martedì 5 novembre 2013

IL CASTELLO ED IL LABIRINTO_288° episodio

Il troll, la donna con la frusta, il nano ed i due lupi bionici osservano attentamente Dragonfire, Ferox, la Maga, Fulminatore e Kong. Il drago è sicuramente alieno, ma gli altri sono riconducibili ad un ceppo genetico umanoide. I due gruppi si sono scontrati, ma potrebbero avere obiettivi comuni. La Maga la pensa allo stesso modo, quando intesse un semplice incantesimo per permettere a tutti i presenti di parlare un idioma comune. O forse di parlare lingue diverse, che però vengono comprese da tutti. La donna con la frusta, che sembra essere il capo del suo gruppo, propone di effettuare un'esplorazione congiunta del grande castello oscuro. Racconta che nemmeno loro sono nativi di quel mondo, e che, come Evolution e Dragonfire, sono stati rapiti da un portale, apertosi improvvisamente nei pressi della loro imbarcazione. Una storia quasi speculare. Zara la frustatrice è una principessa del suo popolo, in viaggio con il troll Zadox ed il nano tagliagole Jeed. I due lupi, Qwert e Tyop, sono stati potenziati con parti in metallo, dopo essere stati feriti a morte in battaglia. Il castello oscuro sembra prendersi gioco di ambedue i gruppi, cambiando di continuo la disposizione dei muri. Corridoi appaiono e scompaiono, in una luminosità inadeguata, che rende difficoltoso scorgere le cose ad una decina di metri di distanza. Adesso il grande salone non presenta più la breccia che Dragonfire aveva prodotto per entrare nel castello. Il drago potrebbe prendere nuovamente a pugni i muri, ma non sarebbe più certo di sbucare all'aperto. Come se li sfidasse, il castello solleva le sue foschie per rivelare cinque corridoi, che si allontanano in direzioni diverse. Sono corridoi stretti, che costringerebbero i due gruppi ad una processione, se entrassero uno alla volta. Zara, che è indubbiamente indomita come suggerisce l'aspetto, propone di costituire cinque gruppi, secondo le migliori tradizioni del fantasy e dei fumetti di super-eroi. Forse sarebbe opportuna una differente combinazione, ma Ferox e Zara notano una somiglianza nei modi, e decidono di formare la prima coppia. Il nano Jeed viaggerà con Kong, l'uomo bestia di Evolution. Zadox e Dragonfire, che sono i più grossi, sogghignano al pensiero di incontrare qualcuno che sia talmente massiccio da intrattenerli entrambi. Rimangono la Maga, Fulminatore ed i due lupi Qwert e Tyop. Fulminatore sceglie Qwert, lasciando Tyop alla Maga. Il dottor Occulto, a bordo del cacciatorpediniere Vae Victis, contatta telepaticamente i suoi allievi, segnalando che il castello è quasi scomparso da quel piano dell'esistenza. Una ragione in più per esplorarne le stanze interne, alla ricerca di spiegazioni e di una uscita. Ferox e Zara: una mutante felina ed una principessa guerriera. Il loro corridoio curva bruscamente a sinistra, ma non ci fanno caso, dato che il castello si comporta come un labirinto impazzito. Nessun filo di Arianna potrebbe riportarle alla sala di partenza. Le pareti si allontanano, dapprima in maniera impercettibile; poi sembrano addirittura scomparire, e le due guerriere si trovano in mezzo ad una jungla. Insetti di dimensioni variabili volano, saltano, strisciano e si accingono a pungerle. Zara dimostra di saper usare molto bene la sua frusta, quando spezza in due un grosso coleottero che si stava avvicinando in picchiata, come un cacciabombardiere di altri tempi. Ferox affetta una scolopendra, o qualcosa di simile. Una maledetta bestia, sicuramente velenosa, munita di decine di zampe uncinate ed urticanti. Al momento, non si vedono animali più grossi, ma quelli che vengono avanti sono di forme e misure mai viste sulla Terra, e neppure sul mondo di Zara. Jeed, il nano armato di coltelli lunghi ed acuminati, e Kong, il geniale uomo-bestia di Evolution, si trovano all’improvviso in un contesto urbano che trasuda pericolo. Kong si volta indietro, per controllare il corridoio dal quale sono appena sbucati, ma è scomparso. La strana coppia si muove in strade bagnate da una pioggia che odora di petrolio bruciato. I palazzi non sono particolarmente alti; tutti però sono squadrati e quasi privi di finestre. Il cielo di quella città è di colore indefinito. I fumi della combustione di tante cose differenti rendono impossibile vedere la Luna e le stelle. Non è peraltro detto che quella sia la Terra, e ci sia una Luna da vedere. Kong scorge, grazie alla sua vista potenziata, alcuni movimenti dietro alcune finestre. Jeed e Kong sono tenuti sotto osservazione, da quando sono arrivati. Poi, senza preavviso, una banda di teppisti da strada li circonda, sbucando da ogni angolo. Umani relativamente giovani ed abbastanza in forma, armati di bottiglie rotte, mazze di legno e coltelli. L’idea che quei tizi vogliano combatterlo con dei coltelli fa sorridere Jeed. Sul suo pianeta è molto conosciuto; quindi questo è inevitabilmente un mondo diverso. Kong è molto più impressionante, e quelli che lo circondano sono la maggior parte degli assalitori. Mantengono però le distanze, tenendo d’occhio le sue lunghe e muscolose braccia. I teppisti che invece si buttano senza alcuna paura addosso a Jeed scoprono che quei coltelli li sa usare benissimo. Due teppisti vengono trafitti dal torace alla schiena. Per un secondo o due non fa neppure male; poi il loro sangue scorre copioso sul selciato, e muoiono. Il nano assassino salta sopra la testa di avversari che sono alti il doppio di lui. Addestrato dalla setta dei pugnalatori, era il più piccolo del dojo; tuttavia, dopo anni di sopportazione ed applicazione, divenne il capo ed il maestro dei sopravvissuti. Kong si unisce alla festa di Jeed, dato che i teppisti che assalgono il nano sono alcune decine. L’uomo-bestia è forte e veloce; schiva il vetro tagliente, le mazze dirette alla sua testa, e le armi bianche. I suoi colpi vanno tutti a segno, frantumando avambracci e gambe. Trascorrono dieci minuti dall’inizio dell’aggressione, ed il marciapiede umido e puzzolente è quasi coperto da gente dolorante e gente morente. Zadox e Dragonfire sbucano in un’enorme miniera, illuminata da una moltitudine di fuochi. Dappertutto si vedono segni di scavo: sentieri, pozzi e caverne. Rumore di ferro che percuote la roccia. Non è ancora chiaro chi stia scavando, né per estrarre cosa, ma di certo si impegnano. Dragonfire segue una delle strade meno strette, per avere spazio di manovra in caso di attacco da parte di nemici che di certo tenteranno la sorte. Il troll di nome Zadox lo segue, guardandosi attorno ed odorando l’aria piena di fumi di fucina, di combustibile fossile e di altro. All’improvviso, ma non troppo, lungo la parete della montagna scendono correndo e saltando degli umanoidi armati di badili e picconi. Dragonfire ha studiato le mitologie dei popoli terrestri, e quelli che cercano rogne assomigliano ai nani del ciclo del Signore degli Anelli. Barbuti, tozzi, rissosi, probabilmente ubriachi, i mostriciattoli si lanciano in picchiata contro un drago verde, pressoché invulnerabile, ed un troll anche lui alto tre metri. Dragonfire li aspetta, immobile come una roccia; poi ne afferra tre con una sola bracciata. Li strizza un pochino, giusto per smontarli un po’; ma, non volendo ammazzarli, li lascia cadere sul pavimento roccioso. Il troll molla un pugno ad un nano in arrivo, scagliandolo contro due che lo stavano seguendo. Dragonfire e Zadox si divertono per qualche minuto, anche perché i badili dei nani nulla possono contro le scaglie di Dragonfire, ed al troll fanno il solletico, o giù di lì. Il compagno di viaggio di Fulminatore, Qwert, non è un semplice lupo; lo si evince dalle parti bioniche in metallo, ma anche dal fatto che Qwert a suo modo parla. Brontola più che altro; facendo attenzione si nota tuttavia che articola diverse parole in un idioma che potremmo definire "lupesco". Non è un lupo chiacchierone, ma comunica efficacemente. Tyop è una lupa, che è stata rappezzata allo stesso modo di Qwert. La Maga afferra i suoi pensieri, che sono sorprendentemente affabili, considerando che la lupa bionica non è di certo un cagnetto da passeggio. Fulminatore e Qwert sono sbucati in riva al mare; ma non si tratta dell’oceano sotterraneo di Plutone. Questo mare potrebbe trovarsi sulla Terra, e potrebbe essere estate. Camminando lungo la spiaggia, il mutante elettrico ed il lupo bionico incontrano dei bambini che stanno giocando a rincorrersi. Si lanciano la palla, strillando a squarciagola. Commettono però l’errore di lanciarla troppo vicino al lupo, che in tal modo si sente invitato al gioco. Dapprima i piccoli si impauriscono, per le dimensioni dell’animale e per i suoi inserti in metallo luccicante. Passano pochi minuti, e su tutto prevale la voglia di divertirsi. Fulminatore si guarda attorno alla ricerca di nemici, poi, dato non ce ne sono in vista, si unisce al lupo ed ai bambini. La Maga e la lupa Tyop seguono il loro corridoio, che le conduce in una caverna e di lì sulle pendici di una montagna. Le coppie finora hanno sempre dovuto combattere, eccetto Fulminatore e Qwert. La Maga non sa cosa sia successo agli altri, eppure gradirebbe un’avventura più basata sulla ricognizione e la scoperta, piuttosto che la solita rissa di super-eroi contro super-criminali o mostri di vario tipo. Forse la Maga sarà accontentata, dato che le pareti rocciose che scorge appena fuori dalla caverna sono coperte da pitture rupestri. La mutante ha una considerevole conoscenza dei simboli, alfabetici e non, in uso nella magia terrestre. Quelli che le stanno di fronte però sono completamente diversi. Anche i colori adoperati per dipingerli sulla roccia sono insoliti e cangianti. Non sembra certo l’opera di cavernicoli semi-selvaggi. La lupa Tyop annusa le pitture, apprezzandole in un modo tutto suo. Mentre la giornata trascorre in maniera simile ad una giornata terrestre, la lupa si mette di guardia, mentre la Maga utilizza i suoi incantesimi per comprendere il messaggio di quei simboli. La mutante è infatti certa che la dislocazione delle cinque coppie non sia stata casuale. Se è così, anche gli altri dovranno tradurre qualche messaggio, per poter tornare indietro o proseguire nel viaggio. Nessun viandante normale sarebbe riuscito a resistere all’aggressione dei maledetti insetti, miriapodi ed aracnidi che giacciono fracassati, morti e morenti ai piedi di Ferox e Zara. La mutante felina non chiederà di certo un time out, sebbene la battaglia continui da parecchio tempo. Zara la fustigatrice non dispone dell'energia mutante di Ferox, e di conseguenza si guarda intorno cercando un riparo. Basterebbe infatti avere un tetto sulla testa ed una parete alle spalle per migliorare la situazione. La frusta colpisce con meno forza, ma produce ancora danni alla torma assaltante. Poi la principessa guerriera nota una muratura semisepolta dalla vegetazione, e la indica alla sua alleata. Richiamando le loro energie residue, Ferox e Zara raggiungono un’apertura nella roccia. Gli animalacci attaccabrighe ronzano infuriati come se avessero compreso il motivo della mossa delle loro nemiche. Non riescono tuttavia ad impedire che entrino in quella che si rivela come una costruzione dotata di un potere repulsivo nei confronti degli enormi animali chitinosi. Come se un campo di forza li respingesse, ragni, coleotteri, api, vespe, zanzare, scolopendre e scorpioni rimbalzano indietro. Dopo alcuni minuti di feroci tentativi, i mostriciattoli rinunciano. La camera iniziale è coperta di muschio, mentre la successiva, addentrandosi nelle viscere della montagna, è illuminata. Non è evidente da dove provenga quella luminosità, ma è funzionale ad individuare dei simboli dipinti sulle pareti. Zara ne riconosce alcuni, e prova a decifrare il resto. Nella jungla urbana che è toccata loro, Jeed e Kong camminano lungo le strade silenziose. Scorgono in lontananza qualche vedetta della teppaglia che abita quel quartiere, che accortamente si tiene lontana per non fare una brutta fine. Quel posto potrebbe trovarsi sulla Terra, in una delle tante pessime periferie delle metropoli asfissianti. Qualcosa però induce l’uomo-bestia di Evolution a ritenere che il contesto spazio-temporale sia diverso. Sembra il set di uno di quei film ambientati sulla Terra dopo la terza guerra mondiale, con i sopravvissuti ridotti al brigantaggio urbano. Avanzando, Kong e Jeed scorgono un edificio diverso dagli altri; l’insegna dice che si tratta di una biblioteca. Proprio quel che serve per cercare ed ottenere informazioni utili a capire dove ci si trova. La porta è chiusa con una catena ed un lucchetto, che il grosso mutante strappa facilmente. Appena entrati, Jeed ha modo di mostrare ancora una volta la sua maestria nell’uso dei coltelli, pugnalando quasi al volo due tossici nascosti nell’ombra. La loro lentezza li rivela per ciò che sono, e Kong li lascia alla cure di Jeed. Intanto, la Maga ha ottenuto la collaborazione della lupa bionica Tyop, che le ha prestato parte della sua forza vitale. Adesso può intessere l’incantesimo ispiratole dalle pitture rupestri che ha tradotto. Pur non sapendo che Ferox e Zara sono di fronte agli stessi simboli, la mutante psionica realizza in tal modo un collegamento tra i mondi. Il portale che si apre, è un invito alla donna leopardo ed alla fustigatrice, che non si fanno sfuggire l’occasione di lasciare quella jungla piena di insetti intrattabili.

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