mercoledì 13 novembre 2013

TERRICOLI MALVAGI_290° episodio

Nella biblioteca, Kong e Jeed hanno trovato un portale per andarsene da quel mondo, oppure il portale ha trovato loro. In una frazione di secondo però Kong decide di resistere a quel turbine, e di fermarsi a riflettere. Non è infatti certo che, varcando quella soglia, tornino al punto di partenza, cioè nel castello del labirinto. Kong trattiene il nano accoltellatore, che, avendo imparato a fidarsi di lui, non oppone resistenza. In effetti, se i due si fossero fatti guidare dall'improvvisazione, sarebbero piombati in un inferno dal quale avrebbero avuto enormi difficoltà ad uscire. Intanto, su un altro mondo, in una caverna dove i nani realizzano grandi scavi, Dragonfire ed il troll Zadox si muovono alla ricerca del loro portale di rientro. Il grande verme è stato sconfitto dai pugni del drago di Evolution, aiutato dalle asce del suo compagno di viaggio troll. Il varco dimensionale mostra scenari in continuo mutamento. Difficile capire come poter controllare la dislocazione. Dragonfire ipotizza che sia possibile impostare questo dato, pensando intensamente ad un luogo verso il quale teletrasportarsi. In effetti, tra gli scenari proposti dal portale compare anche un castello oscuro, ma potrebbe trattarsi di una costruzione simile collocata su chissà quale mondo sperduto. Il faro incantato del dottor Occulto giunge finalmente in soccorso del drago e del troll, costringendo il capriccioso portale a rendersi utile. Così anche loro vengono trasportati a bordo della Vae Victis. L'unica coppia ancora in viaggio è a questo punto quella composta da Kong e da Jeed. L'uomo-bestia è certo che, tra quella quantità incalcolabile di libri, ce ne sia almeno uno in grado di spiegare come gestire lo specchio ed il conseguente teletrasporto. Jeed si mostra ancora una volta collaborativo, non intendendo provare ad esplorare da solo quel mondo che sembra tratto da un film post-catastrofe planetaria. Sul cacciatorpediniere, base operativa di Evolution, il dottor Occulto è costretto a prendere una decisione che avrebbe evitato volentieri. Deve riformulare entro pochi minuti l'incantesimo che teletrasportò lui ed Evolution su Plutone, altrimenti corre il rischio che l'allineamento con la Terra si perda. Significherebbe attendere per un tempo lunghissimo, e solo essendo certi di avere fatto bene i calcoli. A vantaggio di Kong gioca il fatto che il tempo sul mondo della biblioteca scorra in maniera differente. Lui ed il nano consultano numerosissimi tomi per un tempo relativo di alcuni giorni, che sulla Vae Victis corrispondono a pochi minuti. Anche così rischiano però di perdere la coincidenza con il viaggio di ritorno sulla Terra. Pochi istanti prima che la nave da guerra torni a navigare nel suo lago artificiale, Kong e Jeed si tuffano nello specchio-portale, e si materializzano sul ponte del vascello. Kong si è portato dietro il prezioso tomo, dal quale ha tratto le informazioni necessarie a direzionare il viaggio, suo e del nano accoltellatore. Il più potente telepate della Terra, conosciuto come dottor Occulto, evoca l'incantesimo di dislocazione spazio-temporale, che consente alla Vae Victis di lasciare l'oceano sub-plutoniano. Luci di ogni colore illuminano l'immensa caverna; suoni di una composizione mai sentita da orecchio umano accompagnano la smaterializzazione dell'acciaio della nave, e delle forme di vita che la abitano. La luce impiega circa cinque ore, viaggiando dalla Terra a Plutone. La Vae Victis entra in un worm hole, che comprime quella distanza, o semplicemente rende possibile ridicolizzare la teoria della relatività. Magia e scienza concretizzano cose mirabolanti, perché forse alla fine dei conti scienza e magia sono la stessa cosa, osservata da due punti di vista apparentemente inconciliabili. Sulla Terra, gli animali che hanno colonizzato il lago della nave si accorgono dell'apertura della distorsione una frazione di secondo prima che sia visibile ad occhio umano. Ippopotami, coccodrilli, felini di vario genere, jene, sciacalli, rettili, volatili, anfibi e pesci, si allontanano dal centro del lago, ma anche dalle sue sponde. L'acqua ribolle e si sposta per permettere la materializzazione del cacciatorpediniere. Zara la fustigatrice, il nano accoltellatore, il troll alto tre metri ed i due lupi bionici respirano per la prima volta l'aria della Terra. Sul mondo della biblioteca, l'incappucciato preposto alla sorveglianza della moltitudine dei tomi scopre che Kong ha trafugato un preziosissimo manoscritto, contenente incantesimi e molto altro. L'incappucciato urla con una voce che ricorda quella dei dannati infernali; i teppisti che si assiepano per le strade all'esterno della biblioteca scappano spaventati. Sul mondo della miniera, il verme mangiaroccia scava a profondità sempre maggiori. In realtà non si ciba delle pietre, bensì dei metalli in esse contenuti. L'elemento che sta cercando gli sfugge da secoli, ma il verme mangiaroccia non desiste. Proseguendo nel suo impegno scavatorio, interseca una linea di forza che potremmo definire quantica. Si tratta di energie antiche come il tempo o quasi, ed a loro modo senzienti. La linea di forza riesce finanche a leggere la mente di un colosso apparentemente decerebrato quale è il verme mangiaroccia. La forza quantica vede l'immagine ricordo del drago di Evolution, e ragionando secondo schemi di pensiero incomprensibili alla maggior parte delle forme di vita, disloca sulla Terra, dove adesso si trova Dragonfire, il colosso delle profondità del mondo della miniera. Il libro che Kong ha utilizzato per tornare sulla Vae Victis viene preso in consegna dal dottor Occulto, che lo mette nella stessa stanza dove si trova il manoscritto che ha consentito la dislocazione della nave da guerra, dalla Terra a Plutone. Adesso i libri che meritano tutta l’attenzione del capo di Evolution sono due. Nella sua mente comincia a fiorire il sospetto che la loro provenienza sia comune, come assimilabili sono i loro poteri. Chi si prepara ad attaccare Evolution, per ottenere la restituzione dei due tomi è il bibliotecario incappucciato. Che sia un umanoide o un demone, di certo possiede la capacità di viaggiare attraverso lo spazio ed il tempo, anche senza consultare gli incantesimi racchiusi nei libri che Occulto sta studiando attentamente. Nel frattempo, Ferox, Kong, Fulminatore e la Maga hanno accompagnato i loro nuovi amici a fare un giro turistico in varie località della Terra. La donna leopardo di Evolution si è incontrata con la sua simbionte Lucrezia. La fustigatrice Zara viene bene accolta dalla detective, che le propone di partecipare ad un’indagine su una banda di criminali seriali. In particolare, la polizia sta cercando di impedire che un gruppo di fuori di testa ammazzi tutte le donne che si chiamano come l’ex moglie del loro capo. Costui rappresenta il consueto caso di un pericoloso delinquente, liberato da magistrati particolarmente sciocchi. Non esiste un criminale tipo: ci sono quelli intelligenti e quelli stupidi, quelli esagitati e quelli riflessivi. Andrea Gress è un criminale riflessivo ed intelligente. Queste due caratteristiche non gli impediscono però di somministrare violenza e morte con grande efficienza. Gress non è solo un pensatore di delitti altrui: lui non ha problemi a sporcarsi le mani, anzi gli piace. Nel corso degli anni, il suo modus operandi è però cambiato perché decine di assassini di categoria inferiore lo hanno individuato come ispiratore. Lui non ha cercato loro, ma loro lo hanno implorato per servirlo. Che poteva rispondere Andrea Gress? Da solo avrebbe avuto dei problemi a rintracciare ed ammazzare tutte le donne che si chiamano come la donna che più odiava al mondo. Sarebbe più giusto dire che la odia ancora, nonostante l’abbia uccisa molto tempo fa. Così uomini e donne, affetti da vari tipi di pazzia, tutti asociali garantiti, iniziano la loro campagna per lo sterminio delle Laura Storm. Un tempo, per effettuare una simile ricerca sarebbero partiti dalle guide del telefono. Oggi si affidano ai motori di ricerca ed ai social network. Non ci rendiamo conto di quante informazioni riservate seminiamo in giro. Contribuiamo a creare banche dati, alle quali attingono venditori di aggeggi elettronici e di tantissime altre cose. I sociopatici, che odiano i rapporti interpersonali, amano invece l’intermediazione di Internet. Forse perché in tal modo possono sembrare normali se non addirittura speciali. Lucrezia rivela a Ferox ed a Zara la fustigatrice il nome delle donne a rischio di lasciarci le penne, a causa di un’assonanza. Come già in altre occasioni, il super-computer Galadriel aiuta la polizia nelle sue indagini. Galadriel evidenzia come i profiler amino smodatamente parlarsi addosso, e questo non è un bene. Lo scopo della loro militanza nella polizia locale o in quella federale non è catturare i delinquenti, ma parlarne a lungo, come se detta feccia meritasse più considerazione delle vittime che dissemina per le strade. I poliziotti sono inoltre frenati da dirigenti e funzionari che, per manifestare la loro esistenza, interferiscono con le azioni lineari. Accade sovente che un’irruzione sia ritardata da un mezzo capo incapace, consentendo ai delinquenti di prendere il largo. Zara, che fisicamente è molto simile agli umani terrestri, pattuglia un quartiere nel quale risiede una delle Laura Storm. Anche lei, come si vede nei telefilm, abita al piano terra. Possibile che ci siano tante case a uno o massimo due piani? Sono l’ideale per i delinquenti seriali, che spiano senza fatica dalla finestra, per poi sfondare l’esile porta esterna. Zara è in contatto via radio con Ferox e con Lucrezia, che sorvegliano altre due Laura Storm, non troppo distanti da lì. I pazzi sanno essere tremendamente disinvolti e disinibiti. Sapendo di essere considerati dei fuori di testa, approfittano dei cuoricini e delle deboli testoline altrui, per ottenere vantaggi. La tizia incaricata di uccidere questa Laura Storm non si pone alcun problema a suonare il campanello, sostenendo al citofono di essere una poliziotta. La Storm di turno le apre la porta, senza controllare il distintivo della sedicente sbirra attraverso lo spioncino. Se le loro vittime fossero meno fiduciose, i serial killer incontrerebbero maggiori difficoltà. La psicopatica estrae un coltello, con il quale ferisce Laura Storm con un primo fendente. La sua semplice strategia è quella di farla indietreggiare contro una parete, e poi di trafiggerla a colpo sicuro. La vittima grida, i vicini chiamano la polizia, ma la psicopatica non si scompone. Pensa che tra meno di un minuto si allontanerà camminando tranquillamente, anticipando le forse dell’ordine sul filo del rasoio; tutto ciò la eccita assai. Mentre si prepara ad infliggere la pugnalata finale alla sua vittima isterica ed ululante, la frusta di Zara scatta come un tentacolo micidiale, avvolgendosi attorno al collo della criminale. Una piccola torsione del polso e la carnefice diventa vittima; ruota su se stessa, per evitare che la frusta le spezzi il collo. Zara ritira la frusta, che agisce quasi come fosse viva. La psicopatica è a terra, ma potrebbe ancora tentare di scappare. Ecco perché la fustigatrice la colpisce con un calcio violentissimo in fronte, che la proietta indietro e poi contro il pavimento. I poliziotti la raccolgono in condizioni tali da non poter opporre resistenza all’arresto. Per salvaguardare l’incolumità della sua Laura Storm, Ferox si introduce in casa sua, dove si nasconde. Il gatto di Laura scopre quasi subito il nascondiglio, ma come tutti i gatti adora la donna leopardo, e presto avrà qualcosa di nuovo da narrare ai suoi simili residenti nel vicinato. Lo psicokiller di turno si spaccia per un addetto ai sondaggi; se non altro palesa una certa fantasia nell’esercizio della sua attività criminale. Laura Storm si mostra ben disposta nei confronti di un personaggio, che molti avrebbero considerato uno scocciatore, e trattato di conseguenza. Si tratta non di un sondaggista, bensì di uno strangolatore, che usa le corde del pianoforte. Difficile sopravvivere ad un simile attacco. La vittima subisce fin da subito lesioni molto gravi alla laringe, ma le vene e le arterie sono bersagli ancora più importanti e vulnerabili. Appena Laura si volta, il tizio scatta come un cobra, o almeno così crede. Non ci sono viceversa dubbi sulla velocità e sull’incisività dello scatto felino della donna leopardo di Evolution. I suoi artigli sguainati non lasciano alcuno scampo al criminale, che si rende conto di perdere copiosamente sangue solo quando si trova steso sul pavimento, senza comprendere come ci sia arrivato. Poi muore, accompagnato dalle urla di Laura Storm e dai miagolii di ringraziamento del micio di casa. La terza ed ultima Laura Storm di quel pomeriggio secondo le previsioni del super-computer Galadriel, spetta a Lucrezia la detective. Lei intercetta la sicaria mandata dal capo-setta Andrea Gress prima che entri in azione; la blocca sul marciapiede, chiedendole di identificarsi. Lucrezia spiana la pistola d’ordinanza, come dovrebbe fare ogni poliziotto assennato. Il colpo è in canna, ma la sua avversaria intende confermare di essere una fuori di testa, e la carica urlando. Così si becca un bel proiettile in fronte, e non peserà sul bilancio delle patrie galere.

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