta. Pestilenza e Carestia non cercano fan, ma solo vittime da fare soffrire a lungo, prima di consegnarle a Morte. Guerra, nel corso dei millenni, ha rapito moltissimi soldati, un attimo prima che Morte li portasse via. Un demone deve pur divertirsi in qualche modo, e Guerra colleziona tagliagole, pugnalatori, sventratori ed affettatori bellici. Innumerevoli volte gli eserciti degli umani si sono confrontati per lungo tempo, disseminando i campi di battaglia di un numero spropositato di vittime. Gli uomini di questo e di quello schieramento adoravano sovente lo stesso Dio, che ovviamente non poteva parteggiare per l'uno o per l'altro. In realtà, entrambi gli schieramenti adoravano anche Guerra, ancor più di quanto adorassero qualunque Dio. Quando gli uomini diventano peggio delle bestie più immonde, e si ammazzano a vicenda, per conquistare un'inutile collinetta sulla quale piantare uno stupido pezzo di stoffa, Guerra è lì. Il suo potere gli consente di essere ovunque sul campo di battaglia. Anima contemporaneamente i pensieri assassini di centinaia di migliaia di stupidi umani. Non potrebbe farlo se gli umani disponessero veramente di un cervello funzionante. Nella collezione di Guerra ci sono finanche uomini coraggiosi, trascinati dagli eventi. In vita sono stati quasi dei pacifisti, ma hanno subito gli eventi, fino a trasformarsi in assassini. Nella collezione del Cavaliere Rosso ci sono altresì quelli che non hanno mai desiderato altro che uccidere per il gusto di farlo: i veri soldati. Gente che, con la scusa del dovere, ha dispensato morte con gusto e soddisfazione. Ciclicamente Guerra organizza una colossale battaglia campale, uomo contro uomo, mostro contro mostro. Sceglie i pezzi migliori della sua collezione di campioni non più vivi, per farli combattere contro una selezione dei più forti tra i campioni della Vita. Evolution schiera Dragonfire, Ferox, Fulminatore, la Maga e Kong. La K-Force del mondo conosciuto come Akros schiera il gigante Krom, la fata Farie, l'uomo-lupo Aroo, la velocissima Drexx e Dardo Assassino, che Guerra gradirebbe avere tra le sue file. Assieme ad Evolution, combatteranno anche i possenti automi Black Dragon e Robokiller. Hanno chiesto di partecipare in appoggio: Zara la fustigatrice, il troll Zadox, il nano tagliagole Jeed ed i due lupi bionici, Qwert e Tyop. I serpentoidi presenti sulla Terra di solito lavorano come cacciatori di taglie, ma questa volta combatteranno per il gusto di farlo, a fianco del drago e dei mutanti di Evolution. Stritolatore, Boa, Anaconda, Pitone e Sysform sono pronti a frantumare ed avvelenare gli emissari del demone rosso. L'esercito di Guerra non è composto da lenti zombie, e neppure da spettri, bensì da ex esseri umani che si trovano sospesi tra la vita e la morte. Lotteranno per perpetuare l'attuale esistenza, che non considerano detestabile. Possono essere feriti e possono ferire. Forse una loro seconda morte in battaglia potrebbe consegnarli definitivamente a Morte. In una pianura immensa, in questo o in un altro piano dell’esistenza, i tagliagole di Guerra si contano, scoprendo di essere una legione. Hanno di fronte esseri dotati di grande forza e di grandi abilità, ma accarezzano fiduciosi le loro spade, le loro lance, le loro asce bipenni. Guerra ha messo assieme combattenti che mai si sarebbero potuti incontrare, giacché sono vissuti in periodi storici differenti. C’è un manipolo di spartani, pazzi adoratori della sofferenza imposta ad altri ed a se stessi. Ci sono i britanni, mezzi nudi e tinti, che combattevano correndo caoticamente giù dalle loro colline. Questi e quelli sono stati anche ferventi adoratori di Morte, che però, come si è già detto, ha altro da fare che stare ad assecondare i cretini. Tra tutti i combattenti, si distinguono i legionari di Roma, ordinati e capaci di muoversi all’unisono. Guerra ha sguinzagliato per il campo di battaglia una serie di demoni scagliosi, che con le loro fruste evitano che le varie fazioni si accapiglino tra loro. Dragonfire osserva la marmaglia umana, chiedendosi come possa Guerra pensare che possano avere il sopravvento su Evolution e sui suoi alleati. Il drago alieno ha colto il punto della questione: la battaglia viene infatti frazionata in contesti diversi, dove in teoria i guerrieri umani potrebbero sfruttare il fattore campo a loro vantaggio. Black Dragon si trova all’improvviso trasportato in una gola montana, dove dovrà affrontare gli spartani armati di lance e scudi. Il robot avanza, scrutando in lontananza grazie ai suoi potenti dispositivi ottici. I suoi sensori sono tutti all’opera, e gli dicono che nessun essere umano si trova nei paraggi. Poi all’improvviso il suo radar segnala l’arrivo di un nugolo di lance, scagliate dall’alto e da dietro le rocce. Un tale attacco potrebbe sbaragliare anche un moderno gruppo d’assalto, armato di mitragliatori. Le lance infatti uccidono adesso come tremila anni fa. Black Dragon ha più o meno le stesse dimensioni di Dragonfire, ed è rivestito di un metallo assimilabile come durezza al titanio; per cui le lance gli rimbalzano addosso, producendo al massimo qualche piccolo segno. Black Dragon si prepara a somministrare la sua super-fiamma a quegli umani presuntuosi, ma gli spartani rimangono nascosti. La mossa successiva è infatti quella di fargli precipitare addosso una valanga di sassi, che lo seppelliscono. Aroo, Ferox e Zara procedono assieme in una jungla troppo rigogliosa, che mette in difficoltà le loro abilità. L’uomo-lupo preferirebbe trovarsi in un bosco. Il terreno di caccia di Ferox è la savana, mentre Zara può usare al meglio la sua frusta se non ci sono troppe liane ad intralciarne il movimento. I loro avversari sono feroci tagliatori di teste, armati di coltellacci ricurvi. Intendono collezionare la testa della donna-leopardo e dell’uomo-lupo, senza tuttavia disdegnare quella della fustigatrice. Come nel caso di Black Dragon, sembrerebbe che Guerra abbia istruito i suoi scagnozzi sui punti deboli dei nemici che affrontano. La fata di Akros, nota come Farie, e la mutante terrestre conosciuta come Maga costituiscono una coppia pericolosa per qualunque avversario umano. Vengono trasportate in una terra di tumuli mortuari, e tenute d’occhio dai ninja neri, maestri degli inganni e delle dissimulazioni. Il potere di Farie è riconducibile alle acque che scorrono, all’erba che cresce, al vento che soffia trasportando i pollini. Il contesto che Guerra ha preparato per lei è viceversa pervaso di tristezza, lamenti, erba secca, funghi velenosi e puzza di cadavere. La fata che è quasi invincibile nel suo mondo verde e vitale, adesso risente di una sintonia ambientale che non vorrebbe condividere. La Maga detiene viceversa facoltà psioniche che funzionano a prescindere da ciò che la circonda. Anche i suoi incantesimi vivono dentro di lei. I ninja neri percepiscono un complessivo indebolimento delle loro avversarie, senza rendersi conto che la realtà è leggermente diversa. Quando attaccano, lanciando le stelle metalliche shuriken, la Maga le blocca tutte in volo. Poi, una volta esaurita la loro energia cinetica, cadono a terra innocue. I ninja neri però non dispongono di una sola arma, e si proiettano avanti con le pericolosissime katane sollevate. Nella jungla, cinque cacciatori di teste, fisicamente tonici e scattanti, sbucano dalla vegetazione. Si sentono leopardi o forse serpenti, ma sono ancora troppo umani per farcela contro Ferox. Lei sola è capace di muoversi come un leopardo. Sebbene sia rallentata dalla vegetazione, la mutante schiva agilmente i coltellacci che vorrebbero farla a fette. Black Dragon è stato sommerso da un gran quantitativo di pietre di varie dimensioni. Analizza i danni, tutto sommato contenuti, ed attiva le riparazioni automatiche. Nel frattempo, gli spartani si trovano a fronteggiare il troll Zadox. Gli abili guerrieri sono impressionati dalla possanza del nuovo arrivato, ma pensano che, essendo privo di armatura, soccomberà facilmente sotto il tiro dei giavellotti. Il troll agisce con sorprendente velocità, data la mole, schivando gran parte dei proiettili micidiali. Le lance che lo colpiscono gli arrecano solo sbucciature superficiali, dato che i troll hanno una pelle dura quasi come quella dei vermi mangiaroccia. Krom, il gigante della K-Force di Akros, è accompagnato da Kong, l’uomo-bestia di Evolution. Fronteggiano una formazione di legionari romani. Ordinati, corazzati, feroci nelle loro movenze ed efficienti nel colpire con i loro gladi, i romani sollevano gli scudi per reggere l’impatto della spada nera di Krom. Nel frattempo, Kong prende la rincorsa e salta le tre file dello schieramento nemico, per prenderli alle spalle. Le molte manovre nelle piazze d’armi hanno addestrato quei soldati a ruotare di 180 gradi con efficienza, senza scoprirsi troppo. I romani si dispongono a quadrato, con gli scudi serrati ed i giavellotti puntati all’esterno. Una formazione più difensiva che offensiva. Neppure Krom si lancerebbe contro quella selva di punte di ferro. L’uomo-bestia viceversa li attacca dall’alto, piombando all’interno del quadrato difensivo. Quindi, con velocità, forza e precisione, ne stordisce una decina con i suoi grandi pugni. Adesso si trova tuttavia circondato da soldati che si voltano verso di lui, spada in pugno. Nessun problema per Kong, che balza via, elevandosi di oltre tre metri in alto ed in avanti. Fulminatore sta combattendo contro un carro armato, guidato da un inventore d’armi e dai suoi assistenti. Le scariche elettriche emesse dal mutante colpiscono con grande fragore il grande mezzo meccanico, ma non sembrano danneggiarlo. Fulminatore è viceversa indifeso contro le mitragliatrici di bordo, che iniziano a bersagliarlo. Robokiller riequilibra la disputa, giacché a lui i colpi di piccolo calibro non fanno alcun effetto. La torretta del carro armato ruota, per puntare il potente cannone contro il grosso robot. Fulminatore gli restituisce il favore scagliando una saetta che acceca il pilota del mezzo corazzato. Robokiller dispone del potere di assorbire ed assimilare meccanismi di vario tipo; ma deve prima entrare in contatto fisico con gli stessi. Sfruttando il diversivo di Fulminatore, l’automa posa le sue mani metalliche sul carro armato, iniziando la sua opera di disassemblamento. Il troll Zadox, che recentemente ha affrontato e sconfitto un colossale mangiaroccia assieme a Dragonfire, impegna tutto il manipolo degli spartani. Sono molto coraggiosi ed a loro modo forti, ma non sono super-umani. Avanzano senza mostrare paura, e non si tirano indietro quando Zadox sferra colpi mortali. Un rumore di rocce scagliate lontano annuncia che Black Dragon si è liberato. Adesso i guerrieri greci si trovano tra due fuochi: un drago metallico ed un troll deciso a rompere loro tutte le ossa. I tagliatori di teste circondano Ferox, o almeno ci provano. Anche loro sono intralciati dalle liane e dal sottobosco eccessivamente rigoglioso. Questa non è però una scusa valida per voltare le spalle all’uomo-lupo della K-Force, che abbatte due nemici in un colpo solo. Subito dopo si accerta che non possano più rialzarsi, spezzando loro il collo con le sue fauci. Uno dei cacciatori di teste è rimasto indietro, ritenendo che la fustigatrice sia un bersaglio più facile. È probabilmente vero, dato che non dispone dei poteri felini di Ferox e neppure delle doti bestiali di Aroo. Zara è comunque abilissima con la sua arma, ed impegna con abilità ed agilità il suo nemico. I ninja neri, che assediano la Maga e Farie in mezzo ai tumuli mortuari, vengono rallentati considerevolmente dalla rete psionica della mutante di Evolution. I ninja non sono semplici spadaccini; dispongono viceversa di alcune abilità magiche, che permettono loro di contrastare parzialmente la Maga. Nel frattempo, la fata Farie lotta contro le interferenze ambientali che l’hanno bloccata. Le combatte e le allontana. Inizia quindi a brillare di una luce bianca, che aggredisce fisicamente e psichicamente quegli assassini delle tenebre. Krom estrae la sua spada nera, che desidera nutrirsi delle energie vitali dei soldati romani. Il gigante abbatte quindi la sua arma contro la selva di scudi, che non possono ostacolarla. La lama nera scivola lungo le superfici fino a raggiungere anche solo di striscio le gambe o le braccia dei romani. Basta questo per privarli di gran parte delle loro forze. In breve, tutti quelli che stanno lottando contro Krom traballano come fossero ubriachi. Kong coglie il momento giusto per sfondare fisicamente lo schieramento nemico, evitando attentamente di cadere anche lui vittima della spada del suo alleato. Farie e la Maga si prendono per mano, sommando le loro abilità. Il turbine che ne scaturisce scaglia lontano e stordisce tutti i ninja neri.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento