giovedì 21 novembre 2013

I FIGLI DEL MANGIAROCCIA_292° episodio

Il verme mangiaroccia, proveniente dal mondo della miniera, arriva sulla Terra. Ad essere precisi, si manifesta in profondità, in una delle tantissime caverne esistenti sotto la superficie planetaria. Una vastità pressoché disabitata, prima che arrivasse il verme. Al centro dell'enorme cavità, si trova un placido laghetto, creato dall'acqua proveniente da innumerevoli infiltrazioni. Nel laghetto vivono alcune creature mai viste dall'uomo. Pesci primordiali, nati e cresciuti in un'oscurità totale. Anche il verme agisce da sempre senza bisogno di vedere; per cui quella caverna potrebbe fare al caso suo, come base di partenza per le scorribande che contraddistinguono il suo modus operandi. Se il verme mangiaroccia si accorge della presenza dei pesci ciechi, li ignora, giacché il suo metabolismo richiede l'assunzione di determinati metalli. Questa forma di vita è molto antica, e non ha mai smesso di crescere. Nel suo DNA non è presente alcuna programmazione di spegnimento: è un essere il cui scopo è di scavare e mangiare. Tutti gli altri animali di questo e di altri mondi dedicano parte del loro tempo alla riproduzione; il verme no. Non litiga con altri vermi maschi per conquistare una femmina, dato che non è un maschio ed è molto difficile che incontri un suo simile. I vermi mangiaroccia in circolazione sono rari, e se si incontrano non si accoppiano, ma neppure si scontrano. Scavano e mangiano. Alla riproduzione pensa un dispositivo interno, che una volta ogni tre o quattro secoli terrestri espelle uno o due uova. Il verme non è neppure una femmina, per cui non si cura delle uova, che assomigliano a rocce sferiche. La riproduzione sessuata ha lo scopo di combinare i caratteri di individui diversi, per sperimentare qualcosa di inedito. Ciò accade in teoria; in pratica, nelle popolazioni umane, molte combinazioni sessuate avvengono tra conterranei che sono quasi consanguinei. In tal modo, invece di migliorare la specie, si rischia di fare emergere i caratteri recessivi patologici. Il mangiaroccia espelle tre delle sue uova, direttamente nel laghetto che si trova nella caverna sotterranea. Quelle uova potrebbero essere assimilate alle spore, dato che hanno i caratteri generici di un solo genitore. Il verme però non ha alcun bisogno di evolversi ulteriormente; non gli serve neppure un cervello, come se avesse capito che, anche tra le specie che si considerano evolute, è sovente un optional. L'enorme ed antica creatura annusa l'aria attorno a sé. Annusa, ma non respira in senso stretto, altrimenti non potrebbe scavare nella roccia tunnel che al suo passaggio si riempiono di gas ritenuti velenosi per quasi tutte le forme di vita. Il verme genitore, senza un solo pensiero che gli turbi l'esistenza, procede come sempre, scavando a mangiando. I tre figli del vermone sono praticamente già formati all'interno delle uova/spore. Anche loro cercano qualcosa da mangiare, iniziando dal guscio che li racchiude. Adesso i vermi mangiarocce di origine extraterrestre sono quattro, ma si trovano nelle viscere del pianeta, non sulla superficie. Potrebbero girare indisturbati per millenni, senza che la loro strada intersechi quella di Evolution. Così accadrebbe se l’incappucciato del mondo della biblioteca non ci mettesse lo zampino. Non è solo un bibliotecario parecchio originale; è più che altro uno studioso di antichi tomi, ed il suo scopo è di padroneggiare la magia. Kong gli ha portato via un libro contenente incantesimi importanti; l’incappucciato lo vuole recuperare. Essendo consapevole di non poter sfidare Evolution, l’incappucciato crea un diversivo, o meglio: tre. Sono appena nati, ma i vermi mangiarocce sono già in grado di suscitare il panico tra la popolazione di qualsiasi città. Ora però si trovano molto lontano da obiettivi sensibili. L’intervento del malvagio bibliotecario genera il caos che gli serve, per poter agire. Così come ha seguito la Vae Victis, nel suo viaggio da Plutone alla Terra, l’incappucciato teletrasporta magicamente i figli del verme in tre grandi città umane, con immediato disappunto della popolazione. Di solito non si tiene conto dello stato d’animo dei mostri, come se a loro andasse tutto bene, anche quando, come nel caso specifico, vengono strappati da un ambiente ideale per finire in mezzo all’inquinamento ed il traffico. Il primo dei vermi mangiarocce compare in una città dove le automobili sono incolonnate e quasi non si muovono, a causa di uno sciopero dei mezzi pubblici. I bambini appena nati emergono in un mondo di luce e rumori. Analogamente, questa creatura appena uscita dall'uovo viene investita da input che non è preparata ad affrontare. Il secondo verme ha la fortuna di venire dislocato alla periferia di una città, a notte inoltrata. Nessuno lo vede, e lui si rifugia in un campo di mais; sebbene sia strutturato per digerire i sassi, il secondo verme trova di suo gradimento quella coltura. La comparsa del terzo verme provoca grandi folate di vento, mentre lo spazio si squarcia, depositandolo in un mercato rionale. Gli umani reagiscono scappando, senza chiedersi da quale fogna sia uscito quel coso; fuggono tutti, anche i gestori delle bancarelle. Così anche il terzo verme trova da mangiare in abbondanza. Intanto, il suo sfortunato fratello, che si trova in mezzo ad un traffico super-congestionato, impazzisce. Sebbene i mangiarocce non siano dei velocisti, questo si tuffa in un’apertura che gli ricorda vagamente una caverna. Si tratta di un albergo tra i più prestigiosi in città; meta di persone con discrete risorse economiche. Quando il primo verme distrugge una porta girevole per entrare nell’hotel, il personale non pensa neppure per un attimo che intenda pagare il suo soggiorno. Qui l’ambientazione è abbastanza di gradimento del mangiarocce, ma preferisce scendere ai piani inferiori. Irrompe quindi, come una valanga di carne coriacea, in una sala dove è in corso un convegno. I presenti stanno mangiando tramezzini e pizzette, ed il vermone si sente invitato. Il secondo verme sta divorando tutto il mais del campo nel quale si trova. Sembra una mietitrebbiatrice, solo che non espelle alcunché. Divora ed utilizza ciò che ingerisce per crescere a vista d’occhio. Anche i suoi fratelli si stanno riempiendo gli stomaci di tutto ciò che capita loro a tiro. Un cagnolino, di quelli più stupidi, abbaia al verme del mercato rionale. Il mangiarocce non ha occhi e neppure orecchie, ma i suoi sensori lo avvisano della presenza di una piccola quantità di proteine. Il cagnolino non è altro che questo per l’extraterrestre vermiforme. La giovane proprietaria dello sciocco cagnetto riesce, per fortuna del quadrupede, ad allontanarlo velocemente da quella bocca irta di denti capaci di distruggere la roccia. Essendo il cagnetto uscito dal suo campo di percezione, il verme numero tre lo dimentica immediatamente. Esalazioni che gli ricordano il suo amato sottosuolo gli pervengono da una buca scavata per i lavori stradali. Il mangiaroccia si tuffa ed inizia a scavare, come tutti i vermi che si rispettino. Lui, i suoi fratelli ed il loro genitore però rientrano in un’altra categoria, se non altro per le loro dimensioni. Il primo incontro tra Evolution ed uno dei mangiaroccia avviene nelle viscere dell’hotel. Gli umani presenti sono scappati all’esterno, e la polizia si prepara a fare irruzione. L’apertura di un portale di teletrasporto annuncia però l’arrivo di Fulminatore e di Kong, che anticipano le forze dell’ordine. Le disposizioni trasmesse via radio ai poliziotti ribadiscono che Evolution ha la precedenza quando si tratta di affrontare i mostri. Le strumentazioni che l’uomo-bestia di Evolution porta con sé servono ad individuare e catalogare il mostro in questione. Il verme mangiarocce è comprensibilmente frastornato dal trovarsi in un hotel; sarebbe più di suo gradimento una grotta profonda. Esiste altresì il rischio che il grosso animale, non trovando un accesso al sottosuolo, torni al piano di sopra ed in strada. Kong usa i suoi aggeggi rilevatori, per scoprire la più vicina cavità utile, ed indica a Fulminatore dove scatenare la sua forza esplosiva. Il mutante elettrico è più forte all’aperto, dove gli è più facile ricaricarsi. Adesso, in un piano sotto il livello stradale, ha energia per un solo tentativo. Tuttavia, Fulminatore è un esperto in demolizioni, e concentra le sue scariche elettriche sul punto indicatogli dal collega. L’aria nel locale adesso odora di ozono, ma il pavimento è collassato, rivelando la voragine che i due mutanti stavano cercando. Così il mangiarocce dell’hotel può tornare all’habitat che gli è più congeniale. Rimane in circolazione solo il mangiarocce del campo di mais che ha attirato l’attenzione dei J-Six. John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude provengono da un altro piano dell’esistenza. Sono dei mutaforma che hanno deciso di interpretare la parte di sei attori, protagonisti di un film nel quale sbaragliano una moltitudine di nemici, riportando forse qualche graffio. Da quando sono sulla Terra si sentono degli sceriffi o meglio: degli ammazzamostri. Il vermone nel campo di mais è diventato ancora più grosso, a causa della fermentazione dei cereali ingeriti. La creatura non sta benissimo, giacché il suo stomaco ed il suo intestino sono fatti per digerire la pietra, ed estrarre da essa i metalli. Un essere che assimila pietra e metalli può, a quanto pare, risentire degli effetti negativi dovuti all’ingestione di vegetali terrestri. I suoi due fratellini, giacché stiamo parlando di vermi neonati, si sono analogamente nutriti di stuzzichini in un hotel, e degli ortaggi delle bancarelle di un mercato rionale. Ora però stanno scavando e mangiando roccia; questo evita loro disturbi gastro-intestinali (ammesso che abbiano uno stomaco ed un intestino). John, Jack, Jeff, Jim, Jordan e Jude non vanno troppo per il sottile. Vedono un vermone, che quasi tutti classificherebbero come un mostro; loro cacciano i mostri, e tanto basta ad indurli ad aprire il fuoco. Non hanno considerato che un animale in grado di scavare la roccia deve per forza avere la pelle molto dura. Le pallottole gli producono scalfitture, ma nulla di più. Poi il vermone parte alla carica, contro i J-Six. Loro si preparano a vendere cara la pelle, ma l’arrivo di Dragonfire cambia i termini della contesa. Avvisato da Fulminatore e Kong della presenza sulla Terra di vermi simili a quello del mondo della miniera, il drago di Evolution indaga. Il mangiaroccia, che dispone di un senso radar, individua il nuovo arrivato, ma non lo considera un ostacolo alla sua carica. Dragonfire gli dimostra che sbaglia, colpendolo sul muso con la sua coda possente; il verme rimane stordito e sbanda. I J-Six interrompono la loro sparatoria, per evitare di suscitare la reazione di Dragonfire. Il dottor Occulto comunica via radio con il drago, e lui gli riferisce che il verme non mostra atteggiamenti aggressivi. Visti i precedenti, sarebbe addirittura il caso di agevolarlo nel suo intento di infilarsi nel terreno, e sparire scavando. Kong invece chiede a Dragonfire di portare il grosso animale sulla Vae Victis, per studiarlo. Regolato il dispositivo di teletrasporto, il drago di Evolution ed uno dei figli del mangiaroccia originale vengono teletrasportati sul cacciatorpediniere, base operativa di Evolution. I J-Six, leggermente delusi, risalgono sulla loro grossa auto, e ripartono alla ricerca di altri mostri da sopprimere. In una delle stive della nave da guerra, si materializzano Dragonfire ed il verme mangiaroccia. L’uomo-bestia di Evolution utilizza le sue strumentazioni per raccogliere informazioni scientifiche su quella forma di vita extraterrestre. Le sue analisi non danneggiano in alcun modo il verme, che però avvertendo un senso di costrizione si ritira su se stesso, acciambellandosi. Kong intende concludere velocemente ciò che sta facendo, non conoscendo le necessità alimentari dell’alieno. Le strumentazioni di bordo non registrano tuttavia il richiamo di aiuto che il piccolo verme sta indirizzando al suo genitore. I suoi due fratelli intanto proseguono la loro esplorazione di questo nuovo mondo. Nascosto nell’ombra, il bibliotecario incappucciato si prepara ad attaccare, ma prima deve favorire il diversivo. Ancora una volta, manifesta le sue doti di tele-dislocazione, assecondando il desiderio del mangiaroccia adulto di soccorrere uno dei suoi figli. La sabbia, nei pressi del lago della nave, si apre per segnalare l’arrivo del colossale genitore. Evolution reagisce immediatamente, preparandosi a combattere per salvaguardare il lago e la sua fauna. Dragonfire, Fulminatore e Ferox fronteggiano l’enorme mangiaroccia. Intanto, sulla nave da guerra, Kong assistito dalla Maga si prepara a liberare il verme più piccolo. Nonostante non combatta sul suo terreno, l’avversario di Evolution sembra ancora più grande, rispetto a quando si scontrò con Dragonfire nel mondo della miniera. Ferox allontana dalla zona gli animali più lenti, per evitare che rimangano vittime della furia del verme, qualora dovesse scatenarsi. Sulla Vae Victis, tutto è pronto per riconsegnare il figlio al padre (o forse è una madre). Il dispositivo di teletrasporto di bordo può anche funzionare a breve distanza, ed in una frazione di secondo il piccolo ed il grande mangiarocce sono riuniti. Fulminatore e Dragonfire sono pronti allo scontro, ma preferirebbero evitare di ferire due creature che, per quanto enormi, cercano solo la pace. Nel frattempo però, contando sulla diversione, il bibliotecario incappucciato ha rimesso le mani sul suo antico tomo, ed è scomparso. Il dottor Occulto ha visto tutto, ed avrebbe potuto presumibilmente bloccarlo con i suoi poteri magici e psionici, ma ha preferito non iniziare una nuova ed inutile faida.

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